Security Room, quella stanza del Bar Sport di Bloooog! dove l’argomento non è il calcio, ma tutto il resto: dalla politica ai viaggi, dai libri alla cultura, dal mondo alle storie. Uno spazio aperto, dove l’argomento è assolutamente libero e lo sceglie ognuno di noi. In un racconto continuo e condiviso con tutti
Non solo calcio. O almeno il calcio e tutto quello che c’è intorno. Questo è sempre stato un posto amato da tutti i frequentatori di Bloooog!. Che qui possono entrare e scrivere liberamente di ogni argomento, proponendone loro stessi. Tutto quello che va oltre il calcio. Lo sport in genere, ma anche e soprattutto la politica, la società, il mondo, lo spettacolo, la cultura, i libri, il cinema, la cucina, le storie, i viaggi, le città, gli amori, i ricordi, i racconti personali. Sostanzialmente tutto. Lo spazio è aperto, i protagonisti siete voi.
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mentre la marmellata da cannone continua a rimanere impantanata nel Donbass, il prezzo del petrolio crolla e deficit e debito galoppano che è un piacere.
”I prezzi delle spedizioni di petrolio russo dai porti del Mar Nero e dell’Oceano Pacifico sono scesi al livello più basso dall’inizio della guerra, riporta Bloomberg , citando i dati di Argus.
A Novorossijsk, nella settimana conclusasi il 7 dicembre, il greggio Urals, la principale qualità di esportazione per i produttori di petrolio russi, è stato venduto a una media di 38,28 dollari al barile, 2,80 dollari in meno rispetto alla settimana precedente.”
“Il debito pubblico russo continua a crescere a un ritmo sostenuto. Secondo un rapporto analitico pubblicato dalla Camera dei Conti , è aumentato di 2,9 trilioni di rubli, pari al 10,1%, nei primi tre trimestri del 2025, raggiungendo i 31,98 trilioni di Rubli
Mosca, 9 dicembre.”
INTERFAX.RU – Secondo i dati preliminari, il bilancio federale russo per il periodo gennaio-novembre 2025 è stato eseguito con un deficit di 4.276 miliardi di rubli, pari al 2% del PIL, ha riferito il Ministero delle Finanze.
La legge di bilancio per l’anno in corso prevedeva un deficit di 1.173 miliardi di rubli, ovvero lo 0,5% del PIL; in primavera, gli emendamenti lo hanno aumentato a 3.792 miliardi di rubli, ovvero l’1,7% del PIL , e in autunno a 5.737 miliardi di rubli, ovvero il 2,6% del PIL .”
Il rilancio ucraino sul Donbass per non bloccare il negoziato: “Sia una zona smilitarizzata”
L’esercito di Kiev accetterebbe di ritirarsi dal Donetsk non occupato in cambio della tutela degli Stati Uniti o delle Nazioni Unite. Ma Trump ha dubbi e spinge perché tutta la regione sia data alla Russia.
Sento rumore di unghie che graffiano gli specchi… forse non è chiaro un punto che agli USA ora è chiarissimo… o ve ne andare subito o se la prendono e non si fermano lì… ancora qualche giorno e forse lo capiscono…
“Il Giappone ha respinto la proposta dell’Unione Europea di aderire all’iniziativa di Bruxelles volta a utilizzare i beni statali russi congelati per fornire un sostegno finanziario all’Ucraina. Lo ha dichiarato Politico in un articolo ripreso dal sito Ukrinform. Secondo la stessa fonte, che cita due diplomatici europei, durante una riunione virtuale odierna dei ministri delle Finanze del G7, Tokyo ha risposto freddamente alla richiesta di Bruxelles di applicare i meccanismi europei per il trasferimento all’Ucraina del valore monetario dei beni sovrani russi detenuti presso la banca belga Euroclear. “Il Giappone ha segnalato di non essere in grado di utilizzare circa 30 miliardi di dollari di beni russi congelati detenuti sul suo territorio per erogare un prestito all’Ucraina”, hanno dichiarato due diplomatici dell’Ue a Politico.”
E pure il Giappone prende a schiaffi l’UE, oramai c’è il numeretto…
Ricavi del petrolio crollati e cessazione dei trasferimenti agli abitanti dell’oblast di kursk, che hanno visto le loro case ed i loro immobili spazzati via dagli ucraini. Una società in disfacimento, considerando il vertiginoso aumento dell’hiv, la cronica mancanza di medicine e le centinaia di migliaia di invalidi provenienti dal fronte:
”Il prezzo medio del greggio Urals, la principale qualità di esportazione dei produttori di petrolio russi, è sceso a 44,87 dollari al barile a novembre, ha riportato il Ministero dello Sviluppo Economico .
Rispetto a ottobre, il prezzo dell’Urals è crollato del 18%, ovvero quasi 9 dollari al barile, dopo che i produttori di petrolio sono stati costretti ad aumentare drasticamente gli sconti a causa delle sanzioni dell’amministrazione Trump, che hanno preso di mira Rosneft e Lukoil.
Rispetto all’inizio dell’anno (67,66 dollari al barile a gennaio), il prezzo del petrolio russo è crollato del 33%, ovvero 23 dollari al barile, e i suoi livelli attuali sono i più bassi da novembre 2020, secondo i dati del Ministero dello Sviluppo Economico.”
”I residenti della regione di Kursk che hanno perso le loro case durante l’operazione delle Forze Armate ucraine perderanno i loro pagamenti mensili di 65.000 rubli. Lo ha annunciato il governatore Alexander Khinshtein sul suo canale Telegram. ” Il governo russo ha deciso di effettuare il pagamento per dicembre e poi riassegnare i fondi ad altre misure di sostegno per la ripresa e lo sviluppo della regione di Kursk: dobbiamo dare nuovo impulso all’economia della regione”, ha spiegato, sottolineando che oltre 73 miliardi di rubli sono stati stanziati per i risarcimenti mensili durante tutto l’anno.
A febbraio, le autorità hanno introdotto pagamenti mensili per i residenti della regione di Kursk che hanno abbandonato le loro case dopo l’invasione delle Forze Armate ucraine. I beneficiari dell’assistenza erano coloro che vivevano in aree in cui era stata dichiarata un’operazione federale antiterrorismo o uno stato di emergenza federale dopo il 6 agosto 2024 e che avevano perso la casa. A maggio, Vladimir Putin ha appoggiato la proposta di Aleksandr Khinshtein e ha accettato di prorogare i pagamenti fino a quando le persone “non potranno tornare alle loro case”.
L’annullamento dei pagamenti ha suscitato un forte malcontento tra i residenti locali. Un gruppo di iniziativa del quartiere Korenevsky, colpito dai combattimenti, ha annunciato l’intenzione di presentare un reclamo a Putin in merito alla situazione.”
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Le trincee disseminate di cadaveri russi a Novotoreck
Novotoreck (o Novotoretsk) è una località che si trova a una dozzina di chilometri a nord-est di Pokrovsk:
In pratica, è una delle direttrici attraverso cui i russi cercano di avanzare nel tentativo di circondare Pokrovsk.
I russi sostengono di aver circondato e catturato Pokrovsk ormai da mesi, ma i video dimostrano che stanno ancora arrancando nel tentativo di circondare la citta’
28 soldati russi uccisi, nel giro di una manciata di minuti, tutti mentre cercavano di superare, muovendosi in coppia (a parte un terzetto e un quartetto) la medesima intersezione fra fossati e fili spinati nel nulla assoluto.
In pieno giorno. Una coppia dopo l’altra, sopra i cadaveri fumanti della coppia che l’ha preceduta. Sotto un cielo infestato dai drone nemici, kamikaze, bombardieri e ricognitori.
Non ha senso.
Se me lo raccontassero, non ci crederei.
Ma, anche oggi, Pokrovsk cade domani…
Cambiando finalmente discorso, ieri prima alla Scala con la Lady Macbeth del Distretto di Mzensk di Shostakovic, capolavoro teatrale del secolo scorso, e messa in scena in occasione del cinquantesimo anniversario della morte del grande compositore sovietico.
Grandi apprezzamenti da parte di un pubblico che al 90% nemmeno la conosceva e che l’ha vista come se fosse al Cinema ( e su questo glissiamo…).
In generale voci scarsine, orchestra un po’ piatta nei momenti clou e regia discutibile ma non del tutto da buttare. Messa in scena ababstanza buona.
L’anno scorso a Parigi, all’Opera Bastille, vidi questa versione di Warlikowsky, anche qui messa in scena a volte discutibile e non sempre del tutto centrata e resa musicale non eccelsa, ma i due protagonisti su un altro piano di presenza scenica e musicale, e finale nell’acqua ( come deve essere …) e non nel fuoco. Resa emotiva nel complesso migliore.
