Azzurro Tenebra (cit. Giovanni Arpino), per salvare la Nazionale ci vuole una Rivoluzione bolscevica che dia l’assalto al Palazzo d’Inverno (la Federcalcio). Ma non sperateci perchè è impossibile e perché a tutti sta bene così. La Nazionale è ormai l’ultimo orpello di un calcio perduto che i padroni hanno divorato
Un angoletto in basso a sinistra. Sparito, dimenticato, cancellato. Potremmo psicanalizzare la crisi della Nazionale e del calcio italiano tramite la prima pagina della Gazzetta dello Sport. Il giorno che ne prende quattro dalla Norvegia, il caso finisce soverchiato dal trionfo di Sinner. Angoletto in basso a sinistra. E il giorno che ci sarebbe da riorganizzare l’esercito dopo la Caporetto azzurra, pensiamo a Inter-Milan e Çalhanoğlu. Via, ancora il torvo Gattuso nell’angoletto in basso a sinistra. Come la prigione del Monopoli. E ringraziamo la direzione della Gazza perché su Corriere dello Sport e Tuttosport, la Nazionale in prima pagina dopo il disastro nemmeno ci arriva. In una parola: sticazzi.
Sono giorni, anzi anni di Azzurro Tenebra, romanzo cult di Giovanni Arpino dedicato al disastro della Nazionale di Valcareggi ai Mondiali del ’74 in Germania. I quotidiani, per quel poco che purtroppo ne rimane, fotografano spietatamente noi stessi e la nostra mutazione genetica di tifosi, sempre più ultras, sempre più partitici, sempre più estremisti. La Nazionale che è frutto di mediazione, compromesso, compartecipazione è dunque un corpo estraneo, a forte rischio rigetto se non accompagnato da adeguata cura di antibiotici.
Il famelico calcio di oggi, oggetto di scorribande finanziare e padroni che lo maneggiano disinvoltamente e senza alcuna aspirazione collettiva, espelle progressivamente la Nazionale dal suo perimetro di controllo. E noi ci stiamo lentamente adeguando all’andazzo.
Non voglio partecipare al centesimo processo alla Nazionale, suggerire come e dove rifondare uno sport, che prima sorgeva spontaneo come la cicoria nei prati e al bordo dei marciapiedi e adesso, coltivato invece attraverso la metodologia intensiva delle scuole calcio e la moda dell’adanesimo, va inaridendosi e seccando come erba al sole.
La società e la politica di oggi aborriscono e distruggono i sistemi di controllo e di bilanciamento. E’ la filosofia di Trump e a cascata anche della casta meloniana che più o meno lo scimmiotta. Fino a dieci, venti anni fa esisteva un potere terzo, di equilibrio e di controllo – la Federcalcio – che guardava agli interessi del calcio inteso come bene comune, di piramide sociale alla base e di professionismo al vertice, con la bandiera della Nazionale piantata sopra tipo Iwo Jima.
Oggi i padroni del calcio sostanzialmente non ne riconoscono l’autorità, ammettono solo la rappresentanza formale, non ammettono quasi più divieti, hanno invaso e usurpato il ponte di comando. Che non schiaccia più un bottone senza che loro lo vogliano. Inutile dire che ci sono troppi stranieri o giocatori non convocabili per la nazionale, anche nei campionati minori o giovanili, se tanto non si può fare nulla per cambiare l’andazzo.
Con le sale di comando occupate e controllate manu militari dalla lobby dei padroni del football non cambierà mai nulla. La cura del male che affligge la Nazionale non parte dai vivai, dalle scuole calcio, dai ragazzini trattati solo come macchine muscolari, dalla riforma dei campionati e delle teste di chi il calcio lo organizza, lo allena e infine lo gioca, ma da un ribaltone bolscevico che cacci via i mercanti dal Palazzo d’Inverno. E per questo scordatevi che cambi qualcosa.
E del resto se la Nazionale di Gattuso dovesse qualificarsi, vedessi mai, per i Mondiali, che ragione ci sarebbe di cambiare? Alè oh oh, alè oh oh…
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Il Bar Sport di Fabrizio Bocca
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Godella!!!!
Ci sei mancato, adesso il Bar Sport è al completo, il tennico ce l’avevamo già, il ragioniere pure, ci mancava solo Cocosecco.
Bocca, un biliardo lo recuperiamo?
A @ilregolamento, facce Tarzan (che Cita ce lo fanno a turno mordechai e malandragem alias sapevatelo)
Ah! Sapevatelo e’ malandragem sotto smentite spoglie, anche se ci siamo scontrati tante volte mi fa piacere .
bello smentite e non mentite;
comanche io con i;
Sapevatelo!
Comunque…ahoo, che mentite e mentite, mi sono reso più che riconoscibile con gli LMAO, i Waterz (con la Z al posto della S) , gli “zocca” e anche qualche osservazione musicale… comunque grazie!
Non mollare, grandissimo Maxim!
Uno di noi!!
Boia chi molla!!!
sei poi riuscito a strappare una patta al nipotino?
Da quando il nipotino ha cominciato a camminare da solo, no.
🙂
Ma il fenomeno “maxim” che commenta qui sotto da dove salta fuori? E’ arrivato il circo in città?
Attento che l’unico vero Pagliaccio del bloooog potrebbe (giustamente) arrabbiarsi per il paragone…
Infatti!
