Spalletti, Napoli

Ci siamo, la stagione è nelle mani di Luciano Spalletti, uno degli allenatori italiani più validi e apprezzati ma che ancora non è riuscito a vincere quanto merita. A Napoli ha ricostruito gioco e squadra e ora deve solo prendere il volo. Dice che “lo scudetto è una figata!”. Preda del personaggio, indugia in una filosofia leggera e spicciola cercando di camuffare il suo vero io fumantino e attaccabrighe. Si tratta solo di riuscire finalmente a vincere prima che il suo io più profondo salti fuori a rovinare tutto…  

Lo Spallettismo – non può ancora parlarsi di Spallettesimo non avendo il nostro aperto un’epoca di trionfi e di vittorie – è la terza via. Intesa come strada che non si sa bene se conduca o meno allo scudetto, ma che insomma rende il viaggio comunque molto interessante e soprattutto sicuro, appagante, valevole di esser vissuto.

  Lo Spallettismo – non leggetelo in contrapposizione fisica e teorica al Sarrismo, ma insomma è chiaro che i due mondi confliggano in maniera abbastanza evidente –  non è illusorio e non ti lascia solo, non ti vende complessa teoretica ma una filosofia più e comprensibile e spicciola. E nemmeno promette l’impossibile senza permetterselo.

  Cioè, suddividendo i mestieranti della panchina nelle due macrocategorie dei “filosofi” e degli “stregoni” – nella prima mettiamo Sacchi, Guardiola, Zeman e discendenti vari, e nell’altra Mourinho, Conte, Simeone, Allegri… – Luciano Spalletti, 63enne toscano che viaggia ormai verso le mille panchine in carriera, lo mettiamo nel mezzo. L’ambizione di fare calcio spettacolo ma concreto, senza scadere nella teoria, nel dogmatismo puro, nell’idea che finisce col distorcere il fine stesso di correre in 11 con un certo criterio su un campo verde: si gioca comunque per far risultato e per vincere. E dal quel binario non si scappa.

  Al tempo stesso SpallettOne – come lo ha chiamato Mourinho, riconoscendogli evidentemente un certo scatto di carriera e soprattutto dignità di nemico  – è uomo di potere, di comando, di frusta, tendenzialmente dispotico. Questo è il lato più affascinante e al tempo stesso mefistofelico del personaggio. Uscito a pezzi dal film di Totti“Speravo de morì prima” – tratteggiato come un killer appositamente assoldato per l’eliminazione metaforica (ma nemmeno tanto…) del totem della Roma  SpallettOne ha pazientemente ricostruito a Napoli la propria immagine, il proprio ruolo nella galassia del calcio italiano e la giusta iconografia di grandissimo professionista del football. Spietato, certo,  ma insomma nei limiti di ciò che la professione impone e consente.

  Possiamo anche ritenere che l’esser capitato sulla strada di Totti a Roma, di Icardi all’ Inter e di Insigne a Napoli, che in quel momento hanno dovuto smettere o cambiare aria, sia un puro caso, forse. Io che posso credere all’eventualità di due coincidenze ma non a tre, non sento scuse. Semplicemente penso che a un certo punto gli spogliatoi cominciano a soffocare quando l’io dei protagonisti – compreso quello dell’allenatore – si gonfia a dismisura soffocando tutti gli altri. E lì c’è la deflagrazione.  Spalletti è l’applicazione nel calcio del principio del Rasoio di Occam, secondo cui: “A parità di fattori la spiegazione più semplice è da preferire”. E dunque non è confutabile la teoria che con Spalletti o trovi una mediazione e ti adatti, oppure sei destinato a essere schiacciato.

  Spalletti ha dato al Napoli, in un tempo relativamente breve, uno scopo prima ancora che un gioco, la dimensione cercata raggiunta attraverso il 4-2-3-1 (Ospina – Di Lorenzo, Rrhamani, Koulibaly, Mario Rui – Anguissa, Fabian Ruiz – Politano, Zielinski, Insigne – Osimhen) ma senza rigidità, in una evoluzione di idee continua e in un’identificazione profonda tra allenatore e squadra. Condizione complessa e non sempre stabile, normalmente non sopportabile da tutti.