Enjoy…
Dmitri Shostakovich: Lady Macbeth of Mzensk
Ed aggiungiamo anche questa Agenzia, come al solito molto puntuale ed informata che ci dimostra che di casuale in quello che succede oramai c’è poco…. poi a capire di chi è lo zampino anche su quello ci vuole poco. Oramai alcune cose sono state esplicitate…
Scandali, divisioni e irrilevanza politica: l’Unione Europea non sembra in grado d’incidere
Roma, 5 dic 19:39 – (…….. )
– L’Unione Europea si conferma in una fase di grande difficoltà. Lo è sulla questione ucraina, dove molti esponenti dell’Ue continuano a cercare di ostacolare Donald Trump nei suoi negoziati diretti con Vladimir Putin, presentando un piano alternativo che non viene neanche preso in considerazione dalle due superpotenze. Il consigliere di Putin, Yuri Ushakov, accusa anzi l’Europa di adottare un atteggiamento distruttivo, mentre Trump insiste nel portare avanti un canale diretto con Mosca, ignorando di fatto il ruolo di Bruxelles. Ursula von der Leyen, da parte sua, subisce un duro colpo martedì 2 dicembre, quando la Bce respinge la richiesta della Commissione di fare da garante per il maxi prestito da 140 miliardi di euro destinato all’Ucraina, basato sui fondi russi congelati. Una novità che spinge la presidente della Commissione Ue a presentare due proposte alternative, entrambe per un valore di 90 miliardi di euro, per garantire la prosecuzione del sostegno a Kiev per i prossimi due anni. La prima prevede l’emissione di titoli di debito comune europeo, ma dovrebbe essere approvata all’unanimità dai Paesi membri. È dunque facile prevedere che non passerà, viste le forti perplessità dei Paesi “virtuosi” (Germania, Paesi Bassi, Finlandia, Austria ecc.). Per l’altra proposta, invece, sarebbe sufficiente la maggioranza qualificata, ma l’idea resta quella di un prestito forzoso, utilizzando i fondi sovrani russi. Se, dunque, l’ipotesi non risulta credibile per un prestito di 140 miliardi di euro, appare ben difficile che possa esserlo per una misura analoga, ancorché limitata a 90 miliardi. Anche in questo caso, peraltro, la proposta della von der Leyen dovrebbe fare i conti con i dubbi espressi da alcuni Paesi: non solo Ungheria e Slovacchia, ma anche l’Italia e soprattutto il Belgio: un fatto che ne rende l’approvazione estremamente difficile. È in questa situazione di stallo che, martedì 2 dicembre, deflagra lo scandalo che investe proprio le istituzioni europee, ed in particolare l’ex Alto rappresentante per la politica estera e di sicurezza, Federica Mogherini, il segretario generale del Servizio europeo per l’azione esterna, Stefano Sannino, ed il condirettore del Collegio d’Europa, Cesare Zegretti. I tre vengono indagati per frode nell’ambito di un’indagine per corruzione riguardante l’assegnazione, da parte dell’Ue, di un contratto per la formazione di futuri diplomatici presso il Collegio d’Europa. Contrariamente a quanto accadde per il “Qatagate”, che colpì alcuni eurodeputati socialisti, stavolta a indagare non è la Procura belga ma quella europea, ed è dunque molto più difficile che il caso venga insabbiato. L’inchiesta rappresenta quindi un duro colpo all’immagine delle istituzioni comunitarie, oltre che dell’Italia e del Partito democratico (la Mogherini fu nominata ministra degli Esteri e poi Alto rappresentante Ue da Matteo Renzi, mentre Sannino è l’ex consigliere diplomatico di Romano Prodi). Lo scandalo, infatti, viene immediatamente cavalcato dai partiti euroscettici, più sensibili alle istanze di Mosca: Lega, Alternativa per la Germania, Rassemblement national… Questi sviluppi complicano l’approvazione di un meccanismo di finanziamento dell’Ucraina, ma anche l’adesione di alcuni Paesi al Purl, lo strumento finanziario costruito per acquistare armi Usa da inviare a Kiev. A ciò, peraltro, contribuisce il grave scandalo sulla corruzione in Ucraina che travolge il capo dello staff di Volodymyr Zelensky, Andriy Yermak, dopo i ministri della Giustizia e dell’energia, e dopo la fuga dal Paese di Timur Mindich, oligarca amico intimo di Zelensky. Sul Purl, in particolare, l’Italia ha una posizione che definire prudente appare eufemistico. Il governo italiano, infatti, non ha finora stanziato neanche uno dei 140 milioni di euro promessi, nonostante le pressioni esercitate dal segretario generale della Nato, Mark Rutte. Lo stesso ministro degli Esteri, Antonio Tajani, definisce “prematuro” parlare della possibilità che l’Italia acquisti armi Usa nell’ambito dell’iniziativa Purl, auspicando che nel frattempo i negoziati di pace rendano inutili gli acquisti di armi. La posizione del governo italiano irrita alcuni dei più convinti sostenitori della necessità di aiutare concretamente l’Ucraina, ma non tutti. La Francia, ad esempio, sostiene la necessità che si acquistino armi europee, e non statunitensi: una posizione che, tuttavia, appare irrealistica e velleitaria, dal momento che le industrie belliche europee non sono in grado di soddisfare le esigenze ucraine, almeno. Le divergenze tra i Paesi Ue, peraltro, non riguardano solo l’Ucraina, ma anche una serie di altri dossier, a cominciare dalla cosiddetta agenda “green”. La von der Leyen insiste infatti nel portarla avanti, perché della sua maggioranza sono parte integrante i Verdi. Ciò nonostante, la presidente della Commissione sembra finalmente rendersi conto dell’insostenibilità delle misure da lei stessa a suo tempo auspicate, iniziando a fare proposte che – se approvate – annullerebbero buona parte della trasformazione ambientalista. È il caso, ad esempio, del regolamento che vieterebbe le caldaie a gas dal 2029. Significativa, in questo senso, è la posizione espressa dall’Ad di Eni, Claudio Descalzi. Sabato 29 novembre, intervenendo ad un convegno promosso dalla Fondazione Guido Carli, egli non solo critica aspramente la politica energetica e ambientale portata avanti dalla prima Commissione von der Leyen, ma arriva addirittura ad affermare che nel nuovo scenario, per cambiare indirizzo e salvare l’industria europea, sarebbe necessario “cambiare le persone”.
Qui un’altra bella analisi sulla triste fine di Sniffolo, oramai isolato e senza amici nemmeno in ucraina : Zelensky recita l’ultima scena.
Bello vedere che se parla oramai liberamente anche in Italia.
Bella intervista del Giornale ad uno degli eroi della vittoria russa, il ceceno Apti Alaudinov, l’uomo che ha schiacciato e cacciato gli ucraini dal Kursk… l’inizio della loro fine :
Il blitz nel Kursk e la mia armata. Così è iniziata la rovina di Kiev
Dopo Ivashov ecco Chirkin. Entrambi ammettono il fallimento dell’operazione che doveva durare tre giorni, e che vede i roozzi impantanati nel Donbass dopo 4 anni.
Una guerra che, ad oggi, non può terminare senza il raggiungimento di alcun obiettivo.
Ciò violerebbe il patto sociale, da secoli in vigore nella società roozza, secondo il quale il tiranno offre ai sudditi la percezione di appartenere ad una superpotenza in cambio dell’assoggettamento totale al suo tallone.
Nel mentre, al fronte, i roozzi continuano a lasciarci la pelle a migliaia nel tentativo di prendere pokrovsk, dopo quasi 2 anni.
Oramai, solo chi crede alle favole può credere alla superpotenza roozza che, tra l’altro, ha visto crollare i ricavi di petrolio e gas, ha smesso di acquistare medicine e curare i malati e, per non farsi mancare nulla, ha anche cessato i pagamenti a favore degli abitanti nell’oblast di Kursk che sono rimasti senza casa, dopo il blitz ucraino dell’anno scorso.
“In Ucraina abbiamo sbagliato tutto”. La rivelazione del generale russo sui piani di Mosca
Il generale Chirkin ammette che la Russia ha sottostimato gli ucraini e ricevuto “una dura lezione” per errori dell’intelligence. Critica la falsa convinzione del sostegno popolare e conferma i fallimenti del piano iniziale
“Abbiamo ricevuto una dura lezione in Ucraina. Pensavamo che il 70% della popolazione fosse dalla nostra parte, ma si è scoperto che il popolo ucraino era contro di noi. Questo è un fallimento dei nostri servizi segreti”.
Queste dichiarazioni sono state fatte dal generale Vladimir Chirkin, militare di carriera dell’esercito russo che è stato comandante del Distretto militare Centrale nel 2010 e successivamente comandate delle forze terrestri russe.
