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La ambiziosa spedizione azzurra ha sfruttato al meglio la prima opportunità di medaglia, il ghiaccio è stato rotto da Giovanni Franzoni di Manerba sul Garda, e dal sommo Dominik Paris,sul quale e’ inutile sprecare aggettivi, il piu grande discesista italiano di sempre.
Come avevo ampiamente previsto il campione del mondo Von Allmen ha avuto la meglio,solo medaglia di legno per Odermatt.
In sostanza,per la dodicesima volta nella storia, la Italia ha festeggiato due medaglie nello stesso evento olimpico individuale, sei volte nello sci alpino.
I podi azzurri nella specialità sono 5,collezionati nelle 21 edizioni dal 48 ad oggi, Zeno Colò oro nel 56, Herbert Plankm argento ad Innsbruck 76 e Innerhofer argento a Sochi 2014.
Allargando al settore femminile,le medaglie italiane nello sci alpino sono 38,bottino che vale la prima posizione negli sport invernali staccando di 2 posizioni lo sci di fondo……chi ben comincia…
Quando Sniffolo contava ancora sulla Meloni :
Preso atto che, come dice giustamente l’ottimo Travaglio, quando uno è stupido di solito non se ne accorge, e che l’uso di sostanze allotrope sin dalla giovane età crea degli adulti fatalmente rincoglioniti e buoni al massimo per andare per cantieri, direi che qui c’è tutto quello che, al netto delle solite stronzate, c’è da dire su quello che provano ancora a raccontarci :
Marco Travaglio: “Quanto è stupida la censura, sulla Russia una escalation di ridicolo senza fine”
Continuano le vibranti proteste nelle oblast di Kursk e Belgorod, a causa dell’interruzione e/o mancata erogazione dei sussidi nei confronti degli sfollati e di coloro i quali hanno perso tutto a causa di questa folle guerra. Le autorità hanno risposto loro, semplicemente, che le poche risorse rimaste servono per produrre armi ed inviare marmellata da cannone nel Donbass (con un’aspettativa di vita di 20 minuti) nel tentativo di conquistare qualche pollaio e porcilaia.
Sotto il link, per chi volesse informarsi correttamente, anziché seguire i deliri di un individuo che ha profondamente bisogno d’aiuto:
“Gli sfollati della regione di Kursk chiedono la restituzione dei loro sussidi sociali. Hanno depositato una petizione indirizzata al governatore della regione di Kursk, Alexander Khinshtein.
I combattimenti nella regione di Kursk sono durati un anno e mezzo, costringendo circa 150.000 persone a fuggire dalle proprie case. Molti edifici residenziali sono stati distrutti durante i combattimenti. Tuttavia, non tutti sono riusciti a ottenere i certificati per l’acquisto di nuove abitazioni. E coloro che sono riusciti ad acquistare un nuovo appartamento o una nuova casa non sono in grado di arredarli.
In precedenza, gli sfollati della regione di Kursk ricevevano 65.000 rubli (circa 850 dollari) al mese. Tuttavia, questi pagamenti sono cessati lo scorso dicembre. I residenti della regione di confine di Kursk hanno quindi organizzato una protesta davanti all’edificio dell’amministrazione distrettuale di Sudzhansky. È stato loro comunicato che la cancellazione dei pagamenti era una decisione delle autorità federali. L’accesso a Sudzha e ad altri 121 insediamenti nella regione di Kursk rimane chiuso a causa delle operazioni di sminamento.
A differenza delle vittime nella regione di Kursk, i residenti della zona di confine in prima linea dell’Oblast’ di Belgorod non hanno ricevuto alcun pagamento di questo tipo. Le autorità hanno deciso di non chiudere il villaggio di Shakhovka nell’Oblast’ di Belgorod, nonostante sia regolarmente sotto attacco. Il villaggio si trova a sei chilometri dal confine con l’Ucraina. I residenti lamentano che la linea difensiva passi direttamente oltre Shakhovka, collocando il villaggio in una “zona grigia”, secondo il canale Telegram “Pepel-Belgorod”. I carri armati sono parcheggiati vicino alle loro case. Un negozio è stato distrutto e una scuola, un pronto soccorso e un ufficio postale sono fuori servizio. Molti edifici residenziali sono stati distrutti. Non c’è elettricità, acqua, servizio di telefonia mobile o connessione internet affidabili. Non c’è un servizio di autobus per Shakhovka e non c’è un servizio di ambulanza. Secondo la gente del posto, non c’è stata un’evacuazione centralizzata. Gli appelli all’amministrazione distrettuale non hanno fornito assistenza.
https://www.currenttime.tv/a/ukraine-russia-war-kursk-belgorod/33663157.html
Che dire, prendiamo atto delle pulsioni omoerotiche – non c’è nulla di male, ma le vive proprio nel modo sbagliato se le proietta su fantasie di violenza – del nostro fanboy di Orange Man e zerbino putiniano.
Ma io l’ho messa per farti eccitare Malandra… ed infatti hai reagito subito appena hai visto il tuo amichetto nazista a 90 gradi… pavlovianamente.
Eccallá, avoja poi a cercare di mascherare le tue pulsioni omoerotiche se il tuo fine è quello di eccitare altri maschi, LMAO.
Comunque, prendi nota: nessuno qui è conciato male come te, né condivide le tue fantasie.
And now quiet, piggy.
Oddio, insomma … maschi…
Lmao, tutto ‘sto tempo per poi presentarti con questa banalità stra moscia da boomerone disperato?!?
A scrivere “touche” avresti fatto una figura migliore, ma sappiamo che non è il tuo forte.
La situazione degli ukro-nazi è talmente buona che Sniffolo oramai è disposto ad incontrare personalmente Putin, ed invece che a Budapest forse dovrà andare a Mosca… anche perché, se accetta le condizioni proposte da USA e Russia, è meglio che scappa da quel che resta del suo paese, e magari a Mosca lo proteggono sul serio.
Poi, capisco essere un caso umano, quella è una questione che risale nel tempo, ma non è che se il FT rivela che gli USA daranno le garanzie di sicurezza post guerra ( e figuriamoci se le daranno, non ci crede nessuno…) solo se gli ukros consegnano il Donbass, poi la Casa Bianca conferma… 🙂 🙂 chiaro che smentiscono, lo capirebbe anche il portiere del mio palazzo di Istanbul.
Come previsto da tempo, questo popolo di eterni sconfitti è stato utilizzato per gli interessi della NATO e dell’Europa, ed ora che la NATO ha altri problemini, l’Europa non è mai esistita ed oramai è in disfacimento, e gli USA li hanno mollati, come hanno mollato sempre tutti ( ultimi quei poveracci dei curdi ), sono diventati solo un motivo di imbarazzo.
Ma essere patetici è una vocazione, e si trova nel DNA, oltre che di alcune ( chiamiamole così ) persone, anche di alcune pseudo-nazioni.
Facciamola finita in fretta che è meglio… il trilaterale è oramai arrivato a 90 gradi…
Tirare la pietra e nascondere la mano: l’emblema della vigliaccheria e della codardia.
Accusare gli altri di fare propaganda e poi riportare pedissequamente ed acriticamente le dichiarazioni di Pushilin, un fantoccio posto a capo della repubblichetta che nel mondo non è riconosciuta da nessuno, tranne che dalla Corea del Nord (e da ”il Messaggero”) la dice lunga sul delirium tremens di questo fenomeno da baraccone, vanesio, in preda alla disperazione, che negli è passato ad assegnare ai russi dapprima tutta l’Ucraina, poi Kharkiv e Odessa per finire con Kupiansk (dove i russi sono stati cacciati a calci in culo ) e Pokrovsk (non ancora conquistata, dopo 2 anni)
Ovviamente, essendo stronzate propagandistiche russe, nelle mappe non c’è traccia di penetrazione russa né a Lyman (è questo il nome della città, non Krasny Liman, solo i russi ed ”il messaggero” la chiamano in questo modo, a proposito di imparzialità) né a Kostyantynivka (difatti nell’articolo incollato pavlovianemente non viene mostrata uno straccio di carta geografica. Da notare che i russi lo dichiarano da 3 mesi di avere conquistato Lyman, così come Kupiansk)
Ma il suddetto fenomeno da baraccone, essendo privo di dignità, oltre che intellettualmente pigro, non è nemmeno in grado di fare un misero fact checking, mangia tutta la merda che i russi gli danno da mangiare, e poi caga stronzate.
La realtà sul campo è semplicissima, come testimoniato dalle mappe e come certificato dagli esperti del Center for Strategic and International Studies (CSIS), secondo i quali alla fine del quarto anno di guerra in Ucraina le perdite dell’esercito russo avevano raggiunto 1,198 milioni di persone. Dopo 4 anni i russi combattono ad una manciata di chilometri da dove erano partiti, dopo essere stati cacciati da Kiev, Sumy, Kherson e Kharkiv.