  Lui stesso non regge lo stress che provoca l’interpretazione del personaggio. Ogni tanto Spalletti si prende pause biennali in cui decanta il proprio io, si ricarica e soprattutto smaltisce i ricchissimi contratti, dello Zenit o dell’ Inter, che rimangono in sospeso ma sempre perfettamente onorati dai club che lo hanno ingaggiato. Adesso ci siamo, anche quest’anno siamo arrivati al punto: o si va finalmente al sodo o esploderà in uno straordinario show di malumori. Orgoglioso e presuntuoso, Spalletti accetta gli elogi e fa a cazzotti con critici e dissidenti. In certe occasioni addirittura inaccettabile e sgradevole. Il calcio mette a nudo le persone e solitamente i grandi personaggi, allenatori o calciatori che siano, non hanno un equilibrio banale così come lo intendiamo comunemente noi. E Spalletti è tutto meno che banale, gli va riconosciuto.

   Fino a oggi a Napoli si è visto uno Spalletti perfetto, ideale, che ha guidato la squadra con sicurezza ma anche apparente serenità. Un livello sopra Gattuso, allo stesso livello del primo Ancelotti ma augurandogli di non fare la stessa fine.  L’ultima teoria di Spalletti è quella del “Napoli liquido” che occupa gli spazi come il Terminator che si squaglia e si ricompone, addirittura edonistico della ricerca della felicità – “dobbiamo rendere felici gli altri per essere persone felici” – per finire all’aspetto inquietante: “Il mio Virus è il Napoli”. Non gli mancano ovviamente gli slogan: “Noi abbiamo la cazzimma, lo scudetto è una figata”.

  Il personaggio è affabulatore, talvolta così impegnato a voler dare di sé un’immagine alta da perdersi in discorsi tecnico filosofici che hanno il sopravvento su di lui, che diventano difficili da governare. E soprattutto quasi sempre in clamorosa contraddizione col personaggio fumantino e attaccabrighe capace di sbranare il primo malcapitato intervistatore che lo colga nel momento sbagliato.

  Il suo problema è sempre lo stesso, si tratta di arrivare a vincere – se lo meriterebbe per la qualità delle idee e l’apprezzato artigianato del suo calcio – prima che il suo alter ego più profondo salti fuori a rovinare tutto.

 

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Giornalista sportivo, a La Repubblica dal 1983 al 2022, sono stato per 12 anni capo dello Sport. Prima e dopo sempre sport e calcio, dai campi di periferia fino ai Mondiali, da Gianni Brera fino a Internet, da San Siro a New York, da Wembley all'Olimpico, dalla carta alla TV. Autore di Bloooog!, il Bar Sport, per 14 anni dentro Repubblica.it. Ora in maniera assolutamente libera, autonoma, indipendente, senza filtri.

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commentanonimo

Ho visto Napoli-Inter mentre ero in giro e poi a casa. Ho perso solo il gol di dzeko che ho rivisto negli highlights. A me è sembrato piuttosto evidente che il Napoli abbia giocato meglio, avuto più occasioni. L’Inter ha fatto un punto abbastanza fortunoso. Difficile criticare Spalletti secondo me. Ha giocato senza rischiare, la squadra ha tirato in porta molto e solo un rimpallo fortunoso ed una mezza pappina di M. Rui hanno salvato i nerazzurri. Non mi è chiara vista la dinamica del rigore su Osimehn l’assenza del giallo al difensore, chiarissimo calcione da dietro in ritardo. Qualcuno me la deve spiegare. Probabile che con questo pareggio il Napoli abbia detto ciao-ciao ad uno scudetto che ad inizio annata avevo pronosticato suo per una serie di fattori. Poi tra Coppa d’Africa, infortuni e quel briciolo di sfiga come ieri, e pure, onestamente all’andata…Se non arrivano i punti poco da fare. L’Inter è stato pessimo nelle prestazioni di Lautaro e De Vrij. Perisic sembra invece in gran forma. Mi incuriosisce la assenza dal gol di Lautaro. Schemi, sfortuna, cattiva forma, difensori più scaltri? Va pure detto che nel gol di Dzeko senza di lui non c’era gol, un assist “indiretto” ma efficace. Se Lautaro torna al gol l’Inter vince facile, se no sarà combattuta.