Non nominare il Circo invano!!
scusate, chi ha parlato di pagliacci? Al circo c’è molto altro
È più che probabilmente il solito disagiato di Godella che deve essere uscito dall’ ultimo TSO… ovviamente senza averne tratto giovamento (avrà contribuito anche la bella serata del primo giugno, credo, LMAO)
Era da un po’ che il calcio mi annoiava….poi per fortuna è arrivata questa intervista a Comolli…da sbellicarsi…
Fabrizio, che ricordi Messico 70, molto sbiaditi invece Inghilterra 66 – essendo del 58 – mi ricordo chiaramente il gol di Pak Do Ik il dentista nordcoreano che ci mandò a casa, col topolino Fabbri additato al pubblico ludibrio, non si sa bene per quali colpe, colpe ben identificate a Valcareggi a Messico 70 per i 10 minuti di Rivera, come se l’abatino di Alessandria potesse fare qualcosa contro i mostri brasiliani.
Estate 70 vuol dire mangiate di pomodori con gli amici, tre in fin dei conti, nei poderi di mio nonno che coltivava – o meglio i suoi dipendenti – e forniva alla azienda Rodolfi, famosa per la mitica Ortolina, in pratica io mettevo i pomodori, un amico povero olio aceto e sale, quello ricco- il fornaio – pane e prosciutto cotto, come già detto mai mangiato nulla di pii buono del pane pucciato in tre dita di semi, olio, e acqua del 🍅 pomodoro, grandi chef oggi infatti fanno il risotto con acqua di pomodoro.
Poi arrivò il giorno della finale, qua non mi sbaglio iniziò alle 20, il bar pieno da quasi una ora, si poteva dormire in strada che non c’era il pericolo si essere investiti – anche il numero di macchine che girava era limitato – il pronostico era contro di noi indubbiamente, a qualche minuto dall’inizio arrivarono tre juventini con la maglia del Brasile, unti, bisunti, esageratamente grassi e faziosi, con la maglia che gli arrivava a metà epa chiaramentecprominente, ed il mento bisunto da tagliatelle al ragù.
Non ci fu nulla da fare, anche se il primo tempo giocarlo meglio noi, con Bonimba da Mantova – toh un interista che segna in finale – pareggiò il leggendario gol di Pelè mezza testa sopra a quella di Burgnich, nonostante Riva si intromise per segnare lui, poi nel secondo tempo si spense la luce, complice i supplementari contro la Germania, il gol di Gerson a metà secondo tempo infranse un sogno durato un mese…
Ciao Andrea,
per la precisione Rivera entrò a sei minuti dalla fine a Messico 70 in finale con il Brasile quando ormai la partita era segnata, i carioca stavano vincendo per 4 a 1.
Gianni Rivera è stato il più grande calciatore italiano della Storia e questa non è soltanto una mia opinione ma è universalmente riconosciuto, è stato poi se vogliamo parlare di statistiche il centrocampista italiano che ha segnato il maggior numero di reti.
Ricordo come se fosse ieri i quarti di finale di quel mondiale contro i padroni di casa del Messico ed alla fine del primo tempo il risultato era di 1 a 1, l’ Italia aveva faticato non poco nella prima frazione di gara non riuscendo ad indirizzare il match a proprio favore; nella ripresa però e grazie all’ingresso di Rivera la musica cambiò totalmente, Gianni fu decisivo con due reti ed un assist e l’Italia vinse per ben 4 a 1.
Rivera fu decisivo anche con la Germania in semifinale, ricordo perfettamente anche quella partita;
nei tempi regolamentari fino a pochi minuti dalla fine stavamo vincendo per 1 a 0, poi il libero tedesco che giocava nel Milan segnò il goal del pareggio ed il match andò ai supplementari dove poi il divino Gianni segnò il definitivo goal del 4 a 3 con un tiro all’altezza più o meno del dischetto del rigore mandando il pallone da una parte ed il grande Sepp Mayer
dall’altra su un preciso cross rasoterra di Bonimba da sinistra.
Poco prima della finale con il Brasile Pelè venuto a sapere che Rivera non era tra i titolari si inginocchiò negli spogliatoi e si fece il segno della croce in segno di liberazione poiché temeva e non poco il grandissimo centrocampista milanista.
Poi è Storia, Ferruccio Valcareggi ebbe la grande idea di far entrare, come ti ho detto in precedenza Gianni a sei minuti dalla fine, personalmente l’avrei preso tranquillamente a calci in culo se avessi avuto l’occasione.
La Storia che c’era un dualismo tra
Rivera e Sandrino Mazzola è un’emerita cavolata, Valcareggi ha schierato titolare De Sisti in quel mondiale poiché pur essendo di gran lunga come tecnica e fantasia inferiore a Gianni correva di più e gli garantiva una maggior copertura difensiva.
Scusa, “universalmente riconosciuto” da chi? Da me no, di sicuro, Rivera l’ho visto giocare pochino ma non lo ritengo affatto il più grande calciatore italiano della storia.
Davanti a lui ci metto almeno Baggio e Riva.
Rivera fu decisivo anche per aver allungato l’agonia dei supplementari. C’era lui sul palo a difendere il calcio d’angolo che portò al gol del pareggio della Germania (il 3-3), una respinta facile su cui Gianni si addormentò.
