Julio Mattarella
Un amico ha qui ricordato come Julio Velasco potrebbe essere il leader della sinistra italiana, il federatore di un fronte ampio e frastagliato con tante personalità da unire come ha fatto straordinariamente con Egonu, Silla, Antropova, Orro, Danesi. Vincendo l’oro alle Olimpiadi Parigi 2024 e adesso i Mondiali 2025.
Questo perché Julio Velasco ha una storia personale contrassegnata dall’antifascismo e dall’impegno fin da quando era giovane e lui e la sua famiglia avevano a che fare con le atrocità della giunta argentina al potere. Ma anche perché una buona parte della sua vita l’ha trascorsa in Italia dove è diventato un astro come uomo di sport, ma anche come riferimento culturale.
Velasco leader della sinistra è una vecchissima idea che girava in Italia fin dall’epoca delle sue prime grandi imprese con la nazionale di volley uomini, a cavallo tra gli anni 80 e 90. Ho già raccontato più di una volta di essermelo ritrovato, il vecchio Julio, alla riunione di redazione di Repubblica, seduto accanto ad Eugenio Scalfari, dove appunto di questo si vagheggiava. E lui ovviamente respingeva cortesemente l’improbabile progetto. Allora nella redazione di Rep anche a certe meraviglie poteva capitare di poter assistere.
Si è sempre cercato di spremere da Velasco qualcosa di più dalle sue straordinarie capacità di allenatore di volley e grande manager. Ci ha provato il calcio, con la Lazio di Cragnotti e l’Inter di Moratti per brevi esperienze, ma un po’ per lui, un po’ perché il calcio è un mondo chiuso, presuntuoso e conservatore, refrattario alle idee di un tipo del genere, il progetto così come nacque abortì ben presto senza particolari risultati. E il buon Julio Velasco, gran capoccione riformista se non addirittura rivoluzionario, se ne tornò ben presto ai suoi lidi. E la storia ci ha detto che è stato certamente meglio così.
Adesso non mi sognerei di chiedere a un uomo di 73 anni di fare qualcosa che magari non sa e non vuole fare, ma considero comunque uno spreco e un errore che Julio Velasco non sia stato un altissimo dirigente quantomeno a livello sportivo. Insomma se non uno al posto di Schlein o Conte impegnato a rappattumare una maggioranza per le regionali in Campania o in Puglia e magari un giorno al posto della Meloni, chissà, almeno un bel presidente del Coni, ci perdoni Bonfiglio anonimo successore di Malagò, che porti lo sport italiano fuori dalle sue meschine beghe di cortile e i suoi intrallazzi sulla pelle del calcio e dei milioni di persone che lo seguono.
Poi penso al nostro amato presidente Sergio Mattarella e al sacrificio che gli abbiamo chiesto, alla sua età, per continuare a rappresentarci e tenere unita un’Italia sgangherata, problematica, divisa e angosciata. E mai scelta fu più azzeccata e perfino condivisa nel nostro paese. E allora forse sì al vecchio Julio un sacrificio glielo chiederei.
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Il Bar Sport di Fabrizio Bocca
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“Mi fermai un anno dopo la Lazio che lasciai perché avevo capito che sarebbe finita malissimo. E feci lo stesso dopo l’Inter. Cragnotti scelse me e Zoff, facendolo presidente, forse perché eravamo due figure pulite e spendibili. Con lui riuscii a lavorare. Ma, come ho detto, mi resi conto dei problemi e rinunciai a quattro anni di contratto. All’Inter c’era confusione e poco dopo l’esonero di Lippi salutai. Non ho mai capito cosa volesse Moratti da me. Continuò a pagarmi per non lavorare”.
Julio Velasco
La dichiarazione definitiva di una persona specchiata e pulita che mette la parola fine a tutti i piagnistei del mitomane dai denti gialli.
Dai, cerchiamo di non buttare in vacca anche Mattarella che è l’unica cosa che ci resta…
Seriamente?
Dopo Pertini sempre più in basso.
Con Napolitano pensavo si fosse toccato il fondo.
Adesso abbiamo iniziato a scavare.
Sarei curioso i pollici giù che argomenti portano a favore di cotanta mente illuminata.
Un uomo che si è distinto una carriera intera nel prendere posizione sempre e solo a favore dei potenti, a cominciare dai bombardamenti illegali in Serbia, continuando con le idiozie sulla Russia a paragone con i nazisti e finendo in bellezza invocando più poteri per l’Europa.
Chiaramente mezza parola su Gaza mai, che gli israeliani potrebbero telefonare.
Sarei proprio curioso di sapere cosa gli dirà il fratello, lui si grand’uomo, quando un giorno si incontreranno.
Che palle.
Quella di Velasco PdR è una grande suggestione.
Ma forse la cosa migliore che possa accadere a una suggestione – e che le si possa augurare – è di rimanere tale.
Perchè la feroce concretezza della politica divora, tritura .. e il destino delle suggestioni in politica è quello di ‘spaccare’ (aprendo il campo alle aspettative più entusiasmanti) per poi esserne totalmente fagocitate.
L’abbiamo visto tante volte, dal primissimo De Mita e da Segni come simboli della possibilità di una Dc diversa fino a Grillo passando per Di Pietro e lo stesso Cavaliere.
Ma Julio è un uomo intelligente e queste cose le sa.
Vero che oltre alle tante vittorie che ha regalato al nostro sport se ne sarebbe potuto probabilmente ricavare molto nell’ambito della dirigenza sportiva ma .. ha 73 anni (l’età del sor Claudio) e credo che lui per primo non sia più interessato a questa dimensione (sempre ammesso che possano esservi stati momenti – nel passato – in cui vi sia stato interessato).