Bombaatomica

Volaaaaa 🎵🎶
Sul prato verde volaaaa 🎵🎶
LAZIOOOOO 🎶🎵
Tu non sarai mai solaaaaa 🎶🎵

Ottima prova della Prima squadra della Capitale. Bologna annichilito. Mi dispiace per Sinisa ma dovevamo vendicare il 3-0 dell’andata. LAZIO a tratti devastante. Me so messo paura da solo 😄👍

Dopo un primo tempo un po troppo lezioso, si scatenano i colori biancazzurri con i gol di Ciruzzo e Zaccagni (2).

È incredibile come, nonostante la LAZIO abbia il secondo attacco della serie A, la Squadra dei Padri Latini navighi in acque malsane.
Con una difesa minima, “normale”, (cioè non pretendo neanche la difesa del Real Madrid) credo che la LAZIO avrebbe vinto lo scudetto a mani basse, con non-chalance. E invece, a causa di quei pipponi che LoTirchio e Tare continuano a tenere in squadra, siamo una compagine che vola sulle montagne russe.

Da sottolineare i cori dei tifosi: la curva Nord che urla LAZIOOOO e la Tribuna Tevere che risponde LAZIOOOO. Magnifici, stupendi.
Sono sicuro che a breve anche questo coro – come molti altri già in passato – verranno ripresi e copiati da altre tifoserie italiane 😄
Grande Curva Nord. Meravigliosa tifoseria!!!
Avanti LAZIO!!!

Modifica il 7 mesi fa da Bombaatomica
R.T.

La Lazio ha sculato!!!
Non ho visto la partita e non ho letto resoconti ( per quelli aspetto il Ghiro), ma, mi sono detto, perché non scrivere “ad minchiam” come fa sempre il Bomba quando commenta le vittorie delle altre squadre?

Bombaatomica

Di quali commenti “ad minchiam” blateri? Io scrivo sempre commenti impeccabili 😂😂
Se una squadra scula, perché fare il “politically correct”?

il radarista

Buona sera *Bomba Atomica*

Avanti Lazio, alla riscossa bandiera … Piano piano ci si arriva, altrimenti lo scudetto ve lo potete scordare … In fondo, la zavorra può anche essere utile, ma a pieno carico, la si butta a mare. Tutti assieme, ce la potete fare.

Buona serata e saluti

Bombaatomica

La politica la lasciamo ai politicanti, Radari’. Rossi, neri, bianchi, l’importante è che vinca la LAZIO. Non ne convieni? 😄😄😄

il radarista

Buon giorno *Bomba …*

Hai perfettamente ragione però, dai, Avanti Lazio è un invito a proseguire sul più giusto sentiero tracciato dalla storia della squadra. La Lazio è nata a sinistra e contro il ducetto che, per ripicca, ha fondato la Roma.

Buona domenica e saluti

Bombaatomica

“Avanti LAZIO” è un coro tipico dei tifosi della LAZIO da tempo immemore.
Tutto lo stadio tende il braccio in avanti e poi lo ritrae indietro, gridando lo slogan.
E’ una esortazione a caricare come i tori, a spingersi in avanti tra le prime linee nemiche, un assalto alla baionetta per infilzare I profanatori dell’Olimpico di Roma 😂😂

Mordechai

Ma la Lazio non è nata nel 1900,quando crapa pelata era ancora un teenager?

