Bertolucci, Caressa, Adani: telecronisti contro. In un triello alla Sergio Leone, ma su una tavola di bucatini ne resterà solo uno (Bertolucci…)
Ora che la vittoria di Sinner è ripassata in TV mille volte, il dettaglio che mi rimane più impresso non è la battuta finale che vale Wimbledon o l’enciclopedica sinneriade che fuoriesce da ogni byte dei nostri device e che piove persino dal cielo sulle nostre teste, quanto il modo di raccontare l’impresa.. E lo stentoreo “No trip for cats” lanciato da Paolo Bertolucci che storico tennista del tempo che fu, fraterno sodale di Panatta, ha popolarizzato il tennis togliendogli qualsiasi spocchia snobistica e ossessione sado linguistica. Puro e semplice come un whisky liscio.
Voglio dire, uno che potrebbe permetterselo e ammantare ogni colpo di un linguaggio che solo lui potrebbe capire e interpretare , scende al livello di noi comuni telespettatori. Già Gianni Clerici, mio compagno di lavoro e di redazione, il più grande aedo del tennis novecentesco, aveva fatto della leggerezza, del sarcasmo e della cultura, fino a farne letteratura, il suo timbro. Portando letteralmente il tennis in un’altra dimensione, direi assolutamente superiore.
Ecco sarà perché il circolo del tennis, inteso in senso lato e non meramente il posto dove si trovano 8-10 campi per l’esibizionismo ginnico di commendatori vestiti di bianco, è un ambiente che non soffre di alcuna soggezione culturale nei confronti del resto dello sport. Anzi probabilmente è l’opposto, si considera proprio al vertice della piramide.
Non so per quale motivo, o meglio lo so ma sarebbe troppo lunga star qui a spiegarlo, e comunque è qualcosa che fa parte della presunzione, vanità e saccenteria umana – in una parola paraculaggine – i telecronisti del calcio hanno fatto il percorso diametralmente opposto. E hanno riempito le loro telecronache di accessori inutili, ammennicoli e un incomprensibile e grottesco grammelot tecnico, che riduce lo sport a un fatto puramente sequenziale per non dire geometrico. A forza di tirare linee immaginarie sul campo si racconta uno sport che non esiste. Insomma guardate lo straordinario Dario Fo del “Mistero Buffo” ma non solo e dite se non ci rivedete qualcuno che conoscete molto bene…
Fabio Caressa non è un caposcuola ma è quello che ha trasformato il telecronista in un dj da discoteca, ha riempito il nulla di urla, e ammantato l’evento di pseudo spiegazioni, pseudo motivazioni, pseudo ragionamenti. Insomma lo pseudo telecronista che si è astrusamente impancato nella sua stessa cabina tv. Daniele Adani sul linguaggio inventato del calcio ci ha costruito una carriera e un mestiere, ponendosi lui stesso come tramite tra il volgo e il sapere. Lui assume il ruolo indispensabile di quello che sa leggere e scrivere in un mondo di miseri analfabeti (noi).
Li faremo affrontare Bertolucci e i suoi boriosi dirimpettai Caressa e Adani in un triello alla Sergio Leone, ma in una tavola di bucatini. E siccome in piedi resterà solo il mite e pacioso Bertolucci, noi faremo festa.
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nota di servizio per il gourmet del bloggo : sono fuori a pranzo e penso di prendere un brasato cappello di prete con verdure di stagione, un calice d Nebbiolo si abbinerebbe bene?
