Jamie Vardy e The Full Monty Show
Da quale film è saltato fuori questo qui? Forse lo ha scoperto Ken Loach oppure era tra i minatori in sciopero di Billy Elliot. No, forse era nudo sul palco insieme agli spogliarellisti proletari di Full Monty, Squattrinati Organizzati. Anche se ormai Jamie Vardy squattrinato non lo è più. Ma lo è stato, quando il football lo praticava nella sua umile estrazione di proletario e operaio metalmeccanico. Tra i dilettanti delle Non League Football, posti che sanno di passione periferica: Stocksbridge Park Steels, Halifax Town, Fleetwood Town. Pagato 30 sterline a partita, una baracca per spogliatoio.
Il calcio di Jamie Vardy sa di pub, fumo, sigarette, birra e salsicce, fish & chips e darts, freccette. Che sono gol fatti a mano. Non è rimasto proletario nel portafoglio, certo, ma nella testa e nel cuore di sicuro. “I m not money motivated”
Goodbye Kiss, Jamie Vardy con i suoi 38 anni è un lungo bacio d’addio all’epoca dello swinging football che lui ha accarezzato e fortemente voluto e noi respirato, annusato e ascoltato per come è stato possibile. Jamie viene da Sheffield e porta con sé il suo fisico segnaligno, una faccia da cinema, una storia da anni 60 e quelle atmosfere cupe, grige, gelide, fradice, la birra per scaldarsi, le tribune a piombo sul campo, pance nude, i cori, gli inni, la musica a palla. Sarebbe stato uno dei tanti se non avesse incontrato la variabile impazzita del Leicester di Claudio Ranieri, la Premier League vinta (2016) dopo aver sognato anche solo di raggiungerla. Riuscendoci a 27 anni, per prendersi poi a suo modo un pezzo di epopea del football.
Working Class Hero, ma non Rooney o Gascoigne, non con la stessa drammaticità. Ma con lo stesso sound che accompagna tutti quei calciatori là. Fino qui da noi. Come e perché Cremona e la Cremonese fa parte di quelle mirabili Variazioni Goldberg del declino di un calciatore, che non è rabbioso e patetico, ma anzi disinvolto e disimpegnato. Davide Nicola il suo Ranieri di oggi.
Una Red Bull per farsi forza, una birra per amico, mezza bottiglia di Porto per le grandi occasioni. All the best, Jamie.
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Che poi, Cremonese e Como sono delle bellissime realta’ calcistiche. Se ci mettiamo anche Sassuolo, Empoli (anche se ora in B zoppica), queste squadre dimostrano che dirigenti bravi e societa’ sane possono stare in A, giocare bene, e togliersi qualche soddisfazione.
Se penso al disastro Sampdoria invece, o alla Salernitana, l’esatto opposto.
Che poi Crotone, Benevento, Spal si siano affacciate in A, siano rimaste per qualche anno, per poi finire in C… difficile da spiegare queste altalene se non con interessi economici quanto meno da chiarire…
Putin all’Europa: “se vuole iniziare una guerra siamo pronti fin d’ora“.
Certo che pensare (ma non ne faccio una questione di Putin o meno – dalla sua dichiarazione prendo solo spunto) che nel DUEMILAVENTICINQUE d.c. un Capo di Stato possa esprimersi attraverso una frase di questa fatta, possa cioè condensare dentro un’affermazione di questo tenore i livelli di civiltà raggiunti dall’essere umano in alcuni migliaia di anni della sua storia .. mette una tristezza infinita.
Non c’è neppure il minimo tentativo di edulcorarla o quanto meno di rivestirla di un lessico un minimo, dico un minimo istituzionale .. è proprio un’affermazione da seconda elementare, nella forma e nella sostanza .. desolante.
L’ho letta dopo pranzo e mi ha davvero sconfortato.
Più che altro mi lascia perplesso e angosciato il fatto che alcuni media ci facciano passare una frase alquanto logica come una dichiarazione di guerra.
