Inter, è scudetto 21: il fattore Chivu e l’ultima foca monaca del grande calcio all’italiana
Lo scudetto dell’Inter, il 21° della sua storia, è un segnale di speranza per la sopravvivenza di quella foca monaca che è ormai il nostro caro vecchio calcio all’italiana. Detto senza tifo alcuno – per me l’uno vale l’altro – e senza offesa per quegli allenatori permalosi – non ho ancora capito se Cristian Chivu sia tra questi – che si ritengono Einstein e pensano che noi vecchi uomini di calcio si vivesse nelle caverne e non avessimo cognizione e cultura alcuna del football. E’ vero piuttosto il contrario e che cioè una certa generazione passata avesse frequentato il Rinascimento del football e adesso si sia invece ripiombati in un medioevo oscurantista e soprattutto assai inglorioso.
Lo scudetto dell’Inter, dicevo, è uno squarcio di luce nel buio, ovvero la foca monaca che sopravvive nel buio della grotta con grande sforzo e impegno di quel calcio rinascimentale che si diceva, resiste con enorme difficoltà. E di cui ormai sono rimasti soltanto dei reperti decadenti di archeologia industriale.
Voglio dire, l’Inter vince lo scudetto oggi, con tre giornate di anticipo perché è sicuramente squadra meritevole, la migliore, la più forte e universalmente riconosciuta, del nostro fragile calcio. Che poi gli juventini, i napoletani o i milanisti facciano fatica a riconoscerlo – tranne i loro allenatori paraculi che ben volentieri scaricano il barile della responsabilità addosso ai rivali nerazzurri – questo a me frega poco per non dire nulla. La situazione questa è.
Certo è parecchio imbarazzante che la squadra più forte del calcio italiano si faccia sbattere fuori in Champions League dai norvegesi del Bodø/Glimt, ma nella sera in cui l’Inter vince lo scudetto sarebbe da perfidi per non dire da cornuti ricordarlo e dibatterne. E comunque lo scudetto interista attiene alle questioni del nostro praticello di casa. I giardinieri Marotta, Chivu e Lautaro, in rappresentanza di società, staff tecnico e squadra, hanno fatto sbocciare i più bei narcisi e non ti scordar di me. Che la giuria premia anche al di là dei punti conquistati in classifica e che determinano pure un bello stacco tra l’Inter e il resto del modesto football italiano. L’Inter oggi lo scudetto lo vince pure ai voti delle pagelle.
Sfogliamo il roster dell’Inter e scopriamo che tra i giocatori solo Lautaro e al limite Barella hanno già lasciato davvero traccia nella grande storia dell’Inter. E ben presto magari potremo inserirci anche Il milanese operaio Federico Dimarco diretto discendente degli imperiali terzini di un tempo (Sarti, Burgnich, Facchetti…)
Per dire insomma che il cammino ripreso dopo i fasti del triplete interista ai tempi di Mourinho (si era nel 2010) e degli scudetti di Conte (2021) e Inzaghi (2024) è solo all’inizio, e c’è ancora tanto da fare, da (ri)costruire, e ovviamente da spendere.
Talmente è grande il peso del passato del club.
Il suo allenatore, Cristian Chivu, 45 anni, ex gloria nerazzurra, ha vinto lo scudetto alla sua prima vera stagione da tecnico. Talmente underdog, direbbe la Meloni, che nemmeno era la prima scelta per la sostituzione del precedente, Simone Inzaghi, che aveva sbagliato tutti i match ball della stagione scorsa. Insomma c’era stata, è vero, la finale di Champions League, ma pure la mortificazione dei 5 sganassoni rimediati dal Psg. Il prescelto era Fabregas, che gli ha invece preferito, costretto…, il Como.
Ma alla fine la scelta si è rivelata quella giusta, anche perché ad anni alterni, cambiano gli allenatori scelti dal presidente Marotta, comunque gli scudetti arrivano.
E così Chivu ha già una bella schiera di fan, ha dimostrato che la squadra è ancora integra e forte, ha prodotto gol in maniera industriale rispetto ai concorrenti, piace persino la sua filosofia di uomo placido, ci sono critici del calcio che elogiano addirittura la sua oratoria. Bravo sì, che gli vuoi dire a uno che vince lo scudetto, ma dell’eloquio me ne impippa il giusto e poi a me pare francamente troppo. Stiamo ai fatti e lasciamo perdere la filosofia.
Chivu ha dimostrato che l’equazione interista era effettivamente corretta. La stessa società dopo la traumatica conclusione dello scorso anno aveva sì investito, ma alla fine la squadra era rimasta quella, e lo scudetto è stato vinto più o meno con i soliti noti: Sommer, Bastoni, Dimarco, Barella, Çalhanoğlu, Lautaro, Thuram, più Pio Esposito e Akanji. Se mettiamo tutti sulla bilancia, la rosa dell’Inter pesa almeno 100/200 milioni più delle proprie dirette rivali. Un po’ come se andaste dal compro oro a farvi valutare l’argenteria di casa.
All’Inter si sono inchinate alla fine tutte le rivali, anche il Milan che pure l’ha battuta nei due derby. L’indecorosa sbracata, finale o meno, di Napoli, Milan (ko col Sassuolo…), Juventus (fermata dal Verona retrocesso) etc, gli orridi 0-0 delle ultime settimane, sono anche il riconoscimento della superiorità dei mezzi e del gioco nerazzurro. E della marcia all’indietro delle altre.
Sono sicuro che gli immancabili haters ci metteranno adesso in mezzo le questioni dello scandalo arbitrale e dell’inchiesta che investe il designatore Rocchi. Io non sono innocentista o garantista a prescindere, sono solo in attesa che ci dicano e ci facciano capire. Ma stando almeno agli indagati al momento non è lecito andare oltre. E comunque , eventualmente, cancelleremo i superlativi – straordinario! storico! fantastico! – e faremo macchina indietro.
Morale. In un mondo in cui troppi si fanno belli con la teoria, l’Inter ha fatto almeno meno fuffa degli altri. E gli va riconosciuto. E dunque vada alla foca monaca interista un doveroso e sincero applauso. Sono sicuro che in cuor loro tanti invidiosi oggi farebbero volentieri a cambio.
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Felicitazioni a tutti gli interisti del bloooog, persino a quel ragioniere senza vergogna e nemico della grammatica che ha la sfacciataggine di asserire, dopo tutte le sviste a favore del campionato scorso, che lo scudetto 24-25 gli è stato rubbbato!!!
Vabbè, speriamo che il Napoli abbia un po’ più di fortuna e un po’ meno infortuni l’anno prossimo e magari potremo vedere un campionato più combattuto e, chissà, qualcosa di meglio anche in champions. Spero anche che si trovi la quadra con De Bruyne, perché quelle poche volte che ha giocato quest’anno si è rivelato pressoché inutile. Faccio ammenda a questo proposito per i miei commenti pre- campionato, dove preconizzavo un difficile adattamento dell’ ultrauarantenne Modric di contro a una gran stagione del trentaquattrenne belga, è successo esattamente l’opposto, probabilmente, altra ammenda, anche a causa della capacità di Allegri di saper ben utilizzare il croato in difesa, risparmiandogli faticose (considerata l’età) corse lungo il campo.
Saluti a tutti e per mercoledì forza Kvicha!
Ti ringrazio, però non mi leggi con la dovuta attenzione, mai detto che è stato rubato, anzi meritato, però nel finale sono avvenuti fatti che dire inquietanti è poco.
Mi riferisco a Guida – che non arbitra il Napoli e lo mettono al Var in Inter Lazio – e ai vari rigori negati all’Inter, vedi Inter Roma…ma va bene così..
De Bruyne era un fiasco annunciato, pagare a peso d’oro un giocatore finito – un anno di panca al City – è stato un grave errore, anche se è stato pagato solo l’ingaggio, ma prevedo per il prossimo anno un Delaurentiis che tira la stringa, visto il folle e poco producente mercato di quest’anno..