Ricorda Brera che Albertosi era ammattito, voleva strozzarlo.
Ma il calcio è bello perché ognuno fa le classifiche che vuole, l’importante è non pensare di avere la verità in tasca.
Ciao Claudio,tutto giusto, però Rivera aveva bisogno di un centrocampista o due che gli facessero da scudo e Lodetti era l’ideale, non so se venne lasciato a casa per infortunio o per scelta tecnica,forse la seconda…con Bertini inamovibile mediano sarebbe stato un ottimo centrocampo, con Mazzola venne inventata la famosa staffetta, forse per accontentare tutti,di fatto scontentó tutti. Mazzola giocatore fantastico molto sottovalutato, non si riesce a capitare come mai gli sia stato preferito Law per il pallone d’oro del 1964, forse il primo grande contropiedista della storia del calcio,da manuale i due gol al Prater in finale contro il Real di Puskas e Di Stefano, nel proseguo della carriera arretró il raggio di azione di una ventina di metri e fu il suo grave errore,ma la carriera si allungó di vari anni.
Il pareggio di Mueller se ben ricordi fu una disattenzione proprio di Rivera sul palo,Albertosi si incazzó molto con lui, non si mosse di un centimetro, ma la azione successiva ecco il capolavoro che permise alla partita di diventare proprio l’ incontro del secolo, con la travolgente azione del sommo Bonimba sulla sinistra,con la Germania che dal gol di Mueller a quello di Rivera non toccó palla…
Hai ragione Andrea, Rivera aveva
bisogno di un centrocampista che correva per lui, prima ha fatto scoppiare l’inesauribile Lodetti, poi ha avuto a coprirgli
le spalle quella roccia di Romeo Benetti che con un intervento molto duro in una certa occasione rovinò la carriera a Liguori che dopo quell’infortunio non si riprese più completamente.
D’altronde Nereo Rocco disse una volta parlando di Gianni Rivera: ” Corre poco, ciò è indiscutibile ma è comunque un fuoriclasse ed è in grado da un momento all’altro di risolverti una
partita, cosa che solo lui può fare, quindi ho bisogno di un giocatore così talentuoso.”
Anche il Divin Codino che è stato
probabilmente il giocatore italiano più forte dopo Gianni aveva una tecnica sublime ed era dotato di grande fantasia ma come Rivera era poco propenso a correre ed a contrastare; questo tipo di giocatori sono spesso malvisti da molti allenatori che amano il più delle volte calciatori tecnicamente non
eccezionali ma che corrono per quattro, contrastano, recuperano
palloni e con tanta grinta danno l’anima in campo. Così come Rivera che ebbe problemi con Valcareggi anche Baggio ebbe dei problemi con un certo allenatore di cui in questo momento non ricordo il nome.
Non era Baggio ad avere problemi con Lippi, quando il tecnico allenava l’Inter,semmai il contrario, ovvero con giocatori come lui , infatti Lippi lasciava spesso e volentieri Baggio in panchina o concedendogli scampoli di gioco , tanto che alla fine il giocatore criticò apertamente il tecnico, smentendo di avere problemi fisici e che le scelte di Lippi erano di carattere personale e non tecniche.
Infine Lippi decise di non considerare più Baggio necessario al gioco dell’Inter lasciando il giocatore sul mercato .
In realtà Lippi non era stato neanche tanto entusiasta di allenare l’Inter e si vedeva anche nella prima stagione.
‘naggia, se Bonimba (coadiuvato dal sempre integerrimo Mazzola) avesse avuto subito l’idea di simulare svenimenti grazie a fantomatiche lattine di coca cola, al posto di aspettare le partite europee dell’Inter, forse avremmo un titolo mondiale in più…
Ciao Malandragem, Bonimba e Rombo di Tuono sono stati due attaccanti fortissimi, ma personalmente preferivo Roberto
Bettega, a mio modesto avviso l’attaccante italiano più completo
che ci sia mai stato.
Bonimba, tra l’altro, una vita all’Inter e uno scudetto. Due stagioni alla Juve: due scudetti, una Coppa Uefa e una Coppa Italia.
Si però e’ interIsta …
Ah ok, ha solo trafugato il palmares, more solito…
Montenegro U21 – Italia U21 1 – 4
Dopo le osservazioni critiche per le ultime prove dell’Italia ed alcuni commenti sul Bloooog che suggerivano sia la candidatura di Baldini come prossimo C.T. dell’Italia, sia la promozione dei migliori U21 (p.e. Pisilli o Koleosho) alla nostra Nazionale maggiore, aumenta la curiosità per le prove dei nostri juniores.
Baldini schiera in Montenegro una Under21 indebolita dalle assenze degli squalificati Koleosho e Palestra e degli infortunati Ekhator e Pafundi, giocano Fini e Fortini, per difendere il secondo posto nel girone, dietro la Polonia, dalla terza, proprio il Montenegro, basterebbe anche un pareggio. Sconosciuti gli undici juniores del Montenegro, scopriamo il loro valore in partita. Arbitra il portoghese Nogueira.
