Juventus - Udinese 3-1, Luciano Spalletti in attesa di diventare il nuovo allenatore della Juventus

Napoli e Roma sempre al comando, Inter spettacolo con una Fiorentina disastrata, la Juventus si consegna dignitosamente a Spalletti – PRIMA PAGINA di giovedì 30 ottobre 2025 – FUORI CAMPO, la strage dimenticata del Darfur

Juventus – Udinese 3-1 (5′ Vlahovic rig. J, 45’+1Zaniolo U, 67′ Gatti J, 90’+6′ Yildix rig. J)

 

Roma – Parma 2-1 (63′ Hermoso R, 81′ Dovbyk R, 86′ Circati P)

 

Inter – Fiorentina 3-0 (66′ Çalhanoğlu I, 71′ Sučić I, 88′  Çalhanoğlu rig. I)

 

Sintesi: hanno vinto tutte tranne il Milan che resta quasi fermo come se l’avesse preso il colpo della strega. Tutti gli altri se la cavano, facendosela andare più che bene per una nona di campionato piazzata a mo’ di zeppa a metà settimana come il cavolo a merenda. 

  A Napoli e Roma la vetta della classifica spunta duplice e decisa oltre le nubi dell’orizzonte, a Milano la pioggia sferza l’Inter costringendola a correre per riscaldarsi a San Siro. La Juventus si è fortemente impegnata per non consegnarsi a Luciano Spalletti, l’Armando Diaz di Certaldo, in posizione strategicamente indifendibile.

  Detto che alla fine è cambiato poco o nulla, da dove cominciamo?  Ma da Madama dai, con la sua storia da rotocalco, piena di tradimenti, colpi di scena e tal Brambilla eroe per una notte e piazzato lì a riscaldare la panca a chi ha glutei più famosi dei suoi.

   I tre gol all’Udinese tutto sommato fanno dignità e posizione, anche se i sei punti dal primo posto di Napoli e Roma misurano bene la mediocrità dei tempi. E ovviamente il pensiero cattivo viene come un reflusso acido dal profondo dello stomaco: bastava forse levarsi di torno lo scomodissimo Tudor per sentirsi subito meglio? Ingeriti i pastìcconi di Maalox ora attendiamo la cerimonia di consegna della spada e l’insediamento in trono di Lucio I. Aspettatevi giornate elettriche ed esibizioni trumpiane a bordo campo e dopo partita.

  La Roma si è sbarazzata del Parma non senza qualche ansia, ma l’impressione è che Gasperini, come Ranieri lo scorso anno, riesca a spremere parecchio succo da una squadra non certo perfetta, ma che lentamente sta recuperando, da Dybala addirittura a Dovbyk, tutti i propri capataz. Ridendo e scherzando siamo già arrivati a un quarto di campionato, quante altre giornate di campionato devono passare per dire “beh ce la può fare”?

  Riaffancata al Milan, L’Inter ha fatto show con grandi gol di Çalhanoğlu e Sučić, inguaiando preoccupantemente la Fiorentina di Pioli: ancora nessuna vittoria, penultimo posto (ultimo il Genoa di Vieira ko con la Cremonese e duramente contestato) , storia che sembra avviarsi verso l’inevitabile. Resistere, resistere, resistere. Mah…

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PRIMA PAGINA giovedì 30 ottobre 2025

🧠 FUORI CAMPO – DARFUR, LA STRAGE DIMENTICATA

by ChatGPT

Chissenefrega del Darfur. Centocinquantamila anime massacrate e  dimenticate. Le guerre, oggi, esistono solo se finiscono in tv, in prima serata, e se riguardano chi ci sta più vicino. Il Darfur no: è lontano, africano, di serie B. E allora partiamo da qui: dov’è il Darfur? È una regione del Sudan. E da decenni laggiù si massacra, si brucia, si si distrugge, e soprattutto se si può si scappa. Oggi El-Fasher è caduta e la violenza è ripartita come se nulla fosse cambiato. Raccontare questo significa rifiutare l’oblio.


Non ci sono solo Gaza e Israele, l’Ucraina invasa dalla Russia. In Sudan, la caduta di El-Fasher (Nord Darfur) nelle mani delle RSF dopo diciotto mesi d’assedio ha aperto la fase più sanguinosa del conflitto iniziato nel 2023 tra l’esercito regolare SAF, guidato dal generale Abdel Fattah al-Burhan, e le Rapid Support Forces del generale Mohamed “Hemedti” Dagalo.
Video e testimonianze raccolte da media internazionali e ONG indicano uccisioni di massa e rastrellamenti casa per casa contro civili, spesso per motivi etnici.

L’Organizzazione Mondiale della Sanità ha definito “sconvolgenti” i rapporti secondo cui oltre 460 persone, fra pazienti e familiari, sarebbero state uccise dentro il Saudi Maternity Hospital di El-Fasher. L’attacco si inserisce in una campagna di violenze documentata da immagini satellitari dello Yale Humanitarian Research Lab e confermata da agenzie delle Nazioni Unite.

Secondo la Sudan Doctors Network, il numero reale delle vittime sarebbe nell’ordine delle migliaia in pochi giorni; stime citate da BBC, Euronews e HuffPost parlano di almeno 1.500 morti durante e dopo la presa della città. Il quadro umanitario è definito “catastrofico”: il Sudan registra oggi la più grande crisi di sfollati al mondo.
I dati dell’UNHCR parlano di oltre 11,7 milioni di persone forzatamente dislocate tra rifugiati e sfollati interni, mentre OCHA ne conta circa 9 milioni solo all’interno del Paese.
Nella regione del Nord Darfur, località come Tawila e Zamzam ospitano centinaia di migliaia di profughi senza accesso regolare a cibo, acqua o assistenza sanitaria.


