Requiem per San Siro
Il salto mortale della politica. O forse, dall’opposto, il paradiso. Chissà. Se la sanità, la scuola, le pensioni, le tasse le gestissimo con la stessa disinvoltura con cui a Milano si butta giù un monumento come San Siro, forse, magari, vivremmo nel paese delle meraviglie, un vero bengodi italiano. Detto questo e soprattutto ragionando come uno di quei tantissimi business man che hanno ormai in mano la città, ma in senso più lato il mondo, e gestiscono e amministrano le vite degli altri come un affare qualsiasi. Fottendosene di tutto quello che riguarda sentimento, storia, tradizione, anima: parole vacue per chi sostanzialmente fa affari e s’arricchisce demolendo e ricostruendo. Anzi costruendo ancora, ancora e ancora…
Lo dico perché nell’operazione San Siro ormai avventurosamente avviata e votata dal Comune di Milano, la comunione di interessi è stata tale che Forza Italia, che a Milano sta all’opposizione, si è astenuta con alcuni consiglieri sostanzialmente facendo da stampella alla giunta Sala, in grande crisi su questa storia, spianando così la strada a favore del piano “ruspe a San Siro” concertato tra Sala, Marotta e Scaroni. Mentre alcuni consiglieri della sinistra di maggioranza hanno votato contro. Insomma un vero e proprio salto mortale della politica.
Per dire che cos’è che alla fine ha guidato le scelte: c’è chi ha cercato di ascoltare l’anima popolare di una certa Milano, ma bollata anche come radical chic, che non vuole che i simboli della città siano toccati e c’è chi ha dato ascolto soprattutto agli interessi in gioco. Nella filosofia di questi anni egoistici e menefreghistici è stata quest’ultima, ahinoi, la linea vincente. Con tutti i grandi media, da Sky ai principali quotidiani – encomiabile eccezione il Fatto Quotidiano con Gianni Barbacetto che non gliele ha mandate a dire – che hanno fatto da trombettieri.
Svendendo così il monumento San Siro (e una bella congrua area intorno dove costruire un nuovo stadio), a Inter e Milan per soli 197 milioni, la cifra con cui i due club trumpiani gestiscono un paio di sessioni di calciomercato. E sostanzialmente aprendo i cancelli alle ruspe che così possono cominciare a fare il loro lavoro e demolire un pezzo di storia secolare. Tranquilli, tra dieci o venti anni rimarranno solo dei vecchi rincogloniti che al massimo balbetteranno “Eravamo in 100.000” di Celentano.
Se lo stesso schema politico fosse stato applicato nello stesso giorno alle elezioni regionali nelle Marche, Forza Italia avrebbe appoggiato Ricci e non Acquaroli.
Pensate che casino sarebbe successo, Tajani e Meloni ai ferri corti, la crisi di goveno, il democratico Vannacci che si prende la Lega e avanza su Roma con la X Mas. Per avvertirvi, insomma, ragazzi miei, di cosa state rischiando…
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Il Bar Sport di Fabrizio Bocca
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Bella vittoria in dominio sullo Slavia Praga belle le azioni del secondo e del terzo gol.
Punto Lazio n. 26
1. Emersione. A Genova la Lazio emerge dall’emergenza con una prova decisamente convincente, le scelte di formazione studiate da Sarri per fronteggiare una situazione assai critica sono state azzeccate, gli artigli dell’Aquila hanno prevalso sui rostri del Grifone, la strada si è messa presto in una comoda discesa, e la vittoria è stata portata a casa senza gravi danni, un solo giallo a Cataldi il bilancio sul piano disciplinare. Purtroppo si allunga la lista degli infortunati, prima Marusic e poi Luca Pellegrini hanno dovuto lasciare il terreno di gioco, speriamo non sia nulla di grave. Bene invece il rientro in campo di Patric, dopo una lunga assenza, notizia molto positiva.