In un video che sta circolando sui social in questi giorni, il generale – condannato per corruzione nell’agosto del 2015 ma riabilitato quattro mesi dopo – afferma anche che “tutte le guerre hanno un fine, e in questa guerra il fine, stabilito da Putin, era quello della denazificazione e demilitarizzazione dell’Ucraina, da ottenere con una pianficazione tattica, operativa e strategica” aggiungendo che “non intendo criticare nessuno, ma è mia opinione che la Russia ancora una volta, come successo negli anni e nei secoli passati, ha sottostimato il nemico e sovrastimato il potenziale delle proprie truppe”. Il generale Chirkin continua quella che è a tutti gli effetti una reprimenda affermando anche che “se vi ricordate tutti, all’inizio della guerra, dicevano che sarebbe durata 3 giorni” mentre ora sono rimasti impantanati, e che “farò una dichiarazione che non piacerà alla comunità dell’intelligence, ma il cui caso è stato espresso dalla leadership: dire che il 70% degli ucraini era dalla nostra parte e il 30 contro è stata una falsa informazione, era vero il contrario. E a cosa a portato? Lo vediamo. Che nella prima settimana, letteralmente, abbiamo subito una durissima e crudele lezione”.
Il generale si sta riferendo al fatto che le forze russe erano entrate in Ucraina con la certezza che il Paese sarebbe capitolato entro pochissimi giorni, appunto perché, secondo quanto aveva erroneamente riportato l’intelligence russa, la popolazione attendeva di essere “liberata” dai russi, ma tutto questo si è rivelato falso anche per le province più russofone come quelle orientali, dove la popolazione, vistasi bombardata, ha condiviso la causa delle resistenza all’invasione.
Quanto afferma il generale Chirkin non è frutto di fantasia o del suo essere inviso al Cremlino: l’ufficiale, ormai in pensione, parla in modo accorto ed esprime una critica all’intelligence, non alla dirigenza dello Stato. La sua retorica è quella di un uomo che avrebbe voluto che l’operazione militare speciale fosse stata organizzata meglio, e non quella di un dissidente.
Dal punto di vista della storia di questa guerra, Chirkin ci conferma quello che avevamo dedotto durante le prime settimane di guerra, quando avevamo analizzato la tipologia della resistenza ucraina ed evidenziato gli errori russi del piano di invasione. Avevamo, ad esempio, osservato come l’intelligence avesse anche fallito a individuare le batterie mobili di missili da difesa aerea e le basi dove erano stati dispersi i cacciabombardieri ucraini, mentre la questione del consenso popolare ci era stata resa evidente dalle stesse immagini provenienti dal fronte, dove l’avanzata russa era stata accolta da una pioggia di missili anticarro invece che di fiori.
La conferma indiretta del fallimento dell’intelligence ci è arrivata quando la presidenza russa ha eliminato alcuni vertici dei servizi di informazione dell’FSB. Fornire al Cremlino informazioni di intelligence sull’Ucraina era da tempo compito del quinto servizio dell’FSB, ma dopo il fallimento dimostrato dall’andamento del conflitto la presidenza russa ha sollevato il servizio da tale responsabilità affidandola al GRU, il servizio segreto militare.”
Ma tranquilli stanno per essere annunciate le misure di pressione della UE nei confronti di Mosca …
Dopo le ultime uscite negli USA sta cominciando a sorgere un tremendo dubbio nell’establishment politico europeo …
A proposito di come stanno le cose da un po’ tra USA ed ucraina :
Le affermazioni contenute nel documento di programmazione strategica americano, che sono anche quelle personali di Trump, chiarificano una cosa che affermo qui dentro da qualche anno, ossia che gli USA abdicano al loro ruolo di custode e sostegno del sistema liberaldemocratico occidentale a livello globale e riconsiderano il loro ruolo con riferimento in particolare al rapporto con l’Asia e nell’Artico. Per questo hanno bisogno di un accordo con la Russia che preluda ad un accordo con la Cina e magari con l’India ed il resto del mondo arabo, anche per provare a non far saltare del tutto il dollaro, oramai indebolito dalla mancanza di una vera solidità finanziaria sottostante, e dalla volontà del mondo BRICS di sostituirlo come moneta di riferimento negli scambi mondiali.
India che nel frattempo ha accolto Putin con tutti gli onori e ha concluso accordi commerciali del valore di qualche miliardo di Euro, proprio mentre Macron veniva ricevuto da Xi con cordiale freddezza e riceveva una serie di no alle sue richieste di sostegno alla causa ucraina, che oramai è quella europea.
L’Europa dovrà fare da sola a livello militare ( richiesta al 2027, possibile, forse, dal 2030 ) ed in ogni caso la lontananza con le attuali leadership europee è totale, si arriva a parlare di un rischio di cancellazione della civiltà europea ( già morta da tempo in verità ) e dell’auspicio che i partiti patriottici prendano il potere ( ossia Le Pen in Francia, AFD in Germania, Farage in UK e sta bene la Meloni in Italia ) imponendo regimi più centralizzati possibile ed il più possibile contrari alle immigrazioni.
Quando nel 2022 iniziò la Guerra provocata dai comportamenti sconsiderati della NATO in ucraina, dissi chiaramente che alla fine di tutto questo ci sarebbero state due vittime : l’ucraina e l’Europa e che l’Europa fosse il vero obiettivo americano… direi che possiamo dire che sia successo.
Dissi anche che il mondo occidentale rappresentato da Europa e USA stava sulle palle al 75% del resto del mondo ( e la resilienza russa alle sanzioni lo ha anche dimostrato ), ora che gli USA si stanno smarcando e faranno i loro interessi l’Europa rimarrà sola… e nessuno la salverà, e l’unica soluzione sarà impostare dei regimi più centralizzati ed efficienti possibili, anche per gestire i problemi sociali che saranno molti e diffusi.
Efficienza e sicurezza al posto della libertà, che è anche una conseguenza del dominio della techné. Si torna a Leviatano insomma, che piaccia o no.
A questo punto è doveroso un ricordo di Mario Draghi, quando chiedeva se in occidente volevamo la pace o il condizionatore acceso… tra poco avremo tutti e due perdiana!!
“Muro della Bce al prestito a Kiev dagli asset russi per 140 miliardi”.
Secondo le rivelazioni del Financial Times, Bruxelles aveva chiesto alla Banca centrale europea di fungere da prestatore di ultima istanza per evitare rischi di liquidità per Euroclear.
Secondo un’analisi interna, l’operazione equivarrebbe a un finanziamento diretto ai governi, vietato dai trattati europei.
Ah beh… non ci sente nemmeno la BCE.
Piano piano ci stanno arrivando un po’ tutti… e sembra che le trattative USA-Kiev non siano andate tanto bene. Al di là del fatto che gli americani li hanno ricevuti in un club invece che in una sede ufficiale.
Come era quella che per Pokrovsk ci sarebbero voluti ancora tre mesi?
Caduta ieri con le bandiere russe sugli edifici del centro e gli ucraini che nemmeno ribattono.
Ma dato che siamo in tempo di Black Friday, abbiamo un due per uno, è caduta anche Vovchansk.
Le linee di difesa ucraine non ci sono più e se Trump non si sbriga a dire alla NATO di non fare cazzate ( attacco ibrido con che cosa? con i petardi e le bombette puzzolenti? metà elettrico e metà a benzina? 🙂 🙂 ) non ci sarà nemmeno più bisogno di trattative di pace.
Quanto all’uso degli asset russi, il Belgio proprio non ci sente, e tra poco non ci sarà più nemmeno Sniffolo, da vedere se mangia il Panettone.
Una terza petroliera che trasportava petrolio russo è esplosa in mare.
Quattro esplosioni esterne si sono verificate sulla petroliera Mersin, che trasportava greggio russo, ha riferito a Bloomberg un rappresentante della Besiktas Shipping, la società di manutenzione della nave . L’incidente è avvenuto vicino a Dakar, capitale del Senegal, al largo della costa occidentale dell’Africa. Si tratta del terzo incidente del genere che coinvolge petroliere che trasportano prodotti petroliferi russi questa settimana.
Secondo Besiktas Shipping, esplosioni e una falla nello scafo hanno causato l’ingresso di acqua nella sala macchine della Mersin, che trasportava gasolio. Tuttavia, la nave rimane stabile e il suo equipaggio è al sicuro. Non si è verificato alcun inquinamento ambientale, ha riferito la compagnia. Secondo gli analisti di Kpler, la nave trasportava gasolio (una miscela di idrocarburi liquidi, un prodotto della raffinazione del petrolio) e aveva fatto scalo in diversi porti russi quest’anno.
Le autorità senegalesi hanno riferito che la Mersin è stata stabilizzata con successo dopo una significativa infiltrazione d’acqua, ed è stata posta sotto rimorchio e osservazione tecnica. Gli specialisti stanno riparando le falle nello scafo per ripristinarne la tenuta stagna, e il carico verrà poi trasferito per evitare la destabilizzazione durante il pompaggio dell’acqua.
