Il Napoli dei Morti (Conte dixit) e dintorni… (Atalanta-Sassuolo 0-3, Genoa-Fiorentina 2-2, Bologna-Napoli 2-0, Roma-Udinese 2-0, Inter-Lazio 2-0)
Cominciamo dalle sberle o dalle carezze? Beh, intanto la commistione dei due gesti di mano ha generato la coppia Inter-Roma al comando. Ai bei tempi sarebbero state subito scintille – penso a Totti e a Mourinho che ha frequentato entrambe le sponde vincendo Coppe di qua e di là, – adesso che tutto si è un po’ ammosciato e il nostro povero campionato ha pure perso per strada diverse decine di gol, le due non irresistibili stanno lassù perché son quelle che sbagliano di meno. Basti dire che in 11 partite Inter e Roma ne hanno già perse tre ciascuna. Ma tant’è sono le migliori del momento e a loro va l’applauso.
Sorprende di più la Roma di Gasperini, questo sì, perché non era prevista e perché non ha la stessa attrezzatura di Inter o Napoli per esempio, però mano mano che si va avanti si scopre che Pellegrini e Çelik sono utili quanto Svilar in porta e Soulé a centrocampo. E indubbiamente non si può non constatare come la Roma di Gasperini sia la continuazione ad alto livello della Roma di Ranieri. Gasperini non ha scacciato via come un fastidioso moscone la parola scudetto e anzi ha giustificato i tifosi che ne fanno ampio e personale uso.
Lo stesso potremmo dire per Christian Chivu che sta prendendo sempre più saldamente in mano l’Inter. Prima nel classificone Champions League, prima nella classifica di Serie A. E’ evidente che il buon Chivu è un equilibratore delle varie paturnie nerazzurre. Che poi sia meglio lui di Simone Inzaghi andrà detto a fine campionato, la differenza la faranno non le nostre chiacchiere ma la bacheca.
Non è che tutto sia perfetto, intanto però l’Inter ne fa due alla Lazio aggredendo la partita con rabbia e mettendo al chiodo gli uomini deputati al gol (Lautaro e Bonny). Il problema sarà tirare il collo alla squadra fino a primavera prossima.
La coppia di testa ha avuto la collaborazione del Napoli stesso addirittura maltrattato dal Bologna (Dallinga e Lucumì) che ha spazzato via tutte le chiacchiere e gli alibi della fatica delle Coppe. Il Bologna aveva infatti giocato il giovedì e il Napoli addirittura due giorni prima.
La squadra scudetto sta sfuggendo al controllo delliperbolico Antonio Conte che al solito affronta il problema con toni caustici e addirittura da Famiglia Addams. “Morti non ne voglio accompagnare!” ha profferito addirittura, anticipando redde rationem con squadra e società. Che, tra parentesi, lo ha trattenuto supplicandolo, e gli ha comprato sul mercato la qualunque. Cioè dovrebbe essere più Conte che dà delle spiegazioni che lui a chiederne ad altri. Non si mette benissimo e al solito il secondo anno di Conte si presenta tormentato e in parte anche farsesco. Essendo nel campo dello spettacolo non si escludono ovviamente clamorosi colpi di scena.
All’Atalanta Juric verso l’esonero (in arrivo Palladino) dopo che il Sassuolo gliene ha fatti addirittura tre (due Berardi e Pinamonti) a Bergamo. Ma su questo non vedo grandi novità, direi che era quasi inevitabile visti i recenti precedenti.
Genoa-Fiorentina che vedeva l’esordio dei nuovi allenatori De Rossi e Vanoli hanno fatto 2-2 (Østigård, G Guðmundsson F, Piccoli F, Colombo G): Fiorentina sempre drammaticamente ultima.
Di Juventus e Milan si era detto. Hanno fattivamente collaborato ai successi altrui autocastrandosi con grande maestria. A loro va l’applauso orgoglioso ed entusiasta del nostro Tafazzi.
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Calma e gesso.
Ribaltando ciò che dice Conte penso che vincendo 2-0 contro questo Napoli abbiamo (noi) fatto solo il nostro “compitino”.
Mi spiego. In questi anni la premiata ditta Saputo e Sartori (più DiVaio, che molti spesso dimenticano, sempre sia lodato il mitico Bomber) ha confezionato una squadra che molte big si sognano: niente nomi altisonanti, nessuna stella, nessuna primadonna, nessun fenomeno (oddio forse Orsolini un po’ ci crede), però tanti validi giocatori di buona, a volte buonissima, qualità.
Hanno messo in mano ad Italiano una rosa di 20 titolari (mica come a Motta che doveva far sbocciare prima Zirkzee, poi Castro, poi Calafiori, poi Dominguez e che ha cavato il sangue dalle “rape” Fabbian, Orbanski ed El Hazzouzi, ma poi il fessacchiotto si è fatto incantare dalle sirene juventine e si è fatto fregare, peggio per lui) e lui, Italiano, la sta gestendo in maniera oculata, aspettando Dallinga (stracontento per lui, mi sembra un gran bravo ragazzo) recuperando Cambiaghi dopo l’infortunio (mi dispiace che stia togliendo spazio a Dominguez, ma lasciarlo fuori in questo stato di grazia sarebbe un peccato) e convincendo Lukumi che restare sarebbe stata la scelta migliore.
Ora magari sarà solo un fuoco di paglia (e questa pausa per la nazionale proprio non ci voleva perchè bisognava continuare a battere il ferro finchè è caldo e vedo il rischio che crogiolarsi per due settimane nell’idea che siamo belli e imoossibili può portare solo brutte conseguenze), ma per il momento ce la godiamo, ma soprattutto ci divertiamo un sacco a vedere come si divertono questi ragazzi in campo, perchè solo se ti diverti puoi pensare di tirare al volo da posizione impossibile su un lancio di 40 metri come ha fatto ieri Orsolini (maledetto 😜 Milinkovic, se entrava, veniva giù lo stadio con tutti i colli bolognesi)
Eh, quel gol lì Orsolini ce l’ha in repertorio. L’ha tirato fuori, pari pari, qui a Venezia la stagione scorsa – non ti dico che cosa è venuto giù dello stadio, ti basti sapere che lo stanno ricostruendo nuovo di zecca in terraferma…
Eh ma per quello che è venuto giù li più che uno stadio nuovo credo che serva un nuovo duomo 🤣🤣🤣
Ma qui la cattedrale di riserva ce l’abbiamo già – è la chiesa di San Pietro, dove il patriarca di Venezia teneva bottega (un po’ fuori dai coglioni della Serenissima) fino all’arrivo di Napoleone. Sarebbe l’originaria chiesa di Olivolo, distrutta da un incendio nella notte dei tempi, riedificata e poi rimodernata su progetto del Palladio (ma i lavori sono stati in realtà portati a termine da un Francesco Smeraldi antenato dello psichiatra milanese Enrico, che ne va molto fiero).
