Roma, Bologna e Fiorentina, una spinta dal basso all’Italia nelle Coppe
Europa League
La notte europea ci restituisce un’Italia che, almeno fuori dai confini, sembra più sicura di sé che nel caos del campionato. La Roma passeggia sul Celtic, sospinta dalla doppietta di Ferguson, e dà l’impressione che quando non deve combattere contro i propri fantasmi diventi improvvisamente una squadra normale, quasi solida.
Il Bologna, invece, fa un’altra cosa ancora più interessante: soffre, sbaglia, si incarta… poi Bernardeschi ne mette due e ribalta la serata come se fosse la cosa più naturale del mondo. Segnale forte: non è più un ospite capitato lì per caso, ma una presenza fissa del calcio europeo che conta.
Le due italiane, a questo punto, hanno il pass in tasca: la Roma verso gli ottavi, il Bologna verso i playoff. E soprattutto hanno un’aria credibile.
Champions League
Qui il romanzo è sempre complicato. L’Inter è forte ma non abbastanza da sentirsi invulnerabile: un passo avanti, uno indietro, e un alone di “sì però…”.
L’Atalanta è la solita rock band che rientra in scena quando meno te l’aspetti: se deve stendere una big, lo fa senza pensieri.
Napoli e Juventus ballano sul filo: squadra buona, prestazioni così così, ambizioni intermittenti. Il Napoli rischia forte, la Juventus può addirittura ambire a qualcosa di più. La porta per gli ottavi è ancora aperta per tutte e quattro, basta non farsi prendere dal solito fatalismo domestico.
Conference League
La Fiorentina? Una vittoria che non cambia il mondo, ma cambia l’umore. E per come si era messa, vale oro. La qualificazione non è un miraggio: è una possibilità concreta, purché non torni la versione depressa.
Bilancio
Sette italiane in tre coppe, 5 vittorie, due sconfitte: nessuna imbattibile, nessuna spacciata. L’Italia non domina l’Europa ma ci vive dentro, ci respira, per ora ci sopravvive. È un calcio che inciampa, brontola, si lamenta sempre — e poi finisce comunque per restare lì, a giocarsi qualcosa.
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Commovente il proselitismo della Compagnia dei Virgil.
Molto, molto interessante registrare tanto illuminati pareri tecnici sul regolamento.
Pare di capire che un braccio disteso, con la parte terminale del polso e della mano naturalmente staccata di 10-20 cm dal tronco (se vi mettete ora in piedi, scoprirete che quella è la postura naturale di un essere umano eretto), colpito da un pallone scagliato verso la porta da distanza piuttosto ravvicinata, sia senza tentennamenti da indicare come un rigore non concesso. Questa tesi, fin qui custodita in chissà quali recondite pagine del regolamento, viene ora propalata come verità acquisita.
Altresì molto interessante, che questi stessi missionari del regolamento in pectore, negassero invece con asprezza e grande vigore che, un avambraccio piegato quasi ad altezza spalla, staccato in avanti di oltre mezzo metro rispetto al tronco, impattando un pallone tirato verso la porta da oltre dieci metri di distanza, non potesse mai e poi mai, essere indicato come un rigore da concedere.
Ma lo sappiamo, la Chiesa si rinnova per (il bene del)la nostra società…
Amen.
E invece l’Inter Primavera ne rifila cinque all’omonimo Liverpool…
CELTIC – ROMA 0 – 3
Roma e Bologna unite dalla necessità di proteggersi dal “morbo celtico”, i felsinei a Vigo contro il Celta, i lupacchiotti a Glasgow contro il Celtic. Mi piacerebbe vederle entrambe, ma sono in contemporanea, per cui ho scelto di andare in Scozia. Gasp sceglie il duo El, Aynaoui&Shaarawy, Ferguson e Pisilli (finalmente!), in panca Cristante, Dybala, Konè e L.Pellegrini, rientra Angeliño, a casa Dovbik e Baldanzi. Arbitri rumeni, in campo Kovacs, al VAR Popa.
