Security room Bloooog!

Security Room, quella stanza del Bar Sport di Bloooog! dove l’argomento non è il calcio, ma tutto il resto: dalla politica ai viaggi, dai libri alla cultura, dal mondo alle storie. Uno spazio aperto, dove l’argomento è assolutamente libero e lo sceglie ognuno di noi. In un racconto continuo e condiviso con tutti

Non solo calcio. O almeno il calcio e tutto quello che c’è intorno. Questo è sempre stato un posto amato da tutti i frequentatori di Bloooog!. Che qui possono entrare e scrivere liberamente di ogni argomento, proponendone loro stessi. Tutto quello che va oltre il calcio. Lo sport in genere, ma anche e soprattutto la politica, la società, il mondo, lo spettacolo, la cultura, i libri, il cinema, la cucina, le storie, i viaggi, le città, gli amori, i ricordi, i racconti personali. Sostanzialmente tutto. Lo spazio è aperto, i protagonisti siete voi.

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Approfittate dell’occasione per farvi un giro anche in altri salotti del Bar Sport di Bloooog! Il primo è Open Bar, un club in cui gli amici e le amiche che sono registrati possono entrare e scambiare quattro chiacchiere con gli altri magari mentresi sta guardando una partita. I commenti entrano direttamente e istantaneamente e la chat è la maniera migliore per scambiarsi idee al volo. Quelli che vogliono cimentarsi con i pronostici possono mettere alla prova la propria competenza col gruppo degli amici dell’ Orapronostic.

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Giornalista sportivo, a La Repubblica dal 1983 al 2022, sono stato per 12 anni capo dello Sport. Prima e dopo sempre sport e calcio, dai campi di periferia fino ai Mondiali, da Gianni Brera fino a Internet, da San Siro a New York, da Wembley all'Olimpico, dalla carta alla TV. Autore di Bloooog!, il Bar Sport, per 14 anni dentro Repubblica.it. Ora in maniera assolutamente libera, autonoma, indipendente, senza filtri.

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Cisco

Rompo il ghiaccio dopo tre mesi e busso alla porta. Vi è quarcuno all’interno. (Cit. Rokko Smitherson).

trentatretrentini

A scuotere in queste ore la politica e la sfera digitale russe è la clamorosa defezione di Ilya Remeslo, 42 anni, avvocato ed ex propagandista filogovernativo, noto per i suoi attacchi ai dissidenti, ed acerrimo rivale di Alexei Navalny.

La svolta è arrivata con la pubblicazione online di un manifesto diventato virale, intitolato “Cinque motivi per cui ho smesso di sostenere Vladimir Putin”.
Remeslo rompe ogni tabù politico accusando il presidente di condurre una guerra senza via d’uscita e con pesanti perdite, di avere devastato l’economia per costruire “palazzi per sé e i suoi amici”, di censurare la rete e di avere accentuato a tal punto la concentrazione del potere da risultare “corrotto in modo assoluto” da quasi 27 anni. La sua conclusione è netta: Putin sarebbe “illegittimo”, un ladro e un “criminale di guerra” che dovrebbe dimettersi. Il tutto in un clima molto buio a Mosca e in tutta la Federazione dove anche le connessioni dei cellulari sono limitate “per ragioni di sicurezza” e dove il Governo ha bloccato Whatsapp, limitato Telegram e invogliato i russi a comunicare su una piattaforma statale.
L’apparato mediatico fedele al Cremlino si è immediatamente mobilitato per screditare l’ex alleato. Il popolare conduttore Vladimir Solovyov ad esempio ha attaccato Remeslo suggerendo che possa essere “impazzito” o avere “cambiato schieramento”. In trasmissione ha liquidato il caso come questione psichiatrica stagionale: “È primavera, le malattie mentali si acutizzano, iniziano a reclutare i nostri cittadini mentalmente instabili”, ha detto, definendo infine l’avvocato un semplice “compagno di viaggio temporaneo” di cui il sistema può fare a meno.

trentatretrentini

Molto interessanti i commenti che si leggono su “topwar”, in relazione ad un eventuale incremento del numero di cittadini russi che potrebbero essere chiamati a fare parte dell’operazione fallimentare speciale.

Le reazioni sono coerenti con la metafora dello storico Toynbee, secondo il quale una volta che un elemento occidentale penetra in una cultura, questa inizia a mutare, creando la necessità di adottare altri elementi correlati per far funzionare i primi, proprio come “una ciliegia tira l’altra”.

