Boom! SuperKimi Antonelli, il più giovane campione del mondo di Formula 1, ha scalzato il calcio dall’informazione. Dopo 73 anni il baby italiano fa una storica impresa

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Andrea Kimi Antonelli ha vinto il Mondiale di Formula 1 con la Mercedes: a 20 anni e 68 giorni è il più giovane campione della storia. Il terzo posto nel Gran Premio del Messico, il 1° novembre 2026, gli ha consegnato il titolo con quattro gare d’anticipo, alla seconda stagione nella categoria. Un pilota italiano non ci riusciva dal 1953, quando Alberto Ascari conquistò il secondo Mondiale con la Ferrari. Settantatré anni dopo, il ragazzo di Bologna ha cancellato il primato di Sebastian Vettel, campione a 23 anni e 134 giorni. Ecco come è nato il fenomeno.
ANDREA, ANDY, KIMI. Nato a Bologna il 25 agosto 2006, all’anagrafe è Andrea Kimi Antonelli. Per la famiglia è Andy, per le corse Kimi. Il secondo nome non è un omaggio a Räikkönen: lo suggerì Enrico Bertaggia, ex pilota e amico dei genitori, perché suonava bene. Il nome Andrea lo volle mamma Veronica.
IL VOLANTE A UN ANNO. Papà Marco colloca il primo giro a Sarno, nel 2007: il bambino ha appena compiuto un anno, viaggia in braccio al padre su un kart. Quando la madre lo prende, piange perché non vuole lasciare il volante. È un ricordo paterno, non l’inizio delle gare. Nell’estate 2014 partecipa al Kart Summer Camp ACI Sport, prima degli otto anni; nel 2015 conquista il titolo Easykart 60.
IL BOX DI FAMIGLIA. Marco, ex pilota, lavorava nell’officina del padre e ha costruito una propria squadra automobilistica. Veronica lavorava alle Poste, poi è passata all’organizzazione del team. Kimi cresce fra circuiti, camion e pneumatici, con la sorella minore Maggie. Il padre rivela una sorpresa: da bambino non sognava la Formula 1, ma il DTM, il campionato turismo tedesco.
CLANDESTINO FRA LE GOMME. Il primo paddock di Formula 1 è quello di Hockenheim, nel 2014. Ha sette anni, è troppo piccolo per entrare. Il padre, impegnato nella Porsche Supercup, lo nasconde in una pila di pneumatici trasportata su un carrello, con un ombrello sopra. Passato l’ingresso, un amico procura il pass. L’episodio lo racconta Antonelli stesso in un’intervista pubblicata dalla Mercedes.
LA CHIAMATA MERCEDES. Nell’aprile 2019, a dodici anni, entra nel programma giovani della casa tedesca. Corre ancora nei kart: quell’anno vince WSK Euro Series e Super Master Series nella categoria OK Junior, arriva secondo nell’Europeo e quinto nel Mondiale. Nel 2020 e 2021 conquista due Europei consecutivi nella categoria OK. Il vivaio Mercedes lo segue prima che salga su una monoposto.
QUATTRO TITOLI IN DUE ANNI. Prime gare in monoposto nel 2021; nel 2022 vince Formula 4 italiana e tedesca: 22 successi su 35 partenze nelle due serie. Nel 2023 conquista Formula Regional mediorientale ed europea. Nel 2024 salta la Formula 3 e passa direttamente alla Formula 2 con la Prema: vittorie nella Sprint di Silverstone e nella gara principale di Budapest, sesto posto finale.
IL SEDILE DI HAMILTON. La Mercedes affianca alle gare un programma di test con vecchie Formula 1. Quando Hamilton sceglie la Ferrari, Wolff punta sul ragazzo per il 2025, preferendolo anche all’alternativa esperta di Carlos Sainz. Dopo il titolo spiega: «Ho saputo subito che Kimi era l’uomo giusto». Per formarlo, racconta il team principal, sono stati investiti «dieci o più milioni di euro».
IL DEBUTTO E LE LACRIME. Quarto all’esordio nel GP d’Australia 2025, terzo in Canada al primo podio, conclude il campionato settimo: 150 punti e tre podi. In mezzo, errori, critiche e sconforto: a Spa piange. Papà Marco individua proprio nella reazione alle difficoltà la svolta: «Il campione lo abbiamo visto l’anno scorso, per come ha risalito la china da un periodo buio».
