Che pacchia! Venite gente, venite. Qui si vende tutto. Anche Milinkovic e Pogba andranno a giocare in Arabia Saudita. Ma quale santo ha mandato gli sceicchi nel pallone? Pagano qualsiasi cifra per qualsiasi giocatore, praticamente la Provvidenza scesa ad accarezzare i bilanci delle nostre società. Milinkovic frutterà una quarantina di milioni a Lotito e alla Lazio. Gli arabi si prenderanno Pogba, autentico flop per la Juventus. Che potrà così disfarsi di un contratto fin troppo oneroso. Insomma gli sceicchi, che pagano qualsiasi cifra a giocatori e squadre di provenienza, stanno risolvendo un bel po’ di problemi ai club italiani. Praticamente è come portare i gioielli di famiglia al Banco dei Pegni. Ma senza alcun rimpianto: tutti felici, ricchi e contenti….
Ultimi in partenza Sergej Milinkovic e Paul Pogba. Pacchi in partenza per l’Arabia Saudita: Milinkovic per l’Al-Hilal, Pogba all’Al-Ittihad. Club entrambi di Riad. Per Milink
Attenzione, reggetevi forte, sta esplodendo la bolla del calciomercato: il Milan ha venduto Sandro Tonali al Newcastle per 80 milioni. E’ un po’ come andare a mangiare la margherita a 25 euro nella pizzeria di Briatore. Ma chi ce li manda questi straricchi signori della Premier League a fare shopping in Italia? Ormai tutti vogliono applicare il metodo Giuntoli, il manager scudetto separato a Capri, che è all’origine del boom del Napoli: vendere, guadagnare e pure vincere. Praticamente il massimo. Non a caso il presidente De Laurentiis ha subito innalzato la quotazione di Osimhen: ora per prenderlo ci vogliono almeno 180 milioni di euro. Dalla Premier League all’Arabia Saudita una follia generale. Però fateci caso è un mercato di centrocampisti, difensori e persino portieri, ma di grandi centravanti a prezzo umano nemmeno l’ombra. Anche perché è come andare a caccia di perle sulla spiaggia di Rimini.
Proprio non riesco a capire come si possano pagare 70/80 milioni per prendersi Sandro Tonali – per prendere Haaland dal Borussia Dortmund il Manchester City ne pagò 60 più
Attenzione, è stato rimesso Rudi Garcia al centro del villaggio. Finalmente il casting napoletano dei 40 allenatori è terminato. Eliminati in 39 alla fine resta il francese simpatico e un po’ spaccone Rudi Garcia, detto anche Capitan Fracassa. Sull’ex allenatore della Roma cade la scelta di Aurelio De Laurentiis che decide di affidare a lui la panchina del dopo Spalletti. Che invece lo sostituì quando Garcia fu esonerato dalla Roma. Il titolo in Francia col Lille, due secondi posti con la Roma sempre dietro la Juventus, e poi esperienze varie in Francia e anche in Arabia Saudita con l’Al Nassr. Ma nemmeno Ronaldo gli è servito a combinare granché… Ora, come chiede De Laurentiis, non gli resta che vincere scudetto e Champions League!
Giovedì 15 giugno 2024 Caro, vecchio Rudi, guarda chi si rivede. Alla fine il casting ha detto Rudi Garcia, di 40 allenatori candidati al dopo Spalletti resta il francese simpat
Il campionato è chiuso ma continua quello dei clamorosi addii. Il Milan e Maldini alla rottura: il big boss Cardinale non perdona a Maldini gli acquisti sbagliati, da Origi a De Ketelaere, e Maldini voleva da Cardinale più soldi e più autonomia. No, non si poteva proprio fare, incompatibilità totale, il manager ed ex gloria rossonera costretto a sgombrare l’ufficio. Insomma nel Milan campione d’Italia un anno fa, classificatosi quarto ma solo perché la Juve è stata penalizzata di 10 punti, finisce a pesci in faccia. E pertanto la storia della Dinasty Maldini col Milan si chiude clamorosamente qui. Gli americani non è che stiano a perdere troppo tempo con la storia e le questioni di cuore e di affetto. Dunque bye bye Paolino, è stato tutto molto bello.
Saluti illustrissimi. Qui si va di corsa, pure troppo. Spalletti ha anticipato tutti ufficializzando il divorzio dal Napoli prima ancora che il campionato dello scudetto si chiudes
Attenzione al richiamo delle sirene di Conte. Quello su di lui è un investimento ad altissimo rischio. Super Antonio ha sempre promozionato se stesso come allenatore che garantisce le vittorie, anche se costa parecchio di ingaggio e di investimenti sulla squadra. Col Tottenham il flop è stato totale, Antonio non ha vinto e al club sono rimasti sul groppone i 220 milioni di sterline di investimenti sulla squadra. Insomma un contratto da 17 milioni di euro netti all’anno, a chi conviene se non a lui? Dunque che ci sia la fila per prenderselo a quelle cifre è assai improbabile. Certo poi l’allocco che abbocca da qualche parte si trova sempre…
La notizia non è che Antonio Conte ha rotto e ha lasciato il Tottenham. La notizia è che Antonio Conte non ha vinto nulla. Vediamo. Nessuno regge Antonio Conte ormai per più di
Dybala, Pogba, Lukaku, De Ketelaere: rien ne va plus! Il calciomercato 2022 finalmente è chiuso, basta con i sogni e le illusioni, da oggi si fa sul serio. E’ stata una spettacolare estate con la Roma, Juventus, Inter, Milan e Napoli protagoniste. Ma è stata anche l’estate delle cessioni illustri e del taglio dei monte ingaggi. E bisognerà anche capire, tra i tanti affari stranieri e non, dove si annidi l’inevitabile bidone dell’anno. Non ci resta che scegliere allora quale sia stato l’affare dell’estate, non perdetevi dunque il SONDAGGIONE.