Besiktas Shipping ha dichiarato che la società sta supportando le indagini sulle cause delle esplosioni e sta collaborando con gli assicuratori e le autorità senegalesi per affrontare le conseguenze dell’incidente.
Il 28 novembre, sono state segnalate esplosioni su due petroliere sanzionate appartenenti alla “flotta ombra” russa, la Kairo e la Virat, vicino al Bosforo nel Mar Nero. Il giorno seguente, fonti del Servizio di Sicurezza dell’Ucraina (SBU) hanno riferito a RBC Ucraina e Suspilna che entrambe le navi erano state colpite dai droni navali Sea Baby. In seguito all’attacco, le petroliere, che avevano precedentemente fatto scalo nei porti russi, sono state messe fuori uso, ha dichiarato l’SBU.
Un Paese enorme allo sbando totale: demografico, sanitario, economico, tecnologico e militare
“La Russia ha raggiunto l’Africa nella diffusione dell’HIV.
un’ora fa
Il numero di persone affette da HIV in Russia continua a crescere: nell’ultimo anno è aumentato di 35.000 unità, arrivando a 1,25 milioni, secondo Vadim Pokrovsky, direttore del Centro scientifico e metodologico federale per la prevenzione e il controllo dell’AIDS e membro dell’Accademia russa delle scienze.
“Il rischio di infezione è molto alto. Nel nostro Paese, se consideriamo solo gli adulti di età compresa tra 15 e 50 anni, è superiore all’1% [della popolazione]. Ciò significa che un russo su cento è infetto. E se consideriamo fasce d’età specifiche, ad esempio gli uomini di età compresa tra 40 e 45 anni, è del 4%. Ciò significa che un uomo su 25 è infetto”, ha affermato Pokrovsky ( citato dalla TASS). Ha sottolineato che non tutti i pazienti affetti da HIV sono registrati: secondo il Ministero della Salute, attualmente si contano 900.000 casi di questo tipo.
Secondo l’ Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), il tasso di incidenza dell’HIV in Russia è paragonabile a quello dei paesi africani. La Russia conta 890 persone infette da HIV ogni 100.000 abitanti. Questo dato è approssimativamente lo stesso di Guinea (874), Guyana (937) e Nigeria (961), e superiore, ad esempio, a quello di Ciad (771), Etiopia (601) o Mali (523).
I dati della Russia sono molto peggiori di quelli della Francia (358), della Gran Bretagna (191), della Svezia (171), nonché di paesi post-sovietici come il Kirghizistan (147), il Kazakistan (136) e il Tagikistan (63).
Pokrovsky ha precedentemente affermato che in Russia vengono spesi circa 70 miliardi di rubli all’anno per curare le persone affette da HIV. Ha affermato che la maggior parte delle infezioni avviene attraverso rapporti eterosessuali. Tuttavia, Pokrovsky ha riconosciuto che la Russia si trova ad affrontare un grave problema di trattamento tardivo e inappropriato dell’HIV. Dall’inizio del monitoraggio, sono state identificate 1,7 milioni di persone infette e una su tre è deceduta.
In seguito allo scoppio della guerra in Ucraina, il Ministero della Salute ha ridotto drasticamente l’approvvigionamento di test diagnostici per l’HIV. Nel frattempo, il governo prevedeva di ridurre il tasso di incidenza dell’HIV in Russia a 30 ogni 100.000 persone entro il 2035.”
In caso di attacco ibrido della Nato, la Russia ha già pronta la risposta che terrorizza il globo terracqueo.
Per non parlare poi del nuovo robot, modello “ubriaco di vodka”, manco 4 passi e si accartoccia su sé stesso, suonato come un tamburo.
È quello che succede quando investi solo per diventare una stazione di servizio, percependoti come il padrone del mondo, quando in realtà sono i settori che producono ricchezza e potere sono ben altri.
La petroliera ombra Virat colpita nuovamente. I commenti dei milblogger russi.
30 novembre 2025
Poche ore fa, i drone ucraini hanno colpito nuovamente la petroliera Virat, parte della flotta ombra russa, al largo delle coste della Turchia, sul Mar Nero. La nave, era già stata colpita ieri assieme alla petroliera ombra KAIROS.
https://qph.cf2.quoracdn.net/main-qimg-d63435405196fc2ff988563bedf4deb1
La notizia del nuovo attacco è stata data dalle autorità turche, che hanno ufficialmente condannato gli attacchi. In realtà, più di qualcuno pensa che siano stati proprio i turchi a dare il via libera agli ucraini per attaccare le navi ombra russe nel Mar Nero, dopo che i russi avevano colpito la petroliera turca Orinda, nel porto ucraino di Izmail, il 17 novembre scorso.
La Orinda stava scaricando gas liquido arrivato dagli USA:
https://qph.cf2.quoracdn.net/main-qimg-cc27e93a2c8d1da04496778853471d08
Se non sono stati i turchi, potrebbero essere stati gli americani a dare il via libera a Kiev e a passare un po’ di informazioni utili per intercettare le due petroliere. O forse, sono stati entrambi. Sta di fatto che fra raffinerie in fiamme, terminale petrolifero di Novorissisk messo fuori uso e petroliere ombra colpite nel Mar Nero, la Russia ha incassato un altro colpaccio dagli ucraini.
E cosa dicono, i russi? Sono andato a spulciare un po’ di commenti dei milblogger russi sul forum di Topwar.
Le forze armate ucraine hanno nuovamente attaccato la petroliera Virat nel Mar Nero.
“SkyStrike” fa notare che la Flotta russa del Mar Nero non è in grado di assicurare la scorta alle navi russe e alle navi ombra e di fatto le sono rimaste solo due fregate operative.
https://qph.cf2.quoracdn.net/main-qimg-8aba6f85027060d42eefcf316a7b944d
Gli fa eco l’utente “persona privata”:
https://qph.cf2.quoracdn.net/main-qimg-20d01bc227636cf50819bc7af8a658ba
Un certo “Aag” nota che gli ucraini hanno messo fuori uso definitivamente un terminale del gasdotto del Caspio e che stanno colpendo sempre più spesso nel territorio russo:
https://qph.cf2.quoracdn.net/main-qimg-c178f0165fd7addcd7ff20b21b26d408
Gli ucraini riprendono Ivanivka. E, anche oggi, Pokrovsk cade domani.
30 novembre 2025
Nella giornata di ieri, le forze armate ucraine hanno riconquistato Ivanivka, un villaggio rurale che prima della guerra aveva una popolazione di circa 660 abitanti, un terzo dei quali di etnia russa.
In genere non dedico tempo a dare notizie di villaggi persi e riconquistati, perché praticamente ogni giorno c’è qualcuno che pianta una bandiera da qualche parte e qualcun altro che la strappa via e i selfie abbondano tra i milblogger.
In questo caso, la notizia è più significativa perché Ivanivka era presidiato da una nutrita guarnigione di soldati russi e gli ucraini del 37o Reggimento di Fanteria di Marina ne hanno eliminati ben 53, facendone prigionieri altri 19.
Non male, direi.
Questo è uno shot dal filmato che mostra i prigionieri:
https://qph.cf2.quoracdn.net/main-qimg-7631863dfdd03bf56df259f0bce5bd2f
Un altro aspetto interessante della riconquista di Ivanivka è che il villaggio si trova in una posizione intermedia fra Pokrovsk, Dnipro e Zaporizhzia:
https://qph.cf2.quoracdn.net/main-qimg-cecd7a36c14308dd133439e1ac8ac81a
Il controllo del villaggio ha la sua importanza in un’ottica di accerchiamento di Pokrovsk, sia per chiuderlo (come cercano di fare i russi) sia per evitarlo (come cercano di fare gli ucraini).
Il fatto che i russi non siano riusciti a mantenere Ivanivka e che abbiano permesso l’annientamento della guarnigione che occupava il villaggio, induce a pensare che lo schieramento russo nell’area di Pokrovsk ha seri problemi di operatività.
La Russia, sempre più indebitata, vende l’oro della Banca Centrale
29 novembre 2025
Per la prima volta nella Storia, la Banca Centrale Russa ha iniziato a vendere l’oro delle proprie riserve.
La notizia è stata rivelata prima da fonti ucraine e poi ha trovato conferma ufficiale nei mercati.
Russia’s central bank forced to sell gold reserves to cover budget, support ruble
Si noti che l’oro della Banca Centrale Russa non è l’oro delle riserve del Governo Russo.
Quest’ultimo infatti, è già stato venduto per oltre metà dall’inizio della guerra in Ucraina, scendendo da una riserva di 405 tonnellate nel 2022 alle attuali 173 tonnellate.
Anche la liquidità disponibile è scesa dai 113 miliardi di dollari del 2022 ai 51 miliardi odierni.
Nel frattempo, le aziende russe si stanno indebitando sempre più e non riescono a far fronte ai debiti, per cui la Banca Centrale ha dovuto vendere anche un po’ delle sue riserve di oro per sostenere e finanziare le aziende, approfittando dell’aumento di valore del metallo prezioso.