Questo processo è travolgente e, secondo l’autore, porta a una profonda crisi interna nelle società che hanno subito l’influenza occidentale. Pare che, anche in Russia, si inizi a dare priorità al benessere individuale rispetto alle necessità collettive imposte dall’alto:

“Bene, andate e combattete. Personalmente, non combatterò per Putin, Sechin, Rotenberg e tutta la sua banda. Anche uno solo dei loro figli ha prestato servizio nell’esercito? No. Ma io sì, e tutto il mio patriottismo è evaporato lì.
Ragazzi, nel corso degli anni, sono stanco di essere strangolato dalle tasse e munto, munto, munto. E non mi interessa più chi lo munge! L’importante è levarsi di dosso e lasciarmi in pace…
Se volete combattere, combattete, ma senza di me. I miei amici sul fronte nord-orientale – se avessero saputo cosa li aspettava, non ci sarebbero andati (parole loro, “tutti”). Quindi non parlate per tutti, parlate per voi stessi!”

E del rischio coinvolgimento Turchia vogliamo dire una parola ? (tutto tace)

E di Crosetto che va a parlare con il suo omologo degli Emirati e lo fa sottotraccia, senza avvertire nessuno e con un volo di linea, cosa vogliamo dire ?

trentatretrentini

Sono trascorsi oramai 4 anni, e a volte la quotidianità del conflitto sembra banalizzi l’eroica resistenza ucraina, ma i passaggi seguenti, tratti dalla propaganda russa, restituiscono l’esatta misura di quali fossero gli obiettivi iniziali e il conseguente totale fallimento russo in questa guerra.

Eravamo a febbraio ’22, i russi erano entusiasti di quella che sembrava essere la bielorussizzazione dell’Ucraina, i media di regime delirivano sull’avvenuta riunione dei piccoli russi con i grandi russi. Adesso cercano di metterci una pezza reclamando “solamente” (e apparentemente) il Donbass, ma l’obiettivo è stato, è e sarà sempre l’Ucraina intera.

Durante la sua storia la Russia non ha
fatto altro: rubare territori altrui, deportare, espandersi (nel 1905 le presero sui denti a migliaia di km da San Pietroburgo e Mosca), cancellare la cultura precedente e russificare. Questa volta, fortunatamente, hanno fallito.

”La Russia sta ricostruendo la sua integrità storica, riunendo il mondo russo, il popolo russo, in tutta la sua diversità, Grandi Russi, Bielorussi e Piccoli Russi (…).

Ora questo problema è risolto: l’Ucraina è tornata alla Russia. Ciò non significa che la sua statualità verrà abolita, ma che verrà ristrutturata, rifondata e riportata al suo stato naturale di parte del mondo russo (…)

Non tra la Russia e l’Occidente, ma tra il mondo russo, ovvero i tre stati – Russia, Bielorussia e Ucraina – che agiscono geopoliticamente come un’unica entità. Queste relazioni sono entrate in una nuova fase: l’Occidente vede la Russia tornare ai suoi confini storici in Europa . E protesta a gran voce, sebbene in fondo debba ammettere che non avrebbe potuto essere altrimenti (…)

E quindici anni fa, dopo il discorso di Putin a Monaco, anche i sordi potevano sentire che la Russia stava tornando.”
https://web.archive.org/web/20220226051154/https://ria.ru/20220226/rossiya-1775162336.html

trentatretrentini

Dalla TASS, ecco cosa chiedeva Putin, il 24/02/2022: la resa dell’Ucraina.

Nel suo discorso, Putin si è rivolto separatamente ai militari ucraini. “Cari compagni! I vostri padri, nonni e bisnonni non hanno combattuto i nazisti, difendendo la nostra patria comune, affinché i neonazisti di oggi potessero prendere il potere in Ucraina”, ha detto Putin. Ha sottolineato che i militari ucraini hanno giurato fedeltà al loro popolo, “e non alla giunta antipopolare che deruba l’Ucraina e abusa di questo stesso popolo”.

“Non obbedite ai suoi ordini criminali! Vi invito a deporre immediatamente le armi e a tornare a casa. Vorrei chiarire: tutto il personale militare ucraino che ottempera a questa richiesta potrà lasciare la zona di combattimento senza ostacoli e tornare alle proprie famiglie”, ha detto Putin.