Manovra bene la Roma, al 4′ su corner da dx di Soulè il biondo Scales anticipa di testa Mancini, ma infila il pallone nel sette della propria rete, imparabile per Schmeichel, 0-1. Tiro largo del Faraone, tiretto di Soulè, tiraccio di Celik, tiro sul palo esterno di Ferguson, tiro di Soulè deviato da Schmeichel ma il Faraone la spara in tribuna, pressing alto dei giallorossi, tiro alto di Pisilli, contropiede della Roma, palla da Soulè a Celik, cross per Ferguson che appoggia in rete di piatto sx, 0-2. Veloce azione dei biancoverdi, ma Hatate la manda in curva, funziona bene la fascia dx della Roma, palla da Mancini a Soulè, assist per Ferguson, stop e girata secca in rete, 0-3. Hermoso tocca in area Engels che scivola a terra, rigore e gialli per Hermoso, Soulè e il Faraone, batte Engels, palo interno e fuori. Ha giocato solo la Roma…
Ripresa: dentro Donovan, Bernardo e Iheanacho, testata fuori di Pisilli, Iheanacho a lato sull’uscita di Svilar, McGregor tira forte ma largo, segna Iheanacho ma in netto f.g., Roma distratta e in relax, ma la partita non è finita, tiretto di Hatate facile per Svilar, dentro Dybala, Pellegrini e Bailey, che scambia con Mancini e segna con un bel sx, ma era in f.g. Entra Balikwisha, giallo a Iheanacho, dentro Ziólkowski, salvano Schmeichel su Bailey e Scales su Dybala, dentro Angeliño, giallo a Ziólkowski, tiretto di Balikwisha facile per Svilar, si chiude così.
Ottima partita della Roma, ha funzionato bene tutta la squadra, anche le riserve (Hermoso, Rensch, il duo El, Pisilli) si sono inserite facilmente negli schemi del Gasp, Ferguson efficace. Il Celtic deludente, poco combattivo, molto movimento, ma tanta imprecisione e poca efficacia, i tre asiatici corrono molto ma concludono poco, discreto Iheanacho, ottimo al solito l’arbitro Kovacs.
Lautaro Martinez : “E’ un ingiustizia, se fischiassero sempre rigori così…”
Lui se ne intende, c’è da credergli.
…
Brave le nostre ieri sera, soprattutto il Bologna a Vigo (carina, ci sono stato), il Celta nell’ultimo turno di Liga ha purgato il Real al Bernabeu, scusate se è poco …
Qui nessuno squittio del Toratto o della fanzine rosa… Xavi ed Inzaghi che da cinquanta-sessanta metri si accorgono immediatamente del clamoroso fallo di mano volontario di Dumfries, che col braccio disteso toglie letteralmente la palla dalla testa di Ansu Fati, ma l’arbitro sloveno inviato dal Grande Burocrate dell’Uefa ed il Var, zitti e ciechi…
Visti gli highlights della Roma, stupendo il secondo gol di Ferguson, di grande tecnica e forza.
Interisti, nulla da dire sul rigore fischiato al Celtic? Da regolamento c’era, eh?
Non ho visto la partita, vedrò di documentarmi, tu invece niente da dire su quanto del regolamento riportato da fanpage? Proprio non ce la fai ad ammettere che possa capitare anche all’Inter di beccare un gol da annullare? Del resto che gobbo saresti sennò?
non hai capito, il rigore fischiato contro l’Inter era assolutamente legittimo, come quello di ieri sera contro la Roma. A calcio non si può tirare la maglia né il braccio.
Per quanto riguarda il gol annullato, secondo me da regolamento non era da annullare.
Se ti fa piacere scrivo il contrario.
