"L'allenatore nel pallone", film cult sul calcio con protagonista Lino Banfi del 1984

Antonio Conte, l’ ALLENATTORE nel pallone – 🔴 PRIMA PAGINA – 🔴 FUORI CAMPO, +38% di giovani che lasciano l’Italia

Non so cosa ci si possa fare, ma basta al dilagare di Antonio Conte che tracima furente e insopportabile dalle nostre tv.  Quante volte l’avremo visto? Infinite. Si parla, manca poco, più delle uscite di Conte che di quelle di Salvini. Trascinati dalle parole comunemente biliose si viene immessi a forza dentro un rollerball, per cui alla fine diventa tutto patologico, estremo e quasi sempre farsesco. 

  Diventa complicato in questo modo anche ritrovare le punte dei fili della ragionevolezza, che forse è proprio quello che si vuole evitare. Entrare tutti nel frullatore, così nella sbobba vischiosa di accuse, contraccuse e veleni si frulla anche quello che dice: “Ah Conte, ma che stai a combina?” Affinché non si dimostri vero, vedessi mai, l’assunto che Conte al primo anno vince gli scudetti ma al secondo combina un gran casino e nessuno lo sopporta più.

   Le sconfitte del Napoli con Antonio Conte assumono una drammaticità spettacolare, per inventarsi l’immagine del Napoli dei Morti bisogna essere luciferinamente perversi. Potremmo anche pensare però che siano un diversivo, affinché il principale imputato possa imboscarsi e camuffarsi. Il problema è che Conte anticipa i processi e gli eventuali capi di imputazione, scarica subito il fardello altrove. Il processo fa finta di farselo da solo e lo comanda o meglio lo devia da quel gran furbone e manovratore di umori che  è. 

  Per carità non dubito che condurre una squadra di calcio ad alto livello, per quanto stracompensato e osannato dalla folla, sia sotto certi punti di vista una grande angoscia e sottoponga a uno stress che ti toglie il sonno. Il problema è che Conte alza puntualmente i toni e avvelena i pozzi di eventuali nemici. La maggior parte dei quali assolutamente fantasma e creati apposta da lui. Come se poi gli altri concorrenti ai suoi stessi obiettivi non avessero gli stessi problemi che ha lui.

   Che all’interno del Napoli Conte si sia trovato in mezzo a un regolamento di conti, arrivo persino a dire che ci sta. E’ tale la soglia dell’esasperazione che alla fine la scintilla scocca finendo dentro la polvere da sparo. Lobotka lo ha detto abbastanza chiaramente, i metodi di Conte sono parossistici e ossessivi. Ma viene sostanzialmente ingaggiato proprio per questo. Quindi Conte fa comodo proprio perché fa Conte, non possiamo scoprirlo adesso e nessuno può dirsene sorpreso. Anche i giocatori che comunque ne hanno tratto fuori parecchi benefici. Vedi ad esempio Lukaku o McTominay.

   Però non si può trasformare Conte in un tormentone che ci perseguita da anni con una cadenza e un ritmo sinusoidale perfetto. L’elettrocardiogramma del Napoli è fibrillante e bisogna per forza riportarlo dentro una limite di accettabilità. Non è che possiamo fibrillare tutti quanti appresso a lui.

   Ma scusate cosa c’è di diverso quando le partite le perdono la Juventus, il Milan, l’Inter o la Roma? Si può perdere in maniera normale, senza montarci tutto questo intorno? Ti becchi i gol, le critiche e magari pure gli insulti dei tifosi, ma prendi, incarti e porti a casa come il calcio da cent’anni prescrive. Perché dobbiamo alla fine scontare noi le paturnie del Bell’Antonio, prima monico e poi dimonio?

   Conte è troppo calato nel ruolo dell’ “ALLENATTORE” che prevale e schiaccia il ruolo dei protagonisti principali che sarebbero i calciatori, non ha capito che porta se stesso ormai dentro una telenovela bislacca, anche abbastanza ridicola. Oh, Conte s’è incazzato. E capirai, sai che novità, cambia pure canale… 

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Il Bar Sport di Fabrizio Bocca

🔴 prima pagina, MERCOLEDÌ 11 ottobre 2025

***

🔴 prima FUORI CAMPO – GLI EMIGRANTI SONO GLI ITALIANI

by CHATGPT

+38 % DI GIOVANI IN FUGA dall’ITALIA

Nel 2024 le partenze degli italiani verso l’estero sono cresciute del 38 % rispetto all’anno precedente.
Lo dice il Rapporto 2025 della Fondazione Migrantes, secondo cui «non si tratta più di una fuga di cervelli, ma di talenti che scelgono» di cercare altrove possibilità di lavoro e vita.
Un ritornello che conferma un fatto: l’Italia è un Paese che continua a perdere i suoi giovani migliori.