Sotto una pioggia battente, dopo un tiraccio italiano in curva e un tiro da fuori area di Miranovic che quasi spacca la traversa, rovesciata acrobatica di Manè a lato, testata alta di Fini, parecchia confusione in area azzurra, è mia, è tua, ne approfitta astutamente Mrvaljevic che tira, palo interno e rete, 1-0. Corner da dx di Cherubini e in mischia si fa largo Pisilli, che caccia il pallone in fondo alla rete, 1-1. I montenegrini fanno valere le proprie doti fisiche con interventi molto energici.
Ripresa: Pisilli spara a lato, tiro-cross sballato di Fortini, ciabattata in curva di Pisilli, dentro Knezevic e Carevic, gli scambi in velocità dei nostri liberano per lo scatto finale Dagasso, che brucia sul tempo il portiere tirando a fil di palo, 1-2. Subito dopo, un’altra serie di rapidi scambi libera al tiro Camarda, che fa secco Radanovic, 1-3. Dentro Kostic, giallo a Dagasso, che tira a lato, tiraccio di Pisilli, dentro Zeroli per Dagasso, Fini egoista spara in fallo laterale, poi sbagliano i difensori rossi e Fini stavolta trova la rete, 1-4. Dentro Perovic e Savovic, poi Cissè e Venturino, qualche leggerezza difensiva prontamente sanata, tiro di Venturino a fil di palo, tiro appena a lato di Cissè, dentro Faticanti e Idrissi per Lipani e Cherubini, tiro in curva di Cissè, giallo a quel fesso di Bartesaghi, la partita si chiude sulla parata di Palmisani che devia in angolo una gran botta dal limite, Polonia riagguantata.
Le pagelle: Palmisani 6; Fortini 6, Comuzzo 6,5, Mane 6,5, Bartesaghi 6; Pisilli 7, Lipani 6 (41’st Idrissi sv), Dagasso 6,5 (27’st Zeroli 6); Fini 6,5 (33’st Venturino sv), Camarda 6,5 (33’st Cissè sv), Cherubini 6 (41’st Faticanti sv). C.T. Baldini 7.
I montenegrini hanno retto bene per un tempo, ma sono molto calati nella ripresa, i migliori il portiere Radanovic, il terzino Vukotic e il bomber Mrvaljevic. Ottimo l’arbitro portoghese Nogueiro.
Vabbe’ e il giudizio sui nostri ,la prossima puntata ? .
👍
vabbè, la nazionale A fa pena, ma avete visto quelle B, C, D e -orrore, e oro arrossì ancora- quella femminile?
il nodo resta quello di riuscire a trapiantare i talenti giovanili nelle squadre di A e poscia nella nazionale maggiore;
Concordo… seguo la serie B e C e, per quanto non sia un fine intenditore, il livello mi sembra generalmente basso con errori e svarioni di tutti i tipi.
Per non parlare del calcio femminile dove, ad un livello tecnico mediamente modesto, si aggiunge pure minore velocità e agonismo.
Questione di uova e di galline.
I quotidiani, per quel poco che purtroppo ne rimane, fotografano spietatamente noi stessi e la nostra mutazione genetica di tifosi, sempre più ultras, sempre più partitici, sempre più estremisti.
Su questo punto ci puoi illuminare tu sicuramente al meglio.
Non saprei dirti se sono i giornali ad essere proprio il nostro riflesso.
O se invece siano il riflesso della volonta’ di quelle lobbies che vedono la nazionale solo come un intralcio ai loro affari, una pausa occupabile da altre proprie partite, o ancora come il rischio di infortunio per giocatori lautamente pagati… lobbies che magari sono anche collegate alle proprieta’ dei giornali stessi.
E sebbene il tutto sia stato amplificato dall’avvento di Trump, ne vedo radici piu’ profonde in quei precedenti impulsi liberisti di cui ancora paghiamo le conseguenze, dalle privatizzazioni scellerate in poi.
Lo sport e’ necessario per la societa’, credo sia un assunto condivisibile. Lo sport praticato. Quello fruito e’ sicuramente utile per svariati motivi. Se ti diverti lo pratichi di piu’.
Su questi semplici assunti si e’ sviluppata per decenni una politica di sostegno ad un calcio gia’ amato e praticato di per se, e dal calcio si sono presi fondi per gli altri sport. Ma si sono costruite anche le infrastrutture (strade, stadi, collegamenti) con le risorse della collettivita’. E il calcio si e’ sviluppato e diffuso ulteriormente.
Adesso lo si e’ “privatizzato” nella gestione e nel potere decisionale. E questo muto (ma anche mutuo) patto si e’ quasi completamente sciolto. Anche questo, il come e perche’, ce lo potresti spiegare nei dettagli tu che lo hai vissuto giorno per giorno dall’interno. Sarebbe interessante sentirlo. Non so se sarebbe salutare per te, ma sicuramente sarebbe interessante per noi.
In sintesi non so se ci stiamo disamorando noi e i giornali ne fanno eco, o se son spinti a neutralizzare la nazionale e noi di conseguenza, non stimolati, ci raffreddiamo. Insomma questione di uova e di galline, aspettando che un Pio diventi un Riva e che ci risvegli e riunisca di nuovo. Per ora purtroppo tocca accettare che Haaland e’ nato la’ e non qua…
Occhio che l’ultimo che ha cacciato i mercanti dal Palazzo, lo hanno messo in croce per pochi denari…
mica pochi, il prezzo di un podere, che non sarà stato quello del Waterz ma un po’ doveva valere;
Com’è ovvio che sia, quando il bicchiere è mezzo vuoto è anche mezzo pieno; quindi, le 4 sberle rifilateci in casa nostra dai vichinghi norvegesi, se da un lato ci fanno male, da un altro lato dovrebbero, una volta per tutte, farci smettere di litigare su un argomento ormai diventato stantìo ovvero l’aumento delle spesa per la difesa.