Moscow Sells Gold, EU Targets Frozen Russian Assets to Keep Funding War | Gold News
NV Ukraine | Russia-central-bank-warns-two-thirds-of-major-firms-face-rising-debt-distress
In tutto ciò, la Banca Centrale ha anche lanciato un avvertimento: le famiglie russe sono in difficoltà e non riescono a restituire i debiti.
In Russia famiglie sempre più indebitate dopo quasi quattro anni di guerra.
A corollario del precedente commento… questa mi è appena arrivata da un amico francese che, diversamente da me, non è molto contento di come si stiano mettendo le cose… ma che è dotato di sano realismo.
Roma, 28 nov 16:59 – (…. ) – Donald Trump continua a mostrarsi sicuro della possibilità di arrivare ad un accordo di pace in Ucraina, nonostante tutte le difficoltà che emergono, in particolare con la “controproposta” che il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, riesce a mettere sul tavolo con l’aiuto determinante dei principali Paesi europei. Ancora una volta, i più determinati nell’opporsi alle condizioni dettate da Mosca sono il presidente francese, Emmanuel Macron, e il premier britannico, Keir Starmer. La controproposta che a Ginevra viene sottoposta e approvata dal segretario di Stato Usa, Marco Rubio, e dall’inviato speciale di Trump, Steve Witkoff, rigetta la cessione di territori a Mosca, la limitazione delle forze armate ucraine, così come lo status di neutralità per Kiev che, secondo la bozza, potrebbe scegliere se aderire o meno all’Alleanza atlantica. Punti che i russi certamente non potranno accettare. D’altra parte, come già sottolineato più volte da …… , almeno due degli obiettivi indicati nei 28 punti del piano Trump, Mosca li ha di fatto già raggiunti: l’annessione dei territori occupati e l’impossibilità, per l’Ucraina, di aderire alla Nato, in quanto Paese belligerante. In un colloquio privato, un alto diplomatico russo si dice convinto che l’iniziativa europea sia tesa a far saltare i negoziati, sottolineando che ai Paesi europei non dovrebbe essere consentito di partecipare, in questa fase, ai colloqui di pace. D’altra parte, è lo stesso Donald Trump a sottolineare che gli europei svolgeranno un ruolo importante quando si tratterà di discutere delle garanzie di sicurezza da offrire all’Ucraina, e dunque in un secondo momento. A complicare il compito dei negoziatori, martedì 25 novembre arriva la rivelazione, da parte di “Bloomberg”, dei contenuti di una telefonata tra Witkoff e il consigliere diplomatico di Vladimir Putin, Juri Ushakov, in cui l’inviato Usa suggerisce al suo interlocutore il modo migliore per accattivarsi le simpatie del leader della Casa Bianca. La pubblicazione della trascrizione suscita forti polemiche negli Stati Uniti, spingendo anche alcuni esponenti repubblicani a chiedere le dimissioni di Witkoff. Trump, tuttavia, gli conferma la fiducia, mantenendo la missione che egli compirà la settimana prossima a Mosca, per portare avanti le negoziazioni. In una conversazione privata, un importante dirigente dell’intelligence di un Paese europeo si dice convinto che a fornire a “Bloomberg” la trascrizione del colloquio tra Witkoff e Ushakov siano stati i servizi ucraini, che da tempo hanno ottenuto proprio dagli Usa gli strumenti per poter intercettare le conversazioni su WhatsApp. Una capacità che – dice – “non abbiamo neanche noi”. La risposta alla fuga di notizie su Witkoff arriva nella prima mattina di oggi, venerdì 28 novembre, quando a Kiev la procura anticorruzione fa perquisire gli uffici di Andriy Yermak, capo dello staff del presidente Zelensky, nonché della delegazione incaricata dei negoziati di pace, nell’ambito dell’inchiesta che ha già portato alle dimissioni di due ministri e alla fuga di un intimo amico del presidente. Nel tardo pomeriggio, poi, Yermak annuncia le proprie dimissioni, con un colpo di scena che sembra minare forse definitivamente l’autorevolezza e la forza negoziale di Zelensky. Vladimir Putin, invece, si mostra fiducioso. Parlando giovedì 27 novembre a Bishkek, la capitale del Kirghizistan, il presidente russo afferma che il piano in 28 punti presentato da Donald Trump giovedì 20 novembre rappresenta una buona base di lavoro. Un’apertura di credito nei confronti del presidente Usa che appare ben riposta, almeno stando al quotidiano britannico Daily Telegraph, secondo il quale Witkoff porterà a Mosca l’assenso di Trump al riconoscimento del controllo russo sul Donbass.
A proposito di quello che sta per succedere…
Il primo ministro belga Bart De Wever ha avvertito che il piano dell’Unione europea di utilizzare gli asset russi immobilizzati per finanziare l’Ucraina comporta gravi rischi economici e geopolitici, sostenendo che lo schema è “fondamentalmente sbagliato” e lascerebbe il Belgio esposto in modo sproporzionato.
De Wever ha espresso sorpresa per quella che ha definito una “totale mancanza di comprensione” tra i leader dell’UE sui rischi legali e finanziari. Ha dichiarato che la Commissione non ha ancora presentato alcun testo legale preliminare e che un “documento di opzioni” recentemente condiviso con le capitali non ha affrontato le preoccupazioni del Belgio.
Ha ribadito le sue condizioni: che i Paesi dell’UE forniscano immediatamente e collettivamente liquidità per coprire l’importo detenuto da Euroclear qualora le sanzioni contro Mosca venissero revocate; che condividano l’onere di eventuali contenziosi; e che altri Paesi occidentali che detengono attivi russi si impegnino in accordi analoghi.
Rispecchiando le preoccupazioni della Banca centrale europea, De Wever ha sostenuto che il piano potrebbe spingere gli investitori a vendere debito dell’UE o a ritirare fondi da Euroclear e da altre istituzioni europee, “amplificando i rischi sistemici” e potenzialmente destabilizzando l’euro.
“Andare avanti frettolosamente con il proposto schema di prestito per le riparazioni avrebbe, come danno collaterale, che noi come UE impediremmo di fatto il raggiungimento di un eventuale accordo di pace”, ha scritto De Wever, aggiungendo che il blocco deve scegliere tra mantenere gli attivi immobilizzati fino alla fine della guerra per sostenere la ricostruzione, oppure utilizzarli ora per finanziare lo sforzo bellico dell’Ucraina – ma non entrambe le cose.”
A proposito della pericolosità e della effettiva impossibilità a finanziare la guerra in ucraina con gli asset russi. In fondo basta un politico che sappia fare il suo mestiere e non sia un cialtrone come la Von de Leyen o la Kallas, o leader alla fine della loro parabola come Macron e Starmer. Merz da parte sua, oltre ad essere un’anatra zoppa, ha il terrore di dover finanziare lui il resto di una guerra già persa, e sa che la conclusione della pace lo vedrà in posizione debole.
Ma il vero punto è che De Wever non avrebbe mai potuto tenere una posizione così netta se non avesse dietro le spalle l’endorsement degli USA, che sono i veri registi dell’operazione. Quei soldi finanzieranno alla fine la ricostruzione dell’ucraina ( compreso il Donbass ) ma dopo la chiusura degli accordi commerciali tra USA e Russia di cui si era parlato ad Anchorage e il ritorno della Russia nel G8.
Timur Mindich scappato in Israele, Andrej Yermak allontanato e tra poco anche lui all’estero per evitare rappresaglie. Non potranno godersi i gabinetti dorati delle loro ville e i soldi che hanno rubato, tranne una parte che avranno portato all’estero, se ce la fanno… Difficile che abbiano una vita lunga davanti a loro.
I due uomini che hanno creato Sniffolo sono andati… sepolti dalla corruzione, adesso il prossimo è proprio lui, presidente ormai illegittimo. Chiaro che non poteva non essere coinvolto e che la pace l’ucraina la firmerà prima o poi, ma senza di lui.
Anche qui da vedere se si godrà quello che ha rubato ai contribuenti europei ed americani.
Alla fine i nodi arrivano sempre al pettine, e per una volta da ringraziare Trump, senza di lui il vaso di Pandora non sarebbe stato rovesciato.
Le perdite delle aziende russe dall’inizio dell’anno hanno superato i 6 trilioni di rubli.
Le perdite delle aziende russe sono aumentate vertiginosamente nel 2025: da gennaio a settembre, il dato aggregato è aumentato di quasi un quarto su base annua, raggiungendo i 6,52 trilioni di rubli. Questo emerge dai dati Rosstat analizzati da Vedomosti. 18.400 aziende hanno registrato perdite, con un aumento dell’11% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.
Il Cremlino ha costantemente promosso una narrazione che afferma che una vittoria russa è inevitabile, al fine di spingere l’Ucraina e l’Occidente ad acconsentire alle richieste della Russia.