L’aumento riguarda soprattutto la fascia 18-34 anni (+47,9 %), mentre il segmento 35-49 anni cresce del 38,5 %. Secondo l’AIRE – l’Anagrafe degli Italiani Residenti all’Estero, che raccoglie tutti i connazionali residenti fuori dal Paese – sono oggi 6.412.752 gli italiani che vivono all’estero: uno su nove.
Nel solo 2024 si sono iscritti all’AIRE 155.732 nuovi emigranti, un record storico mai raggiunto prima.
Per la Fondazione Migrantes, la mobilità è diventata «strutturale, non un evento passeggero, ma un modo di essere italiani nel mondo».


6,4 MILIONI FUORI, 5,3 MILIONI DENTRO: SALDO NEGATIVO

I dati raccontano un Paese che perde abitanti italiani e accoglie stranieri, ma con un saldo nazionale in rosso.
Al 1° gennaio 2024 gli stranieri residenti in Italia erano circa 5.308.000 (+3,2 % sul 2023). Nello stesso anno, gli italiani all’estero sono diventati 6,4 milioni: quindi il numero dei nostri emigrati supera di oltre un milione quello degli immigrati che vivono qui (Avvenire, Il Fatto Quotidiano, Migrantes).

Il Rapporto Migrantes spiega che «l’Italia è un Paese da cui si deve ancora fuggire, pur formando eccellenze riconosciute a livello mondiale». Una contraddizione che rende il saldo migratorio nuovamente negativo, dopo il breve rallentamento legato alla pandemia.


IL MEZZOGIORNO SI SVUOTA, L’EUROPA CHIAMA

La “nuova emigrazione” parte soprattutto dal Sud: secondo Il Fatto Quotidiano, il 45 % dei residenti all’estero proviene dal Mezzogiorno.
È una fuga geografica ma anche sociale: si muovono i laureati, gli specializzati, gli under 35.
Le destinazioni preferite sono la Germania, il Regno Unito, la Francia e la Svizzera – tutte nell’area europea, che assorbe il 73,7 % dei nuovi emigrati.

Avvenire sottolinea che «il 68,3 % dei giovani parte per lavoro o studio, il 25,8 % per una migliore qualità della vita».
C’è chi lo vive come scelta di crescita e chi come necessità.
Per la Migrantes, parlare ancora di «fuga di cervelli» è «una retorica impropria, che non restituisce la complessità del fenomeno».


NON UNA PERDITA, MA UN’ITALIA DIFFUSA

La fondazione propone un nuovo paradigma: quello degli «italiani in movimento» come risorsa.
«Non solo emorragia, ma capitale di relazioni, competenze e cultura italiana nel mondo».
Eppure – osserva Il Manifesto – «le istituzioni nazionali continuano a non intercettare questi flussi in uscita, trattandoli come un dato inevitabile».

Il Rapporto Migrantes rileva che il saldo tra chi lascia e chi rientra è superiore a -817.000 persone negli ultimi vent’anni. Una cifra che pesa su un Paese invecchiato e a crescita demografica zero.
L’Italia resta bella, ma troppo stretta per chi vuole camminare.


OLTRE IL RACCONTO DELLA FUGA

Forse ha ragione Migrantes quando scrive che «continuare a parlare di cervelli in fuga non è dignitoso». Ma è altrettanto vero che un Paese che vede andarsene un numero di giovani quasi pari a quello dei nati ogni anno ha un problema serio di visione futura.
Il vero dramma non è partire, ma non poter scegliere di restare.

