Bordella. Di Report, di Ranucci, della Rai e del mestiere di giornalista
Un bordello indegno della nostra professione. Non so che opinione abbiate del caso Rai-Ranucci-Report, se siate a favore o contro il giornalista Rai al centro della vicenda. Per me è un bordello vomitevole, sotto tutti i punti di vista e da qualsiasi parte lo si guardi. Da destra e da sinistra.
A prescindere dalla posizione politica – destra kaputt, sinistra schierata a catenaccio -, non ho mai visto una vicenda professionale finire in un tale casino, in cui tutti pubblicamente si prendono a pesci in faccia. Ormai siamo oltre persino Biagi e Berlusconi.
Sigfrido Ranucci, che si dice giustamente oggetto di una shit storm mediatica su cui per altro surfa con grande abilità, e che fino a prova contraria nella vicenda giudiziaria è parte lesa, nel senso che la macchina sotto la quale hanno messo la bomba era la sua, sta girando l’Italia con uno spettacolo – “Diario di un Trapezista” – che ogni sera è occasione per fare polemiche con tutti e spargere veleno. Dai successori che gli hanno preso il posto fino su su a Meloni e Fratelli d’Italia che comandano la fronda.
Di tutto ciò, non solo questo ma anche con questo, si fa teatro. Cioè c’è gente che paga il biglietto per sentirsi ancora più al centro di questa roba qui. Cosa che nel mestiere che ho conosciuto io sarebbe stato assolutamente inconcepibile. Ma oggi funziona così.
E comunque è vero: fango lo spargono soprattutto i nemici di Ranucci, chi vuol fargli le scarpe, i militantissimi giornali governativi (La Verità, Libero, Il Giornale), la destra che non lo sopporta e ha preso la palla al balzo per farlo fuori, la sua stessa redazione. E’ inevitabile: la frequentazione stretta con un personaggio equivoco come Lavitola, i sondaggi per farne un candidato della sinistra, sono fatti che comunque lasciano sconcertati. Per carità non era il solo e lo stesso vale anche per il mio mondo che è lo sport, dove troppi colleghi allacciano rapporti stretti con i soggetti della notizia fino a rimanerne condizionati. Ce la siamo scordati Calciopoli?
Come ha detto qualcun altro prima di me credo che questo sia l’epilogo del giornalismo in cui l’ego viene assurto a totem venerato. Considerato un vanto piuttosto che un vulnus. Il giornalista narciso e vanitoso che si erge sopra la notizia e diventa notizia a sua volta. E’ la strada che il giornalismo ha preso negli ultimi 20 anni e che la TV ha cavalcato poi nella maniera più opportunista e spudorata. Facendo diventare i giornalisti tanti insopportabili e stucchevoli Cristiano Malgioglio dell’informazione.
Detto questo, facendo salvi i tanti colleghi che comunque più che dignitosamente vi hanno lavorato e vi lavorano, la RAI, per quanto abbia fatto la storia di questo paese e ne sia uno dei centri culturali più importanti, è oggi un carrozzone indegno di un’Italia moderna ed evoluta, che andrebbe azzerato e ricostruito da zero sbattendo fuori i partiti a calci nel culo. Compresi quei giornalisti che su questo esecrabile andazzo ci hanno campato sopra e fatto pure carriera.

Ma non capisco l’astio di Ranucci. Gli è stato riservato lo stesso metodo che usa lui e la sua redazione da anni, e cioè fare grancassa con notizie e confidenze non verificate, ovviamente a senso unico, che poi al 95% si risolvono in un nulla di fatto dal punto di vista giudiziario. Il cittadino Ranucci ha tutto il diritto di avere sulle scatole il governo attuale ed è lecito che ne parli male in qualsiasi situazione e frequentare chi vuole, ma il giornalista Ranucci avrebbe dovuto avere più rigore nel verificare le sue fonti e soprattutto non frequentare gente come Lavitola. Stendiamo poi un velo pietoso sulle sue autocelebrate conquiste sessuali su stagiste e colleghe. Poi è ovvio che abbia una spvrastima della sua persona, alimentata dai giornali e TV in mano all’opposizione, Repubblica, Fatto Quotidiano, La7, La9, etc. Aridatece Biagi e Agnes….