La realtà sul campo di battaglia indica, tuttavia, che una vittoria russa in Ucraina è tutt’altro che certa.
Il presidente russo Vladimir Putin e i comandanti militari russi hanno tentato di dipingere la Russia come capace di conquistare rapidamente l’Oblast’ di Donetsk militarmente, ma i dati concreti sulla velocità di avanzata russa nell’Oblast’ di Donetsk non indicano che le forze russe conquisteranno imminentemente il resto dell’oblast’.
Le forze russe hanno dato priorità al completamento della presa di Pokrovsk e Myrnohrad, ma sono state lente nel farlo poiché le forze ucraine sono riuscite a rallentare l’avanzata russa a Pokrovsk.
Le forze russe sono entrate a Pokrovsk per la prima volta il 31 luglio e, dal 31 luglio al 26 novembre, sono avanzate in media di 0,12 chilometri al giorno a Pokrovsk. Le forze russe non hanno preso Pokrovsk, una città di 29 chilometri quadrati, nonostante vi operino da oltre 118 giorni.
L’ISW ha solo osservato prove per valutare che le forze russe hanno consolidato le loro avanzate nel 66% di Pokrovsk al 26 novembre, una percentuale bassa considerando il tempo e la manodopera (elementi di almeno due eserciti con armamenti combinati) che la Russia ha dedicato a perseguire questo sforzo.
Mentre la narrativa di Mosca è impegnata a fare apparire come inevitabile la vittoria russa (vale a dire: conquista delle 4 oblast, niente garanzie occidentali, niente 100 miliardi per la ricostruzione; tutti elementi ignorati o apertamente in contrasto nei 28 punti, tanto da suscitare reazioni sdegnate nell’élite politico-militare russa) sul fronte interno Mosca brucia, cominciano a mancare le risorse per pagare i militari ed acquistare le medicine.
“Il bilancio della Jakuzia ha esaurito i fondi per coloro che sono coinvolti nella guerra contro l’Ucraina, ha annunciato il Ministro delle Finanze della repubblica, Ivan Alekseyev, sul canale televisivo Sakha. Ha aggiunto che i pagamenti ai soldati a contratto sono stati sospesi per il momento. “Purtroppo, questa è effettivamente la situazione che abbiamo”
“I farmaci per il diabete sono scomparsi dalle farmacie in almeno quattro regioni russe, riporta Baza . Carenze di insulina Apidra e Levemir sono state segnalate nella regione di Penza e in Jakuzia. Numerose lamentele giungono anche dal Territorio di Krasnojarsk e dalla regione di Novosibirsk. Numerose lamentele sulla mancanza di insulina vengono pubblicate anche sulla pagina social del governatore regionale Oleg Melnichenko.
Un’abitante di Penza ha dichiarato alla rivista che la sua clinica locale non è stata in grado di fornirle né farmaci né strisce reattive per il glucometro. Ha affermato che il farmaco tedesco Apidra non è disponibile in città da oltre sei mesi e che i sostituti causano gravi allergie.
Secondo i ministeri della salute regionali, oltre 30.000 persone affette da diabete sono registrate per cure ambulatoriali in Jakuzia e oltre 121.000 nella regione di Novosibirsk. Circa 130.000 di questi pazienti sono registrati nel Territorio di Krasnojarsk e 53.000 nell’Oblast’ di Penza . Inoltre, in quest’ultima regione, la mortalità correlata al diabete è aumentata del 70,7% negli ultimi cinque anni. Nel 2024, la malattia ha causato 763 vittime, pari a 62 casi ogni 100.000 abitanti.
In precedenza, era stato segnalato che nove regioni avevano sospeso la fornitura di sistemi di monitoraggio continuo del glucosio (CGM) ai pazienti diabetici . In particolare, secondo l’organizzazione Diaresurs, questo problema ha riguardato i residenti di Mosca, delle regioni di Mosca, Ulyanovsk, Omsk, Oryol, Murmansk, Bryansk e Chelyabinsk, nonché del Bashkortostan.
Il suo rappresentante ha definito la situazione “quasi catastrofica”.
“Nella notte del 23 novembre, i droni ucraini hanno attaccato la centrale elettrica di Shatura (GRES) nell’omonima città, 100 chilometri a est della tangenziale di Mosca, ha riferito il governatore della regione di Mosca, Andrey Vorobyov , sul suo canale Telegram.
I residenti locali si lamentano in gruppi pubblici per le interruzioni di corrente, acqua calda e riscaldamento. La temperatura a Shatura, con una popolazione di oltre 36.000 abitanti, si aggira intorno allo zero. Vorobyov ha poi assicurato che le autorità regionali stanno adottando tutte le misure necessarie per ripristinare rapidamente il riscaldamento in città. Ha affermato che una riunione della sede centrale si terrà alle 13:00 (ora di Mosca) con la partecipazione di tutti i servizi per definire le misure di ripristino delle infrastrutture.”
“Il vicepresidente degli Stati Uniti JD Vance ha affermato che qualsiasi piano per porre fine alla guerra russa in Ucraina dovrebbe preservare la sovranità ucraina ed essere accettabile per entrambi i paesi, ma che è una “fantasia” pensare che l’Ucraina possa vincere se gli Stati Uniti dessero a Kiev più soldi o armi o imponessero più sanzioni alla Russia.”
Ora la domanda è questa… visto che è una fantasia da oramai due anni, ossia da quando è fallita la controffensiva ucraina d’estate, che cosa sono morti a fare centinaia di migliaia di russi ed ucraini? perché quando Trump, dopo Anchorage ha proposto la stessa cosa europei e regime ucraino hanno insistito? che pensavano che sarebbe successo?… è successo che è scoppiato uno scandalo (che pure lui avrebbe potuto scoppiare anche prima) e si sono poste le condizioni perché quelle condizioni potessero essere accettate.
E la responsabilità di questa ostinazione è tutta sugli europei ed in particolare su Francia, UK, Polonia e Baltici, che hanno pensato di spingere gli USA sulle vecchie posizioni facendo pressioni sui loro amici in USA, oppure dare risorse agli ucraini sulla base dei beni russi bloccati, che era un’idea pericolosissima in partenza e di fatto impraticabile.
Insomma per salvare gli europei almeno su questo, hanno dovuto di nuovo muoversi gli americani e porre un ultimatum. E questa volta dice bene Z, quando dice che la scelta è tra perdere la dignità e perdere l’alleato principale (e non solo l’ucraina, anche Polonia e Baltici perché il messaggio è anche per loro).
I Cosacchi Zhaporozhy, in una situazione del genere, contro il Sultano di Istanbul decisero di continuare a combattere, e furono tutti sterminati… vediamo che fanno i nipotini.
La storia spesso si ripete, basta conoscerla.
Che poi… quando dicevo che qualcosa dovevano essersi detti ad Anchorage intendevo proprio questo. L’accordo è quello USA-Russia è quello dei 28 punti che stanno girando in questi giorni e che Trump aveva già esposto a Z ed Europei, ricevendone un rifiuto.
Ha lasciato passare tempo in cui le difese ucraine sono quasi del tutto saltate, ed è scoppiato ( casualmente ) uno scandalo corruzione che rende difficile agli occidentali ulteriore appoggio all’attuale regime, se non a livello puramente formale ( tipo la Francia che vende all’ucraina 100 Rafale che arriveranno tra 5 anni nel migliore dei casi e che non si capisce chi pagherà ).
A questo punto però Trump dice, io faccio questo accordo e con altri paesi riconosco Donbass e Crimea alla Russia, poi vi dimezzate l’esercito ( NATO non se ne parla proprio ) ed io in cambio vi do garanzie di Difesa e le do all’Europa. Voi se volete non riconoscete la cosa ma nessuno vi aiuterà più a riprendere quello che avete perso.
E questo è il messaggio, ed è abbastanza chiaro. E se lo erano detto ad Anchorage.
Ora la chiuderanno a Budapest oppure più probabilmente a Istanbul ( cui gli USA venderanno gli F35 ), e comunque la chiuderanno, e la gente smetterà di morire inutilmente.
L’obiettivo di far riarmare l’Europa in modo massiccio è già stato ottenuto, e quello serviva.
Ve lo dico chiaramente, è vietato conversare in qualunque maniera con altri partecipanti a Bloooog! con cui di solito si pratica lo scambio di insulti. Pena lo spam di tutti i post e la cancellazione dell’account. Questo ovviamente è valido anche per quelli che praticano lo scambio di insulti con te. Divieto di conversazione assoluto. Bloooog!
OK, mi sembra giusto.
Dai, Fabrizio, ma sei serio? Hai tollerato la qualunque per mesi, qui dentro, solo perché il primo a insultare era il tuo amico, e adesso fai Catone il censore?🤦♂️
Spam dei commenti e cancellazioni sono accettabili se qualcuno insulta, non se esprime la sua opinione.
