Giornalista sportivo, a La Repubblica dal 1983 al 2022, sono stato per 12 anni capo dello Sport. Prima e dopo sempre sport e calcio, dai campi di periferia fino ai Mondiali, da Gianni Brera fino a Internet, da San Siro a New York, da Wembley all'Olimpico, dalla carta alla TV. Autore di Bloooog!, il Bar Sport, per 14 anni dentro Repubblica.it. Ora in maniera assolutamente libera, autonoma, indipendente, senza filtri.
Milan – Bari talmente imprescindibile che il blogmaster si è stufato di scrivere l’articolo.
Erano meglio le amichevoli di luglio: ci poteva anche scappare un Baryern, o un Baricellona…
Ci sono valutazioni e valutazioni. L’improvvisa accelerazione dell’Atalanta per Zalewski a cifre inaudite (triplicate rispetto al passaggio a febbraio dalla Roma all’Inter), lascia interdetti: se per caso (e sai che caso…) fosse seguita dalla chiusura dell’operazione Lookman, si metterebbe a durissima prova la proverbiale impunità cronica del club nerazzurro, garantita nei secoli dai vertici della FIGC. Ieri, per dire, sí discuteva dell’affare Casadei-Inter-Chelsea, ma appunto ci sono valutazioni e valutazioni… Casadei non era un carneade come molti altri, al momento dell’acquisto si era distinto come super profilo nel percorso delle nazionali giovanili ed aveva già un suo appeal come “grande promessa”. La cifra concordata col Chelsea era sicuramente sproporzionata, ma non così scandalosa da eludere il patto domanda-offerta tra scouter di mercato e configurarsi come “reato” da indagare. Pur giocando pochissimo, è approdato a club di livello ed il suo valore di mercato, seppur mai implementato come avrebbe lasciato intendere il prezzo di ingresso, è ancora sullo standard di allora. No, da indagare assolutamente sarebbero invece diventate le plusvalenze juventine di De Winter (appena rivenduto dal Genoa al Milan per 25ml, bonus compresi), Dragusin (rivenduto dal Genoa al Tottenham per oltre 30ml), Orsolini (nazionale italiano, miglior marcatore italiano dell’ultima Serie A per cui il Bologna rifiuta offerte da 40ml), Rovella (nazionale italiano per cui la Lazio ha fissato una clausola rescissoria da 50ml) ecc ecc… Insomma, è quello che accade quando a capo della procura cittadina si lascia spazio e si dà mandato ad hater seriali come Santoriello di indagare a tappeto (con risorse ingentissime, negate ad indagini per reati di stato) per colpire a prescindere una determinata società. Cose che non possono certo accadere da altre parti, come a Milano, dove a capo della procura cittadina siede un accanito tifoso, al quale la società di riferimento elargisce biglietti omaggio in tribuna VIP. Così succede che abominevoli plusvalenze come quelle di Eguelfi, Carraro e Bettella (tutte a stretto giro dell’affare Bastoni, acquisto impensabile senza quelle plusvalenze fittizie, dato il regime di Fair Play finanziario a cui era allora sottoposta l’Inter…) non venissero mai indagate. Eguelfi che passò dall’Inter all’Atalanta per 6ml di €, ma inspiegabilmente venne immediatamente (a sole tre settimane dall’acquisto!) girato in prestito in Serie B al Cesena, dove non fu mai impiegato come titolare, ma subito riparametrato ad un valore di mercato di 400.000€, per poi essere paracadutato in prestito dall’Atalanta anno dopo anno – mai due anni consecutivi nella stessa società! – al Livorno, al Feralpisalò, al San Fernando, all’Imolese, al Sant’Angelo fino ad approdare finalmente al Lissone, in Promozione ad un valore di mercato di 15.000€. Marco Carraro che passò dall’Inter all’Atalanta per 5ml di €, ma inspiegabilmente venne immediatamente (a solo un mese dall’acquisto!) girato in prestito in Serie B al Foggia, dove fece il panchinaro e subito riparametrato ad un valore di mercato di 800.000€, per poi essere paracadutato in prestito dall’Atalanta anno dopo anno – mai due anni consecutivi nella stessa società! – al Perugia, al Frosinone, al Cosenza, al Crotone, alla Spal fino ad approdare finalmente nel 2024 al Vicenza, in Seie C ad un valore di mercato di 200.000€. Davide Bettella che passò dall’Inter all’Atalanta per 9ml di € e dopo una stagione senza mai – MAI! – essere stato impiegato in campionato, fu girato in prestito in Serie B al Pescara, dove fece il panchinaro e subito riparametrato ad un valore di mercato di 1.000.000 €, per poi essere paracadutato in prestito dall’Atalanta al Monza – unica squadra dove stazionò due stagioni e dove, tra infermeria e panchina, riuscì a totalizzare il record di ben 2’ (si, DUE minuti in due stagioni!) di gioco contro il Sassuolo – e poi anno dopo anno, al Palermo, al Frosinone fino ad approdare finalmente al Catanzaro, ad un valore di mercato di 300.000€.
