Lotito, Gattuso e la Teoria del Bombo
Se la Lazio in testa alla classifica non fosse un’anomalia della logica più elementare, potrei spiegarvela con quattro banalità di luogo comune. Ma essendo appunto un’anomalia, la Lazio è la chiara dimostrazione che nessuno di noi ci abbia capito, prima e forse financo adesso, un’autentica mazza.
Per cui ora ce la ritroviamo non solo accanto all’ Inter, riveritissima e mediatica stella catalizzatrice del nostro football, ma sopra anche la Juventus, il Milan, la Roma e il Napoli che noi altri avevamo spippeggiato a non finire e adesso stanno invece sotto, e in qualche caso pure di parecchio, la Lazio del tentacolare totano avvinghiatore, senatore forzista Lotito, nonché gajardo Rugantino de Formello, il sopravvissuto al fallout nucleare post fallimento mondiale Rino Gattuso, lo scarto dell’Inter Davide Frattesi, il giovin Romano discendente in linea diretta del bisnonno Mussolini – ma sui figli, questo è sacrosanto, non ricada la colpa dei padri – , e una schiera di giocatori come Doekhi, Provstgaard, Belahyane, Šutalo e Dele-Bashiru che io francamente e colpevolmente non so chi cz…o siano.
Come è spiegabile tutto questo? E qui, proprio nella domanda marzulliana, sta il punto: l’anomalia Lazio forse non è qualcosa di strano o di eccezionale, è semplicemente qualcosa di razionale ma che noi non sappiamo spiegare. E che magari abbiamo inconsciamente contribuito a creare, per reazione o ripicca alla nostra logica fatta unicamente di rudimenti di economia da strapazzo (quanti soldi c’hai da spendere sul mercato?), fisiognomica da bar sport (ce lo vedi quello?), e il tifo come quinta colonna del football, il famigerato 12° uomo in campo. La Lazio vince e comanda giocando sola come un cane in un Olimpico vuoto e abbandonato dai tifosi oppostisi a Lotito e ritiratisi in massa sull’Aventino.
Non è provato ma non è nemmeno del tutto dimostrato il contrario e cioè che la secessione ultras abbia giocoforza convinto l’arcinoto avaro di Porta San Sebastiano a lasciare una quindicina di milionuzzi lacrimanti sull’ultimo calciomercato. Più che in campo, a quanto pare, il mitologico 12° uomo, ha razzolato e fatto cacciare quattrini dalle tasche del senatore, solitamente alloggianti feroci coccodrilli.
Dice Rino Gattuso, che rifiutra gli onori e oneri del primato e comunque perfettamente conscio della sua stessa imperfezione e dello scetticismo che lo avvolge, che “non si può piacere a tutti”. (Giusto!) E che lui stesso ha dovuto adattarsi a questa condizione complessa e instabile, rinunciando intelligentemente al dover forzatamente soddisfare il proprio ego, e mettere da parte rigidi principi, confini o limiti all’interno dei quali comanda solo ed esclusivamente lui e la sua legge. Insomma, fortemente provato dagli eventi, un sano e intelligente: mi piego ma non mi spezzo.
E’ quella di cui con buon senso gli italiani vanno storicamente orgogliosi, e cioè la comune, scontata, umile arte di arrangiarsi. Per intenderci oggi il duttile Rino Gattuso si trova all’opposto di Luciano Spalletti che è invece rimasto intrappolato nella giungla dell’orgoglio, dei principi, delle parole e, stringi stringi, delle sue angosciose seghe mentali. Ma per carità questo non è un articolo di Juventus e l’enigmatico Spalletti è preso solo a termine di confronto: a proposito, fanno + 5 in classifica, visto che la prossima tappa è appunto Juventus-Lazio.