PS…Abbi pazienza, ma se ero bravo in grammatica facevo il classico e non ragioneria…ciaoo
E vai , la Lazio ha rotto il c…. ,volevo dire ha spezzato le reni addirittura alla Cremonese , vedere su rete 4 Porro e Sallusti che sbeffeggiano uno pseudo giornalista come Ranucci, e’ un ‘ esperienza che tutti dovrebbero fare ,almeno una volta nella vita .
CREMONESE – LAZIO 1 – 2
Sarri gestisce la rosa in previsione delle impegnative sfide che ci aspettano: Inter, Coppa, Derby. Ancora fuori Provedel, Gila e lo squalificato Cancellieri, rientrano Marusic, Tavares, Taylor e Zaccagni, in panca Rovella con Pedro, Lazzari, Pellegrini, Noslin e Dia. A Cremona incrociamo ben otto italiani, alcuni interessanti: gli “stopper di provincia” Baschirotto e Luperto, gli esterni Terracciano e Pezzella, un ns. prestito dalle generalità entrambe imbarazzanti, Romano Floriani Mussolini, un centrocampista sparito dal proscenio, Grassi, un volenteroso cursore, Zerbin, e una punta ormai maturata, Bonazzoli. Arbitra Chiffi, al VAR Camplone.
Primo pallone sprecato da Isaksen, testata di Provstgaard a lato, tiretto di Bonazzoli, esce Baschi-rotto per Bianchetti, vari tentativi d’attacco laziali frustrati dagli svarioni di Isaksen e dalla scarsa grinta di Maldini, liscia il tiro a volo Patric, poi al primo tiro in porta la Cremonese passa, assist di Floriani per Bonazzoli, che rapido tira, palla deviata che inganna Motta, 1-0. Testata alta di Provstgaard, tocco di Patric per Zerbin che tira fuori, sforbiciata di Bonazzoli, giallo a Provstgaard, Lazio ancora tramortita dallo svantaggio inopinato, aveva ampiamente dominato il gioco.
Ripresa: dentro Rovella e Noslin per Patric e Maldini, corner di Zac per la testa di Provstgaard, blocca sulla linea Audero, discesa entusiasmante di Tavares che ne salta tre in velocità, palla a Noslin che tocca per Isaksen, botta nel sette, 1-1. Dentro Pedro per Zac, poi Vardy, Bondo e Payero, testata fuori di Vardy, entra Barbieri, poi Dele-Bashiru per Taylor, tiro di Pezzella deviato, giallo a Barbieri, entra Dia per Isaksen, Motta devia il tiro di Bondo, Noslin anticipato al tiro, giallo a Tavares, pericolosi grigiorossi ma per fortuna c’è un loro fallo, Motta aveva salvato il gol, poi azione Lazio con scambio tra Dia e Noslin che trova l’incrocio dei pali, 1-2. Discreta prova dei laziali, che, con tanta pazienza, discreto impegno e qualche episodio favorevole, portano a casa tre punti preziosi.
Le pagelle: Motta 7; Marusic 6,5, Romagnoli 7, Provstgaard 6,5, Tavares 7; Basic 6, Patric 6 (Rovella 6,5), Taylor 6 (Dele-Bashiru 5); Isaksen 5 (Dia 6), Maldini 5 (Noslin 6,5), Zaccagni 5 (Pedro 6). All. Sarri 7.
Tra i grigiorossi i migliori Pezzella, Bonazzoli e i subentrati Bondo e Barbieri, il biondo Nicchi impeccabile come di abitudine.
FALLI DA DIETRO
(rubrica nata nel 2008. Le rubriche omonime nate successivamente sono imitazioni)
COMMENTO ALLA 35° GIORNATA DEL CAMPIONATO 2025-26
La cosa più bella della partita sul lago rimane il lago.
Da ricordare solo le immagini di questo stadio meraviglioso costruito proprio lì, sulla riva.
Lo stadio più bello del mondo, secondo Brera.
Sintesi della gara, due protagonisti degli opposti schieramenti.
Nico Paz e Il Re.
L’uno il futuro, l’altro il passato.
L’uno illumina, l’altro rattrista.
Noia da calcio italiano.
Cesc gioca moderno ed ha una bella squadra con tante individualità interessanti.
Oltre a Nico che è ormai fuori portata, c’è Perrone ventitreenne argentino. Piedi buoni, intelligenza tattica.
Sbagliato definirlo regista.
Perché il vero regista del Como è il portiere.
Proprio così. Il regista vero del Como è Jean Butez, l’interprete più rivoluzionario del ruolo del portiere.
Una evoluzione del gioco di Neurer che fu una novità or sono vent’anni.
Costruzione dal basso e primo responsabile della fase di impostazione della manovra.
Sulla gara pochissimo da dire.
Classica partita stanca di fine campionato.
Prima non perdere.
E’ il diktat del Feroce Salentino.
Soprannome che piace a anche a Dagospia, visto che spudoratamente me lo copia.
Nella settimana di PSG-Bayern, la partita del secolo, avvampa il dibattito.
Meglio il tatticismo italiano oppure il rifiuto della prudenza?
Meglio la paura di commettere errori oppure un radicalismo offensivo?
Si potrà essere di un’idea o di un’altra.
Ma partite così mettono tutti d’accordo.
Ditemi chi non si è emozionato come me, martedì scorso.
Martedì scorso la partita al Parco dei Principi era un film di Tarantino, una sequenza di Kubrik. Ogni scena un’emozione.
Certo, ci sono 0-0 e 0-0.
C’è lo 0-0 che descrive Brera.
Roba per intenditori, roba seria e intellettuale che assomiglia a Bergman o a Antonioni.
Poi c’è lo 0-0 inutile e palloccoso come quel Pinocchio di Benigni o come un qualsiasi cinepanettone con Boldi.
Comunque visto i risultati della domenica il punto di Como torna utile.
A Reggio i Diavoli, che punterebbero al secondo posto, prendono due sberle dai ceramisti.
Partita preparata male, gestita peggio, cambi tardivi e nessuna reazione dopo il secondo gol. Acciughina non trova soluzioni, e la squadra si scioglie troppo presto.
Visibilmente bollito. Come il suo Milan.
Il punto di Como diventa pesantissimo a sera.
Quando la Vecchia annaspa contro Giulietta.
Che squadraccia gli Ergastolani.
Verona in goal grazie a un’altra paperotta di Di Gregorio.
Fra Cipolla non si raccapezza.
Non sa come come rabberciare una Vecchia senza idee e senza gioco. Alla fine Vlahovic è la decisione disperata.
Ed è proprio il serbo a salvare in parte la faccia.
Però che pena rimediare un pari in casa contro l’ultima in classifica.
Se queste sono le avversarie degli azzurri, possiamo stare tranquilli.
Così il campionato dei mediocri lo vincono loro, Gli ingiocabili.
Una squadra che negli scontri diretti non ha vinto mai contro la seconda, il Napoli, e la terza, il Milan.
E contro la quarta, la Juve, ha rubato clamorosamente.
Perché è impossibile dimenticare il “fattaccio” Bastoni-Kalulu.
Festeggia l’Inter.
Festeggia Marotta.
Un cronista Rai lo avvicina e gli chiede, come fa Bruno Vespa a un Olindo qualsiasi: “Scusi, lei è coinvolto nella inchiesta Arbitropoli?”
Risposta: “No, non sono coinvolto!”.
Come non credergli.
L’Inter però ha vinto contro tutte le altre squadre compreso quelle con cui il Napoli ha buscato e qualche sconfitta, vista la consistenza delle avversarie è stata proprio imbarazzante cavalie’…
“Una evoluzione del gioco di Neurer che fu una novità or sono vent’anni”.