Basteranno due vescovi, o patriarchi, o patriarcati a riportarci in serie A?
*** Fratelli di Taglia ***
Pare che qui nel Bloooog la Nazionale
non riscuota l’interesse generale,
a un mio sollecito su questo argomento
ha fatto seguito soltanto un commento
per correggere un errore su Meret,
che in Nazionale è soltanto un travet.
Questo vuol dir che, quando manca il tifo,
che l’Italia ci incanti o faccia schifo,
ai blogghisti, secondo questo andazzo,
dei nostri Azzurri non gli frega un …baffo,
ma il Ghiro non si arrende e, com’è d’uso,
commenterà l’Italia di Gattuso.
Anche perchè ora arriva la Moldavia,
che sulla carta dovrebbe far da cavia,
ma poi ci tocca affrontar la Norvegia,
squadra tosta, di qualità ben più egregia,
per fermar Haaland ci vorrebbe il cannone
perchè il vikingo segna gol a profusione.
Ma non scaviamoci in anticipo la tomba,
se loro suoneran la loro tromba,
noi suoneremo le nostre campane
per non mandare il mondiale a puttane,
pronti a fare nuovamente un miracolo
gettando i nostri cuori oltre l’ostacolo.
Se i portieri fan da saracinesca,
se la difesa fa una prova gigantesca,
se il centrocampo costruirà il suo gioco,
se davanti si accende il sacro fuoco,
se tutti giocano con grinta e di sostanza,
forse ancor non si è spenta la speranza
che il prossim’anno l’undici italiano
giochi il mondiale nordamericano.
Il Ghiro
Allora Bocca, siamo finalmente arrivati alla prova del nove⑼, se la ricorda la prova del nove⑼? La faranno fare ancora nelle scuole dell’obbligo👩🏼🏫👩🏼🏫👩🏼🏫, oppure i pentaperati🍐💩 hanno falsificato anche quella, con il ratto della regola e l’introduzione del falso nueve?
Come predetto, predicato invano da mesi quando ancora conservavo il mio nome originale (poi non so perché😂😂😂, mi aveva censurato ed escluso, io che Le porgevo la verità rivelata😇; anzi mi sa che me lo riprendo, che dice?🍻🥰), gli infami sherpa al soldo della Rossa che Pippa e del Guercio, stipati come ratti🐀🐀🐀 a Nyon, avrebbero spianato la strada alla situazione di classifica attuale, era chiarissimo, non ci voleva nè Sherlock 🕵🏼né l’Interpol👮🏼♂️…
Bocca, il Comando Supremo🫅🏼 Le è stato offerto, non c’è più tempo, dobbiamo agire ora! Senza più distinzioni tra res cogitans e res extensa, la forza del maglio in un solo uomo, al suo ordine, entreremo a Nyon e non faremo prigionieri, non è più tempo per ominicchi, serve la forza dei giusti!💪🏼💪🏼💪🏼
In alto i calici🍻, Bocca: brindiamo al bagliore del giorno della Liberazione che non tarderà ad arrivare.💥🔥💥🔥💥🔥
Bloggo di rado e leggo ancora meno……
Qualcuno, con qualche rimasuglio di gesto civico, può spiegarmi chi è costui?
Con chi ce l’ha? o dobbiamo provvedere alla tutela del padron di casa?
In Italia attualmente la legge prevede quattro livelli di protezione, dal 4 il più basso, all’1, il più elevato, con una dotazione di uomini e di mezzi in proporzione al rischio valutato oggettivamente secondo l’attività di intelligence. Collaborate da bravi cittadini. 🕵️
CVD non darti pena , è un innoquo tifoso che ogni tanto esce dalla sua bolla e posta il suo pistolotto, peraltro soddisfa, con le sue teorie, anche un paio di tuoi cotifosi, altresì intenti a sorvolare l’orlo della Terra piatta, niente di che.
Te lo dico con il quore: a squola era più meglio andarci.
Anch’io te lo dico col cuore: per quanta tu ne possa avere frequentata non hai imparato una cosa fondamentale……
Che sarebbe la buona creanza, giusto per essere originali?
Poche cose al mondo sono più maleducate di un errore marchiano di ortografia dentro una frase velleitaria nello stile e nebulosamente insultante nel contenuto.
Se proprio ti compiaci di parlare dall’alto in basso, abbi almeno cura di essere impeccabile.
E dovresti leggere📖📖📖 di più, buonuomo, altrimenti non ti soccorre il “senso” quando scrivi. Cosa non ti è chiaro🔎🔭? Hai fatto le serali per l’abilitazione? E allora festeggia, compi più spesso il “gesto” di brindare!🍻 In tuo onore😍 riprendo il mio nome originario.🍻
In vista della sosta del Campionato, aggiorno, con una variazione metodologica importante, la classifica virtuale, sommando
posizione in classifica reale,
posizione per gol segnati,
posizione per gol subiti,
posizione per vittorie ottenute:
Inter 11
Roma 12
Bologna e Milan 14
Napoli 16
Juventus 23
Como 26
Lazio e Sassuolo 28
Ma quanto conta l’allenatore ?
Quanto conta l’allenatore .. e quanto i giocatori ?
E’ un intramontabile dilemma calcistico, uno dei dei più antichi, gemello di quello automobilistico (quanto conta il pilota e quanto la macchina).
E prima o poi meriterà qualche appropriata riflessione.