2. I Quattro dell’Ara Coeli. Parafrasando il noto western all’italiana, Sarri sceglie, o è obbligato a scegliere, di schierare finalmente insieme i 4 romani “doc” della società biancoceleste, tutti e quattro laziali sfegatati, Romagnoli, Luca Pellegrini, Cataldi e Cancellieri. Gli ultimi due sono rientrati quest’anno dopo una stagione in prestito, Cataldi tra i viola, Cancellieri tra i ducali e, grazie alle assenze contemporanee, per diversi motivi, dei titolari nei rispettivi ruoli (Tavares, Rovella, Isaksen), Luca, Danilo e Matteo hanno potuto affiancare il loro padre spirituale Alessio in una sfida da vincere a tutti i costi. Che ci fosse tra loro la voglia di dimostrare tutto il loro attaccamento alla maglia si è visto chiaramente nei festeggiamenti al gol di Cancellieri, e nella inconsueta grinta dimostrata dai quattro durante tutto l’arco della partita, grinta che hanno trasmesso agli altri compagni. Li vogliamo vedere sempre in campo i Magnifici Quattro dell’Ara Coeli, o dell’Ara Pacis, scegliete voi.
3. Vecchia Riserva. Come per gli champagne di annata e di particolare pregio, i veri buongustai conservano sempre in cantina bottiglie speciali, da conservare con particolare cura e da sturare solo in particolari occasioni. Lo stesso mi pare faccia Sarri con il nostro Pedro, da centellinare e impiegare solo se determinante, o necessario per sbloccare la partita. Noi di vecchie riserve cominciamo ad averne diverse, da Vecino a Hysaj, certo di qualità tra loro assai differente, ma alla bisogna anche loro possono dare il loro contributo. Chi invece rimarrà “riserva” a vita sono alcuni giocatori della rosa che non hanno fìnora dimostrato di valere il posto in squadra, alludo ai deludenti Dele-Bashiru e Noslin, provati invano da Sarri in diverse occasioni e in diversi ruoli, con risultati scadentissimi. Dei veri Tavernelli d’annata.
4. Atletica leggera. Alcuni dei nostri giocatori sono atleticamente molto dotati, ma per altre specialità non previste in ambito calcistico. Alludo a due “tormentoni” che da tempo hanno dato vita ad equivoci circa il loro utilizzo sul campo di gioco. Il primo riguarda Nuno Tavares, che, oltre alle indubbie doti di centometrista, avrebbe anche buone qualità calcistiche, ma purtroppo, oltre ad una certa fragilità muscolare, mostra ancora una “immaturità” che non lo aiuta nelle scelte di gioco. Oggi gli preferisco Luca, meno tecnico e veloce di lui, ma più affidabile e resiliente. Il secondo riguarda Manuel Lazzari, anche lui ottimo scattista, ma dal fisico inadatto ai ruoli difensivi, e dalla qualità tecniche troppo scarse per farne un completo cursore esterno, troppo scarso nei cross e nei tiri in porta. Oggi gli preferisco Marusic dietro e Cancellieri davanti, entrambi coprono la fascia meglio di lui, ricordando peraltro anche gli altri due addetti a quella zona di campo, Hysaj ed Isaksen.
5. Gli Zazzeroni. Non sto tirando in ballo il noto Ivan, oggi più noto per Ballando che per il CorSport, ma alludo ai nostri due centrocampisti titolari, ieri obbligati al forfait (per squalifica uno, per pubalgia l’altro). I due capelloni hanno dato qualche segno di flessione preoccupante nelle loro ultime partite, più giustificate per il sofferente Rovella, meno per il francese. Entrambi, divisi tra gli impegni con la Lazio e quelli con le rispettive nazionali, ma spesso non schierati in campo dai C.T., hanno mostrato affaticamento ed eccessivo nervosismo, dimostrati nel biondino dall’incremento del tasso di fallosità, in generale sempre piuttosto elevato, in Guendouzi dalle continue proteste in campo verso gli avversari, l’arbitro, ma ora anche verso i compagni e l’allenatore. Questi segnali vanno colti e i correttivi messi rapidamente in campo per evitare guai peggiori. Il primo correttivo per me sarebbe quello di affiancarli con Cataldi (meglio che con Vecino), per calmarne i bollenti spiriti e guidarne le energie verso obiettivi concreti, a loro portata e finalizzati al risultato e agli interessi della squadra.
Buongiorno Fabrizio
Notizia giornalistica su Sinner :(…) sono però stati a quanto pare dei problemi muscolari, ma intestinali. (…) n.d.r.
Sinner precisa: “Non è niente di grave. Ho avuto la diarrea negli ultimi giorni ed ho perso un po’ di liquidi, ma mi sento bene. Ho anche avuto un po’ di tensione.