Bombaatomica

Confermo.
Il fondatore della roma, invidioso dei successi della LAZIO, volle creare una nuova compagine con il nome della città eterna. Il tentativo di accorpare le due formazioni – ci insegna la Storia – falli per la ferma opposizione dei dirigenti della LAZIO che je risposero: “LAZIALI si, fasci NO”.
E per tutto a risposta, durante la guerra, Il Duce mando al fronte tutti i giocatori di tutte le squadre tranne quelli della roma che nel 1942 scularono lo scudo solo grazie a questo vile stratagemma. Facile vincere contro ragazzini di 17 anni…..

Paolo-reborn

Prova foto

Leo 82

Io più che altro penso che una squadra già buona se non molto buona che con Gattuso ( gli voglio tanto bene, ma insomma… ) fa 77 punti, con Spalletti ne fa almeno 84/85… e questi alla fine farà. Tra parentesi andando benissimo nel ritorno perché vorrebbe dire fare 45/46 punti che non sono pochi.
Per il resto penso che Lucianone sia uno che coltiva il proprio personaggio senza riuscire a non farselo scappare di tanto in tanto… spiegazione tesa ad escludere l’ipotesi che invece sia un po’ psicopatico…

Modifica il 7 mesi fa da Leo 82
2010nessuno

Ciao Leo, mi viene da ridere, no anzi, sorridere, se penso a quei gobbi che credono che dallo scontro di stasera possa trarne vantaggio la Juventus…..

L'ESORCISTA

Dico la verità, a me sta simpatico, se vincesse lo scudetto con il Napoli mi farebbe piacere, sarebbe un risarcimento per quello che gli onestoni gli rubarono qualche anno fa a suon di arbitraggi risarcitori.
Risarcitori, ovviamente, per il petroliere che aveva speso 1 miliardo di euro… e ancora non contento tosò pure il parco buoi con quotazione farlocca che fece impallidire perfino Madoff, fossimo stati negli USA starebbe ad attaccare bottoni a San Quintino ma di questo mister 500 mln di stipendio annuo non ne ha mai parlato si limitava a chiacchere su animali con linguaggi incomprensibili.
Non ne sentiremo la mancanza.

Modifica il 7 mesi fa da L'ESORCISTA
TigerJack

Nel weekend ultima chiamata per Napoli e Juve al fine di raggiungere i rispettivi obiettivi in campionato. Una sconfitta e saranno fuori entrambe.

Quattroquattronovetredue

Ot, ma sempre sul calcio.
Sto guardando distrattamente M.U.-Southampton, che mi conferma una mia opinione personale: se Grealish è discutibile, Sancho è proprio una mezza sega. Ha pure segnato, ma come Vlahovic col Sassuolo, con una deviazione su appoggio sbagliato a un metro dalla porta. È solo un esempio, il serbo è forte, purtroppo.
Ciao a tutti.

EhEh

Mah Totti era alla fine della sua carriera, Icardi e’ stato mandato via e Insigne ha ricevuto una offerta che e’ difficile o delittuoso rifiutare. Dovunque e’ andato ha messo su un impianto solido con un bel gioco. Dove chi corre gioca. Non vuole podisti senza tecnica, ma nemmeno gente che gioca da fermo…
… non e’ che adesso lo chiameranno per il suo passato nel risolvere situazioni burrascose?

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pastafariano

se n’è andato Ian McDonald, cofondatore dei King Crimson;
lo si può ascoltare ai fiati, alle tastiere e ai cori nel disco del nick;

rd1959

Pubblicò anche un disco molto bello, poco dopo: McDonald & Giles. Alle tastiere, se non ricordo male, c’era Steve Winwood.

Mordechai

I due “Ian” musicali di quando ero pischello. Lui e quell’altro pazzerello di Anderson. Straordinari.

Quattroquattronovetredue

Non dimentichiamo Ian Dury, Sex and drugs and rock’nroll. Che personaggio, aveva una storia unica.
Ciao

Mordechai

Per fortuna non hai citato Ian Rush…😊
Ciao a te, buona domenica

Quattroquattronovetredue

Tu mi provochi, e allora ti ricordo Ian Paice: ascolta su Youtube gli ultimi Deep Purple, questo ancora picchia pesante.
Buona domenica

Mordechai

Buon allenatore, con una carriera costellata di alti e bassi, come altri suoi colleghi.
Non credo “rimarrà nella storia”.

