La Roma ha battuto 2-0 il Genoa, Castro ha fatto gol su pallonetto

Inter e Roma alla sfida scudetto: in Champions League sono mazzate, in campionato rose e fiori…


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Dalle mazzate europee alle rose del campionato: Inter a 19 punti, Roma a 17, Lazio a 16 prima della Juventus. Restano i due 3-4 casalinghi: Chivu piegato dal Bruges e dalla tripletta di Tresoldi, Gasperini dal Real di Mourinho.

A Bologna l’Inter vince 3-1 senza Lautaro infortunato, con Pio Esposito accanto a Thuram e Calhanoglu inizialmente fuori. Pobega segna e centra la traversa, costringendo l’Inter ancora una volta all’inseguimento e alla rimonta. Thuram pareggia di testa sul cross di Barella.

Poi Chivu che all’intervallourla negli spogliatoi e frusta pesantemente la squadra, cambia tutto: Bonny per Esposito, Diouf e Carlos Augusto sulle fasce. Il brasiliano firma il sorpasso su servizio di Zielinski e serve a Bonny il tris. La vittoria in rimonta riesce anche stavolta, fa ormai parte del copione nerazzurro.

Rassegna stampa quotidiani sportivi domenica 18 ottobre 2026

La Roma batte 2-0 il Genoa di De Rossi, grande ex e giocatore icona giallorossa. Senza Svilar, Cristante, Koné, Dybala e lo squalificato Malen, Gasperini schiera Gollini, Mora dietro Castro e Lulli sulla fascia. Primo tempo contratto, traverse di Balerdi ed El Shaarawy. Castro apre con un cucchiaio d’esterno destro nel sette; entrano Pellegrini ed Hermoso, Il giovane Lulli raddoppia sul tiro deviato di Pellegrini dopo lo slalom di Soulé: primo gol in A, a 19 anni.

Ora Roma–Slovan il 20 ottobre e Inter–Shakhtar il 21; poi Napoli–Roma il 24 e Inter–Fiorentina il 25. In Italia Inter e Roma  sorridono; l’Europa chiede risposte.

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Articolo realizzato con la collaborazione di ChatGPT / OpenAI.
Ricerca, raccolta e confronto delle fonti, fact checking e supporto alla stesura effettuati con strumenti di intelligenza artificiale. Selezione delle notizie, impostazione editoriale, revisione al desk a cura dell’autore.

Giornalista sportivo, a La Repubblica dal 1983 al 2022, sono stato per 12 anni capo dello Sport. Prima e dopo sempre sport e calcio, dai campi di periferia fino ai Mondiali, da Gianni Brera fino a Internet, da San Siro a New York, da Wembley all'Olimpico, dalla carta alla TV. Autore di Bloooog!, il Bar Sport, per 14 anni dentro Repubblica.it. Ora in maniera assolutamente libera, autonoma, indipendente, senza filtri.

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il radarista

Questo è il mio “annus horribilis” e il calcio lo sto seguendo di sfuggita, per sentito dire, diciamo. Ma il fragore della Lazio che vince di brutto contro la Juventus si è sentito per le strade di Cerreto fino a notte fonda. Ed è la prima volta che vedo insieme tifosi di squadre diverse fare cortei e strombazzare per la sconfitta di una squadra.
Io credevo che fossero scesi in piazza per questioni serie di economia e politica, invece no. Deridevano la Juventus.
Certa gente non ha altro da fare. Devo dire però che la sconfitta della Juventus ha lenito la mia insoddisfazione per la sconfitta a Venezia contro l’ultima della Serie A.
Andiamo bene, quest’anno. Allegri a.

2010 nessuno

Non possiamo non raccoglierci in un minuto di raccoglimento per la povera Juventus….. facciamo tre come i….🙏🙏🙏

Obizzo da Montegarullo

A proposito di Juve, mi domando se Cipralex abbia ancora delle buone sensazioni…

gennaro

A proposito di Allegri, leggevo che si parla già di un potenziale esonero se non cambia musica… probabilmente rumori per i clic, ma due dei tre nomi in pista sono Tudor e Montella… da pisciarsi se succede veramente

Obizzo da Montegarullo

Non vorrei che oltre ad Allegri si cominci a spettegolare anche su Spalletti, al 70′ la Lazio a Torino è avanti 2-0…

2010 nessuno

Lo sapevo! Spalletti non ha voluto ascoltare i suggerimenti tattici di Guardiola e taac!

gennaro

Beh Motta e Tudor hanno già dato… non gli resta che ✈️

Modifica il 3 giorni fa da gennaro
gennaro

Belissimo quel gol di Castro, tanto di cappello.

E adesso un bel pareggio tra Lazio e Juve per tenerle entrambe a bada e possiamo considerare il weekend un successo

gennaro

In quanto a Ramos come stiamo, sempre attaccante promettente o …. ?