Pari pari come succede a me sul comodo.
San Siro/Meazza per me è iconico. E’ vecchio e questi sono tempi moderni comunque tutto il resto è speculazione. E poi va tutto alla rovescia certo, a seconda dei punti di vista per me, alla rovescia. Invece di dichiarare guerra agli Usa la dichiariamo alla Russia e tutto perchè i russi hanno statalizzato Gazprom. Non si fanno guerre per principio ma solo per soldi e i nostri interessi sono più vicini alla Russia che agli Usa.
Forza Inter, Atalanta,Napoli e vabbè…….forza Juventus e Roma e Bologna e Fiorentina. Sono fiaccato e vecchio Fabrizio. Un abbraccio e un bacio.
Quale sarebbe stato il prezzo equo di vendita?
Lo avessero venduto a diecimila pippicash, sarebbero arrivati i lamenti che “avete svenduto un MONUMENTO per un una vile vagonata di pecunia!!!”.
OT – La destra sbanca nelle Marche: bottino pieno.
Ieri, subito dopo la vittoria delle Regionali marchigiane (e dunque la riconferma alla guida della regione) la destra s’è affrettata a sottolineare come questo risultato sancisca non soltanto l’approvazione, da parte dei marchigiani, dell’operato della Giunta ma anche il loro apprezzamento per l’azione che la destra sta svolgendo attraverso il Governo nazionale.
E il Pd, in rappresentanza dell’area ‘demo’ (uscita sconfitta dalla consultazione), s’è per contro immediatamente affrettato a rimarcare come si sia trattato semplicemente di una consultazione locale, che non ha alcun particolare significato o rilievo sul piano nazionale.
Vale appena notare che se le elezioni le avessero vinte i demo le dichiarazioni sull’eventuale rilievo nazionale della consultazione si sarebbero perfettamente invertite fra le due parti.
Questo schema d’altra parte (che consiste appunto nell’attribuire un valore diverso alle stesse cose a seconda che si governi o si stia all’opposizione) è ormai abituale.
Un calo di mezzo punto dell’inflazione viene giudicato un grandissimo risultato se si è al governo del paese e un risultato, invece, totalmente inadeguato (lo stesso mezzo punto eh..) se si è all’opposizione.
E l’avversario di destra del sindaco di sinistra si reca sul luogo di un delitto efferato lamentando l’insicurezza cui le fallimentari politiche della giunta espongono la città mentre nello stesso momento il sindaco di sinistra sta rassicurando che si tratta di un episodio isolato e che la situazione dell’ordine pubblico in città è assolutamente sotto controllo .. ma poi – appena un paio di anni dopo e in occasione di un successivo crimine – la scena si ripete identica ma a ruoli invertiti: xchè nel frattempo il sindaco è passato all’opposizione e il suo oppositore è diventato sindaco.
Di fronte a tanta, rudimentale demagogia resto, ogni volta, totalmente basito e vengo pervaso da un senso di profondissima pena, intendo proprio come essere umano.
Poi, però, non posso fare a meno di considerare che se la politica ricorre con una frequenza così continuata all’utilizzo di espedienti così grossolani .. è perché evidentemente funzionano.
E allora la mia già profondissima pena si moltiplica per cento (porca zozza !).
Ma davvero consentiamo alla politica di abbindolarci con stratagemmi da quattro soldi come questi ?
Pare proprio di sì.
La ricetta è la stessa dell’Abruzzo , si presentano (dopo anni di assenza ) tutti i papaveri , comizi , promesse, un po’ di soldi finalmente per qualche strada o ospedale , e una parte del popolo bue convinto va a votare, oltretutto per carità , mica vorrai far vincere i comunisti ? . Poi ci sono quelli che hanno capito tutto e non vanno a votare, e chi li frega a quelli ? (specialmente se non gli piace questa bella destra ) .
Concordo con Elly, le elezioni regionali non hanno una gran valenza, è determinante il voto clientelare radicato nel tempo, ormai Lombardia, Veneto, Marche, Lazio,Sicilia, Calabria, sono di dominio del centro destra, come Emilia Romagna, Toscana, Campania, e Puglia nel centro sinistra, le rimanenti possono ogni tanto serbare sorprese, la Liguria ed il Piemonte mi sembrano molto in bilico, anche Umbria e Sardegna – certo, si è votato da poco – .