Per esempio, io e Leo ci siamo spesso insultati in passato. Adesso posso rispondere ad un suo commento oppure mi mandi l’Inquisizione a casa?
Confermo, se vedo interlocuzioni tra chi sovente si insulta, scatta il divieto di interlocuzione a prescindere. Mi sono stufato, ho già rischiato delle querele per questa roba qui. State a distanza l’uno dall’altro, così non c’è questo rischio. Cordiali saluti Fab
Il concetto è che non si devono usare insulti nel commento, ma limitarsi ad esprimere il proprio commento, o commentare quelli degli altri in maniera asettica.
It’s a new way…
Non è quello che ha scritto Fabrizio
Beh ma io e te non ci scontriamo da tempo…
Confermo, se vedo interlocuzioni tra chi sovente si insulta, scatta il divieto di interlocuzione a prescindere. Mi sono stufato, ho già rischiato delle querele per questa roba qui. State a distanza l’uno dall’altro, così non c’è questo rischio. Cordiali saluti Fab
🧐 zocca è successo qua per aver determinato (finalmente eh, mica mi sto lamentando lmao) la rimozione di tutte le bestialità del leoncino putiniano?
Facoltà mentali e dove non trovarle, lmao.
Almeno prendesse atto di quanto s’è rincoglionito, prudenza e amore proprio consiglierebbero di stare un po’ schisci 🤣
https://www.repubblica.it/esteri/2025/10/29/video/baltimora_ammanettato_per_un_pacchetto_di_patatine_gli_agenti_credevano_che_fosse_una_pistola-424945289/?ref=RHRT-BG-P1-S1-T1-vd01
“Baltimora, ammanettato per un pacchetto di patatine: l’IA l’ha scambiato per una pistola”
Com’è che diceva qualcuno qui?
bAStA cHiEdEre AllA ai, no?!?
Che poi probabilmente è il mondo che gli piace, quello in cui uno sbirro ti saccagna per un pacchetto di patatine…
Indovinate chi, fra i partecipanti a Bloooog, non riusciva a trattenersi dallo scrivere che tanto era solo un tossico e la sorella una a caccia di soldi e notorietà?
Dai che è facile
Noi europei stiamo tirando troppo la corda, soprattutto alla luce degli eventi accaduti in Ucraina dal 2014 in poi.
Era del tutto ovvio che una megasuperiperpotenza come la Russia non avrebbe avuto materialmente la possibiltà, anche volendo, di accettare l’ abbaiare, il ruggire, il digrignar di denti e persino lo squittire della Nato a nord, sud, ovest, est (starò cercando lei o forse me… uooo). Tutto parti’ da un piano architettato dalla Cia e dai neocon, finanziato da Soros, che si servirono degli europei come strumento. Risuscitarono Hitler, Goebbels e Goering e li piazzarono al potere in Ucraina con il voto popolare, contando sul vaccino contro il COVID attraverso il quale Bill Gates assunse il controllo delle loro menti. È tutto pubblico. La Tass ha mostrato documenti che lo certificano inequivocabilmente.
Purtroppo c’è da accettare la realtà, non si può fare altro. La Russia, militarmente, non si sconfigge. Ci hanno provato tutti: da Hitler a Superman, da Napoleone a Batman, dalla Spectre a Tom e Jerry. Hanno un esercito in grado di nutrirsi di bucce di patate in caso di necessità, tracannano benzina a colazione, fermano le armi occidentali a mani nude ed in più campano fino a 150 anni godendo di ottima salute, grazie a trapianti di organi senza soluzione di continuità. Lasciamogli la Polonia ed i baltici, sperando di soddisfare il loro sacrosanto diritto di civilizzare la corrotta Europa. Non abbiamo speranze. Putin fa 6 ore di palestra al giorno, cavalca tigri a torso nudo ed ha un orso bianco come maggiordomo. Dove vogliamo andare noi con i nostri politici che girano in giacca e cravatta?
https://www.repubblica.it/economia/2025/09/24/news/openai_algoritmi_errori_consapevoli_scheming-424867241/?ref=RHLF-BG-P9-S1-T1-s3679
“Per sopravvivere diamo 6 risposte errate su 10”
Com’è che diceva – parte 2 – il nostro velinaro fuffarolo (ora in versione prete, amen), basta chiedere alla AI?
Fabrizio,il Ministro Tajani – papabile Presidente della Repubblica che verra eletto, ricordiamolo, da questo Parlamento – il moderato della compagnia, ha paragonato il delitto Kirk a quello del Commissario Calabresi, venendo sbugiardato dal figlio e dalla figlia di Walter Tobagi, ecco la risposta di Mario il figlio,noto e bravo giornalista:
Negli anni settanta il terrorismo faceva proselitismo nelle fabbriche e nelle università,trovava terreno fertile alla sua propaganda,la violenza politica era diffusa,quotidiana e continua.
Fare paragoni fra quella stagione e la Italia di oggi è fuorviante e fuori luogo.
La mia famiglia ha pagato un prezzo terribile alla violenza della sinistra extraparlamentare,e questo mi spinge ad essere sempre vigile alle derive violente,non solo verbali,ma non mi impedisce di vedere che quelle del nostro tempo non hanno nulla a che vedere con quelle stagioni.
E’ fondamentale prendere le distanze da chi inneggia o anche giustifica l’ omicidio di un uomo,ma le vittime degli anni di piombo non possono essere sfruttate,come si sta facendo in queste ore per ragioni di campagna elettorale, come si sa fra qualche giorno ci saranno elezioni regionali importantissime,vedi Marche.
La matrice terrorista fu di destra e di sinistra, di matrice comunista e fascista.
Accanto al terrorismo brigatista,non possiamo dimenticare le stagioni delle stragi neofasciste che hanno insanguinato la Italia.
Chi occupa posizioni di responsabilità e guida le istituzioni dovrebbe fare molta attenzione a raccontare tutta la storia,a fare i conti con il passato,ed avutikizzare con accortezza le parole.
” Hey you Tajani haha charade you are, you are you house proud mouse hahaha, charade you are,you’re trying to keep out feeling off the street,you’ nearly a real treat all tight and cool feet and do you feel abused?
La famiglia Pinelli pagò un prezzo terribile alla violenza di Stato, proprio nell’ ufficio di Calabresi…
Com’è che era? bAsTa cHiEdERe aLLa Ai?
https://www.dire.it/11-09-2025/1179483-kirk-ucciso-da-gustavo-lafessa-la-bufala-sta-facendo-il-giro-del-web-e-finisce-pure-su-grok-di-musk/
“chiunque si intrometterà vedrà cose mai viste nella storia”😂😂🤡🤡🤡
“Voglio che mi sentano a Kiev, che mi sentano in Occidente: le persone che vivono a Luhansk, Donetsk, Kherson e Zaporizhzhia diventano nostri cittadini per sempre” 😂😂😂🤡🤡
Basterebbe la pomposità di queste sparate a misurare il fallimento russo in Ucraina. Dopo una generazione mandata a fare da carne da cannone combattono ad 80 km ad ovest di Donetsk.
Ma l’aspetto che ritengo più umiliante per il wanna be zar e la sua immagine di maschio alfa, oltre al fatto che non conquisterà mai Kiev, ne’ le 4 oblast in Costituzione con in più l’ Ucraina zeppa di truppe occidentali, sarà la trattativa da condurre in prima persona proprio con Zelensky, trattato come un reietto per 4 anni.
Due notizie passate sotto silenzio nella stampa italiota: cinesi passati all’ incasso, si pappano il porto di Vladivostok; indiani che richiamano all’ordine lo zar facendogli presente di abbassare le pretese (niente kherson, né zaporizhia e garanzie occidentali in Ucraina) altrimenti con i dazi al 50% niente petrolio russo. Lui da bravo maggiordomo esegue. Era partito per spaccare il mondo e ha scassato il suo paese, tra morti, feriti, emigrati, invalidi, perdita di mercati, assoggettamento a Cina ed India, prosciugamento del fondo di previdenza, perdita di influenza nel Caucaso meridionale ed in Siria ecc. ecc.😂😂😂
Quel delinquente di Taco dice a Zelensky che deve accettare le condizioni di Putin perché “la Russia è un grande paese e l’Ucraina no”.
Che schifo.
Immagino che qui dentro qualche celodurista stia esultando.
Accettando in silenzio che Trump neanche ci considera né come entità politica, né come entità economica, né come entità, leggo che la UE – ridotta a fare da intermediario per faccende che invece riguarderebbero proprio l’Europa – sta insistendo affinché a Zelensky sia concesso di partecipare alla trattativa con Putin.