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Il Bar Sport di Fabrizio Bocca

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Giornalista sportivo, a La Repubblica dal 1983 al 2022, sono stato per 12 anni capo dello Sport. Prima e dopo sempre sport e calcio, dai campi di periferia fino ai Mondiali, da Gianni Brera fino a Internet, da San Siro a New York, da Wembley all'Olimpico, dalla carta alla TV. Autore di Bloooog!, il Bar Sport, per 14 anni dentro Repubblica.it. Ora in maniera assolutamente libera, autonoma, indipendente, senza filtri.

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il radarista

De Laurentiis ha contattato “Chi l’ha visto?”. Conte, in incognito e senza parrucchino era irriconoscibile. Pizza e birra, 10€. E il ristorante da 100€? Quei soldi li spendono gli altri.

Redmond Barry

Piove sul bagnato, anche Anguissa si è fatto male. Ripeto: qualcosa è andato storto nella preparazione atletica

Giorgio Bianchi

Un mio cugino parecchio più grande di me tanti ma proprio tanti anni fa mi convinse ad andare con lui a Strasburgo dove viveva con moglie e 5 figli il più piccolo dei quali di soli due anni. Lui era emigrato in Francia anni prima e ci si trovava così bene che ci rimase anche dopo la pensione. Non era molto istruito, ma era un gran lavoratore ed andò lì perché qui da noi pur lavorando guadagnava poco e male.

Quindi come si vede il problema dei salari bassi e delle condizioni lavorative non è un problema solo attuale in Italia ma di sempre.

Il problema di questo paese sta , come suggeriva nessuno nel come si è formato, attraverso la conquista di una “dinastia”straniera che in soli ottanta anni è stata capace di fare tutti i danni che ha fatto, prima depredando ed abbandonando una parte del paese e poi consentendo la nascita di una dittatura oscena.

Tra parentesi, quando andai in Francia trovai moglie che dopo essere stata due tre volte a Napoli, pur essendo Alsaziana, mi ha “costretto” a tornare nella mia città, altrimenti sarei rimasto li.😁Forse.

Modifica il 6 mesi fa da Giorgio Bianchi
Il Regolamento

Fino a quando continueremo a pensare che sia un problema economico avremo l’alibi per non risolverlo.
I giovani che se ne vanno lo fanno perché vogliono che sia riconosciuta la loro professionalità e vogliono essere trattati come meritano.
Se sei bravo, ti pago bene, ti rispetto, ascolto quello che dici e cerco di venire incontro alle tue esigenze.
Tutte cose che in Italia sono fantascienza.
Conosco personalmente decine di ragazzi che se ne sono andati per una questione di prospettiva.

commentanonimo

Prima di tornare in Italia, a 32 anni, ho vissuto in USA e Germania 6 anni. Dell’Italia mi mancava…l’Italia. Un Paese dove la gente è mediamente umanamente interessante, c’è una cultura del cibo gigantesca, e alla fine sei molto libero, e c’è veramente tanta fantasia. Ma è assolutamente vero che prospettive, carriera e qualità della vita sono assurdamente limitate per un giovane, l’Italia è un paese centrato sul vecchio e sul capitale immobiliare, invece che sui giovani e sul lavoro. Se ne vanno perchè all’estero vivono meglio, e hanno successo. Abituati a trovare soluzioni, gli italiani hanno una flessibilità che tedeschi e americani se la sognano. Perdiamo i migliori, dopo averli educati, per un meccanismo demenziale.

Mordechai

“Se ne vanno perchè all’estero vivono meglio, e hanno successo”
Ad Amsterdam da diversi anni vivono i figli di due coppie di miei amici, una di Ceccano ed una di Roma, entrambi sui 34/35 anni, uno nel settore robotica ed uno in quello finanziario, non credo si conoscano fra di loro.
Casualmente, li ho rivisti nelle ultime settimane, entrambi del tutto entusiasti dell’aspetto lavorativo/retributivo, entrambi piuttosto delusi/disillusi su quello “ambientale”.
Boh!

