Il clamoroso scandalo dell’urbanistica a Milano, la Procura interviene denunciando la corruzione, indagando decine di persone e chiedendo arresti. Ma per lo stadio di San Siro fanno come se nulla fosse successo attaccandosi a una sentenza del Tar, senza considerare che il sindaco Sala è indagato e l’edilizia milanese è nel caos. Difficile chiudere ora un affare da 197 milioni tra Comune, Inter e Milan in questo enorme casino qui, la crisi politica del Comune di Milano è dietro l’angolo. Morale: la storia del monumento San Siro può ancora essere salvata dagli squali della speculazione
Dallo stadio di San Siro a City Life. Le mani sulla città, non Napoli ma Milano. I palazzinari non ci sono, o meglio c’erano, solo a Roma, anzi da qualche anno si stanno divorando la Capitale Morale d’Italia.
Siamo nel cuore del Nord che tira il resto del paese. Una Milano che in preda a una furia edilizia ha cambiato non solo la sua “sky line”, ma soprattutto stravolto il suo tessuto sociale, mutato il suo stesso dna, estromesso le classi popolari e borghesi, spalancato le braccia solo alla finanza e all’alta impresa.
Insomma stiamo assistendo alla ristrutturazione di Milano, da vecchia casa di ringhiera in una specie di Dubai frequentabile solo da miliardari nel bel mezzo della Lombardia.
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L’unica Milano possibile è esclusivamente quella del business e tutto il resto sarà, anzi già lo è, estromesso, allontanato, emarginato. La cintura periferica impiegatizia, travet e operai, una massa di plebe indistinta che si muove esclusivamente al servizio di fondi immobiliari, industriali, finanzieri, costruttori, speculatori, affaristi, senza alcuna finalità sociale se non quella di compiacere a ricchi e sempre più ricchi.
E poi quartieri abbandonati a loro stessi, piazze di spaccio controllate dalla malavita. In una Milano così con prezzi al metro quadro e caro affitti alle stelle, un impiegato che guadagna 1700 euro al mese, per non parlare del dramma autentico di uno studente universitario, dove va e come fa a vivere?
L’inchiesta sull’urbanistica di Milano, la richiesta di arresto per 6 persone, fra cui l’immobiliarista Manfredi Catella, l’assessore all’urbanistica di Milano Giancarlo Tancredi, e fra le decine di indagati lo stesso sindaco Giuseppe Sala (false dichiarazioni e induzione indebita a dare o promettere utilità) e l’archistar Stefano Boeri, ovviamente irrompe in questo mondo di frenetiche colate di cemento e di grattacieli che spuntano come funghi.
Il Miracolo a Milano diventa insomma il Sistema Milano, e dunque grattacieli costruiti con un’autocertificazione, edifici venuti su come se si stesse ristrutturando capannoni, aliquote di favore per i costruttori stessi.

Nello stesso giorno in cui il bubbone dell’urbanistica milanese scoppia con una clamorosa inchiesta giudiziaria che investe in pieno il Comune di Milano e la Giunta del Sindaco Sala e la parola “corruzione” fa la sua comparsa all’interno di questa giungla edilizia fuori controllo, e dalle regole indebolite e aggirate, si assiste all’esultanza per la sentenza del Tar che boccia il ricorso del comitato “Sì San Siro” in quanto non ancora trascorsi i 70 anni necessari affinché scatti il vincolo della Sovrintendenza sulla costruzione del secondo anello dello stadio Meazza.

Le pagine della Gazzetta dello Sport e del Corriere della Sera sulla pronuncia del Tar relaticamente alla possibilità di abbattumento dello stadio di San Siro
Perché il vincolo non scatti tutta l’operazione di Inter e Milan per l’acquisizione dello stadio e di tutta l’area intorno in cambio di 197 milioni (cifra stabilita dall’Agenzia dell’Entrate ma ritenuta unanimente un affarone per non dire un favorone) dovrà concludersi entro il 10 novembre.
Insomma giocando sul quel po’ di tempo che è rimasto si decide il destino di un monumento della città. Se si fa in tempo a fare tutto entro il giorno prima San Siro non è un monumento da salvare e può andar giù al 75% per costruirci intorno la qualunque (un nuovo stadio, edifici etc). Se non si fa in tempo, purtroppo per gli speculatori, San Siro diventa un monumento e Inter e Milan, o meglio i fondi americani che le governano, s’attaccheranno, dovranno tenersi San Siro e inventarsi qualcosa di diverso. Magari andare a costruire altri stadi altrove.
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Ma facciamocela anche, a questo punto, la domanda delle domande sul nuovo stadio di Milano se e quando verrà o verranno (e se fossero due?) costruiti. Per chi sarà questo nuovo stadio? Per i tifosi comuni, per operai e impiegati con figli al seguito, si spera, che tifano Inter e Milan? Oppure sarà un trionfo di palchi e di box, di poltrone extralusso a biglietti carissimi, spazi interamente offerti dalle aziende di marketing e ai manager che pullulano la city milanese, che nessuno si potrà permettere?
Voglio dire se Milano è ormai questa perché mai il suo stadio dovrebbe avere un dna diverso? Anche il tifo insomma è destinato a diventare un bene extralusso.
La sentenza del Tar è stata accolta dagli ambienti milanesi, quelli giusti e che contano, comunicazione e non, trionfalmente, come se nulla fosse. Come se lo stadio si trovasse dentro una bolla a parte.
Ma che in questo enorme casino su un affare così controverso e sensibile per la città con la Giunta Sala che ha preso questa mazzata, con le opposizioni che sono scatenate all’attacco del sindaco e ne chiedono le dimissioni, si riesca a chiudere in tempo l’enorme business, pare oggettivamente difficile. In un primo tempo si parlava addirittura del 31 luglio, che è addirittura letteralmente impossibile nella situazione di oggi.
Ma contrariamente a quanto si legge e si dice, ignorando la realtà dello scandalo che ha investito l’intera urbanistica milanese, San Siro sta ancora lì bello in piedi. E si spera vivamente che a novembre, scavallando il fatidico giorno 10, la divina provvidenza finalmente lo salvi dalla voracità degli squali della finanza meneghina per affidarlo a un rispettoso e sano maquillage che ne rispetti l’austerità e il suo indubbio appartenere alla storia di questo paese.
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[…] suo Bloooog solo qualche giorno fa Fabrizio Bocca faceva notare che “nello stesso giorno in cui il bubbone dell’urbanistica milanese scoppia con una clamorosa […]
Business e politica, imprescindibile. E con questo chiudo il commento al post.