Potremmo dire che la Lazio oggi è un’altra dimostrazione plastica e fortemente usata nello sport sotto il profilo motivazionale (Velasco, etc) della TEORIA DEL BOMBO, per cui “La struttura alare del bombo, in relazione al suo peso, non è adatta al volo, ma lui non lo sa e vola lo stesso”. Posto che a occhio mi sembra una minchiata a effetto, ieri diffusa da qualche inconsapevole maître à penser e oggi invece amplificata dai social, a suo tempo Osvaldo Jaconi, ne dava spiegazione arguta, poi tramandata dal libro americano di Joe McGinnis, del boom del Castel di Sangro.
Cioè penso che la Lazio sia consapevole di se stessa e dei propri meriti, ma essa stessa non disperda tempo ed energie a cercarne spiegazione. Piuttosto insista ferocemente sul metodo e sull’effetto sorpresa visto che funziona.
Essendo noi tutti, al momento, non in grado di spiegare il fenomeno, né con la TEORIA DEL BOMBO né tanto meno con una più impegnativa TEORIA DELLA RELATIVITA’ applicata al football che ci motivi perché i solitari e diseredati Lotito, Gattuso e Dele-Bashiru sono primi in classifica, non so proprio dirvi quanto sia ripetibile e allungabile nel tempo il primato della Lazio. Certo è forte l’impulso dei nostri schemi mentali per cui tutto questo, le cinque vittorie su sei partite, siano arrivate così abbastanza “per caso”, come la classifica che ne è la matematica derivazione.
Non inventerò dunque nulla. Ho dotti consulenti ed emeriti professori di “lazialità applicata” (Franco Recanatesi, Marco Patucchi, Valerio Berruti, Giulio Cardone, Stefano Benedetti) che sicuramente ne sapranno di più, demoliranno la “teoria quantistica del caso e del culo biancoceleste”, dimostreranno la legittimità del primato della Lazio. E contemporaneamente, ma questa è una bieca illazione, staranno facendo esorcismi apotropaici e accendendo lumini segreti – Ave Claudio! – all’augusto Rugantino de Formello.

Un’ opera da tre soldi
e 4 pere
Spiaze…ma parla piu’ italiano il Bruges dell’Inter.
Grande Nicolo’…quello sano e sardo non quello che bara e sbarella
E’ Bocca che mi frega i titoli o ormai conosco troppo questo
bloooog per predirne le scontate mosse?
Quand’ero un bischerello, frequentante le scuole medie negli anni ’90 del millennio scorso, sapevo a mente le formazioni base di almeno 6-7 squadre. Ovviamente le strisciate e in più la Viola la Roma e la Samp (erano i suoi anni, quelli).
Adesso non sono in grado di sciorinarne nemmeno una. Dico ciò perché leggendo la formazione del Venezia ancora a 0 punti, ho notato che tra i 16 (ribadisco 16) scesi in campo non vi era nemmeno uno di Bra o Montepulciano. Sulla metà abbondante di questi non ero neppure in grado di pronunciarne il nome e la loro provenienza. Ha vinto il Toro, infatti, che ne ha messi in campo “solo” 12 su 16.👏👏
Vannacci, è lei?
Un aspetto curioso (che riscontro un po’ in tutti i contesti in cui si discute di cose calcistiche) sono i commenti sul “personaggio” Lotito. Parlo di opinioni di persone che non tifano Lazio, e che quindi non hanno condizionamenti di carattere ambientale. Nel 99.9% dei casi il soggetto in questione viene insultato ed additato come un cialtrone ed un “trafficone” ai limiti della legalità. Oppure, nella migliore delle ipotesi, viene fatto oggetto di “meme” per dileggiarlo pesantemente quando colleziona le sue numerose gaffes (si addormenta in parlamento, sfodera un latino maccheronico, acquista un residuato bellico spacciandolo per aereo aziendale, ecc). E giù risate (e “like”) a profusione.