A proposito di allenatori (I): Max Allegri
Cito testualmente dalle sue dichiarazioni del dopo-partita: “Nel secondo tempo [n.b.: il risultato era di 2 a 1 in favore dei rossoneri] non siamo riusciti a fare quello che c’era da fare: difendere”.
Capito ?
Questa non è una semplice frase, è molto di più: è un ritratto, è una firma, una sigla, una biografia autografata.
Ma d’altra parte la mentalità dei tecnici è come il carattere delle persone: una volta formata non cambia più.
E quella di Allegri contempla di difendere un gol di vantaggio anche con 50 minuti di anticipo sul fischio finale e anche contro un’avversaria di un livello modesto (normale che poi a volte non riesca).
Intendiamoci .. resta uno che ti prende la squadra e te la spinge in cima alla classifica a giocare per i ‘mejo posti’ lasciando sulla strada ben pochi punti .. su questo non ci piove.
Che poi faccia divertire pochino e che molti di quei pochi punti che lascia per strada siano di quelli che fanno “girare le sfere” (come appunto quelli lasciati a Parma) .. lo sapevamo un po’ tutti e ce lo eravamo anche detti, in estate, ma – pensando al Milan della scorsa stagione – si era concluso che in fondo ci stava bene.
Dunque che dire .. va bene così e andiamo avanti.
A proposito di allenatori (II): Antonio Conte
La mia impressione per quello che vale.
Io credo che Antonio a occhio e croce non abbia in questo momento meno né più problemi delle altre con le quali condivide la cima della classifica.
La Roma è per caso perfetta o non ha alcun tipo di problema ? Non mi pare proprio.
La Juve non vive forse più di qualche problema ? Direi decisamente.
E Milan e Inter non ne registrano anch’esse di diversi ? Sfido chiunque a dimostrarmi il contrario.
Ognuna a suo modo tutte hanno problemi e Conte, che è a due punti (e non a dieci) dalla vetta, ha i suoi come ognuno degli altri ha i propri: con la sola eccezione, infatti, di un Bologna in stato di grazia non mi pare al momento di vedere lassù squadre esenti da problematiche, anzi ..
Il fatto, forse e piuttosto, è che il suo modo di scuotere sé stesso e la squadra, di trovare motivazioni e tenere alta la tensione è anche questo.
Ma d’altra parte lo conosciamo: è un tecnico il cui curriculum parla da solo e del quale abbiamo da poco finito di celebrare l’ultimo capolavoro .. ma è anche uno al quale da sempre piace lavorare ‘sui carboni’, uno che per dare il meglio ha bisogno di ‘stare in tensione’.
E allora polemica sulle difficoltà di inserimento degli acquisti (che l’anno scorso invocava) .. polemica arbitrale con Chivu e Marotta .. polemica generale sull’accompagno del morto e così via.
La domanda, tuttavia, è: calcando troppo la mano su questo tipo di sollecitazioni non si può correre il rischio, talvolta, di ottenere effetti contrari o comunque in qualche modo deleteri, diciamo non ottimali ?
Io penso di sì ma lui ha dimostrato più volte il contrario e penso lo farà ancora.
Non a caso lui allena il Napoli e io faccio altro.
Ma quanto sta crescendo la ‘qualità’ del Bologna ?
Le squadre che, come il Bologna, fanno dell’agonismo e del gioco a viso aperto uno dei propri punti di forza, tendono a soffrire gli impegni molto ravvicinati (che le inducono fatalmente a consumare le proprie energie) e, per contro, ad avvantaggiarsi – più di altre – delle pause (che consentono invece loro di ‘ricaricare le pile’ per così dire .. di riaccumulare quelle energie atletiche e mentali che sono parte fondamentale del proprio agonismo).
E’ un po’ il contrario di ciò che accade alle squadre molto tecniche, che non si avvantaggiano mai un granchè dalle pause e che, anzi, tendono paradossalmente a dare il meglio di sé proprio quando i calendari prevedono impegni molto frequenti e ravvicinati.
Ovviamente non è una regola, tanto meno una legge, è semplicemente una constatazione empirica, frutto dell’osservazione di un bel po’ di stagioni calcistiche.
Quando però una squadra molto ‘agonistica’ comincia a dare il meglio di sé anche in occasione di partite molto ravvicinate, anche in presenza cioè di calendari molto fitti, vuol dire che sta innestando nel proprio agonismo anche qualità e tecnica e quindi che sta crescendo, che sta salendo gradini importanti.
Ecco .. la mia impressione è che a Bologna stia accadendo qualcosa del genere.
E quando all’agonismo aggiungi tecnica e qualità ti avvii su sentieri decisamente interessanti.
Perché “agonismo + tecnica + qualità di gioco” rappresentano da sempre l’essenza di quel calcio che tutti vorremmo vedere e nel quale, ahimè, ci imbattiamo ormai sempre più raramente.
Non a caso nella storia del calcio di sempre brillano l’Ajax di Cruijff e di Rinus Michels e il Milan di Sacchi: due delle squadre che questo mix l’hanno saputo meglio declinare.
E’ chiaro che non sto paragonando il Bologna di Italiano all’Ajax di Johan o al Milan di Arrighe.
Dico semplicemente che “”se” il Bologna saprà perseverare in questa direzione potrà togliersi (e con lei i suoi tifosi) più di qualche soddisfazione oltre che costituire un gran bel vedere per chi ama il calcio.
Un po’ come ha costituito un gran bel vedere l’Atalanta degli ultimi anni a guida gasperiniana.
Certo non è facile perché il campionato è lungo e irto di insidie .. l’impressione però è che la squadra su questa strada ci si sia messa ‘di buzzo buono’, come si dice.
Anche se la prova del nove, la cartina tornasole di tutto ciò, sarà ovviamente costituita dai momenti di flessione dei singoli e/o del collettivo che inevitabilmente si avvicenderanno all’attuale stato di grazia: se in quei frangenti Italiano riuscirà a tenere il passo ‘limitando le perdite’ allora sì che ‘il discorso starà in piedi’.
A Bergamo piove sul bagnato
Dopo la pausa, infatti, la Dea sarà di scena al Maradona e credo che, dopo la lezione presa dai partenopei al Dall’Ara, ben pochi vorrebbero trovarsi al cospetto della squadra di Conte, per di più sul suo campo.