Da Dybala a Lukaku, da Pogba a Kvaratskhelia, da De Ketelaere a Belotti. Non sarà stato il massimo del calciomercato, probabilmente è ancora il trionfo dell’affare creativo
Ma perché quasi nessuno ha il coraggio di dire e gridare forte che una Juve così brutta e inguardabile è soprattutto colpa di Max Allegri? Perché l’allenatore della Juventus è così intoccabile e incriticabile? Perché tutti si intimoriscono davanti alle vittorie che furono? Al di là di qualsiasi problema di mercato, di Pogba, dei gol di Vlahovic e compagnia, la Juve non può avere sempre un alibi e non è accettabile che continui a giocare così male, senza mai diventare una vera squadra. C’è ancora un po’ di tempo, diciamo fino a fine agosto, per vedere come andrà questo inizio di campionato e cosa succederà sul calciomercato, poi però Andrea Agnelli dovrà fare il punto, e giudicare se è ancora possibile ottenere una Juve all’altezza del ruolo, oppure arrendersi all’evidenza che ha preso una gran topica nel richiamare Allegri in panchina
Se Allegri è un caso, e per me lo è, ci girano tutti intorno, paurosi di prendere la scossa.. Leggo analisi tecnicissime e informatissime sul mistero Juventus. Allora, se uno è
Wijnaldum, De Ketelaere, Di Maria, Pogba e tanti altri: anche quest’anno in tutti gli affari di calcio mercato riguardanti gli stranieri arrivati in Italia è entrato il famigerato Decreto Crescita. Un sostanzioso taglio all’aliquota Irpef che consente ai giocatori di guadagnare tanto senza che le società debbano pagare per intero il lordo che va versato ai calciatori italiani e a tutti quelli che non rientrano nella facilitazione fiscale. Anche Ronaldo beneficiò di clamorosi vantaggi fiscali per il suo maxi stipendio da 30 milioni netti all’anno. Giusto, non giusto? Certo che non lo è, è uno spudorato favore a chi è più ricco, sperando che qualche briciola del giro economico ricada sui più poveri. Cercate di non pensarci quando dovrete compilare il 730, scoprendo che dovrete pagare, in percentuale, più tasse di Ibrahimovic o Wijnaldum…
Notizie sparse, in tempi di calciomercato, di dibattito a colpi di centesimi e zerovirgola sul “cuneo fiscale” e di 730… Georginio Wijnaldum, fortissimo centrocampist
Sta nascendo una grande Juventus o siamo alle solite? Il caso Pogba divide, tutto o niente, o la va o lo spacca: vale per il francese, ma vale anche e soprattutto per la Juventus stessa. Con Pogba che resiste ad alti livelli, Bremer (ma al posto di De Ligt…), Di Maria, Paredes e il miglior Mertens, e/o Muriel, e/o Kostic sarebbe addirittura una Juventus invidiabile e sicuramente grande protagonista, viceversa se tutta l’operazione rilancio si inceppasse tra le mille variabili possibili, i bianconeri rischiano di ricadere negli affanni e nelle tensioni degli ultimi due anni. E fare un altro grande favore a Milano…
O la va o lo spacca. Il caso Pogba divide, e comunque sconcerta. Si va dall’ “audace colpo” a “l’hanno preso rotto”. E dunque, per dirla brutalmente, una “sòla&#
La Roma di Mourinho corre per lo scudetto. Non è un pronostico, una valutazione o un giudizio: è una notizia, un dato di fatto. Non si mettono a disposizione di uno dei migliori allenatori al mondo, dopo aver già speso e investito molto lo scorso anno, Dybala, Belotti, Matic, Wijnaldum e compagnia per una crescita lenta e programmata. Si vuole tutto e subito Si prescinde dalle considerazioni sui parametri zero e sulle opportunità sfruttate sul mercato, la Roma dei Friedkin oggi è un nuovo centro gravitazionale del calcio italiano: attira giocatori e interesse. Comunque vada a finire, la Roma americana firmata Dybala & C, ha già rotto le uova nel paniere a Milan, Inter e Juventus.
La Roma ha rotto le uova nel paniere alle big del calcio italiano: non si mette a disposizione di Mourinho, con un forte esborso di cassa che comunque, parametri zero o meno, riman
