Il Milan spezza le reni al Lecce e pensa di essere davvero una grande squadra
Un paio di gol al Lecce con Loftus-Cheek e Pulisic, l’arrivo di Nkunku, lo scambio Gimenez-Dovbyk. Dallo psicodramma passiamo all’euforia come se i tre eventi, nell’ordine, potessero ribaltare da bufera a sereno il meteo del Milan allegriano.
Che partito alla riconquista dell’ Italia e del mondo si è trovato inaspettatamente a mal partito e in piena tempesta.
E così si è costruito, la creatura americana che qualche pezza sul didietro ha dovuto cucire sui jeans già rattoppati, un universo parallelo in cui tutto è ideale e perfetto, ma in realtà c’è anche molto di impreciso e di aggiustato.

La vittoria di Lecce non aveva alternative per un Allegri già abbastanza alle corde e provato dall’esperienza bis in rossonero, Nkunku è il almeno il terzo attaccante, dopo Vlahovic e Højlund, che si è cercato di acchiappare sul calciomercato, non si capisce perché si faccia uno scambio tra Gimenez e Dovbyk che essendo due scarti sembra abbastanza inutile passarseli l’un l’altro. Ma un due di picche che serve a zero qui può magari chiudere una scala là. E comunque le vie del calciomercato e dell’arrufianamento tifoide sono infinite.
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Il Bar Sport di Fabrizio Bocca
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Ho visto un buon Milan a Lecce che ha vinto meritatamente per due a zero ma la partita sarebbe potuta finire anche tre o quattro a zero senza gli ottimi interventi di Falcone e senza l’imprecisione e la poca concretezza ed incisività degli avanti milanisti. Il Lecce nel primo tempo non ha giocato male,
anzi con un’ottima disposizione in campo dei suoi giocatori che hanno effettuato un buon pressing ha messo un po’in difficoltà il Milan
ma non si è reso quasi mai pericoloso anche perché è ormai orfano di Krstovic passato all’Atalanta che nella passata stagione ha segnato quasi la metà delle reti della squadra pugliese; nella ripresa comunque il maggiore
spessore tecnico dei rossoneri è venuto fuori grazie anche ai suoi uomini di maggior qualità e prima il Milan ha segnato con un colpo di testa di Loftus-Cheek che ha saputo sfruttare una magistrale punizione di Modric causata da un fallo di un centrale difensivo del Lecce ai danni di Saelemaekers autore di una splendida azione di contropiede, poi ha raddoppiato spegnendo ogni sterile velleità di rimonta dei leccesi con il subentrato Pulisic che ha sfruttato alla grande da par suo un errore di un difensore leccese.
C’è comunque da dire che nel primo tempo l’assenza di Leao e di Pulisic, due degli uomini di maggior
qualità del Milan si è fatta sentire ed in effetti poi nella ripresa le azioni più pericolose e le due reti sono arrivate grazie a Saelemaekers, a Modric nelle sue poche sortite offensive, personalmente lo avrei fatto giocare in posizione più avanzata a
Lecce, ed all’americano Pulisic che
anche se non era in grandissima forma causa un leggero infortunio è sempre uno degli uomini più pericolosi dei rossoneri grazie alla sua notevole tecnica.
Direi piuttosto incolore la prestazione di Gimenez che non ha
mai tenuto un pallone e non è sicuramente un centravanti che sa far salire la squadra, per giunta si è anche mangiato un goal anche se poi nell’unica cosa bella che ha fatto è stato sfortunato perché il suo goal è stato annullato per un fuorigioco di pochi centimetri.
Non è comunque a mio avviso il centravanti che serve al Milan, sa fare bene solo una cosa e cioè girarsi rapidamente in area e tirare,
diciamo che vagamente somiglia ad Icardi ma con meno qualità dell’argentino che è decisamente più forte; in ogni caso può andar bene nel campionato olandese ma in quello italiano centravanti del genere non vengono mai troppo apprezzati e sono mal sopportati dagli allenatori.
OT Volley : ai mondiali in Thailandia la azzurre hanno letteralmente smantellato e surclassato le tedesche negli ottavi di finale. Dopo le Olimpiadi e la VLN, un’altra cavalcata trionfale, fanculo la scaramanzia.