Ah non pensavo fossi in Piemonte…
anche a me d’estate, quando fa caldo, piace stare leggero
la cucina piemontese è questa, salvo ricorrere alla roba cruda che aborro;
cmq niente cappello, benché fosse segnalato nel sito, ho preso una tagliata, sempre accoppiata al Nebbiolo (che adoro quasi quanto il Gewürztraminer, io userei solo questi due vini);
Preferisci il Trentino o l’Alsaziano?
non confonderti, di cucina e vini non capisco nulla (come te di calcio, sport, musica, italiano, cinema, pesca, …);
il traminer francioso l’ho provato solo una volta e l’ho trovato dolciastro, il che non prova nulla, ci saranno decine e decine di cantine;
del traminer italiota prendo o il Novacella o il St.Michel-Epan, a seconda di quello a cui applicano lo sconto;
nat. so che ci sono bottiglie di pregio molto superiore, ma per me sopra i 20 euro è un furto -tranne che al ristorante, so che i morti di fame che li gestiscono devono guadagnarci, cmq non vado sopra i 30 per una bottiglia o i 6-7 euro per un calice;
Ne capisco molto anche di olio🙂 – prova il Buonamici di Fiesole – si il francioso è più abboccato ottimo con i formaggi, io lo preferisco, ma le due cantine dove lo comperi sono fra le migliori, assieme alla cantina Terlano, anche Haas…
l’olio ce lo porta un contadino siciliota che garantisce, suppongo sia di colza;
visto che sei da quelle parti, d’estate proverei il Verduno (magari fresco di frigo, pur essendo rosso, uva che cresce solo a Verduno, nome volgare “Pelaverga” per le sue qualità afrodisiache). Non è aromatico come il Gerwurtztraminer (e meno male), ma un po’ speziato lo è
proverò, Waters mi ha contagiato e una volta alla settimana scappo dalla cucina salutare casalinga per abbuffarmi di grassi e fritture ;-P
Direi che ci può stare, io però resterei in Sicilia con un grande rosso dell’Etna, possibilmente della cantina Frank Cornelissen…
ordinato online il Susucaru Rosso (soprattutto per il nome: su sucaru, cioè lo si sono scolato), spero che di vini tu ne capisca molto di più che di calcio;
temevo che fosse oltre la mia disponibilità ma ho visto che ad es. il Susucaru Rosso potrei permetterlo, mo’ vedo nella carta dei vini dei ristoranti della zona se ce l’hanno…
nella zona, almeno quelli che hanno una carta dei vini online, trovo solo:
Altero Etna rosso doc prefillossera Cru Pontare Palino ’17 € 90,0 -se lo tengano;
Etna rosso 2014 (Nerello Mascalese, Nerello Capuccio) 13,5% vol Theresa Eccher € 30 questo è abbordabile;
Etna Rosso Murgo DOC 2021 Nerello Mascalese, Nerello Cappuccio SICILIA € 24.00 abbordabile anche questo;
aprop dei Nomadi, l’unico loro disco che ho è I Nomadi cantano Guccini, che se ne sta ad ammuffire da lustri;
Guccini è il mio cantautore italiota preferito e il mese scorso ho riascoltato quasi tutti i suoi dischi e credo che nessun altro italiota gli stia alla pari;
prendete quello che ritengo il suo capolavoro, Radici, a parte la canzone omonima che non gradisco molto, ha una sequenza micidiale:
La locomotiva
Piccola città
Incontro
Canzone dei dodici mesi
Canzone della bambina portoghese (la mia preferita)
Il vecchio e il bambino
in Metropolis ci sono quattro capolavori:
Bisanzio
Venezia
Antenòr
Bologna
e spigolando tra gli altri dischi, in ordine cronologico:
Canzone per un amica
Auschwitz
Statale 17
Primavera di Praga
Il frate
Asia
La genesi
l’intero Stanze di vita quotidiana: come gli dissi un tempo era il mio preferito, checché ne dicano il prete e Bertoncelli, l’ascoltavo ossessivamente e sono riuscito a non suicidarmi ;-P
Piccola storia ignobile
Canzone di notte n. 2
L’avvelenata
Via Paolo Fabbri 43
Il pensionato
Amerigo
100, Pennsylvania Avenue
Eskimo
nei dischi successivi trovo solo qualche colpo di coda:
Canzone per Silvia
Samantha
Piazza Alimonda
…
gli ultimissimi dischi, Canzoni da intorto e Canzoni da osteria, pur con canzoni non sue e con la voce ormai andata, sono godibilissimi;
solo due pollicioni versi?
mi aspettavo di più, in un bloggo infestato da metallari ;-P
Metallaro magari no, ma Guccini è la musa ispiratrice dei trapper. Cercano tutti di essere più trasgressivi dell’Avvelenata, ma non ci riescono
come metallari e punk cercano di essere più cattivi, violenti e disperati di 21st Century Schizoid Man senza riuscirci;
Io invece ho un debole per le ‘canzoni di notte’, peccato che ne abbia scritte solo quattro.