Neurer? O Neurerer? O Neurone?
“Martedì scorso la partita al Parco dei Principi era un film di Tarantino, una sequenza di Kubrik”.
Kubrik? O Rubik?
Guardi, rimanga su “Feroce Salentino” e su Dagospia così non si sbaglia.
Don Aniello buonasera.
Noi prendiamo quello che passa, ed è passato lo scudetto. Ci accontentiamo.
Maestro la hai presa bene🤣🤣🤣
Comunque Dagospia che copia il ” Feroce Salentino” e’ un capolavoro, altroché…
è la verità. beh so’ soddisfazioni
Gli ergastolani v’hanno piantato tre pappine nel gargarozzo.
A zero.
Ricordo già rimosso, vero?
Come dubitarne.
ma ancora gli date corda? per me è alla pari della DN che infesta il bloggo: quest’ultimo è proprio una DN, il Mascianello non lo è ma si pone al livello di DN lasciandosi accecare dal tifo e dall’io;
proprio non si rende conto che non è Brera e che i suoi periodi non sono così densi e profondi come immagina da dover essere isolati perché ci possiamo meditare sopra?
spiacente, è semplice maleducazione occupare tanto spazio senza motivo;
la mamma dei cretini che è sempre in cinta è andata in menopausa dopo di te ?
(sperem de si)
Pinguino meno male ci sei tu ad alzare il QI dei lombrichi come te.
Peraltro, se ricordo bene, contro il Verona ha pareggiato in casa pure il Napoli, rimontando a culo dallo 0 a 2.
S’è dimenticato pure di quello il nostro amico…ma gli attori non devono avere una memoria di ferro?
🤔🤔🤔
c’è il suggeritore;
ora che mi ci fai pensare, non è forse il suo ruolo? così avrebbe senso la spaziatura che usa: i suggeritori devono farsi capire bene, ondepercui distanziano le parole;
“Lo scudetto dell’Inter, dicevo, è uno squarcio di luce nel buio”…ahahahahahahah, ahahahahah
Tamarrone, una volta eri più arguto, ora sotto il peso delle sconfitte diventi patetico…
Scudetto meritato, ma complimenti al Napoli e al suo allenatore che hanno retto senza mai avere la formazione titolare completa. Juve Como e Roma mi sembra siano nella posizione che quest’anno gli compete, mentre deluso dal Milan che mi sembra abbia navigato troppo a vista. Ma allora l’assenza dalle Coppe ? evidentemente non basta.
Secondo l’IA Chivu si affianca a Capello, Trap e Sacchi tra gli allenatori che hanno vinto lo scudetto al loro primo anno intero in panchina in serie A, mi sembra un riconoscimento importante.
Magari è vero come dice il Predestinato Fabregas che con quei giocatori vince chiunque però l’anno scorso con la stessa squadra, sostanzialmente, Inzaghi non ha portato a casa nulla. Quindi ben venga Chivu Scarpe Grosse e Cervello Fino. Ha rimesso in squadra una squadra delusa e stanca, con annesso volo di stracci estivo (Lautaro vs Cala), migliorata in tutti gli indicatori, almeno in attacco, dovendo anche fare a meno per numerose partite di molti senatori (Lautaro, Cala, Dumfries ma anche ormai Bastoni).
Vedremo come va con la Coppetta.
C’è che la stagione scorsa, prima che lo scudetto fosse assegnato, noi giocammo 14 partite in Europa e il Napoli 0 mentre stavolta 10 a 8, quindi al confronto una dozzina di settimane pesanti in più.
C’è anche che l’anno scorso gli attaccanti di riserva, Arnautovic-Taremi-Correa, misero insieme solo 13 gol contro i 16 di Esposito-Bonny in una stagione più breve. Resto convinto che, se la società avesse investito in un buon centravanti a gennaio, forse avremmo vinto anche quello scudetto.
Taremi-Correa NO ! Il dibattito NO !
Sì, meglio non rivangare…
Come si gode, come si gode oggi sopratutto a venire nel bloooog a leggere i commenti dei gobbi rosiconi. Forza pigiamati che l’anno prossimo vi andrà peggio dei precedenti e continuerete a farci godere. ahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahah
COME GODOOOOOOO !!!!!!!!!
non quanto ci ha fatto godere il noplete e il fatto che pur essendo la squadra più forte di questo periodo siete riusciti a perdere due (o tre?) scudetti;
ripassa quando farete un filotto di nove;
PS
se sei la DN che infesta il bloggo prego non leggere;
Ribadisco che sei un vero cretino (VC) e stai anche peggiorando
Indubbiamente chiunque vinca un campionato italiano merita i complimenti degli avversari e pertanto faccio loro, tifosi, tecnici e giocatori i più sinceri complimenti.
Per il presidente ( quello che ha minacciato senza seguito minacce di querele e richieste di risarcimento stratosferici a Saviano) per dire poi, come sottolineava rayanair, ” non so chi sia” nel più classico stile omertoso mi auguro invece che esca dal calcio per sempre.
La speranza di noi tifosi azzurri è che Conte rimanga, ma non avrei dubbi al riguardo, e che insieme ci si possa togliere qualche altro sfizio.
In più mi auguro che ADL si renda conto dei danni fatti dall’attuale staff medico e riprenda quello che c’era prima.
E che la prossima stagione c’è la possiamo giocare senza la caterva di infortuni di questa. Sperando che anche in Europa facciamo meglio dalla presente stagione che in quel campo è stata forse la peggiore da decenni.
Insomma…c’è scudetto e scudetto, abbi pazienza, un conto è vincerlo di un punticino e con la differenza reti inferiore alla seconda, e un altro è vincerlo con questi numeri.
Questa è una mattanza.
Quello dello scorso anno è stata la sorte, e forse qualcosa altro.
Comunque sempre meritato, come ho sempre detto…
Quindi secondo te questo scudetto ne vale due?
Inoltre vorrei che ricordassi che noi a gennaio perdemmo il nostro giocatore più forte. Quanto forte fosse lo avete poi constatato anche voi a maggio scorso.
Se dico che con lui forse i punticino sarebbero stati più di uno.
In ogni caso vincere di uno è anche particolarmente divertente non credi?
PS vorrei che ti ricordassi tu ed i tuoi cotifosi che quest’ anno anche il Milan non aveva le coppe, ma mi pare che non abbia vinto , sia pure di un punto.
Comunque per arrivare ai NS campionati hai voglia a correre.
Eppure ci credevo per quanto concerne il Milan, visto che lo avevi dato vincente….ma secondo me li pigliavi per il culo, eri sicuro di vincere te..🤣
suvvia, Marotta credo sia il più grande amministratore sportivo italiota non dico di sempre, ma almeno di questo secolo;
cheppoi faccia dichiarazioni dovute al ruolo che ricopre è umano;
il Napoli lo davo favorito ma gli infortuni hanno pesato, vero che ci sono stati anche in altre squadre, ma non così decisivi;
Marotta è quello che ha detto Saviano. Né più né meno!!
Sincero e condivisibile il pamphlet del FaB in omaggio allo scudetto interista n. 21. Aspettiamo gli eventi, la finale di Coppa Italia a ridosso della prima sfida tra Lazio e Inter, e chissà che i Marottiani si ricordino di noi regalandoci il modesto trofeo nazionale, foriero però di un’avventura europea quantomai auspicabile sul piano finanziario.
oh, no! all’incasso?
‘Loro non vogliono vedere quell’arbitro…’
Pensa noi che dobbiamo leggere uno sfigato come te😀
Buondì,
E alla fine…è inevitabilmente andata per come doveva andare.
Complimenti ai cuginastri, che fanno 21 col vento in poppa, e agli altri le briciole.