Gennari’… lol
non siamo mica qua per pettinare le bambole
tutta la vicenda Ranucci mi lascia un senso di fastidio che mi spinge a cambiare canale ogni qual volta ne vedo o ascolto qualcosa. Il problema è che questa sensazione me la da l’intera politica in cui ormai stento a riconoscermi in qualcuno
Per quanto posso anestetizzo tutto ciò che succede nel mondo con qualunque cosa sia sport
per favore, parlate di calcio. Grazie.
Un miliardo….in questo ultimo calciomercato sono stati spesi un miliardo di euro ,
Mi sembra di capire che tu lo percepisca come un problema.
Un problema morale io sì lo percepisco, ma sarà forse un mio problema
Non ho mai capito perché questi discorsi si fanno solo sul calcio. Percepisci lo stesso problema per Sinner, per esempio? O per i piloti di formula 1? Gli attori? Gli architetti? Boh.
Nel calcio girano soldi, è uno dei più grandi show televisivi mondiali, mi sembra tutto nella norma. Ma forse vedo le cose male io 🤷
Si lo percepisco anche per gli assi del tennis o della formula uno, si che girano i soldi ma in un modo scandaloso
Mah almeno li guadganano onestamente, nessuno ci obbliga a comprare l’abbonamento a DAZN
Non ho opinioni. Non ho seguito. Mi pare ci siano problemi piu’ seri. Che pero’ ci sia un arretramento culturale del giornalismo mi sembra ovvio. Pero’ non salverei neppure repubblica o il fatto quitidiano. Giornali decenti? Il Corriere. Gli altri sono organi di partito o hanno un livello basso
Beh, anche il Corriere ha le sue magagne.
Tipo Federico Trumpini, ormai sta diventando imbarazzante
Anche Federico Fubini non è male.
Diciamo che a ‘federici’ il Corriere non sta messo proprio bene 😊
Vorrei tanto capirei per quale motivo l’unico giornale che faccia ancora giornalismo d’inchiesta, Il fatto quotidiano appunto, dovrebbe essere peggio di un quotidiano ormai completamente acritico come il Corriere.
Ciao. Scusami. Conosco due storie coperte dal Fatto in cui prima hanno deciso chi affossare politicamente e dopo hanno costruito la storia, lo scoop. Non mi piace. Non penso che il fine giustifichi i mezzi
Come immaginavo Dibba miracolosamente guarito e pronto a rientrare in Italia come un cavaliere bianco
Complottista
Che commento osceno.
E stupido.
Ma basta con sto finto buonismo, stiamo parlando di un putiniano di ferro che condona gli atti osceni della russia, compresi i rapimenti di massa dei bimbi… stupido sarai te
Vorrei dire la mia e naturalmente senza giustificare chi offende , però credo che con Di Battista , pur con le sue posizioni filorusse, non si possa definire tutto bianco o tutto nero, si batte anche contro il genocidio palestinese e a Cuba era andato a sostegno di una nazione cui Trump sta bloccando tutte le risorse
È chiaro: sta cercando di costruire consenso mettendo insieme tutti i sottogruppi anti-sistema. Una cinica operazione di marketing. Un vero anti-sistema non pubblicherebbe “La Russia non è il mio nemico” per introdurre la propaganda di un fascistone come Putin
C’è un celebre racconto di Raymond Carver, “Cathedral”, nel quale un uomo si trova nella situazione di dover far capire ad un suo ospite cieco quale sia l’aspetto di una cattedrale medioevale. Dapprima la circostanza lo imbarazza, poi, con sua sorpresa, il tentativo di stabilire un contatto reale con l’altro da sé lo emoziona, lo trascina e quindi lo travolge con un entusiasmo inatteso. E la notte passa tra chiacchiere e whisky, disegnando su carta (spessa) con una penna impugnata da entrambi.
Io però non ho alcuna intenzione di prendere carta (spessa) e una penna per cercare di spiegarti perché il tuo commento è osceno. E perché quel “guarito” è letteralmente stupido, una stupidità denunciata ulteriormente dall’avverbio che lo precede.