E poi per l’avvelenata perchè nel panorama della canzone italiana rappresenta un vero e proprio unicum: una specie di metafora – ma neppure poi tanto – di quando ti togli un peso, ti liberi di tutto quello che hai dentro.
Bravo , ti manca solamente una visita alla trattoria “Da Vito” per completare il tour sul viale dei ricordi
ricordi di che? mica sono un nostalgico del piffero;
Guccini è ancora in attività e le sue canzoni sono attualissime: Il vecchio e il bambino, Venezia sembrano scritte oggi, limitandomi a due;
:Credo che nessuno altro italiota gli stia al pari”
Sciocchezze ne scrivi molte, ma queste le supera tutte.
Mai sentito parlare di De André e De Gregori?
cerco di adeguarmi alla tua media di sciocchezze ma è al di sopra delle mie forze;
De André mi è scaduto di molto quando ho scoperto che quasi tutte le canzoni che mi piacevano non erano sue;
del secondo mi piacciono molto le canzoni meno ermetiche: La casa di Hilde, 1940, ecc…
Titanic credo sia il suo disco migliore;
colgo l’occasione per segnalare il più bel disco di (quasi) cantautorato italiota del millennio: Sorella sconfitta di Massimo Zamboni (prego evitare la tua scontata battuta del piffero);
Perché dovrebbe esserti scaduto?
Arrangiare alcuni capolavori di Brassens e di Villon è sinonimo di intelligenza – anche i LED Zeppelin all’inizio si nutrivano di cover – poi nel caso del concept capolavoro ” Non al denaro, non all’amore, nè al cielo” uno dei più bei dischi italiani di sempre, tratto dell'”antologia di Spoon River” di Edgar Lee Master, inoltre tradotto da Fernanda Pivano con musiche sue e di Nicola Piovani, la collaborazione ad alti livelli è sinonimo di grande intelligenza.
Come la famosissima tournée con la PFM, e la successiva collaborazione con Pagani nella stesura di ” Creuza de ma”…
Poi, per parlare dei capolavori di De Gregori ci vorrebbe una settimana…dico solo ” I due zingari”
Creuza de ma credo sia più di Pagani, qui si tratta della paternità delle canzoni:
https://it.wikipedia.org/wiki/Fabrizio_De_Andr%C3%A9#Composizione,_influenze_e_paternit%C3%A0_delle_canzoni
si badi che non sto sostenendo che FDA non sia un grande, ma che Guccini lo sia di più;
A voi paiono sopportabili i telecronisti Rai al Tour de France?
Alzi la mano l’incauto.
dopo Adriano De Zan è dura la vita per i cronisti di ciclismo?
Oh, cosa devo dirvi? A me Caressa piace. “Chiudete le valigie, amici” al gol di Del Piero alla Germania o “Siamo ancora vivi” al pareggio di Materazzi in Finale.
Bertolucci è simpatico, a parte che non ha ancora capito come si pronuncia Rune, ma io quando gioca Sinner mi devo concentrare e lui e la Pero non stanno zitti un secondo, quindi metto l’audio ambientale (quando si può).
Adani invece non lo sopporto proprio, quando lo sento, spengo. Togliere l’audio non basta, meno male sulla RAI non fanno più niente ormai.
Che c’è di difficile nel pronunciate “Rune”?