Che nel caso – finora – di Napoli, Milan e Juve (in rigoroso ordine di classifica attuale) sono i bei milioni della partecipazione alla Champions e un po’ di visibilità europea di primo piano per l’anno venturo. Sempre sperando che i vizietti emersi lungo il cammino non finiscano per vanificare proprio sul traguardo gli sforzi fin qua profusi, perché Roma e Como non molleranno fino all’ultimo istante.
Da quello visto sul campo, e per le rose nettamente inferiori a quella dell’Inter, per i piazzamenti di Milan e Juve è lecito parlare di autentici miracoli degli allenatori.
Di un abbondante pizzico di sfortuna e accanimento sanitario nel caso del Napoli.
E’ evidente, da un semplice confronto a quattro one-to-one dei singoli giocatori, quelli dell’Inter ne escono ruolo per ruolo quasi sempre vincenti sia per qualità che per rendimento. Questo pure al netto dell’impunità dai cartellini e della bravura acrobatico-recitativa.
Cosa augurare allora per l’anno venturo?
Che a Lissone, oltre ai quintali di sabbia che spargeranno nei prossimi giorni, tolgano anche i videocitofoni.
Al Napoli che Conte, ammesso che resti, in prospettiva futura dia una regolata allo staff sanitario e guarisca dal mal d’Europa che sempre lo ha afflitto.
A Milan e Juve che prendano coscienza della conclamata incompetenza tecnica dei rispettivi “responsabili acquisti”, e che per il mercato si affidino ai suggerimenti dei loro tecnici, colmando in fretta le evidenti lacune degli organici.
All’Inter che tagli il cordone con gli arbitri, perché ha tutti i mezzi tecnici per vincere senza bonus, e soprattutto senza tessiture sotterranee. La frase di Marotta alla stampa “non so chi sia Saviano”, ricorda penosamente la tracotanza e l’atteggiamento omertoso dei più biechi mafiosi. Quelli di cui – per intenderci – tutti conoscono legami, attivismo e colpevolezza ma che nei processi vengono assolti per insufficienza di prove o prescrizione dei reati.
A Roma, Como e Atalanta che trovino (o ritrovino) la strada maestra, perché sono quelle più adatte ad una proposta tecnica di gioco divertente a beneficio dello spettacolo.
Alla serie A, infine, (e scusatemi per l’interesse privato in atti d’ufficio) che ritorni il Palermo ed il suo pubblico sportivo ed appassionato.
Per tutto questo, però, il cammino è lungo ed impervio.
Salutoni
Applausi a scena aperta (quantunque io al posto vostro mi libererei di Allegri) e auguri anche da parte di un fervente… rossazzurro!😉
Sarebbe anche ora, ma non solo il Palermo.
Mi deludi ragazzo, purtroppo il tuo astio con l’Inter è sempre più evidente,forse ne hai ben donde vista la mattanza fra i confronti dei palmares negli ultimi 20 anni..non te li elenco perché sai leggere pure tu.
Il cordone con gli arbitri fa ridere I polli, addirittura sganasciare, ma non ti sei accorto che lo scorso anno ci hanno sottratto il campionato?
Ma ti sei accorto che i campionati che vinciamo passano i 15 punti di distacco, e quelli testa a testa li perdiamo.
Ma lo sai che tutte le squadre hanno uno che tiene i rapporti col designatore?
E che oltre a Schenone ci vanno tutto gli altri dal Pm?
E Saviano che da del delinquente ad un incensurato- sportivo e civile – come Marotta, non è Moggi o De Santis eh, non è che se ha la scorta ha l’autorità morale si sputare sentenze su tutto e tutti…mah
Hello,
No, non è astio, ti sbagli.
E’ solo il fastidio di dover assistere impotente alle tessiture di chicchessia nel calcio, ora Marotta, uno che sa indubbiamente il fatto suo, e che a intuito “respingo” a pelle per un fattore fisiognomico. Dovesse venire al Milan – non sia mai – sospenderei il tifo.
Intreccia, sa come forzare i blocchi, come guidare la barca e come abbandonarla un attimo prima dei topi quando affonda, uscendone sempre pulito e con le spalle coperte.
La sua storia con Samp e Juve lo dimostra.
Per molti queste sono qualità, ma per me no.
Secondo me Saviano ha semplicemente avuto il coraggio di esternare quello che molti sanno già, e molti altri possono solo supporre un passo aldilà del ragionevole dubbio, circa l’inevitabile peso specifico del nostro all’interno di un sistema di equilibri al limite – se non oltre – della legalità.
Quello che trovo veramente deprimente è che il fattore sportivo nel nostro calcio conta sempre meno e che la delinquenza, quella vera, pericolosa ed organizzata, è ormai una presenza consistente ed un interlocutore “accreditato”.
Ripensa ai vari galantuomini delle curve, ai loro legami politici e con allenatori e dirigenti e – persino – agli omicidi tra “tifosi” (ostiniamoci a chiamarli così) avvenuti recentemente.
Detto questo e tornando al tema sportivo non ritengo che – arbitri o non arbitri, simulazioni o non simulazioni – lo scudetto di quest’anno potesse vincerlo un’altra squadra. Troppo gap tecnico, troppo divario di forze, troppa discontinuità.
Di questi ed altri temi potremmo parlarne con più serenità, considerati i capelli bianchi che tutti o quasi – credo – abbiamo, dimenticando le pure ragioni del tifo da teenagers che da un lato possono mantenere il acceso sacro fuoco, ma che dall’altro molte volte ci fanno apparire un po’ puerili.
Salutoni
” Venisse al Milan sospenderei il tifo”
Quindi lo hai sospeso anche durante il trentennio Berlu – Adri
Beh…
Se parliamo degli albori dell’era berlusconiana la differenza con gli altri club non fu subito “politica”, ma piuttosto tecnica e di investimenti, e aprì (purtroppo) l’epoca della corsa agli acquisti a cifre folli di campioni e, a volte, bidoni.
Innegabile però che Berlusconi (e Sacchi, soprattutto) dissotterrarono tutto il calcio italiano e avviarono un movimento che nel giro di qualche anno lo portò ai vertici europei, sia come tecnica che come mentalità vincente.
Se ricordi però, quel Milan non fece sfracelli in Italia, dove c’era una discreta concorrenza, e si coprì di gloria in Europa, dove imperavano club molto più “protetti”.
Certo, Marsiglia resta Marsiglia, ma nessuno è perfetto…
Successivamente, con la presidenza di Lega a Galliani, peraltro eletto dagli altri club, ci fu forse una forma di “rispetto” arbitrale verso il Milan, ma non ricordo scandali conclamati e sotterfugi della portata di quelli odierni.
Per Calciopoli comunque, anche considerata la posizione marginale, si è pagato abbastanza, e ai tempi ognuno mosse le sue carte (dovreste ben saperlo anche voi cuginastri…). Così – a memoria – quello che girò allora sul Milan era acqua fresca in confronto ad oggi.
In quanto al mio tifo…beh considera che erano altri tempi, altra maturità, e poi… pur nella sua “fascinosa” bruttezza Galliani era più bellino di Marotta. Cravatte escluse.
Vuoi mettere?
Tu rimani sempre il leader dei “senza vergogna”.
Non ti credevo così cattivo…🤣
Spero anch’io che ritorni il Palermo, la più dignitosa tra le due capitali borboniche
A parte che risulta evidente che qualche napoletano o napoletana devono sicuramente averti fatto soffrire molto. Non si spiega altrimenti questo astio contro Napoli, Ancor più grave se viene da un rappresentante delle forze dell’ordine( sempre che sia vero che tu lo sia, cosa di cui dubito molto) che avrebbe il DOVERE di non nutrire simili pregiudizi nei confronti di chicchessia,, ma sarebbe il caso che tu a prescindere studiassi un po’ meglio, anzi molto meglio, la storia che è maestra di vita. Scopriresti così che NAPOLI e PALERMO erano capitali da molto prima che i Borbone arrivassero sul trono.