Più sotto si parla ancora di San Siro. Per me può anche essere rifatto uguale. Colata di cemento è e rimarrà tale qualsiasi altra struttura alternativa, almeno questa è “storica”. L’unica pecca negli anni scorsi era lo stato del terreno di gioco, ma ora che si va verso il sintetico non è più un problema. Magari c’è da rifare i bagni e creare qualche zona “vip” ristorante o simile, ma addirittura che la ristrutturazione costi di più di fare due stadi nuovi, considerando anche il nuovo consumo di suolo, le tempistiche, etc… Sembra solo speculazione edilizia delle due nuove proprietà, interessate pare solo a quello piuttosto che investire nella società, nei giocatori, etc… A proposito, la convivenza di due società che giocano alternate è la condizione ideale per uno stadio, che altrimenti è in perdita: io lo considero un plus.
Saluti
> almeno questa è “storica”
E quindi? Dove sarebbe il beneficio concreto? La storia si mangia? Fa gol? Mah. Questa ossessione per la “storicità” è uno dei motivi per cui l’Italia è diventata un Paese spesso invivibile, adatto più ai pensionati nostalgici che a chi vuole costruire qualcosa.
> ma addirittura che la ristrutturazione costi di più di fare due stadi nuovi… Sembra solo speculazione edilizia
Il solito riflesso anti-business all’italiana. Ma secondo te, se fosse davvero più economico ristrutturare, non lo farebbero? Possibile che ogni investimento venga letto come “speculazione”, sempre e comunque? Dove starebbe la speculazione nel costruire qualcosa di nuovo, nello stesso spazio, con criteri più moderni ed efficienti? Sempre di uno stadio a San Siro si parla, mica di un centro commerciale a caso nel parco.
È una mentalità reazionaria, chiusa, ostile a qualunque idea di progresso. E francamente, è difficile non detestarla.
ed è proprio qui che ti sbagli “costruire qualcosa di nuovo, nello stesso spazio, con criteri più moderni ed efficienti”. Quali sarebbero questi criteri? Lo stadio già c’è, a detta di chi lo frequenta assiduamente per vedere le partite è il migliore di serie A per assistere ad una partita di calcio, perchè cambiare? Per fare le seggioline vip da far pagare ai turisti giapponesi ed arabi 200 Euro a cranio? E la gente, gli 80.000 che allo stadio ci vanno ora? Da sempre?
Parli di nostalgia? Io parlo di cambiare se ha un senso! Se serve solo per far guadagnare i 4 palazzinari di turno a cui il Milan e l’Inter non importa nulla… dove la vedi l’efficienza? Una città come Milano ha già uno stadio da 80.000 anime, perchè farne uno da 50.000? E non mi dire che non si riempie.
Parli di “stesso spazio”… non vuol dire interrompere per almeno un paio d’anni la continuità calcistica del Meazza? Con quale vantaggio?
A chi propone il nuovo stadio non gliene frega niente, se si fa a San Donato piuttosto che a Monza, l’importante è costruire.
Buttiamo giù allora il Duomo e facciamo una nuova palestra per i 4 cristiani che ancora vanno a messa.
Leggo molto populismo da bar nel post e nei commenti.
I discorsi sulla cosiddetta “cintura periferica impiegatizia” che starebbe scomparendo sono più complessi della “furia edilizia” evocata da Bocca, con una retorica che, a mio avviso, sa troppo di Ragazzo della via Gluck. La verità è che quella cintura sta scomparendo soprattutto perché stanno scomparendo gli impiegati. E questo per via dei cambiamenti tecnologici, più che per colate di cemento. La stessa tecnologia che consente a Bocca di gestire un blog in autonomia, senza bisogno di una redazione, un ufficio legale, grafici, tipografi o distributori. Il mondo è cambiato, e non da ieri.
L’inchiesta (che molti troppo frettolosamente trattano già come una condanna) è, come sempre accade in Italia, di difficile interpretazione. È corruzione vera e propria, oppure si tratta semplicemente di “oliare gli ingranaggi” di una burocrazia che non è in grado di assolvere alle sue funzioni? Il fatto che né Milano, né Roma, né Napoli siano riuscite in quindici anni anche solo a iniziare i lavori per un nuovo stadio mi fa propendere per la seconda ipotesi.
Il tutto in un Paese dichiaratamente anti-impresa e anti-innovazione come l’Italia.
Costruire qualcosa è sempre visto come “una colata di cemento”. Anche quando, come nel caso di San Siro, si sostituisce una colata di cemento con un’altra. Non stiamo certo parlando di disboscare un parco naturale. E peraltro, si tratterebbe di sostituire una struttura ormai obsoleta con una più moderna, efficiente e sostenibile sotto molti punti di vista.
Fare impresa è sempre “speculazione”. No, cari miei: si chiama investire. Ma in Italia c’è questa reazione pavloviana per cui ogni iniziativa economica è sospetta, ogni profitto è moralmente discutibile. È un atteggiamento che rasenta l’assurdo. Eppure ci emozioniamo davanti a Palazzo Pitti o al Colosseo, dimenticando che sono stati costruiti da banchieri, papi o tiranni, spesso nel lusso più sfrenato, mentre il popolo viveva di pane e cipolla. Gli investimenti, se ben regolati, dovrebbero essere accolti a braccia aperte: il punto non è demonizzarli, ma garantire che portino benefici sia a chi investe sia alla collettività.
Quanto al “vecchio” San Siro (che ha meno di settant’anni), diciamolo chiaramente: non è bello, non è comodo e non offre una buona visibilità da ogni settore. È vero, è iconico, con una forma riconoscibile e peculiare. Ma anche l’Altare della Patria è “iconico”, e resta comunque un pugno nell’occhio. Lo stesso valeva per il vecchio Wembley: anch’esso aveva un certo fascino storico, ma era scomodo e brutto. Il nuovo è nettamente migliore.
Insomma, si faccia chiarezza sui fatti di Milano, ma si facciano anche questi stadi, e senza perdere altro tempo.
Bel post Pinguì…
Quando si fa delle cronache sportive una vera e propria gara a chi spara più cazzate, è perdere il senso della misura. Oggi, tanto per non cambiare, ho sentito magnificare l’impresa, sì così l’hanno definita, l’impresa compiuta da Vingegard nel rimontare il povero Evenepoel. M’incuriosisce sapere cosa c’è in un’impresa se vai a riprendere e, quindi, a superare un ciclista che si è letteralmente piantato. Capirei se l’impresa fosse stata quella di recuperare i due minuti su Evenepoel e di aver recuperato, e non perduto, altri 39 secondi da Pogacar. Che poi, quella di oggi fosse una “crono” ci sta, ma qualcuno gliel’ha detto a Vingegard che era una cronoscalata e la media non sarebbe arrivata nemmeno ai 30 all’ora? No, perché quel casco faceva davvero ridere. Come mettersi una tuta spaziale per andare a prendere l’aereo.
In merito al danese ho avuto come un déjà vu, dopo aver visto solo i dieci minuti di sintesi, non l’intera gara e nemmeno la parte finale.