Shylock

Vedo che i giornalisti romani sono ancora in quota Totti e non perdono occasione per lanciare, a chi ha osato parcheggiare il Pupone, stoccate abbondantemente fuori tempo massimo come il ritiro del loro idolo impolverato, ma evidentemente ancora influente.
A costo di tirare in mezzo calciatori e situazioni che non c’entrano nulla.

Ianmisugi

Severo ma giusto (forse non del tutto nei riguardi del nostro ospite).

Shylock

E ho passato sotto silenzio l’accostamento blasfemo di Sacchi e Guardiola a un fallito come Zeman: alla fine, della sua “filosofia “ di calcio cosa resta, i gradoni?

Giorgio Bianchi

Spallettismo mi sembra una notevole esagerazione dottor Bocca. Spalletti non è mai stato uno da convinzioni feroci sul modo di giocare un gioco tutto sommato semplice come il calcio.
È arrivato al Napoli avendo avuto tutto il tempo per studiarne attentamente le caratteristiche e siccome è un buon tecnico, al contrario del predecessore, lo ha sistemato dove doveva. È indubbio che la rosa del Napoli da Benitez in avanti sia sempre stata di ottima qualità ed è altrettanto indubbio che se avesse avuto la maglia con le strisce piuttosto che a tinta unita(al netto dei vari tentativi di ADL di cambiarla 😀), probabilmente avrebbe raccolto qualcosina in più di quello che ha raccolto.
Questa potrebbe essere davvero l’ultima occasione (per questi giocatori)per farlo, ma bisognerebbe capire se Spalletti è riuscito a farci superare la nostra capacità di farci male da soli.
Comunque non se l’abbia a male dottor Bocca😉,ma questo thread mi pare una discreta secciata e le posso assicurare che non era necessario perché, come le dicevo prima, abbiamo una grande capacità di farci male da soli e solo se Spalletti è riuscito a cambiare questo allora il Napoli davvero vincerà lo scudetto.
Però per saperlo dobbiamo attendere non solo stasera, ma anche la gara col suo vecchio Milan.
In ogni caso, in ogni caso, sempre forza Napoli.

Modifica il 7 mesi fa da Giorgio Bianchi
Rosario Frattini

La secciata, letteralmente lo spargimento di nero da parte della seppia, è lo sguardo malevolo di chi ti fa un augurio di cattiva sorte. È la seccia,più che lo jettatore, è qualcuno che ti vuole male e ti augura ogni possibile sfortuna.
Fabrizio Bocca dice che nel calcio la scaramanzia è diffusissima. Io mi adeguo a quello che disse un mio grande conterraneo: crederci è da ignoranti ma non crederci porta sfortuna.

Giorgio Bianchi

Nemmeno io credo alla sfiga, dottor Bocca, semplicemente mi permettevo una battuta(avrà sicuramente notato la faccetta con l’occhiolino) più che altro nel tentativo di esorcizzare l’ansia da prestazione che mi sta prendendo 🤓
Al suo gradito in bocca al lupo mi permetterei di rispondere: viva il lupo 😊
Grazie per la risposta.😊

Modifica il 7 mesi fa da Giorgio Bianchi
Nick

OT
“Bonus edilizi, frodi troppo facili”, I pirati del mattone: “Lo Stato si fa fregare e noi siamo qui”.
Ecco come si trasforma una buona opportunità di crescita di un Paese in merda pura e questa è la prova provata che certi commercialisti e certi cosi detti “imprenditori” occupano l’ultimo posto della catena evolutiva. Code di paglia nel bloooog (es mj23) ?