Spaventosa la forza ed il valore di queste ragazze.
Tenendo conto che pure i maschietti da una trentina di anni se la cavano piuttosto bene e che pure a livello giovanile siamo sempre ai vertici, mi sa tantp che è proprio questo sport stupendo e spettacolare quello…nazionale.
Altro che una ventina di tizi che rincorrono una palla.
Sempre arrabbiato con la tua Juve , Ugo?
C’entra nulla la Juve, Stefano, con quelli siamo…separati in casa 😂.
Nel volley l’Italia è davvrro al top, coi club nelle coppe europee, con le due nazionali e pure a livello giovanile. Evidentemente la federvolley, a differenza della federcalcio, funziona…
Comunque con le ragazze grande merito di Velasco, lui più invecchia e più migliora, a differenza di tanti altri tecnici in qualsiasi sport.
Grandissimo davvero!!!
😀
Bocca, non so se ha dato un’occhiata alla stesura del calendario di Champions e il solito instancabile lavorio degli sherpa al servizio del club più protetto ed impunito del mondo.
I primi 4 turni disposti (nel senso di “a disposizione, cumpare Turiddu…”) con le scartine in modo da mettere in cascina 12 punti e poi approfittare del disimpegno delle squadre di prima e seconda fascia… Insomma, il solito schifo, a tutti i livelli.
Però tutte queste critiche al Milan per una singola partita sfortunatissima, io mica le capisco…
Basterebbe un’ occhiata ai tabellini o agli highlights per accorgersi che la squadra in queste prime due giornate ha dominato le avversarie, costruendo più gioco, andando al tiro quattro volte tanto, collezionando legni e gol annullati… e d’accordo che le avversarie non erano (sulla carta) granché, ma a me pare che la squadra, a dispetto di quanto si racconta, ci sia e ci creda.
E poi, se vogliamo, hanno perso solo contro la capolista. 😆
Gimenez e Dovbyk due scarti?
Il messicano parrebbe di sì, per l’ucraino ho qualche dubbio, anche se con poca continuità a Roma qualcosina di buono l’ha pure fatta.
Mi pare più che altro timido e un po’ chiuso caratterialmente, forse è questo il suo limite.
Magari e’ un tantino preoccupato per quello che succede nel suo paese .
Non è da escludere, a me comunque non dispiace, di sicuro lo preferisco a Gimenez.
Sono d’accordo, si tratta pur sempre di uno capace di andare in doppia cifra al primo anno in serie A, 12 gol in 32 partite (spesso decisivi) in una Roma che ha giocato obiettivamente malissimo per un terzo del campionato… se uno così è uno scarto, ce lo prendiamo più che volentieri noi.
Concordo con entrambi.
E trovo che il problema sia un po’ quello delle aspettative.
Nell’immaginario dei tifosi c’è sempre l’attaccante ‘che spacca’ e che con le sue decine di gol è capace di trascinare la squadra verso chissà quali traguardi, nazionali e non solo .. insomma, quest’idea del fuoriclasse assoluto.
Ma il problema è che tra Europa e Sudamerica di attaccanti così non è che ce ne siano poi in giro chissà quanti .. e quelli che ci sono costano tanto e è difficile portarli da noi (almeno nel pieno della maturità – chè poi a fine carriera può anche capitare).
Forse andrebbero rimodulate le aspettative.
Guardando sì alla loro capacità di segnare (perchè il loro lavoro è comunque questo) ma anche a quella, potenziale, di inserirsi con efficacia nell’idea di gioco che si è immaginata per la squadra.
E in questo senso di punte rispettabili in giro ce ne sono già di più, si tratta di sapersele andare a pescare.
Hai pienamente ragione, tra Europa e Sudamerica di attaccanti di livello ce ne sono pochini, per questo bisognerebbe rivolgersi ad altri continenti, Nigeria docet.
Saluti
“Euforia”? Non mi pare. Forse sollievo e rassegnazione. Lo scambio Gimenez-Dovbyk mi sembra che interessi più alla Roma che al MIlan, ma visto che Gimenez anche ieri si è confermato un bidone, perso per perso tanto vale provarci. Piuttosto servirebbe un difensore di quelli buoni, ma dubito che si farà qualcosa.