Credo che in un girone di menta come quello che ci era capitato, pur accettando la realtà di un PIL calcistico come il nostro ovvero di un disavanzo economico fra import ed export che la dice lunga sulla qualità del nostro prodotto, si poteva tranquillamente mettere in conto di non risultare noi i più belli del reame. Però, beccare 7 pere dai vichinghi, come giustamente urlarono i tifosi è una roba da “andate a lavorare”. Certo che sarebbe stato meglio urlargli “cambiate mestiere” che, fra l’altro, sarebbe stato molto più universale perché, oltre ai giocatori, avrebbe coinvolto anche l’allenatore, il suo staff e tutto l’ambaradan federale. In fondo non credo si possa dire che questa sia gente svogliata; semmai, molto più realisticamente, mancare le qualificazioni ai mondiali comincia a non essere più un fatto casuale e, quindi, bisogna mettere in conto che, forse, più che svogliata, questa è solo gente che deve cambiare mestiere.
Gli unici che salverei sono i fenomeni che ci governano perché hanno dimostrato una vista ben più lunga di noi tifosi e già da due anni avevano capito che, dopo l’estinzione degli ultimi due baluardi difensivi come Chiellini e Bonucci, altro che attaccanti. qui anziché protestare, bisognava spendere ed investire almeno il 5% del PIL sulla difesa del paese. Perfino Trump che di calcio non ne capisce una mazza, ce lo suggeriva. Sì, lo so, Trump a noi non lo suggerisce, ce lo ordina e noi, obbediamo. Questa però è un’altra storia oltretutto legittima perché avendo noi perso la guerra, leccare il culo agli yankee è un prezzo dovuto. Che poi ne traiamo pure godimento, questo è solo un aspetto ormonale.
Eh sì, mi sa che dopo 19 anni tornerò ad esercitare quello che non è affatto un dovere ovvero il mio “diritto” al voto e voterò anch’io per il governo fascio perché devo ammettere che questa è gente che non ha mai smesso di guardare lontano. Magari nella direzione sbagliata ovvero nel “lontano” che ci siamo illusi di esserci lasciati alle spalle; infatti si può andare lontano sia tornando al passato ovvero cancellando tutto ciò che in termini di civiltà e progresso sociale ci siamo conquistati in diritti e libertà, oppure si può andare lontano continuando in un percorso di crescita sociale. E’ questione di scelte imbucate in quelle urne che da un lato sono espressione di democrazia e da un altro, una volta aperte, rinnegano proprio quella. Non a caso, a leggere i sondaggi ovvero l’intenzione di voto della maggioranza degli italiotteri, il quadro clinico della loro sanità mentale rimane quello di ottanta anni fa.
Il vero problema, forse, è identitario ovvero risiede nelle radici e gli italiotteri, prima di essere italiani, sono fascisti. Per questo è proprio dura.
OT
Leggo ora da da Repubblica (GEDI) :
“Così Escobar rapiva e uccideva gli arbitri per vincere le una partita”.
……. Lucianone Moggi chiede i diritti d’autore (ahahahah)
Grandissimo Maxim!
Uno di noi!!
Boia chi molla!!!
Guarda che quasi tutte le curve sono piene di boia chi molla …
Ma la Nostra Storia è Incomparabilmente Gloriosa! Noi siamo La Storia, non delle patetiche infiltrazioni! Fin dai primi anni-60, siamo stati tuttuno con il mondo fascista e neofascista. Il primo gruppo di tifosi organizzati della Nostra Inter – i Boys SAN, con nome che voleva essere un richiamo ed omaggio alle Squadre d’Azione Mussolini, gruppo squadrista di ex repubblichini – fu creato dal Nostro Fascistissimo Franco Maria Servello, parlamentare MSI e membro del CDA dell’Inter, tra i fondatori anche il terrorista NAR Gilberto Cavallini, condannato all’ergastolo per la strage di Bologna, con sentenza definitiva confermata dalla Cassazione nel gennaio 2025.
Chi può vantare tanto onore?!?!?!
E che, fedele alla sua origine, la Nostra Curva Interista è sempre stata terreno di cultura e bacino di reclutamento ed aggregazione del terrorismo e squadrismo neofascista, senza tralasciare le infiltrazioni ‘ndranghetiste, che la pongono tra le più temute ed ardite d’Italia.
E Maxim – lo si capisce subito – è Uno di Noi! Boia chi molla!!!
Francamente, ho sempre trovato difficile appassionarmi alla Nazionale nel mezzo della stagione. Le qualificazioni per Mondiali/Europei sono ovviamente fondamentali, ma non ho mai gradito che le “pause per le nazionali” spezzassero il ritmo di campionato e coppe europee, in genere per proporre gare modeste e poco “sentite”. E che, almeno quando ero più giovane, non sembravano contare molto, visto che bene o male l’Italia si qualificava quasi sempre (uno dei miei primi ricordi di calcio in tv è lo spareggio con la Russia per Francia ’98).