Il presidente russo ha sottolineato: “Tutta la responsabilità per un possibile spargimento di sangue ricadrà interamente sulla coscienza del regime al potere in Ucraina”.

trentatretrentini

Direttamente dal ministero della difesa russo, ecco quali erano le condizioni proposte dalla Russia nel dicembre 2021, affinché non si arrivasse all’invasione due mesi dopo.

In particolare modo i russi volevano che la Nato tornasse ai confini del 1997, volevano negare ai paesi dell’Europa dell’est il cardine della sovranità.

In ultima analisi, volevano cancellare il crollo dell’urss (la più grande catastrofe geopolitica della storia), in maniera tale da avere la garanzia di ricostruire l’impero.

https://mid.ru/ru/foreign_policy/rso/nato/1790803/?lang=en&clear_cache=Y

Waters

La ambiziosa spedizione azzurra ha sfruttato al meglio la prima opportunità di medaglia, il ghiaccio è stato rotto da Giovanni Franzoni di Manerba sul Garda, e dal sommo Dominik Paris,sul quale e’ inutile sprecare aggettivi, il piu grande discesista italiano di sempre.
Come avevo ampiamente previsto il campione del mondo Von Allmen ha avuto la meglio,solo medaglia di legno per Odermatt.
In sostanza,per la dodicesima volta nella storia, la Italia ha festeggiato due medaglie nello stesso evento olimpico individuale, sei volte nello sci alpino.
I podi azzurri nella specialità sono 5,collezionati nelle 21 edizioni dal 48 ad oggi, Zeno Colò oro nel 56, Herbert Plankm argento ad Innsbruck 76 e Innerhofer argento a Sochi 2014.
Allargando al settore femminile,le medaglie italiane nello sci alpino sono 38,bottino che vale la prima posizione negli sport invernali staccando di 2 posizioni lo sci di fondo……chi ben comincia…

trentatretrentini

Continuano le vibranti proteste nelle oblast di Kursk e Belgorod, a causa dell’interruzione e/o mancata erogazione dei sussidi nei confronti degli sfollati e di coloro i quali hanno perso tutto a causa di questa folle guerra. Le autorità hanno risposto loro, semplicemente, che le poche risorse rimaste servono per produrre armi ed inviare marmellata da cannone nel Donbass (con un’aspettativa di vita di 20 minuti) nel tentativo di conquistare qualche pollaio e porcilaia.
Sotto il link, per chi volesse informarsi correttamente, anziché seguire i deliri di un individuo che ha profondamente bisogno d’aiuto:

“Gli sfollati della regione di Kursk chiedono la restituzione dei loro sussidi sociali. Hanno depositato una petizione indirizzata al governatore della regione di Kursk, Alexander Khinshtein.
I combattimenti nella regione di Kursk sono durati un anno e mezzo, costringendo circa 150.000 persone a fuggire dalle proprie case. Molti edifici residenziali sono stati distrutti durante i combattimenti. Tuttavia, non tutti sono riusciti a ottenere i certificati per l’acquisto di nuove abitazioni. E coloro che sono riusciti ad acquistare un nuovo appartamento o una nuova casa non sono in grado di arredarli.
In precedenza, gli sfollati della regione di Kursk ricevevano 65.000 rubli (circa 850 dollari) al mese. Tuttavia, questi pagamenti sono cessati lo scorso dicembre. I residenti della regione di confine di Kursk hanno quindi organizzato una protesta davanti all’edificio dell’amministrazione distrettuale di Sudzhansky. È stato loro comunicato che la cancellazione dei pagamenti era una decisione delle autorità federali. L’accesso a Sudzha e ad altri 121 insediamenti nella regione di Kursk rimane chiuso a causa delle operazioni di sminamento.
A differenza delle vittime nella regione di Kursk, i residenti della zona di confine in prima linea dell’Oblast’ di Belgorod non hanno ricevuto alcun pagamento di questo tipo. Le autorità hanno deciso di non chiudere il villaggio di Shakhovka nell’Oblast’ di Belgorod, nonostante sia regolarmente sotto attacco. Il villaggio si trova a sei chilometri dal confine con l’Ucraina. I residenti lamentano che la linea difensiva passi direttamente oltre Shakhovka, collocando il villaggio in una “zona grigia”, secondo il canale Telegram “Pepel-Belgorod”. I carri armati sono parcheggiati vicino alle loro case. Un negozio è stato distrutto e una scuola, un pronto soccorso e un ufficio postale sono fuori servizio. Molti edifici residenziali sono stati distrutti. Non c’è elettricità, acqua, servizio di telefonia mobile o connessione internet affidabili. Non c’è un servizio di autobus per Shakhovka e non c’è un servizio di ambulanza. Secondo la gente del posto, non c’è stata un’evacuazione centralizzata. Gli appelli all’amministrazione distrettuale non hanno fornito assistenza.