E poi : “putiniano”, “[finto (?!)] buonismo”…
Cibi precotti da confezioni plastificate, roba da autogrill, senza nemmeno la nobiltà del junk food o la statura ontologica della luisona.
Quanto alla possibilità che io sia stupido, invece, nulla da obiettare, lo ritengo anzi assai probabile. L’intelligenza e la stupidità non hanno una distribuzione omogenea sullo spettro delle attività umane, si può essere dei geni a suonare un pianoforte e non sapersi annodare una cravatta.
E a soddisfare la prima condizione sono davvero in pochi.
Ciao
______________
Ah, io delle opinioni di Di Battista so poco o nulla, proprio il minimo. Ma la tua affermazione “condona gli atti osceni della russia, compresi i rapimenti di massa dei bimbi”, fatta in uno spazio pubblico come questo, mi sembra al limite di una possibile denuncia per calunnia. E del resto su questo blog si sono già lette cose che sono andate ben oltre quel limite.
Visto che non è che vale tutto, per curiosità mi trovi un link a qualche suo scritto o video che giustifica quanto hai detto ?
Tra l’altro sarebbe la prima volta che leggerei qualcosa di suo nella vita.
Inutile replicare, già il fatto che scegli come metafora “la cattedrale” (solida, sacra, nobile) per rappresentate le tue opinioni e la “cecità” per chiunque dissenta ti definisce. Dall’alto della tua torre d’avorio siamo tutti omini piccini neanche degni del junk food.
Va a cagare, zzzi
Una fuga all’inglese con una bella spolverata di aggressività.
Non è colpa mia se nel racconto di Carver alla televisione c’era un servizio sulle cattedrali medioevali. Si fosse parlato di balene lo avrei citato comunque. Ma in fondo anche la balena può essere definita “solida, sacra e nobile”. Un po’ come la “giustizia a orologeria” : argomenti vuoti da buttare lì, come le bombe fumogene dei ninja negli anime di quando si era ragazzini. O un peto.
Ecco un peto.
Il dissenso con i tuoi due commenti qui sopra non c’entra nulla. Ti piacerebbe.
E poi dissenso su cosa ?! Il tuo primo messaggio, se non lo sai, è relativo ad una vicenda clinica personale di cui nè io nè te sappiamo nulla. Se non che il personale medico specializzato di almeno due ospedali ha deciso per un ricovero protratto. Il fatto che, trascorsa una settimana, uno possa essere ritenuto in grado di viaggiare su un’aereoambulanza, pagata da un’assicurazione sanitaria, è segno di una miracolosa guarigione ? Bene quindi immagino che se perdi una gamba a qualche migliaio di kilometri da casa, ma una volta uscito dalla rianimazione ti si permette di continuare le cure nel tuo paese di origine, significa che sei “guarito”.
Ne prendo atto.
Delle opinioni di Di Battista mi interessa nulla. Quindi che tu lo consideri una nullità, un idiota, o quel che ti pare, va benissimo. Lui come me o chiunque altro. Ti ho pure chiesto qualche riferimento a suoi testi che sostengano quanto hai scritto. Dicendo che mi sarei letto quanto avresti linkato.
Sto aspettando.
Infine le parole che ognuno di noi usa ci definiscono, “putiniano” è una di quelle. Nessuno spessore, nessuna capacità di analisi. Nessun valore. Solo un luogo comune che si autoalimenta e si diffonde come un virus. Uno sciatto becero strumento verbale manipolativo.
E nessuna torre d’avorio : se vedo uno che si cala i pantaloni per strada e si mette a cagare (resto in tema) come se nulla fosse, è lui che sta cagando per strada sotto il mio naso, non io che me ne sto su una torre d’avorio. Salvo che cagare è almeno un’esigenza biologica necessaria, decisamente più nobile che sputare sentenze anonimamente, e in modo gratuito, su di un social relativamente a vicende umane delicatissime di persone che, a torto o a ragione, ti stanno sul culo.
Per il resto vado a cagare pure io, nei luoghi appropriati, molto serenamente, grazie per il pensiero.