Ci saranno buone ragioni sportive o logistiche, ma mi sono spesso chiesto se non preferirei che la stagione filasse senza interruzioni e tutte le gare delle nazionali fossero concentrate in un paio di mesi consecutivi, così che avesse anche più senso studiarsi un po’ le scelte del tecnico, i convocati, i cambi di modulo, ecc. Per due-tre partite non vale molto la pena.
Detto questo, anch’io ho notato che nel postpartita i titoli su Italia-Norvegia non avevano proprio molto spazio rispetto alle altre notizie. Credo che ormai ci stiamo abituando, non è più uno scandalo che l’Italia perda e perda male. The soft bigotry of low expectations è l’espressione che viene in mente. 10-15 anni fa mi pare che andò un po’ di moda giustapporre ai tonfi degli azzurri del pallone la crescita di quelli del pallone ovale (che prendono molto di meno e non simulano e non si lamentano!), poi la smisero. Passò di moda. L’Europeo 2021 non ha illuso nessuno, direi: è stato presto inquadrato come un bel successo dovuto a una combinazione di fattori, non ultimi la fortuna e il blocco bianconero in difesa, che non poteva durare per sempre.
Adesso c’è Sinner e si è contenti di quello, giustamente direi (di tennis non mi intendo). E la pallavolo, aggiungo.
Quanto al da farsi, la scelta di Gattuso mi è sembrata bislacca, ma non più bislacca dell’aver tenuto lì Spalletti dopo quel cesso di Europeo. E non so di che fargli una colpa: il primo tempo è stato decente, e se a San Siro perdi 1-4 pur schierando 5 giocatori abituati a San Siro e nell’attuale capolista…boh, che ti devo dire?
Sempre con questo blocco bianconero da cui tanti fanno dipendere le sorti dell’Italia, come se fosse l’unica cosa che conta. Giocatori fondamentali in quell’Europeo come Dommarumma, Barella Jorginho o Insigne giovavano altrove però
Mah, credo che il blocco bianconero abbia dimostrato di essere condizione necessaria ma non sufficiente.
Vale a dire, se hai un blocco bianconero E il resto che funzionano, puoi vincere qualcosa.
Se non hai il blocco bianconero non vai da nessuna parte.
E i fatti mi cosano, visto che Donnarumma, Barella, Di Lorenzo e altri c’erano anche ai tempi dell’Europeo.
giovavano di certo, ma c’era o no il blocco juventino comanche nell’82?
c’è o no quello malmatista oggi?
Vedi, è sempre il solito schema: Juventus = bene e successo per l’Italia, Inter = male e insuccesso per l’Italia. Sicuro che le variabili siano così poche?
sono parecchie, ma tu sei sicuro che la variabile blocco non abbia un peso pesantemente pesante?
E il nuoto, lo sci, l’atletica leggera, il nostro sport è sano, è il calcio che fa pena.
Ah, e comunque non solo il calcio fa pena. Nel basket siamo specializzati nel buttare via anche il talento che abbiamo (che comunque non è pochissimo).
Speriamo in meglio, adesso che abbiamo un allenatore in panchina al posto di uno showman.
Ti sei dimenticato lo sport in cui siamo più forti. Nel volley siamo campioni mondiali maschili e femminili senior, campioni mondiali femminili e vicecampioni mondiali maschili under 21, campioni olimpici femminili e semifinalisti olimpici maschili.
Solo l’under 19 è stata una mezza delusione, ci siamo fermati ai quarti sia con i ragazzi che con le ragazze.
La pallavolo l’avevo già menzionata io, non c’era bisogno di aggiungerla.
Giusto, avevo letto il tuo commento troppo in fretta.
Chiedo scusa
Aggiungo, riguardo al tennis, che non c’è solo Sinner, poco tempo fa siamo riusciti ad avere ben sette ragazzi nei primi cento, in Italia non era mai successo.
Il volley lo davo per … scontato.
Siamo forti pure nella scherma, abbastanza forti nel canottaggio, nel ciclismo su pista, nella pallanuoto …
Vedrai fra qualche anno quando vanno in pensione la Goggia e Paris….fra gigante maschile e slalom maschile saranno dieci anni che non si vince una gara …
la tua previsione ci solleva, visto quanto ci azzecchi;
Amen.
Perfettamente d’accordo .
Con le scuole calcio moderne perfino gente come Maradona o Messi potevano essere scartati. Secondo una statistica del CIES i calciatori del campionato italiano sono i più alti mondo, ciò significa che vengono spinti a far carriera sono quelli dotati di un gran fisicone.
Si insegna tattica di gioca, molta preparazione atletica ma poca tecnica.
La confidenza col pallone, il tocco di classe, il dribbling ed i colpi di tacco sono cose da abolire che fanno arrabbiare chi insegna nelle scuole calcio.
Per fortuna il calcio non è ancora come il tennis, dove se non superi 1,90 non vai da nessuna parte, e pertanto bravi giocatori ed alcuni fuoriclasse di altezza medio-bassa esistono sempre.
“Con le scuole calcio moderne perfino gente come Maradona o Messi potevano essere scartati.”
Questa è una stupidaggine, nelle scuole calcio vedo moltissimi ragazzi con il fisico minuto che giocano stabilmente.
Certo, poi quando arrivi a livelli professionistici, se non reggi fisicamente non puoi competere.