https://www.currenttime.tv/a/ukraine-russia-war-kursk-belgorod/33663157.html

trentatretrentini

Tirare la pietra e nascondere la mano: l’emblema della vigliaccheria e della codardia.

Accusare gli altri di fare propaganda e poi riportare pedissequamente ed acriticamente le dichiarazioni di Pushilin, un fantoccio posto a capo della repubblichetta che nel mondo non è riconosciuta da nessuno, tranne che dalla Corea del Nord (e da ”il Messaggero”) la dice lunga sul delirium tremens di questo fenomeno da baraccone, vanesio, in preda alla disperazione, che negli è passato ad assegnare ai russi dapprima tutta l’Ucraina, poi Kharkiv e Odessa per finire con Kupiansk (dove i russi sono stati cacciati a calci in culo ) e Pokrovsk (non ancora conquistata, dopo 2 anni)

Ovviamente, essendo stronzate propagandistiche russe, nelle mappe non c’è traccia di penetrazione russa né a Lyman (è questo il nome della città, non Krasny Liman, solo i russi ed ”il messaggero” la chiamano in questo modo, a proposito di imparzialità) né a Kostyantynivka (difatti nell’articolo incollato pavlovianemente non viene mostrata uno straccio di carta geografica. Da notare che i russi lo dichiarano da 3 mesi di avere conquistato Lyman, così come Kupiansk)

Ma il suddetto fenomeno da baraccone, essendo privo di dignità, oltre che intellettualmente pigro, non è nemmeno in grado di fare un misero fact checking, mangia tutta la merda che i russi gli danno da mangiare, e poi caga stronzate.

La realtà sul campo è semplicissima, come testimoniato dalle mappe e come certificato dagli esperti del Center for Strategic and International Studies (CSIS), secondo i quali alla fine del quarto anno di guerra in Ucraina le perdite dell’esercito russo avevano raggiunto 1,198 milioni di persone. Dopo 4 anni i russi combattono ad una manciata di chilometri da dove erano partiti, dopo essere stati cacciati da Kiev, Sumy, Kherson e Kharkiv.

Solo nel 2025, le truppe russe hanno perso 425.000 uomini tra morti e feriti, una media di circa 35.000 al mese. Tra le perdite dall’inizio della guerra, fino a 315.000 sono state uccise, una cifra paragonabile alla popolazione di città come Smolensk, Belgorod o Chita.

“Queste cifre sono sconcertanti. Nessuna grande potenza mondiale ha subito perdite simili in nessuna guerra dalla Seconda Guerra Mondiale”, scrivono gli analisti del CSIS. Ad esempio, gli Stati Uniti hanno perso 54.400 uomini nella guerra di Corea, 47.300 in Vietnam e solo 2.400 durante le operazioni in Afghanistan.

In Ucraina, l’esercito russo ha perso 17 volte più soldati dell’esercito sovietico in Afghanistan, 11 volte di più rispetto a entrambe le guerre in Cecenia e cinque volte di più rispetto a tutte le guerre combattute tra Russia e URSS dal 1945.

Le Forze Armate ucraine hanno perso tra 500.000 e 600.000 soldati, di cui fino a 140.000 caduti, secondo le stime del CISC. Le perdite combinate di entrambi gli eserciti hanno raggiunto 1,8 milioni e, secondo le previsioni degli esperti del centro, entro la primavera raggiungeranno i 2 milioni.

A costo di enormi perdite negli ultimi due anni, i generali russi sono riusciti ad espandere la zona sotto il loro controllo di soli 8.400 chilometri quadrati: lo 0,6% del territorio ucraino è stato conquistato nel 2024 e un altro 0,8% nel 2025.

