Addio a Evaristo Beccalossi: la poesia che il calcio dei ragionieri ha perduto
Ecco è questo che manca al calcio di oggi, la poesia e l’imperfezione di uno come Evaristo Beccalossi. Oggi la gente non se ne innamorerebbe perché il calcio è stato geneticamente modificato e trasformato in un movimento di ragionieri specializzati, schematico, un calcolo freddo e geometrico. Che uno come Evaristo Beccalossi, genialoide, fantasista nel termine più alto e nobile, dribbloide, allergico al rientro in difesa, irregolarissimo e perfino sfaticato, non lo prevede proprio.
Il calcio oggi vuole ben altri atleti, e quelli come Beccalossi li ha sterminati in culla, non esce proprio uno così dai vivai – se ancora possiamo chiamarli tali – delle nostre squadre. E non si rende conto, purtroppo, di quanto perda.
Beccalossi era troppo atipico perfino per gli anni 70 e 80, non sfondò mai nel cuore di Bearzot, come allora poteva capitare perché ne avevamo così tanti di giocatori così che capitava che un Beccalossi o un Pruzzo restassero a casa. Figuriamoci se oggi sarebbe concepito uno anomalo e indisciplinato così.
Ma non è solo il campo, la partita, il derby di San Siro, l’Inter, le due Milano, il destro e il sinistro strappapplauso, è anche la testa che era di altra fattura. Il rapporto col calcio era ben diverso, più passionale e dissacrante. Se Beccalossi ha ispirato piece di teatro (la mitologica interpretazione di Paolo Rossi per i due rigori sbagliati contro lo Slovan Bratislava), generato titoli, frasi e detti che hanno attraversato 40 anni di vita (Mi chiamo Evaristo scusate se insisto, di Beppe Viola), se i tifosi interisti ne hanno fatto un idolo, per cui oggi si sentono come se fosse venuto meno un cugino, è perché l’interprete è andato ben oltre il calciatore.
Il calcio non è solo una partita, è un pezzo di vita. Si chiude il sipario, l’attore esce di scena, applausi.
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Riposa in pace grande Evaristo 🙏🌷
Non è sicuro al 100% ma sembra che la famosa frase ” Scusa se insisto mi chiamo Evaristo” sia stata detta ad Albertosi dopo la famosa doppietta nel derby contro il Milan…
BAYERN MONACO – P.S.G. 1 – 1
Kompany sceglie Laimer, resta in panca Davies. Anche Luis Enrique conferma la squadra di Parigi, solo Fabian Ruiz dall’inizio per Hakimi, puntando sulla forza straripante dei suoi attaccanti, irresistibili nel liberarsi al tiro e stoccatori di grande qualità. Arbitri misti, in campo il portoghese Pinheiro, al VAR il nostro Di Bello.
Passano 2′ e il PSG passa, lancio di Ruiz a Kvara, cross per Dembelè, stoccata in fondo al sacco, 0-1. Giallo a Mendes, il PSG gigioneggia scioccamente nella propria area, Kvara è incontenibile sulla sx, tiro di Olise appena alto, un paio di evidenti falli di mano negati ai tedeschi, giallo a Stanisic, testata di Neves deviata in corner da Neuer, due salvataggi di Safonov su Musiala, che poi la spara alta in curva, il Bayern attacca con buona continuità, giallo a Kvara, testata di Tah appena a lato.
Ripresa: tiretto di Laimer, va via Douè e tira, ma Neuer devia in angolo, poi para i tiri di Kvara e Douè, entrano Barcola, poi Kim e Davies, Safonov blocca il tiro di Olise, poi salva in angolo su Diaz, Douè tira a lato, dentro Beraldo e Hernandez, giallo a Diaz, entrano Jackson, poi Karl e Mayulu, Neuer devia il tiro di Barcola, grande pressione del Bayern, e finalmente al 94′ Kane ticeve da Davies, stoppa il pallone e scarica una gran botta nel sette, imparabile per Safonov, 1-1, Ma il pareggio non serve a niente ai tedeschi e i ragazzi di Luis Enrique guadagnano la finale di Budapest, favoriti nel confronto con gli arsenalotti londinesi.
I migliori nel BM Neuer, Tah, Olise, Musiala e il solito Kane, Diaz troppo fumoso, nel PSG Safonov, Marquinhos, Vitinha, i due morettoni davanti, ma soprattutto un formidabile Kvara, incontenibile in attacco e immenso nel sacrificio difensivo per tutto il secondo tempo. L’arbitro portoghese mi pare abbia punito i bavaresi oltremisura, forse qualche fallo di mano andava fischiato.
ARSENAL – ATLETICO MADRID 1 – 0
Arteta sceglie Eze, Saka e Trossard, in panca Madueke, Martinelli e Odgaard. Simeone invece conferma quasi per intero la formazione di Madrid, sperando di migliorare rispetto alla prestazione casalinga. Arbitri tedeschi, in campo Siebert, al VAR Dankert.