Solo nel 2025, le truppe russe hanno perso 425.000 uomini tra morti e feriti, una media di circa 35.000 al mese. Tra le perdite dall’inizio della guerra, fino a 315.000 sono state uccise, una cifra paragonabile alla popolazione di città come Smolensk, Belgorod o Chita.
“Queste cifre sono sconcertanti. Nessuna grande potenza mondiale ha subito perdite simili in nessuna guerra dalla Seconda Guerra Mondiale”, scrivono gli analisti del CSIS. Ad esempio, gli Stati Uniti hanno perso 54.400 uomini nella guerra di Corea, 47.300 in Vietnam e solo 2.400 durante le operazioni in Afghanistan.
In Ucraina, l’esercito russo ha perso 17 volte più soldati dell’esercito sovietico in Afghanistan, 11 volte di più rispetto a entrambe le guerre in Cecenia e cinque volte di più rispetto a tutte le guerre combattute tra Russia e URSS dal 1945.
Le Forze Armate ucraine hanno perso tra 500.000 e 600.000 soldati, di cui fino a 140.000 caduti, secondo le stime del CISC. Le perdite combinate di entrambi gli eserciti hanno raggiunto 1,8 milioni e, secondo le previsioni degli esperti del centro, entro la primavera raggiungeranno i 2 milioni.
A costo di enormi perdite negli ultimi due anni, i generali russi sono riusciti ad espandere la zona sotto il loro controllo di soli 8.400 chilometri quadrati: lo 0,6% del territorio ucraino è stato conquistato nel 2024 e un altro 0,8% nel 2025.
Da Avdiivka a Chasiv Yar, da febbraio 2024 a gennaio 2026, l’esercito russo è avanzato a una velocità di 15 metri al giorno; l’avanzata su Kupyansk, in corso dal novembre 2024, è stata di 23 metri al giorno; e su Pokrovsk, di 70 metri al giorno.
Le truppe russe non sono mai riuscite a conquistare tutti i territori annessi dal Cremlino dopo i “referendum” del 2022. Durante la campagna militare vera e propria, hanno conquistato il 12% del territorio ucraino, ovvero 75.000 chilometri quadrati, secondo i calcoli del CSIS.
Durante la Grande Guerra Patriottica, l’Armata Rossa impiegò 1.394 giorni dall’inizio dell’Operazione Barbarossa per raggiungere Berlino. La Russia raggiunse a malapena Pokrovsk, situata a 500 chilometri da Kiev, nello stesso periodo, secondo gli analisti del CSIS.
Le perdite elevate e le lente conquiste territoriali indicano chiaramente l’indebolimento della Russia, osserva Seth Jones, capo del Dipartimento Difesa e Sicurezza del CSIS. Ciò si riflette anche nelle perdite economiche della Russia, sottolinea: la produzione industriale al di fuori del complesso militare-industriale è in calo, la crescita del PIL lo scorso anno è stata stimata solo allo 0,6% e l’accesso alla tecnologia è limitato dalle sanzioni.
“La pessima performance della Russia sul campo di battaglia in Ucraina e il suo declino economico indicano il grave declino della Russia come grande potenza”, osserva Jones. “Sebbene la Russia possieda ancora armi nucleari e un esercito numeroso, non è più una grande potenza nella maggior parte delle categorie militari, economiche e scientifico-tecniche”.
Per quanto riguarda la distruzione delle infrastrutture è lo stesso governatore di Belgorod ad invitare i cittadini a lasciare l’oblast:
I residenti della regione di Belgorod saranno trasferiti in altri comuni o regioni durante le interruzioni di corrente, ha annunciato il governatore Gladkov. A causa degli attacchi delle Forze Armate ucraine, si sono verificate interruzioni di corrente nella regione di Belgorod, colpendo circa 600.000 persone, secondo l’Ambasciatore generale del Ministero degli Affari Esteri.
I residenti della regione di Belgorod saranno trasferiti in altri comuni o regioni durante le interruzioni di corrente, ha annunciato il governatore regionale Vyacheslav Gladkov sul suo canale Telegram. I residenti saranno trasferiti nei comuni in grado di accogliere il numero di persone richiesto, ha chiarito.
“Sappiamo che è impossibile ripristinare completamente la fornitura di energia elettrica agli edifici residenziali, principalmente ai condomini, e alle imprese industriali utilizzando la generazione di riserva”, ha ammesso il governatore.
Per quanto riguarda la cessione dell’intero Donbass in cambio delle garanzie di sicurezza, la Casa Bianca ha smentito. Si tratta della solita merda che il vanesio va pestando appena si muove. Come dimenticare la reazione uterina dinanzi all’annuncio dell’incontro mai avvenuto tra Trump e Putin in Ungheria? Non ci sta capendo un cazzo da anni (a proposito dell’isolamento dell’Europa: firmato accordo commerciale con l’india, Trump fa marcia indietro sulla Groenlandia e sui dazi, l’Euro ai massimi sul dollaro). D’altronde, parliamo di un subumano che si informa sul Messaggero e sul Fatto quotidiano, senza alcuna capacità analitica e rigore metodologico.
“Una ricostruzione smentita dalla Casa Bianca. «È totalmente falso. L’unico ruolo degli Stati Uniti nel processo di pace è quello di riunire entrambe le parti per raggiungere un accordo», ha commentato la vice portavoce Anna Kelly accusando il quotidiano britannico di «consentire ad attori maligni di mentire anonimamente per rovinare il processo di pace».
Ieri erano 270 anni dalla nascita del più grande genio musicale di tutti i tempi, personalmente poi mi considero sia nel 2026 DC che nel 270 DM… piccolo omaggio, per chi ne capisce, dalla patria della vera arte :
Концерт для трёх фортепиано Моцарта. Исполняют Денис Мацуев, Валерий Гергиев, Даниил Трифонов
Preso atto che la coda di paglia, quando esiste, fa sempre sentire il proprio odore di bruciato, abbiamo la possibilità di presentare alla SR il contenuto di una telefonata tra Trump e Putin svoltasi questa notte :
Fossi nei panni di quello che scrive che piano piano i nodi arrivano al pettine mi farei al volo un taglio alla Yul Brynner, lmao.
E inizierei a pregare che il karma non esista…
Bocca, la invito a monitorare attentamente i commenti che pubblica, in maniera tale che il blog possa scorrere sui binari della civiltà e dell’educazione. In ossequio alla sua raccomandazione di qualche tempo fa.
Nei miei commenti non offendo e non manco di rispetto ad alcuno. Evidentemente c’è però chi, approfittando del web e dell’anonimato, non riesce a fare altro. Non essendo né civile, né educato.
“A parte le cazzate e la fuffa di propaganda che pigola sempre più flebile, incurante del proprio ridicolo, ci sono i fatti di cui parla una testata notoriamente filorussa come il Messaggero”
Una svolta diplomatica che rischia di ridefinire l’intera architettura del conflitto ucraino prende forma nelle indiscrezioni del Financial Times: gli Stati Uniti sarebbero pronti a offrire garanzie di sicurezza a Kiev solo a condizione che l’Ucraina accetti un accordo di pace che includa la cessione del Donbass alla Russia. Una linea che segna un cambio profondo rispetto alla narrativa occidentale degli ultimi due anni e che arriva mentre la guerra continua a colpire duramente i civili, come dimostrano i raid russi su Odessa della scorsa notte.
Secondo il quotidiano finanziario britannico, l’amministrazione Trump avrebbe fatto sapere a Kiev che qualsiasi impegno di sicurezza americano – elemento cruciale per il futuro dell’Ucraina fuori dall’ombrello Nato – sarebbe subordinato a un’intesa con Mosca. Un’intesa che, nei fatti, recepisce una delle richieste storiche del Cremlino: il riconoscimento del controllo russo sulle regioni orientali contese.
Washington avrebbe inoltre lasciato intendere che, come “dividendo della pace”, gli Stati Uniti potrebbero aumentare le forniture di armamenti a un esercito ucraino in tempo di pace, rafforzandone le capacità difensive nel lungo periodo. Una proposta che, tuttavia, viene letta a Kiev e in diverse capitali europee come una pressione diretta ad accettare dolorose concessioni territoriali.
Piano piano i nodi arrivano al pettine… sempre…
Quanto invece alla situazione sul campo :
L’iniziativa russa nella Repubblica Popolare di Donetsk sta assumendo i tratti di una manovra a tenaglia sempre più serrata, mirata a scardinare i principali bastioni difensivi rimasti sotto il controllo di Kiev. Secondo quanto dichiarato dal capo della DPR, Denis Pushilin, la situazione più calda si registra attualmente a Krasny Liman, dove le truppe russe sono riuscite a penetrare nel perimetro urbano.
Gruppi d’assalto russi stanno conducendo operazioni direttamente nei quartieri cittadini, mentre l’avanzata prosegue contemporaneamente sul fianco nord-occidentale, interessando le zone di Drobyshevo e Yarovaya.