Da Avdiivka a Chasiv Yar, da febbraio 2024 a gennaio 2026, l’esercito russo è avanzato a una velocità di 15 metri al giorno; l’avanzata su Kupyansk, in corso dal novembre 2024, è stata di 23 metri al giorno; e su Pokrovsk, di 70 metri al giorno.

Le truppe russe non sono mai riuscite a conquistare tutti i territori annessi dal Cremlino dopo i “referendum” del 2022. Durante la campagna militare vera e propria, hanno conquistato il 12% del territorio ucraino, ovvero 75.000 chilometri quadrati, secondo i calcoli del CSIS.

Durante la Grande Guerra Patriottica, l’Armata Rossa impiegò 1.394 giorni dall’inizio dell’Operazione Barbarossa per raggiungere Berlino. La Russia raggiunse a malapena Pokrovsk, situata a 500 chilometri da Kiev, nello stesso periodo, secondo gli analisti del CSIS.

Le perdite elevate e le lente conquiste territoriali indicano chiaramente l’indebolimento della Russia, osserva Seth Jones, capo del Dipartimento Difesa e Sicurezza del CSIS. Ciò si riflette anche nelle perdite economiche della Russia, sottolinea: la produzione industriale al di fuori del complesso militare-industriale è in calo, la crescita del PIL lo scorso anno è stata stimata solo allo 0,6% e l’accesso alla tecnologia è limitato dalle sanzioni.
“La pessima performance della Russia sul campo di battaglia in Ucraina e il suo declino economico indicano il grave declino della Russia come grande potenza”, osserva Jones. “Sebbene la Russia possieda ancora armi nucleari e un esercito numeroso, non è più una grande potenza nella maggior parte delle categorie militari, economiche e scientifico-tecniche”.

Per quanto riguarda la distruzione delle infrastrutture è lo stesso governatore di Belgorod ad invitare i cittadini a lasciare l’oblast:

I residenti della regione di Belgorod saranno trasferiti in altri comuni o regioni durante le interruzioni di corrente, ha annunciato il governatore Gladkov. A causa degli attacchi delle Forze Armate ucraine, si sono verificate interruzioni di corrente nella regione di Belgorod, colpendo circa 600.000 persone, secondo l’Ambasciatore generale del Ministero degli Affari Esteri.
I residenti della regione di Belgorod saranno trasferiti in altri comuni o regioni durante le interruzioni di corrente, ha annunciato il governatore regionale Vyacheslav Gladkov sul suo canale Telegram. I residenti saranno trasferiti nei comuni in grado di accogliere il numero di persone richiesto, ha chiarito.
“Sappiamo che è impossibile ripristinare completamente la fornitura di energia elettrica agli edifici residenziali, principalmente ai condomini, e alle imprese industriali utilizzando la generazione di riserva”, ha ammesso il governatore.

Per quanto riguarda la cessione dell’intero Donbass in cambio delle garanzie di sicurezza, la Casa Bianca ha smentito. Si tratta della solita merda che il vanesio va pestando appena si muove. Come dimenticare la reazione uterina dinanzi all’annuncio dell’incontro mai avvenuto tra Trump e Putin in Ungheria? Non ci sta capendo un cazzo da anni (a proposito dell’isolamento dell’Europa: firmato accordo commerciale con l’india, Trump fa marcia indietro sulla Groenlandia e sui dazi, l’Euro ai massimi sul dollaro). D’altronde, parliamo di un subumano che si informa sul Messaggero e sul Fatto quotidiano, senza alcuna capacità analitica e rigore metodologico.

“Una ricostruzione smentita dalla Casa Bianca. «È totalmente falso. L’unico ruolo degli Stati Uniti nel processo di pace è quello di riunire entrambe le parti per raggiungere un accordo», ha commentato la vice portavoce Anna Kelly accusando il quotidiano britannico di «consentire ad attori maligni di mentire anonimamente per rovinare il processo di pace». 

Modifica il 6 mesi fa da trentatretrentini
trentatretrentini

Bocca, la invito a monitorare attentamente i commenti che pubblica, in maniera tale che il blog possa scorrere sui binari della civiltà e dell’educazione. In ossequio alla sua raccomandazione di qualche tempo fa.
Nei miei commenti non offendo e non manco di rispetto ad alcuno. Evidentemente c’è però chi, approfittando del web e dell’anonimato, non riesce a fare altro. Non essendo né civile, né educato.