Mi sembra che si stia forzando la mano per creare ancora più odio e giustificare la corsa folle agli armamenti. Dubito che se fossi stato tu il capo di stato della Russia ti saresti espresso in modo diverso. “Se proprio ci volete attaccare noi siamo pronti” , mi sembra una normale risposta di difesa. O forse tu avresti risposto “Se proprio ci volete attaccare noi vi porteremo l’altra guancia”?
Ma guarda, in realtà io non volevo riferirmi specificamente alla questionre russo-ucraina e a Putin, dalla cui frase prendevo semplicemente spunto per riferirmi piuttosto al lessico, al linguaggio, alla terminologia usata: che nella sua natura così grossolanamente bambinesca trovo davvero deprimente.
Altrove qualcuno mi dice che dovrei prendermela con chi riporta le notizie troncandole e manipolandole artatamente – ma io l’ho letta sul Fatto Quotidiano, a cui penso si possano muovere molte critiche tranne quella di troncare e manipolare in funzione antirussa le dichiarazioni di Vladimir.
Che poi non è l’unico a usare questo linguaggio: perchè pure dall’altra parte del globo il ciuffone yankee non è che ci vada così liscio.
Beh .. veder usare un linguaggio così rudimentale ai Capi di Stato di due fra i paesi politicamente più influenti del pianeta personalmente lo trovo uno schiaffo a migliaia di anni di civiltà e di storia.
E per fortuna che la Cina su questo piano è molto ma moolto più misurata e rigorosa (e direi anche seria).
Dopo di che è pur vero che i problemi di linguaggio sono comunque problemi di forma ma .. fino a un certo punto: perchè da un lato, come diceva qualcuno, “la forma è anche sostanza” – e dall’altro quando si comincia a passare sopra alla forma ci si comincia ad avviare su sentieri che non sono mai molto promettenti.
Forse nei panni di Vladimir (cacchio che responsabilità) avrei semplicemente dichiarato una cosa del tipo “La Russia non può che ribadire la posizione da sempre affermata in tema di rapporti con l’Ue – e cioè di non aver mai concepito e di non concepire, nè ora nè per il futuro, alcuna offesa ai confini dell’Ue, posizione a corredo della quale garantisce fin d’ora il proprio massimo impegno alla difesa dei propri, di confini, in qualunque momento e da chiunque venissero attentati“.
Va già meglio, non trovi ?
Resta il fatto, in ogni caso, che stiamo nel campo delle opinioni e delle sensibilità personali, questo è ovvio.
Adesso capisco, e ti do anche ragione. Pensavo ti riferissi al contenuto, non alla forma. Anche perché il contenuto delle tue parole alla fin fine è uguale a quello delle frasi scarne di Putin.
Condivido, e da tempo, anche la tua idea che per fortuna la prima vera potenza mondiale è molto più seria dei due pagliacci innamorati di sé stessi , quello arancione e quello russo. Ed è probabilmente l’ultima speranza e l’ultimo baluardo che ci rimane di fronte agli spettri di un possibile conflitto mondiale.
La Cina? La Cina è semplicemente seduta sulla sponda del fiume ad aspettare che passi il cadavere dei suoi nemici. Per poi, inzuppare il biscotto. E questo tutto è. tranne che serietà.
Io non so se questo è tutto tranne che serietà (perchè non dovrebbe esserlo ?) ma di certo è stile.
Dopo di che è chiaro che angioletti in giro non ce ne sono e che ognuno gioca la sua partita senza scrupoli, non ho gli occhi foderati di prosciutto per non capirlo .. semplicemente mi concentravo sull’aspetto dei toni e del lessico perchè non se ne può più di questa verbalità bulla e muscolare.
A me “se vuoi fare a botte ti aspetto fuori ma non te lo consiglio perchè se solo ci provi ti faccio un mazzo tanto” me lo diceva il compagnuccio di banco in seconda elementare nei giorni in cui non glielo dicevo io.
Ma eravamo due bambini di 7 anni e non guidavamo due grandi paesi.
