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Acerbi assolto per insuffienza di prove, a Mancini appena una multa

A Mancini lo sventolatore di bandiere laziali con tanto di “sorcio” al posto dell’aquila appena una multa irrisoria. Dopo Acerbi assolto per insufficienza di prove, torna di moda il “materazzismo”. I difensori delle big e della Nazionale, che deve rimanere immacolata, diventano così intoccabili. Tra patteggiamenti, indufficienze di prove e buffetti la giustizia sportiva tollera, aggiusta, perdona e si adegua al nuovo clima di tolleranza verso questi nuovi pessimi gladiatori degli stadi. Insomma ormai possiamo chiamarla Aggiustizia Sportiva…

Il materazzismo è tornato di moda, e siccome ci abbiamo vinto un mondiale ci adeguiamo. Soprattutto se l’indulgenza riguarda quei valorosi calciatori intoccabili,ultrà di squadre importanti e della Nazionale, che deve restare assolutamente vergine, immacolata, senza macchia e senza peccato. Tranquilli andremo agli Europei candidi e puri, orgogliosi della nostra maglia. E spregiudicatamente disprezzanti di quella altrui, ma di questo chissenefrega, no? E poi a giugno nessuno si ricorderà di questi giorni avvelenati.

   Dopo Francesco Acerbi, fatto oggetto di accuse razziste da parte di Juan Jesus, e assolto per insufficienza di prove, o qualcosa di molto simile che non si è capito, ecco una multa da cinquemila euro per Gianluca Mancini, er mejo gladiatore de noantri, lo sventolatore di bandiere laziali con tanto di sorcio, tiè più sfregio di questo, ricamato al posto dell’aquila. (Quella in carne e ossa, per inciso, va in giro per le feste di “Roma Santa e Dannata” portata dal senatore Claudio Lotito). Cinquemila euro è la mancia che i nostri eroi magari lasciano come mancia nelle feste post derby. E tutto passa.

  Via, c’è un patto o patteggiamento per tutto. La giustizia sportiva più che fare giustizia, opportunamente aggiusta. Direi di ribattezzarla a questo punto: l’aggiustizia sportiva.

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Giornalista sportivo, a La Repubblica dal 1983 al 2022, sono stato per 12 anni capo dello Sport. Prima e dopo sempre sport e calcio, dai campi di periferia fino ai Mondiali, da Gianni Brera fino a Internet, da San Siro a New York, da Wembley all'Olimpico, dalla carta alla TV. Autore di Bloooog!, il Bar Sport, per 14 anni dentro Repubblica.it. Ora in maniera assolutamente libera, autonoma, indipendente, senza filtri.

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malandragem

per cui i nomi degli altri scommettitori li sapremo a campionato ed europeo concluso?

Cuore ross/azzurro

Io preferisco parlare di bellezza: I gol del Napoli sono stati un inno alla bellezza appunto, (vabbè, esclusa la rapina di Raspa) da manuale del calcio. Peccato davvero che Osimhen e Zielinski se ne vadano a fine stagione, anche perché secondo me il grande problema di quest’anno non era tanto l’attacco, la classe di Kvara, Osi e, nel suo piccolo, Politano (una perla per gli occhi il suo gol, certo neanche lontanamente paragonabile alle meraviglie lasciate alla storia da quel fulgido genio del calcio di camoranesi!) non si discute, ma la pessima difesa, i nuovi acquisti, entrambi da serie c (con l’esclusione di Di Lorenzo e Meret) e il centrocampo asfittico che creava ben pochi spazi in avanti. Ormai è andata così, perlomeno speriamo di concludere la stagione in bellezza, appunto, e che la via intrapresa dagli attaccanti con il Monza non rimanga un episodio isolato. Saluti.

Cuore ross/azzurro

Scusatemi, per errore ho postato il mio commento chiaramente nel thread sbagliato, ma credo che, in fin dei conti, parlare di bellezza faccia sempre bene.

malandragem

sii poi due risate a leggere quello che scrivi su Politano me le faccio sempre volentieri

redant

Mancini non mi fa simpatia e, dal punto di vista tecnico, lo ritengo alquanto scorretto. Durante una partita di calcio, un difensore può, anzi deve anche essere rude in talune occasioni per essere efficacie, ma deve anche mantenersi comunque nei limiti del regolamento e certo non provocare; quando gli episodi “oltre” sono diversi (vedi alla voce Materazzi), forse certi atteggiamenti non sarebbero da promuovere o certi personaggi non sarebbero certo da portare come esempio.
Detto questo, il gesto con la bandiera con il topo lo trovo una semplice goliardata che, a fine partita vinta, durante i festeggiamenti, può anche essere tollerato. Tu, perdente, se te la prendi, è perché ti rode la sconfitta!