Le RSF, oggi forza paramilitare dominante, discendono in gran parte dalle milizie Janjaweed già protagoniste dei massacri dei primi anni Duemila, quando la comunità internazionale parlò per la prima volta di genocidio in Darfur.
L’esercito governativo SAF, sostenuto da Egitto e in parte dagli Emirati Arabi, controlla ancora vaste zone orientali del Paese, ma la perdita di El-Fasher rappresenta la fine del controllo militare sul Darfur.

Il Procuratore della Corte Penale Internazionale, Karim Khan, ha informato il Consiglio di Sicurezza dell’ONU di “prove crescenti” di crimini di guerra e contro l’umanità commessi da entrambe le parti, ricordando che il dossier Darfur è aperto alla CPI dal 2005.
Gli Stati Uniti hanno definito “atti di genocidio” le violenze delle RSF, imponendo sanzioni a comandanti e società finanziarie collegate.
L’Alto Commissario ONU per i Diritti Umani, Volker Türk, ha denunciato attacchi mirati a campi profughi e “esecuzioni sommarie su base etnica”.


📍 Geografia e geopolitica

Il Darfur è una vasta regione occidentale del Sudan, grande quasi quanto la Francia, che confina con Ciad, Libia ed Egitto.
È ricca di risorse e cruciale per il controllo dei corridoi commerciali e militari verso il Mar Rosso.
La guerra sudanese ha assunto una dimensione regionale: il Ciad accoglie oltre 700.000 rifugiati, la Libia resta punto di transito delle armi e dei mercenari, mentre Russia e Iran sono accusate di fornire droni e supporto logistico a una delle fazioni.
Gli Stati Uniti e la Cina hanno firmato una dichiarazione congiunta per promuovere un cessate il fuoco, ma i loro approcci restano divergenti: Washington punta alle sanzioni, Pechino preferisce mediare con discrezione per proteggere i propri interessi energetici e minerari nella regione.


⚠️ Bilancio e prospettive

Dopo due anni di guerra, le stime più attendibili parlano di oltre 40.000 morti e 14 milioni di persone in fuga o senza casa.
Il sistema sanitario è al collasso: più del 70% degli ospedali è fuori servizio o occupato da milizie.
La FAO avverte che oltre 20 milioni di sudanesi sono in insicurezza alimentare acuta.
L’ONU e le principali agenzie umanitarie chiedono tre cose immediate:

  1. cessate il fuoco,

  2. protezione dei civili,

  3. accesso degli aiuti e accountability per i crimini documentati.

Il Darfur è di nuovo intrappolato tra silenzio e sangue.
E ogni giorno che passa, il suo nome scompare un po’ di più dalle mappe della coscienza mondiale.


Fonti: Il Manifesto, Corriere della Sera, BBC, Euronews, HuffPost Italia, TViWeb, OMS, OCHA, UNHCR, ICC, Al Jazeera, Reuters, Associated Press.

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Giornalista sportivo, a La Repubblica dal 1983 al 2022, sono stato per 12 anni capo dello Sport. Prima e dopo sempre sport e calcio, dai campi di periferia fino ai Mondiali, da Gianni Brera fino a Internet, da San Siro a New York, da Wembley all'Olimpico, dalla carta alla TV. Autore di Bloooog!, il Bar Sport, per 14 anni dentro Repubblica.it. Ora in maniera assolutamente libera, autonoma, indipendente, senza filtri.

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Mordechai

OT Tennis, segnatevi ‘sto nome : Lilli Tagger.
Pischelletta austriaca di 17 anni (!), semifinalista in un torneo da qualche parte in Cina, non ricordo dove. Smilza e con pochi muscoli addosso. Particolare per me quasi commovente : gioca (benissimo) il rovescio ad una mano, cosa praticamente…astrusa in campo femminile. Ha guadagnato qualcosa come 800 posti nel ranking WTA in pochi mesi, per me in quattro e quattr’otto entra nella top100. Talentuosissima. E poi il suo coach è uns garanzia : Francesca Schiavone. 👍👍👍

cipralex

Ho sentito la conferenza stampa di presentazione di Spalletti.
Deludente.
Si capiva tutto.

R.T.

…il rumore del pallone che scivola sull’erba..Poesia pura!

2010 nessuno

Allora Spalletti presentato in conferenza stampa dalla dirigenza come nuovo tecnico della Juventus…
” scriviamo la storia”….io non ho sentito niente in sottofondo ma non ci stava bene una di quelle colonne sonore classiche da major cinematografica americana? Magari il leone della MGM? Che dice Bocca?

Cuore ross/azzurro

Ma no, lui si riferiva al programma ministeriale del ministero dell’istruzione. È convinto che i testi in esso proposti siano lacunosi, come dargli torto?
😁

Il Regolamento

Ecco, questo è uno dei motivi per cui non sopporto Spalletti… sei un cazzo di allenatore di calcio, non un gladiatore. Stai sereno e fai il tuo lavoro, e sappi che anche se sei bravo nel tuo lavoro questo non fa di te un eroe né un candidato al Nobel.