Posso pure capire DeMinaur (ne ho sentito 28 versioni diverse), Tiafoe o Mpetshi Perricard, ma Rune …
Infatti. Eppure Bertolucci lo pronuncia come se avesse la umlaut
ci siamo dimenticati di Panatta, il migliore. Lui proprio non ha voglia, se potesse guarderebbe la partita in silenzio. Però ogni tanto lo obbligano “se no cosa ti paghiamo per fare?”. Fa finta anche di non ricordarsi il nome dei giocatori. Poi è scorrettissimo e se ne frega della scaramanzia: “ma dai, dove vuoi che vada questo qui, ti pare che può battere Sinner?” prima della partita decisiva di Coppa Davis contro DeMinaur
Quindi sei superstizioso, guido?
(Com’è sta storia che se fai una correzione il commento va in “attesa di moderazione” e poi sparisce?)
Comunque ti rispondevo che io non sono superstizioso, ma spesso i telecronisti lo sono. Infatti lo citavo come un pregio di Panatta
Ok
Essere superstiziosi porta sfortuna
Caressa, Adani e Vanzini: insopportabili e boriosi urlatori del nulla cosmico. Per me quanto di peggio la telecronaca sportiva abbia da offrire in Italia
Per lo più scelgo di guardare eventi, di ogni tipo, con solo audio del campo ove possibile, senza commenti. Altrimenti li silenzio.
Oppure scelgo di ascoltare i commenti in lingua originale, per fare pratica e/o ripasso en fr es, dalle molteplici frequenze pirata delle Dirette Rosse.
Tennis e ciclismo battono al momento nel 2025 per tempi di fruizione calcio e altri sport complessivamente in rapporto spannometrico di 40 ore a 4.
Saluti a tutti.
…in rapporto spannometrico di 40 ore a 4.
Ma di quante ore e’ la tua giornata ?!? 🙂
Per quanto mi riguarda, a parte la finale agli europei in UK, poco o quasi niente calcio in TV da una vita (inclusi quei bidoni in bianconero), francamente il più delle volte sbadiglio dopo 10 minuti.
In compenso, un sacco di tennis, parecchio rugby (pure i mondiali under 20 in corso), atletica leggera e nuoto mi piacciono, più il volley del basket. Niente moto e niente F1, i motori mi interessano quanto il curling.
Sono tutti dei gran furboni, il motto è sempre quello del sommo Freak Antoni, il leader degli Skiantos ” una vita spesa a schivare la fresa, in siciliano lavorare si dice travagliare, in napoletano faticare”.
Questi la hanno indovinata, altro che andare in ufficio o peggio prendere su la “schisceta” e andare a fare i turni alla Fiat o alla Pirelli, a 48 gradi percepiti in estate.
Quattro cazzate e sei a posto per la vita, prendete Caressa il suo successo è iniziato a Germania 2006″ Cannavaro Cannavaro” Non è gol non è gol” “Andiamo a Berlino Beppe andiamo a Berlino” ” ma che capocciata che ja dato” ” ammazza che capocciata”…
Ma il più grande è Bertolucci, ma quanto magna, mi ricordo che oltre 25 anni fa venne nel circolo nostro, al tempo del torneo internazionale giovanile, credo come responsabile della federazione di qualcosa, se magnava 4 panini al giorno, me pareva Poldo, ma il bello è stato alla fine, aveva il conto di un centinaio di euro, ma chiaramente era a nostre spese, si è fatto fare un bigliettino con un timbro con scritto 200 euro che si è fatto poi rimborsare😀
Lmao, non sei nemmeno riuscito a capire che Freak Antoni e gli Skiantos hanno sempre preso per il culo esattamente il genere di persone come te…
Citando l’indimenticato Freak m’hai fatto tornare in mente una delle sue (milioni) di battute (che gli costò, mi pare, anche una querela da parte di Beppe Carletti): considerava infatti i Nomadi la miglior cover band dei Nomadi.
Chi conosca la storia dei Nomadi non può che apprezzarne la perfida finezza.
E forse anche il buon Beppe in fondo avrebbe potuto soprassedere.
Dipende se era prima o dopo Augusto, come band valevano poco, ma il càrisma di Daolio e la sua voce erano tanta roba…ciaoo
Dopo dopo .. dopo che Augusto se ne è andato ..
