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Abramoich, Chelsea sanzioni contro gli oligarchi

Evitate di piangere per il Chelsea. O per quel che ne resterà…

No alla guerra Russia - Ucraina
ABRAMOVICH, IL CHELSEA E CHI NE APPROFITTA…

Non si può affrontare il caso Chelsea con le normali categorie di giudizio: la giustizia, la buona economia, la correttezza, lo sport e tutte quelle di questo tipo che vogliate aggiungere. E che più o meno appartengono alla sfera di riferimento di una società civile che vive e si organizza secondo buoni principi universalmente riconosciuti.

  C’è un’intera categoria di vocaboli e aggettivi – più o meno tutti quelli che riguardano ciò per cui vale la pena vivere – che la guerra spazza via. A cominciare dai diritti umani più basilari ed essenziali – il diritto all’esistenza su tutti – per finire alla banalità, a confronto di tutto questo, dello sport, delle competizioni, del tifo, e addirittura del calciomercato. Dove li mandiamo Lukaku e Rudiger? Chi vuol fare lecito e consentito sciacallaggio della situazione? Davvero l’Inter potrebbe riprendersi Lukaku a prezzo stracciato? La guerra è anche una bella occasione occasione per alcuni per fare i propri interessi, non lo scopriamo di certo oggi. Se commerci in armi “Finché C’è guerra C’è Speranza”, e se fai il manager dell’ Inter, del Real Madrid o della Juventus tieniti pronto perché oggi c’è l’osso di Abramovich da spolpare. L’oligarca russo ieri amico di tutti, uno dei pilastri su cui il calcio inglese ha (ri)costruito le proprie fortune, e oggi capitato a sproposito dall’altra parte del fronte. Come sempre capita quando la guerra sconvolge l’Europa e il mondo.

SI PUO’ PARLARE DI INGIUSTIZIA SPORTIVA?

   C’è ovviamente molta vergogna a mettere tutto nello stesso calderone. Il Chelsea dell’ oligarca fiancheggiatore di Putin, Roman Abramovich, i problemi di un club di fatto messo d’imperio in situazione di default, l’impossibilità di giocare regolarmente i tornei in cui è impegnato (Premier League, Champions League, FA Cup etc…), i suoi conti congelati e immobilizzati nelle banche di riferimento del suo proprietario – anzi a oggi quasi nemmeno c’è un proprietario, visto che l’unica possibilità è la svendita…-, i suoi giocatori di fatto espropriati e messi all’asta sul calciomercato, sono un chiaro caso di clamorosa ingiustizia sportiva. Ma non c’è nulla di giusto in ciò che sta accadendo al mondo oggi e il dissipamento del Chelsea è solo un’insignificante conseguenza di quanto sta accadendo in Ucraina.

Chelsea, Mourinho, Abramovich

José Mourinho con Roman Abramovich

IL CHELSEA E QUEL LEGAME CON L’ITALIA  

C’è un pezzo di Made in Italy nel Chelsea, una radice culturale che affonda nel nostro calcio. Non sappiamo cosa succederà e cosa si salverà del Chelsea che in questi anni è diventato un club a noi familiare per via di Vialli e di Zola, di Ranieri e Ancelotti, Mourinho e Antonio Conte, e non può non dispiacere, ma preoccuparsi della classifica della Premier League o magari del tabellone di Champions League, è francamente meschino. L’ultimo dei pensieri circa le conseguenze nefaste di una guerra che di ben altri diritti sta facendo strage.

  La ripercussione mediatica del caso Chelsea è enorme, non potrebbe essere diversamente, ma evitiamo di piangere per questo.

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Roman Abramovich e il Chelsea simbolo del marcio del football (The Guardian)

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Giornalista sportivo, a La Repubblica dal 1983 al 2022, sono stato per 12 anni capo dello Sport. Prima e dopo sempre sport e calcio, dai campi di periferia fino ai Mondiali, da Gianni Brera fino a Internet, da San Siro a New York, da Wembley all'Olimpico, dalla carta alla TV. Autore di Bloooog!, il Bar Sport, per 14 anni dentro Repubblica.it. Ora in maniera assolutamente libera, autonoma, indipendente, senza filtri.

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Francesco Paolo Ricciuti

Torniamo al 1989, crolla il muro di Berlino e tutto l’impero sovietico. Tutti gli stati del patto di Varsavia approfittano della insperata opportunità e organizzano varie tipologie di fuga da Mosca. La NATO è nata dopo Yalta per organizzare preventivamente la difesa dei paesi occidentali contro un eventuale nuovo Hitler e contro l’impero sovietico che ha appena preso forma dal trattato di pace. La deduzione logica sarebbe : “di Hitler non se ne vedono, l’impero sovietico non esiste più ( la confederazione degli stati indipendenti è ben altra cosa )”, quindi sciogliamo la NATO. Come è noto ciò non avvenne anzi, si è scatenata subito la campagna acquisti e paesi affatto occidentali come le repubbliche baltiche o la Georgia ne sono entrati a far parte. La domanda è : contro chi ? La Russia era debole, da ricostruire, doveva spazzare via la così detta Nomenklatura che comprendeva il 10% dei russi e di fatto sottometteva il restante 90%, doveva, in altre parole cercare di edificare la democrazia, cosa in parte riuscita con Eltsin. Finalmente c’erano elezioni con vari partiti e l’opinione pubblica era favorevole all’andazzo. Poi, purtroppo arriva Putin, l’ex capo del KGB a Berlino, e piano piano le cose cambiano. Emergono i così detti oligarchi, fantastico eufemismo ( oligos = pochi, arkè = potere ) per indicare chi si è arricchito con la corruzione e truffe varie. Questi signori costituiscono il cerchio magico intorno al loro presidente che, alla fine, cambia addirittura la costituzione per garantirsi il posto a vita. Questo è il punto. Avessimo sciolto la NATO per tempo, si sarebbe potuto intervenire e magari proporre ai russi un accordo prima che emergesse lo sciovinismo più sfrenato. Ed ora siamo allo stallo : due eserciti nucleari contrapposti fanno venire i brividi. La baia dei porci è stata una barzelletta in confronto a ciò che sta accadendo in Ucraina. Come venirne fuori ? Purtroppo esiste solo un modo : l’occidente deve eleggere un suo rappresentante e andare a trattare con i russi, pronto a fare concessioni non solo territoriali. Biden ha già dimostrato di essere inadatto : in un minuto, in Polonia, ha emesso tali idiozie verbali da far scoppiare la terza guerra mondiale. Mah, torniamo al bar. Magari Lukaku torna davvero e questo incubo terminerà. Buona pace a tutti, calciofili e non.

