Calciomercato

Il calciomercato cambia davvero qualcosa?

Cherif, Guido Rodriguez, Valentin Carboni e via così, la maggior parte sono nomi così. E potrei pensare la stessa cosa anche di Castellanos visto dalla parte di quelli del West Ham: “Who the fuck is tihis?”.  Poi certo ci sono anche Cancelo, Tonali, Nkunku, Raspadori, Zirkzee, ma sono più che altro ipotesi, se non specchietti per le allodole.

  Del calciomercato, da qualche anno a questa parte, mi sorprende il suo aspetto ipnotico e miracolistico insieme. A un certo momento spuntano fuori su siti, tv e giornali nomi di calciatori che solitamente ne stanno al di fuori, fanno notizia solo saltuariamente, sono decisamente marginali. Eppure all’improvviso diventano protagonisti, dalla periferia dell’informazione sportiva piombano nel mezzo della grande centrifuga mediatica che frulla nomi a tutto spiano. La maggior parte dei quali assolutamente indifferenti ai più, ma basta connetterli con la parola magica calciomercato, e oplà ecco che si trasformano in calciatori che cambieranno il destino di una squadra. Ma è solo una prospettiva assolutamente virtuale, quasi sempre irrealistica.

  Sarò ancora più netto, comincio a dubitare che il calciomercato, o almeno una sola sessione di calciomercato, cambi alcunché. Quantomeno una storia che invece sta scritta in realtà altrove, in altri capitoli. E che in realtà il calciomercato sia prima di tutto uno spettacolo da circo che conviene a tanti sostenere nella sua deformazione mediatica e finanziaria.

  Voglio dire il Milan che lo scorso anno ha preso sul calciomercato Gimenez, Walker e Joao Felix a fine stagione è arrivato ottavo e non è approdato ad alcuna coppa. Il Napoli che ha ceduto Kvaratskhelia alla fine ha vinto lo scudetto lo stesso.

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Il Bar Sport di Fabrizio Bocca

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Giornalista sportivo, a La Repubblica dal 1983 al 2022, sono stato per 12 anni capo dello Sport. Prima e dopo sempre sport e calcio, dai campi di periferia fino ai Mondiali, da Gianni Brera fino a Internet, da San Siro a New York, da Wembley all'Olimpico, dalla carta alla TV. Autore di Bloooog!, il Bar Sport, per 14 anni dentro Repubblica.it. Ora in maniera assolutamente libera, autonoma, indipendente, senza filtri.

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luigi.iannelli

“Il Napoli che ha ceduto Kvaratskhelia alla fine ha vinto lo scudetto lo stesso.”

Il calcio è così. Ci vuole meno tempo a diventare fenomeni che ad esserlo davvero. Vale per Kvara come per Leao come, andando all’indietro nel tempo, per i Vlahovic, i Bernardeschi, i Verratti, gli Alex Sandro, i Kheddira, i Berti, i Rui Costa e millemila altri.

luigi.iannelli

Leggendo questo titolo su Repubblica.it: “Alle 20,45 Cagliari-Milan: Pulisic in panchina, Allegri in attacco con Leao e Loftus-Cheek”,
ho pensato due cose: la prima che adesso si esagera perché non credo che Pulisic in panchina sia meglio di Allegri, così come non credo che Allegri in attacco sia meglio di Pulisic.
La seconda cosa che ho pensato è che Repubblica farebbe meglio se affidasse la supervisione dei titoli a Chat GPT.

Roberto
  • Squilli di tromba , rulli di tamburi stasera forse calpesterà il campo di santelia in quel di Cagliari niente popodi meno che il teutonico Fulkrug , il panzer-rotto ,da milanista non so se essere preoccupato o scazzato , mah saperlo , buona serata
Waters

Mah Fabrizio, dipende da chi prendi, per esempio l’anno del triplete interista, l’acquisto a gennaio di Pandev – o meglio il ritorno – che sembrava più o meno inutile, fu determinante nel 4/3/3 mouriniano, importante spesso e volentieri il sacrificio di Etoo..

Sapevatelo

Gagg l’avevate preso a giugno invece vero?

La Milan pulita

Eh si, il mio bel cuciniere pentaperato… 🍐💩😂😂😂
Gran bel tempo il tempo dell’incredibile filotto del 2010 (ma allora era più facile perché non dovevi controllare💷💷 anche la Var), quello dei dieci clamorosi episodi decisivi in sole 5 partite ad eliminazioni diretta più il gol in fuorigioco di Milito a Kiev che consentì all’Inter di superare i gironi. Allora con un Walter Gagg (il dirigente Uefa intimo amico di Blatter, colui che tenne contatti con l’arbitro Moreno in Corea e che Trapattoni indicò in iuretta TV come il mandante di quello scandalo) divenuto intimo amico di Facchetti (presente all’esequie e alla commemorazione a Coverciano), così descritto in un articolo del Guerin Sportivo del marzo 2008:
«Un ambasciatore a servizio di Moratti».
«acquisto di assoluto rilievo», «un attaccante destinato a dare più di Ibrahimovic nel panorama della diplomazia calcistica mondiale».
«lobbista eccellente … di quelli che pesano davvero sulla cartina europea e che non si limiterà a osservare il mercato estero come ha sostenuto qualcuno . S’intende più dei potenti che dei bomber». «Il rapporto stretto tra Gagg e l’Inter ha avuto come punto di congiunzione il grande Cipe (soprannome di Facchetti – N.d.D.». «Ma il duro del lavoro dovrà farlo sottotraccia, cercando di dare maggiore spessore internazionale al club… toccherà (anche) a lui spingere in avanti l’Inter in Europa.. ».

Eto’o, stessa scuola🍐💩 non mente, è sta roba qua…

eto
Nicola Romano

La strage in Svizzera , oltre ogni distopica immaginazione , meglio non pensarci ,se possibile , ma come si fa a fregarsene così di ogni norma di sicurezza ? .

il radarista

Farebbero prima a scambiarsi le figurine, solo che anche Panini è diventato confusionario. Nessuno sa chi siano i titolari e chi le riserve. Quella che una volta era la Formazione Tipo, oggi è un tipo di formazione, uno dei tanti.
Buon Anno a tutti, specie a chi ha problemi da risolvere. A loro auguri ancora più sentiti.

Modifica il 16 giorni fa da il radarista
Mordechai

Davvero, quando ero pischello snocciolavo la formazione tipo della Juve in cinque secondi, pareva quasi una melodia.
Ora, giuro, mi fermo a Di Gregorio.
🙂

Darioski

Tanto vale fermarsi prima…
Buon anno

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