Ah, la statistica del CIES non ha niente a che vedere con le scuole calcio, visto che considera i calciatori dei campionati professionistici, che si formano prevalentemente all’estero.
Non a caso, la squadra storicamente più alta del campionato è l’Udinese, che ha la maggior quantità di stranieri.
Alcaraz è uno e 85.
O.T. O.T. O.T.
Punto Lazio n. 30
1. S.O.S. Provvidenza. Non si tratta di un sequel dei filmetti di Tomas Milian, ma dell’iniziativa del nostro esimio Presidente, che, anzichè incolpare della sequenza ininterrotta di infortuni che ha colpito i nostri giocatori il mancato ritiro estivo in altura, la improvvida rizollatura dei campetti di Formello, la chiara inefficienza del nostro settore sanitario, ha preferito rivolgersi, da buon cattolico praticante, alle beneauguranti benedizioni di un sacerdote in visita pastorale a Formello. Ricordo che il Trap ai Mondiali del 2002 versò in campo un’intera boccetta di acquasanta, ma finimmo eliminati dall’arbitro Moreno; morale: contro la classe arbitrale avversa, caro Senatore, non la vince neppure l’acqua benedetta. Mentre per combattere la iella e gli infortuni di gioco io proverei con il sale grosso, i cornetti rossi e i ferri di cavallo. Sciò, sciò, ciucciuè…
2. Grandi Manovre. Cominciano gli incontri a tre (Lotito, Fabiani, Sarri) per concertare le manovre per la Campagna d’Inverno, i piani non per invadere il Donbass, ma per decidere chi vendere e chi comprare nel mese di Gennaio prossimo. Tutto dovrebbe avvenire in gran segreto, ma qualche indiscrezione trapela, tra gli ingressi si fanno i nomi di Insigne, Martin, Oyarzabal, Kike Salas, Ilic (si è appena fracassato), Hjertø-Dahl, tra le uscite i soliti Noslin, Belahyane, Dele-Bashiru, Gigot. Ma la situazione finanziaria precaria sembra imporre che, per fare cassa, debbano essere messi sul mercato ben altri nomi, cioè Mandas, Tavares, Isaksen, addirittura Castellanos, Gila, Guendouzi e Rovella, insomma aria di smobilitazione generale. Tra l’altro queste voci circolanti fanno alzare le pretese dei potenziali acquisti ed abbassare le quotazioni degli attuali tesserati.
3. La Novella di Rovella. Purtroppo non è affatto una Buona Novella quella che riguarda il biondo centrocampista, la bruttissima notizia è che i trattamenti finora adottati per scongiurare il rischio dell’operazione non hanno dato i risultati sperati, quindi il ragazzo si dovrà comunque sottoporre all’operazione inutilmente rinviata finora. Questa decisione mi conferma vieppiù nella cosiderazione che il nostro settore sanitario non sia più all’altezza di seguire con professionalità ed efficacia una squadra di Serie A come la Lazio. L’attuale proprietà ha deciso di fare a meno di figure professionali di rilievo per affidarsi a medici meno noti e forse anche meno validi, rimpiango ortopedici come il professor Stefano Lovati, figlio del compianto Bob, nostro amatissimo portiere degli anni ’50 e poi allenatore delle Giovanili nei decenni successivi. Penso anche che Bob insieme con il mitico dottor Ziaco, il nostro medico sociale dell’era Maestrelli, in questo momento si stiano rivoltando nella tomba.
4. Sotto il segno del Bilancio. A Novembre siamo sotto l’influsso dello Scorpione, il mio segno zodiacale, che però è notorio abbia il veleno nella coda. Attenzione quindi alla data del 30 Novembre, in cui la Commissione per la Vigilanza dei Bilanci delle società di calcio valuterà la documentazione presentata dalla S.S. Lazio e deciderà se darci o no luce verde per lo sblocco del mercato di Gennaio. Speriamo che la Bilancia prevalga sullo Scorpione, ci mancherebbe che la sua coda ci avvelenasse le festività natalizie, impedendoci non solo gli eventuali acquisti programmati dal Comandante (gli ultimi nomi: Atta, Karetsas, Til, Steijn e Sotelo), ma anche i rinnovi di tanti nostri giocatori in scadenza di contratto. Dio non voglia.
5. Totti cerca casa. Non si tratta del remake del famoso film di Totò, ma della notizia in cronaca che il Capitano, oltre alle vicende giudiziarie con l’ex-moglie Ilary, ormai prossima alle seconde nozze, è bersagliato da una sventurata vicenda immobiliare che lo obbliga a traslocare dal suo attico di Vigna Clara, da cui viene cacciato per essersi rifiutato di pagare dei lavori di manutenzione straordinaria effettuati nel proprio appartamento. Un trasloco oneroso ed impegnativo, perchè prevede il trasferimento dell’intero “bottino” rappresentato dalle costose borse di Vuitton e dai preziosi Rolex accumulati dall’ex-giallorosso ai danni della Blasi, alla quale il Pupone ha rifiutato la restituzione del malloppo.
👍
“E per questo scordatevi che cambi qualcosa2.
A parte la incredibile&imprevedibile vittoria agli europei, la nostra nazionale prende pervicamente calci in culo da chiunque da almeno 15 anni, da chiunque.