L’Arsenal fa la partita, tiretto di Alvarez, tiracci di Calafiori e Saka, gli spagnoli arroccati in difesa, Raya e Rice salvano su Simeone jr, gioco molto spezzettato, l’Atletico non affonda i colpi, poi l’Arsenal va in vantaggio, da Saliba a Gyokeres, cross per Trossard che spara un potente dx, Oblak non trattiene il tiro e Saka pronto ribatte in rete, 1-0.
Ripresa: lancio di Koke, Simeone jr salta Raya ma Gabriel salva la rete, entrano dalle panche Molina, Cardoso e Sorloth da una parte, Hincapiè, Madueke e Odegaard dall’altra, gran palla di Hincapiè per Gyokeres che sbaglia tutto ciabattando in curva, entrano Baena e Almada, poi anche Zubimendi. White e Gyokeres sparacchiano fuori, tiretto di Llorente, giallo a Pubill, Saliba manda fuori di testa, entra Martinelli, liscio di Sorloth, tiraccio di Baena, gialli a Simeone, Arteta, Koke e Kepa, ma nonostante gli ultimi confusi assalti dei colchoneros il risultato non cambia, i Gunners vanno a Budapest. Contro chi? Lo scopriamo stasera.
P.S. Un pensierino in ricordo del Bekka, dotatissimo fantasista nerazzurro, l’unico che si sia almeno avvicinato al mio idolo personale, il “Grande Mancino”, Mariolino Corso. Una prece per lui.
non credo di averlo mai visto giocare ma vedendolo opinionare in qualche trasmissione mi era simpatico, anche se non è fra i miei interisti preferiti, fra cui spicca Facchetti -se non è un falso ricordo lo vidi ai mondiali a notte fonda;
mio padre era appena andato via per andare al peschereccio e mi aveva involontariamente svegliato;
ho un ricordo ancora precedente, di nuovo con qualche dubbio, con Eusebio che prendeva la palla dopo aver subito un gol, la portava al centro e segnava, indagando dovrebbe essere il mondiale del 1966, ma non credo che fossi in grado di vederlo, forse si tratta di un europeo successivo?
Potrebbe essere Portogallo Vs Corea Del Nord, dopo aver battuto la Italia con gol del dentista Pak Do Ik, i coreani incontrarono il Portogallo di Eusebio, Simone, Torres, si portarono avanti 3 a 0 per poi perdere 5 a 3, quindi la scena con Eusebio potrebbe essere in quella partita…l’Europeo successivo si disputò in Italia, non credo che il Portogallo si mise in particolare evidenza…
Quando l’inter era l’Inter e non la brutta copia della juve
in un campionato declassato come oggi
ciao Eva, da chi a 4-5 anni gia’ pronunciava il tuo
nome calciando un pallone in strada o sul prato dietro casa
(che si faloveggiava fosse tenuto dalla stessa ditta
del San Siro)
Eri così intelligente a 4 o 5 anni…
Dimmi dimmi cosa è accaduto dopo?😀😀
Non ho studiato ragioneria 😉
Non male😉
È deceduto nella sua Brescia Evaristo Beccalossi, avrebbe compiuto settant’anni tra pochi giorni, purtroppo non c’è stato niente da fare nonostante ci fosse stato un sensibile miglioramento delle sue condizioni di salute dopo
ll coma e la lunga degenza in ospedale a causa dell’emorragia cerebrale che lo aveva colpito i primi di Gennaio dello scorso anno.
Si chiamava Evaristo ed era fenomenale col piede sinistro ma avrebbe dovuto chiamarsi come secondo nome Ernesto poiché era bravo anche con il piede destro,
personalmente ho assistito a diversi bei goal effettuati con questo piede dal fantasista bresciano; tecnicamente raffinato era però alquanto discontinuo e i vari Marini, Beppe Baresi, Oriali e via dicendo dovevano correre per lui, questo era il suo grande limite ed il suo grande rammarico fu quello di non esser convocato ai mondiali del 1982 da Bearzot, davanti aveva un certo Giancarlo Antognoni.
Nell’Inter all’inizio fece ottime cose
ma poi all’arrivo di Hansi Muller tutto peggiorò, i due erano troppi simili come giocatori e non si sopportavano a vicenda, coesistere nella stessa squadra fu praticamente impossibile, la dirigenza all’epoca fece un grande sbaglio acquistando il cartellino del
centrocampista tedesco e ne fece
uno ancora più grande a prendere il centrocampista belga Coeck poiché l’Inter si ritrovò in squadra tre centrocampisti mancini con caratteristiche molto simili, solo il belga era un po’ più difensivo, correva e contrastava a differenza del bresciano e del tedesco. Purtroppo Coeck fu sfortunatissimo, a soli
trent’anni morì in un incidente stradale.
Per me ragazzino era uno di quei nomi strani della domenica, pronunciato da Ciotti o Ameri… nomi che diventavano volti solo quando uscivano dalla busta della figurine.
Ho scoperto che razza di talento avesse realmente troppi anni dopo, riposi in pace.
Discontinuo o no, prima ci prendevamo il lusso di lasciarli a casa. Oggi sarebbe titolare fisso nella nazionale maggiore dove non mise mai piede.