Mordechai

La Roma, però, se la è giocata alla grande, a parte i minuti finali, con una squadra due spanne superiore.
È l’Inter che ha fatto cagare contro una squadra sulla carta inferiore.

luigi.iannelli

“La Roma batte 2-0 il Genoa di De Rossi, grande ex e giocatore icona giallorossa. Senza Svilar, Cristante, Koné, Dybala e lo squalificato Malen, Gasperini schiera Gollini, Mora dietro Castro e Lulli sulla fascia.”

Sicuramente De Rossi è un ex della Roma. Sul “grande” ci andrei piano. Diciamo un ottimo è già sufficiente. A mio avviso, ovviamente.
Gasperini, intanto, dimostra che senza 4 titolari infortunati ed uno squalificato, si può giocare bene lo stesso (se non meglio).

rusticano

Certi commenti sono a dir poco incredibili.
Copio da Internet: “Daniele De Rossi ha totalizzato 616 presenze e 63 gol in tutte le competizioni con la maglia dell’AS Roma, posizionandosi al secondo posto nella classifica di tutti i tempi dei giocatori con più presenze nella storia del club (dietro a Francesco Totti)”.
In un’epoca in cui i giocatori cambiano maglia ad ogni starnuto, se uno che fa oltre 600 presenza con una squadra non è un grande ex della partita, ma allora chi cavolo lo è??

luigi.iannelli

Infatti ci ho messo “a mio avviso, ovviamente”. Potrebbe averne giocate anche 1000 con la stessa maglia, per me resta un ottimo giocatore, ma non un grande.
Non a caso, credo anche tu, ognuno ha i suoi “grandi” e non tutti concordiamo.

gennaro

Se visiti la Security Room (non lo consiglio, io ci sono capitato per sbaglio) vedrai dai commenti sull’Ucraina che le capacità analitiche del nostro sono molto… “discutibili”

luigi.iannelli

Che tu parli di “capacità”… mica solo là capiti per sbaglio.