Una questione di equipaggiamento
L’asse tosco-emiliano della scorsa stagione si è malamente spezzato in questa e la Viola corre non pochi rischi.
Perché se è vero che la qualità del suo organico la rende astrattamente estranea alle zone della classifica attualmente occupate, è altrettanto vero che la sua rosa non è di certo avvezza a sgomitare nei bassifondi della classifica, non è – per l’appunto – equipaggiata allo scopo, mentalmente e non solo: una cosa, questa, che – unitamente alla confusione societaria che sembra regnare a Firenze – espone la Fiorentina a rischi enormi.
Sarà fondamentale in questo senso la capacità che avrà Vanoli (oggetto peraltro semi-misterioso) di cominciare a raggranellare punti da subito: e gli impegni, alla ripresa del torneo, sono di quelli da far tremare le vene nei polsi .. Juve in casa e quindi Atalanta e poi Sassuolo entrambe in trasferta (!).
Il bollino nero della settimana
Personalmente lo assegnerei ex aequo a Ferguson del Bologna e a Maurizio Sarri.
Al primo perché quella sceneggiata delle mani sul volto dopo la gomitata di Hojlund su un fianco è la rappresentazione del lato più brutto e più antisportivo del calcio.
E al secondo perché dopo una sconfitta del genere degli arbitri non devi proprio parlarne, anche qualora avessi motivi di lamentela verso l’arbitraggio .. soprattutto non ne devi parlare con toni così provocatori come quelli del noleggio all’estero (che di certo si addicono a recriminazioni ben più consistenti che non la semplice gestione dei cartellini in una partita dall’esito piuttosto segnato).
Il torneo nel suo insieme in due parole
Se una squadra come la Roma, onore al merito naturalmente ma ancora molto lontana da una fisionomia definita, è in testa alla classifica vuol dire .. da un lato che quando cominciasse ad assomigliare a Gasperini potrebbe davvero non essercene per nessuno o comunque essercene per pochi .. ma dall’altro che anche quello di questo primo 30% di Campionato appena trascorso si conferma come un livello piuttosto modesto.
Insomma .. io il riferimento di Fabrizio alla Famiglia Addams lo estenderei un po’ a tutto il torneo.
Con tutto il rispetto, lo ribadisco a scanso di equivoci, per i punti che in modo pienamente legittimo si sono guadagnati i giallorossi – che non è quello, ovviamente, il punto.
Come capita di frequente mi trovo molto nelle tue ottime analisi.
Diciamo che al Napoli per quel che mi riguarda sta capitando un po’ quello che accade spesso alle squadre poco abituate alle vittorie. E per questo speravo che Conte restasse, perché lo ritengo l’unico che può tentare di invertire la rotta. E mi fa piacere a quel che sento che ADL gli abbia riconfermato la sua fiducia.
Sono sicuro che saprà raddrizzare la baracca, certo che gli infortuni di Lukaku e De Bruyne non lo hanno aiutato. Contrariamente a quello che pensavano di De Bruyne,molti qui nel blog e non solo. Però come ho sempre sostenuto da prima che cominciasse il torneo che quest’anno sarebbe stata parecchio dura anche contraddicendo chi come, se non ricordo male, anche tu prevedeva una nuova vittoria. La cosa in teoria sarebbe ancora possibile, ma tutte le perplessità ed i dubbi che avevo allora sono rimasti, se non, alla luce degli ultimi fatti addirittura aumentati.
Staremo a vedere, comunque circa il tuo quesito l’allenatore(o comandante che dir si voglia) conta molto, ma se non ha ottimi giocatori non può fare più di tanto. Servono entrambi perlomeno al 50%.
Buongiorno @occasionale;
“Quanto conta l’allenatore e quanto i giocatori?”
Potrei risponderti subito con la famosa massima di Napoleone, che vale non solo in ambito militare:
“non ci sono cattivi soldati ma solo cattivi ufficiali” , nel dubbio che tu la conosca fornisco la spiegazione secondo il personaggio: i soldati per quanto ben addestrati, se mal condotti andranno certamente incontro alla sconfitta; viceversa una truppa per quanto mal messa, se ben guidata da un ottimo comandante capace di farsi seguire nella tattica migliore potrà riportare la vittoria.
In ogni caso, Napoleone a parte io sono per la maggior importanza del tecnico.
Punto due: Sarri che si lascia andare a quelle dichiarazioni in maniera provocatoria? Ma lui è un provocatore, la tendenza ce l’ha, ricordo ancora quando diede del ” frocio” , termine già di per sé molto scorretto e omofobo, a Mancini , per non parlare delle volte, più volte che ha bestemmiato in campo …
Mah…io alla guida del M.City sono convinto di giocarmela facile contro Guardiola che guida il Pergocrema…
Populismo a secchiate, ne abbiamo?
Beh Ranieri ha vinto un campionato inglese, guidando un locale Pergocrema di allora, per esempio ..
Locale Pegocrema, no… dato che aveva tra le sue fila Schmeichel, Kanté, Mahrez e Vardy, ma era certo meno forte del Tottenham e di alcune altre contendenti di allora.
Il poroblema deve essere posto correttamente. Che l’allenatore possa fare danni giganteschi secondo me non ci piove. Che invece possa trasformare una massa di brocchi in un gruppo vincente, direi proprio di no. Vale per il Mister, secondo me, il principio dell’anello più debole di una catena (catena=squadra). L’anello più debole della catena definisce la sua resistenza massima. Che poi il più brocco sia il Mister o il portiere, “poco” cambia. P.S. Infatti si dice che il Mister può valorizzare, cioè fare risaltare quello che comunque esiste già.
Magari i brocchi no ma portare al successo o a risultati di rilievo, giocatori ordinari, si, questo si è visto,
Secondo me nell’equazione manca un’incognita: la società.
Il Mister può valorizzare il gruppo ed esaltare i singoli solo se questi ultimi sono ben consapevoli che la società appoggia il mister al 100%
Una o due mele marce nel gruppo ti possono rovinare un meccanismo perfetto e in quel caso è la società che deve dare l’esempio al resto del gruppo, mandandoli via o lasciandoli fuori rosa finchè non tornano a più miti consigli (non basta che l’allenatore li lasci fuori per qualche gara. L’esempio più lampante che mi viene in mente sono Leao e Hernandez con Garcia l’anno scorso).