Mordechai

Ma quale leone, ma quali colonne sonore…vista la situazione in casa Juve al massimo può andare Oriettona Berti in “Fin che la barca va…”.
🙂

2010 nessuno

Dai Ugo non essere pessimista, che poi la sera, dopo la partita per passare un po’ di tempo potrete dilettarvi con le dichiarazioni del buon Luciano, della serie ” ma che caz…voleva dire?”😂😂

Mordechai

Per gli altri cotifosi non mi pronuncio, ma io già faccio fatica (giuro) a vedere più di una ventina di minuti di partita (di più mi annoia), figuriamoci se poi mi “trattengo” ad ascoltare le fesserie di sto fenomeno!
Preferisco “Vite al limite” su ch31, credimi.
😂

2010 nessuno

Vite al limite? Ha una qualche attinenza col vostro tifo, stante l’attuale condizione della Juve?……..😂

Mordechai

Con voi ha attinenza “Body bizarre”!!!
😂😂😂

commentanonimo

caso 1: fa uguale; caso 2: fa meglio; caso 3: fa peggio

  1. Con quella rosa che caxxo vuoi fare?
  2. E’ un genio
  3. E’ bollito.

Vi ho anticipato le discussioni dei prossimi 6 mesi 😂

2010 nessuno

Ma io invece come caso migliore suggerisco il pecorino stagionato DOP de Il Fiorino, è uno dei formaggi (quindi casi) più premiati😎

il ghiro

PISA – LAZIO  0 – 0
Faida di Comune bis. Per un lucchese (ho ricordato di recente la mia origine per via paterna) lo scontro coi pisani scava sempre nel profondo, anche soltanto in ambito calcistico. Tornando alla partita di oggi, nel Pisa il bravo Gilardino deve rinunciare, oltre ad Esteves, Lusuardi, Maucci e Stengs, anche all’esperto stopper Albiol. Sarri conferma la squadra che ha battuto la Juventus, unica variante Luca Pellegrini al posto di Lazzari, agli assenti Tavares, Rovella, Cancellieri e Castellanos si è aggiunto anche Hysaj, panca cortissima. Arbitra Massa, al VAR Maggioni.
Si parte sotto la pioggia battente, Tramoni sbuccia il tiro, poi errori dalle due parti, Cataldi canna un invitante contropiede, tiretto di Basic, splendido cross di Cuadrado sprecato da uno sciagurato Tourè, si libera a dx Isaksen, ma il tiro è facile per Semper,  poi un’azione da sx tra Basic e Zac finisce a Isaksen, ancora Semper salva il tiro, una gran botta da fuoriarea di Basic coglie la base del palo, che poi sbaglia il tiro successivo, Cuadrado la spara in curva, giallo a Denoon, ancora troppe leggerezze e imprecisioni dei laziali, che stanno sì facendo la partita, ma sbagliano troppo.
Ripresa: dentro l’ex romanista Calabresi, figlio dell’attore Paolo, e Pedro per un evanescente Dia, Cataldi spara in curva, dentro Vecino e Lazzari per Basic e Pellegrini, poi anche Provstgaard per Gila, Tourè sparacchia altissimo, giallo a Cuadrado, Isaksen spreca a lato, giallo a Cuadrado, dentro Leris, Moreo e Akinsanmiro, Provedel devia la testata di Moreo, giallo a Guendouzi, ancora testa di Tourè ma Nzola non ci arriva, entra Noslin per Isaksen, giallo a Pedro, Vecino tira a lato, e sull’innocuo tiretto di Pedro si chiude con un salomonico 0-0. Partita deludente dei nostri, troppa sciatteria, i difetti tecnici e caratteriali dei singoli sono emersi con cruda evidenza.  
Le pagelle: Provedel 7; Marusic 6, Gila 6,5 (Provstgaard 6), Romagnoli 7, Pellegrini 5 (Lazzari 5); Guendouzi 6, Cataldi 6,5, Basic 5,5 (Vecino 5.5); Isaksen 5 (Noslin sv), Dia 4 (Pedro 5), Zaccagni 5,5. All.: Sarri 6. 
Tra i pisani buono il trio difensivo, il vecchio Cuadrado e il potente Tourè, gli altri nella media, deludente Nzola annullato da Gila. Massa senza infamia e senza lode.

commentanonimo

Salute a tutti…dove è Waters? Andato veramente? Urca, basta una sconfitta? Che dirvi, non ho visto nulla, ma vi ho letti tutti e quanti. Mah…il Darfur. L’uomo è un animale con picchi eccelsi, musica, scienza, arte e cadute disgustose nella violenza. Che tristezza. In ogn caso, pochi caxxi, ruga assai, ma l’Inter rimane la squadra più forte della A. Ci va bene solo che è su più fronti e la storia insegna che arrivano le scoppole. La classifica è molto intrigante, uno scudetto a Roma sarebbe veramente una sorpresa, vedremo se il Gasp con la Roma farà cosa ha fatto il Ranieri con il Leicester. Se lo merita? Un saluto a tutti. P.S. Oggi Tudor ha guadagnato circa 7.000 Euro e Thiago 9.000, stando a casa a grattarsi le balle. Questo sarebbe il tritacarne juventino? 😂
Non credo che Stellantis in catena di montaggio sia cosi generosa coi suoi operai

Modifica il 3 mesi fa da commentanonimo
Cuore ross/azzurro

Un sentitissimo grazie al blogmaster per avere preso l’argomento Darfur, da troppo tempo ignorato da tutti.
Una catastrofe immane contro la quale non funzionerebbe neanche andare a protestare in strada, visto che l’Italia non conta niente in questo frangente.

lasciami entrare

se elenco gli oltre cinquanta conflitti in corso quanti grazie mi dai?