Eppure mi sembrava di aver scritto che riportavo un commento, non parere mio, ma un commento di Fanpage che a norma di regolamento diceva che il gol annullato era appunto da annullare, con quella fonte ti dovevi, se volevi, confrontare quindi non c’entra niente il mio eventuale piacere, quello sarebbe stato che un giocatore come Bastoni non facesse una stupidaggine come quella, buttando alle ortiche quindi un quasi certo pareggio.
Per quanto riguarda il rigore come mai allora la stessa stampa britannica l’ha definito farlocco ( non conosco l’esatta terminologia inglese ma il senso era quello) e in Italia , Fabio Capello pensa un po’, che certo non è un simpatizzante interista, ha detto che un rigore come quello non era da dare?
Palla al centro.
“…quello sarebbe stato che un giocatore come Bastoni non facesse una stupidaggine come quella, buttando alle ortiche quindi un quasi certo pareggio.”
Beh certo, con una sciocchezza simile all’88’, poi è difficile non pagare pegno… ma insomma, un punticino perso non è poi granché dirimente per la classifica… l’Inter era già certa di arrivare ai Play Off, ma per passare direttamente agli ottavi, avrebbe comunque dovuto vincere almeno una delle prossime due partite…
Tu pensa invece, che c’era stato chi oltre il 90′, con un gesto proditorio da vero stoppatore NBA, con la mano aveva tolto la palla dalla testa di Ansu Fati che stava incornando a rete, riuscendo a conservare i tre punti per la sua squadra, punti poi rivelatisi indispensabili per potersi qualificare agli ottavi, e da lì in poi, grazie ad un doppio sorteggio favorevole, prendere la corsia preferenziale di un tabellone italo-portoghese ed arrivare fino alla finale di Champions, perdendola, ma intascando una valanga di milioni… Saresti così gentile – tu che chiedi ed interpelli tutti sottoponendogli i pareri di Fanpage o di Capello – di commentarci questo spezzone, soprattutto spiegandoci come diavolo hanno fatto sia Xavi che Inzaghi ad accorgersi immediatamente del fallo da rigore, a distanza di 50-60 metri dall’accaduto, mentre l’arbitro Vinčić amico dell’amico Čeferin (là vicinissimo) ed il Var associato (con le sue mille telecamere), non si sono accorti di niente? Davvero, ci terremmo ad avere un tuo – tuo personale – commento a proposito…
Aspettiamo pazientemente il tuo commento,@nessuno… qui non ci sono tombe da scoperchiare… solo tombini…
Ho seguito la partita del Bologna e osservando la grande prestazione di Bernardeschi, quasi già da leader dei felsinei, mi è tornato in mente quel che dicevamo l’altro giorno circa il motivo per cui molti nuovi innesti della Juventus degli ultimi anni, non hanno funzionato e/o sembrano non funzionare:
Perché non erano (non sono) da Juve, non da una Juve da rifondare. Fossero arrivati dentro le Juve fortissime del passato, assorbiti uno alla volta, forse ce l’avrebbero fatta. Ma da comprimari, non da protagonisti.
Bernardeschi riuscì a ritagliarsi un ruolo da comprimario in una Juventus ancora molto forte.
Buona notte!
Beh, direi qualcosa di più di un comprimario… nelle cinque stagioni alla Juve, Bernardeschi ha giocato 183 partite di cui più della metà da titolare, oltre ad una trentina di partite in Nazionale.
Anche agli Europei del 2021 ha fatto la sua parte.
Insomma, non un fenomeno come Politano 🤣 ma sicuramente un ottimo giocatore, purtroppo un po’ discontinuo.
In ogni caso ha 31 anni, non è vecchio, come ci siamo già detti per il livello del campionato italiano può fare ancora un paio di stagioni a buon livello.
Certo che era un buon giocatore, come lo sono molti di quelli che ci sono ora, che hanno già giocato da titolari più delle 88 partite iniziate da Federico alla Juve. Ma il punto che sottolineavo l’altro giorno, rimane valido anche per Bernardeschi, anzi lo rafforza. Se questo buon, in qualche partita ottimo, giocatore fosse arrivato nella situazione di oggi, in una Juve da rifondare, si sarebbe perso al pari di quelli che ci sono adesso, o comunque non sarebbe certo stato un leader su cui contare per un sicuro rilancio.