Poi se un tifoso della Lazio si azzarda a criticarlo per il suo modus operandi, gli stessi commentatori insorgono sdegnati: “Ma come si fa a contestare un presidente come Lotito”? 😀
Su questo concordo totalmente: i rapporti fra le tifoserie e le proprie presidenze debbono essere intangibili da parte di chi appartiene ad altre parrocchie: ognuno si occupi della propria ed eviti di mettere il becco in quelle altrui.
Per quanto più in generale attiene alla parabola lotitiana io così .. per quello che posso ricordare negli anni e in ogni caso da osservatore esterno che non ha memoria, dunque, di tante cose specifiche …. mi sentirei di dire che nei primi quindici anni del suo ventiduennio di presidenza Caudio a fare le nozze coi fichi secchi c’è riuscito piuttosto bene (penso alle tre Coppe Italia e alle tre Supercoppe oltre che ai posizionamenti in classifica delle Lazio di Pioli e – soprattutto – di Inzaghi .. che fra l’altro hanno fatto vedere pure del bel calcio – soprattutto la seconda).
Certo è che da sei o sette anni in quà non ci siamo proprio: l’uomo è invecchiato e si vede che è stanco, di soldi non ne ha (ma forse di quelli non ne ha mai avuti molti) e insomma .. lo smalto degli anni migliori è andato.
Vi capisco, dunque, e so quanto possano essere penosi i crepuscoli di certe presidenze calcistiche uniti alla immancabili incertezze sul futuro.
Se poi ho detto qualche corbelleria non posso che accettare l’eventuale correzione con pennarello rosso 😊
I soldi li avrebbe, altrimenti non sarebbe andato a comprare prima la Salernitana e adesso la Reggina. Semplicemente non gli importa nulla della Lazio (la società è arrivata nelle sue mani per motivi “politici”, e lui l’ha sempre usata come “bancomat” per finanziare le sue attività private). Basta pensare che in più di 20 anni di gestione ha operato seriamente nel mercato invernale soltanto nella stagione 2009-2010, quando la squadra era coinvolta nella lotta per non retrocedere (con il rischio quindi di perdere diritti tv ed altri introiti legati alla massima categoria). In almeno 6 o 7 circostanze, la Lazio ha perso la possibilità di lottare per obiettivi importanti a causa delle croniche carenze di organico, mai sanate nel mercato invernale. Mi riferisco a diverse qualificazioni in zona Champions, oppure a TRE quarti di finale di Europa League buttati dalla finestra perchè giocati con delle squadre che non si reggevano più in piedi, costrette a scendere in campo con delle seconde linee ridicole (le famose “scommesse di Tare”) perchè i titolari avevano alzato bandiera bianca, dopo aver tirato la carretta per mesi e mesi.
Anche le poche cose buone che si sono viste sono nate spesso da circostanze fortuite. Come nel caso della “scoperta” di Simone Inzaghi…ripescato in fretta e furia da Salerno, dove era stato spedito dopo l’esperienza con la “primavera”, perchè il loco Bielsa aveva improvvisamente piantato in asso Lotito e company (deo gratias).
Un errore di programmazione ci può stare, ma quando gli stessi errorI si ripetono anno dopo anno dobbiamo parlare o di disinteresse o di totale incompetenza. A questo poi si sono sommate moltissime altre situazioni (di cui ho scritto in passato, e che sarebbe difficile sintetizzare). L’attuale contestazione nasce quindi da molto lontano e, dal mio punto di vista, sarebbe dovuta iniziare da almeno una decina di anni.
ps. del fatto che, ai tempi della Salernitana, il mercato di quella squadra veniva finanziato con gli introiti della Lazio ne vogliamo parlare? Pur essendo una tifosa appassionata, e con tutta la buona volontà, l’idea di pagare un biglietto sapendo che la mia squadra non fa mercato (o è infarcita di brocchi) perchè i soldi del club vengono sistematicamente dirottati altrove, era davvero insopportabile. Alla fine ho smesso di andare allo stadio. E non sono nè una “ultras invasata”, nè una “losca figura in cerca di vantaggi personali” (come in molti amano dipingere tutti quelli che hanno scelto di disertare l’Olimpico).