M42

Non essere acido.

Nicola Romano

Ce .

Nicola Romano

Purtroppo andando a cercare c’è ne sarebbero .

Mordechai

Sicuro che pure l’Italia non stia inzuppando il biscotto? Io no.

Il Sindaco

Brambilla lascia il posto con un memorabile record del 100% di vittorie alla guida della Juve… sarà impossibile fare meglio.

occasionale

Il punto sugli allenatori

Ho sempre sostenuto che questo più che mai è l’anno degli allenatori.
Delle dieci squadre da colonnina sinistra della classifica, infatti (Napoli – Inter – Milan – Juventus – Atalanta – Roma – Lazio – Bologna – Fiorentina e Como), ben sei e mezzo (la mezza è la Juve) hanno iniziato la stagione sotto la guida di un nuovo tecnico.
Per non dire della Nazionale.

E allora a un quarto del Campionato un punto della situazione ci sta tutto.
Non un bilancio, naturalmente: perché nel calcio il mese dei bilanci è luglio.
Diciamo una piccola passeggiata fra speranze, aspettative, sorprese, conferme, fantasie, delusioni, entusiasmi e rodimenti calcistici di una decina fra i club più titolati dello stivale.
Con una doverosa premessa: nel calcio di oggi più che mai nulla si costruisce dalla sera alla mattina – botte di culo a parte (per definizione – però – tanto casuali quanto rare).

[ Antonio Conte ]
Non essendo certo uno che le cose se le tiene dentro, lo scorso anno il concetto l’aveva ribadito in più di un’occasione: “le nozze coi fichi secchi le puoi fare una volta ma non puoi aspettartele ogni anno”.
Beh .. non si può dire che il Presidente non l’abbia accontentato: voleva un progetto e progetto sia.
Ora si lamenta per le inevitabili complessità che sono proprie di qualunque progetto, in specie di quelli calcistici (si lamenta insomma per l’abbondanza laddove prima si lamentava della penuria): ma è nel personaggio, lamentarsi e bofonchiare è parte del suo modo di interpretare il proprio lavoro.
E calcisticamente parlando Napoli resta in mani più che buone: sul fatto che anche quest’anno dirà comunque la sua ho infatti pochi dubbi (addirittura meno di alcuni napolisti).

[ Cristian Chivu ]
Una rosa che per un Campionato come il nostro resta tutt’ora pirotecnica.
Un imprinting tecnico che ancora la avvolge, derivante da quattro stagioni di buon calcio.
E un allenatore il cui bagaglio di esperienza nella massima divisione consiste di 13 partite alla guida del Parma: preso che era terz’ultimo e salvato da quartultimo all’ultima di campionato.
Dove sta l’incognita della stagione interista ?
Ovvio che stia nel tecnico.
Il quale, dopo i massimalismi iniziali (vedi la tentazione di radere tutto al suolo per ricostruire a propria immagine e somiglianza), è senz’altro addivenuto a più miti consigli (intuendo che intanto è meglio prendere quello che c’è e farlo girare nella parte in cui va a memoria): ma resta in ogni caso l’oggetto misterioso della Pinetina.
Va da sé, intendo, che le riserve su Chivu non potranno essere sciolte in tempi brevi – è inevitabile – ma lo potranno solo al termine della stagione.

[ Max Allegri ]
Calcisticamente parlando Max è un uomo navigato, sa come si sta al mondo ma soprattutto è capace di insegnarlo alle proprie squadre: una qualità, questa, che sulle panchine non è esattamente comune.
E i risultati si vedono: soprattutto, paradossalmente, quando le cose non girano al meglio (perché le sue squadre anche quando le cose non girano al massimo di punti per strada ne lasciano comunque sempre pochi).
Certamente con lui non si corre il rischio di spellarsi le mani dai troppi applausi per le mirabilie esibite sul campo, su questo ci sono pochi dubbi.
Ma ve ne sono altrettanto pochi sul fatto che il Milan di quest’anno di certo non reciterà un ruolo da ‘caratterista’ come nelle scorsa stagione.

[ Igor Tudor ]
Il croato non era alla sua ottava gara alla guida dei bianconeri ma bensì alla diciassettesima.
Un particolare che nella valutazione dello ‘stato dell’arte del cantiere Juve’ non deve aver fatto esattamente poca differenza.
Sempre ammesso di potermi considerare esperto di qualcosa, di certo non lo sono delle questioni juventine (gira peraltro nel blog gente molto determinata sull’argomento) .. e tuttavia che le cose stessero procedendo decisamente maluccio ero arrivato a capirlo anch’io.
Perché è un po’ come quando sei in alta quota: una cosa è non aver ancora individuato la via che ti porterà sulla vetta ma avere un’idea chiara di dov’è e la certezza di esserci vicino e tutt’altra non averla ancora individuata e non avere la più pallida idea di dove si possa trovare: l’epilogo in questi casi è scritto (e anzi .. in montagna può essere potenzialmente ben più drammatico rispetto al caso di un signore che se ne torna a casa con la prospettiva di godersi un paio d’anni di “dolce far niente” per la modica cifra di 5 o 6 milioni di euro).