Fammi capire: devo postare i link per dimostrare che uno che scrive un libro intitolato «La Russia non è il mio nemico» è putiniano? Ma anche no
Ricordati che il soggetto qui sopra non esprime dissenso, emette sentenze.
Chi sei tu per contraddire la sua visione del mondo?
Al contrario di … [controlla gli appunti] … tutti qua dentro, a cominciare da te?
E fu così che la zabetta sbroccó, con tanto di raffica di minchiate a nastro
👍
Guarda Fabrizio, davanti a questo tipo di vicende siamo più che mai nel campo delle impressioni e delle opinioni personali.
Condizionate non poco, peraltro (e molto spesso senza che quasi ce ne si possa accorgere), dai nostri orientamenti politici e culturali in generale.
Ti dico dunque la mia al netto dei molti condizionamenti che ho provato a scrollarmi di dosso guardando a tutta la storia.
Quando è stato diffuso l’audio di quella telefonata nella quale Ranucci – nel dare l’impressione di fare un po’ lo splendido con quella giornalista – le riassumeva in pochi secondi (e nella forma un po’ grossolana di un bignamino) la storia delle trame italiane “dall’Unità d’Italia a oggi” e concludeva che tutt’ora in Rai vi sono dei massoni e dei mafiosi …. lui, richiesto di un commento, ha detto una cosa del tipo che si trattava frammenti estrapolati di una conversazione privata la cui diffusione era avvenuta senza la propria autorizzazione, cosa piuttosto grave.
Mi domando, allora cosa ci fosse di così diverso nell’audio della telefonata tra Sangiuliano e la moglie da lui diffuso all’epoca del caso.
Se, come ricordo disse a quell’epoca, la diffusione di quell’audio era perfettamente coerente con l’indipendenza giornalistica della sua trasmissione .. la stessa cosa non dovrebbe valere anche per la diffusione del suo, di audio ?
Non dovrebbe anche questa risultare coerente con l’indipendenza giornalistica dei media che l’hanno diffusa ?
E quando mi pare il Tempo di Capezzone (sigh !) ha diffuso con grossolana superficialità i cosiddetti “costi di Report” .. Sigfrido, oltre a contestarne giustamente il merito (perché che il giornalismo d’inchiesta abbia i suoi costi a quanto pare solo il Capezzone finge di non saperlo) ha anche aggiunto che si è trattato in ogni caso della diffusione (grave) di documenti interni e riservati dell’azienda Rai.
Che, detto da uno che di documenti interni e riservati nell’ambito delle proprie inchieste è probabile che nel corso degli anni ne abbia diffusi un bel tot francamente fa un po’ sorridere.
Ecco, queste due banali circostanze danno tutta la misura (ovvio dal mio punto di vista) della caduta – reputazionale e di credibilità – nella quale è incappato di fatto Ranucci: una caduta verticale e che se vogliamo (come spesso accade nella vita) integra gli estremi di una sorta di ‘nèmesi’ .. perché in qualche modo la sua immagine vacilla pesantemente sotto i colpi dei suoi stessi modi operandi giornalistici.
Dopo di che dobbiamo chiederci nei confronti di chi, in fondo, la sua immagine ‘scricchioli’.
Non certo nei confronti di chi, come me per esempio, il “mito di Ranucci” non l’ha mai avuto e ha sempre guardato al suo Report come a un’evoluzione piuttosto discutibile di quella macchina giornalistica perfetta che era il Report lasciato da Milena Gabanelli.
E non certo nei confronti di chi ne ha il mito, di quello insomma che lui chiama “il suo popolo”: perché quando i miti (che per definizione sono figure eroiche) sono sotto attacco o attraversano passaggi complicati la loro popolarità non fa che accrescersi, è un classico dei comportamenti delle masse, tanto più di quelle schierate o militanti.
Diciamo che la sua immagine vacilla nei confronti di coloro che, pur non avendo il mito del suo conduttore, hanno sempre guardato a Report con interesse riconoscendogli un buon livello di credibilità: che io non so quantificare ma che non credo siano pochi.