Successi tattici vengono segnalati anche più a nord, con un consolidamento delle posizioni a sud di Zakotnoe, segno di una volontà russa di saturare l’intero settore settentrionale del fronte.
Parallelamente alla spinta su Krasny Liman, la pressione russa si sta facendo insostenibile su Kostjantynivka, un nodo logistico vitale per il rifornimento delle truppe ucraine nel Donbass centrale. Qui, i combattimenti hanno raggiunto la zona della stazione ferroviaria, cuore pulsante delle comunicazioni dell’area. La strategia di Mosca non si limita allo scontro frontale: i militari russi stanno attuando un ampio accerchiamento della città con l’obiettivo esplicito di interrompere ogni linea di collegamento e rifornimento esterna. Isolare la guarnigione urbana significherebbe far cadere uno dei pilastri della difesa ucraina nella regione, rendendo vulnerabili le retrovie fino ai confini della regione.
Non si arresta nemmeno la spinta in direzione di Krasnoarmeysk. Le forze di Mosca hanno registrato progressi a ovest di Rodinskoe e hanno consolidato nuovi successi a nord, nei pressi di Belitskoe, ampliando ulteriormente il cuneo che punta verso i centri nevralgici della logistica ucraina. Sul fronte della difesa tecnologica, i dati forniti evidenziano l’intensità della guerra dei droni: nell’ultima settimana, il sistema di guerra elettronica “Kupol Donbass” avrebbe neutralizzato 237 attacchi condotti da velivoli senza pilota ucraini. Questo dato conferma come, accanto alla tradizionale avanzata terrestre, lo scontro per il controllo dello spazio aereo tattico rimanga una variabile fondamentale per la protezione delle unità in avanzata e delle infrastrutture civili.
Poi chiaro che Sinffolo dice che fissare il trilaterale Russia-ucraina-Usa, in cui si sta calando tutte le brache possibili, per domenica è troppo tardi… domenica è tanto lontana… e le prossime condizioni saranno peggiori. E l’Europa per quello che poteva servire non c’è nemmeno più. Sono rimasti in tre a ballare l’HullyGully… e uno sta in mezzo e non può chiedere più né armi né soldi a nessuno.
A parte le cazzate e la fuffa di propaganda che pigola sempre più flebile, incurante del proprio ridicolo, ci sono i fatti di cui parla una testata notoriamente filorussa come il Messaggero :
La situazione in Ucraina si aggrava giorno dopo giorno. Già da diverse settimane la Russia sta bombardando diverse centrali elettriche ed energetiche in molte zone del Paese, lasciando al buio e senza riscaldamento milioni di cittadini, esausti dalla guerra e dal freddo. La popolazione, prova a risolvere il problema con soluzioni di fortuna, mentre il presidente Zelensky ripone la sua fiducia nella diplomazia.
Nella mattinata di oggi, 26 gennaio, il viceministro dell’Energia, Artem Nekrasov ha commentato in un post su Telegram: «A seguito dei bombardamenti notturni nemici sulle infrastrutture energetiche, i consumatori delle regioni di Kharkiv e Donetsk sono rimasti senza elettricità. I lavori di riparazione e ripristino sono in corso».
Nella nota, Nerkasov fa il quadro della situazione anche su Kiev e nella regione circostante: «Persiste una notevole carenza di energia elettrica. La situazione rimane difficile, sono in vigore interruzioni di emergenza. Il ritorno ai programmi previsti di interruzioni orarie avverra dopo la stabilizzazione della situazione nel sistema energetico».
Sono diverse ed estese le zone del Paese rimaste senza luce e riscaldamento. Oltre a Kiev e nelle regioni di Kharkiv e Donetsk, anche nel sud dell’Ucraina, precisamente nell’oblast di Kherson, lo scenario è in continuo peggioramento.
A comunicarlo è stata questa mattina Naftogaz, società nazionale di gas e petrolio, che in una nota ha spiegato: «I russi continuano a bombardare la centrale termica di Kherson con l’artiglieria. Attaccano anche con i droni. Continuamente. Nelle ultime 24 ore non si sono quasi mai fermati. Insieme alle autorità locali stiamo cercando tutti i modi possibili per riscaldare la città».
In Ucraina si sta vivendo uno degli inverni più duri degli ultimi anni, con temperature che oscillano tra i -15C° e i -5C°, e come confermato dal presidente Zelensky qualche giorno fa, solo a Kiev sono più di un milione le persone che non hanno modo di riscaldarsi, e negli ultimi giorni aumentano anche coloro che non possono accedere ai sistemi idrici.
Non è la prima volta che la Russia, in quattro anni di guerra, si affida a questo attacco di logoramento infrastrutturale. Tuttavia, l’insistenza con cui lo sta attuando in questo inverno rende drammaticamente grave il contesto: come riportato dal New York Times nei giorni scorsi, la riparazione delle centrali è molto complicata, perché spesso gli edifici si presentano irrimediabilmente danneggiati, e anche quando i tecnici riescono a intervenire, sovente il loro lavoro risulta vano per via di ulteriori attacchi, come già capitato nelle settimane scorse nella capitale.
A tal proposito, circa una settimana fa, il sindaco di Kiev, Vitali Klitschko, ha affermato nei che sono oltre 5.600 gli edifici rimasti senza riscaldamento, per poi sottolineare che la maggior parte di questi immobili aveva appena ripristinato il sistema di riscaldamento dopo un precedente attacco su larga scala.
Mentre continua la poderosa avanzata russa, a botte di 2 km2 al giorno,
su topwar gli scleri sono oramai quotidiani, a causa del continuo sequestro di petroliere appartenenti alla flotta ombra russa. A mo’di esempio un commento:
“La totale impotenza politica e la debolezza della nostra leadership. Tutti quanti si stanno pulendo i piedi con la Russia: Stati Uniti, Francia e ora la Finlandia. Presto, i deboli estoni inizieranno a fare lo stesso. Dopotutto, sono nella NATO, e la NATO li proteggerà. L’autore si chiede: “E poi?”. E poi arriva il completo collasso dello Stato. La storia della Russia, e di altri paesi, lo dimostra chiaramente. lo stato crolla (rivoluzione, ecc.) quando il prestigio delle autorità nel paese cadeI capi delle regioni nazionali russe ora si rivolgono a un garante impotente. È da qui che nascono tendenze centrifughe e simili. E il prestigio del nostro governo è ora al minimo. Stiamo toccando un altro fondo. I deboli non sono rispettati da nessuna parte. È spaventoso pensare a cosa succederà dopo.”
I russi anticipano San Valentino: oggi si cena a lume di candela
https://qph.cf2.quoracdn.net/main-qimg-dfdbaadb13346da85fbf854a32eb802d
La notte scorsa gli ucraini hanno lanciato una serie di attacchi aereomissilistici (e non solo) contro numerosi obiettivi russi.
Oltre a colpire raffinerie e infrastrutture dual use, hanno colpito centrali energetiche, sottostazioni elettriche e strutture di distribuzione elettrica in numerose città e regioni russe, provocando l’interruzione dell’energia elettrica e, in molti casi, anche quella del riscaldamento.
Si è trattata, evidentemente, di una precisa ritorsione contro gli attacchi che i russi hanno lanciato contro Kyiv in questi giorni.
La foto sopra è stata girata da cittadini russi che hanno documentato l’assenza di energia mostrando come siano stati costretti a riscaldare la minestra con le candeline.
C’è chi ha inviato la foto della carne cotta con la bomboletta a gas:
https://qph.cf2.quoracdn.net/main-qimg-d16e16ea7d3015e207e49b099403a8a8
E c’è chi ha mandato le foto di tralicci delle linee di alta tensione che ignoti sabotatori hanno fatto saltare in aria, in concomitanza con gli attacchi aerei, lasciando intere aree metropolitane senza energia elettrica:
https://qph.cf2.quoracdn.net/main-qimg-4d12c0f86b19ad65de389a64b615b863
https://qph.cf2.quoracdn.net/main-qimg-1b9ec9c1c52701ad0939d140b1a5a346
E hanno inviato, sempre i russi, anche le immagini delle città al buio.
Questa è Murmansk:
https://qph.cf2.quoracdn.net/main-qimg-6488e809989c0a7d6963c1f480152c64
Queste le città interessate dai black-out (che, secondo gli esperti, potrebbero durare parecchi giorni):
Murmansk, Podolsk, Zaraysk, Khimki, Zhukovsky e Elektrostal, Severomorsk, Zakamsk, Belgorod, Bryansk e la relativa regione, Orel, Taganrog, Rostov e la relativa regione, Zarajsk nella regione di Mosca. Nei territori occupati, i black out hanno interessato Alchevsk e varie zone della Crimea.