Non è che facesse ridere: era proprio entrato anima e corpo nel personaggio di Lord Casco (Rick Moranis) nel film del 1987 di Mel Brooks “Spaceballs”…
Ehehehe
quando cercano dove sono scappati nella videocassetta pirata uscita prima che finissero le riprese del film…
👍
Ho piacere, che in questo loco, qualcuno parli “anche” di ciclismo, forse l’unico sport del popolo e per di più gratis. E’ ancor grande la passione, anche tra i giovani, nelle mie terre.
Penso che lo sloveno abbia il tour già in tasca, salvo cadute o altri imprevisti.
Ci domandiamo, tra noi, se Merckx sia ancora il più grande ciclista del mondo.
Aggiungo anche che nel ciclismo è assente tutto quel porcaio che pervade il calcio; proprio perché c’è la passione e non il tifo.
Buona giornata
🍾
*Ho piacere, che in questo loco, qualcuno parli “anche” di ciclismo*
Sabato 52 km in pianura e domenica 42 km in collina.
Cosa dire?
La bellezza pura del ciclismo è in correlazione semplice col praticarlo. Chi pedala, da solo o in compagnia, è già soddisfatto di quello che fa, a qualunque livello.
I ciclisti si salutano tutti, e sempre, quando si incontrano per strada.
😉
Per adesso Merckx è il più grande, ma questo fra poco lo supera in considerazione del fatto che la concorrenza non è granché, tranne i belgi nelle corse in linea…caro io seguo poco il ciclismo ma quando ero giovane lo seguivo molto, naturalmente tifoso di Vittorione Adorni – parmigiano e mio asssicuratore, mi ha anche fatto guadagnare discrete lirette – ..
Grande amico di Merckx e tessitore del gruppo, il suo capolavoro fu naturalmente il mondiale di Imola del 68 quando andò in fuga a circa cento chilometri dall’arrivo e visto gli amici che in gruppo non tirò nessuno – Merckx in primis – e vinse credo con sette o otto minuti di vantaggio, vinse anche un giro d’Italia comunque.
Ciaoo
Milano è la città che amo, qui ho le mie radici, le mie speranze, i miei orizzonti …
Mi correggo .. Milano non è la mia città ma è una città che adoro, della quale tifo la principale realtà calcistica e nella quale – da Desio e Monza scendendo giù fino a Pavia – ho avuto nel tempo diversi, cari amici.
Mi sento perciò di dire la mia un po’ in ordine sparso.
Io non penso che la giunta debba cadere o Sala dimettersi.
Perché non è stato colto in flagrante con la mazzetta in mano o nell’atto di bastonare una vecchietta.
E’ in corso un’indagine che sospetta irregolarità nella gestione amministrativa dell’edilizia in città .. bene, che venga condotta accuratamente .. ma se un amministratore pubblico dovesse dimettersi per un semplice avviso di garanzia che lo informa di una indagine in corso .. in tutta la penisola non avremmo un’amministrazione comunale in piedi.
Io non ho idee chiare su quale sia il momento in cui sarebbe più giusto che un indagato si dimettesse: se quando va a giudizio (ma a volte dopo svariati anni il giudizio si risolve in una totale estraneità ai fatti) oppure solo alla fine del terzo grado di giudizio (ma a volte i tre gradi di giudizio si risolvono con sonore condanne).
Una cosa è certa: non deve dimettersi alla semplice ricezione di un avviso di garanzia.
Anche perché oggi come oggi un sindaco che non riceva un avviso di garanzia è quasi sospettabile di indolenza amministrativa.
Ancora: una cosa sono le condotte legalmente illecite ed altra le critiche che si possono muovere alla gestione urbanistica ed edilizia di una grande città come Milano.
E questo è bene che sia chiaro ai cittadini e tanto più, ovviamente, ai magistrati.
Infine .. per esperienza sappiamo che indagini del genere nell’ampio e fumoso mondo dei ‘colletti bianchi’ possono risolversi:
Insomma .. una verità giudiziale ci sarà comunque ma .. la reale verità delle cose non la conosceremo mai.
Un’ultima su Sala.
Sala aveva fatto il “city manager” della giunta Moratti – che è un incarico che implica una totale profonda, adesione alla filosofia politica e gestionale della giunta.
Vederlo passare alla politica attiva nelle file del Pd mi lasciò a suo tempo piuttosto interdetto.
Perché ne ricavai l’impressione di quelle persone le cui inclinazioni politiche prendono un po’ le forme di chi gli offre una possibilità.
Insomma .. queste illuminazioni “sulla via di Damasco” a 50 o 60 anni suonati sono sempre un po’ sospette e non solo spesso lasciano il tempo che trovano ma talvolta si risolvono in enormi, autentiche contraddizioni (perché succede che il tipo di turno – non sorretto da una solida e collaudata sintonia politica col partito che lo sostiene .. a un certo punto parte per la tangente assecondando la propria recondita natura).
E’ un po’ quello che è successo ai 5S con Cingolani – che si era palesato come un incrocio fra San Francesco e Fulco Pratesi e che poi si è rivelato essere un’altra cosa.
Ora il problema non si pone più ma se penso che a un certo punto Sala aveva anche accarezzato l’idea di scalare i vertici nazionali del Pd mi vengono i brividi.
E penso che i partiti dovrebbero stare molto attenti a queste cose: perché si fa presto a distruggere decenni di tradizione politica mettendosi nelle mani, non dico del primo che passa ma insomma .. quasi.
Doverosa premessa: parlo in generale senza commentare il caso particolare. Mi sono sempre chiesto se a prevenire la corruzione contribuisca di più una legislazione minuta, che prescrive molti passaggi e l’acquisizione di numerosi pareri tecnici, oppure una legislazione minima, che accentri le decisioni in poche mani e riduca i passaggi procedurali. Personalmente, non amo molto coloro che alle elezioni si presentano come “uomini del fare” come a dire che non si faranno condizionare dalle procedure senza specificare quali possono essere eliminate e quali, invece, siano indispensabili per prevenire cattive tentazioni.
Saluti
Guarda io devo gestire le leggi anticorruzione da una vita. Non e’ come 2010nessuno la mette. Se la magistratura si muove … al minimo le procedure non sono state osservate. Se io non osservo le procedure non parte nulla. Se loro non la osservano…le cose partono uguale. Si chiamano privilegi. Dopo di che lo han fatto per se’ o per la collettivita’? Di nuovo, ogni tanto gli imprenditori o io aggiriamo per la collettivita’. Ti assicuro che molti controllori chiudono gli occhi in quei casi. E’ un attacco politico? Di nuovo. Boh.