Anche un OTTIMO allenatore, non pienamente nella fiducia della società o in una società allo sbando farà comunque fatica a farsi seguire anche dai suoi fedelissimi se ha qualcuno che gli rema contro nello spogliatoio (immagina a chi mi riferisco 🤭, comincia con la M e la squadra con la J) 🤣🤣🤣
Luc10 Dalla…da uomo di sinistra ho sempre considerato la teoria della mela marcia una di quelle cose assurde e un pò fascistoidi. Poi, va detto che il detto è antico, è sicuramente vero per le mele e ahimè:
ho sperimentato anni fa come un paio di persone distruttive sono state in grado di abbassare il livello del nostro lavoro al di là delle loro deficienze, ma spingendo tutti verso il basso. Quindi, sì, hai ragione. La società è il punto centrale.
Al Milan dell’anno scorso ci mancava giusto Garcia…😂😂😂
Auguri al Bologna comunque, davvero una gran bella squadra.🥰🍻 Ricordatevi solo di ripetere quello che sapete fare quando incontrerete i pentaperati🍐💩.
Sì, anch’io sono di quelli che attribuiscono all’allenatore un ruolo ‘significativo’.
Anche perchè in oltre cento anni di storia di questo sport, se così non fosse, la sua figura sarebbe stata inevitabilmente espulsa dal sistema calcio.
E’ chiaro poi che la misura di questa significatività varia di caso in caso.
Ma di certo non concordo con quelli (perchè ce ne sono) che assegnano all’allenatore un peso compreso fra lo 0 e un massimo del 10% nei casi migliori.
Forse più in là, possibilmente dopo che quelli attuali ci avessero fatto vedere qualcosa di minimamente più interessante di quanto mostrato finora, questo del ruolo dei tecnici in rapporto a quello dei giocatori nel perseguimento dei risultati potrebbe essere un argomento meritevole di approfondimento, magari anche con un occhio al passato.
Ciao,in ogni caso mettiamo che la incidenza fosse del 5%, su 114 punti totali – se non erro – sarebbero circa 6 punti, quindi in molti casi decisivi…
Diciamo che è materia che di ‘carne al fuoco’ consente di metterne parecchia.
Mi domando per esempio, tanto per buttarne giù una, cosa sarebbe stato il Torino di Radice senza Radice in panchina, e soprattutto .. ‘se’ sarebbe stato (che ho qualche dubbio).
O l’Italia di Bearzot senza Bearzot.
Non sarebbe male, in futuro, far deflagrare la questione provando a scrutarla da tutte le sue (numerose) angolazioni.
In fondo resta da sempre uno dei quesiti più basici e al tempo stesso affascinanti – oltre che irrisolti – del calcio.
1. Ma il Mascia e le lenzuolate? Spero stia in salute. 2. Per la prima volta da anni non sono tifoso. ..la farsa di plusvalenzopoli anti-Juve mi ha reso immune da sbalzi di umore. Noto che si verifica cosa ho previsto a Inizio anno. Dicevo che il Napoli non era il piu’ forte, il miracolo lo ha gia’ fatto… o avuto lo scorso Anno. L’Inter, volente o nolente, e’ la sruadra piu’ forte d’Italia. Gasp era l’unico mister che sovraperformava (insieme a Conte). Per il Bologna. ..solo un fesso poteva pensare fosse il genio di Thuago (o la dirigenza). E ora prevedo che se Tudor cambiava mille volte formazione era perche’ di riffa o di raffa alla Juve di Gente che merita il ruolo dI titolare non ce’ nessunooo. Scusate per il correttore. Ciao a tutti🙂
Tranqui, ha finalmente trovato lavoro a “Un posto al sole”, la prima industria napoletana.
1 lo sostituisce occasionale, che però è comprensibile;
2 sì, lo è da anni ma spesso non coglie il frutto;
parto dall’ultimo periodo del nostro esimio BM : che Tafazzi sia contento di avere trovato degli emuli non c’è dubbio, io molto più serenamente vedo la certificazione che il Milan ( forse anche la Juve, ma non entro negli altrui giardini) non è una squadra da scudetto, a meno che non ci sia un forte livellamente verso il basso, la giornata sembrava andare verso questa direzione, ma qualche squadra ” che fa il suo” c’è sempre e quindi credo che meritatamente le prime due siano lassù
Tornando ai miei colori mi sembra che le seconde linee dimostrino di essere molto seconde linee e che forse il buon Max stavolta abbia toppato la formazione , che abbia indicazioni ” azindali” di far giocare Estupinian piuttosto che il nuo Barte che era in crescita? e che se Saele schianta il buon Atekhame non sia minimante paragonabile. Certo che farsi fare due gol da una squadra che finora li aveva fatti con il lumicino è più grave, poi magnarseli 3 a porta quasi spalancati è ancora peggio, si vede che doveva finire così, il bicchiere mezzo pieno è che con la sosta rientreranno Rabiot e Pulisic e si vedrà al derby di che pasta siamo fatti.
Venendo al calcio serio ho visto che abbiamo strappato un bel pareggio in inferiorità numerica a Ceccano ( siamo però in zona playout…..chiedo lumi ad Ugo) , mentre in toscana si va alla grande con un recupero nel secondo tempo e successo esterno con una diretta concorrente che ci lancia verso i playoff, almeno li qualche soddisfazione rimane….l’obiettivo triplete ( 3 promozioni di fila) è ancora vivo
Confermo, amico mio, un 2 a 2 sudatissimo a tempo abbondantemente scaduto…in totale 11 punti in 7 partite, poca roba, prossimo turno in quel di Gaeta, quasi quasi mi accodo ai ceccanesi che seguiranno la squadra, non tanto per la partita, quanto per una bella fettona di “tiella gaetana” con polipo e scarola, tanta roba.