Poi alle politiche credo che Campania e Puglia votino diversamente, in ogni caso per il centro sinistra è una grande impresa vincere alle politiche, il M5S alleato del PD porta pochi voti, metà vota centro sinistra, la altra metà va alla destra e all’astensionismo.
Non dobbiamo dimenticarci che solamente 6 anni fa governavano con la Lega e sull’immigrazione hanno idee molto simili. Come dimenticare la vergogna di Bibbiano con Di Maio in prima linea.
D’altronde il mondo sta andando lì c’è poco da fare, si votasse in Inghilterra Farage stravincerebbe, anche il sommo Sanchez avrebbe seri problemi in Spagna, e si che è un politico straordinario…
Non è una novità il fatto che la Italia sia un paese di ignoranti – sentire Garimberti – con oltre il 70% che non legge neppure un libro all’anno, che la attenzione su un argomento sia di 8 secondi, che l’80% degli italiani non comprende quello che c’è scritto in un testo…resistere..resistere..resistere…
Sanchez straordinario? ‘nsomma … negli ultimi anni sono stato diverse volte in Spagna, ho chiacchierato spesso con gli “indigeni”, t’assicuro che la popolarità di Sanchez, in realtà, è tutto tranne che … salda.
Prezzemolino nazionale, dai una occhiata al PIL della Spagna, oltre a quello che Sanchez fa per i diritti civili…
Buongiorno Waters, il fatto è che questa ignoranza diffusa e questa mancanza di interesse per la lettura, agli italiani rimane anche quando votano a sinistra per capirci, e infatti il quadro politico anche dalla nostra parte è desolante , fatte alcune debite eccezioni ed è quello che è
A me fa impazzire vederli, tutti quanti nessuno escluso, giudicare le STESSE COSE positivamente o negativamente a seconda che si trovino al governo oppure all’opposizione .. mi manda al manicomio, come si dice.
Per il resto purtroppo concordo con te.
Ora non voglio certo aprire un fronte di polemica interna coi cinquestellati del Blog (oltretutto in una pagina moritura in favore di quella imminente sulle gesta europee di Inter e Atalanta) ma il problema è proprio quello.
L’area demo (io il termine sinistra non lo uso più per una forma di rispetto della storia) ha perso qualunque capacità di contrapporsi elettoralmente alla destra da quando sulla scena politica è comparso il Movimento.
Perché il Mov pesca voti nel bacino elettorale demo, che poi però non gli restituisce in forma di schieramenti/convergenze/alleanze .. risultato: l’area progressista è totalmente azzoppata.
E come se non bastasse il carico ce l’ha messo poi il culo che ha avuto la destra nel ritrovarsi in casa (del tutto casualmente e senza alcun merito) una leader politicamente “di livello” (xchè continuare a chiamarla carciofara o pesciarola può farci star meglio qualche minuto ma nulla di più .. e la realtà è che questa vale il doppio di tutti i leader demo messi insieme e che riconoscere il valore di un avversario è il primo presupposto per poterlo battere).
L’effetto combinato di tutto quanto sopra è che i pronostici politici son aihmè diventati mooolto più agevoli di quelli pallonari: nulla da fare per il 2027 e forse, forse, ripeto forse, qualche minima, dico minima speranza o possibilità per il 2032.
E sì che la destra è da un bel po’ che ci sta facendo vedere come si fa.
Si definisce un perimetro di valori comuni dentro il quale si formula un’offerta politica.
Dopo di che sulle diverse accentuazioni dei singolo temi (e anche con l’obiettivo di conquistarsi la leadership della coalizione) ci si fa concorrenza, anche severamente, ma .. avendo sempre l’accortezza di fermarsi un attimo prima che la visione comune su un tema possa ‘rompersi’.
Questo significa fare squadra, avere una strategia, scendere in campo con un’idea precisa di quello che si vuole fare.
E finchè gli elettori non vedranno anche da quest’altra parte qualcosa di simile la destra continuerà a galoppare su praterie sterminate.
Ma da questa parte siamo ‘di coccio’, non ci arriviamo proprio, preferiamo le “azioni personali”.
Che poi c’avessimo in campo Churchill e Adenauer.
Vogliamo giocarcela con le azioni personali e in campo abbiamo Schlein, Conte, Bonelli e Fratoianni (sigh !).