Naturalmente nulla in confronto alle plusvalenze fittizie e farlocchissime di decine di milioni di euro, con cui l’Inter dopò il mercato dal 2003, con le incredibile supervalutazioni di Matteo Bogani, Fabio Di Sauro, Salvatore Ferraro, Alessandro Livi, Giuseppe Ticli, Marco Varaldi ecc ecc… e che la ancora più incredibile e farlocca giustizia sportiva della FIGC punì con 90.000€ di multa.
Uno spaccato del calcio italiano e della sua purulenta gestione, sempre uguale nei secoli. Benedetta da un’ancora più degenarata – se possibile – classe giornalistica.
Tutto ineccepibile. Gli Eguelfi, Carraro e Bettella però ce li hanno tutti, strisciati e monocolori (i nomi e i parametri sono giustamente visibili su Transfermarkt). A farne la cronistoria con tutta l’impeccabile cura che ci metti, non si finirebbe più…
Perché non la fai, la cronistoria? Perché non fai i nomi? Forse perché molti sono già rintracciabili nelle carte delle procure che si erano attivate, ovviamente in un’unica direzione? Mi sa che manca un pezzo decisivo al tuo superficiale ed italianissimo “er più pulito cià la rogna” : quello delle sanzioni/squalifiche comminate ai soliti noti per plusvalenze più che virtuose (non sto a ripetere i dettagli degli storici di compravendita e valore di mercato raggiunto, dei vari De Winter, Dragusin, Orsolini, Rovella, Demiral, Romero ecc ecc…) e di quelle mai comminate per plusvalenze chiaramente (dichiaratamente) fittizie. Manca cioè il prezzo da pagare e fa tutta la differenza del mondo, colma la distanza tra privilegiati e reietti. Da una parte alla gogna medioevale, dall’altra esaltati dai media come “re delle plusvalenze”. Il privilegio più ingiusto e nauseabondo è quello di chi sa di poter sempre e comunque godere dell’impunità, qualsiasi comportamento adotti.
Elia Petrelli, Simone Muratore, Tongya, Matheus Pereira.
Davvero qualcuno ha offerto 40M per Orsolini?
Matheus Pereira non lo conoscevo, ma non risulta essere mai transitato in squadre italiane, tanto meno alla Juventus. Per il resto nulla da dire, perfetto tutorial su come tirarsi le pietre sui piedi. Come infatti avevo facilmente previsto sopra, sia Simone Muratore (grande promessa del settore giovanile juventino che fece tutta la trafila delle nazionali giovanili e solo due anni dopo il trasferimento all’Atalanta dovette smettere di giocare, a soli 23 anni, a causa di un tumore) che Elia Petrelli e Franco Tongya sono proprio tre dei nomi “rintracciabili nelle carte delle procure che si erano attivate, ovviamente in un’unica direzione”, tre plusvalenze (insieme a quelle di De Winter, Dragusin, Orsolini, Rovella, Demiral, Romero ecc ecc) indagate nell’inchiesta della procura di Torino che nutrì il sentimento popolare propagato dai media, che portò alla penalizzazione di 10 punti in campionato e all’esclusione della Juventus delle coppe europee per la stagione successiva. Facendo l’accurata cronistoria (cit) non so se ti è rimasta impressa nella retina la differenza (tra privilegiati e reietti): da una parte si finisce alla gogna e poi in galera, dall’altra si viene celebrati, da una stampa codina ed asservita, come ”re delle plusvalenze”.Ora che ti sei lapidato un piede, vedi di tenerti sano almeno l’altro. Saluti.