In ogni caso, io penso che alla fine Trump chiuderà l’accordo così:
Intanto, l’unica cosa che non abbiamo messo in conto è:
ma se davvero Trump chiudesse l’accordo con la Russia per il fine guerra, noi europei per quale motivo dovremmo riarmarci visto che ci toglierebbe l’unico nemico che siamo stati capaci d’inventarci? Siamo così insignificanti che davvero non c’è uno solo che potremmo definire nemico. Nemmeno i Savoia!
A meno che Trump, in qualità di capo politico ed economico dell’Europa, toltosi dalle scatole Zelensky, non sarà proprio lui a dichiarare guerra preventiva alla Russia, rendendo così giustificata la spesa al riarmo europeo.
Fra due anni, poi, dopo aver svuotato, vendendo a noi, i suoi magazzini di tutte le armi rimastegli dai tempi del Vietnam, dell’Iraq e dell’Afghanistan, tornerà da Putin per trattare la nostra resa prendendosi la Sardegna, il Vaticano e la Groenlandia.
Il Vaticano perché da un lato beneficia dell’8 per mille (e lui quando vede i soldi non capisce più niente) e dall’altro perché dipendono da lui tutti i capi di Stato europei, tranne il Papa che, fra l’altro, è l’unico americano residente in Europa che non sta sotto la sua giurisdizione e questo, per lui, è intollerabile.
Fra l’altro, potendosi scegliere il nome, ha scelto Leone XIV° anziché Donald I°. Imperdonabile, credo che anche lui farà la fine di Musk.
Tornando alla prossima Campagna di Russia, ripensando alle mazzate che proprio là presero prima Napoleone e poi il Fuhrer, temo che francesi e tedeschi, avendo già dato, si defileranno e stavolta toccherà a noi.
Spero solo che gli ucraini si ricordino di come li abbiamo accolti noi quando erano loro i profughi.
Cazzo, ma pensi di essere divertente? Mi spiace che la tua casa non sia nei territori invasi da Putin, magari ti renderesti conto che questo non è Call of Duty.
Fare ironia sulla pelle dei più deboli è veramente una cosa disgustosa, adesso ti mancano solo i bimbi palestinesi.
Dai, facce ride…
Non capisco le lamentele di Zelensky per non essere stato invitato in Alaska.
Che c’entra lui? Pare che fuori alla stanza dove si incontreranno i due uomini più potenti della Terra, dopo XiJinping, Trump abbia fatto mettere il cartello:
“PERSONALE AL COMPLETO”.
Perciò Zelensky si allineasse ai capi di Stato europei che molto rispettosamente si sono attenuti al cartello e non hanno fatto una piega perché se Trump nemmeno se li è cagati, vuol dire che è giusto così. La servitù deve sempre stare educatamente al proprio posto.
I Capi fanno i capi, e i sudditi obbediscono, punto. E’ così semplice. Per noi in particolare che da oltre 80 anni, prima eravamo al servizio del Fuhrer, e poi a quello degli americani.
E’ Storia.
“Nelle profondità delle sabbie del Karakum, in Turkmenistan, timide lingue di fuoco lambiscono le pareti delle “porte dell’inferno”. Dopo mezzo secolo di incendio, il cratere di Darvaza, che emette metano, un gas che accelera il riscaldamento globale, deve finalmente essere spento.” [Repubblica- AnnoDomini 2025]
E’ proprio vero, non ci sono più gli scienziati di una volta:
Vertice Nato a l’Aia, tutti contro la Spagna sulla deroga per l’aumento di spesa per la difesa.
Solo Ungheria e Slovacchia d’accordo con Madrid. La riforma, voluta da Trump e Rutte, è il cuore del summit [Repubblica]
Chi se lo sarebbe mai immaginato che l’inizio del terzo millennio sarebbe diventato il cortocircuito di quel comodo paravento chiamato “democrazia”. Quel paravento dialettico che, para per para, sarebbe più corretto chiamare “paraculismo” che, in fondo, altro non è che quell’ipocrisia con la quale ogni qualvolta, in termini di coerenza, siamo nella merda più evidente, come via di fuga, tiriamo fuori dal cilindro la parola “democrazia” senza nemmeno accorgerci che, usandola per distinguerci in meglio dagli altri, non facciamo altro che buttare merda soprattutto su di essa. Il bello è che pretendiamo anche di esportarla.
Diciamo che, vista la sagra che è in corso in termini di supermegafiguredimenta che le cosiddette democrazie stanno facendo, forse sarebbe il caso di volare più bassi. Capirei soltanto noi europei e non perché anche noi stiamo volando troppo alti, ma proprio perché noi neanche siamo capaci di alzarci in volo. Spagna, Ungheria e Slovacchia? Tre gocce non fanno un temporale.
Te lo chiedo con la massima cortesia e senza nessun intento polemico: hai mai vissuto in un paese non democratico? Ma soprattutto, ti rendi conto che la “democrazia” occidentale che tu tanto schifi è quella che ti permette di stare qui dentro a scrivere le tue cose, e soprattutto ti permette, sempre che tu ne abbia voglia, di cambiare le carte in tavola? Pensi che se tu vivessi in Russia e fossi contrario all’aumento delle spese militari, saresti libero di dirlo in giro?
Non ci sono più le mezze stagioni.
Tre gocce non fanno un temporale (cit.)
Cazzo, che risposta brillante.
In linea con le tue consuete analisi geopolitiche.
Sul Web c’è di tutto ma il “tutto” è troppo spesso un’affermazione generica perché, ad esempio, c’è un elenco molto parziale ed approssimativo dei Paesi che aderiscono al TNP ovvero il trattato di non proliferazione del nucleare. Di certo, fra i Paesi che hanno firmato il Trattato, c’è l’IRAN che – a detta dell’IAEA (ovvero l’Agenzia Internazionale dell’Energia Atomica) – non ha ancora l’atomica, mentre Israele che, invece, pare disponga di almeno 90 atomiche non ha mai firmato (come India, Pakistan e Corea del Nord).
Restando sul “tutto che non è mai tutto”, nel web non sono riuscito a trovare traccia di qualche documento dal quale si possano evincere dati ufficiali sulle verifiche e controlli che l’IAEA dovrebbe fare per dare credibilità al TNP, altrimenti risulta abbastanza scenica se non demenziale la stipula e la sottoscrizione di un Trattato privo dei relativi controlli.
Qualcuno potrebbe aiutarmi a trovare qualche documento ufficiale che elenchi i Paesi, le date ed i risultati dei controlli effettuati per accertare il rispetto o meno del TNP?
Qualche documento che eviti, proprio e sempre a noi occidentali, un altro megafigurone di menta tipo i cosiddetti “dossier” con i quali si certificava la presenza in IRAQ delle millemila tonnellate di armi di distruzione di massa.
Anche, fra l’altro, ma sempre in termini di figuroni di menta, nella distinzione fra aggressori ed aggrediti.
Dopo tre anni si ritorna al punto di partenza, ossia Istanbul.
Solo che questa volta, dopo una vagonata di morti da tutte e due le parti, Sniffolo non avrà vicino a se un primo ministro inglese convinto di essere Churchill ( e con cui al massimo aveva in comune la tendenza l’alcolismo ) ed un Presidente USA rincoglionito ed un figlio colluso con i nazisti ucraini.
Questa volta avrà un Presidente USA che fa quello che gli gira per la capoccia in quel momento, e che ha più motivi per andare d’accordo con Putin che con lui, ed un primo ministro inglese a termine che si limita a prendere ordini dagli USA ( anche perché altro non sa fare ). Gli europei sono out, ma da tempo, e Macron colleziona da un po’ solo figure di merda… Nessuna meraviglia che Putin sia ripassato dal via, lui sa giocare a scacchi e pure bene, e lì li aspettava, dal suo amico Erdogan.
Sicuramente se non si mette d’accordo, Sniffolo non avrà la vagonata di soldi e di armi che gli hanno dato fino ad ora, e a quel punto più va avanti e più rimane da solo…
Comunque vada me la godo in casa.
AMEN.
Anatra zoppa a Parigi ed anatra zoppa a Berlino, non parliamo di Londra che non c’è più nemmeno l’anatra… a Madrid hanno problemi a tenere accesa la luce, ed alla fine rimane in piedi solo la Melona, che ora si ritrova un emulo pure a Bucarest.
Adesso attendiamo solo che Trump gli spieghi bene quello che vuole fare, che secondo me non l’ha capito bene.
Ieri passaggio a Roma, dove oramai sto poco, ma c’era un imperdibile Faust Szenen di Schumann, per me il suo capolavoro, in una bellissima edizione di Daniel Harding nuovo Direttore stabile dell’orchestra di S.Cecilia… che ha oramai un livello stabilmente altissimo.
Meno pubblico di quello che avrebbe dovuto esserci e metà di quelli che c’erano potevano anche rimanere a casa… ma servono per pagare il biglietto e finanziare l’Accademia.
Qui in un’edizione storica AUDIO del maestro di Harding. Le tre scene della seconda parte sono di una potenza incredibile.