“A parte le cazzate e la fuffa di propaganda che pigola sempre più flebile, incurante del proprio ridicolo, ci sono i fatti di cui parla una testata notoriamente filorussa come il Messaggero”

trentatretrentini

Mentre continua la poderosa avanzata russa, a botte di 2 km2 al giorno,

su topwar gli scleri sono oramai quotidiani, a causa del continuo sequestro di petroliere appartenenti alla flotta ombra russa. A mo’di esempio un commento:

“La totale impotenza politica e la debolezza della nostra leadership. Tutti quanti si stanno pulendo i piedi con la Russia: Stati Uniti, Francia e ora la Finlandia. Presto, i deboli estoni inizieranno a fare lo stesso. Dopotutto, sono nella NATO, e la NATO li proteggerà. L’autore si chiede: “E poi?”. E poi arriva il completo collasso dello Stato. La storia della Russia, e di altri paesi, lo dimostra chiaramente. lo stato crolla (rivoluzione, ecc.) quando il prestigio delle autorità nel paese cadeI capi delle regioni nazionali russe ora si rivolgono a un garante impotente. È da qui che nascono tendenze centrifughe e simili. E il prestigio del nostro governo è ora al minimo. Stiamo toccando un altro fondo. I deboli non sono rispettati da nessuna parte. È spaventoso pensare a cosa succederà dopo.”

trentatretrentini

I russi anticipano San Valentino: oggi si cena a lume di candela
https://qph.cf2.quoracdn.net/main-qimg-dfdbaadb13346da85fbf854a32eb802d
La notte scorsa gli ucraini hanno lanciato una serie di attacchi aereomissilistici (e non solo) contro numerosi obiettivi russi.
Oltre a colpire raffinerie e infrastrutture dual use, hanno colpito centrali energetiche, sottostazioni elettriche e strutture di distribuzione elettrica in numerose città e regioni russe, provocando l’interruzione dell’energia elettrica e, in molti casi, anche quella del riscaldamento.
Si è trattata, evidentemente, di una precisa ritorsione contro gli attacchi che i russi hanno lanciato contro Kyiv in questi giorni.
La foto sopra è stata girata da cittadini russi che hanno documentato l’assenza di energia mostrando come siano stati costretti a riscaldare la minestra con le candeline.
C’è chi ha inviato la foto della carne cotta con la bomboletta a gas:
https://qph.cf2.quoracdn.net/main-qimg-d16e16ea7d3015e207e49b099403a8a8
E c’è chi ha mandato le foto di tralicci delle linee di alta tensione che ignoti sabotatori hanno fatto saltare in aria, in concomitanza con gli attacchi aerei, lasciando intere aree metropolitane senza energia elettrica:
https://qph.cf2.quoracdn.net/main-qimg-4d12c0f86b19ad65de389a64b615b863
https://qph.cf2.quoracdn.net/main-qimg-1b9ec9c1c52701ad0939d140b1a5a346
E hanno inviato, sempre i russi, anche le immagini delle città al buio.
Questa è Murmansk:
https://qph.cf2.quoracdn.net/main-qimg-6488e809989c0a7d6963c1f480152c64
Queste le città interessate dai black-out (che, secondo gli esperti, potrebbero durare parecchi giorni):
Murmansk, Podolsk, Zaraysk, Khimki, Zhukovsky e Elektrostal, Severomorsk, Zakamsk, Belgorod, Bryansk e la relativa regione, Orel, Taganrog, Rostov e la relativa regione, Zarajsk nella regione di Mosca. Nei territori occupati, i black out hanno interessato Alchevsk e varie zone della Crimea.
Questa è una mappa utilizzata per evidenziare la posizione di una infrastruttura petrolifera (Penza) colpita durante gli attacchi e indirettamente mostra anche gli altri, numerosi obiettivi colpiti dai drone e dai missili ucraini nella notte tra il 23 e il 24 gennaio (quella precedente all’attacco alle strutture energetiche):
https://qph.cf2.quoracdn.net/main-qimg-63c5b0024f5f59d4267b1fda21ca59a6
La mappa dimostra che gli ucraini sono ormai in grado di lanciare, con successo, sciami di drone e missili contro obiettivi russi. Tra il 23 e il 24 gennaio hanno colpito soprattutto obiettivi e infrastutture militari e petrolifere, tra il 24 e il 25 hanno colpito le infrastrutture energetiche.
Gli esperti riportano che la rete energetica russa non è in grado di riparare rapidamente questo tipo di danni. L’energia prodotta non è in eccesso, le linee non sono ridondanti e gran parte dell’infrastruttura è vecchia e in pessime condizioni. La possibilità di sopperire alle interruzioni aggirando il punto colpito è molto scarsa.
In alcune regioni russe è stato dichiarato lo stato di emergenza.
Murmansk Region Declares Emergency Over Massive Power Outages
E’ appena il caso di notare che i media occidentali non hanno minimamente riportato la notizia dell’attacco.
Meno male che ci hanno pensato i cittadini russi!