Ah… Orsolini iniziò la carriera nell’Ascoli, la Juventus lo acquistò nel 2017 per 6ml e dopo buone stagioni in prestito tra Atalanta e Bologna, lo rivendette al Bologna nel 2019 per 15ml. Ora Orsolini ha 28 anni, ha disputate buone e d ottime stagioni con i rossoblu e nell’ultima eccellente stagione è stato uno dei primi 5 esterni offensivi per rendimento, con uno dei miglior score (minuti giocati, gol, assist) tra tutti i 5 campionati europei di maggior livello. Ha ricevuto offerte attorno ai 30ml dalla Premier e attorno ai 40ml sia dalla Turchia che dall’Arabia. Le ha rifiutate, di comune accordo con la società, perché si trova benissimo al Bologna, di cui è diventato simbolo e capitano.
Matheus Pereira ce n’è più d’uno. Mai transitato alla Juve quello attualmente al Fortaleza, arrivato alla vostra primavera dall’Empoli, venduto al Barcellona B per 7,6M e riparametrato a 500k l’anno successivo? Strano, ti sarà sfuggito.
La tua mozion d’affetti su Simone Muratore lascia il tempo che trova, perché la diagnosi medica è arrivata tre anni dopo la cessione. Al tempo in cui l’avete venduto per 7M (e l’anno dopo valeva anche lui 500k), c’erano molti più soldi che affetti da muovere.
La presunta offerta del Fenerbahce per Orsolini è stata prontamente smentita dai turchi, quella dello United non si è mai concretizzata. Insomma, a volte sei accurato e obiettivo, però mica sempre.
Scusa, ma ci sei o ci fai?
Il succo del discorso è quello che @il nome delle cose ti ha ri-evidenziato col virgolettato e cioè che tutti i nomi che hai fatto tu, sono stati indagati (insieme alle altre plusvalenze del tutto virtuose!) e prima dall’unica procura attiva e poi sanzionati (addirittura assurgendole a “sistema”) dalla vergognosa giustizia sportiva, mentre quelle degli altri vengono santificate e non portano (mai) a nessuna sanzione.
Perché ciurli nel manico? A che pro?
Lascia perdere, gli avevo risposto perché pensavo avesse un reale interesse alla questione. Invece è solamente uno dei tanti gnorri che tirano lo straccio al di là delle rete, muri di gomma addestrati a buttarla in vacca.
Un po’ di anni fa, si usava l’espressione “far trottare”.
A che pro? Perché visti dal basso – cioè da abbonato di una squadretta di provincia, frescamente retrocessa, che riempie sì e no uno stadio da 10mila posti – siete pur sempre quelli che entrano più spesso in tribunale che in campo, e quest’anno vanno in Champions con due rigori molto, molto ridicoli (valore al cambio: 3 punti) a nostre spese.
Faccio fatica a digerire questa vostra contronarrativa stentorea della Juve martire designata del sistema. Sì, certo, il sistema Inter schifa anche me. Ma se a voi pare superficiale e italianissimo dire che il più pulito cià la rogna, a me sembra puerile e sciocchissimo rispondere che gli altri però cianno più rogna di voi, e che non se la curano, i fetenti, perché i fottutissimi medici fanno finta di non vederla, e che in ogni caso guarda qui: ciò un braccio intero senza rogna, ergo sono sano e virtuoso.