Su Acerbi già se ne era discusso, a mio parere rientra tra i casi scorretti fuori dai limiti del regolamento di cui sopra, ma la verità non la sapremo mai e, senza prove, corretto non squalificarlo. Chi lo conosce probabilmente potrà giudicarlo meglio e la sua coscienza forse ancor di più.

ROS

…mancini – acerbi….probabile coppia centrale della (vs) nazionale …ho detto tutto.

2010 nessunoo

E speriamo che non sia tutto quello che hai da dire….

Giorgio Bianchi

Tu vedi Real City e ti si apre lo spirito. Alla fine della gara i giocatori si abbracciano e si salutano affettuosamente, anche quelli con magliette di colore diverso.
Poi apprendi che tal Mancini come una settimana prima tal Acerbi dopo aver dato ampia dimostrazione di chi e cosa sono, vengono “sanzionati” con una carezza e ti chiedi: ma possibile che sia così di merda questo posto???🔥🤬

Sunako Nakahara

Che poi in campo era stata tutto sommato una partita normale. Alla fine l’arbitro aveva pure assegnato i tradizionali 5 minuti di recupero, invece dei 10/15 che c’erano sempre stati nei quattro incontri precedenti.

Quattroquattronovetredue

Che palle co’ sta storia! Mancini è antipatico per gli avversari, certamente, ma ha fatto niente di più che uno sfotto’ fuori luogo, che poteva sicuramente evitare ma che mi sembra ben diverso dal dare del negro ad un avversario. Che poi si indignino quelli che applaudivano il saluto fascista di Di Canio, Radu, e perfino dell’addestratore dell’aquila mi pare il colmo. Dettaglio non da poco: Mancini ha chiesto scusa, i fascisti tatuati non mi pare proprio, e allora il sorcio ben gli sta.

Sunako Nakahara

Permettimi di dissentire, ma il tuo paragone non mi sembra molto calzante. I gesti di Di Canio, Radu e di quell’altro tizio mi sembrano un insulto alla loro intelligenza (almeno dal mio punto di vista) ma per quanto esecrabili e fuori luogo non credo che il loro scopo fosse dileggiare o offendere gli avversari. Erano gesti censurabili per mille motivi, ma che non assocerei all’ambito della rivalità calcistica cittadina (anche perchè la platea che li ha eventualmente apprezzati è purtroppo molto più ampia e trasversale di quanto si pensi).

La storia di Mancini mi ha ricordato l’arrivo di Michel Bastos a Fiumicino, quando il giocatore si fece fotografare più volte mostrando una sciarpa con su scritto “Lazio M…a”. Su un noto quotidiano romano, il giorno dopo, un opinionista lo difese scrivendo “Certe polemiche sono ridicole. Ha preso la prima sciarpa che gli hanno dato. Non voleva offendere nessuno, è straniero e non sapeva cosa significasse quella parola“. Peccato che fosse brasiliano, e in portoghese la parola è proprio uguale…e significa esattamente la stessa cosa.

Ecco, francamente più che dai gesti in quanto tali sono infastidita dal rumore di unghie sopra ai vetri che in questi casi caratterizza l’atteggiamento dei media. Parliamo di calcio, non di guerre, carestie o dei milioni di problemi seri che esistono al mondo. Possibile che persino nei commenti sportivi bisogna per forza farsi ottenebrare la mente dal tifo, anche quando si tratta di difendere cio che è oggettivamente indifendibile? Perchè quando l’attuale allenatore giallorosso diede dello “zingaro di m…a” a Mandzukic, durante una partita contro la Juventus, c’è chi ha derubricato il tutto a “normale dialettica di campo”?

Nessuno pretende che Mancini venga lapidato o confinato nella Kamchatka. Ma è davvero troppo chiedere che un gesto inopportuno venga definito come tale, senza cercare di giustificarlo a tutti i costi?

ps. a proposito di comunicazione. Su un altro forum un tizio ieri mi ha risposto scrivendo che “vi siete dimenticati che TUTTI i tifosi della Lazio in trasferta a Monaco stavano alla birreria di Hitler?“. A parte che non ho capito cosa c’entrasse con la bandiera della discordia, prima di rispondergli mi sono documentata. I tifosi partiti per Monaco erano 3600 (quindi ‘sta birreria dev’essere molto grande). Sui giornali si è parlato genericamente di un centinaio di persone. Considerando la scrupolosità con cui la stampa romana si occupa della Lazio, se hanno scritto 100 saranno stati si e no 50…ma mettiamo pure che fossero stati 100. 100 su 3600 significa il 2,70% del totale. In poche parole, il 97,3% dei tifosi in trasferta si trovavano altrove. E dato che “la birreria di Hitler” non mi risulta essere una catena in franchising, è ovvio che nessuno di loro ci avesse messo piede.
Però il messaggio che è trapelato dai commenti è stato: “i laziali so’ tutti nazisti”.