Questa è una mappa utilizzata per evidenziare la posizione di una infrastruttura petrolifera (Penza) colpita durante gli attacchi e indirettamente mostra anche gli altri, numerosi obiettivi colpiti dai drone e dai missili ucraini nella notte tra il 23 e il 24 gennaio (quella precedente all’attacco alle strutture energetiche):
https://qph.cf2.quoracdn.net/main-qimg-63c5b0024f5f59d4267b1fda21ca59a6
La mappa dimostra che gli ucraini sono ormai in grado di lanciare, con successo, sciami di drone e missili contro obiettivi russi. Tra il 23 e il 24 gennaio hanno colpito soprattutto obiettivi e infrastutture militari e petrolifere, tra il 24 e il 25 hanno colpito le infrastrutture energetiche.
Gli esperti riportano che la rete energetica russa non è in grado di riparare rapidamente questo tipo di danni. L’energia prodotta non è in eccesso, le linee non sono ridondanti e gran parte dell’infrastruttura è vecchia e in pessime condizioni. La possibilità di sopperire alle interruzioni aggirando il punto colpito è molto scarsa.
In alcune regioni russe è stato dichiarato lo stato di emergenza.
Murmansk Region Declares Emergency Over Massive Power Outages
E’ appena il caso di notare che i media occidentali non hanno minimamente riportato la notizia dell’attacco.
Meno male che ci hanno pensato i cittadini russi!
Continua inesorabilmente l’avanzata russa. L’ultimo aggiornamento indica 3 km2 conquistati. Sono incontenibili.
In ragione delle trattative, su topwar stanno rosicando come castori. Cominciano a prendere consapevolezza del fallimento. Un commento a mo’ di esempio:
“Dimenticatevi di Odessa. Siamo nei guai fino al collo, e ora Putin sta cercando in qualche modo di uscirne. Il problema è che questo accordo sostanzialmente ci danneggerà solo. L’Ucraina, avendo rinunciato a una piccola parte, rafforzerà il suo esercito con l’aiuto dell’UE e organizzerà una rivincita tra 10 anni. Nel frattempo, continueremo a languire sotto le sanzioni.”
Dopo i generali anche gli accademici smerdano Putin, ridotto oramai a zimbello del globo terracqueo:
Lo storico russo Andrey Zubov afferma: “La guerra è persa. La guerra è già persa in tutte le direzioni. È persa sul campo di battaglia. Non sono andati da nessuna parte, né a Kharkiv, né a Kiev, e soprattutto non a Leopoli. Non sono andati da nessuna parte” e “La Russia è ormai solo un’appendice della Cina per quanto riguarda le materie prime”.
Per chi volesse verificare gli avanzamenti in tapis roulant dell’armata rotta, la mappa aggiornata quotidianamente. Nell’ultimo anno i russi hanno conquistato lo 0,9% del territorio ucraino. Dissanguati militarmente ed economicamente per prendere campagne. E’ un’umiliazione, una débâcle
https://deepstatemap.live/en#6/49.4383200/32.0526800
E alla fine Sniffolo se la prende con l’Europa… non gli è bastato quello che gli abbiamo dato, inutilmente, a livello militare, facendo fare continue figure di merda agli armamenti NATO e sguarnendo gli arsenali, non gli sono bastati i miliardi di Euro andati perduti nella corruzione endemica del suo paese di merda e che sono serviti spesso per costruire i cessi d’oro per i suoi gerarchi del cazzo, no… voleva anche che ci esponessimo sugli asset russi finendo ancora di più nella merda… veramente uno schifo d’uomo oltre che un drogato allo stadio terminale.
Speriamo che qualcuno la faccia finita con lui, in fretta…
Mentre i prezzi del petrolio degli Urali raggiungono i minimi da anni, tanto da obbligare l’élite russa a vendere tonnellate d’oro per continuare a mandare al fronte marmellata da cannone, e sul campo il territorio conquistato viene misurato con il metro da sarto, su topwar c’è da spanciarsi. I sudditi russi stanno rosicando come castori, in seguito al sequestro della petroliera appartenente alla flotta ombra russa, da parte dei francesi. C’è di buono che finanche loro stanno comprendendo che il fu impero rotto è lo zimbello del globo terracqueo.
“Beh, bisogna ammettere che in questi quasi quattro anni, i nonni del Cremlino hanno indubbiamente svolto un lavoro enorme e difficile. Non tutti avrebbero potuto scavare una fossa così grande, nemmeno una buca, ma una vera e propria fossa, con le proprie mani, per sé stessi personalmente, così come per lo Stato che guidano. Ma suppongo che questa non sia proprio la fine. E i particolarmente ottusi potrebbero già vedere un remake della storia delle petroliere. Ciò significa che se Putin e soci firmeranno ostinatamente il trattato di pace con l’Ucraina proposto da Trump, allora diventerà finalmente chiaro a tutti (che il re è nudo, questo è chiaro da tempo) che il cosiddetto leader (sistema) è incapace (incapace) di proteggere non solo alcune petroliere sconosciute (cioè gli interessi economici del Paese), ma persino gli stessi “élitisti” – dopo le petroliere, potrebbero iniziare a trattenere i funzionari. Per cominciare, quelli del rango di vicegovernatori (o viceministri), anche se, forse immediatamente e senza i deputati andrà tutto bene. E questo, a mio parere, significherà lo smantellamento dell’intera struttura di potere verticale di Putin, uno smantellamento definitivo e irrevocabile…”
Nel frattempo scompaiono dai giornali occidentali notizie sulla resistenza ucraina a Pokrovsk, Myrnohrad, Siversk ed Hulyapole, meglio che ammettere che i russi se le sono prese. Coerentemente niente notizie anche sull’isolamento di Odessa e quello di Kharkhiv… bontà loro ci informano però che 600.00 persone hanno lasciato Kiev, oramai inabitabile in gran parte.
Sniffolo non va a Davos perché si è stancato di prendere schiaffoni o perché forse ha capito che se va via non trova più la poltrona… o non ritorna più.
In occidente stanno invece cominciando a capire che l’unico che può riuscire a trattare con Trump è proprio Putin, che tra l’altro al momento è l’unico mediatore possibile in Medio Oriente.
Nel frattempo la NATO, sulla questione Groenlandia, sta andando verso una veloce dissoluzione… urge un nuovo ordine mondiale.
https://www.repubblica.it/video/socialnews/2026/01/15/video/casa_bianca_trump_si_addormenta_sotto_gli_occhi_della_bimba-425096485/
E meno male che per il nostro zerbino di Orange Man quello sleepy era Joe, lmao.
A proposito del post guerra in ucraina :
Trump: “Zelensky frena su un accordo di pace, non Putin”
In un’intervista esclusiva alla Reuters, Donald Trump ha affermato che Vladimir Putin è pronto a fare un accordo sull’Ucraina mentre Volodymyr Zelensky sarebbe invece più restio.
“Penso che lui (Putin ndr) sia pronto a fare un accordo”, ha detto. “Penso che l’Ucraina sia meno pronta a fare un accordo”, ha aggiunto. Alla domanda sul motivo per cui i negoziati guidati dagli Stati Uniti non abbiano ancora risolto il conflitto, Trump ha risposto: “Zelensky”. Quando gli è stato chiesto perché pensasse che Zelensky stia rallentando i negoziati, si è limitato a dire “penso solo che stia avendo difficoltà ad arrivarci”.
Ma se non ci arriva allora andrà eliminato il problema… poi, con quello che sta succedendo sulla Groenlandia, il fatto di appoggiarsi agli europei non è che lo aiuti molto… sta dalla parte di quelli sbagliati.
Il debutto di Mikhail Fedorov come nuovo ministro della Difesa ucraino avviene sotto il segno della massima trasparenza e di un estremo grido d’allarme. Nel presentare lo stato delle forze armate subito dopo la sua nomina, Fedorov ha svelato numeri critici: i centri di reclutamento (TCK) sono attualmente alla ricerca di 2 milioni di persone per colmare i vuoti nelle fila, mentre si contano già 200.000 casi di abbandono non autorizzato della propria unità. Una crisi di personale che si intreccia con quella finanziaria: il bilancio del Ministero registra un deficit di 300 miliardi di grivnie (circa 7 miliardi di euro) destinati ai soli pagamenti dei soldati.
Nonostante questo quadro di estrema fragilità, la linea politica di Kiev non cambia. La Verkhovna Rada (il parlamento monocamerale ucraino) ha votato a favore della prosecuzione dello stato di emergenza e della mobilitazione generale per altri 90 giorni. Una decisione che ha scatenato reazioni durissime nell’opinione pubblica e tra gli osservatori locali, che vedono in questa estensione un “biglietto di sola andata” per migliaia di connazionali, alimentando il dibattito sulla sostenibilità umana del conflitto e sulla prospettiva, per molti, della fuga o della resa.
Se a Kiev si contano gli uomini e le risorse, a Mosca il comitato investigativo russo ha presentato il bilancio giudiziario dell’incursione ucraina nella regione di Kursk. Il presidente del Comitato, Alexander Bastrykin, in un’intervista alla TASS, ha fornito cifre pesanti: le azioni delle forze armate ucraine in territorio russo avrebbero causato la morte di 445 persone e il ferimento di altre 553.