Almeno seicento anni. Quando altre erano piccoli villaggi o semplici accampamenti dell’esercito.
condivido il giudizio su Milan, Juve e Napoli, ma nel caso della prima squadra di Milano qui c’insegnano che l’allenatore è bollito e chiunque avrebbe vinto lo scudetto a occhi chiusi, anche mancando di molte pedine, specie in attacco (tra parentesi, posso dire che non condivido i giudizi su Leao? a me sembra che abbia fatto più del dovuto e spesso in un ruolo non suo);
Beh, di sicuro io allegriano non sono. Ma diciamocelo, chi sarebbe stato lungamente al secondo posto con l’organico del Milan?
Allegri ha fatto il sugo con le rape, capendo che la sostanza sarebbe dovuta arrivare dal centrocampo (unico reparto all’altezza delle altre big), e da lì sono nati sia la copertura della difesa, sprovvista com’è di “fenomeni” sia gli spunti dei gol, autentico miraggio per gli attaccanti.
Al netto delle assenze per infortunio valide per tutti, le tre, dicasi tre, punte di ruolo – Nkunku, Gimenez e Fullkrug – hanno realizzato un totale di 6 gol (grazie anche a 3 rigori) contro i 29 (VENTINOVE) dei due titolari dell’Inter.
Leao, criticato, bistrattato, lungoinfortunato, utilizzato a forza in questo marasma come punta centrale, ha dato un contributo tutto sommato “costante” ed accettabile per le sue caratteristiche ed il suo rendimento.
Se poi continuano a bersagliarlo e a pretendere che sia Weah, beh…
Probabilmente andrà via, perché la dirigenza vuole ogni anno far cassa con qualcuno, ed è giusto che dopo tanti anni cerchi stimoli altrove, ma gli auguro di arrivare in una squadra che ne sfrutti appieno le qualità.
Secondo voi Leao ha dato il contributo che dovrebbe dare un giocatore che vale centocinquanta milioni? Perché queste erano le cifre che giravano qui dentro non più tardi di un anno, un anno e mezzo fa
Salve,
Per le clausole rescissorie, si sa, si concordano cifre impossibili da raggiungere, e che si sperano di raggiungere se arriva l’allocco di turno con un pacco di milioni in mano.
I 150 indicati per Leao, frutto di questo ragionamento, furono stabiliti alla fine del suo anno magico, quando pochi allenatori sapevano ancora come disinnescarlo ed il gioco del Milan era orientato a fargli esprimere le sue migliori qualità.
Leao a mio giudizio non sarà mai un fuoriclasse nel senso più comune del termine, ma resta un ottimo calciatore, discontinuo ma disponibile e dalle spalle larghe, che non si è mai tirato indietro né impuntato per puri scopi personali.
E se pensi che ha comunque fatto i suoi gol giocando fuori ruolo, paragonato ai colleghi di ruolo è ben altra stoffa.
be’, Bastoni non è tanto lontano, dicono, ma ha di più l’eccelsa arte drammatica;
Auguri all’Inter e ai suoi tifosi. Ha vinto questo scudetto meritatamente. Spero faccia bene anche in Champions League.
Purtroppo Sinner ha finito troppo in fretta e mi è toccato vedere la Juve …
Congratulazioni agli amici interisti per lo scudetto.
(finalmente potete buttare la stella di cartone, avete conquistato quella d’oro)
L’avvio del Campionato – con sei nuovi tecnici sulle panchine delle prime dieci classificate di quello precedente – mi aveva spinto a parlare di “stagione degli allenatori”.
Di una stagione nella quale più che mai, cioè, la differenza avrebbe finito col farla la capacità di ciascuno di essi di accendere la propria squadra attraverso il carburante delle proprie idee calcistiche.
Circostanza avvalorata poi, se mai ve ne fosse stato bisogno, dal fatto che considerando gli esoneri di Pioli (voto 2), di Juric (4) e di Tudor (4) .. se andiamo a vedere i tecnici che hanno finito col sedere sulle panchine di queste sei squadre alla fine sono stati addirittura nove.
E’ forse il caso allora – e probabilmente anche il momento – di tracciare un bilancio di questa ‘stagione delle panchine’.
E lo faccio servendomi del più classico degli strumenti, il voto, unitamente alla simbologia semaforica.
D’altra parte fra le tante opportunità generosamente offerte dal Blog di Fabrizio c’è anche quella di poter scimmiottare i metodi e il linguaggio della stampa specializzata, una tentazione cui a volte – diciamo la verità – .. è difficile resistere 😊
Procedo dunque, non prima di aver precisato che i voti non sono solo (o tanto) in relazione ai risultati ottenuti quanto piuttosto a quelli ottenuti in rapporto al materiale tecnico (e non so perché ma pensando a Leao mi viene da dire anche umano) di cui si disponeva.
CHIVU (7 – anche 7,5 in caso di vittoria della Coppa del Nonno)
Quello che si è trovato fra le mani a inizio campionato era un ‘giocattolo’ un po’ ammaccato dagli “zero tituli” della stagione precedente ma comunque di ottima fattura se consideriamo gli standard calcistici medi nostrani.
Avrebbe potuto danneggiarlo ulteriormente oppure riprendere a farlo funzionare (queste sostanzialmente le opzioni in campo): a Roma si dice “o sfondo o mi brucio” .. e Cristian non si è bruciato.
Tatticamente ‘provveduto’, saggio/furbo nell’appoggiarsi in punta di piedi al patrimonio tecnico lasciatogli da Inzaghi, calmo, distaccato e forse addirittura freddo .. può avviarsi ad essere un buon protagonista sulle panchine italiche.
Anche se del suo effettivo valore la seconda stagione sulla panchina nerazzurra ci dirà probabilmente più di quanto non ci abbia detto la prima.
Semaforo VERDE .. ovviamente.
CONTE (6,5)
Dopo aver perso giocatorucci del calibro di Oshi e Kvara ed essere comunque riuscito – e anche brillantemente – nella non facile impresa di fare “di necessità virtù” (un’abilità alla portata di pochi) .. aveva levato la sua voce all’indirizzo del patron lamentando che le nozze coi fichi secchi puoi farle una volta ma non puoi pensare di ripeterle ogni anno.
E del ‘patron’ tutto si può dire tranne che non gli sia venuto incontro.
La stagione si apriva dunque sotto i migliori auspici.
Ma poi è successo qualcosa, i posteri diranno cosa.
Uno Scudetto, una Supercoppa e un secondo posto in Campionato in appena 18 mesi di calcio giocato – tuttavia – sono tanta roba.
Semaforo VERDE dunque, non si discute.
ALLEGRI (6,5)
La sua mission (che – giova ricordarlo – non era quella di divertirci dando spettacolo ma unicamente quella di trascinare la squadra fuori dall’annus horribilis che sappiamo guidandola all’ingresso in Champions) l’ha perfettamente centrata.
Forse il perfettamente è di troppo perché entrare in CL da terza o addirittura da quarta non è esattamente il massimo della vita ma insomma .. che l’obiettivo l’abbia centrato non ci sono dubbi.
Ora si tratta di proseguire, di fare di più: perché in un campionato del livello del nostro per uno come Max fare di più non è soltanto possibile ma direi ‘doveroso’.
Spettacolo e divertimento – va da sè – resteranno sullo sfondo: d’altronde non lo abbiamo chiamato per chiedergli quello che non è in grado di darci ma esattamente per il contrario.
Disco VERDE, è ovvio.
SPALLETTI (6,5)
Dopo le traversie degli ultimi anni, ben impresse nella memoria degli amici bianconeri, una garanzia.
Conosce il calcio italico come le proprie tasche ed era facile prevedere che con lui alla Continassa si trattasse solo di un problema di tempo e pazienza (comunque molta).
Il puzzle juventino comincia ad assumere una propria fisionomia.
Disco VERDE dunque e avanti tutta.