“E’ la stampa, bellezza…la stampa. E tu non ci puoi fare niente”

Modifica il 1 mese fa da Sunako Nakahara
Quattroquattronovetredue

Mi sembra che né tu né io vogliamo difendere l’indifendibile, e però qualcosa devo per forza chiarire, a scanso di equivoci. Quando Di Canio dopo un gol nel derby va sotto la curva esibendo il saluto fascista e relativi tatuaggi offende prima di tutto la memoria delle vittime del nazifascismo, e questo come tu fai giustamente notare col calcio c’entra ben poco; non puoi però negare che lui lo faccia per sfottere i tifosi romanisti, cosa che io considero inelegante ma comprensibile, a patto che lo avesse fatto magari col gesto dell’ombrello, a mio modo di vedere assimilabile alla bandiera roditrice di Mancini. Così come considero ben diverso dare dello stronzo ad un avversario dal chiamarlo con disprezzo “negro”, e credo che tu sia d’accordo su questo. Quando mi riferivo a chi applaude certi gesti non intendevo certo generalizzare, ma credo che tu sia troppo intelligente per non averlo capito; è che sarebbe bello se la maggioranza dei tifosi laziali avesse il coraggio di dissociarsi da certi gesti e soprattutto certi ambienti, che vanno ben oltre il calcio e le sue piccole storie. Io posso solo ripetere che Mancini ha sbagliato, e aggiungo anche nelle sue goffe scuse, ma penso che la maleducazione sia alla fine molti gradini al di sotto del razzismo e della esaltazione del fascismo, e spero che me lo concederai. Aggiungo anche che se c’è da dare addosso a Roma e alle sue squadre non manca mai chi si accoda, e tutta la caciara su quel fesso di Mancini mi è parsa davvero pretestuosa ed esagerata, ma questa è una mia opinione personale. Un saluto dall’altra sponda del Tevere, con simpatia.

Giorgio Bianchi

Trovo questa dettagliata risposta assolutamente in linea con le realtà fattuali ed il mio pensiero, per cui mi sento di sottoscriverla.
E concordo anche sul fatto che in tutte le situazioni si ragiona, purtroppo, sempre ottenebrati dal tifo. È triste, ma e così anche per persone mature come sono la maggior parte, tranne rare eccezioni, i frequentatori in questo blog.

Modifica il 1 mese fa da Giorgio Bianchi
mario rossi

Non è un pranzo di gala è un derby bocca, lo sfotto’ ci sta. Vogliamo farle diventare ballerine del bolscioi, che pena. O magari le è antipatica la Roma.
#iostoconmancini#

Il Regolamento

#tustaiconmancini# come #tustaviconacerbi#. Mi dispiace solo che il buon Francesco non l’abbia rifatto domenica come ti auguravi.

Ergode Turone

La Roma non può essere antipatica per definizione.
Persino gli ultras fascisti giallorossi sono più simpatici dei loro dirimpettai. Anzi, nel loro caso parlerei solo di un apprezzabile spirito goliardico.

Nicola Romano

E’ cosa buona e giusta .

nirula's

Trattasi di ingiustizia sportiva. Nello sport professionistico tutto é ingiusto: atleti, dirigenti, preparatori, organismi, tifoserie, media, ecc.
O no?

Adespoto
Ergode Turone

Non lo colpevolizzerei per questo.
Non stava festeggiando intenzionalmente.

commentanonimo

Fare una bandiera con il ratto mi pare effettivamente un gesto più sullo schifoso che sul goliardico e secondo me ci stava una squalifica, senza tanti se e ma. Che poi dica che non ha visto il ratto secondo me sa veramente di Pinocchietto, un pò come quell’altro che ha dato due versioni diverse e la ha sfangata.

Il Regolamento

Se non ha visto il ratto l’unica spiegazione è che sia diventato laziale

Sunako Nakahara

Oppure è daltonico, e pensava che fosse la bandiera del “Roma Club Topolinia”

guido

davvero ha detto così? Cioè gli ultras della Roma gli danno una bandiera della Lazio e lui la sventola, senza farsi domande? Ma una faccia non ce l’hanno?

Adespoto

Oggi l’ex presidente della Roma Rosella Sensi ha difeso la versione del giocatore, durante un’intervista radiofonica.

“Direi di non rovinare una bella giornata con queste cose, non credo l’abbia fatto intenzionalmente. C’è anche un po’ di stordimento dopo un derby molto teso e sentito. Non colpevolizzerei Mancini più di tanto”.

guido

per fortuna di Mancini non ci credono gli Ultras della Roma, se no gli facevano la pelle

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