Cara Osaragi, i soldi Lotito li ha fatti:
a) attaccando il cappello a casa MezzaRoma quando sposò donna Cristina e la sua cospicua dote;
b) aprendo le sue varie e svariate società di “servizi” (sicurezza, pulizia, guardiania, ecc) che, riutilizzando personale di “risulta”, cooperative di ex-carcerati, extracomunitari, ecc. si presentavano sul mercato con offerte a prezzi assai competitivi;
c) raccattando contratti assai vantaggiosi, stipulati quasi esclusivamente offrendo i propri servizi per una congerie di uffici e sedi di EE.LL, dalla Capitale e comuni limitrofi alla Provincia, alla Regione e infine a livello nazionale (Camera, Senato, ecc.), grazie alle basse tariffe garantite ed alle coperture politiche, anch’esse garantite.
Credo che Lotito sia l’unico presidente di squadre di calcio professionistiche a non aver cacciato una lira, pardon un euro, per la propria creatura, ma anzi ad averne ricavato utili per finanziare attività nello stesso settore (Salernitana, Reggina) o in tutt’altri settori di investimento.
Purtroppo all’Olimpico non ci posso più andare, ma solo per motivi di salute, se non ci fosse in atto sia una tromboflebite sia lo sciopero del tifo, io in Tevere ci tornerei molto volentieri. Al Flaminio purtroppo credo che non riuscirò a tornarci, anche se dovessero riuscire a riaprirlo, per motivi d’età; di famiglia siamo tutti longevi, ma non oso sperare tanto.
Ciao Ghiro, se potessi avrei messo 100 “like” al tuo commento.
Leggendolo mi è tornata alla mente un’altra perla del “presidente”…quando senza preavviso cedette Hernanes in chiusura del mercato di riparazione (ovviamente senza rimpiazzarlo) dicendo che tanto era in scadenza, e che quei 20 milioni sarebbero stati comunque utilizzati per rinforzare la squadra la stagione successiva. Poi arrivò l’estate, con Tare che ci regalò l’ennesimo “mercato scoppiettante” (un paio di “parametri zero” fracichi, e qualche immancabile scarpone scaricato a Formello dai suoi amici procuratori balcanici) e di quei 20 milioni si persero le tracce. Soltanto qualche tempo dopo si venne poi a sapere che, grazie a quella somma, il “presidente” aveva potuto cogliere l’opportunità di fare “alcuni importanti investimenti immobiliari” (chiaramente non correlati alla Lazio, ma a beneficio personale). Insomma, je servivano con urgenza du’ spicci 😀
Eh, però siamo noi tifosi quelli strani…no?
ps. abbi cura di te, del Flaminio ci importa poco 🙂
In effetti…
“sui figli, questo è sacrosanto, non ricada la colpa dei padri”
Se però quel nipote continua a usare il cognome del bisnonno anche se non sarebbe necessario, qualche colpa è giusto che gli ricada.
Mi piacerebbe che i radio-telecronisti usassero solo il primo cognome, ma di solito non lo fanno.
Anche il primo, dopo lo scandalo delle baby squillo …
Qualche cronista nostalgico lo avrà usato la prima volta, e gli altri si sono accodati -non è che la categoria brilli per originalità e inventiva.
E’ come quelli che chiamano sempre l’Esposito dell’Inter “Pio” o “Pio Esposito”, quando non ci sarebbe bisogno di usare anche il nome -visto che gli altri fratelli Esposito giocano altrove.
Mi lascia una certa tristezza che questi cosiddetti “tifosi”, per una volta in 20 anni che la loro squadra è in testa alla classifica, decidano di non andarla a sostenere preferendo dedicarsi alle loro beghe con la società.
Se questo è un tifoso…
Faccio gli auguri al Papa e approfitto per congratularmi con la sanità del Lazio dove le liste d’attesa sono più veloci della luce.