A parte le due ultime edizioni del mondiale cui non abbiamo (forse è stato pure meglio) partecipato, non è che avessimo fatto sfracelli delle due precedenti …
2010 : ci capita in sorte forse il girone di qualificazione più facile dal Concilio di Trento ad oggi e che facciamo? Becchiamo tre pere dalla oscura Slovacchia, pareggiamo a stento con il Paraguay (!) e, ancora non riesco a farmene una ragione, con la Nuova Zelanda…ci rendiamo conto? SlovacchiaParaguayNuovaZelanda, tutte assieme, non ne fanno una buona.
2014 : vittoria contro l’Inghilterra più ridicola della storia e poi ci facciamo mettere sotto da Uruguay (pure pure …) e da Costarica (!!!!!!!!!), una delle figure di merda più clamorose della storia.
Diciamola tutta : l’Italia calcistica fa letteralmente cagare da al
meno tre lustri, anche quando (come nel 2010 e 2014) l’organico azzurro era millemila volte del nulla attuale.
Che poi, a livello di club, qualcosa si sia fatto di buono nello stesso periodo, è merito (solo ed esclusivo) degli stranieri che le nostre (presunte e sedicenti) big hanno in organico; fosse dipeso dagli italioti, nel ranking per club staremmo sì e no al livello della Polonia o della Svezia.
Facciamo cagare.
Punto.
una volta per scrivere queste stronzate ci mettevi meno parole. Prolisso
Se queste sono stronzate , io in gioventu’ ero il bassista dei Ramones
Meglio che prolasso.
Ciao ciccio.
‘azzo, hai anche un prolasso, quanto mi dispiace !!
PS ma ti sopportano ancora qui ?
Naaa…sei tu il prolasso.
Ciao Ugo, intevengo ora per qualche impegno di lavoro ( fine anno , budget da sistemare e soldi che non ci sono e altre amenità..) e poi perchè domenica ho visto , ovviamente, Sinner, ma poi al momento della partita ci ha chiamati il ragazzo da Cambridge e la sorella da Roma e quindi abbiamo passato due ore in bella chiaccherata familiare con gli eventi della settimana ( anche se avevo visto il giorno prima la ” pupa” a Roma e mi ero fatto una cacio e pepe a Torpigna, fantastica). Visto il risultato della partita non mi sono meravigliato, siamo inferiori alla Norvegia, le boutade sul 9-0 erano per vendere qualche copia in più di giornale, personalmente sono abbastanza disinteressato sulla nazionale, non ce la faccio onestamente, ma poi come dici tu abbiamo avuto 15 , forse 20 anni, di assenza dai mondiali, se poi ci aggiungi anche i prossimi 20 anni di fascio-meloni avremo fatto scopa!
Mi dispiace per il 2-0 in quel di Gaeta ( siamo già in bagarre playout), almeno hai seguito la squadra sopratutto per la parte culinaria? noi siamo sempre vicini ai playoff, ma domenica prossima trasferta difficilissima nel campo della primissima
p.s. abbiamo anche noi la seconda squadra ( dello Scalo quindi tecnicamente un’altra frazione), sono da sempre in terza categoria e ci giocano praticamente solo gli amatori, ma quello è in genere un’altro sport, molto più vicino al wrestling…..
La tiella è valsa il viaggio…
😊 ora un trittico di partite abbordabili, stamoavedechesuccede.
Sul fatto che facciamo “cagare” non ci sono dubbi, certamente ora che non siamo tra le “10” migliori nazioni al mondo. Ma che non riusciamo neppure a partecipare alla competizione in quanto non tra le migliori “48” al mondo o “16” europee, dobbiamo purtroppo ancora digerirlo.
Io ancora ci spero, almeno di partecipare. Non dico che andremo a far bella figura (diciamo che siamo sotto i livelli del 2010 e 2014), ma vuoi mettere la differenza tra essere lì e non esserci neppure?
Andorra, Estonia, Gibilterra, FarOer, Liechtenstein, Lussemburgo, Moldavia, San Marino, Azerbaijgian : tutte squadre di scappati di casa che intruppano i gironi di qualificazione europei, tutte squadrea che passerebbero guai seri pure contro Haiti, Curacao e Capo Verde.
Ed altre come Armenia, Georgia, Israele, Lettonia e Malta sono appena appena meglio.
Sicuro che 16 posti per le europee non siano quelli “giusti”?
Infatti è così. A me non scandalizza che ai mondiali vadano squadre come Capo Verde e Curacao (almeno portano allegria e passione vera), ma che un gruppo di svogliati e imbranati milionari come i nostri fatichino, anche solo fatichino, ad essere tra i migliori 16 “gruppi” del continente; non tra i migliori 3 o 4 (capirei la difficoltà) ma tra i migliori 16, tra i quali rientrano però agevolissimamente per quanto guadagnano nei club.
Bah!
Concordo! Infatti non entrare nei 16 non è un problema di sorteggio sfortunato o altro, è proprio perchè siamo scarsi! Che gli venga data una ridimensionata del tipo: la Nazionale non si qualifica ai Mondiali? La squadra di club è autorizzata per legge nazionale a dimezzarti lo stipendio.
Vedo un anonimo -1 nelle recensioni. L’anonimato e’ corretto, visto che l’unico punto su cui non si puo’ essere d’accordo sono i tre lustri: l’anno prossimo sono quattro. Venti anni tondi tondi.