Da Alvini a Kvernadze, guida pratica al boom del Frosinone per stupire tutti al Bar Sport
Frosinone, il boom di Alvini: segreti, gol e talenti
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IL BOOM. Sesto posto in Serie A, 17 punti, 22 gol segnati in nove partite. Il Frosinone di Massimiliano Alvini è la grande sorpresa del campionato. Nelle ultime tre gare ha segnato 13 gol, travolgendo il Lecce 5-1. Nessuna neopromossa aveva mai segnato tanto nelle prime nove partite di Serie A.
POVERI MA BELLI. Il Frosinone è sesto in classifica, ma diciottesimo per valore della rosa: 113,6 milioni secondo Transfermarkt. L’Inter vale 738 milioni, la Juventus 613,6, il Napoli 424,5. La rosa nerazzurra vale sei volte e mezzo quella ciociara. Eppure il Frosinone guarda molte grandi dall’alto in basso.
DALL’INFERNO AL PARADISO. Nel 2025 il Frosinone rischiava la Serie C, evitata grazie alla penalizzazione del Brescia. Un anno dopo ha conquistato la promozione diretta in Serie A, arrivando secondo dietro al Venezia. Una ricostruzione rapidissima.
QUATTRO VOLTE IN A. È la quarta partecipazione in Serie A in dodici anni, dopo quelle del 2015, 2018 e 2023. Le prime tre esperienze sono finite tutte con la retrocessione. Stavolta l’obiettivo è interrompere la maledizione.
PADRONI AMERICANI. Dal luglio 2026 l’80% del Frosinone appartiene alla piattaforma statunitense Clara Vista. Operazione valutata 41,5 milioni. La famiglia Stirpe conserva il 20%. L’obiettivo è consolidare il club attraverso investimenti sportivi e infrastrutturali.
STIRPE RESTA. Maurizio Stirpe, presidente dal 2003, accompagnerà per almeno due anni la nuova proprietà . Lo stadio Benito Stirpe, di proprietà del club, ha circa 16.200 posti. Il presidente vuole un Frosinone stabilmente in Serie A, non un’altra apparizione passeggera.
LA RIVINCITA DI ALVINI. Massimiliano Alvini, 56 anni, nato a Fucecchio il 20 aprile 1970, allena il Frosinone dal luglio 2025. Ha cominciato nei dilettanti mentre vendeva suole per scarpe. Ha portato il Tuttocuoio dalla Promozione alla Serie C e la Reggiana in B. Poi le delusioni con Cremonese, Spezia e Cosenza. È amico di vecchia data di Luciano Spalletti: si conobbero nel 1992, durante la riabilitazione dai rispettivi infortuni in uno studio di fisioterapia a Pistoia.
IL CALCIO DI ALVINI. Pressing, verticalità , aggressività , difensori nell’uno contro uno e terzini che si accentrano. Il 4-2-3-1 è votato all’attacco. Alvini guarda al Bayern e al PSG di Luis Enrique: «Non mi piace vedere una squadra che si abbassa, si chiude e si difende». Il segreto è attaccare anche quando sarebbe più prudente aspettare.
IL GEORGIANO. Giorgi Kvernadze, 23 anni, ala sinistra della Nazionale maggiore della Georgia, è uno dei protagonisti. Arrivato dalla Dinamo Batumi nel 2023 e riscattato per circa 300.000 euro, ha segnato tre gol nelle prime nove partite. Contro il Lecce ha servito due assist. Amico e connazionale di Kvaratskhelia, è un esempio perfetto di valorizzazione di un talento poco conosciuto.
IL BOMBER. Antonio Raimondo, 22 anni, centravanti di proprietà del Bologna, ha segnato 8 gol in Serie A e uno in Coppa Italia, 9 complessivi. Ha realizzato due doppiette, contro Fiorentina e Venezia, e una tripletta al Sassuolo. Protagonista anche della promozione, attacca la profondità , lavora per la squadra e ha conquistato la fiducia di Alvini. Il Frosinone è riuscito a trattenerlo in prestito.
IL PORTIERE PRODIGIO. Lorenzo Palmisani, 22 anni, nato ad Alatri e cresciuto nel vivaio, è passato dalla Serie C alla Nazionale Under 21. Contro il Como, battuto 2-0, ha disputato una partita straordinaria, con sette parate e un 9 in pagella. Non ha ancora parato rigori in questa Serie A. Inter, Juventus e club inglesi lo seguono. La valutazione giornalistica è di 10-12 milioni, contratto fino al 2031.