L’ospedale dove è ricoverato è del Vaticano -come il 40 per cento degli immobili di valore all’interno delle mura aureliane. Se lo mettevano in lista di attesa ci sarebbe stato da ridere.
Quindi, visto che è comunque convenzionato col SSN le spese chi le pagherà, noi con l’8 per mille o noi con la regione?
Vi ricordate Arbeloa, l’allenatore emergente che a un certo punto era vicino al Milan ma poi è andato al Liverpool? Il Liverpool è nono in classifica e sembra vicino al licenziamento
Il Liverpool mi sembra sulla strada che ha imboccato anni fa lo United. Compra giocatori a casaccio -per cifre fuori da ogni logica- e cambia allenatori uno dopo l’altro.
Beh il Man U è insuperabile, per hanno non hanno avuto un DS e decideva tutto il direttore del marketing… però a dire il vero hanno continuato a fare pacchi di soldi e restano il club con più tifosi al mondo, alla fine forse avevano ragione loro
Parliamo di Iraola (Liverpool) o Arbeloa (Fulham)? P.S. non sono boomer …
Azz é vero. Ho confuso gli -ola. Ma che c’entrano i boomer, siete ossessionati
L’ho letto da te. Non ho ossessioni, chiedo venia se le battute non si comprendono … se rispondi a me, evita la seconda plurale, merci.
“Emergente”? Anche lui stava sott’acqua come De Zerbi?
Beh diciamo che ha un po’ l’acqua alla gola
La Lazio è fin’ora piacevolmente sorprendente. E’ un vero peccato che certi tifosi l’abbiano abbandonata. Vuol dire che non sono tifosi ma persone interessate a mette amici simili a quelli che voleva piazzare un famoso centravanti.
E pensare che per questi tifosi, almeno fin’ora, ogni partita poteva essere una festa.
Auguri a Il Ghiro e buon prosieguo di campionato.
La Lazio ha incontrato la 14esima, la 15esima. la 16esima, la 17esima e la 20esima. Ha pareggiato con il Milan in casa, unica avversaria sulla carta superiore. Poi magari domenica ci rifila tre pappine a noi gobbi e le cose cambiano, ma allo stato attuale è difficile discriminare i suoi meriti dal calendario. Sicuramente la partita di Torino è una svolta sia per la Juve (deve vincere per rilanciarsi) che per la Lazio (deve almeno pareggiare per mostrare la sua solidità).
La Lazio avrebbe qualcosa da dimostrare, nel prossimo turno, se la società coltivasse la benché minima ambizione di fare un campionato di vertice. Gli elogi che la squadra sta ricevendo sono ampiamente giustificati, perchè la precoce eliminazione dalla Coppa Italia rendeva difficile pensare che, dopo i primi sei turni, la squadra sarebbe stata in “tabella di marcia” per l’obiettivo dichiarato ad inizio stagione dalla dirigenza biancoceleste (il dodicesimo posto, conditio sine qua non per l’automatico rinnovo contrattuale del mister). Un obiettivo prestigioso che, di per sé, rende davvero poco comprensibile il malumore della piazza 😀
“piacevolmente”, insomma…
Dopo tanti anni Barilla torna a sponsorizzare una squadra di serie A – e che squadra – ormai siamo ai dettagli, non per vantarmi ma sono stato io a mettere in contatto Guido Barilla con Beppe Marotta, l’accordo dovrebbe essere siglato entro il primo di dicembre, fra qualche giorno avrò notizie più precise sulle condizioni…
Come sono buone le ” mezze maniche” Barilla rigate farcite di ripieno degli anolini, parmigiano, poco pane, noce moscata, uova, sugo del brasato, cotte in brodo di manzo e cappone…
Hai mai provato i tresoldi trafilati al bronzo?
Barilla è una delle paste di peggior qualità che si trovino in commercio
Fa schifo davvero.
è vero, e diffidate delle confezioni della grande distribuzione, che la mettono in promozione a 0,89 il chilo. La farina è roba da RIS.