Contentissimo per voi, daje che ce la facciamo! 👍👍👍
Confesso che avendo assistito ieri alla riedizione della “tragica” gara col PSV non posso non osservare che i giocatori del Napoli si stanno sedendo come fecero dopo il terzo. Il ché considerando che l’allenatore è sempre Conte qualcosa vorrà dire. Capisco che mancano Lukaku e De Bruyne e l’assenza di quest’ ultimo comincia a sentirsi in maniera pesante, alla faccia degli scienziati che parlavano di vantaggio per il Napoli dalla sua assenza. Io davvero mi chiedo se erano seri o scherzavano.
Il Napoli sta trovando parecchie difficoltà quest’ anno, come io avevo ampiamente previsto nonostante altri scienziati qui nel blog dicevano il contrario addirittura ipotizzando che gli azzurri avrebbero ammazzato il campionato accusandomi di scaramanzia😱
In realtà stanno più banalmente ” accerrenno ‘a salute” ai loro tifosi🤪.
Contrariamente ad altri mi auguro che Conte riesca a trovare il bandolo di questa matassa molto intricata.
Mi sento altresì di concordare con la considerazione del Radarista.
Se tu hai Osimhen e Kvaraskhelia perché cazzo li metti in condizione di volersene andare?🤬
“Contrariamente ad altri mi auguro che Conte riesca a trovare il bandolo di questa matassa molto intricata.
Sembra che nell’incontro di oggi, Conte abbia offerto le dimissioni a De Laurentiis, che le ha rifiutate. Bene così. Ora mi aspetto che riprenda a tremila, come ha sempre fatto, azzerando tutto e ripartendo da capo. L’uomo, il generale, si incupisce facilmente, ma altrettanto rapidamente sa tornare a splendere e coinvolgere di nuovo la truppa.
Mi sento altresì di concordare con la considerazione del Radarista.
Se tu hai Osimhen e Kvaraskhelia perché cazzo li metti in condizione di volersene andare?”
Osimhen e Kvaraskhelia, Conte se li sarebbe tenuti più che volentieri entrambi, se motivati e pronti a dare tutto. Era De Laurentiis che aveva Ormai rotto definitivamente con entrambi. Il tempo ci ha detto che li avrebbe dovuti lasciare andare via, come chiedevano, dopo lo scudetto vinto, realizzando più del doppio di quello che poi ha realizzato. Inutile rivangare, acqua passata non macina più.
Infatti sia il Radarista che io ci riferivamo a lui il presidente De Laurentiis. E forse si, li avesse ceduti dopo il terzo, ne avrebbe ricavato molto di più. Ma chi avrebbe avuto il coraggio dopo che erano andati via Kim E Spalletti?
Ovviamente concordo che il chiarimento con la società con la riconferma della fiducia sia una ottima cosa.
Non è mai stato mio costume, Fabrizio, indirizzare critiche al Blogmaster sugli argomenti via via proposti per i vari threads.
Per la prima volta, tuttavia, non posso esimermi dal farlo (e me ne dispiace profondamente).
Perché mentre noi ci dilettiamo intorno alle cronache di un torneo che, ormai giunto quasi a un terzo del suo percorso, si mostra ancora una volta contraddistinto da un tasso tecnico estremamente modesto …. è di ben altro spessore il dibattito, di cui purtroppo nel Blog è assente qualsiasi traccia, che impegna da alcuni giorni gli appassionati di calcio di ogni dove.
E allora, nel più classico degli OT, voglio introdurlo io.
Ma insomma .. è più bello Beckham o Ronaldo ?
Bocca, a me piace di brutto la passera😂😂😂, una volta avevo una mezza fidanzatina con cui andavo d’accordissimo, poi ho scoperto che la pensava come me😂, anche più di me…😂😂😂 So che anche il suo baffo freme in quella direzione, dico bene?😂🍻Io non ho intenzione di fare retromarcia😂😂😂, Lei?
Ma non ho nulla in contrario a che gli omozigoti 😂😂😂del blooog si divertano a più non posso come credono.😂 So che anche Lei è molto aperto al riguardo…😂😂😂
E’ semplicemente fuori di testa. Ancora non ha capito chi, quest’anno, butterà lo scudetto nel cesso.
Eh sì ! Il tempo passa per tutti .
Scrivi troppo complicato per me. Non ho capito nulla. Un saluto FaB
Lasci perdere, era solo un diversivo. Un cioccolatino quella fidanzatina🍫😍, mi creda! Quel che Lei deve sapere è che noi stazioniamo in coperta sul Lago di Lemano aspettando un Suo ordine.
meglio così, fidati, il commento era piuttosto greve
Un’altro effetto del cambiamento climatico che vuoi farci…
Ma quale grevità… era un cioccolatino🍫 quella fidanzatina…😍
O avrai mica qualcosa contro gli omozigoti🥰?😱
E io allora introduco un’altra quesito: è più buona la cioccolata o va più forte il treno?
davvero c’è chi ha dubbi?
Come al solito, Conte parla come se non fosse lui l’allenatore del Napoli. Chi dovrebbe dare motivazioni ai giocatori?
Mah… Sembra che cadiate tutti dalle nuvole… Conte ha fatto quello che ha sempre fatto in passato, anche l’anno scorso, in situazioni simili (o comparabili). Invece di smorzare gli animi e compattare la squadra in modo consolatorio, aumenta la pressione a dismisura (su sé stesso e sulla squadra), nella convinzione (e sulla scorta di una esperienza che gli ha sempre o spessissimo dato ragione) di ottenere una svolta stagionale, non solo una reazione effimera. Può piacere o non piacere, ma stupirsene mi pare ingenuo…
Beh, insomma, la sua storia precedente ha dimostrato che non è stata sempre strategia, ma che a volte è passato alle vie di fatto
da quanto ho sentito si è messo tra i responsabili;
Solo in minima parte e dopo che già nelle altre occasioni aveva dato la colpa una volta alla rosa troppo corta, una volta alla rosa troppo lunga, una volta agli arbitri, un’altra ai dirigenti di altre squadre (Marotta) che li intimidiscono, ecc.
INTER – LAZIO 2 – 0
A San Siro partita difficile per la Lazio con l’Inter di Chivu. Contro i neroazzurri Sarri arrischia dall’inizio Romagnoli, gli altri sono gli stessi scesi in campo lunedì scorso, rientra in panca Pellegrini, ma ancora troppi gli assenti, Tavares, Rovella, Cancellieri e Castellanos. Nell’Inter giocano Acerbi, Sucic e Bonny, rientra in panca Thuram, sempre fuori Miki. Arbitra Manganiello, al VAR Di Paolo.