GASPERINI (6)
Ero stato fin troppo ‘facile profeta’ nel prevedere il braccio di ferro fra il Gasp e Trigoria intesa in senso lato: ‘o Giamp gasperinizza la Roma o Trigoria romanizza il Gasp’ scrissi .. o qualcosa del genere.
E questa prima stagione romana del nostro sta lì a rappresentare plasticamente i termini della questione.
Ovvio, tuttavia, che a questo punto non ci si possa fermare.
Disco VERDE quindi .. insomma avanti a testa bassa .. chè altrimenti finirebbe che la prossima volta che la dirigenza giallorossa dovesse mai usare la parola “progetto” verrebbe inesorabilmente sommersa dalle pernacchie.
FABREGAS (7,5)
Cesc è la rappresentazione vivente della magnifica utopia che periodicamente attraversa il calcio: la coperta spostata quasi tutta in avanti e il princìpio zemaniano secondo il quale se fai un gol in più degli avversari te ne freghi di quanti ne prendi.
Per quello che ha fatto in riva al lago e per i giocatori, il modo e la velocità con cui l’ha saputo assemblare .. semaforo VERDE naturalmente.
Ma, nel caso del Como più che mai, il colore del semaforo non dipende esclusivamente dai desiderata della società (che se dipendesse da quelli immagino sarebbe un verde ‘per tutta la vita’ o quasi) .. quanto anche dalla capacità che ‘il nostro’ avrà di resistere a innumerevoli e allettanti tentazioni (tecniche prima ancora che economiche).
Sebbene, infatti, la portata di ciò che ha realizzato in questi ultimi due anni a Como sia enorme, la parte più difficile della sua avventura lariana in fondo verrebbe ora.
Perché confermarsi stabilmente tra le prime cinque-sei della classifica e percorrere addirittura “l’ultimo miglio” – vale a dire puntare decisamente la prua su un accesso champions e soprattutto sul Tricolore – non è così facile.
Ripetersi insomma – in una realtà come quella comasca e una volta svanito l’effetto sorpresa – non sarà/sarebbe una passeggiata.
Cosa di meglio, allora, che lasciare un ricordo leggendario sulle rive del lago e fare il salto nel “calcio che conta” portando le proprie idee dentro società che possono schierare parate di stelle e che giocano sui palcoscenici calcistici più prestigiosi del pianeta ?
PALLADINO (6,5)
Anche se a tratti ne dà l’impressione la Dea di Mr. Palladino non è ancora quella del Gasp.
Diciamo che su base-campionato le mancano ancora fra i sette e gli otto punti .. che sembrano pochi ma che in realtà fanno tutta la differenza del caso fra una squadra di belle potenzialità e di alta classifica e una di qualità certificate e ‘stabilmente’ di alta classifica.
Nessun dubbio, tuttavia, che fra i tecnici orbitanti nel nostro calcio Raffaele sia quello potenzialmente più in grado di riavvicinare la Dea ai fasti degli anni di Giampiero.
Disco VERDE dunque, salvo che la dirigenza bergamasca non abbia improvvisamente sviluppato un’inclinazione a “complicarsi la vita”.
ITALIANO (5)
Stagione totalmente strabica, quella dei felsinei, e non poco contraddittoria.
Così come quella del loro tecnico.
Al pari di Cesc, infatti, Vincenzo è un magnifico utopista (o forse più semplicemente un utopista).
Che però (almeno tale è la mia impressione) nell’attuale panorama calcistico italiano rappresenta “una grossa scommessa”, tutto proteso com’è a oscillare fra Sacchi e il Sarri dei tempi migliori da un lato (solo per dirne un paio) e Giampaolo e Di Francesco dall’altro (solo per dirne un altro paio).
Fosse per me il semaforo bolognese lo orienterei come minimo su un approfondito e meditato GIALLO (= ragionarci molto bene).
SARRI (6,5)
Un Presidente che ha perso lo smalto dei tempi migliori e una società in malinconica decadenza.
Dubito fortemente che altri diversi da Maurizio avrebbero saputo fare di meglio, quest’anno, sulla sponda biancoceleste del Tevere.
Sul disco semaforico di Sarri confesso tuttavia di non sapermi esprimere perché è proprio sulle prospettive della Lazio che sento di non avere alcuna capacità di esprimermi.
Di una cosa però sono certo: ed è che – sebbene l’apice della sua parabola di allenatore Maurizio l’abbia probabilmente già toccato – non c’è dubbio che, posto alla guida di una società meglio attrezzata della Lazio attuale, potrebbe farci vedere ancora cose interessanti.
VANOLI (6)
Direi disco ROSSO.
Vanoli infatti – seppure con non poche difficoltà – ha saputo trarre fuori la squadra dalla palude nella quale ha stazionato, con grossi rischi, per gran parte del torneo.
Ma se la viola vuole lasciarsi alle spalle questa sua pagina calcistica facendone un’isolata ed episodica parentesi e vuole ricollocarsi rapidamente “sull’orlo delle prime sei” riprendendo in qualche modo il discorso bruscamente interrotto quest’anno .. non c’è dubbio che debba ringraziare caldamente Mr. Vanoli e guardare altrove.
Mio parere personale ovviamente.
Chiudo infine con qualche ipotesi – logicamente molto generica – sul possibile valzer di panchine della prossima estate.
Difficile – ma non impossibile – che possa eguagliare quello di un anno fa.
L’impressione, infatti, è che uno o due movimenti di un certo tipo potrebbero generarne a cascata numerosi altri, un po’ come le ‘macchine di Rube Goldberg’, quelle degli effetti a catena.
Dissento sul voto a Conte. Lascia perdere nel computo i risultati dell’anno scorso, che ormai – ahimè – sono acqua passata. Quest’anno il voto è non più di 6, sulla fiducia più che altro. Il campionato probabilmente lo chiuderemo secondi, ma comunque a grande distanza dalla prima, senza avere mai dato l’impressione di potere vincerlo di nuovo. La Champions è stata un disastro, da campioni d’Italia in carica non siamo arrivati nranche tra le prime 24 (per non parlare del 2-6 subito dal Psv).
Sono classifiche che lasciano il tempo che trovano, secondo il mio punto di vista – e parla lo scienziato del calcio – quasi tutte sbagliate o perlomeno frettolose, se Allegri non c’entra la Champions il suo 6,5 passa a 4,5, se arriva quarto per miracolo arriva a 5,5…attenzione perché non ne hanno più, sono senza Modric e non segna nessuno, han vinto con un tiro in porta a Verona, all’ultima a Genova se c’è ancora in ballo la Roma De Rossi non gliela regala di certo.
Palladino non vale 6,5 ma 5,5, Sarri se vince la Coppa Italia è da 7, Chivu è da 8 a prescindere, Conte da 4,5, ma scherziamo?
Ha fatto una figura in Champions più che miserrima, fuori dalla Coppa Italia e mai stato in lotta per il campionato,gioco zero.
Per il resto mezzo voto in più ad Italiano ed in meno a Fabregas…
Giusto Gasperini e mezzo voto in meno a Spalletti….Vanoli chi allena?
Sette all’allenatore della Udinese invece…
Ti sei dimenticato del mitico GIAMPAOLO, che anche quest’anno è riuscito a far retrocedere una squadra che era già praticamente salva con i punti precedentemente fatti da NICOLA nel girone d’andata e il povero DI FRANCESCO che ha fatto anche lui il pieno di B con la quarta squadra diversa?!
Ci sarebbe da commentare anche il giovane di Parma…
Manca anche Fabio Grosso, che ha fatto un campionatone in quel di Sassuolo.
Dicono verrà a Firenze, ed io lo spero, che una botta di Rinascimento la merita.