Il Milan spezza le reni, io che spero non rompere; ma il post che segue è stato richiesto da Ermenegildo Segna… prendetevela con lui.
In un libro che racconta di tutti i calciatori del mio paese ci sono foto e riferimenti che coinvolgono Valentino Mazzola e Roberto Baggio. Roba seria dunque e nulla a che vedere con quel che segue.
Per esempio il libro racconta dell’ inaugurazione del nuovo campo di calcio nell’ agosto 1976 alla festa patronale. Campo che su un lato lungo ha i platani vanto dello stradino factotum, sull’ altro coltivazione di meliga che rende problematico il recupero del pallone finito in fallo laterale e su uno dei lati corti un fosso di alimentazione risaie, però in asciutta ad agosto e meno male. La partita è un derby descritto colorito: folto pubblico, le gazzose tenute fresche in un mastello da bucato da ciottoli di ghiaccio, l’ arbitro inveito con sagace eleganza…
Arrivati fin qui? Bravi, vi tocca la partita giocata il giorno dopo che sul citato libro non ha trovato spazio.
Tifosi Juve contro Tifosi Toro. Ci siamo tutti, troppi; allora due partite: la prima per i tesserati FIGC e pure CSI, la seconda gli esclusi con qualche mugugno.
Unico momento di fair play la scelta del campo, poi botte da orbi, contrasti al limite, improperi diretti a chi nella sec. cat. condivide gli abbracci al gol. Io contro il centravanti e la mezza punta, un Cassano dei poveri. A sostituire un bianconero a dieci minuti dalla fine entra Franco, pure lui tesserato ma alla bocciofila di borgo Vanchiglia nella Torino cantata da Farassino.
Franco ha piedi insomma, vasta anca, sovrappeso, ritmi lenti. Dieci minuti di partita con quelli bravi, tenete a mente.
Seconda partita, a Franco capitano manca uno, sceglie me a completare fosforo a centrocampo. Come faccio rifiutare, prima però ancora una birra, la porge una brunetta con mini inguinale, occhioni neri; le dico se segnò il gol è tuo: mi guarda e pensa il che vuole questo.
Cinque minuti e già Franco arranca e traccheggia, gli tolgono palla pulita, lui lamenta un fallo netto. Poi: sono qui, eccolo il pallone è tuo, non lo prende manco per gli occhioni, così gli dico: ma fai mezzo passo che ci vuole? Mi guarda storto e sbotta:
Ohhh Vipe guarda che io ho già l’ altra partita nelle gambe…
Quante volte in quel campo l’ erba troppo alta e la palla mai nei piedi!
Ogni giorno trovo aggiunto un dislike al mio post che ricorda atmosfere quali un quadro di Pirandello.
Caro Vipe, ho provato sensazioni simili quando giocavo i tornei estivi durante le mie vacanze marchigiane.
Stesso secchio a bordo campo con le bibite in ghiaccio, con il parroco a tifarci contro.
L’ultima volta, qualche annetto fa, non giocavo più, ma arbitravo.
All’ennesimo fallo fischiato contro i neroverdi della mia ex-squadra, il capitano si lascia scappare un irriverente: “Arbitro, si strunz’ ‘ncoccia!”
Poi prontamente aggiunge: “O dotto’, io ce l’avevo coll’arbitro, no co’ te!”
Buongiorno Fabrizio
Ho letto uno strappalacrime di Verdone Carlo. Il poverello si dice raggirato per avere firmato l’appello su Gaza in zona mostra cinema di Venezia. La mostra con la sua coppa Volpi non può essere un qualcosa di serio. Volpi ha fondato la Sada, la ditta responsabile della strage del Vajont quindi, ancora si consegna una coppa intestata a uno stragista comunque, tornando a Carluccio, i nomi sono stati aggiunti dopo dice, precisando, i due attori ( Gerard Butler e Gal Gadot) non sono responsabili di ciò che accade in Palestina. Carlo fagiolino mio, quando crei un precedente devi accettare anche quando ti si ritorce contro. Gli artisti russi sono stati esclusi nelle varie iniziative perché amici di Putin. Butler ha partecipato a raccolte fondi per IDF ( i criminali terroristi sionisti) e allora come la mettiamo Carlo? Visto il Milan: i rossoneri con la vittoria a Lecce si iscrivono a pieno titolo per il *titolo. Un po’ come Carlo, certe cose sono incomprensibili. Di Francesco, dopo anni e anni di pena, con gli ultimi due con retrocessioni ( Frosinone e Venezia) l’anno dopo, blin zacchete!) rieccolo su una panchina di serie A. Raccomandato? No. Bene introdotto. Peccato per il Lecce: serie B sicura.