Rischiano Lazzari ed Isaksen, Bastoni pressa il danese e gli ruba palla, assist per Lautaro che svelto da sx infila sotto la traversa, 1 – 0. Lautaro anticipa Provedel, ma la testata va fuori, errori in serie di Zac, i nerazzurri pressano a tutto campo anche con falli preventivi, bella azione di Zac che si accentra ma spara alto, palla invitante di Barella per Sucic che tira appena a lato, gialli a Sarri per proteste e ad Akanji e Sucic per i durissimi interventi su Zac. Dia non trattiene una palla, Acerbi lo sovrasta, davanti siamo troppo leggeri. i nerazzurri prevalgono anche sul piano fisico.
Ripresa: giallo a Dumfries, tiretti di Guendouzi e di Bonny, dentro Zielinski e Carlos Augusto, continua il pressing ossessivo dell’Inter che non vuol far ragionare i laziali, Bastoni bastona Isaksen senza pietà, e arriva il secondo gol, l’Inter manovra a sx con Lautaro e Dimarco, cross per Bonny che appoggia in rete, 2-0. Dentro Vecino, Pedro e Noslin per Cataldi, Isaksen e Dia, palla al limite per Zielinski che la infila dove Provedel non arriva, ma il gol è annullato per mani di Dimarco, dentro Pellegrini per Lazzari, entra Thuram, giallo a Zac per proteste, Pedro tira a lato, dentro Provstgaard per Romagnoli, testata di Gila sul palo, Bastoni scalcia Pedro, Provedel di piede su Carlos Augusto, tiretto di Noslin, testata di Thuram a lato, Sommer salva su Pellegrini, dentro Frattesi ed Esposito, la Lazio gironzola ai margini dell’area interista senza affondare mai, e la partita finisce così.
Le pagelle: Provedel 6; Lazzari 5 (Pellegrini 6), Gila 6, Romagnoli 6, (Provstgaard 6), Marusic 6; Guendouzi 6,5, Cataldi 6 (Vecino 6), Basic 6; Isaksen 5 (Pedro 6), Dia 4 (Noslin 5), Zaccagni 6,5. All.: Sarri 6.
Inter che ha prevalso per tutta la gara imponendo il suo ritmo e la sua fisicità, i migliori Dimarco e Calha su tutti, bene anche Lautaro e il tostissimo Bastoni, gli altri tutti sul loro standard di elevato rendimento. Per Manganiello nessun fallo dei nerazzurri era da rosso, ma le nostre proteste sono state sanzionate col giallo.
Ottima vittoria conseguita da un’Inter per larghi tratti pienamente convincente, capace di segnare due bei gol e di confezionare alcune pregevoli azioni in velocità come ai bei tempi. La manovra con l’apporto di Chala in regia è ovviamente di un altro livello rispetto a quella ammirata con il Kairat in coppa ma tutta la squadra, rinforzata con gli innesti dei titolari mancanti mercoledì, si è espressa su alti livelli sbloccando subito la gara e cercando il raddoppio con una certa continuità, almeno nella prima mezz’ora. Il recupero alto del pallone ci ha esposto ai contropiedi delle ali laziali (parecchio ispirato soprattutto Zaccagni, anche perché la coppia Akanji-Dumfries non ha funzionato come quella Bastoni-Dimarco) ma si può dire che la Lazio si sia buttata in avanti con molto raziocinio, cercando, comprensibilmente, di restare in partita il più a lungo possibile. Il gol del raddoppio nerazzurro, confezionato da Barella-Dimarco-Bonny ci ha consentito di gestire con più tranquillità la frazione finale della gara sebbene il palo clamoroso di Gila su punizione conquistata da Pedro ci abbia fatto veramente tremare. Bene così.
Per quanto riguarda i singoli, menzione d’onore per Lautaro, che ha sbloccato la gara con un tiro che forse non ha cercato veramente, Barella, corsa inesauribile e passaggi ad aprire il campo quasi sempre perfetti (se solo tirasse di più in porta) e Bastoni, sempre propositivo e pure assai cattivo quando si doveva fermare una ripartenza. Chala imprescindibile come Dimarco, Bonny si è visto sulla distanza, Sucic ha fatto il compitino, Akanji superato solo una volta da Pellegrini, Acerbi voglioso di riscatto. Tra i subentrati citazione per Zielinski che ha fatto pure un bel gol annullato per fallo di mano.
Saluti
P.S. Se solo questo risultato fosse venuto sei mesi fa….
Buongiorno Chakkko, è evidente purtroppo che Dumfries non è capace di una fase difensiva efficace e fin’ora pare neanche Luis Enrique , e c’è andata bene che la Lazio sotto la pressione continua non è riuscita ad organizzarsi perché con la nostra squadra che pressa così alta continuiamo a rischiare su ripartenze degli avversari ben coordinate. Per esempio avessero avuto i laziali un altro Zaccagni dall’altra parte, chissà..
Non oso pensare alle scorribande di Leao se dovessimo affrontare il Milan con la difesa così alta.
Saluti
Partita solida di una buona Roma. Il rigore (netto per le regole attuali, ma di cui nessuno si era accorto né in campo né sugli spalti né alla TV) ci ha consentito di mettere in discesa una primo tempo molto bloccato, nonostante le due occasioni di Çelik e Cristante ed il contropiede udinese di Atta. Nella ripresa, sia il gol del raddoppio (con Mancini ad agire da incursore dentro l’area di rigore avversaria) che le continue riaggressioni e i recuperi palla nella loro metacampo, sono un puro marchio di fabbrica del gioco di Gasperini, che sembra aver attecchito soprattutto nella mentalità della squadra, cosa confermata dalle dichiarazioni dello stesso tecnico che parla di ”consapevolezza e di squadra che ci crede”. E questo è un gran bel segnale positivo.