A me il problema non pare siano le personalità alla guida dei vari partiti che formano (o dovrebbero formare) il campo progressista, per quanto anche qui si assista ad uno scadimento qualitativo rispetto alle personalità dei primi tempi. Ora certamente comincerà (anche se non si è mai fermato) il processo alla segreteria del PD accusata di essere sbilanciata troppo a sinistra, con il pallino della critica interna in mano per ora al fronte moderato. Con Letta avveniva il contrario, in un’alternanza nefasta a seconda della “provenienza” del segretario del momento. Credo che per il ruolo di segretario del PD (“amalgama mal riuscita”, diceva qualcuno) valgano perfettamente i versi di Ungaretti nella poesia “Soldati” (“Si sta come d’autunno sugli alberi le foglie”).
Saluti
Gli espedienti funzionano e come. Un mio amico marchigiano al telefono ha detto:
“Ho vinto le elezioni”. ”
“Ma se non sei andato a votare”.
“Abbiamo vinto noi che non siamo andati a votare”.
“Ma non puoi decidere niente”.
“Perché, gli altri che fanno? Niente”.
Eppure, si tratta di una persona attiva e preparata in diversi campi.
Solo che io non lo capisco, non li capisco e non capirò mai.
La democrazia consiste nel condividere una serie di principi morali ed etici che nessuno osa prevaricare e, tra le altre cose, c’è anche la possibilità di poter scegliere la classe politica che ci governerà. La classe politica attuale è così avulsa dalla realtà (sia di dx che di sx o di centro) che poco importa chi effettivamente governa. In ogni caso, chi starà su al potere, farà i propri interessi personali o simili (senza oltrepassare un certo limite democratico tollerabile, tale per cui non si scateni una rivoluzione) e tale situazione incide poco o nulla sulla vita reale del singolo cittadino.
Diverso sarebbe se ci fosse dittatura; allora sì che l’interesse dei pochi avrebbe il potere di togliere i diritti dei molti.
Insomma, che si vada a votare o meno, poco importa. L’importante è vigilare che non si superino i limiti.
Considerando i cali drammatici dell’affluenza per ogni tipo di elezione (comunali, regionali, politiche, financo per quelle d’istituto) mi pare che questi stratagemmi funzionino sempre meno.
Saluti
Questo è vero.
Però è una magra consolazione.
Perchè chi non vota incide nulla e gran parte dei sempre più pochi che votano lo fa stando con tutte le scarpe dentro queste logiche farlocche (che per il basso livello che le caratterizza finiscono col rappresentare nient’altro che la traduzione politica della banale pubblicità di un detersivo o di uno smacchiatore).
E’ tutto molto desolante.
E intanto nel nostro club volano gli stracci….
Amen
Mah Fabrizio, 197 milioni non sono peanuts, se poi li confrontiamo con i 24 milioni con cui il comune di Torino ha dato il terreno alla Juventus, credo più una decina della area Continassa.
Se poi sono stati degli incapaci e hanno costruito un mezzo catino sono affari loro, che dici?
Sarà pure un mezzo catino, ma almeno c’è.
OK faccio una proposta: a Milano ci teniamo il San Siro così com’é, ma per compensare a Roma tirate giù il Vittoriano
Volentieri 🙂 Gia’ lo chiamavamo la macchina da scrivere 😀 😀
La domanda è : il San Siro/Meazza, per come è oggi e non per quello che è stato in passato (uno degli stadi più iconici al mondo), è ancora location adatta ad ospitare come si deve spettacoli pallonari (e pure musicali) di alto livello?
Se la risposta è no, è possibile restituirlo agli antichi fasti con un energico restyling?
Se la risposta è ancora no (come io credo), è arrivato il momento (come per Wembley) di smantellare tutto e ricostruire tutto.
Trattasi, in effetti, di uno stadio di calcio e non dello sferisterio di Macerata.
L’umanità tutta saprebbe farne a meno, del San Siro/Meazza.
Passo e chiudo.
I due impianti non sono paragonabili. Wembley si trova nella capitale Londra, e’ di proprieta’ (e sede) della Football Association, e’ la casa della nazionale inglese, ospita o ha ospitato anche partite di rugby, e’ stata sede delle olimpiadi 2012.
