Bomber Raimondo chiama Italia (🧠BLOOOOG! AI – BIO A FUMETTI)
L’identikit.
Antonio Raimondo, nato a Ravenna il 18 marzo 2004, è un centravanti mancino di 1,85, numero 9 del Frosinone. La famiglia ha radici ad Ascea, nel Cilento: il padre Pietro lavora nella Guardia di Finanza, la madre si chiama Rossella. Anche il fratello Tommaso, classe 2008, gioca da attaccante, nella Primavera dell’Ascoli. Cresciuto nel Cesena, Antonio passa al Bologna nel 2018. Sinisa Mihajlovic lo fa esordire in Serie A il 17 maggio 2021, a 17 anni, contro il Verona, al posto di Rodrigo Palacio. Il cartellino appartiene al Bologna, con contratto fino al giugno 2028; il prestito al Frosinone scade nel giugno 2027. (Fonti: Wikipedia; Gazzetta dello Sport, 1 settembre 2026; Bologna FC, 7 luglio 2026). en.wikipedia.org

Il percorso e i numeri.
Quattro presenze in campionato con il Bologna, nove gol in B nella Ternana nel 2023-24, poi nove apparizioni senza reti nel Venezia e un gol nella Salernitana nel 2024-25. Al Frosinone segna undici reti nella stagione della promozione. Nell’attuale Serie A arriva a sette gol in sette giornate, con due doppiette, contro Fiorentina e Venezia, e la tripletta al Sassuolo del 16 ottobre: otto gol in otto partite contando la Coppa Italia. Nel 2022 aveva già conquistato l’argento ai Giochi del Mediterraneo, chiudendo il torneo con sei reti. (Fonti: Wikipedia; Frosinone Calcio; CONI). en.wikipedia.org
La famiglia e le prime difficoltà. Alla Gazzetta dello Sport, su ciò che gli ha insegnato il padre: «A superare le difficoltà, a lavorare. […] Mi ha trasmesso la mentalità che mi ha permesso di andare avanti sempre e comunque». Sull’arrivo al Bologna: «Il primo anno in Under 15 è stato molto difficile, ho giocato poco e non ho mai segnato». Il responsabile del vivaio Daniele Corazza gli chiese di pazientare: «Ricordo che mi disse di tenere duro perché dovevo ancora esprimere il mio potenziale». (Gazzetta dello Sport, intervista a Raimondo)
Il debito con Mihajlovic. Ricordando l’esordio: «Avevo 17 anni e non mi sono nemmeno reso conto di quello che stava accadendo. Lo ringrazierò per tutta la vita per avermi lanciato». Prima della partita da titolare contro il Genoa, nel maggio 2022: «Lo incontrai nel corridoio di Casteldebole e non l’avevo riconosciuto perché era tutto incappucciato. Mi disse: “Tieniti pronto perché ti farò giocare”. E così è successo». (Gazzetta dello Sport, intervista a Raimondo)

Come vuole giocare.
Sul proprio ruolo: «Sono un attaccante a cui piace la profondità, pressa le difese in continuazione e poi possiede un po’ di fiuto in area di rigore». (Gazzetta dello Sport, intervista a Raimondo). Sul modello Edinson Cavani: «Lo amavo per come rincorreva tornando indietro, per la fame, la cattiveria, tutto». Sui palloni apparentemente persi: «Ci credo sempre, anche su palloni che magari possono sembrare inutili, perché comunque mi aspetto sempre l’errore, la respinta o la palla che rimane lì». (Corriere dello Sport–Stadio, 18 ottobre 2026)

Che cosa dice l’allenatore.
Dopo il 4-2 al Sassuolo, Alvini: «Raimondo può migliorare ancora, lui fa gol ma complimenti anche alla squadra perché lo mette in condizione di fare gol». (Frosinone Calcio, conferenza stampa pubblicata il 17 ottobre 2026). Frosinone Calcio
Il lavoro fisico e l’esultanza. Nella conferenza dopo la tripletta, Raimondo: «[…] sto lavorando in palestra per migliorare la mia struttura». Sul gesto da pistolero: «L’esultanza è nata nell’ultima giornata di campionato con i miei amici di Salerno». (Frosinone Calcio, conferenza stampa pubblicata il 17 ottobre 2026). Frosinone Calcio
Il precedente in azzurro. Nel luglio 2022 il Corriere dello Sport raccontava la semifinale dei Giochi del Mediterraneo: «Gli Azzurrini del ct Daniele Franceschini […] regolano in semifinale il Marocco 2-1 grazie alla doppietta del “bolognese” Raimondo». (Corriere dello Sport, 3 luglio 2022). corrieredellosport.it

Il traguardo quotidiano.
«Una fase buona può capitare, l’importante è ripetersi». (Antonio Raimondo, Corriere dello Sport–Stadio, 18 ottobre 2026)
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Viste le capacita’ della Juventus di valorizzare e migliorare i propri giocatori, e’ meglio per lui e la nazionale che Raimondo si tappi le orecchie come Ulisse e fugga le sirene bianconere, perche’ dietro il loro canto suadente ($$) si nascondono scogli micidiali.
Ci vuole coraggio per far esordire i giovani. Ma ci vuole ancora più coraggio per mettere in carica un CT giovane e dalle idee moderne.
La juve vorrebbe Raimondo ma dovrà accontentarsi di Sandra Mondaini