In generale abbiamo rischiato quasi nulla fino all’80’, se non sullo svarione di Ndicka al 70’, rimediato da par suo da quel fuoriclasse di Svilar (altra cosa per cui dovremmo essere grati a DDR – a proposito: buon esordio oggi a Genova, auguri! -, ancora impazzisco se penso che Mourinho gli preferiva Rui Patrício!). Poi ci è andata bene a non subire gol e complicarci la partita durante l’assalto finale dei friulani. Là abbiamo accusato la stanchezza e l’assenza di attaccanti che potessero tenere alta la squadra. Nota negativa, proprio l’ennesimo infortunio di un attaccante (Dovbyk), occorrerà recuperarne più di qualcuno durante la sosta…
Comunque, trascorrerla di nuovo da primi in classifica (sebbene in coabitazione, perché i laziesi già se la fanno addosso e sceneggeranno il solito vile “Oh Nooo!” contro i gemellati) non era scontato ed è una gran bella soddisfazione per la scommessa di Ranieri e Gasperini. Forza Roma!
Roma Udinese
lo devo dire?
VARsuCHALLENGE
VARsuCHALLENGE
VARsuCHALLENGE
scusa, puoi spiegare a quale episodio ti riferisci? Perché se parli del rigore concesso alla Roma, l’arbitro al VAR c’è andato, non vedo come un challenge avrebbe potuto cambiare qualcosa
Che vuoi, c’è un solo sistema di controllo: VAR su CHALLENGE , e Luottardi è il suo profeta .
Innanzitutto, complimenti al Bologna e al suo bravo allenatore, oltre che al miglior DS d’Italia, Sartori.
Che tranvata!
Questo Napoli è irriconoscibile. Ha reagito di nervi contro l’Inter dopo le due micidiali botte di Torino e Eindhoven, ma non ha mai veramente invertito la rotta. Sembra stordito, involuto di spirito e di condizione fisica (Conte stavolta non ci può rifilare il pippone “che si gioca ogni 3 giorni”, perché la squadra di Italiano ha giocato giovedì e riposato due giorni in meno di noi… ed infatti ha usato parole sferzanti contro sé stesso e la squadra: il “veleno” mostrato in campo dal Bologna era lo stesso nostro della scorsa stagione, mentre ora noi sembriamo dei borghesucci), le facce dei giocatori sono facce infelici, non solo dopo la sconfitta, ma già prima, durante e dopo la partita.
Conte nella sua carriera ha sempre (sempre) dato prova di saper ritrovare la bussola e io voglio sperare che la ritrovi (in fretta) anche stavolta. La sosta forse arriva nel momento giusto. Speriamo…
P.S. Intanto quello che ci dicevamo sull’altro thread, sta per produrre i frutti che doveva produrre. All’ultima sosta per le Nazionali, a metà del girone di Champions e a poco meno di un terzo del campionato di serieA, in testa alle classifiche c’è proprio la squadra i cui dirigenti hanno, diciamo così, saputo fare un enorme lavoro di lobby sui calendari… Non sono dettagli, ma sostanza, tanta sostanza.
“Non ho voglia di accompagnare un morto”…..si è messo a fare il criptico anche Conte?
ciao
in terra Tosca s’usa dire “ti portassero in 4 in chiesa”
Se non aveva voglia di accompagnare il morto, lo salvava quando era possibile farlo.
Cosa c’è di criptico? Se la squadra continua a giocare come, secondo lui, sta giocando adesso, si dimette.
Guarda che facevo dell’ironia…….
Ma infatti, è stato chiarissimo. E quando parla di “veleno” dei bolognesi opposto al nostro “compitino”, si riferisce al cuore pulsante della squadra dello scorso anno. A McTominay che sembra distratto, a Di Lorenzo e Rrahmani, che in occasione del primo gol non hanno sputato quella goccia di sangue in più in termini di sforzo fisico e concentrazione, per non far crossare Cambiaghi, il primo, e per murare Dallinga, il secondo. Ha detto che manca tutto quello che ci ha fatto vincere lo scorso anno, mancano energia e voglia di sacrificarsi. Altro che criptico!
Il Presy e Conte possono dire quello che vogliono. A me mancano Kvaratskhelia e Osimhen. Lo so, comanda il padroncino delle ferriere subvesuviane, ma se tu li hai, perché li metti nella condizione di doversene andare?
Osi in realtà l’ha mandato via Conte che voleva a tutti costi il suo paracarro preferito
Ma nemmeno per idea! Osimhen e il suo circo di procuratori avevano rotto con De Laurentiis ben prima dell’arrivo di Conte, senza alcuna possibilità di ricucire. Non si potevano nemmeno più incontrare, tanto erano arrivati ai ferri corti. Non venderlo subito dopo l’anno dello scudetto guadagnandoci almeno 120-150 milioni, ma proponendogli quel contratto insostenibile con la promessa di rivenderlo l’anno dopo, nell’errata convinzione di aumentarne il valore di mercato, fu l’errore capitale del presidente. Di Conte si può pensare quello che si vuole, ma tutti sanno che non vuole assolutamente lavorare con calciatori e proprietà (ancora prima di società e dirigenze) in situazioni non chiare. Un Osimhen trattenuto a forza, sarebbe stato un elemento di totale disturbo in una squadra che andava rifondata dopo il decimo posto dell’anno prima. Conte aveva già accettato obtorto collo di iniziare la stagione scorsa con Kvara, pur sapendo che tutti lavoravano per venderlo a gennaio.
Se voi pensate che uno come Conte non sarebbe stato il tecnico più felice del mondo di avere in squadra Osi e Kvara motivati e pronti a dare tutto, vivete sulla luna. Quando arrivò al Chelsea dopo un decimo posto, c’erano Eden Hazard, Diego Costa e Pedro che ne avevano avuto abbastanza di Mourinho, ma volevano rimanere nel club e Conte li guidò in una cavalcata straordinaria contro il City stellare di Guardiola.
bene, tenetevelo
Non è questione di tenerselo o meno, soprattutto per quel che riguarda Conte è sempre stato lui a dare le carte, se rimanere o andarsene, dovunque sia stato. La mia era soltanto la rettifica di una bufala.
Si però Lukaku l’anno scorso di sto periodo, aveva già segnato 4 gol e fatto 4 assist e il paragone odierno col Lucca (2 gol ,0 assist) e Hojlund (2 gol, 0 assist) è tutt’ora impietoso…