Bravo
Sì certo, diciamo che il mio focus era sulle prime dieci classificate dello scorso Campionato: che si erano presentate ai blocchi di partenza di questo con la bellezza di sei nuovi tecnici sulle proprie panchine, addirittura ben tre dei quali poi esonerati e sostituiti nel corso del torneo.
Grosso ha fatto un gran bel campionato quest’anno, riportando il Sassuolo a essere una squadra che “pungica” e che “va presa con le molle” e conducendolo a insidiare il tradizionale primato regionale del Bologna: una cosa, questa, che non credo risulti esattamente gradita ai tifosi felsinei.
Su Giampaolo e Di Francesco (citati da @redant poco più sù) io non so più che dire.
Anche se quest’anno, infatti, uno dei due si salverà resta il fatto che sono due tecnici che non riescono a ‘decollare’: eppure di occasioni – e non solo in squadre che tradizionalmente lottano per non scendere in B – ne hanno avute.
Diciamo che in questi anni hanno dilapidato gran parte della loro reputazione di tecnici e che continuando così fra non molto usciranno dai radar di interesse delle società calcistiche di A.
Al giovane iberico di Parma i miei complimenti.
A inizio torneo, infatti, l’avevo abbinato a Eusebio individuandoli come i maggiori ‘papabili’ per la discesa in B.
E’ evidente che sbagliavo: perchè al suo primo anno nella massima serie di un paese per lui ‘nuovo’ se l’è cavata più che egregiamente.
Concordo, anche al Maestro Giampaolo va attribuisco un disco.
Per bravura del suo procuratore, agganci, onda lunga delle pochissime annate positive o non so che altro anche quest’anno il buon Giampaolo è riuscito incredibilmente a strappare una panchina.
Se non ho fatto male i conti, ha totalizzato la bellezza di 4 punti in 5 partite mentre in carriera ha collezionato credo qualcosa come 9 esoneri.. cioè, per 9 volte un datore di lavoro gli ha detto: guarda, facciamo che basta così, ti paghiamo (centinaia di migliaia di euro) per non lavorare, vai pure.
Quando parliamo di crisi del calcio italiano, accanto a tutte le analisi fatte mettiamoci anche una questione “meritocrazia”.
Un disco?
Tutta la discheria, direi.
Da mille anni Giampaolo continua inspiegabilmente ad essere ingaggiato malgrado una sequela ininterrotta di fallimenti e retrocessioni, e continue polemiche quando gli si fa notare qualcosa che non gli va a genio.
Un presuntuoso inarrivabile che, evidentemente, avrà un commercialista che fa magie e miracoli anche per chi gli offre un lavoro.
Aggiorniamo lo score di Giampaolo dopo la bella prestazione di ieri contro la corazzata Lazio: 4 punti in 6 partite.
Mi dispiace per la Cremonese e per Vardy, che non credo rimarrà in serie B… ma se al posto di Nicola, che è un buon allenatore, assumi uno che è stato licenziato 7/8 volte nelle sue avventure precedenti, te la cerchi.
Allegri avrebbe centrato che cosa, esattamente? Ha fatto un gol in 5 partite, sta viaggiando da un mese alla media della Cremonese (e nel mese precedente, poco meglio). Perde con l’Atalanta, fa uno-due punti fra Genoa e Cagliari, capace che si ritrova sesto…
Bella cosa non essere superstiziosi – ma gliela stai tirando a piene mani…
nulla da dire sul merito, ma sull’eccesso di esultanza sì:
questa foto mostra il gesto che faremo quando tu e il Regolamento vi toglierete dai c…..ni del blog
sei peggiorato Pinguino, sarà colpa delle figure di m…a che voi gobbi avete fatto in questi anni ma sei proprio peggiorato.
guarda che quello nella foto non è il pinguino
Hai ragione, è tua nonna vestita da calciatore
Il 95 sul calzoncino sono gli anni sul groppone, allora.
no, è il numero totale di neuroni che è rimasto a #il regolamento
Rosica rosica, consolati riguardandoti lo spettacolo della Giuve contro Milan e Verona
Due legni e almeno dieci occasioni, ma voi fate vostro il motto che ci rinfacciate: l’unica cosa che conta è vincere.
Come ci insegna Bastoni.
Ciccio aumenta la dose di maalox
La stanchezza o il mezzo infortunio, entrambi riferiti a Yldiz, tolgono il velo posto da Yldiz.
Ci sarebbe da comprare molto, probabilmente troppo, e bene…la spia di come stiamo messi male è l’inamovibilita’ di McKennie…forza juve!
Ieri ho fatto un sogno: Scudetto revocato e Inter in B per il caso scommesse/Rocchi, implicato anche il Napoli che prende 20 punti di squalifica e il Tricolore viene assegnato d’ufficio alla terza: il Milan.
Fra un paio d’anni si scoprirà che erano implicati anche i Rossoneri, ma ormai, il 20 scudetto di cartone non gli verrà tolto perchè scaduti i termini della prescrizione. Il MIlan andrà in Europa e con lo smoking bianco si vanterà di essere l’unica squadra intergra e con i bilanci in ordine… ah ah ah
Si gode e molto.
Il resto sono chiacchiere…
Si gode, si gode, sobriamente ma si gode assai…
Mi associo
Heilà BoB, ben trovato!
ciao 2010 sono solo di passaggio
È per l’aria che tira da un po’ sul bloog?
Anche. C’è pure che non ho molto da dire e quindi taccio
saggio Bob;
cmq complimenti -scudetto? che scudetto?
Scudetto ululà castello ululì …. 😉
Buongiorno Bocca , prima di tutto grazie per il suo pistolotto qua sopra, davvero grazie. Però, mi permetta: quando scrive dei nostri passati ” terzini imperiali” e ne elenca i nomi tra parentesi , mi ci mette Sarti?! Sarti era un portiere, che c’entra con i terzini?! Bocca? Non mi dica che nonostante tutto l’ha confusa un attimo parlarne dei vecchi miti della grande Inter……
Invece Bocca quella cosa dei perfidi e cornuti, si , ben precisato, si, si.😎
Non mi ha confuso nulla, è semplicemente l’inizio della filastrocca della formazione. Che ovviamente comincia dal portiere, cui seguono i terzini… Un saluto Fab
Scudetto strameritato.
Al netto delle millemila sterili polemicuzze, hanno meritato; i numeri parlano chiaro.
Meritano per me un bel 7, voto mediano tra il 9 per il campionato e il 5 per le mediocre CL dove, effettivamente, si sono fatti sbattere fuori da un gruppo di di tizi che, tutti assieme, guadagnano la metà di quello che si mette in saccoccia il solo Lautaro.
Figuraccia europea indiscutibile, ma sono comunque in buona compagnia …
Scudetto già in cassaforte dalla vittoria con Roma e Como.
Proviamo ad esaminare da dove arriva questo dominio assoluto della formazione nerazzurra
Nessuno ha due attaccanti come Martinez e Thuram in Italia…
Nessuno ha due tiratori da fuori area come Chala e Zielinsky – piú o meno una decina di gol –
Nessuno ha un esterno che ti procura 18 assist
Nessuno ha un nucleo di italiani così forte e numeroso – che gioca assieme da anni
Nessuno ha Beppe Marotta
In sei anni 3 scudetti,due secondi posti ed un terzo
Un dominio molto democratico ed illuminato – c`è spazio per tutti –
E siamo solo all’inizio
Per migliorarci
Ovvio un portiere – Vicario -?
Un attaccante che salta l’uomo – Paz il sogno –
Un centrocampista di centimetri e peso – Koné della Roma –
Un paio di difensori giovani – Muharemovic,Solet?
Chi ci lascerà
Sommer,Frattesi, Acerbi,Darmian,Michi – grazie di tutto
In bilico
Bastoni, De Vrii
Ora non resta che ubriacarci
Evidentemente in Europa giocatori così c’è li hanno ,( e pure migliori ) , complimenti da parte mia , ma accorcia st’ anguilla .