Sei un “sensale”, insomma …
concordo con “uno che ..”, da un gourmet del livello del grande waters, mi sarei aspettato che mangiasse solo pasta artigianale costosissima.
Ma dai, Waters. Barilla fa pasta da discount, qualità popolare, roba da Ernesto Pellegrini…
Magari se lo sponsor era La Molisana, o Armando o Rummo veniva scritto che faceva schifo comunque eh? Dai che la conosciamo la claque, e per inciso un signore, non per i soldi ma per il carattere, come Ernesto Pellegrini Ve lo sognate.
Dai, cerchiamo di non essere ridicoli. Il fine gourmet che inorridisce per qualsiasi prodotto non esclusivo adesso fa la marchetta per la pasta Barilla. È esattamente il contrario di come dici tu, se Barilla non fosse sponsor dell’Inter sarebbe una pasta da poveracci.
Li conosciamo gli interisti.
Beh certo, grandi numeri, però a Parma è una istituzione, proprio domani al circolo Pro Parma farò un doppio con Guido Barilla, faccio un pò il prezioso ma alla fine andrò…percuna grande pasta ti consiglio ” La Panarese” in provincia di Siena…i fusilli sono illegali…
E Barilla mantiene le sue quote del Parma, anche se sponsorizza l’Inter? Siamo all’insalata di riso, altro che mezze maniche…
Credo abbia ceduto le quote da qualche anno…
Se sei suo amico, chiediglielo.
Eh certo. Barilla non puo’ che sponsorizzare una societa’ che ha le mani in pasta.
Quindi Barilla torna in Serie A proprio quando certe squadre sono ormai scotte. Marotta intanto mette tutto in pentola, ma occhio a non farsi infinocchiare. Con tutti questi anni di cottura, il rischio è che la squadra sia già bollita. E le mezze maniche rigate mi sembrano perfette per una difesa che fa acqua da tutte le parti.
È vero, e ciononostante la squadra è in testa, a parimerito con la Lazio, con il maggior numero di gol segnati e con almeno dieci giocatori diversi che hanno segnato ; pensiamo a quando Chivu registrerà meglio la difesa, e se Spence funzionerà a destra almeno come Dumfries
Penso semplicemente che Gattuso, che è una persona umile -nel senso positivo del termine- abbia capito le potenzialità del suo organico e stia utilizzando i giocatori nel modo in cui rendono meglio. Di sicuro è più empatico, rispetto al suo predecessore, e questo ha dato maggiore serenità e minore pressione al gruppo.
Fatta questa premessa, nessuno dei tifosi laziali che conosco culla sogni di scudetto. Anche qui sul bloooog abbiamo letto diverse volte i motivi del malumore dei tifosi, uno dei quali è il ricorrente calo alla distanza dovuto alle carenze di organico e al disinteresse di Lotito nel raggiungere determinati obiettivi. E non vedo segnali che suggeriscano che questa stagione possa andare in una direzione diversa.
Concordo.
Non ho nulla contro la Lazio, naturalmente: a cui auguro il meglio.
E so bene quanto il calcio sia capace, talvolta, di sovvertire ogni previsione e di stupire con effetti che definire speciali è un pallido eufemismo: quanti avevano previsto, dieci anni fa, la vittoria della Premier da parte di un club (il Leicester) che l’anno prima l’aveva chiusa al 13° posto e che due stagioni prima in Premier manco ci stava ?
Se però devo dire quale sia, ragionevolmente, la mia impressione sulla possibile stagione biancoceleste .. non posso non domandarmi se questo splendido avvio (parliamo di un ritmo da 101 punti su ‘base-campionato’) sia sostenibile per l’intero torneo dalla sua rosa e da un tecnico rispettabilissimo ma ancora in qualche modo ‘alla ricerca di sè stesso’.
E non posso non dubitarne.