La tua domanda? In USA o Germania si fidano ma se ti cuccano con le Mani in pasta sei finito. In Italia il problema pare che sia che l’apparato sanzionatorio per i furbi non funziona ergo proliferano I controlli a monte. In Europa vige la procedura italiana, pastoie a monte. Io ho Capito da tt qsti anni solo una cosa. I disonesti danneggiano la societa’ in mille modi. Se li punissimo staremmo meglio tutti, almeno in quei pochi casi dove e’ chiarissimo.
Ah non è come la metto io @anonimo? Certamente sempre no ma abbastanza volte si, io credo che anche tu abbia letto le cronache di tanti complessi accusatori che una volta andato a processo sono stati smontati in tutti i loro capi, per non parlare delle volte in cui la Cassazione, ha stroncato sentenze nel merito, non a caso ho citato Bibbiano, del quale negli anni si è sentito ripetere che l’impianto accusatorio era solido, che non vi erano dubbi, che le accuse erano motivate e poi guarda com’ è andato a sentenza, ma potrei citare anche le vicissitudini dell’ex presidente della regione Emilia Romagna, Vasco Errani, accusato di falso ideologico in atto pubblico per aver “coperto”, secondo l’accusa, con un lettera inviata nel 2009, alla Procura, la coperativa presieduta dal fratello Giovanni. In primo grado viene assolto, ma la Procura impugna la sentenza e si va in Appello dove viene condannato. Il processo d’Appello va al vaglio della Cassazione che lo annulla e ne ordina il rifacimento in un Appello bis , non solo, “cazzia” di fatto la Procura perché nel merito non si doveva andare a processo neanche in primo grado. Alla fine in Appello bis , assoluzione e fine del tormento per Errani . E mi sono dilungato per Errani perché è un caso, tipo.
Se ho capito bene, se alcuni passaggi nelle procedure vengono saltati e non succede nulla, vuol dire che sono sostanzialmente inutili. Perché c’è pure chi sostiene che la moltiplicazione delle scrivanie sulle quali deve passare una determinata pratica equivalga alla moltiplicazione degli ingranaggi da ungere.
Per quanto riguarda la debolezza del sistema sanzionatorio, qualcuno sostiene che sia dovuta alla cultura gesuitica che ci portiamo appresso, a differenza dei paesi di civiltà protestante (ma forse è solo una generalizzazione).
Saluti
Guarda che questa cosa che dici sul sistema sanzionatorio secondo me un senso ce l’ha e io l’ho sempre un po’ sospettata.
In fondo siamo famosi per essere un popolo di buoni, “italiani brava gente”, abbiamo un cuore d’oro e non siamo capaci delle tante porcherie che abbiamo visto fare a molti (dalla barbarie nazista alla ferocia slava degli anni seguiti alla dissoluzione della Jugoslavia fino alle azioni di quel manipolo di bestie di Hamas e a quelle dell’innominabile premier del governo israeliano solo per limitarmi a qualche esempio).
Lo stesso ‘gemellaggio’ col nazismo (senza con questo nulla togliere alla drammaticità del ventennio fascista e del suo epilogo) ci ha visto per lo più parodiare il rigore tedesco (basti pensare ai campi di concentramento e alle numerose e indiscriminate stragi di popolazioni inermi).
Tutto questo – intendiamoci – va più che bene, soprattutto con riferimento a tutte le oscenità che ho citato .. ci mancherebbe altro.
Però poi – e questo forse ne è il contraltare – non siamo neppure capaci di sanzionare con fermezza (che non significa con crudeltà ma in modo esemplare) chi scientemente si sottrae alle regole del convivere civile.
Pensa un attimo alle tante furbate che (non dico io e te ma come italiani in generale) pratichiamo fra le pieghe della legge per ricavarne vantaggi per noi e per la nostra famiglia (che in Italia è la cellula fondamentale dell’esistenza sull’altare della quale tutto è sacrificabile o comunque scusabile).
Sono furbate spesso nient’affatto banali e che in ogni caso, sommate su scala generale, producono danni enormi al patto sociale che lega chiunque viva dentro una stessa società di riferimento.
Ebbene, anche quando scoperte vengono sempre sanzionate per lo più molto blandamente.
Non siamo capaci di grossi lisciabussi .. c’è poco da fare.
Ora io non rivendico certo la capacità di compiere azioni disumane.
Penso però che fra i due estremi, quello delle bestialità che citavo e quello dei nostri tarallucci e squisiti, italici vini ci possa e ci debba senz’altro essere una via mediana, un punto di equilibrio: che “forse” (con tutte le virgolette del caso) ci viene appunto restituito dal mix di civiltà e rigore proprio delle società di stampo anglosassone.
“italiani brava gente” fa coppia con il britannico “britannici abolitori della schiavitù”, lo statunitense “americani campioni della democrazia” e russo “russi salvatori dei valori occidentali”.
In altre parole, semplice autoassoluzione a scopi propagandistici.
“italiani brava gente” ce lo diciamo da soli, non l’ho mai sentito dire da un non italiano, mai.
durante la seconda guerra mondiale poi, abbiamo si fatto meno danni dell’esercito tedesco, ma abbiamo fatto quanto potuto in proporzione alla nostra forza: quando la situazione lo consentiva come in nord africa abbiam dato mostra del nostro peggio.
scusate il sermone
Infatti. “Italiani brava gente” è una formula che ci ripetiamo tra noi, ma fuori dai confini raramente trova conferma. Se guardiamo a ciò per cui siamo conosciuti nel mondo, e che ha una certa rilevanza in questo contesto, l’elenco parla da solo: abbiamo inventato il fascismo e ispirato chi poi sarebbe diventato Adolf Hitler, finendo persino per allearci con lui. Abbiamo esportato la mafia, con i suoi stivali di cemento. Più di recente, c’è Salvini e la vicenda Open Arms, simbolo di un certo approccio disumano alla questione migratoria. E sul piano culturale, il pensiero di Machiavelli – geniale, certo – ma tutto fuorché “buonista”.
Poi, se vogliamo tornare indietro fino ai romani (che con gli italiani moderni hanno ben poco a che vedere, ma facciamo finta), c’è da ricordare il gusto con cui si godevano lo spettacolo di poveri cristi – o cristiani – sbranati dai leoni per intrattenere le masse.
Non proprio il ritratto della “brava gente”, se si guarda con un minimo di onestà storica.
Scusami, ma proprio non ce la faccio a trattenermi sulle fesserie antistoriche che hai scritto. Alcune cose sono sicuramente grosso modo condivisibili, ma gli stermini li abbiamo fatti anche noi, italiani brava gente, vai a chiederlo agli etiopi o ai libici. E “la civiltà delle società di stampo anglosassone” proprio non si può sentire, sembra presa dal sussidiario delle elementari degli anni ottanta. Quella “civiltà” anglosassone ha distrutto mezzo mondo con la barbarie della schiavitù, ha seminato orrore e guerre ovunque abbiano messo piede, dai massacri di tutte le popolazioni indigene in Nordamerica e in India alle bombe atomiche so Giappone, passando per le sanguinose guerre imperialiste in tutto il sud est asiatico e in medio oriente, al confronto quelli di Hamas sono dei dilettanti e comunque limitati nel tempo all’opposizione agli oppressori sionisti, imposti, anche quelli di quel territorio, dagli anglosassoni.