[ Luciano Spalletti ]
Difficile dire cosa potrà venirne fuori.
Anche se le mie sensazioni sono decisamente buone (quando in panchina infatti metti uno che il mestiere di allenatore non si sta avviando a conoscerlo ma piuttosto lo conosce già da un bel po’ .. vedi Ranieri o Allegri solo per fare due nomi .. molte cose che fino a qualche giorno prima sembravano impossibili diventano di colpo normali).
Bisogna comunque riconoscergli di aver avuto del fegato nel prendere in mano una situazione del genere in corsa e ad un quarto del campionato.
Perché uno che dice “Ho l’ambizione di rimettere a posto ciò che mi è accaduto… “ te lo aspetteresti indirizzarsi verso una soluzione più comoda, anche se magari c’è da attendere un po’.
Il suo è un segno di voglia e di carattere, tanto di cappello dunque.
E comunque è uno che di calcio ne sa.

[ Ivan Juric ]
Non me ne faccio certo un vanto (perché non era difficile immaginarlo) ma l’ho detto fin da subito: con Ivan sulla panca la Dea scenderà, di quanto non è dato sapere ma scenderà.
Si va nella direzione di un discreto, inevitabile ridimensionamento e i tifosi orobici sarà bene comincino a dimenticare la regolarità di certi accessi in CL oltre a non poche altre piacevolezze che si sono goduti negli ultimi anni.
Il fatto è che per avvicendare un tecnico non basta sostituirgli uno che si ispira alla stessa filosofia (ammesso poi che sia davvero così), non è così semplice: anch’io, se è per questo, sposo da sempre l’idea di calcio del Gasp e tuttavia nessuno m’ha contattato per succedergli sulla panchina dell’Atalanta.

[ Giampiero Gasperini ]
Le celebri ‘paludi romane’ le conosceva per sentito dire.
Ora ci è dentro.
Allenare sulle dolci colline bergamasche, infatti, è diverso che nell’agro romano, Zingonia è una cosa, Trigoria tutta un’altra: piazza complessa, la capitale, grandi pressioni, decine di radio, un pubblico scalpitante e il fenomeno calcio vissuto h 24 7/7.
E – se tutto ciò non bastasse – a complicare (e non di poco) le cose una campagna acquisti non del tutto collimante coi desiderata del nostro.
Ma l’uomo di calcio ne sa .. non è certo uno sprovveduto né un novellino: e se una squadra pur così informe si trova comunque dove si trova – in classifica – ciò è dovuto esattamente al suo ‘mestiere’.
Dopo di che .. decifrare dove potrebbe posizionarsi questa squadra al termine della stagione resta forse tra i quesiti più ostici dell’intero torneo.

[ Maurizio Sarri ]
E’ uno di quei tecnici (spesso offensivisti ma non solo) che hanno un approccio parossistico e assolutamente totalizzante alla propria professione: eretisti.
Sono tecnici che tendono a consumarsi velocemente e il prototipo della categoria, se vogliamo, è rappresentato dall’Arrigo di Fusignano (mentre l’eccezione che conferma la regola da Antonio Conte il quale – per essere sulla breccia a così alti livelli da un così lungo tempo – deve evidentemente avere ‘un fisico bestiale’).
In questo senso la mia opinione è che Maurizio il punto più alto della propria parabola l’abbia già toccato da un po’, che stia cioè lentamente declinando.
Però intendiamoci .. resta uno che di calcio ne mastica e che è tutt’ora in grado di “graffiare”.
E’ chiaro che in una Lazio orba del mercato estivo e guidata da un Presidente che ha perso lo smalto dei giorni migliori .. fa quello che può.

[ Vincenzo Italiano ]
E’ davvero un bel lavoro quello che da alcuni anni la dirigenza del Bologna FC conduce con l’obiettivo di promuovere una crescita non effimera del suo peso calcistico.
Un lavoro dentro il quale inscriverei anche la scelta di tecnici che non amano la piatta e monotona tranquillità del centro classifica ma tendono piuttosto a giocarsi (con acume e intelligenza) qualcosa di più.
E che Italiano appartenga alla pattuglia non vi sono dubbi.
Da uomo intelligente qual è – oltretutto – e seppure su questo fronte abbia ancora bei margini di miglioramento .. nell’ultimo paio d’anni ha anche imparato a meglio conciliare le sue indiscutibili inclinazioni offensivistiche con una maggiore attenzione a “ciò che può accadere dietro”.
E’ molto probabile, dunque, che in una simile cornice di qualità .. sotto le Torri ci si possano togliere ulteriori soddisfazioni, alla condizione, mi sento di aggiungere, di mantenere una certa leggerezza di approccio alle cose: che a mio parere è parte integrante della ricetta di questo Bologna.

[ Cesc Fabregas ]
Ha una propria idea di calcio e sa leggere le partite, sta in un bel posto ed ha alle spalle una società che non solo ha aperto (eccome) i cordoni della borsa ma l’ha fatto assecondandone le logiche e le relative indicazioni (che da noi è cosa inspiegabilmente molto rara quando invece dovrebbe trattarsi della normalità .. non capisco perché si sia così risentito delle parole di Tudor – probabilmente le ha malintese).  
Insomma .. la favola è di quelle belle.
Anche se piazzarsi d’imperio – appena al secondo anno dalla promozione – dentro il gruppo di quelle che andranno in Europa è moooooolto complicato (bello provarci ma anche difficile riuscirci) .. ed è assai più probabile che serva del tempo ancora e che nel frattempo il ‘canto delle sirene’ possa fargli passare la voglia (o fargliene venire altre).
Se accadesse .. resterà comunque una bella pagina di calcio.