La motivazione del nuovo Wembley fu l’oggettiva inadeguatezza del vecchio stadio. Non certo una speculazione edilizia regalata (ripeto, regalata) a Inter e Milan. E rispettivi fondi americani proprietari dei due club.
L’attuale San Siro non e’ obsoleto. Ne’ si trova in una zona degradata da riqualificare. E’ semplicemente al confine tra la parte di San Siro “proletaria” (per interderci dove passano i tram) e la parte residenziale, sempre San Siro, decisamente costosa. E comunque i 440 €/mq non esistono in nessuna parte di Milano, o forse tutta la Lombardia.
E’ un regalo? Piu’ o meno e’ il canone attuale che Inter e Milan pagherebbero per 5 o 6 anni. Giusto per focalizzare: abito in affitto a Milano per 2,000 €/mese, cioe’ 24,000 all’anno, e il proprietario accetta di vendermi l’alloggio a 120,000-140,000 euro.
Ma sei serio? Guarda che Milan e Inter hanno comprato IL TERRENO, non degli immobili… 🤦♂️ qual è il valore dei terreni edificabili a Milano?
Questa fregnaccia della sPeCuLaZiOnE è semplicemente un modo per porre freno a qualsiasi investimento. Puoi semplicemente etichettare ogni movimento di capitali “speculazione” ed il gioco è fatto.
Il San Siro è tranquillamente paragonabile a Wembley. Capitale o no, cosa cambia. Di proprietà delle Federcalcio o del comune, cosa cambia. Resta il fatto che era iconico e quando era ora di tirarlo giù lo si è fatto senza tanti problemi
Ai costi del terreno bisogna anche aggiungere i risparmi sulla manutenzione, e l’impossibilità di liberarsene dopo che scattano i vincoli
Come già detto è solo un rifiuto pavloviano dettato dall’aversione al cambiamento
Se il “cambiamento” e’ quello di Milano dai tempi di Craxi ad oggi, bene, lo lascio ben volentieri ad altri.
Quindi confermi la mie tesi: qui si parla di un semplice rigetto del mondo moderno, una nostalgia per il mondo che fu. Un punto di vista troppo reazionario per i miei gusti.
Per educazione (cosa mooolto vecchia, quindi reazionaria) le daro’ del lei. E le diro’ che non sposto di una virgola il mio giudizio, circoscritto a Milano ed alla direzione presa a partire dagli anni 80. Il che non vuol dire nostalgia per il mondo che fu.
Ma se lei non vede la spartizione di potere, tipo comune al pd e regione alla lega e poi si viaggia a braccetto. Tipo Sala nominato commissario straordinario expo dalla Moratti e poi eletto nel pd. Se lei si bea del nuovo quartiere Isola e della movida a corso Como e citylife. Se lei non si accorge di tutto cio’, … fatti suoi.
Non so, magari hai ragione tu però, che so, in Giappone e Corea del Sud è quasi impossibile trovare impianti sportivi che abbiano più di 20 o 25 anni, mentre noi qui ci gingilliamo con questi (assai presunti) monumenti, spesso difficili e costosi nella gestione e dalla sempre più faticosa manutenzione.
…
Non credo, comunque, che abbiano buttato giù e ricostruito Wembley per spirito cristiano o a beneficio dei residenti, anche da quelle parti, ci scommetto, hanno inzuppato ben benino il biscotto.
Bravo, il fatto è che la risposta è “Sì”.
Wimbledon, a parte le due torri (che volendo potevano anche salvare), era un brutto stadio come comodità e visuale, con piloni in mezzo alle tribune. San Siro ha tutt’ora una delle migliori visuali al mondo, uno dei più “moderni” ed emozionanti
Mah, una delle migliori visuali… ci sono stato un po’ di volte, l’ultima ricordo di aver “visto” un Milan-Benfica dalla piccionaia del secondo anello. A malapena distinguevo la palla e ho dovuto farmi raccontare cosa succedeva da chi stava ascoltando la partita alla radio.
Serata autunnale, gelida, l’enorme massa incombente dello stadio nella foschia sembrava un qualche distopico ecomostro… forse è allora che ho cominciato a detestarlo.