Eppure ancora ci si ostina, non solo tu per carità, a osannare la “civiltà” anglosassone, così evoluta da utilizzare e giustificare ancora oggi il termine “razza”, cosa che il resto degli idiomi mondiali ha ormai, giustamente, abbandonato da tempo. Se c’è qualcuno che ha mostrato la crudeltà in modo esemplare all mondo è proprio la civiltà anglosassone, e ancora oggi lo fa.
Buona giornata!
Ecco, forse la definizione di “italiani brava gente” è figlia della cultura autoassolutoria di cui parliamo. Non credo che le popolazioni libiche od etiopiche possano essere completamente d’accordo o coloro che hanno sofferto le nostre occupazioni militari in Grecia ed in Jugoslavia. Forse è stato solo un difetto di organizzazione (la messa in piedi di tutto l’apparato necessario per lo sterminio degli ebrei e delle altre minoranze etniche per noi sarebbe stato assai difficile).
Saluti
Chakko .. non potendo rispondere a tutti direttamente perché mi giocherei i due mesi che restano dell’estate rispondo a tutti per il tuo tramite, essendo tua la riflessione da cui ero partito.
Avevo mosso, infatti, dalla tua citazione della possibilità che l’atavica “debolezza del nostro sistema sanzionatorio possa ad avviso di alcuni essere dovuta alla cultura gesuitica che ci portiamo appresso” .. una ipotesi che non mi lascia del tutto indifferente.
E – con un passaggio certamente ardito ma di cui in fondo resto abbastanza convinto – avevo notato come una specie di cartina tornasole della cosa potesse essere costituita dal fatto che gli italiani, nella orrenda classifica delle nefandezze umane dell’era moderna e contemporanea (le ere appunto ‘gesuitiche’), siano abbastanza distanti, tutto sommato, dalla ‘zona champions’ (occupata senza dubbio da chi la ferocia non ha saputo soltanto esercitarla ma l’ha saputa anche ‘sistematizzare’).
E non lo siano, a mio parere, per una banale mancanza di mezzi o di organizzazione.
Questo naturalmente non significa che non siano in classifica.
Non vuol dire, cioè, sostenere l’illibatezza e la totale estraneità dell’italica stirpe all’esercizio della violenza.
L’uso dei gas fatto dal maresciallo Graziani nella campagna d’Etiopia (per limitarmi a un solo esempio) è una macchia enorme e indelebile nella storia del nostro popolo.
Ci mancherebbe altro … e chi lo nega.
Quando scrivevo che probabilmente non siamo capaci delle più immonde porcherie che abbiamo visto fare ad altri non intendevo mica che non siamo capaci di immonde porcherie.
Il mio era un ragionamento su vasta scala nello sviluppare il quale ero perfettamente consapevole di entrare in un terreno molto scivoloso (e infatti s’è visto).
Perché quando ragioni per categorie estese, complessive .. c’è sempre quello che ti oppone la ‘logica puntuale’ e ti viene a dire che Bava Beccaris nel 1898 fece fuoco sulla folla uccidendo 400 persone e giustiziò anche un paio di soldati che si erano rifiutati di sparare sui manifestanti .. o che nel 2001 nella scuola Diaz rappresentanti delle forze dell’ordine si sono resi protagonisti di una mattanza indegna di un paese civile .. o ancora che Impagnatiello ha ucciso con ributtante efferatezza quella povera ragazza della moglie …. tutte cose che dimostrano la familiarità degli italiani con la violenza.
Ma chi l’ha mai negata ?
Insomma .. da un lato penso sia comunque bene continuare a interrogarci sulla debolezza del sistema sanzionatorio in Italia (perché a mio parere non è affatto una questione di poco conto – soprattutto in prospettiva) .. e dall’altro ho solo voluto meglio precisare il mio pensiero ma senza pensare minimamente di convincere chicchessia, persuaso come sono del grande valore che ha la diversità delle opinioni.
Quindi persisti.
Se non siamo “in zona Champions” per nefandezze (che concetto orribile, tra l’altro), è semplicemente perché non ne abbiamo avuto la possibilità. Dal Rinascimento in poi eravamo in una condizione non molto diversa da quella dell’Africa coloniale: le grandi potenze europee venivano a fare il bello e il cattivo tempo sul nostro territorio. E quando finalmente siamo diventati una nazione, militarmente abbiamo fatto solo ridere – dalle sconfitte in Etiopia a Caporetto, fino al celebre “gli spezzeremo le reni”. Ma ci abbiamo provato. Eccome.
Vorrei ricordarti, già che ci siamo, le nefandezze di Cristoforo Colombo, un vero e proprio mostro, e del Vaticano nelle colonie latinoamericane. Certo, in combutta con spagnoli e portoghesi, ma pur sempre con una trazione fortemente italiana.
Quando ci siamo unificati, l’Africa era già spartita, ma su quel poco che restava ci siamo lanciati con entusiasmo. Abbiamo messo su campi di concentramento sia in Libia che in Etiopia, e organizzato massacri come quello di Yekatit 12, in cui si stima che abbiano perso la vita circa 20.000 persone (opera di Rodolfo Graziani, il “macellaio del Fezzan” – ti consiglio la sua pagina Wikipedia). In totale si parla di circa 250.000 morti solo in Etiopia.
Nel nostro piccolo abbiamo anche aiutato le altre nazioni europee nelle loro guerre coloniali in Cina, ricevendo in cambio un pezzetto di terra (Tientsin). Come vedi non siamo migliori di loro – semplicemente non avevamo abbastanza navi e truppe.
Tra l’altro non vorrei entrare in zona neoborbonica, ma l’unificazione stessa dell’Italia non é certo stata una picnic.
Abbiamo partecipato al bombardamento di Guernica contro civili inermi, episodio da cui nasce il celebre dipinto di Picasso.
Ci siamo macchiati di crimini di guerra nei Balcani e in Grecia. E vale la pena ricordare che in Grecia ci siamo rimasti solo perché i tedeschi sono venuti a salvarci il culo, visto che le stavamo prendendo anche lì. Avevamo un centinaio di campi di concentramento in Italia. E no, molti esistevano da prima che i tedeschi si sono mossi per salvare Mussolini.
La tua tesi non sta in piedi. Francamente, ti consiglierei di lasciar perdere. Questa è la stessa retorica del “eh ma Mussolini poi non è stato così malvagio…”
Guarda, ti dico questo e poi mi fermo perché sull’argomento ‘abbiamo dato’ (io per lo meno ho dato abbondantemente).