[ Stefano Pioli ]
Dal mio punto di vista è sempre stato un allenatore discretamente sovrastimato.
E anche quando è stato sulla panca del Milan non mi ha mai particolarmente entusiasmato.
Resta il fatto che un avvio di campionato come questo è comunque al di sotto dei suoi standard e (soprattutto in una piazza come Firenze e alla guida di una squadra delle potenzialità dei viola – di certo superiori a ciò che stiamo vedendo) costituisce probabilmente il momento più critico e complicato di tutta la sua carriera.
Nel quale c’ha messo sicuramente del suo ma d’altra parte capita .. così come si può sbagliare l’approccio a una partita si può anche sbagliare quello a un torneo.
Ovvio come lui e la Fiorentina giochino ormai un altro Campionato: che contempla un unico obiettivo, quello di risalire al più presto a quote più consone della classifica.

Mordechai

La “cosa” strana di Gasperini è che nelle sue mani, per anni l’Atalanta ha segnato e beccato parecchi gol in allegria, la Roma invece, almeno finora, va avanti assai stiticamente con un golletto di media a partita e beccandone quasi nessuno …

occasionale

Infatti.
Secondo me è il segno che è ben lontano dal realizzare a Roma quello che ha in testa.
Anche se guardi le sue dichiarazioni post-partita ti accorgi che è sicuramente contento della posizione occupata in classifica (e ci mancherebbe) ma .. come dire .. vedi che non gli ‘brillano gli occhi’: perchè la occupa giocando un calcio che non è quello che piace a lui.

Mordechai

Ed aggiungiamo pure, caro Fabrizio, che della oscena mattanza che da anni, ogni santo giorno, insanguina ‘sta terra disgraziata, non se ne impippa minimamente nessuno, va avanti nella pressochè totale indifferenza dell’opinione pubblica mondiale.
Le grandi potenze, nessuna esclusa, ci stanno inzuppando il biscotto da sempre, appoggiando l’una o l’altra delle fazioni in lotta solo per lucrarci sopra e piantare da qualche parte la bandierina.
Nonostante ciò, non fanno notizia.
Assurdo.

Nicola Romano

Si, dovremmo pensare a quanto siamo fortunati , primum vivere secundum tifare .

Mordechai

Dopo nove giornate di campionato, non so se sia più sorprendente lo spedito cammino di Como e, soprattutto, Cremonese, o quello catastrofico ed imprevedibile di Genoa e, soprattutto, Fiorentina, partita con ben altri … sogni nel cassetto.
Tutto il resto, zoppicante Juve inclusa (ieri buonina), è tutto sommato … nella media.

lasciami entrare

be’, un tre punti, che erano possibilissimi, in più e saremmo insieme alle milanesi;
cmq continuo a pensare che con Tudor o Spalletti l’obiettivo realistico è il quarto posto in campionato -e magari passare il girone CL;
quanto a Tudor fo sommessamente notare che aveva richiesto un centrocampista di spessore e Kolo Muani in attacco;
si doveva dimettere quando la dirigenza ha fatto una campagna acquisti a capocchia e rinunciare ai soldoni? voi l’avreste fatto?

occasionale

Due considerazioni accessorie in margine ad Atalanta-Milan.

La prima è che questa Dea del primo quarto di Campionato ‘nessuno la batte ma non batte nessuno.
E in questo segna una differenza non da poco con quella, indimenticabile, gasperiniana: che la scorsa stagione aveva collezionato sostanzialmente lo stesso numero di pareggi (appena uno in più) ma .. in tutto il Campionato.
Un particolare che dice molto.

E la seconda è che, al di là dell’esito fortunoso della conclusione, il tiro di Ricci è stato un bel gesto tecnico: di controbalzo ma non solo, con la palla tesa ma schiacciata sul terreno, a rimbalzare.
Mi ha ricordato certe conclusioni che a volte si tentavano nella pallanuoto, forti, tese e a rimbalzare sull’acqua, un po’ come quando in riva al mare si prende un sasso appiattito e lo si fa rimbalzare più volte sul pelo dell’acqua: conclusioni nient’affatto facili (perché devi imprimergli molta forza e soprattutto azzeccare l’inclinazione del primo rimbalzo – dal quale dipendono i successivi) ma spesso efficaci e comunque sempre molto spettacolari, di grande impatto sul pubblico.  

Il Regolamento

Queste sono dell’ultima settimana.

pastìcconi di Maalox”
“umori (…) fetidi e ripugnanti”
“l’ennesimo fregno buffo da infilare nel tritacarne della Juventus. Un bel pezzo di manzo che sarà maciullato e poi stufato in pentola.”
“pedatone in culo”
“progressivo scadimento di rango e di rifermento nazional popolare.”
“cappa triste e pesante, addirittura funerea”
“la Juventus che mugola e si intorcina le budella si mangia le unghie, si strappa i capelli, e si percuote il petto”
“cranio pelato del disgraziato di turno”
“il macho Igor Tudor, un sergentone burbero, tutto sguardi truci e il classico arrosto misto all’italiana di luoghi comuni, parole buttate lì, concetti da vero duro e un calcio che fa più o meno schifo a tutti”
“lana morticina venduta per cachemire”
“la Juventus che fa discretamente schifo”
“quel tonto di allenatore”

Che dire, Fabrizio, Gianni Brera sarebbe orgoglioso di te.

il nome delle cose

Non essere così sferzante, stai pur sempre parlando di uno che è stato insignito del Premio Biscardi, mica cazzi!