Rosario Frattini

Credo che non si possa parlare di Spallettismo, non ancora perlomeno o forse non più. Sempre di un ultrasessantenne con poche vittorie parliamo.
Credo che , visto quello che sta facendo a Napoli, si possa parlare di un comportamento intelligente: nei confronti di squadra, Presidente, ambiente complessivamente inteso; anche il suo fare violenza al proprio carattere, che Fabrizio Bocca giustamente definisce fumantino e rissoso, almeno per quanto ha fatto vedere in anni precedenti, tipico,o almeno molto diffuso fra i toscani dell’ interno, sia segno di intelligenza. O di approdo finale di un percorso professionale finora meno significativo in termini di vittorie di quello che avrebbe potuto essere per la sua indubitabile bravura.

Nick

OT
Miracolo nel bloooog. I risultati positivi della juve resuscitano il pinguino che dopo l’apparente rigor mortis causato dai deludenti risultati delle zebre è ritornato più vispo, simpatico e logorroico di prima.
Ho cominciato a contare i suoi post ma mi è cascata la palpebra, continuate voi.

Roby L.

Buongiorno.
Luciano Spalletti si è dimostrato prima di tutto un uomo intelligente. Ha fiutato l’aria, ha conosciuto i suoi giocatori, ha capito chi è il suo datore di lavoro, ha compreso l’aria che tira a Napoli, molto ammantata di luoghi comuni, ma meno entusiasta e vicina alla squadra di quanto la narrazione dica.
Una volta prese le misure, si è messo al lavoro cercando di non buttare nulla di ciò che era stato fatto in questi anni, usando per bene anni di lavoro pregresso fatto sin dai tempi di Benitez, passando per Sarri e Ancelotti. Ha utilizzato al meglio calciatori già forti e ben addestrati dai suoi predecessori senza cadere nell’illusione che il calciomercato sana tutti i mali. Li ha sistemati in campo tecnicamente e soprattutto psicologicamente. Perché al di là delle chiacchiere, il Napoli ha da anni giocatori davvero ottimi. I tifosi che inseguono I sogni impossibili, e direi anche inutili, non si rendono conto di quanto invece la dirigenza partenopea abbia sempre messo a disposizione dei propri allenatori ciò che chiedevano.
A Napoli si guarda il mercato degli altri facendosi venire la depressione, ma la rosa degli azzurri è di primissimo piano, e questo Spalletti lo ha capito sin dal suo arrivo. Senza imporre per forza cambi che avrebbero snaturato la squadra e avendo l’accortezza di non pronunciare mai la fatidica frase “Il mio calcio”.
Ha fatto sì che tutti i giocatori presenti nella rosa si sentissero coinvolti e protagonisti. Responsabilizzandoli uno per uno si è ritrovato calciatori attenti, motivati e rispettosi dei loro compagni. Le parole dette ieri in conferenza stampa a proposito dell’ impiego di Kalidou Koulibaly, e del rispetto che si deve a chi ha portato la squadra fino a questo punto, non è il solito peccato di gratitudine. È invece una furbata che nasconde le probabili condizioni di forma di Koulibaly, il giocatore più rappresentativo della squadra, non ancora pronto dopo i festeggiamenti per la vittoria della Coppa d’Africa.
Confesso il mio scetticismo iniziale su Spalletti. Vederlo al lavoro in una dimensione diversa mi ha fatto comprendere tante cose, soprattutto che appiccicare delle etichette addosso a delle persone è sempre sbagliato.
Lui si è trovato sulla strada di tre calciatori per un motivo o per un altro alla fine delle loro esperienze con il calcio o con la loro squadra. E nonostante questo ha provato comunque ad utilizzarli al meglio e a motivarli, e questo gli va riconosciuto. Le fiction lasciano il tempo che trovano, alla fine parla il campo e Spalletti merita la stima del mondo del calcio. La stima del mondo dello spettacolo la lasciamo agli spettatori delle fiction.
Buon sabato a tutti!
RL

Ianmisugi

Sono d’accordo.

gab

Molto giusto Roby L, ben ritrovato

Roby L.