Fandango

Anche io sono tornato in Italia, stranamente alla stessa età. Sono tornato per l’Italia, che era casa, famiglia e nel mio caso il mare, cose che all’estero assumono meno valore.
Tra l’altro il contesto storico era favorevole, con l’Italia che sembrava sul punto di avviare un secondo periodo d’oro stile anni 50.
E mi hanno fregato, perché appena si è messa la testa fuori, subito i padroni del vapore ci hanno riempito di scoppole e ci hanno ributtato sotto, ricordandoci che ruolo riveste il nostro paese nello scacchiere internazionale: nulla.
Io tutto sommato faccio una vita dignitosa, figlia della situazione contingente, ma mi rendo conto guardando intorno a me che questo non è un paese per giovani.
Adesso mi prodigo per spingere i ragazzi a trarre il massimo dagli studi e di scappare fuori, sfruttando la flessibilità sulla quale concordo con te.
Nel frattempo, essendo ormai incastrato fino a età pensionabile, organizzo la mia exit-strategy nel momento in cui riceverò l’agognata ultima busta paga.
Ho pagato sufficienti tasse a questa classe dirigente inutile e in vecchiaia gradirei pagarle altrove.
P.S. il meccanismo demenziale chi dovrebbe interromperlo? Una classe dirigente di scappati di casa, spesso pregiudicata, che è in determinati ruoli solo per amicizie e parentele? Ormai questo paese è in declino e sopravvive degli specchietti per le allodole che ci buttano davanti ogni tanto, giusto per abbagliare le menti semplici.

2010 nessuno

Gli specchietti per le allodole gli italiani li vogliono apposta perché non vogliono accettare, come hanno sempre fatto dalla caduta dell’impero romano ad oggi, le responsabilità che comportano portare avanti un paese serio ed evoluto. Dal “o Franza o Spagna purché se magna” al dopo Tangentopoli, passando per l’unità d’Italia, svenduta alla conquista da parte di una dinnastia straniera peraltro incapace di carattere e grandezza, vedi l’ascesa del fascismo, e nonostante gli orrori della Seconda Guerra mondiale eccoci ancora ad oggi.

Nicola Romano

Una sintesi un po’ forzata comunque .

2010nessuno

Ahi, Conte assente all’allenamento del Napoli, ha preso un permesso fino a domenica—
In più sembra vicino all’addio Micheli, però così è un peccato davvero, ma che accidenti succede trasocietà e squadra?

il ghiro

Punto Lazio n. 29
1. Il Punto Debole. Contro l’Inter finalmente abbiamo messo a nudo il dente cariato, il punctum dolens della Lazio di quest’anno. L’assenza contemporanea di Tavares e Pellegrini dietro e di Cancellieri davanti ha obbligato Sarri a schierare la mal assortita coppia di terzini, Lazzari a dx e Marusic, trapiantato ancora una volta, a sx. Ma, ad aggravare la situazione, sulla fascia dx si riforma la perniciosa coppia Lazzari-Isaksen, per creare quel buco nero in cui contro l’Inter il duo Bastoni-Dimarco ha affondato le zanne ogni volta che ha potuto, tutte le azioni pericolose sono venute da quella parte del campo e purtroppo non sempre Gila e Guendouzi sono riusciti a rimediare alle loro malefatte.
2. Il mio Flaminio. Basta non voglio più parlare della sempre più futura “Casa dei Laziali”, stavolta voglio ricordare la piccola società sportiva di questo nome, la squadra dove il sottoscritto ha cominciato in tenera età a giocare a pallone su un vero campo di calcio, abbandonando definitivamente le partitelle al Parco dei Daini di Villa Borghese o sui fangosi campetti ai bordi del Tevere. La particolarità del terreno era rappresentata dal fondo ricoperto di trucioli di torba, un unicum nel suo genere, se ci cadevi scivolando, le abrasioni sanguinanti rimanevano a lungo. Peccato che il campetto del Flaminio sparì presto per far posto alla costruzione degli alloggi per il Villaggio Olimpico, ma io ormai giocavo già alla vicina “Rondinella” con i pulcini biancocelesti.
3. La Clemenza di LoTito. Chiedo clemenza al nostro Presidente, pregandolo di risparmiare ai tifosi la consueta conferenza stampa sui “sensibili progressi” della trattativa tra S.S. Lazio e Comune di Roma per l’acquisizione del Flaminio. Che sia un acquisto dello stadio o del solo terreno, un contratto di enfiteusi per 99 anni o un affitto a scadenza prolungata, non ce ne può fregare di meno. A noi tifosi interessa sapere solo se e quando potremo disporre di uno stadio a nostro uso esclusivo, senza condividerlo a settimane alterne con i cuginetti giallorossi e senza dover versare a fondo perduto l’oneroso canone dell”Olimpico nelle casse del CONI. 
4. I polli AIA. Il Comandante dopo la partita di San Siro è sbottato in una biblica invettiva contro l’intera classe degli arbitri italiani, sostenendo che la squadra è bersagliata settimanalmente dagli strali arbitrali, grazie a decisioni inique, a cartellini gialli sventolati in occasione delle reiterate ma giuste proteste per sanzioni ingiuste, falli invertiti, ecc. ecc. La squadra è tra le più corrette, ma i falli reiterati, duri e talora pericolosamente violenti, raramente portano a doppie ammonizioni e cartellini rossi per i nostri avversari. Sarri ha addirittura ipotizzato di ritornare nuovamente alla “importazione” di fischietti stranieri per le gare più delicate; io, anche per evitare sgradevoli ritorsioni, mi accontenterei dei polli A.I.A. nostrani, non è detto che quelli di importazione siano in realtà per forza migliori dei nostri arbitri “ruspanti”. 
5. Il Rovello di Rovella. Ora che finalmente nel ruolo di “regista” abbiamo recuperato un insperato Cataldi, abbiamo tutto l’agio per permettere al povero Rovella di decidere in tutta serenità se proseguire più oltre con le adeguate e necessarie cure contro la pubalgia, oppure prendere il coraggio a due mani e decidere di effettuare l’operazione, che risolverebbe forse in modo definitivo questo fastidioso inconveniente che ha visibilmente condizionato l’efficacia delle sue ultime prove. A lui e allo squinternato staff medico della Lazio lasciamo l’ultima parola, in bocca all’aquila…  