Secondo Bastrykin, le formazioni di Kiev avrebbero utilizzato deliberatamente sistemi di lancio multiplo di razzi contro obiettivi civili russi. La risposta giudiziaria del Cremlino è già in fase avanzata: sono oltre 370 i militari ucraini condannati con accuse di crimini commessi durante le operazioni nella regione russa. La tensione, ora, verte dunque anche sulla capacità di tenuta dei bilanci statali e sulla legittimità internazionale delle operazioni di frontiera.
Ci siamo quasi…
Tira aria di radde rationem in Russia:
“Oleg Deripaska, fondatore di Rusal, la più grande holding metallurgica, ha criticato aspramente lo stato dell’economia russa e le misure adottate per combattere l’inflazione. Ritiene che tutti gli imprenditori e le persone di buon senso del Paese condividano un’opinione simile: “Stiamo semplicemente sprecando tutto ciò che siamo riusciti a mobilitare nel 2022-2023 con un lavoro così duro e persistente. Si tratta di una sorta di esperimento incredibilmente primitivo che si concluderà ingloriosamente con il fallimento di migliaia di aziende e imprese perfettamente in grado di lavorare per il bene del nostro Paese eletto da Dio”. Deripaska ritiene che nessuno nel mondo degli affari capisca come gli alti tassi di interesse sui prestiti esorbitanti delle banche statali e la “sopravvalutazione assolutamente folle della moneta nazionale” contribuiranno a ridurre i prezzi dei beni di consumo. “Tutto il Paese si sta grattando la testa”. “Dove sono questi tipi intelligenti che possono spiegare perché il prezzo di un pollo o di un uovo sarà più basso a giugno 2026 rispetto a novembre 2025?”
“Il governatore di Belgorod ha dichiarato che nel settore energetico si è verificata una “catastrofe” a causa degli attacchi delle forze armate ucraine e ha chiesto di cercare “nemici interni” nella regione.
Nella regione di Belgorod, inizieranno a cercare “provocatori” tra coloro che sono insoddisfatti della risposta del governo alle interruzioni di corrente causate dagli attacchi ucraini. Il governatore Vyacheslav Gladkov ha ordinato un monitoraggio adeguato degli abitanti della regione . “Ogni situazione difficile provoca aggressioni da parte dei nostri nemici, [nemici] dello Stato, che sono esterni. Assistiamo a crescenti attacchi informatici dall’Ucraina. Assistiamo anche ad attacchi da parte di nemici interni”, ha dichiarato Gladkov.
Secondo il governatore, le informazioni raccolte dalle autorità in merito ai tentativi di “generare tensione sociale” saranno trasmesse alle forze di sicurezza, in modo che i responsabili possano essere ritenuti responsabili amministrativamente e penalmente. Gladkov ha osservato che i “provocatori” stanno cercando di “fomentare un’ondata di malcontento in una situazione già estremamente difficile”, dove le interruzioni di corrente dovute ai bombardamenti hanno raggiunto proporzioni “praticamente catastrofiche”. “Non abbiamo mai sperimentato problemi di tale portata… [L’interruzione di corrente] potrebbe colpire l’intera regione di Belgorod, che conta 1,5 milioni di persone”, ha avvertito il governatore.
“La gente è già in difficoltà. Oltre a tutti i problemi legati ai bombardamenti, al freddo, alle nevicate, stanno anche cercando di aggravare la situazione… Naturalmente, la gente sta iniziando a innervosirsi ancora di più, senza considerare le conseguenze”, ha aggiunto Gladkov.”
L’episodio di Stryi (avvenuto tra l’8 e il 9 gennaio 2026) conferma esattamente i dubbi sulla scarsa efficacia “chirurgica” di quest’arma.
Ecco i punti chiave emersi dall’analisi dell’attacco al deposito di gas Bilche-Volytsko-Uherske (il più grande d’Europa):
Precisione inadeguata: Sebbene la Russia abbia dichiarato di aver colpito “obiettivi strategici”, le evidenze sul campo indicano che le testate sono cadute in un’area forestale e su infrastrutture secondarie, mancando una distruzione strutturale del deposito sotterraneo. Gli esperti stimano che il sistema abbia una precisione (CEP) di alcune centinaia di metri, del tutto insufficiente per penetrare un bunker specifico senza l’uso di testate nucleari.
Testate inerti o “Dummy”: Come già avvenuto nel primo attacco su Dnipro nel 2024, anche a Stryi l’Oreshnik sembra aver trasportato testate inerti (senza carica esplosiva chimica). In questo caso, l’unico danno è causato dall’energia cinetica pura. Se la testata non colpisce direttamente un punto critico della valvola o di una condotta di superficie, il “buco nel terreno” che ne deriva è quasi del tutto irrilevante per la funzionalità di un deposito sotterraneo protetto da decine di metri di roccia e argilla.
Dissipazione dell’energia: Senza un impatto diretto, l’energia cinetica si scarica nel terreno creando un’onda d’urto sismica localizzata. Per mettere fuori uso un deposito di quelle dimensioni, sarebbe necessaria una forza d’urto equivalente a un’esplosione nucleare superiore ai 100 kilotoni, ben oltre quanto ottenibile con la sola massa cinetica di testate da 150-300 kg.
Valore Politico vs. Militare: Molti analisti concordano sul fatto che l’attacco a Stryi (vicinissimo al confine con la Polonia) sia stato un atto di pressione psicologica e politica verso la NATO più che un tentativo serio di distruggere le riserve di gas. L’arma serve a dimostrare di poter colpire ovunque in Europa con velocità ipersoniche, ma finché viene usata con testate convenzionali o inerti, resta uno strumento poco pratico per distruggere obiettivi puntiformi induriti.
Dal Messaggero :
“Nelle ultime ore si rafforzano le indicazioni su un attacco missilistico russo nella regione di Leopoli, nell’Ucraina occidentale. Secondo le prime valutazioni delle autorità militari ucraine, l’azione sarebbe stata effettuata con un missile “Oreshnik”, un’arma capace di raggiungere velocità stimate intorno ai 13.000 chilometri orari.
Il Comando Aereo “Ovest” dell’Ucraina ha comunicato che il tipo esatto di missile verrà confermato solo dopo l’analisi dei frammenti recuperati. Tuttavia, le caratteristiche del vettore e della traiettoria rendono altamente probabile l’impiego dell’Oreshnik. Le informazioni preliminari indicano inoltre che il missile non trasportava una testata nucleare, in modo analogo a quanto avvenuto nel precedente attacco contro Dnipro.
L’obiettivo dell’attacco sarebbe stato uno dei principali impianti di stoccaggio del gas situato nella città di Stryi, infrastruttura strategica per l’approvvigionamento energetico della regione di Leopoli. Le conseguenze si stanno facendo sentire immediatamente sulla popolazione locale.
Secondo numerose segnalazioni dei residenti, la fornitura di gas risulta quasi inesistente in diverse aree. Le fiamme dei fornelli sono molto deboli, molte caldaie domestiche si spengono e non riescono a riavviarsi a causa della pressione insufficiente nella rete. La situazione alimenta preoccupazioni crescenti sul possibile impatto dell’attacco sulla stabilità energetica e sulla vita quotidiana nella regione.”
A proposito di danni risibili…
Certo Leo, bisogna essere contenti se la gente muore dal freddo,o se non ha da mangiare..
Chi è causa del suo mal pianga se stesso, Andrea… più tardano ad andare con i forconi a prendere i loro “leader” e farsi giustizia da soli, e più le cose peggioreranno.
Dopo Ivashov Girkin e Chirkin, anche Leonkov.
Via via il fallimento dell’operazione militare speciale viene ammesso anche dai russi. È una débacle epocale. Da 4 anni piantati nel Donbass, di cui ne controllavano già una parte.
“Aleksej Leonkov, uno dei propagandisti più fedeli al Cremlino e ospite abituale della televisione federale russa, ha per la prima volta ammesso pubblicamente il fallimento delle previsioni di Putin per il 2022.
Le sue parole suonano come un’accusa, cosa rara per la propaganda russa.
Secondo Leonkov, il governo russo credeva che “il 98% degli ucraini stesse aspettando la Russia”, e la decisione di avviare l’invasione totale si basava proprio su questa fantasia.
Ai reparti russi, inclusa la Guardia Nazionale, era stato detto che non ci sarebbe stata resistenza. Per questo le truppe sono entrate in Ucraina con scudi di plastica e equipaggiamento da pattuglia urbana, completamente impreparate a un vero combattimento.
“Abbiamo sottovalutato l’Ucraina.”
Leonkov ha ammesso che nel 2022 gli analisti russi si sbagliarono completamente, mentre le agenzie d’intelligence occidentali valutarono correttamente che oltre il 90% degli ucraini non considerava la Russia uno Stato amico.