Grazie

il radarista

Buon giorno *Napoli – Inter*

Ed eccoci qua. E’ arrivato il grande giorno. Il Napoli riceve al Maradona una delle candidate allo scudetto e, superato il periodo delle “assenze”, la squadra è al completo e pronta per cogliere la grande occasione. La migliore difesa contro il migliore attacco ma la partita, come una partita a scacchi, si giocerà a centrocampo e lì noi siamo veramente forti. Anguissa, Demme, Lobotka, Ruiz, Zielinsky. Tanta roba con l’imbarazzo della scelta.
La difesa si arricchisce di Koulibaly, il comandante sempre pronto, e possiamo disporre di Di Lorenzo a destra, Rahmani e Koulibaly centrali e Rui, con Ghoulam a sinistra. Personalmente proverei Juan Jesus a sinistra, dove ha già dimostrato di saperci fare. In più, essendo più veloce di Mario Rui ed avendo più fisico, potrebbe contrastare con più efficacia gli esterni dell’Inter. Vedremo quali saranno le decisioni di Spalletti, che potrà fare cambiamenti anche durante la partita.
All’attacco ci possiamo presentare con Politano, Mertens, Osimhen e Insigne, senza trascurare Elmas e Ounas che potrebbero essere impiegati in sostituzione dei primi. In porta Ospina, ma anche Meret potrebbe dire la sua. Insomma, tra difesa, mediana ed attacco, abbiamo una bella squadra e speriamo che giocheranno al massimo.
Non ci resta che augurarci di avere uno Spalletti in piena forma, più tecnico e meno filosofo.

Evidentemente mi sono alzato di buon umore. Non solo ho dormito bene e fatto un’ottima colazione, gustando anche le “chiacchiere” di carnevale fatte ieri sera da mia moglie, ma la lettura dei giornali mi ha fatto vedere una fotografia straordinaria. Un ragazzino, un profugo siriano, che sbarca il lunario in Libano, altro paese mortificato dalle guerre e dalle religioni, seduto su un cassonetto della spazzatura, al suo interno, legge un libro e lo fa con attenzione e concentrazione. Il ragazzino si chiama Hussein e non importa cosa stia leggendo. Lo sta facendo e basta e la foto è così bella e significatica che la metterei in tutte le aule di tutte le scuole e anche sulla copertina di tutti i libri di testo per scolari e studenti. Ovviamente darei un premio al fotografo/a che ha colto quel momento straordinario della forza dell’umanità nelle condizioni più estreme. La foto verrà presentata in una mostra a Dubai per Xposure e senz’altro verrà premiata. E il ragazzino Hussein? Certamente troverà qualcuno che gli permetterà di vivere una vita migliore.Auguri a lui di vero cuore.

Buona giornata e saluti

Paolo-reborn

A me sembra di aver capito che Spalletti, se ogni tanto la spara più grossa, lo fa per prendere un po’ per il culo quella massa di pennivendoli che affollano le sue conferenze stampa.
Chiunque ne abbia ascoltata una conosce benissimo il livello infimo delle domande da trogloditi calcistici che gli vengono poste
(Per capirci, roba alla @radarista sul tipo di “potrebbe fare giocare Juan Jesus a sinistra al posto di Mario Rui?”).
Per non parlare della denigrazione “tafazziana” operata sistematicamente dalle radio romaniste nei suoi confronti, quando si trovò a gestire suo malgrado il ritiro di Totti dal calcio giocato (sebbene gli fosse stato giurato e spergiurato, come condizione per ritornare ad allenare la Roma, che non avrebbe trovato nella rosa l’ingombrante numero 10.

il radarista

Buon giorno *Paolo – reborn*

Grazie per la menzione, ma insisto. Contro i veloci esterni dell’Inter, vedo meglio Juan Jesus piuttosto che Mario Rui. Da tifoso però, spero però che Mario Rui mi smentisca.

Buona giornata e saluti

il ghiro

Radar, contro Darmian basta Mario Rui, contro Dumfries vedo meglio Juan Jesus, vediamo come va.

Giorgio Bianchi

Ciao radar, io la vedo esattamente allo stesso modo riguardo mario rui.
Certo se Ghoulam fosse Ghoulam non ci sarebbe storia.

Sdenko

Bello, sono Tottiano, ma è tutto condivisibile 😊

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