il ghiro

Punto Lazio n. 58
1. Luca sì, Luca no. Si è conclusa positivamente la telenovela sul rientro nella rosa di Luca Pellegrini, il nostro esterno di fascia sx, che per buona parte della scorsa stagione ha sostituito brillantemente il titolare Nuno Tavares, durante i suoi periodi di appannamento, purtroppo assai frequenti e prolungati. Luca ha garantito continuità di rendimento, buon affiatamento col compagno di fascia, il capitano Zac, un discreto tiro da fuori e una capacità difensiva migliore del portoghese. Qualcuno, non faccio nomi, ha provato a piazzarlo altrove, in Italia o fuori, ma lui, romano doc, ha voluto restare a Roma e alla fine la sua voglia di biancoceleste ha prevalso su tutto il resto. Se la giocherà con il nuovo acquisto, lo spagnolo Alfonso Pedraza, difensore del Villarreal, per me lui non avrà difficoltà a tornare molto utile a Rino e ai suoi schemi, tutti basati su triangolazioni, scambi in velocità e raddoppi sulle fasce. Alè Luca Bazooka!!!
2. I Quattro Moschettieri. La compagnia dei “romani doc” presenti nelle file della Lazio quest’estate ha seriamente rischiato di dissolversi nel nulla, dei quattro moschettieri originari Alessio Romagnoli, il nostro Porthos, dopo varie incertezze, smentite e conferme, ha preso definitivamente la via del petrolio. Anche Pellegrini-Aramis e Cancellieri-D’Artagnan sembravano destinati a lasciare Formello per migrare in altri lidi, ma come sopra già illustrato i due ragazzi hanno preferito restare a casa. Cataldi, il nostro Athos, è ancora fuori combattimento, distrutto dagli stressanti duelli di centrocampo dello scorso anno, poi dalla pubalgia e infine da una serie di inconvenienti muscolari, tuttora non completamente risolti. Ma per fortuna il mercato estivo ha sanato la falla, prima con il rientro dal prestito di Floriani, poi con il ritorno in famiglia di un nostro “pulcino” emigrato presto al nord, il validissimo Davide Frattesi. Entrambi sono romani doc, cresciuti in quel di Formello, ma per anzianità di servizio mi sento di dare a Frattesi l’appellativo di Porthos, a Floriani resta quindi solo il ruolo di Planchet, il furbo servitore di Cancellieri-D’Artagnan, pronto a servirlo coi suoi raddoppi sulla fascia dx. 
3. Zac, l’orgia del potere. Qualcuno ricorderà che non sono mai stato particolarmente tenero nei riguardi di Mattia Zaccagni, lo consideravo un elemento non particolarmente determinante negli schemi della Lazio di Sarri. La sua storia precedente al suo arrivo alla Lazio lo descriveva come un trequartista, ma prima Sarri e poi Baroni lo hanno definitivamente trasferito sulla fascia sx. Quando Immobile ha lasciato la Lazio, Baroni gli ha anche offerto la fascia da capitano, che a mio giudizio sarebbe stato molto più opportuno assegnare a Romagnoli, per la diversa autorevolezza nello spogliatoio, per il diverso ruolo occupato in campo e per la ben diversa capacità di rapportarsi con gli arbitri. Il suo gioco, spesso basato solo sulla velocità e sul tentativo di saltare il proprio marcatore, lo porta talora a limitarsi a sterzare verso il centro per trovare il tiro di dx o per rimediare almeno la solita punizione per l’intervento falloso dell’avversario. Ora però mi sembra che l’opera di Gattuso, con cui da subito Mattia si è confrontato (è stato il primo ad essere contattato telefonicamente da Rino appena arrivato tra noi), abbia già prodotto i primi risultati: maggior coinvolgimento nella manovra di centrocampo, migliori automatismi con Tavares, più accuratezza ed efficacia nei lanci e negli assist; un solo gol segnato, il rigore che ha spiazzato Stankovic a Venezia, ma tanti suggerimenti ed un contributo prezioso al gioco espresso finora dai biancocelesti. Forse mi devo ricredere, il romagnolo sta maturando, la paternità lo ha trasformato da un emulo di “Cavallo Pazzo” Zaniolo in un professionista più serio e in una pedina insostituibile del gioco di Gattuso, se continua così se ne accorgerà anche Mancini e a novembre la Nazionale ce lo potrebbe sottrarre.    
4. I Guardiani della Rivoluzione. No, ragazzi, non voglio parlarvi dei pasdaran, i feroci guardaspalle dell’ayatollah Khomeini, ma dei due guardiani della nostra rete, il greco Christos Mandas ed il piemontese Edoardo Motta. Nella “rivoluzione” portata da Ringhio a Formello una sola cosa ha messo in chiaro da subito il nostro allenatore, Mandas è il titolare e Motta il suo secondo, per stroncare alla radice frizioni ed incomprensioni. Ora Rino sa benissimo il valore assai elevato e la qualità di entrambi, ma sa anche che Motta è giovanissimo e che avrà in futuro abbondanti occasioni per dimostrare le sue elevatissime qualità, non a caso fu protagonista l’anno passato della famosa semifinale di Coppa Italia contro la Dea, in cui il ragazzo parò ben quattro rigori consecutivi ai tiratori scelti bergamaschi. Peccato che la Lazio sia fuori sia dalle coppe europee sia dalla Coppa Italia, e quindi mancheranno a Motta altre occasioni per mettersi in mostra al di fuori dal campionato. Entrambi possono migliorare e maturare, Motta ha 21 anni ma anche Mandas ne ha fatti da poco 25, e Gattuso mi pare la persona più adatta per farli crescere tutti e due in parallelo.
5. Oggi Sponsor. Invece di cercare serie e vantaggiose partnership per condividere la gestione della S.S. Lazio con finanziatori solidi e robusti, a livello nazionale o internazionale, il nostro Senatore si preoccupa di individuare sul mercato il nuovo sponsor tecnico per la nostra squadra. Oggi la Lazio è equipaggiata con materiali della società giapponese Mizuno, marchio noto anche in Italia per le scarpe e gli altri ottimi articoli di abbigliamento sportivo, solidi, efficaci ed eleganti. Tuttavia il nostro Presidente ha deciso di cambiare marchio e anzichè scegliere tra le più note, le tedesche Adidas e Puma o la statunitense Nike, pare abbia scelto la spagnola Joma, che oggi equipaggia Torino e Fiorentina. I motivi di tale scelta sono ignoti, non credo che il cambio possa dare un significativo contributo economico alle languenti casse dei biancocelesti. Forse la ragione va cercata nel machiavellico intento di riguadagnare consenso e stima dei tifosi laziali, che con poco sforzo e poca spesa possono modificare le tante scritte vergate dai tifosi giallorossi sui muri della Capitale, trasformando con un semplice colpo di pennello i tanti “FORZA ROMA” in altrettanti “FORZA JOMA”, inneggiando così al nostro nuovo sponsor tecnico iberico.

Modifica il 3 giorni fa da il ghiro
occasionale

‘La sfida al governo e l’abbraccio tra Schlein e Conte‘ titola Repubblica.
Che poi dettaglia: “Al termine del discorso di Maurizio Landini in chiusura della manifestazione Cgil, Giuseppe Conte ed Elly Schlein si sono stretti la mano e abbracciati vicino al palco”.
E io non so se ridere o piangere.
Perchè i progressi registrati negli abbracci sono indiscutibili (e se è per questo anche quelli nelle strette di mano e nelle pacche sulle spalle).
Temo tuttavia che non la risolviamo con gli abbracci.

AbbrA
Chakkko

A meno che le prossime elezioni non si svolgano il 21 gennaio, giornata mondiale dell’Abbraccio. È troppo presto?

Saluti

occasionale

👍 😊

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