Di conseguenza, ha detto, la Russia ha subito perdite enormi ed è stata costretta a ritirarsi. Il propagandista ha anche spiegato che l’esercito russo non comprendeva la struttura della difesa aerea ucraina e che l’aviazione e la marina erano impreparate alla guerra.
La Flotta del Mar Nero ha perso navi fondamentali a causa degli errori del comando, e l’incrociatore Moskva è stato inviato senza protezione, il che ha portato alla sua distruzione insieme ai marinai.
Di fatto, è un’accusa contro Putin per il fallimento.
Sebbene Leonkov eviti di menzionare il cognome di Putin, le sue parole lasciano una conclusione chiara: l’invasione è stata pianificata da un uomo che non capisce l’Ucraina, non legge i rapporti d’intelligence e vive nell’illusione di un “secondo Crimea”.
Ammette apertamente che la decisione della guerra era basata su fantasie e rapporti falsi e che migliaia di soldati russi sono diventati vittime di questi errori.”
Il programma SS-X-31 si è rivelato un fallimento, tant’è che la stessa TASS russa dovette ammettere che il programma era stato fermato (TASS), nel 2018.
I russi hanno preso i prototipi dell’SS-X-31, hanno eliminato uno stadio propulsivo (riducendoli da 3 a 2) e hanno realizzato l’Oreshnik (Reuters).
In pratica l’Oreshnik è stato realizzato riciclando i missili realizzati per lo sviluppo dell’SS-X-31, mai completato.
E questo spiega perché i russi ne hanno lanciato solo due (il primo nel novembre 2024 e il secondo adesso, a più di un anno di distanza), spiega perché li lancino da un poligono sperimentale e non da una piattaforma operativa, spiega perché il missile non disponga di testate esplosive (vengono utilizzate testate inerti, di cemento o metallo), spiega perché le testate del missile lanciato alcuni giorni fa (sei testate singole) siano diverse da quelle del missile lanciato nel 2024 (sei testate, ciascuna con sub-testate multiple).
In pratica, stanno lanciando e sperimentando prototipi, spacciandoli per missili operativi.
Tuttavia, trattandosi pur sempre di un missile balistico a raggio intermedio, la sua intercettazione richiede l’utilizzo di missili intercettori specifici, che gli ucraini non hanno (e ben pochi hanno, nel mondo in pratica solo USA, Russia e Israele).
Quindi, questa è rimasta l’unica arma a disposizione dei russi, che possa definirsi non intercettabile dagli ucraini, dato che tutte le altre vengono ormai regolarmente intercettate. Un’arma raffazzonata, ottenuta riciclando parti di missili sperimentali di un programma fallito, priva di testate esplosive.
Persino gli iraniani, che utilizzano IRBM ottenuti o sviluppati con il supporto nord-coreano e cinese, hanno realizzato di meglio…
In conclusione, l’Oreshnik non è un missile eccezionale, la sua velocità è quella tipica di tutti i missili balistici a raggio intermedio e intercontinentale, sia nella fase di volo intermedia che in quella terminale.
Solo se i russi dovessero riuscire a produrlo in serie e a equipaggiarlo con testate dotate, non dico di esplosivo, ma almeno di sistema di guida, diventerebbe una minaccia seria.
Infatti, i due lanci effettuati sinora hanno prodotto danni risibili, a causa della scarsissima precisione, intrinseca a un IRBM (che è un’arma concepita per l’utilizzo di testate nucleari, non di testate convenzionali e tanto meno di testate inerti).
Alla fine i nodi vengono sempre al pettine. Era chiaro da almeno due anni, ma vabbeh…
Diciamo che tra poco oltre a niente NATO (che peraltro non esiste più di fatto), neutralità, esercito ridimensionato, Crimea e Donbass si passa direttamente a tutta l’ucraina e tanti saluti. Oppure soluzione venezuelana, presidente che dico io, che alla fine è la soluzione più pulita.
Mentre negli USA cresce il clima da Guerra Civile sono rimaste solo Francia, UK Polonia e Baltici a parlare del nulla a proposito del post guerra in ucraina. Ma mentre Macron almeno ammette che oramai bisognerebbe andare a parlare con Putin ( quantomeno per non fargli prendere tutta l’ucraina ) e Polonia e Baltici fanno bene ad essere preoccupati, Starmer oramai parla a vanvera :
” Ci saranno soldati britannici boots on the ground in Ucraina? Dalle affermazioni del premier Keir Starmer alla realtà sembra esserci una grande differenza. E dopo che, in Germania, il il cancelliere tedesco Friedrich Merz ha chiarito che non intende inviare soldati tedeschi in Ucraina nemmeno dopo la fine del conflitto, anche nel Regno Unito emergono dubbi sulla strategia britannica dopo che i “volenterosi” hanno siglato, la scorsa settimana a Parigi, una dichiarazione di intenti per possibili basi militari in Ucraina e la creazione di una forza multinazionale guidata dall’Europa e sostenuta dagli Usa.
La dichiarazione, secondo il premier britannico, crea il quadro legale necessario affinché truppe britanniche, francesi e di altri partner possano operare sul suolo ucraino, contribuendo a “mettere in sicurezza i cieli e i mari” del Paese e a rigenerare le sue forze armate per il futuro. Ma dietro i grandi proclami di Starmer e Macron e la propaganda dei “volenterosi”, la realtà è molto più complicata. E forse più amara.
In un articolo pubblicato sul Daily Mail l’8 gennaio, il generale in pensione Sir Richard Shirreff, ex vicecomandante supremo in Europa della Nato, definisce le promesse di Starmer “vuote” e “selvaggiamente irrealistiche”. Secondo il generale, il Regno Unito manca completamente delle risorse necessarie per mantenere un impegno del genere: manpower, equipaggiamento, fondi e volontà politica. Shirreff sottolinea che non può esistere una forza di peacekeeping senza una pace effettiva, mentre i missili russi continuano a colpire Kiev e il numero delle vittime aumenta.
Shirreff paragona l’operazione al dispiegamento Nato in Kosovo nel 1999, dove furono necessari circa 50.000 militari (di cui 10.000 britannici) per un’area minuscola rispetto all’Ucraina, che si estende per quasi 250.000 miglia quadrate con un fronte lungo fino a 800 miglia (oltre 1000 km). Applicando la regola classica delle rotazioni (un soldato sul campo richiede altri due in preparazione e riposo), un impegno significativo prosciugherebbe le forze armate britanniche per mesi o anni, lasciando il Paese indifeso su altri fronti.
L’ex comandante Nato avverte che una vera forza di enforcement non potrebbe essere un contingente Onu leggero armato di “berretti blu”, ma dovrebbe essere pronta a combattere anche i russi se necessario – uno scenario che implicherebbe la preparazione a una guerra totale con Mosca. “Se Starmer è seriamente intenzionato a inviare una forza di implementazione del cessate il fuoco”, ha concluso Shirreff, “la Gran Bretagna deve essere pronta a una guerra su vasta scala con la Russia. E non lo siamo“.
Il generale ha inoltre criticato i governi britannici (non solo quello laburista) per aver lasciato le forze armate impreparate a una guerra moderna ad alta intensità come quella in corso in Ucraina, con arsenali svuotati dalle forniture a Kiev e mai rimpiazzati, e con un bilancio della difesa che resta marginale.
Quindi alla fine rimane solo la fuffa… Come Volevasi Dimostrare…
Supermissile russo su Leopoli: “Chi può se ne vada da Kiev”… cosa avrà voluto dire il Sindaco di Kiev?… magari anche andarsene da Odessa e da Kharkhiv potrebbe non essere sbagliato : La morale è sempre quella : sbrigarsi ad andare a parlare con i Russi… ed arrendersi, prima che sia troppo tardi.
Oggi per la quinta volta gli USA hanno sequestrato una petroliera che lavorava anche per la Russia.
E la potentissima nave lanciamissili russa continua a restare nei Caraibi a pescare le aringhe.
Nel frattempo in Groenlandia stanno discutendo sul da farsi …
Otto esplosioni simultanee a Leopoli non precedute da alcun rumore né dal fuoco della contraerea. Mosca ha lanciato un missile balistico a medio raggio Oreshnik, un’arma a testata multipla che viaggia a oltre 6mila chilometri l’ora e non può essere intercettata. Le immagini riprese da una telecamera di sicurezza mostrano una serie di bagliori che hanno illuminato la notte: sono identici alla scena dell’unico attacco condotto con l’Oreshnik un anno fa contro la zona industriale di Dnipro.
Il sindaco di Leopoli Andriy Sadovyi ha dichiarato che è stata colpita “un’infrastruttura critica”. La città si trova a soli ottanta chilometri dal confine polacco: l’impiego di un missile progettato per la guerra nucleare, seppur privo di testate atomiche, rappresenta una minaccia contro la Ue e la Nato. L’Oreshnik infatti è stato concepito per tenere sotto tiro tutte le capitali europee.