E’ per rispetto a costoro che sarebbe stato di buon senso da parte di Ranucci fare un passo di lato (anche per non perderne la relativa audience nei confronti della trasmissione .. perché ragionevolmente per molti di questi un Report ancora condotto – e con immutato stile giornalistico – da Ranucci risulterebbe ben poco credibile, di certo molto ma molto meno rispetto al passato .. non voglio dire che farebbe un po’ sorridere ma insomma ….).
Detto questo c’è poi tutto il discorso della gestione politica che del caso è stata fatta da una Rai totalmente occupata dalla maggioranza di turno (la quale – come tutte quelle che l’avevano preceduta – si era per anni affannata a sostenere che laddove vittoriosa sarebbe stata la prima di tutta la storia repubblicana a non occupare “il noto carrozzone”).
Se infatti l’avvicendamento alla conduzione del programma di una figura non poco ammaccata nell’immagine come quella di Sigfrido avrebbe avuto un senso .. lo avrebbe avuto soprattutto (o meglio solamente) alla condizione di lasciarne la gestione alla sua storica redazione (nella forma autogestita da questa proposto): si sarebbe concretamente dimostrato di non avere alcuna intenzione di attentare a un programma di cui si è detto fino alla totale frantumazione dei cabassisi che si tratta di un programma di punta della Rai, meglio ancora di “un marchio Rai”.
E invece vediamo tutti quanto scontato e politicamente squallido sia l’uso che si è fatto della vicenda per dare alla trasmissione un bel colpo di spazzola: lasciando che di quel “fondamentale marchio” resti in piedi di fatto solo il nome.
Diciamo che in questa vicenda l’occasione non dico di fare una bella figura ma per lo meno di non farne una pessima l’hanno persa in parecchi.
Scusa,ma davvero ti sfugge la differenza tra un ministro e un giornalista?
Ebbene sì, ammetto che sotto certi punti di vista è una differenza che mi sfugge.
Ma la cosa non mi ha in ogni caso impedito di condurre un’esistenza normale 😊
Che poi in realtà quella che mi sfugge non è tanto la differenza fra un ministro e un giornalista quanto piuttosto quella (in termini di opportunità e senso) fra la diffusione di un audio e quella dell’altro.
Ad ogni modo la cosa che più mi incuriosisce di queste due clip-audio prescinde totalmente dal caso Ranucci (sul quale in fondo è abbastanza inevitabile avere sensibilità e opinioni diverse) ed è la seguente.
Entrambi gli audio (salvo mia imbranataggine digitale) risultano attualmente introvabili sul web.
E se risultano introvabili è perchè – evidentemente – una qualche autorità ne ha disposto la rimozione.
Ma se una qualche autorità ne ha disposto la rimozione significa che la loro presenza sul web violava un qualche tipo di norma.
E quando la presenza di qualcosa sulla rete viola un qualche tipo di norma solitamente alla sua rimozione si associa l’erogazione di una sanzione.
E invece no (almeno per quanto io ne sappia).
Gli audio presenti sul web in violazione di norme di legge sono stati rimossi .. ma coloro che li avevano prodotti e coloro che avevano concretamente contribuito a diffonderli non sono andati incontro ad alcun tipo di sanzione.
Siamo un paese ben strano.
L’hanno persa tutti…
👍
Leggo qui sotto S.R., e mi viene naturale associarlo ad un cantante e ad una sua canzone, “Il circo”: su venite al circo che sta in piazza…. rispetto al corrente puttanaio politico/mediatico uno spaccato di vita capolavoro di dignita’.
Ritornando all’ S.R. giornalista, non mi e’ stato mai molto simpatico ne’ come persona, ne’ per il peccato originale (non suo, ma fu fatta fuori la Gabanelli). Ma a prescindere da questo (e a prescindere anche dagli eventuali aspetti giudiziari) i giornalisti come i politici non devono avere frequentazioni dubbie. Vale per DelMastro, vale per Ranucci.
Le frequentazioni dubbie di un giornalista, per quanto inopportune, sono del tutto legittime. Il giornalista scrive articoli che possono tranquillamente essere smentiti da chiunque abbia voglia di dimostrare altre tesi.
Il politico decide per te e per me, e le sue frequentazioni dubbie ci costano soldi.
Gabanelli a quanto ricordo se ne andò di sua sponte.