Nemmeno l’allenatore che vince lo scudetto è italiano
Fassista…
Ma torna a Casapound
mai stato
Anche nella ‘Kategoria Superiore’ albanese festeggeranno tra pochi giorni i loro ‘campioni’
Se ti basi sulla qualità delle partite come giuve – Verona allora hai ragione, comunque sta di fatto che io festeggio, tu rosichi
Perché dai per scontato che il mio intervento sia condizionato da invidia, livore o altro?
Dovresti elevare il tuo pensiero e cercare di argomentare con la dialettica o nella vita farai sempre figure di merda come questa di oggi
Lo scudetto degli onesti
Io festeggio tu rosichi
Partita prevedibile, passa col Parma e prevale pertanto la Pentaperata: la piazza appagata fa perepepè. Per le paturnie in Europa portar pazienza.
Polemiche a parte e proprietà permettendo, prospettan parecchi un percorso propizio per prossimi premi.
Parlando per prudenza, pare più pertinente procedere per passi, piano piano…
Fa sempre piacere vedere un giovane far bene, bravo Chivu. E bravo anche nella comunicazione, checchè ne dica il gestore del Bar Sport (sempre troppo negativo verso gli allenatori – roba da Freud più che da calcio). Notevole soprattutto considerando che l’Italiano non è la sua prima lingua, ma neanche la seconda o la terza (parla un ottimo olandese, dicono).
Contento anche che il Verona, la squadra più razzista e nazista d’Italia sia retrocessa.
Intanto Sinner che vince tutto ormai non fa più notizia, anzi perfino annoia, mentre la F1 dà qualche soddisfazione
Sulla rosea, un opinionista della Gazzetta, tale Franco Arturi, pubblica un articolo intitolato “Se nelle nostre ore di educazione fisica non si insegnasse solo la pallavolo…”
La tesi è che la pallavolo italiana vola perché l’insegnano a scuola, quindi per far rinascere il calcio bisogna rompere il giocattolo pallavolo e dirottare le risorse verso il calcio. Siamo a posto
Se esiste qualcuno che ha imparato la pallavolo nelle ore di ginnastica a scuola mi piacerebbe conoscerlo 🤣🤣🤣
Imparare magari no, ma avvicinare allo sport magari ci sta.
Ci sta e come. A livello giovanile/scolastico il volley è ed è sempre stato molto praticato, anche nel mio vecchio liceo 50 anni fa.
Un pò come il rugby in Francia, UK e Irlanda.
Il volley è sempre stato molto praticato a livello GIOVANILE, soprattutto tra le ragazze.
A livello scolastico, almeno fino a vent’anni fa, io non ho mai avuto notizie di insegnanti di educazione fisica in grado di insegnare nulla di pallavolo.
Si giocava, quello si. Facevano giocare solo a pallavolo perché è lo sport meno a rischio di infortuni rispetto a basket e calcio.
Il 90% degli uomini che conosco io ODIA la pallavolo proprio per i ricordi scolastici.
Per le donne è diverso, una volta era quasi l’unico sport che potessero praticare, ma lo imparavano perché andavano in palestra, non a scuola.
A me il volley, invece, piace molto, quasi quanto il rugby e più del basket.
Si comincia, appunto, giocando e poi, in qualche caso, si passa alla fase più agonistica.
Dillo a me, io ho giocato a volley amatoriale per qualche anno e adesso sono allenatore di beach volley…
Ma dimmi la verità, ti sei appassionato al volley perché ci giocavi a scuola? Saresti uno dei pochi… 🤣
Ah quindi contano solo gli uomini? Siamo a posto
Cazzo, non sai leggere, e quel poco che riesci a leggere non lo capisci.
“Il 90% degli uomini lo odia quindi…
Ah si ci sono anche le ragazze ma sai …”
“Il 90% degli uomini che conosco io ODIA la pallavolo proprio per i ricordi scolastici.
Per le donne è diverso, una volta era quasi l’unico sport che potessero praticare, ma lo imparavano perché andavano in palestra, non a scuola.“
Lo so che cinque righe sono un po’ tante per te, ma sforzati.
Restano comunque una marea di cazzate basate solo su tue sensazioni
Certo, esattamente come le TUE cazzate.
Devo ammettere che nutrivo seri dubbi sulla capacità di Chivu, di guidare, praticamente da esordiente, un gruppo di giocatori uscito distrutto dal finale della scorsa stagione, più vecchio di un anno e parzialmente rinnovato solo in alcuni rincalzi (escludendo l’arrivo last minute di Akanji) ed invece il rumeno è stato bravo a nascondere le nostre debolezze, frutto di sessioni di mercato poco rispondenti ai desiderata tanto del vecchio quanto del nuovo allenatore, dietro le più grandi debolezze delle nostre avversarie interne, che si sono squagliate nel corso della stagione per i motivi più vari (caterva di infortuni, cambi di allenatori, gioco ultra-sparagnino…). Alcuni dubbi sul reale valore del nostro allenatore li coltivo ancora ma stasera è il tempo dei complimenti, anche solo per il coraggio di aver accettato una panchina così pesante dopo un casting confuso condotto da parte di una dirigenza parsa in affanno. La prossima stagione ci farà capire qualcosa di più, soprattutto se e come la società riuscirà ad effettuare quel ricambio dei titolari tante volte rinviato ed ormai improcrastinabile.
Per quanto riguarda la partita, poco da dire. E’ stato condotta dall’inizio alla fine nell’attesa che si aprisse il varco giusto per colpire. Il Parma ci ha costretto pochissime volte a correre all’indietro per difendere la nostra porta, permettendoci indisturbati di giocare con i nostri centrali quasi a ridosso della sua area. Nonostante la partita avesse un valore relativo, si sono viste alcune giocate pregevoli, come in occasione dei due gol ma altre occasioni sono state sciupate per poco.
Saluti
INTER – PARMA 2 – 0
Per acciuffare definitivamente lo scudetto, l’ex-parmigiano Chivu schiera soltanto quattro riserve, Bisseck per Acerbi, Zielinski per l’infortunato Calhanoglu, Sucic per Mkhitaryan e Pio Esposito per Lautaro. Il Parma, stasera in versione molto abbottonata da Cuesta, spera di scippare almeno un punticino. In ottica mercato Lazio (!) da osservare Delprato, Bernabè, Valeri e le due punte Strefezza e Pellegrino. Arbitra Bonacina, al VAR Marini.
Due testate di Thuram, una facile, l’altra a lato, poi Akanji lancia Strefezza che spara fuori, Pellegrino ciabatta in curva, fucilata di Barella sulla traversa, poi Suzuki riesce a salvare anticipando Thuram, Dumfries spreca tirando a un difensore, Thuram ancora fuori misura di testa, fraseggio nerazzurro lento e scontato, si muove solo Barella, testata fuori di Dumfries, ma nel recupero palla da Sucic a Zielinski, assist per Thuram, dx potente che si insacca in rete, 1-0.
Ripresa: dentro Bonny, lunga sequenza di corner nerazzurri, giallo a Zielinski che lascia per Miki, entrano Carlos Augusto, Elphege, Ordóñez e finalmente l’atteso rientro di Lautaro, tiraccio di Dumfries, entrano Sørensen ed Almqvist, Lautaro prima prova il tiro parato da Suzuki, poi fa un cross-assist a Miki che appoggia facile in fondo al sacco, 2-0. Entra Carboni, gol di Elphege annullato per f.g. di Almqvist, esce Barella tra gli applausi, entra Frattesi, che prova a segnare il terzo gol ma Suzuki bravissimo salva la rete, e ormai più nulla può impedire all’Inter di festeggiare il meritato scudetto.
I migliori dell’Inter Barella su tutti, poi Dimarco e il rientrante Lautaro, nel Parma Suzuki, duramente impegnato, poi Circati e Strefezza. Tutto facile per Bonacina.