Ora, a 31 anni, maturato anche personalmente con l’esperienza canadese, con l’aura di aver giocato nella Juve e con CR7, ancora integro fisicamente e con quel sinistro che nelle giornate giuste (come ieri sera) è un gran bel sinistro, può perfino ritagliarsi gli ultimi anni di carriera da leader di una squadra meno blasonata della Juve.
Ahh ma guarda, adesso è un buon giocatore… però io mi ricordo al tempo un coro dei vostri qui che non vedeva l’ora che se ne andasse
Sicuramente non facevo parte del coro, per me tutti quelli che giocano in serie A sono buoni giocatori.
Io non faccio il fenomeno.
Concordo, tutto sommato buon giocatore.
Non male. Bella Roma, sciolta e combattiva. Tra l’altro ci hanno dato contro un rigore per una trattenutina molto più lieve di quella di Bastoni… In Europa le fischiano quasi sempre… Sono quelle situazioni fifty-fifty… che a volte vanno così, l’importante è che siano equamente distribuite… A buon intenditore, nessuno in particolare, poche parole…
P.S. Non arriva, ma se arriva Zirkzee a gennaio, si comincia a ragionare sul serio…😃 Io tra l’altro avrei una mezza idea di puntare seriamente sull’EL, mi pare più fattibile che uno dei quattro posti in campionato…
Ahaha sei ossessionato, ma parlami del mani di Virgil?😀
Mi sarei aspettato che cogliessi la finezza, ma mi costringi a spiegare: ”A buon intenditore, @nessuno in particolare, poche parole…” : ti ho sopravvalutato, ma sottovalutavo il tuo ego…😊
Se vuoi ti ripeto la solfa, la stessa che @nessuno fa finta di non capire… a lui piace catalogare le persone in ”amici o nemici dell’Inter”, i primi ”obbiettivi e sportivi”, gli altri ”non obbiettivi e non sportivi”: pensa un po’… da come gli gira la terra sotto i piedi, va gambe all’aria… Ma vabbè, facciamo un altro sforzo…
Gli errori (soprattutto quelli del Var) sono deprecabili, ma accettabili se suddivisi equamente nel corso di una partita o di un torneo… Avevo detto di quella semifinale di Champions contro il Barcellona giocata (e vinta con merito, un’impresa!) in 150 minuti complessivi, dove però, sfortunatamente per l’equità – non che ci fosse un complotto, figuriamoci! – era accaduto che tutti (tutti, tutti!) gli episodi arbitrali fifty-fifty fossero stati interpretati dal Var (intervenendo o meno) in un’unica direzione, sempre a favore dell’Inter. Fu un caso, infatti. Perché normalmente, almeno in Europa, capita come è capitato l’altra sera in Inter-Liverpool, dove:
A – Un’entrata violenta di Lautaro su Robertson è stata giudicata da giallo, ma in altri casi comparabili abbiamo visto estrarre senza esitazioni il rosso, oppure il Var intervenire per far cambiare la decisione ed adottare un provvedimento più severo;
B – Il tocco di mano di Virgil van Dijk su tiro ravvicinato di un attaccante dell’Inter, è un episodio che i responsabili della Commissione Arbitrale Uefa hanno da tempo catalogato come ”non punibile”, perché il braccio è in posizione più che naturale e congrua lungo il corpo (così come sono stati catalogati come “non punibili” i tocchi di mano per palla ”troppo ravvicinata”, ”cieca” o ”totalmente inaspettata”, al di là della posizione dell’arto in causa), ma che alcune volte, anche nelle recenti edizioni della Champions, è capitato che, erroneamente, venisse punito con un calcio di rigore… quindi se ve lo fischiavano a favore, ve lo tenevate;
C – Il tocco di mano di Ekitiké che genera il rimbalzo per il gol di testa di Konaté, è un tocco (secondo molti esperti, anche secondo Thierry Henry che seguivo commentare dallo studio della CBS – seguo le partite sempre da canali esteri, anche quelle della Roma, non sopporto l’enfasi italica – dovrebbero farlo anche coloro che si autoattribuiscono patenti di ”sportivi obbiettivi”) era un tocco di mano ”non punibile”, perché la palla gli sbatte addosso a seguito di un colpo di testa ravvicinatissimo (non più di 30 cm) di van Dijck… l’intervento del Var non ci stava, ma era una situazione borderline, fifty-fifty appunto;
D – La maglia tirata da Bastoni è, secondo regolamento (quella regola non è mai stata cambiata, né implementata, corretta o rivista), punibile. Rigore severissimo, generoso? Lo possiamo forzare dentro alla categoria fifty-fifty…? Può essere, ma se te lo fischiano (come lo ha fischiato direttamente l’arbitro contro di noi per una trattenuta ancora più lieve di Hermoso) o se te lo rivedono al Var (come successo a Bastoni), te lo tieni e stai zitto.