Le ogive multiple sono prive di esplosivo: causano distruzione solo con la forza dell’energia cinetica, come una raffica di pallottole colossali. Il supermissile avrebbe colpito il più grande impianto di stoccaggio e pompaggio di gas dell’Ucraina a Stry. Si trova a meno di 70 chilometri dal confine ed era stato attaccato in passato senza distruggerlo. Vengono segnalati grandi roghi che rendono violaceo il colore del cielo. La struttura presa di mira è fondamentale per le importazioni di gas dall’Occidente: una risorsa decisiva per le centrali termoelettriche. L’aviazione ucraina ha dichiarato che il missile ha colpito alla velocità di 13 mila chilometri l’ora.
E’ di oggi l’affermazione della Meloni per cui gli europei dovrebbero parlare con i russi… prima che sia troppo tardi, aggiungo io.
Davvero niente male per chi avrebbe dovuto arrendersi all’armata rotta dopo 3 giorni
“Un attacco missilistico delle Forze Armate ucraine su un’infrastruttura ingegneristica nella regione di Belgorod ha lasciato 556.000 residenti senza elettricità e riscaldamento, ha riferito il governatore Vyacheslav Gladkov. Altre quasi 200.000 persone, secondo il governatore regionale, hanno subito interruzioni nell’approvvigionamento idrico e nei servizi igienici.
Gladkov ha descritto la situazione come “estremamente difficile”
Quanto alla Groenlandia sembra che se ne occupino i Vance :
Nel frattempo, con gli Oreshnik che ieri sono stati lanciati su Leopoli …
10 motivi per cui nessuno ha più paura di Putin:
1️⃣ La “rinascita imperiale” sovietica è morta, sepolta in #Ucraina
2️⃣ La guerra di 3 giorni è diventata un’umiliazione di 4 anni con 1,2 milioni di vittime
3️⃣ Le armi e l’esercito russo un tempo temuti, ora sono solo rumorosi scoppi
4️⃣ Le linee rosse vengono superate settimanalmente, non succede nulla
5️⃣ La Russia ora viene bombardata settimanalmente dall’Ucraina
6️⃣ Amici che si tirano indietro silenziosamente o si perdono
7️⃣ Le sanzioni mordono, l’economia è in rovina
8️⃣ Il predominio sul Mar Nero è finito
9️⃣ I paesi stanno letteralmente sequestrando le navi russe
🔟 Il potere ora = armi nucleari + bluff, nient’altro.
In soli 4 anni, ha perso ogni influenza in Siria e Venezuela, e l’Iran lo seguirà. Ha avuto oltre un milione di russi uccisi o feriti in attacchi idioti che non hanno ottenuto alcun risultato e hanno portato la sua #economia sull’orlo dell’implosione.
Ringraziamo Putin per la sua disastrosa #politica estera, che sta per peggiorare.
Detto del fatto che si conferma che l’uso eccessivo di sostane allotrope alla fine porta danni alle capacità cognitive, e porta soggetti di per sé stesso poco brillanti a capire fischi per fiaschi, emergono alcuni aspetti interessanti rispetto a quello che sta accadendo a livello globale e su cui non a caso Macron oggi esprime un certo allarme… alla fine ci è arrivato anche lui.
Innanzitutto il Venezuela. Risaputo che da tempo la Russia ha proposto agli USA una sorta di scambio di aree di interesse tra Venezuela ed ucraina, difficile non pensare che di questo abbiano parlato Trump e Putin ad Anchorage. Il sequestro di una nave vecchia e vuota dice poco, ma dà impressione di un contrasto che in realtà non esiste ed alimenta la confusione.
Il Venezuela più che un problema russo, che il petrolio ce l’ha, è un problema cinese che da lì lo importa, e lo mischia con quello iraniano, più leggero. Il blocco di questa possibilità spingerà la Cina a prendere più petrolio dalla Russia ed a prezzi più alti di quelli che la Cina è stata disposta a spendere sino ad ora. Allo stesso momento Putin sta facendo da mediatore tra Iran e USA, e se in ogni caso non permetterà un regime change ostile ai suoi interessi in quella zona, è anche vero che meno petrolio iraniano in giro significa anche in quel caso più vendite russe. Poi è notorio che Russia ed Israele non si mordono, men che meno Putin e Netanyahu
Questo al di là del fatto che in ogni caso le compagnie petrolifere americane ci penseranno bene prima di investire i miliardi necessari per rinnovare le obsolete strutture venezuelane, ed estrarre un petrolio di difficile lavorazione, ed in un paese che rimarrà sempre di difficile controllo. Un altro Presidente dopo Trump potrebbe non considerare la cosa come una priorità. Nel frattempo governano sempre gli uomini e le donne di Maduro e la MAchado meglio che non si fa vedere.
Poi la Groenlandia. Se la prendono o se la comprano, l’Europa, nel caso specifico la Danimarca, è sotto assedio e vada come vada la NATO non avrà più senso, e questa sarà la vittoria più bella di Putin, più ancora di quella che sta avendo in ucraina, dove oramai Zelensky, che è cocainomane ma non scemo, ha perso la parola. Va da sé che le motivazioni strategiche non stanno in piedi, le basi USA in Groenlandia già ci sono, anche qui quello che interesse sono le fonti di energia e, nel caso specifico le terre rare. Non è un caso che l’incontro tra Putin e Trump sia avvenuto ad Anchorage, l’Artico e l’Asia sono le frontiere del futuro, assieme all’Africa ed anche qui sono risorse sottratte all’Europa, e la Russia preferisce avere gli USA come dirimpettai, anche perché ci sono molti affari da fare. Poi che la logica possa essere anche quella di limitare un’eccessiva affermazione in certe aree della Cina, è un sospetto che a qualcuno intelligente à già venuto.
Oggi Macron ha parlato esplicitamente di nuovi imperialismi ed ha fatto riferimento ad un ordine tripolare, qualcuno gli ha messo insieme i pezzi, ma sa benissimo da tempo che in quest’ordine per l’Europa non c’è proprio posto. Serviva blandire gli USA come ha fatto insieme a Starmer e Merz per provare a tenerli da questa parte, ma con l’attacco al Venezuela, gli USA sono andati per la loro strada e tratteranno solo i loro interessi.
Ed in effetti se c’era un momento ed un modo per farlo, era proprio questo. Fino alle elezioni di midterm Trump può fare come gli pare, ed il clima da Guerra Civile non gli fa paura, anzi serve ai suoi scopi.
Nel frattempo Taiwan è del tutto circondata e gli USA non interverranno.
L’ucraina dovrà accettare condizioni sempre peggiori man mano che passa il tempo e le sue residue difese finiscono di sfaldarsi. E da tempo non è un interesse degli USA aiutarli. Si sono sfilati anche da eventuali sostegni sul terreno a guerra finita Tra poco se non si sbrigano ad accettare le condizioni proposte gli tolgono anche l’intelligence.
Questo è… in un certo senso quanto sopra fa da commento alla vignetta poco sotto.
Poi, certo, ci sono sempre i sogni e i desideri… e i racconti della propaganda…
Dopo i ceffoni ed i calci in culo presi in Ucraina, nel Nagorno Karabakh, in Siria, in Iran ed in Venezuela, arrivano, per l’ennesima volta, quelli provenienti dal fronte interno dal generale Ivashov, il quale non manca mai di sottolineare gli esiti tragici dell’operazione fallimentare speciale che aveva come obiettivo, quattro anni fa, di riunire i piccoli russi con i grandi russi.
La Russia sta COLLASSANDO e i RUSSI LO SANNO
Il generale russo in pensione Leonid Ivashov, dopo aver assistito al discorso di Capodanno di Putin, ha mostrato una chiara comprensione della situazione russa: “Ascoltate, sono un professore, un generale e un ricercatore geopolitico con decenni di esperienza. Ho assistito a questo spettacolo di quattro ore e non ho visto né un leader, né un comandante, né un difensore del popolo. Ho visto solo un uomo che viveva in una favola mentre il resto del Paese lottava per sopravvivere con 16.000 rubli al mese”.
Ivashov si è opposto all’invasione dell’Ucraina fin dall’inizio e, in questa intervista, ha ribadito il suo disaccordo con gli attuali eventi in Russia. Ecco alcune delle sue altre dichiarazioni degne di nota:
“Già prima della cosiddetta ‘operazione militare speciale’, avevo messo in guardia sulle conseguenze. Gli ultimi quattro anni hanno confermato l’accuratezza e la serietà di quelle valutazioni.”
“Non abbiamo ottenuto alcun successo a livello tattico o operativo e a livello strategico abbiamo subito sconfitte su TUTTI i fronti.”
“Tutti i settori industriali sono stati distrutti.”
“La scienza è in condizioni critiche e l’istruzione è completamente crollata.”
“L’aumento dei prezzi è un segnale allarmante: il popolo russo sta diventando sempre più povero.”