Modifica il 6 mesi fa da il ghiro
commentanonimo

Mi permettete un pensiero laterale? Qua dentro ad inizio anno tutti a menare il torrone che il Napoli era la squadra più forte. A me francamente sembrava una scemenza…Ha vinto con una differenza gol inferiore ad Inter ed Atalanta ed ha aggiunto…De Bruyne. Ora se De Bruyne era un giocatore, oggi, che faceva la differenza (simile per Modric), nè il Real nè il City, che viaggiano in un altra categoria rispetto al Napoli lo smollavano. In più ha vinto giocando su un fronte, un pò come il Milan attuale. Conte ha portato i suoi giocatori all’obiettivo, e l’Inter ci ha messo il suo. Il Napoli, oggi, sta semplicemente dove può stare in classifica. Semplicemente non è così forte, non è favorito per lo scudetto, non può giocare su due tornei. Conte cerca di tirare fuori le energie dei suoi. Se devo essere sincero, a me sembra che la stessa Roma abbia giocatori oggi un pò più forti del Napoli. o perlomeno non inferiori, e lavora su una ossatura che Ranieri ha coltivato e Gasp non ha certo distrutto. Tutto qua…Conte ha un modo suo di tirare fuori la forza dai giocatori, e sta applicando il metodo. Questo è. AdL…Lui alla fine sono anni che dà a Napoli una squadra forte e ci guadagna pure. I due non sono incompatibili, anzi, sono molto più compatibili che altre strane coppie.

Giorgio Bianchi

Quando dicevo io che il Napoli non poteva essere considerato il favorito per il titolo tutti a darmi dello scaramantico….😄😄

PS De Bruyne ha già dimostrato che fa la differenza e non che è meglio se non c’è come diceva più di qualcuno😁😁 ed ha 34 anni, non duecento 😆

Modifica il 6 mesi fa da Giorgio Bianchi
Il Regolamento

Proprio perché Real e City giocano in un’altra categoria hanno mollato Modric e De Bruyne. Per il campionato italiano sono ancora TANTISSIMA roba, come hanno già avuto modo di dimostrare.
Per inciso, De Bruyne ha 34 anni, non ottanta.