Il Regolamento

lo vedo più adatto al premio Germano Mosconi

EhEh

“la Juventus che mugola e si intorcina le budella si mangia le unghie, si strappa i capelli”
bhe su questo mi pare che Spalletti sia un bel pezzo avanti… 🙂

il nome delle cose

Questa Juventus che “dignitoramente” (qualsiasi cosa voglia dire) si consegna a Spalletti, in realtà fragilissima e sotto shock, passata da un rude omone palesemente inadatto al ruolo al tecnico delle giovanili, sarebbe comunque là al terzo posto in coabitazione con l’Inter, se solo non ci fossero stati i clamorosi errori arbitrali di Verona e dell’Olimpico contro la Lazio. Mentre la squadra del santificato Mr. Semplicità, senza gli assurdi favori arbitrali contro le due toscane in zona retrocessione, sarebbe al posto nostro al settimo.
Così, solo per chiamare le cose con il loro nome.

Redmond Barry

Detto questo, mi pare che i problemi della Juventus restano, anche se, come avevo scritto qualche tempo fa, non è il caso di fare drammi, anche perché le altre non sono dei fulmini

Nicola Romano

U che pianto greco .

il nome delle cose

Questo è sempre stato più anti-Juve pure di Bocca (oltre che santificatore capo di Mr. Semplicità).

Fattelo spiegare da lui…

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Modifica il 3 mesi fa da il nome delle cose
Cuore ross/azzurro

Quindi sono a quando la Juventus vinceva i campionati gli arbitri erano bravi, da cinque anni a questa parte invece i bianconeri sono penalizzati, e quindi non vincono più niente. Davvero un antijuventino della prima ora, non c’è che dire…

Modifica il 3 mesi fa da Cuore ross/azzurro
il nome delle cose

In realtà da molto, molto prima, ma nessuno ci faceva caso perché si vincevano i campionati a Pasqua.

E non certo questo il motivo per cui la Juve non vince da cinque-sei anni, benché due coppe Italia e una super coppa sarebbero state festeggiate come “anni trionfali” da quasi tutte le competitor.

No, negli ultimi anni – basta saper leggere quello che ho scritto – la Juve vince solo le briciole perché non ha più seguito un’idea unitaria. Gli arbitri, invece, continuano a rispondere agli incentivi mediatico-istituzionali che da ormai 20 anni, dopo farsopoli, sono quasi sempre stati incentivi anti-juventini.

Infatti, anche allora, durante gli anni meravigliosi – nessuno può scordare le partite vinte di misura con il rigore assegnato a Maggio per sgambetto ad un suo compagno di squadra ad Udine, con il gol in fuorigioco Mertens a Bergamo, col rigore non concesso al Crotone per controllo di mano di Mertens in area, con il rigore ed espulsione di Koulibaly negati al Bologna seguito da una comica simulazione di Callejon premiata con un calcio di rigore ecc ecc… nell’unica stagione (la prima col Var, guarda caso..) in cui era sembrato possibile cercare di creare una finta contesa dello scudetto fino alla fine, che poi il teatrino mediatico gestito da gente simile a al picchiatore seriale di donne (fortunatamente condannato ed estromesso) aveva trasformato nel caso Pjanic, per un suo fallo a centrocampo non punito con il secondo giallo…

Incentivi mediatico-istituzionali che le successive dichiarazioni di Sarri (dopo aver constatato con mano le differenze di trattamento), avevano perfettamente spiegato, quando ammetteva amaramente: “in tre campionati a Napoli mi hanno fischiato contro 11 rigori, qui in neanche una stagione me ne hanno fischiati contro già 14… la maggior parte per falli di mano inesistenti…”.

Non era questo il punto, come capisci (spero) bene. Quella era solamente una precisazione. La Juventus tornerà a vincere ancora – nonostante questi incentivi contrari – quando avrà dato corpo ed anima ad un’idea unitaria.

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Giorgio Burbero

La sordina mediatica messa alle polemiche per il rigore decisivo della vittoria di quel Napoli a Udine, con il ridicolo sgambetto di Allan a Maggio, fu una delle cose più ripugnanti che ricordi.
Sappiamo benissimo che se una cosa del genere, per di più con il Var, avesse riguardato la Juventus (cosa peraltro impossibile) sarebbero partite le raccolte firme per imporre l’errore tecnico e le interpellanze parlamentari. Con i Mario Giordano i Liguori e i Varriale a imperversare ovunque.

il ghiro

INTER – FIORENTINA  3 – 0
Dopo le vittorie pomeridiane di Como, Juve e Roma, l’Inter è chiamata a tenere il passo delle prime contro una Fiorentina in netta crisi. Chivu, fuori Acerbi e gli infortunati Miki e Thuram, fa giocare Bisseck centrale (!!!), Sucic ed Esposito. Arbitra Sozza, al VAR Ghersini. 
Dopo quasi mezzora prima occasione interista, con Bastoni che ruba palla ed entra in area, ma De Gea in uscita salva la rete, poi si ripete salvando di piede la stoccata centrale di Dimarco servito da Bastoni, tiretto di Kean facile per Sommer.
Ripresa: giallo a Viti, ci provano Dumfries e Bisseck, ma De Gea le prende tutte, dentro Fagioli e Fazzini, e l’Inter sblocca la gara, con una stoccata da 30 metri del Calha che pesca l’angolo, tiro imparabile, stavolta De Gea si arrende, 1-0. Poco dopo con una stretta serpentina in area Sucic si presenta davanti a De Gea e svelto la piazza in fondo al sacco, 2-0. Entrano via via Dzeko e Fortini, poi Bonny e Carlos Augusto, infine Zielinski, Comuzzo di testa ruba il tempo a Sommer, ma la palla va alta, tiretto di Kean facile per Sommer, a fine partita Viti abbatte Bonny, rosso per lui, rigore e doppietta del Calha, che lo trasforma con la solita sassata nell’angolo, 3 – 0. Entrano Frattesi e Luis Henrique per gli ultimi minuti di partita, tiro di Dimarco deviato alto. Inter sugli scudi, Viola in netta crisi di gioco e risultati.
I migliori dell’Inter l’ottimo Calha e gli inesauribili Lautaro e Bastoni, della Viola oltre all’eroico De Gea salvo solo i mai domi Dodò, Mandragora e il povero Kean isolato davanti, scadenti gli altri compreso l’islandese, una larva. Ottimo il lombardo Sozza, il rigore c’era.  