“La sanità è in rovina. Tutte le regioni stanno tagliando la spesa per i farmaci.”
“La qualità del cibo sta peggiorando; l’olio di palma è ovunque; il cibo in Russia sta diventando tossico.”
“L’unico ambito in cui la Russia è ‘leader’ nel mondo sono gli indicatori demografici. Siamo leader nel tasso di SCOMPARSA. Anche senza la guerra – e la guerra non fa che accelerare – il numero di uomini è in rapido declino.”
“Ci restano solo alleati come la Corea del Nord e la Bielorussia, ma non possono aiutarci: possono solo prosciugare le nostre finanze, e le nostre finanze si stanno esaurendo”.
“Ho lavorato con i cinesi per molti anni e la Cina non è nostra alleata; questa è un’invenzione del Cremlino e della propaganda.”
“Un fallimento strategico (nella guerra con l’Ucraina) potrebbe benissimo portare al collasso della Russia.”
(Spazio modificato il 07/01/2026 per facilitarne la lettura.)
Dai tappeti rossi per il tappetto russo al sequestro delle petroliere. Russi sotto shock, invocano il rispetto del diritto internazionale dopo che di quelle stesse norme ne hanno fatto carne da macello per 11 anni, almeno.
Ma non è che il rispetto della legge si può invocare solo quando ti trovi di fronte ad uno più mafioso di te…
“È allarmante”. Il Ministero degli Esteri russo ha definito il sequestro da parte degli Stati Uniti di una petroliera battente bandiera russa un “atto di forza illegale”.
Alexander Yarik / TASS
Gli Stati Uniti hanno commesso un “atto di forza illegale” sequestrando la petroliera Marinera nell’Atlantico, ha dichiarato il Ministero degli Esteri russo. Il Ministero ha osservato che il sequestro di una “nave pacifica in alto mare” costituisce una grave violazione dei principi e delle norme fondamentali del diritto internazionale, nonché della libertà di navigazione. “La volontà di Washington di generare gravi crisi internazionali, anche in relazione alle relazioni russo-americane, già estremamente tese dai disaccordi degli ultimi anni, è deplorevole e allarmante”, si legge nella dichiarazione del Ministero .
Il Ministero degli Esteri ha ricordato che la petroliera sequestrata aveva ricevuto un permesso temporaneo per navigare sotto bandiera russa il 24 dicembre e stava effettuando un “passaggio inoffensivo” attraverso le acque internazionali del Nord Atlantico, diretta verso un porto russo. Il Ministero degli Esteri afferma che gli Stati Uniti hanno ripetutamente ricevuto informazioni sull’affiliazione russa della petroliera e sul suo “status civile pacifico”. Il Ministero osserva che fermare e ispezionare una nave in alto mare è possibile solo per un numero limitato di motivi, come la pirateria o il traffico di esseri umani. In altri casi, tali azioni sono consentite solo con il consenso dello Stato di bandiera, e la Russia non ha dato tale consenso e ha formalmente protestato presso le autorità statunitensi in merito all’inseguimento della petroliera da parte della Guardia Costiera statunitense, ha aggiunto il Ministero degli Esteri.
Il Ministero ha definito “insostenibili” i riferimenti della parte americana alla propria legislazione nazionale sulle sanzioni e ha invitato gli Stati Uniti “a tornare al rispetto delle norme e dei principi fondamentali della navigazione marittima internazionale e a cessare immediatamente le azioni illegali” contro la petroliera.
A fine dicembre, la Guardia Costiera statunitense ha tentato di intercettare la petroliera battente bandiera panamense Bella 1 nel Mar dei Caraibi, presumibilmente diretta in Venezuela. Washington ha affermato che la nave era stata inserita nella lista nera per il trasporto di petrolio sanzionato. L’equipaggio, composto da cittadini ucraini, russi e indiani, si è rifiutato di obbedire agli ordini militari statunitensi. Durante la fuga, l’equipaggio della petroliera ha dipinto una bandiera russa sullo scafo e ne ha cambiato il nome in Marinera.
Il giorno prima, il 7 gennaio, gli Stati Uniti avevano sequestrato una petroliera tra l’Islanda e le Isole Britanniche. Le truppe americane erano salite a bordo della nave in elicottero. Secondo Reuters, navi militari russe si trovavano nelle immediate vicinanze della petroliera. Tuttavia, non hanno intrapreso alcuna azione in risposta alle azioni americane.
È uno spasso vedere come certi soggetti – si, proprio lui – riescono a farsi così volentieri scendiletto di un pedofilo stupratore
E quindi per l’Ucraina la situazione è la seguente :
Mentre i venti di Guerra Civile negli USA stanno salendo e Trump ha bisogno di risultati prima delle elezioni di Mid Term, dopo il Venezuela, in cui l’accordo con gli uomini di Maduro è cosa fatta ( e tanti saluti alla Machado ) gli USA mettono l’OPA anche sulla Groenlandia secondo la logica del più forte e del controllo degli USA sulle fonti di Energia e di Terre rare del suo emisfero. Ma questo creerà problemi all’Europa o alla NATO a breve giro, oltre a consentire lo stesso comportamento agli altri attori globali che hanno interessi simili a casa loro. Serve anche avere più carte possibili per la futura trattativa finale che ridisegnerà l’ordine globale, che sarà trilaterale, e senza ruoli per l’Europa che sarà divisa tra le parti e servirà da mercato di sfogo per gli interessi reciproci. Probabilmente di nuovo divisa in due… bella fine…
Gli ultranazionalisti russi, a seguito dell’episodio di oggi e dopo tutto ciò che è successo negli ultimi 4 anni, rosicano come castori:
“È un peccato non aver protetto la petroliera. Non siamo riusciti a tenergli testa, come abbiamo fatto durante la crisi missilistica cubana. Ci stiamo prostrando davanti a un profittatore sfacciato e senza scrupoli, e non c’è nessuno che possa colpirlo in faccia. Il principale istigatore della guerra in Ucraina ha dichiarato al mondo di essere il salvatore dell’Ucraina. E cosa ci diranno ora i nostri eterni negoziatori chiacchieroni, in guanti bianchi? Nessuno ha mai umiliato il nostro Paese in questo modo.”
Ennesima umiliazione subìta da chi, fino a 4 anni fa, dichiarava dinanzi al mondo intero che chiunque si fosse intromesso nell’operazione militare speciale avrebbe sperimentato conseguenze mai viste nella storia.
Mentre si consuma anno dopo anno la débacle in Ucraina dove si combatte a 40 km da Donetsk, ha già dovuto registrare le sconfitte nel Nagorno Karabakh, in Siria, Iran e adesso Venezuela.
Una serie di disastri che, messi in fila, potrebbero fare sorgere il dubbio ai sudditi di non appartenere, non dico ad una superpotenza (status oramai perduto), ma nemmeno ad una potenza regionale.
Dopo l’importantissima riunione il giorno della Befana dei volenterosi europei, che stanno provando a trovare qualche scusa per mascherare la disfatta in ucraina, dove oramai sono alla resa dei conti anche a livello di servizi segreti, sembra che Trump stia per proporre a Sniffolo un nuovo piano in due punti :
Un durissimo colpo all’orgoglio militarista russo, tale da far vacillare persino i blogger Z. Gli Usa in mezz’ora hanno fatto ciò che i russi non riescono a fare da 4 anni
Sopraffatti dalla delusione, cominciano a prendere consapevolezza della debolezza che pervade quella che credevano essere una superpotenza.
E dopo l’operazione in Venezuela il confronto tra Usa e Russia è, secondo loro, impietoso.
Alcuni dei commenti degli ultranazionalisti russi:
“Sono arrivati, hanno fatto il loro lavoro e se ne sono andati”. Gli Stati Uniti hanno “liberato un corridoio” per gli elicotteri delle forze speciali, distruggendo diversi obiettivi nel paese lungo il percorso, per poi andarsene subito dopo aver catturato Maduro.
“Ma anche Putin potrebbe essere rapito”, si preoccupa il canale televisivo “Novorossiya Militia Reports”. “Two Majors” definisce l’operazione statunitense “intelligente”, “rapida” ed “efficace”. “Probabilmente anche il nostro SVO la stava pianificando in questo modo. È improbabile che Gerasimov avesse pianificato di combattere per quattro anni”, si lamenta il canale.
“E, cosa più importante, Trump non si è lasciato sfuggire l’occasione di prendere brutalmente in giro la nostra leadership:
“Quando guardo questa guerra in Russia, che continua all’infinito e tutti muoiono, è primitivo. È primitivo. È terribile.
Non c’è guadagno, non c’è guadagno.”
“Persino Erdogan ha portato a termine la sua operazione speciale di sicurezza siriana in 11 giorni. Da qualunque punto di vista la si guardi, la nostra operazione speciale di sicurezza è la più lunga, la più sanguinosa e la più mal pianificata.”