Insomma .. quello che voglio dire è che le forme e il linguaggio non sono tutto, d’accordo, ma sono comunque due componenti del livello di civiltà – anche, e forse tanto più, nelle contrapposizioni più crude e feroci e anche, e forse tanto più, nei conflitti.
Quì ho l’impressione che stiamo dimenticando l’abecedario.
Come la vedi domenica in quel del golfo dov’eri stato alcuni giorni recentemente ?
La vedo…così così.
La sparo : 2 a 2.
Quello che più mi ha sorpreso in questa partita è stato il dialogo Vardy – Nicola per qualcosa che non andava bene in campo. Si saranno certamente chiariti perché la partita è andata più che bene.
Non capita spesso che i miei grigiorossi abbiano questo eco sulla stampa nazionale.
Essendo noi umili bassaioli, sappiamo bene che la strada per raggiungere l’obiettivo é ancora molto lunga, ma certamente l’inizio é andato oltre le più rosee previsioni della vigilia quando eravamo considerati la vittima sacrificale della Serie A.
Qualche parola va spesa per il vero fuoriclasse che é Mister Nicola, allenatore sottovalutato se ce ne é uno: forse poco glamour per il calcio di oggi, ma professionista autore di alcune imprese clamorose (salvezza di Crotone Genoa Salernitana e altre) e di una preparazione difficilmente riscontrabile in molti suoi colleghi più blasonati.
La Squadra sembra costruita con molto criterio, scegliendo giocatori maturi a cui sono stati affiancati giovani da crescere e parecchi italiani con attenzione all’esperienza in squadre abituate a lottare per evitare la retrocessione.
La proprietà é importante (usando un aggettivo in voga usato spesso a sproposito). Niente fondi, niente persone alla ricerca di effimera popolarità, ma un industriale di 88 anni senza figli che vuole restituire qualcosa alla città in cui é nato e cresciuto e che dispone di un patrimonio ragguardevole.
Oltre alla società di calcio in cui é entrato nel momento in cui rischiava il fallimento, gli interventi del Cav. Arvedi sono rivolti al bene comune e sono noti a tutti i cremonesi, a partire dal famoso Museo del Violino che ha costruito a sue spese e donato alla città ( merita una visita così come la vicina Piazza del Duomo).
Insomma, sembra una bella favola, sperando in un altrettanto bel lieto fine.
Mi associo a Giorgio, grazie Fabrizio per l’efficacia delle parole con le quali, attraverso Vardy, hai tratteggiato una certa Inghilterra da sempre nei nostri cuori.
E grazie per quella finestra sulle Tv romane degli anni 70.
Discorsi da boomer ?
No .. non tutti i decenni sono uguali, esattamente come le persone, gli atleti, i politici e una moltitudine di cose della vita: e quello dei 70 per il costume e la democrazia di questo paese è stato molto più importante di altri.
A molti anche qua dentro gli inglesi sono antipatici, non del tutto a torto, io li ammiro per la loro storia, la loro musica contenente una mostruosa quantita di talenti, anche prima dei Beatles ( vedi ” the Shadows ” e non solo ) e il loro calcio . Poi ovviamente nessuno e ‘ perfetto .
Bel pezzo dott. Bocca, Vardy l’ha ispirata. Complimenti
Grazie. Ciao! Fab
Davvero un bel thread caro padrone di casa , una bella storia sembra un film, peccato che non potendo innescare rosicamenti e geremiadi varie, temo avra’ poco successo .Buon giorno a todos .
Nonostante quello che ci ha fatto ieri sera una pinta di birra gliela offrirei volentieri 🍻
Caro Lucio, per favore riscattatevi quella pippa di Casale, non vorrei ritrovarmelo a Formello il prossimo anno a fare danni in divisa biancoceleste. Dateci in cambio Fabbian che mi pare un pallino di Sarri, non so bene per quali arcani motivi, a me non pare un gran chè. mi prenderei più volentieri Castro o Cambiaghi (non parliamo ovviamente di Orso, il mio preferito, si chiama Riccardo come me).