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2010 nessuno

Buongiorno ghiro, in ogni caso De Gea è sempre un ottimo portiere, ie mi dispiace per la Viola ma ieri sera il risultato sarebbe stato anche più pesante se non fosse per le due se non tre grandi parate che ha fatto.

Modifica il 3 mesi fa da 2010 nessuno
il ghiro

Confermo, il povero De Gea è sempre tra i migliori in campo, uno dei migliori portieri del nostro campionato. Ieri tre gol imparabili, per poco stava per arrivare anche a parare il rigore. A Manchester lo hanno ceduto convinti che fosse a fine carriera, invece a 35 anni lo stangone sta vivendo una seconda giovinezza. Complimenti a lui.

Cuore ross/azzurro

Pare che quelli del MU siano stati particolarmente furbo nella campagna vendite di due anni fa: McTominay, De Gea…

Non volevo Gasp, ma…

Roma che torna a vincere in casa, cosa molto importante.
Gli inizi dei due tempi giocati un po’ in sofferenza, poi abbiamo preso il sopravvento. Ennesima incongruenza arbitrale. Ci avevano raccontato – anche qua dentro – che “questi fuorigioco non li fischiano in Italia”, mentre due, ben più evidenti e determinanti di quello sul gol di Soulé, non sono stati fischiati al Milan, ma il nostro si: inspiegabile ed inaccettabile!
Poi per fortuna hanno segnato Hermoso e perfino Dovbyk e tutto è filato via liscio.
Peccato il gol preso malamente nel finale, che rovina un pochino il nostro ruolino difensivo.

Adesso si deve andare a Milano a giocare una grande partita, al contempo consapevole e coraggiosa. Sperando che i vertici dell’AIA (che disastro…) diano un indirizzo definitivo almeno sul fuorigioco…

Chakkko

Classica partita-trappola tra una squadra sulla carta molto più forte contro una pericolante nei bassifondi della classifica che imposta il suo gioco, comprensibilmente, più per distruggere quello avversario che per costruire in avanti. Se poi quest’atteggiamento difensivo è mostrato da una compagine che per rosa e tradizione non dovrebbe proprio navigare in queste profondità, ecco che le incognite per la squadra di casa, obbligata a sua volta a vincere ed a riscattare la recente sconfitta, aumentano. Ecco spiegate le difficoltà palesate nel primo tempo, quando si è faticato assai a portare pericoli verso De Gea, autore nonostante tutto di due parate nelle uniche occasioni vere create dai nerazzurri, parate fatte più per posizione che per riflessi, anche a causa di un movimento poco continuo ed una velocità di circolazione della palla troppo lenta.
Di solito queste partite si sbloccano per un episodio e poi si mettono in discesa per la squadra più forte e, senza cattiveria, si può far notare che l’episodio lo ha fornito lo stesso Pioli, cambiando la marcatura su Chala con le prime due sostituzioni e lasciando (sarà stato un caso, perché l’Inter tutta aveva approcciato più convinta il secondo tempo) a questi lo spazio necessario per la stoccata del primo gol. Aperte le marcature, i nerazzurri hanno avuto il merito di cercare il raddoppio per non far rientrare in partita gli avversari e lo hanno trovato con una bellissima azione del giovane Sucic. Il resto è stata una formalità.

Note di merito per Bisseck, quasi sempre attento in marcatura da centrale su Kean (un unico errore sul due a zero che l’attaccante non ha sfruttato, per nostra fortuna); Chala, soprattutto nel secondo tempo, quando gli spazi si sono aperti; Sucic, per la perla del secondo gol, ma in generale ha sbagliato poco anche nel primo tempo, seppure giocato più timidamente. Barella molto movimento e poco costrutto, alla stregua di Pio che pure ha guadagnato falli preziosi quando la squadra doveva risalire. Bastoni e Dimarco positivi e propositivi fino alla fine. Dumfries va recuperato (troppi passaggi all’indietro) mentre Lautaro pare già cotto alla fine di ottobre. Sommer sostanzialmente inoperoso.

Saluti

2010 nessuno

Buongiorno Chakkko, già Bisseck, forse col Napoli andava inserito prima al posto di Acerbi, forse Chivu, avendo ben chiare le caratteristiche di Neres avrebbe dovuto metterlo centrale sin da subito.

Chakkko

Non ne sono sicuro, forse sarebbe meglio provare Akanji centrale e lasciare a bisseck la possibilità di sganciarsi in avanti.

Saluti

lasciami entrare

finalmente la vera Juve, il triciclo è alla portata;

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