GLI ALTRI GIOIELLI. Farès Ghedjemis è l’esterno che Alvini ha voluto trattenere a tutti i costi. Giacomo Calò è il regista, decisivo anche sui calci piazzati. Romano Schmid aggiunge fantasia e assist. Matteo Cichella è uno dei giovani cresciuti nel progetto: contro il Lecce ha segnato il primo gol in Serie A.
IL MERCATO. Il direttore sportivo Renzo Castagnini ha puntato sulla continuità , aggiungendo qualità ed esperienza. Fra i nuovi arrivi Schmid, Grillitsch, Zerbin, Hasa e Bîrligea. Il valore della rosa è più che raddoppiato rispetto a prima del mercato estivo, passando da circa 53 a 113,6 milioni.
TUTTI I RISULTATI. Frosinone-Juventus 0-1; Fiorentina-Frosinone 0-3 (Raimondo 2, Bracaglia); Frosinone-Venezia 3-2 (Raimondo 2, Kvernadze); Genoa-Frosinone 1-1 (Kvernadze); Frosinone-Como 2-0 (Calò, Kvernadze); Napoli-Frosinone 3-0; Frosinone-Sassuolo 4-2 (Calò, Raimondo 3); Atalanta-Frosinone 4-4 (Schmid 2, Calò, Terzic); Frosinone-Lecce 5-1 (Cichella, Calò rig., Raimondo, Bîrligea 2).
IL FORTINO. Quattro vittorie nelle prime quattro partite casalinghe di campionato: prima volta nella storia del Frosinone in Serie A. Nell’era dei tre punti, fra le neopromosse, ci erano riuscite soltanto Chievo 2001-02 e Verona 2013-14. Il Benito Stirpe è diventato un problema per tutti.
DOVE PUÒ ARRIVARE? Alvini ha fissato un obiettivo preciso: «Il mio scudetto sarà la salvezza». Ma il Frosinone sta dimostrando che si può competere con squadre molto più ricche senza rinunciare al proprio calcio. Il vero successo sarebbe trasformare una squadra di passaggio in una presenza stabile nella Serie A.
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Il vero crack del Frosinone è il Presidente. Conosco Stirpe da una ventina di anni, è un “business man” coi controcazzi, abile e competente come pochi.
E tuttaltro che…sborone, gestisce la società da anni col massimo rigore, acquisti (e prestiti) mirati a prezzi ragionevoli, nessuna follia, i risultati li stanno vedendo tutti.
Il Frosinone per decenni s’è mediocremente “arrangiato” tra serie C e parecchia quarta serie, nessuno squillo, i suoi derby col Sora, col Cassino e pure col Ceccano (peraltro straperso).
Lo Stadio, il vecchio “Matusa”, un groviglio di cemento e tubi Innocenti, l’altro (Casaleno, poi Stirpe) una mezza tribuna invasa da sorci ed erbacce nella prima periferia, abbandonata a se stessa per 20 anni.
Poi, sto miracolo, perché di questo si stratta : la serie A, un gioiello di stadio ed un centro sportivo di prim’ordine a Ferentino, 10 km da capoluogo.
Scommetto che il Frosinone non sarà una meteora.
Chapeau a Stirpe.
Insomma un piccolo Lotito se posso espremermi in codesti terminali .
Allo scudetto ovviamente ci pensero’ ovesempre fossimo primi anche a Pasqua, pero’ senza l’incredibile mix di c… ehm fortuna , coglionaggine avversaria , arbitri compiacenti , che ha favorito i nerazzurri almeno nelle ultime due giornate, potevamo stare 2 o 3 turni da soli in testa .
Aspé… adesso sei anche tifoso del Frosinone? Accipicchia, facile così
Mi e’ simpatica in quanto piccola e oltretutto la citta’ si trova a circa solo 70 km da casa mia , ( anche se comanda mia moglie ) .
Forza Frosinone , piedi per terra che anche la Cremonese l’ anno scorso era partita bene, ma i ciociari mi sembrano messi meglio .
Dicono che Icardi sia uno spaccaspogliatoi, ma quanto sarà vero? Tipo un contratto legato al minutaggio (quindi se rompe il cazzo non scende in campo quindi non guadagna) non funzionerebbe?
Alla Juve per esempio sarebbe utilissimo fino a fine stagione