Negli ultimi anni, a San Siro sono capitato varie volte nel terzo anello (con l’amico di infanzia, interista) e nel primo (col mio miglior cliente, milanista). Il secondo proprio non l’ho calpestato, ma facendo la media fra i due, sembra quello con la visibilità ideale…
Col brutto tempo, gli stadi sono cose ignobili. Il Penzo, che con una tribunetta in muratura da ippodromo inglese e il resto in strutture Ceta che si smontano in mezza giornata senza lasciare traccia, è la cosa meno ecomostruosa che si possa immaginare; eppure, lo straniamento di Venezia – Como l’anno scorso, sotto una tempesta di neve di dimensioni siberiane, e di Venezia – Cosenza l’anno prima, con una nebbia che dalla curva si vedeva appena il dischetto del rigore più vicino…
(lo so che vi rompo i coglioni col Venezia, ma ieri abbiamo fatto un bel pareggio a Palermo, che con un po’ meno estetica e un po’ più senso pratico…)
Sono stato una sola volta a San Siro per una partita di coppa dell’Inter (!!!) un sacco di anni da, dalla parte “mediana” del secondo livello si vedeva tutto alla perfezione, non so però se nel frattempo le condizioni generali dello stadio siano … peggiorate.
“una delle migliori visuali al mondo”
“uno dei più “moderni” ed emozionanti”
Rido.
Migliori visuali – da tutti i settori?
Quando hai finito di ridere, dimmi tre stadi che hanno una visuale migliore di San Siro. Ammesso e non concesso tu sappia di cosa stiamo parlando.
Io sono un frequentatore assiduo del “terzo anello” e la visuale è eccezionale, oltre che la salita/discesa lungo le rampe la trovo assai comoda per sfollare (quando usufruisco dell’abbonamento di miei amici neroazzurri, è mia abitudine uscire 5 minuti prima del novantesimo, quando la frittata è già stata fatta…)
In passato spesso sono anche andato al secondo anello sia in curva (allora c’era l’Alternativa) che in altri settori e la partita si seguiva bene, salvo il disturbo degli ultras che andrebbero eliminati (impegnati a spacciare, insultare i giocatori sgraditi e poco altro, senza guardarsi neppure la partita).
Non ho riscontri sul primo anello, ove i prezzi non sono a me accessibili.
Solo al Bernabeu a Madrid mi sono visto in condizioni migliori in prima fila Real-Lazio, potendo anche “parlocchiare” con Peruzzi e Marchegiani impegnati durante il riscaldamento, ma era ai tempi della Lazio scudettata…
Al Flaminio a Roma ho una volta assistito a Italia-Galles, altra unica partita di rugby che è stata a mio parere superiore a Italia-All blacks vista a San Siro, ma forse ha inciso la garra di quell’Italia e l’andamento del terzo tempo.
Da migliorare certamente i bagni e l’accessibilità con i tornelli, l’area parcheggi nei dintorni.
Unico difetto: il manto erboso degli anni ’90, sofferente perchè lo stadio è effettivamente molto “chiuso” e lascia poco respirare l’erba. Dopo l’avvento del simil sintetico il problema non si è più ripresentato.
Wembley ovviamente, scusate
Brutto com’è mi meraviglia che qualcuno ci tenga davvero, ma vedo che piu qualcuno soffre sinceramente per la demolizione di quell’orribile cubo di cemento armato.
Che devo dire, immagino ci si possa affezionare davvero a tutto, de gustibus… però “simbolo della città” quel grigio accozzame di calcestruzzo e acciaio, anche no, dai.
É che a Roma hanno la fissa delle cose antiche. Pensa che si sono anche affezionati all’Altare Della Patria 🤮 …
Che poi tanto antico manco è visto che è stato completato e inaugurato, se ricordo bene, negli anni 30.
Infatti, costruito tra il 1885 e il 1935 – e poi si lamentano della lentezza nell’approvazione dello stadio nuovo!
🙂
Finalmente!
Un paio di punti
1/ Il San Siro non é un “monumento”. Il Colosseo o il Ponte Vecchio sono monumenti. Il San Siro é un mostro di cemento
2/ “sentimento, storia, tradizione, anima” non è una verità oggettiva. È solo la reazione emotiva di alcuni boomer, non è sentimento condiviso da tutti
3/ Le decisioni sull’urbanistica di Milano restano, comunque, fatti dei milanesi e gli abitanti delle altre cittá dovrebbero farsi un po’ i fattacci loro
l’arte è invece condivisa da tutti? ma per piacere.
E cosa c’entra l’arte?