Resta indubbio, almeno per me, che confrontare posizioni anche molto diverse è certamente più stimolante che ritrovarsi a condividere supinamente gli stessi punti di vista.
Il riferimento a un campionato delle nefandezze può certamente suonare orribile ma non dobbiamo neanche fare i delicati di stomaco perché è funzionale ad affermare un princìpio: che non siamo tutti uguali e che non tutte le cose che accadono, anche quando comunque inaccettabili, sono esattamente uguali.
Freddare un vicino di casa dopo un diverbio condominiale e uccidere freddamente 77 persone come fece Breavik anni fa in Norvegia sono due cose entrambe inaccettabili (perché inaccettabile è uccidere) ma chi è chiamato a giudicarle o ad analizzarle deve saperle pesare opportunamente.
E dare un peso diverso a una delle due non significa negarne l’inaccettabilità, giustificarla o addirittura assolverla.
Ma su questo penso che siamo d’accordo (almeno voglio sperarlo).
Come io sono d’accordo sui tuoi dettagliati elenchi dei nostri peccati nazionali nel corso dei secoli: non sono cose che ho bisogno di sentirmi elencare per convincermene perché ne sono già convinto.
Ciò su cui dissentiamo è semplicemente (si fa per dire) la mia convinzione che la capacità di esercitare sistematicamente la ferocia, per tutta una serie di retaggi piuttosto che per una semplice mancanza di occasioni, di mezzi o di organizzazione, non sia totalmente nelle nostre corde.
Penso infatti che sistematizzare su larga scala, organizzandola, la ferocia richieda un rigore che a noi, per fortuna, manca.
E che anche l’approntamento di adeguati, esemplari regimi sanzionatori nei confronti di coloro che deliberatamente e per biechi interessi personali vengono meno alle più elementari norme della convivenza civile implichi un rigore che, in questo caso purtroppo, non ci appartiene.
E’ il rigore – che ci manca.
Detto questo il mio pensiero sull’argomento potrà anche suonare (ed è suonato) strambo, originale e poco condivisibile ma ho comunque dalla mia di non essere un dietrologo, un negazionista, un fascista o un complottista (che non mi pare comunque poco – o quanto meno dal mio punto di vista non lo è affatto).
Grazie per l’invito a consultare la pagina wiki del Maresciallo Graziani ma già ne conoscevo l’esistenza (sia del Maresciallo che della relativa pagina wiki).
“Mi sono sempre chiesto se a prevenire la corruzione contribuisca di più una legislazione minuta, che prescrive molti passaggi e l’acquisizione di numerosi pareri tecnici, oppure una legislazione minima, che accentri le decisioni in poche mani e riduca i passaggi procedurali.”
Ecco, hai centrato il punto perché quella dopo l’oppure ovvero “una legislazione minima, che accentri le decisioni in poche mani e riduca i passaggi procedurali”, non la chiamerei neanche “legislazione”. La definirei il lasciapassare politico alla corruzione.
Ecco un esempio emblematico della tipica mentalità anti-impresa che ancora resiste in Italia.
La tua è una fallacia logica: un alto numero di passaggi procedurali non garantisce affatto l’assenza di corruzione. L’inchiesta di Milano ne è la dimostrazione evidente. È perfettamente possibile organizzare controlli in modo serio, efficiente e non intrusivo. L’idea che l’efficacia del sistema consista nel rendere la vita difficile a chi lavora è una distorsione pericolosa. È la stessa mentalità del carabiniere che ti ferma per un controllo e ti tratta come un sospetto, e se ti lascia andare, “ti è andata bene”. Quando, in realtà, dovrebbe essere l’opposto: ogni cittadino e ogni impresa sono innocenti fino a prova contraria – e non il contrario.
Anzi, mi spingo oltre: l’abbondanza di passaggi procedurali inutili non solo non elimina la corruzione, ma spesso la alimenta. Perché questi enti di controllo, per giustificare la propria esistenza, devono trovare qualcosa che non va. E se la stessa documentazione ti consente di superare il controllo 110-bis ma non basta per il 112-tris, a che serve provarci ancora? Tanto vale rivolgersi a chi sa come “oliare gli ingranaggi”, e passa la paura
Io penso che un po’ tutti , anche qui, prima di calarsi nei panni di Catone il censore dovrebbero fare un bel respiro e aspettare , e soprattutto non fare come ha subito cominciato certa stampa , giudice, giuria e boia. Anche in questo caso vedo sparare a raffica dalla magistratura provvedimenti di ogni: custodie cautelari, richieste di domiciliari, decine e decine di indagati e poi, come già sembra adesso ritrovarsi con altrettanti provvedimenti d’accusa decaduti per inconsisteza.
E magari qualcun altro dovrà parlarci di Bibbiano….
alla radio apprendo che oggi nasceva Giacinto Facchetti, di cui ho vaghissimi ricordi da giocatore ma che era ed è uno dei miei calciatori preferiti, quasi tutti difensori o almeno con buona capacità difensiva (Tardelli il mio preferito in assoluto);
questo perché da scarpone giocavo come libero o stopper, principalmente per correre meno;
Lo ho riletto più volte per non sbagliare cioè, il Liverpool ha speso 134,2 milioni per Wirtz?
Finora ha speso 300 milioni di euro, oltre a Wirtz sempre dal Leverkusen ha preso Frimpong – spero scritto giusto, ma qualche dubbio ce lo ho – riempiendo le casse degli ” aspirina” per circa 170 milioni, inoltre ha fatto altri due acquisti per arrivare a 300 boh.
Sarà sempre più difficile competere con questi colossi, non mi ricordo se i proprietari dei reds sono americani, ma come mai gli americani d’Inghilterra spendono e spandono e quelli italici hanno il braccino corto?
Oggi una splendida pasta fredda, mezzi pacchetti Verrigni – siamo in Abruzzo – con crudaiola di pomodori, del nasone, neri, datterini gialli, con olive, capperi, e tante erbe, basilico, origano fresco, timo, un filo di olio Buonamici – siamo a Fiesole, famiglia della conduttrice del Tg5, Cesara forse – infine il tocco dello chef con una tartare di tonno fresco da mettere sopra la pasta, siamo a Carloforte, Sardegna il regno del tonno…
Diamo un po’ di numeri.
Miopi come siamo non si va da nessuna parte.
Tutti tronfi nel dire che “Per il secondo anno consecutivo, poi la Serie A ha registrato un utile operativo aggregato positivo (40 milioni di euro)“, mentre in Premier League hanno incrementato di 0.5 miliardi di sterline!