Lui praticamente riteneva i Nomadi “post-Augusto” in assoluto la miglior cover-band dei “Nomadi con Augusto”.
Posso capire che Carletti si sia un po’ incazzato – ma addirittura querelarlo ….
E anch’io posso capire l’incazzatura di Beppe, perché anche lui è stato l’anima del complesso
allora provochi;
scrivere càrisma, come ti ho spiegato ai tempi, è da ignorante che vuol passare da colto;
si può a stento tollerare pronunciandolo, ma mai eppoi mai scriverlo;
È un arcaismo ma si può dire, certo che provoco altrimenti sai che noia.
Ma dimmi insegni lettere a ragioneria?
E qualcosa di tecnico sui Nomadi sai dirlo?
Li conosci?
Che strumento suona Carletti senza andare su wiki?
No, Andrea, te l’abbiamo già spiegato diverse volte.
Càrisma non è un “arcaismo”, ha un significato diverso da quello che gli vuoi dare tu. L’accento sulla “a” deriva dalla grafia greca, in cui aveva il significato di “dono di grazia”, ed era un termine di uso teologico.
Il termine carisma, invece, ha il significato di ascendente o influenza sugli altri.
Le parole sono importanti.
dire, anche se non è molto corretto, sì, ma non scrivere;
non insegno ma imparo, alle medie mi suggerirono una regola semplicissima sugli accenti: si mettono solo quando sono indispensabili, quindi prìncipi e princìpi perché si può creare confusione, ma non danno e dànno;
suppongo che alle medie per ragionieri che hai frequentato non si desse molta importanza all’ortografia;
mai piaciuti i Nomadi;
Carletti, come te, suona il piffero;
Caressa lo trovo insopportabile. E’ stato “grazie” a lui che ho iniziato a guardare le partite di calcio senza audio. Che poi se ti concentri vedi come si muovono le squadre, gli schemi, vedi molto meglio, un pò come ascoltare musica a occhi chiusi. Altrettanto insopportabile la voce a bordo campo che ci informa su cosa il Mister dice ai giocatori o cosa fa. Sull’insopportabile pure Bergomi, troppo tifoso per fare cosa fa. Preferisco in ogni caso leggere i commenti dei giornalisti prima o dopo la partita che ascoltare le fregnacce che dicono durante la partita, Bocca a parte .Crosetti scrive bene secondo me. Alcune pagine su Diego mi sono rimaste nella memoria. Commentare in tempo reale una partita, il migliore era mio figlio autistico ad alto funzionamento, interista. Azzeccava tutto, vedeva tutto. Ha smesso di guardare perche “soffriva”. 🤣😂. Poi è no tripe for the cats, trip era quella cosa che si faceva tanti anni fa con LSD e amenità varie🤣. Sintesi, lo sport non serve commentarlo si guarda e basta, mica allo stadio c’è il telecronista. Ricordo da piccolo la prima volta allo stadio, ero deluso, che non dicevano “Causio, Bettega”. A propo, prima volt ain realtà mio padre granata mi portò a vedere la Juve in Coppa Italia. Sbagliò il giorno, la partita era stata il giorno prima…Chissà se lo fece apposta. Non posso più chiederglielo 😔
Secondo me era proprio “trip”, maccheronico e a presa di cu…cco! 😁
secondo me tripp, con due p
Se non erro molte acchiappasoldi danno la possibilità di ascoltare solo l’audio ambientale.
A me piacerebbe il ritorno all’antico, quando in pratica si identificavano solo i giocatori.
Il rumore del pallone quando viene calciato.
Non si sente più.
Eppure con le attuali tecnologie dovrebbe sentirsi.
E’ che parlano .. parlano .. a volte anche in tre o quattro insieme e …. il rumore del pallone non si sente più.
Clerici (o Tommasi) e Caressa (o Adani) nello stesso thread nunsepuòlegge.
Il primo sta al secondo come Vittorio Gassman a Bombolo.
Buona questa