il radarista

Buon giorno

La guerra è un evento terribile e triste che semina morte e distruzione, che crea malattie e miserie e che permette a persone senza scrupoli di arricchirsi alle spalle degli altri.
Oggi tutto il mondo è in guerra meno l’Australia e la Nuova Zelanda e in tutto il mondo ci sono morti e profughi. Alcuni di srie A ed altri di Serie B o anche meno.

Accogliamo i profughi, come è giusto che sia e notiamo, perchè evidente, che siamo ben felici di accolgiere alcuni profughi e restii ad accoglierne altri. Anzi, agli altri facciamo la guerra e li mettiamo nelel peggiori condizioni possibili. Li trattiamo come schiavi, li facciamo lavorare “stagionali” nei campi e gli facciamo pagare l’acqua da bere ed il caporalato e se provano a vivere meglio e ad integrarsi, come accaduto a Riace, interviene il minsitro Salvini che, anziché combatterel la n’drangheta, la usa per sputtanare il Sindaco che aveva provato a fare qualcosa di buono.

Ma tu guarda, Salvini va in Polonia a stimolare l’arrivo in Italia di profughi Ucraini solo che in quella terra sono arrivati sottoprofughi afgani che vengono respinti alle frontiere adiacenti l’Ucraina. Questa umanità è davvero complicata.

Ora il Chelsea rischia il fallimento, ma quando Abramovich ha comprato quella squadra, non si sapeva da dove venivano i suoi soldi? Non si sapeva che si era arricchito con i furti di autobotti piene di gas russo e faceva finte vendite ai villaggi per poi portarsi il prodotto nelle città dove lo pagavano meglio ed in dollari? Qualcuno si è mai chiesto da dove venissero i soldi di Berlusconi quando ha comprato il Milan ed ha inflazionato tutto il calcio italiano con giocatori costosissimi e superpagati?

Ora Abramovich ha messo il Chelsea in vendita per 3,3 miliardi di sterline, da devolvere agli ucraini sofferenti per la guerra. Un bel gesto, ma riuscirà a salvarlo? Non credo.

Buona domenica e saluti

almayer

Ma sbaglio o in realtà lui avrebbe messo a disposizione dei profughi di entrambe le parti solo i proventi netti della vendita?

He said “all net proceeds from the sale” would be donated to the “victims of the war in Ukraine”.

https://www.bbc.com/sport/football/60585081

Tiziano

C’è da stupirsi? Il calcio tra tuti gli sport è il regno del potere declinato alle disparità economiche, delle speculazioni finanziarie audaci, della sottomissione di tutti i valori al denaro.
Davvero dobbiamo credere ai cartelloni con la scritta Fair Play.

mario rossi

Bocca pensavo sarebbe un bello sfregio mettere i profughi ucraini nei panfili sequestrati magari in quello di putin requisito a forte dei marmi.
Invitandoli naturalmente a distruggere camere arredi etc prima di partire per nuova destinazione mandando poi ai proprietari un bel whatsapp video che illustra le devastazioni patite dal gioiello.
Quanto al Chelsea sarebbe bello grattare lukaku a sti gonzi spendendo 2 spicci, dopo che solo 6 mesi fa ci han dato 115 cocuzze per un giocatore che tra l altro non ha reso un cazzo.

Modifica il 2 anni fa da mario rossi
2010nessuno

Ehh Fabrizio, a parte i tifosi, saranno pochi quelli che piangeranno per il Chelsea, anzi molti si fregheranno le mani, pronti ad approfittare per ingaggiare i suoi giocatori

Pirogov

Vedi sopra mario rossi, tifoso della Inter

commentanonimo

L’errore e’ permettere a certa “melma” che non condivide i nostri valori di prendere possesso delle nostre cose solo perche’ hanno i soldi. Ora sono i russi, domani saranno i cinesi che sterminano nel tibet o dopodomani magari i quatarioti che finanziano il terrorismo antisemita. In partenza dovremmo chiederci perche nutriamo di accondiscendenza persone e regimi che sappiamo che sono ben lontani dal rispettare la vita umana o le donne o chissa che altro. Sarebbe meglio a volte avere un po’ meno soldi ed un po’ piu di dignita’.

nirula's

Siamo perfettamente d’accordo che di fronte alla guerra e ai diritti umani più basilari ed essenziali tutto il resto assume il sapore della banalità. Come potrebbe non essere altrimenti? E anche il sapore delle medaglie olimpiche da poco vinte in un paese che certo non brilla per la tutela dei diritti umani é terribilmente banale. Anzi, a dire il vero, chi se ne ricorda più?

Rosario Frattini

Don’t cry for the Chelsea, oh Blues.

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