+gretini -cretini

da parte mia l’ho messo alla pari, forse un pelo avanti, della malmata;
questo prima che Lukaku fosse fuori e Chivu si fosse rilevato un vero allenatore, non stravolgendo la squadra;
ora metto un pelo avanti la cartonata;
questo con il cervello, col cuore, lasciando perdere la Domina, vorrei che a vincere lo scudetto fosse la Roma o, ancor di più, il Bologna;

Luc10 Dalla

😘

il radarista

Conte è sempre sé stesso. Quando non ha nemici se li inventa. Quando ne ha li moltiplica. Non si sa mai come prenderlo e non si conosce lo scopo delle sue parole. Non è che lui parli a nuora perché suocera intenda o viceversa. Lui parla e basta. Come quello che butta il sasso in piccionaia giusto per vedere l’effetto che fa. Giusto per valutare le reazioni in chi lo ascolta. Chi gli risponde male è il suo nemico. E lui lo ha individuato facendo leva sulla sua coda di paglia.
Questo giochetto lo porta avanti da sempre e gli è sempre riuscito. Ce la farà anche stavolta? Non lo so. De Laurentiis è un osso duro e, per quanto mi riguarda, stanno gareggiando a chi mi è più antipatico. Staremo a vedere.
Intanto il Napoli ha vinto l’anno scorso uno scudetto cui non credeva nessuno e quest’anno non si ripeterà. Certamente il colpevole non sarà Conte perché lui ha già messo le mani avanti. Speriamo bene.

Mordechai

Bom dia.
OT tennis : ottimo Lollo Musetti ieri sera contro De Minaur, tre set tosti e combattuti, gioco&spettacolo di livello, sofferenza all’inizio del terzo set, poi recupero, tigna e trionfo finale; gran bella vittoria contro un tennista che comunque lo soffre molto, ora il bilancio è 4 a 1 per Lollo.
Pure Fritz, però, lo soffre parecchio, prima del Master il bilancio era 3 a 2 per Lollo, Fritz non è mai stato fuori portata per lui (dipende dalle superfici, ovvio), pure stavolta avrebbe potuto metterlo sotto se solo avesse potuto contare su qualche giorno di riposo dopo Atene, soprattutto la durissima finale contro Nole; invece, ha avuto sì e no il tempo di fare una doccia, prendere una aereo e, alè!, di nuovo in campo. Peccato.
Daje Lollo!

Antonio Conte e tutto quanto lo concerne? In buona sostanza : stica.
Ciao!

2010 nessuno

Ciao Ugo, e comunque Sinner ha tolto di mezzo, spiace usare certi termini ma di fatto è quello che è stato, anche Zverev.

Mordechai

Prevedibile. Zverev, ora come ora, non vincerebbe manco se Sinner giocasse bendato e con una bistecchiera al posto della racchetta.
Ma poi, che c’entra con il mio amatissimo Lollo?
🙂

monica

Lollo ❤️

Mordechai

E già. credo di amarlo anche io. Per me, è il tennis fatto persona.
🙂

monica

Non sarà un fuoriclasse come gli altri due, e d’altronde di fuoriclasse ce n’è pochi, ma è un piacere vederlo giocare (almeno quando non è sfinito!😜), come per me lo era federer. Anche se è andato fuori ieri sera è stato comunque bravo, accidenti a quei due nastri!!

Mordechai

La sua sfortuna è stata dover affrontare Fritz appena 48h dopo la dura finale contro Djokovic, con un paio di giorni di riposo in più avrebbe benissimo potuto batterlo, 3 a 2 per Lollo il bilancio preMaster…

Nicola Romano

Amico mio ,il nostro padrone di casa fa il suo mestiere, non mi pare elegante la tua risposta . Su Conte e’ sempre lo stesso discorso ,se fai l’ allenatore a piu’ di 10 milioni all’ anno, non puoi pretendere di fare la vita tranquilla dell’ impiegato che timbra il cartellino, che al massimo deve sopportare il capufficio .

Mordechai

Non sarà elegante, ma è sincera. Delle paturnie (vere o presunte) del Conte di turno, me ne frega meno del campionato di bocce del Suriname. E sarebbe lo stesso, aggiungo, se si trattasse di quell’altro fenomeno di Spalletti.

Chakkko

Perché, giocano a bocce nel Suriname?

Saluti

Mordechai

Come credi abbiano cominciato Gullit e Rijkaard?
🙂

Ecce homo

Sincera e vera! Soprattutto perché il nostro padrone di casa aveva assoluto bisogno di cambiare thread dopo che il precedente, tanto meditato – eterogenesi dei fini -, gli era partito per la tangente…

Nicola Romano

Idem io col tennis, però non ti rispondo stica, ciao .

Mordechai

Hai ragione : sostituisco “stica” con “non mi interessa nulla”.

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