RAGIONIERE FRA DUE GRAN PREMI. Si diploma al Salvemini di Casalecchio di Reno, indirizzo Relazioni internazionali per il marketing, nella quinta G. Podio in Canada il 15 giugno 2025, tema sul rispetto il 18, prova d’inglese il 19, orale il 23, prima del GP d’Austria. La materia ostica è matematica: chiede ripetizioni a Russell, che scherza: «Kimi, davvero vai ancora a scuola?».
NOVE VITTORIE. Il 2026 comincia con il secondo posto in Australia, poi cinque successi consecutivi: Cina, Giappone, Miami, Canada, Monaco. Dopo il ritiro tecnico di Barcellona e il quindicesimo posto in Gran Bretagna, torna a vincere in Belgio. Seguono Monza, il nuovo circuito di Madrid e Austin. A Monza conquista il GP d’Italia partendo dal fondo della griglia.
I NUMERI DEL DISTACCO. Dopo il Messico ha 380 punti, contro i 261 di Verstappen, i 259 di Hamilton e i 250 di Russell: 119 sul secondo, 130 sul compagno di squadra. Per il titolo gli basta il nono posto; parte quarto, chiude terzo. La bandiera rossa interrompe la strategia costruita allungando il primo tratto sulle gomme morbide. Alla ripartenza supera Leclerc e riconquista il podio.
I RECORD, SENZA CONFUSIONE. È il primo campione del mondo sotto i ventun anni. A Shanghai 2026 diventa il più giovane poleman di un Gran Premio; il giorno dopo ottiene la prima vittoria. Il più giovane vincitore resta Verstappen, primo in Spagna nel 2016 a diciotto anni: Antonelli è secondo. La pole della Sprint di Miami 2025 appartiene a una statistica distinta da quella delle qualifiche dei GP.
TRE MOTIVI PER IL 12. È il numero di Senna nel primo Mondiale, quello del 1988; è quello utilizzato da Kimi sin dalla Formula 4; sono dodici anche gli anni che aveva entrando nel vivaio Mercedes. Il brasiliano è il suo idolo, scoperto attraverso i DVD delle vecchie stagioni: Antonelli è nato dodici anni dopo la sua morte.
CAMPIONE CON LA PAGHETTA. I genitori continuano ad assegnargli un budget mensile. Veronica: «Gli diamo la paghetta ogni mese, deve farsela bastare». Comprerebbe soprattutto automobili. La madre racconta che andrebbe a un matrimonio in pantaloncini; il padre insiste sull’educazione ricevuta: «Lui sa da dove veniamo». Il denaro viene amministrato in famiglia, anche adesso che il figlio è campione del mondo.
TAGLIATELLE E SCHERZI. Ama le tagliatelle al ragù della madre, prima delle gare mangia in bianco. Tifa Bologna, frequenta gli amici a San Marino, gioca a bowling. Ascolta “Can’t Hold Us” di Macklemore e “Thunderstruck” degli AC/DC. Nel box porta scherzi e torte in faccia per i compleanni. Fra gli amici e i sostenitori ci sono Valentino Rossi, Marco Bezzecchi e Jannik Sinner.
PRIMA IL CINEMA. Compare da bambino in “Veloce come il vento”, il film di Matteo Rovere uscito nel 2016, con Stefano Accorsi e Matilda De Angelis. Il regista ricorda il talento motoristico e soprattutto la serietà nonostante l’età. Dieci anni prima del titolo, il futuro campione era già sullo schermo fra i kart.
LE PAROLE DEL CAMPIONE. Antonelli: «Non ci sarei mai riuscito senza la Mercedes e senza la mia famiglia che è sempre stata al mio fianco». Sul podio lo sollevano Verstappen e Hamilton: «È incredibile essere sul podio con Verstappen e Hamilton in una giornata così importante». Hamilton: «Sono stati fenomenali quest’anno e sono felice di essere salito sul podio insieme a lui».
QUANTO VALE IL MONDIALE. Secondo uno studio di StageUp, il titolo potrebbe generare 73 milioni di euro aggiuntivi entro il 2030, attraverso lo sviluppo contrattuale e commerciale. È una stima: non il suo stipendio, non un premio già incassato. Il valore economico del ventenne cresce insieme alla possibilità di una carriera ancora lunghissima.
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Insomma, Carnevali va a strigliare i giocatori e la squadra gioca benino e vince (bei gol).
Ulteriore dimostrazione che Spalletti é proprio bollito, visto che quello dovrebbe essere il suo lavoro.
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