OT
“Fisco, salari e no al riarmo: le intese sul programma già trovate dal campo largo”
Cazzo ma veramente mi vogliono far votare Meloni questi cretini
Non vedi l’ora di trovare una scusa eh. 😀
Al di là dell’orientamento politico, c’è quell’accento romano coatto… 🤮
Per me, però, il fronte comune contro la Russia è imprescindibile. Il resto, fisco e salari, per ora sono parole. Conte, da buon avvocato paraculo, la patrimoniale non la vuole. L’unica proposta che vedo concretamente realizzabile è il salario minimo. Ma in un Paese dove il lavoro nero è così diffuso, non è affatto scontato che funzioni.
Soltanto a leggere la frase “Ave Claudio!” mi è venuta una fibrillazione. Mi sono sempre vantata di essere una donna educata. Non fatemi crollare anche l’ultima certezza che mi è rimasta 😀
👏 👏 👏
In un mondo del calcio dominato dai procuratori e dai grandi nomi stranieri, se il livello è scarso, anche un insignificante giocatore (insignificante per nome, non per qualità), seppur mediocre, per una serie di coincidenze e fortune varie, può tranquillamente trovarsi momentaneamente all’apice.
Insomma, con un budget ridicolo, se si cerca bene (se si hanno buoni osservatori) o si pesca totalmente a casaccio, è comunque possibile emergere e momentaneamente restare al livello (mediocre) di chi ha budget stratosferici, ma non ci capisce nulla (es. vedi alla voce Milan, la cui costruzione della squadra è stata totalmente delegata ad un procuratore esterno, che poi è lo stesso del ns caro ex CT super competente…).
Scusa, chi sarebbe tale ex ct? Come questa ipotetica macchia influirebbe sui risultati del Milan?
Vedo che ha capito tutto, eppure è scritto in italiano: come ex CT parlavo di Gattuso, nonchè oggetto principale del post.
Ero sarcastico nel definirlo “super competente”, pur non avendo nulla contro l’ex giocatore ed allenatore del Milan stesso, a mio parere ottimo giocatore in quanto ad impegno e garra, un po’ meno come allenatore in quanto a fantasia e, sopratutto, capacità verbali (indispensabili a mio parere per il ruolo), di certo un buon uomo, con i suoi limiti.
Di quale “ipotetica macchia che influirebbe sui risultati del Milan” non saprei dirti, visto che non gli do alcuna particolare colpa e non ho capito io a cosa lei si riferisca.
Parlavo male, eventualmente, della gestione attuale del Milan con dei personaggi incompetenti e che nulla hanno a che fare con il calcio giocato. Insomma una “Dirigenza” che ha soldi, ma nessun anima (Cardinale, Ibra…).
Se ti riferisci al procuratore, parlavo di Jorge Mendes e dell’agenzia Gestifute, che fanno girare i giocatori a proprio piacimento, di fatto, appiattendo il livello delle squadre medio-europee. Il giro d’affari che creano è enorme, i soldi sprecati dai Club ingenti, ma i risultati, sotto tutti gli aspetti, direi quasi sempre deludenti.
Manca gente veramente esperta che tira fuori i talenti dal nulla! E per tornare al discorso principale, quindi, anche uno che improvvisa come Lotito e compagni, essendo il livello basso, a volte può risultare competitivo (magari non alla lunga).
Dal Milan ci si aspetterebbe di meglio, iniziando a puntare su giocatori di livello, non quelli gestiti dagli stessi procuratori che un anno propongono qui, laltro altrove e il seguente da un’altra parte ancora… cn l’unico scopo di aumentare l’ingaggio al proprio assistito, far girare soldi nelle proprie tasche, ma di certo non dare alcun valore aggiunto alle squadre proprie clienti.
Se l’è presa a male? Per così poco? Chiedo scusa se non ho una mente fresca e brillante come la Sua e, soprattutto, se so ben poco del Milan, dei CT, dei procuratori e del calcio in generale.
Per nulla, solo mi sono sentito in dovere di spiegarle meglio…