Velasco è già una leggenda dello sport e tale rimarrà , e per quanto riguarda la politica, paradosso di Bocca a parte, magari avessimo un altro politico della levatura di Mattarella…
Quello che dette parola d’onore di farsi da parte (per far spazio a Draghi) salvo poi rimangiarsi tutto una volta andato all’aria il piano?
Mio caro Mattarella parla bene ,pero’ firma tutto .
Velasco ci ha provato a fare il dirigente sportivo, ma dice che non è lavoro per lui, lui si sente uomo di campo. E’ uno dei motivi per cui alla Lazio e all’Inter le cose non sono andate benissimo.
Occhio al principio di Peter, facciamogli fare quello che sa fare meglio.
Poi, per quanto riguarda lo “sport italiano”, occhio a non fare di tutta l’erba un fascio. Ci sono sport in Italia in cui raggiungiamo risultati straordinari, e altri in cui facciamo schifo.
La responsabilità quindi non è del CONI o della “politica”, ma delle singole federazioni.
Cominciamo a cacciare Gravina e Petrucci, ad esempio, e a sostituirli con gente più capace.
I risultati contrastanti dello sport italiano dipendono è vero dalle capacità manageriali dei dirigenti delle singole federazioni, ma anche da un CONI da sempre un carrozzone a guida politica che non è mai intervenuto seriamente a correggere gli errori commessi dai responsabili delle federazioni più carenti e peggio amministrate. E credo che a norma delle vigenti regole il presidente del CONI possa e debba farlo, al limite chiudendo i cordoni della borsa alle federazioni incriminate. Per la FIGC il discorso è diverso, visto che è la federazione che porta i soldi in cassa, ma un tipo come Velasco credo che raddrizzerebbe le gambe anche ai vari Gravina e Petrucci, credo sia di una onestà e correttezza esemplari oltre che di una competenza sportiva “ecccezziunale veramente”. Dovrebbe solo decidere se vuole sporcarsi le mani o no…
in Tutta la città ne parla su radio3rai (recuperabile in rayplaysound) si tratta del tema lanciato da Bocca: sport e Italia, partendo dalla vittoria delle pallavoliste;
Domenica più agro che dolce! Le ragazze del Volley riportano finalmente a casa il mondiale mentre la Nazionale di Basket fallisce l’obiettivo dei quarti all’Europeo con la solita prestazione schizofrenica. La delusione più grande arriva con la sconfitta di Sinner per manifesta inferiorità…mai mi sarei aspettato l’approccio molle nel terzo set con due break subiti e sempre in balia dell’avversario! Peccato poteva essere una finale più combattuta, però quando non ti funziona il servizio, nel tennis moderno, sei spacciato.
Quello che dicevo io qualche anno fa, servendo in quella maniera non vai da nessuna parte, poi per fortuna è arrivato Cahill e tutto è cambiato, speriamo che questa non sia una inversione di tendenza…
Mi sa che state trascurando un particolare non di poca importanza.
All’interno di una squadra (calcio, volley o quello che volete voi) l’allenatore è come un autocrate, parla e tutti ubbidiscono. Si tratta di sport e va bene così ma capite bene che in politica annegherebbe tra le varie correnti e verrebbe divorato da piranha, pescecani, capipopolo, cacicchi e capibastone.
Il fatto che abbia partecipato alle riunioni di redazione di Repubblica già me lo rende meno simpatico, il fatto che abbia mandato a quel paese Scalfari già me lo rende più simpatico.
La sinistra farebbe bene ad essere più concreta e a tornare nelle fabbriche anziché vaneggiare di leader alla Che e straparlare di inclusione, parità di genere, antifascismo etc. ormai ideologie che suonano vuote e pretestuose
Mi permetta d’intervenire. Il problema della sinistra non risiede nei temi trattati od elusi (credo sia doveroso parlare d’inclusione, parità di genere, etc…) ma, più banalmente, nella ipocrita divergenza tra il dire ed il fare. A proposito della parità tra uomini e donne, quante segretarie di partito ha avuto il PD prima della Schlein? E se non ci fosse stata la Meloni, quante probabilità di essere eletta avrebbe avuto l’attuale segretaria?
Saluti
certo che sono temi importanti ma li hanno ridotti a slogan da urlare quando non hanno nulla da dire o quando è meglio attirare l’attenzione su qualcos’altro
La gente capisce solo gli slogan, siamo il paese più ignorante d’Europa, l’80 % non capisce la comprensione di un testo – non lo dico io ma un certo Umberto Garimberti, uno scienziato della filosofia – ma secondo te la gente legge il programma di un partito? Ma va la, ma la Schlein ha fatto la battaglia del salario minimo a 9 euro, ha interessato qualcuno, ha guadagnato voti secondo te?
Alle ultime elezione Cottarelli a Cremona – la sua città- un economista e una brava persona ha perso nel collegio uninominale contro la Santanche – si proprio lei – paracadutata da Cuneo e ladra conclamata.
Quindi dove vogliamo andare, abbiamo il peggior Governo della storia e guadagna nei sondaggi, venisse anche Obama contro la Meloni prenderebbe il.10%.
In Lombardia il governo di destra durante il Covid ne ha fatte di tutti i colori, alle elezioni hanno stravinto col 60%, ma se va bene a voi va bene anche a me…
Caspita, quindi a tuo parere inclusione e parità di genere sarebbero ideologie vuote e pretestuose…direi che sei piuttosto conservatore,ma quando a queste aggiungi l’antifascismo, allora ogni dubbio scompare.
Quindi per te anche la ns costituzione che si dichiara antifascista sarebbe ormai solo una ideologia vuota e pretestuosa.
Non è che sei conservatore e basta. Sei molto, molto di più.
Il problema di questo paese è proprio questo.