Come no, il solito lagunare di riporto con l’anatra da richiamo… e qui siamo tutti cojoni, eh…?
Pagliaccio, non che te ne importi un cazzo, ma intendi questo rigore del-2-2 (replay 18’:36’’
) per il pazzesco bagher di Candela dopo la respinta del portiere? O parli della tranciata di Nicolussi Caviglia su Conceição
lanciato a rete nella gara di ritorno?
Senza citare che la Juventus, lo scorso anno come nelle ultime 20 stagioni, è sempre l’ultima classificata, tra le big, nel saldo rigori a favore/contro.
Lo scorso anno con questo score
di rigori a favore:
Intre 9
Milan 8
Roma 7
Bologna 7
Fiorentina 7
Atalanta 7
Lazio 6
Juventus 6
Napoli 5
e di rigori contro:
Juventus 5
Lazio 4
Napoli 4
Roma 4
Fiorentina 3
Milan 2
Bologna 2
Atalanta 2
Inter 2
Adesso falla finita, che di figure demmerda dovresti averne abbastanza. Con tutto che tu tifi Venezia esattamente come io flexo Naomi Watts.
Tu sei di quelli che quando (non se) t’imbatti nell’energumeno che ti sta scopando la moglie, lo apostrofi per la posa sconveniente.
Gesù, che fallito.
“Si percepisce lo zelo lodevole con cui vorresti riparare, però così rischi di peggiorare le già impareggiabili figure di merda. Sfrondare, caro, sfrondare sempre.” (semi-cit)
Dai, sei un poveraccio e si era capito subito. Hai fatto il grande (tu non altri) ergendoti a giudice della contesa, dicendo che gli “Eguelfi, Carraro e Bettella però ce li hanno tutti”, ma quando ti hanno colto in castagna dicendoti che cambia parecchio se per la stessa colpa uno lo mandano al rogo e gli altri (mica solo l’Inter: certo l’Inter incommensurabilmente più di tutti, ma anche il Napoli e la Roma ecc ecc) li santificano, hai calato le braghe come l’ultimo dei Varriales. Speriamo solo nella miseria del tifo.
Certo certo, come no. Resta il fatto che quello che però c’era anche prima, allora come ora, interrogato… non rispose…
Ribadisco:
Hai fatto il grande (tu non altri) ergendoti a giudice della contesa, dicendo che gli “Eguelfi, Carraro e Bettella però ce li hanno tutti”, ma quando ti hanno colto con le dita nella marmellata (di castagne) dicendoti che cambia parecchio se per la stessa colpa uno lo mandano al rogo e gli altri (mica solo l’Inter: certo l’Inter incommensurabilmente più di tutti, ma anche il Napoli e la Roma ecc ecc) li santificano, hai calato le braghe come l’ultimo dei Varriales. Speriamo solo nella miseria del tifo e non pure menando fendenti in casa.
Ergo: nel merito della questione, a parte le supercazzole stilistiche, riconosci il vincitore, mi pare…
Dai, gran bella figura di merda, su…
“…se per caso (e sai che caso…) fosse seguita dalla chiusura dell’operazione Lookman…”
Sono tanto consapevoli della criminosità del loro agire, che la dirigenza della Milano sporca ha ordinato alla Pravda rosea e a tutto il vippettame social e no a libro paga di divulgare il verbo circa l’operazione Zalewski come “un’operazione singola, a sé stante”. Lo hanno ripetuto a tutti più e più volte, così zelanti che l’intima informazione (nel senso di intimazione) è stata erroneamente recapitata anche ad altri giornalisti (non affiliati) e giunta ad un amico cronista che me l’ha riportata.
Esemplare spaccato di realtà, molto ben illustrato, lineare nel suo nauseante scorrere nel tempo. Obtorto collo condiviso ed apprezzato soprattutto da quei quattro lividi rosicatori a cui non resta che spolliciare👎🏼 rabbiosamente, beotamente (non è un refuso) consci che l’unica pezza d’appoggio risieda nella formidabile rete di protezione per la loro impunità.