Come spiegato spero esaustivamente per l’ultima volta, stiamo parlando di una normale partita di calcio europeo, dove ci sono stati episodi da interpretare al Var e dove abbiamo assistito ad una valutazione più o meno equa degli episodi fifty-fifty.
Capisco che tu e @nessuno possiate vederci una ”scannerizzazione” da parte mia degli episodi che riguardano l’Inter, ma mi ci avete costretto voi, negando l’innegabile già da domenica pomeriggio. Come dicevo a @nessuno, se mi fossi confrontato da subito con @Chakkko – lui sì, utente interista sportivo ed obbiettivo – avremmo concordato sulle ragioni del mio primo commento, che indagava la debolezza psicologica dell’Inter nei big match, e ora non sarei qui ancora a darvi filo da torcere, riportandovi alla realtà dei fatti (come quelli dell’anomalissimo, sproporzionatissimo rapporto tra i falli e fallacci dei giocatori dell’Inter in serie A ed il numero risibile, men che esiguo, di cartellini gialli subiti rispetto a tutte le altre squadre, figuriamoci la Roma…) costringendovi a spericolati salvaltaggi in corner…
Anzi, seguendo questa pista alla quale mi avete instradato, ti punzecchiavo rispondendo ad un tuo intervento di ieri sera, nel quale ti davi inavvertitamente la zappa sui piedi…
Waters
Rispondi a Mordechai
23 ore fa
Ma bastano, dai retta a quest’altro fesso…certo se poi con l’Arsenal chiamano un arbitro o la sala Var come questi disgraziat non si vincerebbe neanche col Patos…
Non volevo Gasp, ma…
Rispondi a Waters
17 ore fa
Tipo lo scorso anno proprio contro l’Arsenal in casa? – Ahò, te becco in castagna dappertutto!😂 – Quando non diedero il rigore contro di voi per il cazzotto di Sommer a Merino e poi si inventarono il rigore della vostra vittoria con la rovesciata di Taremi da mezzo metro di distanza sbattuta sul braccio di un difensore inglese? – Senti un po’ come era incazzato e cosa diceva Arteta:
Mecojoni! – magari non gli è ancora passata… e anche se la fortunaccia (chiamiamola così) di aver potuto giocare le prime quattro partite contro le scartine e aver già fatto 12 punti scontati, ve li farà incontrare al settimo turno, a 18 punti, non particolarmente motivati e quasi certi del primo posto, forse non basterà (come avevate sperato…) a levargli quella voglia di togliersi qualche sassolino…
Sembra che le congiunzioni astrali dei calendari abbiano colpito anche in Inghilterra… In Premier League, l’Arsenal, prima e dopo l’Inter in Champions, incontrerà Newcastle e Manchester Utd… Saka si è già infortunato, mi sa che a Milano lasceranno a riposo più di mezza squadra… d’altronde non hanno certo bisogno di punti…
Esattamente ciò che sostenevo tempo fa nelle discussioni con @occasionale, @Mordechai, @uno che però c’era anche prima, @il Regolamento e qualcun altro che dimentico. La scelta e la disposizione in calendario delle prime quattro partite dell’Inter, non era per nulla casuale, men che meno soggetta ad un sorteggio, ma del tutto intenzionale. Ed era propedeutica non solo ad accumulare 12 punti subito, ma soprattutto a poter incontrare almeno qualcuna delle big di prima e seconda fascia, in una fase in cui avrebbero trovato comodo un turno in disimpegno… I santi in paradiso servono anche a questo.