Nota cambio alla mano l’incremento e’ il 7% del loro: non solo stanno avanti ma crescono pure piu’ veloci e noi giornalisticamente ci permettiamo di snobbare i mercati esteri ed anche il mondiale per club…
La Premier ha ricavi per un totale aggregato di 7.3 miliardi di euro, mentre la Serie A sfiora i 3. (La premier ne prende 3.3 di soli diritti tv).
In Bundesliga e Liga (E) stanno a 3.8.
In Ligue 1 (F) sotto, a 2.6 con un +7% nonostante abbiano ridotto a 18 le partecipanti alla massima serie.
> come mai gli americani d’Inghilterra spendono e spandono e quelli italici hanno il braccino corto?
Direi che una occhiata ai ricavi aiuti a capire il perche’…
https://www.ilsole24ore.com/art/la-serie-sfiora-3-miliardi-ricavi-premier-vale-piu-doppio-AHM4YMEB?refresh_ce=1
“Direi che una occhiata ai ricavi aiuti a capire il perche’…”
Eh già, risposta esatta
Diritti televisivi. .. in Italia abbiamo tentato di distruggere la Juve. In Spagna, Germania, hai visto la steßa cosa? Io ho disdetteo dazn dopo la buffonata plusvalenze. Quanto credi abbiamo perso attaccando la Juve invece che lavorare compatti? E’ da calciopoli che qualcuno distrugge il calcio italiano. Suvvia lo sanno tutti quelli che lavorano seriamente che se fotti un collega fotti tutta la ditta. Dopo l europeo c’era una opportunita. La lobby antihuve la ha distrutta
Quindi per non fottere la ditta lasciamo che qualunque collega faccia i suoi porci comodi? Complimenti per l’onestà! E poi ci si lamenta della corruzione, mah!
Oddio, che Milano sia addirittura bellissima …
Improponibile il confronto con l’Urbe, con Napoli, con Palermo, Firenze, Bologna, Venezia…
E la stessa Torino, che conosco bene, stravince.
Aggiungerei anche Bari, Siena, Catania e Siracusa, se mi consenti.
concordo, nell’ordine io la farei precedere almeno da Firenze, Venezia, Roma, Torino e Vigata ;-P
Da moltissimo tempo non ho l’occasione di passare da Milano.
Di San Siro ho il ricordo di uno stadio bellissimo, direi il migliore (per il calcio) di quelli che ho avuto occasione di frequentare.
Io lo terrei.
Non credo gli attuali proprietari delle squadre condividano.
Di Milano ascolto e leggo giudizi unanimi:città bellissima (per ricchi, come tutte le belle metropoli del mondo).
Non siamo insomma (ancora) alle “mani sulla città” (almeno dal punto di vista estetico).
Io consiglierei di stare calmi e aspettare l’esito dell’indagine (a volte anche i magistrati pigliano lucciole per lanterne).
No, guarda, passi tutto, ma Milano “bellissima” è tutto fuorché unanime.
Si e fischi per pentole .
Da quello che so: Inter, Milan, Hellas Verona, Roma sono di proprietà di fondi statunitensi e tutte quattro hanno in ballo la costruzione di nuovi stadi. Coincidenze?
L’Udinese, la Juventus, e il Moza no. Lascia stare i complottismi.
Lascerei fuori l’Hellas, se investono sullo stadio come sulla rosa, al massimo costruiscono un paio di seggiolini. 🤣
Mi riferirono una frase dei tifosi della Roma in trasferta a Perugia negli anni 80:
“Bello sto stadio ma come l’hanno fatto col meccano?”.
Dai che magari questa volta il meccano torna di moda 🙂
San Siro come Wembley ( Nazionale e altro), mentre Milan e Inter devono avere lo stadio di proprietà come avviene in Europa..
seee, figurati se si vogliono trasferire nell’hinterland e pagare per sviluppare i trasporti e tutto il resto.
In caso, in “altro” metterei il rugby e i concerti (V.Rossi come battuta (ma forse non del tutto) ha detto “vendetelo a me”)
Scusatemi “amici miei”. Posso? Vi ho letti tutti. Scriverò tante cose sparse. Purtroppo sono d’accordo con Bocca, mi sembra qua l’unico a cogliere l’essenza del problema. Si chiama avidità. Potere. Che muove le azioni, un binomio. Ora mio padre diceva, non conta il partito, conta l’uomo. Ora io a 61 anni mi ritrovo a pensare lo stesso. Dopo trent’anni a Milano, due figli, una carriera, ne ho viste cose. Ho conosciuto un ometto piccolo, Tognoli, condannato ingiustamente. E poi scagionato. E’ bastato scambiare poche parole, vedere che non amava il lusso, per capire che era incorruttibile. Uno che vive semplice non ha bisogno del potere perchè è avido. Ne ho conosciuto un altro che invece ostentava, con le camice colorate, non ci è andato molto per capire che per lui il potere era uno strumento per avere vantaggi. Magistrati che cercano il potere, magistrati onesti, e magistrati che leccano il culo. C’è di tutto. L’impressione che a Milano il bubbone corruttivo sia cresciuto dopo la cura Tangentopoli io la ho da un pezzo. Perchè spostare Città Studi nell’ex Expo? Chi veramente ci guadagna in questa decisione presa dai politici? Non so se Sala sia con le mani in pasta, per essere di sinistra è anomalo, qua infatti è votato dalla destra anche, non dai buzzurri della lega, ma sicuramente dalla borghesia che fa affari. Sullo Stadio dico solo che io che butterei giù tutto, trovo che invece il Meazza sia un gran bello stadio, in una zona servita dai mezzi pubblici e dalla metro, si vede bene, ci si arriva coi mezzi, è decisamente green. Buttarlo giù e fare altro è avidità. Non è quello schifo del Delle Alpi. IOl Meazza è un signore stadio, in un gran posto, e la divisione tra due società grandi è una cosa del futuro, non solo del passato. Grazie Bocca per cosa hai scritto. Hai ragione. Ma il mondo tuo o mio è quello dei perdenti, probabilmente.
Fai tanto il melodrammatico e buonista, e poi sotto ti lamenti che “hanno cercato di far fuori la Juve”, facendo intendere che bisognava lasciar passare di tutto per non creare disagio ai poveri, oppressi tifosi di una squadra di calcio, sniff. Che ipocrisia.
Grazie a te per l’attenzion. Un caro saluto Fab
Non capisco. Qui il focus non e’ su San Siro, ma sulla speculazione edilizia e sul mercimonio della politica che stanno ormai ammorbando Milano da decenni. Almeno dai vari “commissari straordinari per Expo 2015” che si sono succeduti, Letizia Moratti, Beppe Sala. Sindaci Moratti, Pisapia, Sala. In modo assolutamente bipartizan, e con opposizione puramente di facciata per quello che riguarda i partiti coinvolti. Sembrano tutti i nipotini del PSI di Craxi, anzi direi proprio che lo sono.