Concordo.
Nell’associarmi al dispiacere già espresso da molti per l’uomo (sempre arguto, spiritoso e ‘leggero’ nel senso più bello del termine .. voglio dire sempre poco incline a drammatizzare le questioni calcistiche) e per il calciatore che è stato .. viene anche a me spontaneo ripensare alla sua epoca calcistica.
E se è vero che nessuna epoca – e non solo nel calcio – può essere paragonata a un’altra .. non posso comunque fare a meno di considerare come, “per quelli che erano gli standard calcistici degli anni in cui ha giocato”, potesse ben accadere che uno coi piedi buoni come lui in ben 20 anni di carriera restasse totalmente fuori dal giro azzurro .. così come (ed era anzi la regola) che per ogni ruolo il campionato offrisse almeno tre italiani a vario titolo potenzialmente degni della Nazionale.
Un altra epoca, appunto.
Il Beck…si potrebbe definire oggi il Leao del bresciano per tanta indolenza quanto estro , fosse stato un po’ più disciplinato e avesse buttato le sigarette, si sarebbe preso , e con lui l’Inter, anche altre soddisfazioni oltre a quelle ottenute
Quando seguivo il calcio assiduamente lo ho visto giocare e anche parlare da commentatore. Era relativamente giovane e mi e’ sempre stato simpatico. Aveva davanti, in Nazionale, Antognoni. Era un po’ discontinuo a memoria, un numero 10 riccioluto. Al Comunale non mi ricordo molto di lui rispetto alle giocate di Zico, Falcao, Platini o Diego.
Se non ci fosse un lutto di mezzo mi verrebbe spontaneo risponderti con un bel……grazie al cazzo e poi aggiungerei che Baccalossi non sarà sarato ai livelli di Platini ma era più onesto di lui
Ognuno fa ciò che può
Beh! Diciamo una celebrazione al contrario .
D’altronde, rispetto a quei quattro è facile … sfigurare.
Becca non è stato un fuoriclasse, ma un ottimo calciatore sì.
Ad avercene qualcuno come lui anche oggi, al posto di quegli energumeni che si vedono in serie A, e pure in nazionale.
Oggi Beccalossi sarebbe titolare nell’Italia, non si può essere certi ma direi quasi sicuro.
Un piccolo commento…a Nicola Romano. Non è una celebrazione al contrario, ma è esattamente cosa ricordo. Ricordo benissimo il giocatore, i riccioli, etc. Nel periodo in cui giocava avevo l’abbonamento alla Juve. Quando dico che ricordo bene Falcao, Diego etc,. intendo che se chiudo gli occhi vedo ancora le scene di Diego che prendeva la rincorsa, di Falcao che smistava di prima, nella mia memoria visiva. Quando penso a Beccalossi, nella mia testa vedo solo un immagine di lui sulla fascia con Gentile che lo bloccava. Sono le mie memorie visive e non hanno un caxxo a che fare con le celebrazioni al contrario o con ognuno fa ciò che può. E’ cosa ricordo, chiudendo gli occhi ed andando indietro di quasi 50 anni. Ho guardato e BEccalossi ha anche segnato a Torino in un match che l’Inter ha vinto 2-1 e che vagamente ricordo, ma non ricordavo che avesse segnato lui. Qeull’anno ricordo di più il Perugia a Torino, che ci mise sotto anche col gioco.
Il punto è che non sei obbligato a commemorare uno che non ti ricordi. Poi lui ha fatto il suo.
Beccalossi era un giocatore simpatico e talentuoso, però andava a due all’ora.
Probabilmente adesso in campo farebbe la figura di un Montolivo dei tempi peggiori.
Andava a 2 all’ora ma era sempre più veloce del tuo cervellino fermo a zero all’ora
va bene criticare, ma dare del montolivo a qualcuno mi sembra di cattivo gusto
questa è cattivella
Sarà, ma sapeva dribbling e assist che molti adesso si sognano e anche si due all’ora, e nelle giornate buone, era capace di saltarne tre in fila dei velocisti di adesso.
Oggi probabilmente pure Falcao farebbe fatica a “reggere i ritmi”, pure Brady o Prohaska, e tanti altri di quel periodo che, certo, non avevano la dinamite nelle gambe, erano compassati rispetto ad oggi, però cazzo avevano tecnica, talento e visione di gioco.
Oggi, almeno nel nostro campionato, si vedono cose che voi umani…
Al posto dei piedi, delle zavorre, solo un correre (alla cazzo) dissennato e confuso.
Vedere, che so, Cambiaso e poi pensare ad uno come Tardelli che pure non era certo dei più talentuosi, fa venire il magone.
🥺🥺🥺
Esilarante la storia dei rigori sbagliati contro il Bratislava raccontata da Paolo Rossi.
Ciao Evaristo, buon viaggio
Per chi, come me, fosse confuso: Paolo Rossi ripete che avvenne in semifinale di Coppa Uefa ma erano i sedicesimi di Coppa delle Coppe, 1982-83.