Al momento preferisco astenermi da ogni commento relativo al caso S.R. Molto probabilmente avrò modo di avere informazioni di prima mano sull’intera faccenda, e solo allora potrò farmi veramente un’idea sull’accaduto.
A questo punto siamo curiosi. Che vuol dire di prima mano?
Saluti
Abito all’estero e non ho la più pallida idea di cosa si tratti. I media italiani hanno questo pessimo vizio di pubblicare notizie senza darti il minimo contesto, dando per scontato che tu sappia già tutto.
È come leggere uno dei mattoni di Tolkien a cui hanno strappato le prime 30 pagine, quelle in cui almeno ti spiegano chi sono tutti i protagonisti.
Ovviamente non l’hai letto. E che ne parli a fare?
L’ho letto ma mi fa schifo. Solo
“Zen e l’arte della manu… zzz” fu peggio
Troppo ottimista. Le prime trenta pagine servono solo ad illustrare l’atmosfera che regna nella Contea.
Saluti
Diciamo che il pur validissimo JRRT non possedeva (ma neanche, temo, ne sopettava l’esistenza) il dono della sintesi…
Sigh… hai ragione…
Ciò che mi lascia più perplesso è che Ranucci non avesse capito la pericolosità di uno come Lavitola (o se l’avesse capito, avesse pensato di poterne trarre vantaggio), un faccendiere di bassa lega, millantatore, ricattatore (vedi Il caso del signor B.), totalmente opaco e quindi illeggibile e inaffidabile.
Tanto più che Ranucci dovrebbe essere Il Principe del Giornalismo di Inchiesta..: se non le capisce lui certe cose..
[Al proposito mi viene in mente una cosa che mi disse una volta un signore che lavorava in SIP, a cui si era rivolto un “Indovino” televisivo a causa di una bolletta telefonica molto elevata di cui “non riusciva a darsi una spiegazione”: “se non lo sa lei che è indovino”.. tagliò corto l’uomo SIP]
Bella presa di posizione di Bocca con una analisi della stampa italiana (e della RAI che ne é perno) che condivido pienamente.
Sarebbe stato bello leggere questi j’accuse cuando ancora faceva parte del sistema, non ora che (come molti di noi) é felicemente in pensione.
Credo che la vicenda Ranucci-Lavitola, oltre a risolversi in un incredibile autogol per il conduttore, che ha messo praticamente da solo la testa sul ceppo del boia, ed a terremotare una redazione che non sarà più la stessa, riveli un insopportabile livello d’ingerenza di una politica che ormai non avverte neppure più il pudore di apparire distante dalla vita della Rai e/o del giornalismo italiano.
Anzi, rivendica con orgoglio ogni forma di intervento.
Saluti
Solo in un mondo alla rovescia come l’Italia attuale una parte lesa è coinvolta in un autogol e i vincitori sono gente incompetente e in malafede incollata alle poltrone e i loro leccapiedi.
Spero a questo punto che l’epilogo sia una candidatura di Ranucci, magari con Di Battista, a fare da contraltare alla destra becera che li attacca e all’ultradestra che sta aumentando i consensi a forza di slogan da ventennio e “condividi anche tu se sei indignato”.
Magari è la volta buona che qualcuno parla veramente di problemi della gente con proposte di sinistra.
Di Battista il putiniano? Ma anche no…
Eeh, sapevamo sarebbe finita così dopo la puntata sull’Inter…
Di Battista interista? Come rima suona bene….ma lo è?
Si, il forte coinvolgimento dell’Internazionale di Milano è l’unico aspetto che mi fa seguire ( di striscio) la vicenda.
Se l’Inter fosse una donna voi sareste in prigione per stalking.
Ma farsi una vita fuori dall’Inter?
Ma se più persone fanno stalking della stessa vittima, è associazione a delinquere?
Aggiungo: guarda come ti comporti tu con Cipra e vergognati sia di te stesso che dell’ idiozia schifosa che hai scritto.
E fatti una vita oltre lo starnazzare su tutto e tutti, zabetta.
Non si può che farti rispondere dal Trio Medusa, peraltro con eufemismo, tengo a specificare
😎
Non ti facevo così facile all’ applaudire ad idiozie come questa