Expo 2015, Porta Nuova, CityLife, ora Milano-Cortina 2026. Ogni occasione e’ buona e si sa gia’ come va a finire. E su San Siro il vero nodo e’ stato che speculatori e politici non si sono messi d’accordo su come spartirsi la torta, e quanto grande doveva essere.
Quasi quasi viene da rimpiangere le mani sulla citta’ di Francesco Rosi, almeno un po’ di quella edilizia popolare e’ stata di una qualche utilita’.
Adesso, ognuno ha i suoi gusti… ma davvero quell’osceno armamentario di cemento armato che a Milano chiamano stadio piace a qualcuno?
Per quanto mi riguarda, il mondo sarà un filino più bello quando la raderanno al suolo, spero prima piuttosto che poi.
Credo che si risolverà tutto con una grande bolla di sapone, vergognoso Conte a chiedere le dimissioni – e ci dovremmo alleate con questo qua?
Del Sindaco e della Giunta, già han preso la tranvata con Bibbiano sto giustizialismo dei miei stivali.
Sono fermamente contrario alla ristrutturazione di San Siro, Inter e Milan devono avere il suo stadio dove cavolo vogliono costruirlo, non è neanche vietato fare business, credo che San Siro sia uno dei pochi stadi condivisi al mondo, forse assieme a Marassi.
A Madrid hanno due stadi, a Siviglia pure, anche a Barcellona, le cinque o sei squadre di Londra hanno il proprio stadio, pure a Manchester e Liverpool…
se interpreto bene il post direi che sono d’accordo con te, tranne che su Bibbiano, se intendi che la destra-destra ha preso una tranvata con l’esito del processo: aveva preso un bel po’ di voti con la campagna scandalistica, che era quello che gli interessava;
Cazzo Waters (in senso buono), ma come scrivi? Poi mi ti prendono in giro
capita a tutti, nel post precedente ho toppato una concordanza: gli invece di le;
quello che merita la presa in giro è insistere con il ridicolo càrisma o non volere ammettere uno svarione e copincollare malamente da un sito una giustificazione;
sì hai ragione, non dovevo permettermi: volevo fare lo spiritoso, ma mi è venuta male. Scusa Waters
Ma dai accettate…
Ma l’opposizione cosa vuol fare, mettere un podestà al posto del sindaco?
Dott. Bocca, n, 7 pubblicità sull’udito, dal titolo del thread al primo commento!
Non le pare un’enormità?
E’ tanto, ma è la legge di Google. Non è che sugli altri siti tu ne abbia molta di meno, e più hai abbonamenti etc. Qui è l’unica cosa che devi fare poi è tutto tuo. Un saluto Fab
Un abbonamentino “salta pubblicità”? Improponibile?
da questo orecchio non ci sente: l’ho proposto a ripetizione;
cmq, rischiando il ban, vi suggerisco che c’è una soluzione per eliminare la pubblicità, io non la vedo;
Ovviamente Sala e’ colpevole e si deve dimettere, in questo caso non si tratta di giustizia ad orologeria, magistrati che fanno politica ,fumus persecutionis ,angina pectoris ecc. ecc. come nel caso per dirne uno, della povera Santanche’ ,che posa ancora le terga in su la cadrega.
Il Giuseppe Meazza (San Siro è il quartiere dove sorge) deve essere abbattuto con la dinamite a prescindere, come direbbe Totò. Una vecchia e inutile montagna di cemento e tondini che o è funzionale a quel che serve (calcio e concerti) oppure non serve. Uno stadio non è una cattedrale medievale e per farne il Colosseo servono un paio di migliaia di anni: nel frattempo cosa ne facciamo? Costruiamo altri due stadi per tenerne uno vuoto a carico del comune finché non crollerà da solo? O, invece, facciamo quello che logica e razionalità suggeriscono, ossia rendiamo quello che c’è adeguato agli standard attuali e ci risparmiamo, deo gratia, due nuove colate di cemento inutili (e quelle sì che si prospettano entrambe lucrose per gli speculatori)?
E ma allora i due fondi d’investimento che sono proprietari delle squadre milanesi, e di molte altre a dir la verità, che ci stanno a fare se non possono speculare almeno sugli stadi?
” … lo salvi dalla voracità degli squali della finanza meneghina per affidarlo a un rispettoso e sano maquillage che ne rispetti l’austerità e il suo indubbio appartenere alla storia di questo paese …”
Amen.
Basterebbe pure una “romanella” e continuerebbe ad essere uno degli stadi più belli, affascinanti ed iconici del mondo.
Come il vecchio Wembley, secondo me millemila volte più “figo” di quello attuale.
Klaus caro,
le 5-6 volte che sono stato a San Siro, ne sono sempre uscito estasiato per la “magia” che emanava, in particolare nelle notturne. Mi auguro che tutto ‘sto casino serva a mantenerlo in vita.
Il gioco del calcio ha raggiunto da tempo il suo apice. Che se fanno Roma e Milano di 3 stadi ? Anche a Firenze vorrebbero costruirne un secondo su spinta del presidente mmericano 😂
O.T:
Ho appena assistito all’entusiasmante vittoria di Pobacar.
La Slovenia, poco più grande delle Marche, occupa posizioni apicali in tanti sport.
Forza Juve, non morirai !
Ma zero, caro Morde. Wembley aveva una bella facciata, una grande storia, ma dentro era orrendo e non si vedeva niente con i piloni in mezzo ai piedi.
San Siro invece è “modernissimo”, si vede bene da qualsiasi posto; certo magari i bagni e i ristoranti non sono propri all’ultima moda, ma se devi rifare il bagno, non che radi al suolo il palazzo.
Lo so, ma il suo fascino stava proprio in quello, io l’avrei lasciato così.
Stato una volta sola a San Siro, tanti anni fa con amici interisti per un Inter – Rangers, con gol stratosferico di Rummenigge (annullato). Dal secondo anello, si sentivano nitidamente i calci al pallone, stupendo.
Il peggiore (per distacco) l’Olimpico, dalla curva alla porta più vicina ancora ce la fai, ma per la porta più lontana ti butti a indovinare…
Non credo ci sia qualcuno qua dentro che è stato a San Siro più di me, né interisti, né milanisti: prima da bambino, con mio padre, poi da ragazzo strappavo i biglietti ai cancelli, quindi andavo quasi tutte le domeniche, sia Inter che Milan. Poi tutti i concerti, da Bob Marley in poi; tutte le visite della Juve e un’intera Coppa Uefa giocata in terra straniera. Ah dimenticavo: gli All Blacks.
Forza San Siro, lo stadio più bello de Mondo
Che gol ragazzi, era regolarissino…vabbè tre pappine gliele abbiamo date lo stesso…o erano due?
“non è che radi al suolo”