Amen.
ma parlami del gol annullato al Liverpool
Mani netto quindi da annullare, tifavi Inter giusto?😀😀
Secono le regole attuali, il mani sul gol del Liverpool è punibile, perchè con il braccio aperto. Secondo le definizioni attuali, qualsiasi tocco in attacco è punibile e inficia le azioni offensive. Invece, per i tocchi di mano in attacco si deve valutare la posizione del braccio (per cui il tocco di Virgil sul tiro dell’Inter non è punibile).
Poi, nella mia visione del calcio (che è quella un po’ antica in cui il calcio era un giuoco maschio) nessuno di questi tocchi sarebbe punibile. Neanche i rigoricchi per tocchi involontari in area, come gli ultimi pestoni fischiati.
No, Expo, mi spiace ma non è così. Il tocco di mano in attacco è sempre punibile se porta DIRETTAMENTE al gol. Negli altri casi la valutazione è la stessa dei tocchi in difesa. Secondo me il braccio era leggermente largo ma in posizione congrua, visto che il giocatore stava saltando
In attacco, l’orientamento dei tocchi di mano è cruciale: è fallo se l’attaccante tocca volontariamente il pallone con le mani/braccia, o se le ha in posizione “innaturale” (ampliando il volume del corpo, sopra l’altezza delle spalle) e il tocco avviene, anche se involontario, immediatamente prima che la palla entri in porta o crei un’azione da gol.
Qui il tema è interpretativo.
Il tocco di Ekitikè è “immediatamente prima” del gol: direi di sì, visto che dal tocco la palla arriva a Konatè che segna.
Inoltre (secondo me), le braccia sono in posizioni innaturali, visto che salta a braccia larghe. Però ci può stare che un arbitro valuti che non è immediatamente prima e che la posizione non è innaturale.
Per me, le nuove interpretazioni hanno introdotto troppe sfumature e variabili, aumentando la discrezionalità, ma questa volta non dell’arbitro (che è in campo e vede la partita a velocità normale) ma al VAR, seduto in poltrona che viviseziona al rallentatore i filmati.
Una volta, era più semplice. Se l’arbitro ravvisava la volontarietà, era fallo. Era l’interpretazione dell’arbitro secondo la dinamica dell’azione.
PS. Commento di risposta anche per @Non volevo Gasp, ma…
“Secondo le definizioni attuali, qualsiasi tocco in attacco è punibile e inficia le azioni offensive”
Non è assolutamente così. È sempre punibile se “nell’immediatezza del gol”. Altrimenti, come nel caso del gol del annullato al Liverpool, se viene commesso precedentemente da un altro calciatore, deve essere valutata la sua punibilità secondo le normali regole di gioco:
A – volontarietà;
B – distanza dall’impatto;
C – palla “cieca” o inaspettata.
La palla sbatte sul braccio di Ekitiké a seguito di un colpo di testa ravvicinatissimo (non più di 30 cm) di van Dijck… palla più “inaspettata” di quella è difficile da immaginare…
Il braccio di Virgil era disteso al fianco del corpo, non aperto per aumentare la superficie del corpo. Tocco assolutamente non punibile.
Non capisci nulla, resta pure a Buenos Aires😀
Noo Waters è semplicemente di parte, quindi non obbiettivo, tanto meno sportivo, tutto qui.