* Il campionato lo vinciamo noi. Si lo so, è presto per dirlo e allora, appuntamento fra 37 partite o meglio, ce ne bastano 30.
Penso che questo genere di esclusioni (un direttore da un concerto o un attore da una rassegna o ancora una squadra da una competizione) abbia il solo effetto di diffondere le logiche dei conflitti piuttosto che isolarle.
E anche se capisco che in certe situazioni tenere arte, sport e cultura fuori da tutto ciò può risultare imbarazzante, disagevole e soprattutto faticoso, molto faticoso .. sono dell’idea che ci si debba sforzare di farlo: perché in fondo i conflitti sono come gli incendi, vanno circoscritti, non propagati.
Ma ovviamente non scrivo per dire la mia quanto piuttosto perché in tema di appelli m’è tornato alla mente un simpatico aneddoto che mi pare d’aver letto su linkiesta.
Pare che Vassili Vassilikos, celebre autore di “Z”, nel 1967, nel pieno del golpe militare in Grecia – mentre si trovava a Roma – in un bar lesse su Le Monde un appello di una 70ina di intellettuali di sinistra che ne chiedevano la scarcerazione dalle prigioni di Atene.
Dal momento che invece del Partenone da una cella stava guardando il Colosseo nel mentre gustava un buon caffè, domandò agli amici di Parigi chi avesse lanciato quella petizione.
E Marguerite Duras gli spiegò (così scrisse nella sua autobiografia) che degli intellettuali firmatari dell’appello Jean-Paul Sartre e Simone de Beauvoir avevano una delega in bianco.
Per cui quando i due decidevano di protestare per qualcosa, il loro intervento era seguito, automaticamente, dalle firme degli altri sessantotto.
Difficile dire quanto possa essere vero, certo è che è molto realistico.
Su Di Francesco è vero, anch’io l’ho notato.
Diciamo che dopo che ha lasciato la Roma le cose non gli sono andate poi così bene, avendo portato o riportato in B tutte le squadre che ha guidato.
E tuttavia ha continuato a godere di ingaggi nella massima serie.
Ho l’impressione, però, che questo sia per lui un anno davvero decisivo, una specie di ultimo appello: perché se pure il Lecce dovesse tornare in B penso che come tecnico inizierebbe inevitabilmente lo scivolamento di categoria potendo dire sostanzialmente ‘addio’ alla serie A.
Il fatto è che sembra non imparare da ciò che gli accade .. cosicchè finisce inesorabilmente col riproporre, senza correttivi, un’idea di calcio bella e ‘sognatrice’ (ragione forse alla base dei continui ingaggi) ma che quando non sei alla guida di ‘corazzate’ devi saper coniugare anche con elementari accorgimenti di prudenza.
Ricordo che una volta una cosa del genere, anni fa, gliela disse anche Fabio Capello.
Il quale, checchè se ne possa pensare, resta uno che di calcio ‘un po’ ne capisce’.
Grazie occasionale
A onor del vero, lo scorso anno Di Francesco si è mosso tardi però si è mosso. Banalmente compattando il centrocampo (e segnando ancora meno di prima, perché gli esterni non puntavano più), il suo Venezia ha mandato in bianco Lazio, Napoli e Atalanta nel girone di ritorno. Zero fatti, zero subiti. Troppo poco e troppo tardi, lo so, ma tant’è…
Scusi Bocca, ma se le inventa da solo o c’è qualcuno che gliele suggerisce ‘ste…
Siamo una squadra senza speranze, allenata da un parafulmine fulminato.