trentatretrentini

Continua inesorabilmente l’avanzata russa. L’ultimo aggiornamento indica 3 km2 conquistati. Sono incontenibili.

In ragione delle trattative, su topwar stanno rosicando come castori. Cominciano a prendere consapevolezza del fallimento. Un commento a mo’ di esempio:

“Dimenticatevi di Odessa. Siamo nei guai fino al collo, e ora Putin sta cercando in qualche modo di uscirne. Il problema è che questo accordo sostanzialmente ci danneggerà solo. L’Ucraina, avendo rinunciato a una piccola parte, rafforzerà il suo esercito con l’aiuto dell’UE e organizzerà una rivincita tra 10 anni. Nel frattempo, continueremo a languire sotto le sanzioni.”

trentatretrentini

Dopo i generali anche gli accademici smerdano Putin, ridotto oramai a zimbello del globo terracqueo:

Lo storico russo Andrey Zubov afferma: “La guerra è persa. La guerra è già persa in tutte le direzioni. È persa sul campo di battaglia. Non sono andati da nessuna parte, né a Kharkiv, né a Kiev, e soprattutto non a Leopoli. Non sono andati da nessuna parte” e “La Russia è ormai solo un’appendice della Cina per quanto riguarda le materie prime”.

Per chi volesse verificare gli avanzamenti in tapis roulant dell’armata rotta, la mappa aggiornata quotidianamente. Nell’ultimo anno i russi hanno conquistato lo 0,9% del territorio ucraino. Dissanguati militarmente ed economicamente per prendere campagne. E’ un’umiliazione, una débâcle

https://deepstatemap.live/en#6/49.4383200/32.0526800

trentatretrentini

Mentre i prezzi del petrolio degli Urali raggiungono i minimi da anni, tanto da obbligare l’élite russa a vendere tonnellate d’oro per continuare a mandare al fronte marmellata da cannone, e sul campo il territorio conquistato viene misurato con il metro da sarto, su topwar c’è da spanciarsi. I sudditi russi stanno rosicando come castori, in seguito al sequestro della petroliera appartenente alla flotta ombra russa, da parte dei francesi. C’è di buono che finanche loro stanno comprendendo che il fu impero rotto è lo zimbello del globo terracqueo.

“Beh, bisogna ammettere che in questi quasi quattro anni, i nonni del Cremlino hanno indubbiamente svolto un lavoro enorme e difficile. Non tutti avrebbero potuto scavare una fossa così grande, nemmeno una buca, ma una vera e propria fossa, con le proprie mani, per sé stessi personalmente, così come per lo Stato che guidano. Ma suppongo che questa non sia proprio la fine. E i particolarmente ottusi potrebbero già vedere un remake della storia delle petroliere. Ciò significa che se Putin e soci firmeranno ostinatamente il trattato di pace con l’Ucraina proposto da Trump, allora diventerà finalmente chiaro a tutti (che il re è nudo, questo è chiaro da tempo) che il cosiddetto leader (sistema) è incapace (incapace) di proteggere non solo alcune petroliere sconosciute (cioè gli interessi economici del Paese), ma persino gli stessi “élitisti” – dopo le petroliere, potrebbero iniziare a trattenere i funzionari. Per cominciare, quelli del rango di vicegovernatori (o viceministri), anche se, forse immediatamente e senza i deputati andrà tutto bene. E questo, a mio parere, significherà lo smantellamento dell’intera struttura di potere verticale di Putin, uno smantellamento definitivo e irrevocabile…”

trentatretrentini

Tira aria di radde rationem in Russia:

“Oleg Deripaska, fondatore di Rusal, la più grande holding metallurgica, ha criticato aspramente lo stato dell’economia russa e le misure adottate per combattere l’inflazione. Ritiene che tutti gli imprenditori e le persone di buon senso del Paese condividano un’opinione simile: “Stiamo semplicemente sprecando tutto ciò che siamo riusciti a mobilitare nel 2022-2023 con un lavoro così duro e persistente. Si tratta di una sorta di esperimento incredibilmente primitivo che si concluderà ingloriosamente con il fallimento di migliaia di aziende e imprese perfettamente in grado di lavorare per il bene del nostro Paese eletto da Dio”. Deripaska ritiene che nessuno nel mondo degli affari capisca come gli alti tassi di interesse sui prestiti esorbitanti delle banche statali e la “sopravvalutazione assolutamente folle della moneta nazionale” contribuiranno a ridurre i prezzi dei beni di consumo. “Tutto il Paese si sta grattando la testa”. “Dove sono questi tipi intelligenti che possono spiegare perché il prezzo di un pollo o di un uovo sarà più basso a giugno 2026 rispetto a novembre 2025?”

“Il governatore di Belgorod ha dichiarato che nel settore energetico si è verificata una “catastrofe” a causa degli attacchi delle forze armate ucraine e ha chiesto di cercare “nemici interni” nella regione.
Nella regione di Belgorod, inizieranno a cercare “provocatori” tra coloro che sono insoddisfatti della risposta del governo alle interruzioni di corrente causate dagli attacchi ucraini. Il governatore Vyacheslav Gladkov ha ordinato un monitoraggio adeguato degli abitanti della regione . “Ogni situazione difficile provoca aggressioni da parte dei nostri nemici, [nemici] dello Stato, che sono esterni. Assistiamo a crescenti attacchi informatici dall’Ucraina. Assistiamo anche ad attacchi da parte di nemici interni”, ha dichiarato Gladkov.

Secondo il governatore, le informazioni raccolte dalle autorità in merito ai tentativi di “generare tensione sociale” saranno trasmesse alle forze di sicurezza, in modo che i responsabili possano essere ritenuti responsabili amministrativamente e penalmente. Gladkov ha osservato che i “provocatori” stanno cercando di “fomentare un’ondata di malcontento in una situazione già estremamente difficile”, dove le interruzioni di corrente dovute ai bombardamenti hanno raggiunto proporzioni “praticamente catastrofiche”. “Non abbiamo mai sperimentato problemi di tale portata… [L’interruzione di corrente] potrebbe colpire l’intera regione di Belgorod, che conta 1,5 milioni di persone”, ha avvertito il governatore.

“La gente è già in difficoltà. Oltre a tutti i problemi legati ai bombardamenti, al freddo, alle nevicate, stanno anche cercando di aggravare la situazione… Naturalmente, la gente sta iniziando a innervosirsi ancora di più, senza considerare le conseguenze”, ha aggiunto Gladkov.”

trentatretrentini

L’episodio di Stryi (avvenuto tra l’8 e il 9 gennaio 2026) conferma esattamente i dubbi sulla scarsa efficacia “chirurgica” di quest’arma.

Ecco i punti chiave emersi dall’analisi dell’attacco al deposito di gas Bilche-Volytsko-Uherske (il più grande d’Europa):

Precisione inadeguata: Sebbene la Russia abbia dichiarato di aver colpito “obiettivi strategici”, le evidenze sul campo indicano che le testate sono cadute in un’area forestale e su infrastrutture secondarie, mancando una distruzione strutturale del deposito sotterraneo. Gli esperti stimano che il sistema abbia una precisione (CEP) di alcune centinaia di metri, del tutto insufficiente per penetrare un bunker specifico senza l’uso di testate nucleari.

Testate inerti o “Dummy”: Come già avvenuto nel primo attacco su Dnipro nel 2024, anche a Stryi l’Oreshnik sembra aver trasportato testate inerti (senza carica esplosiva chimica). In questo caso, l’unico danno è causato dall’energia cinetica pura. Se la testata non colpisce direttamente un punto critico della valvola o di una condotta di superficie, il “buco nel terreno” che ne deriva è quasi del tutto irrilevante per la funzionalità di un deposito sotterraneo protetto da decine di metri di roccia e argilla.

Dissipazione dell’energia: Senza un impatto diretto, l’energia cinetica si scarica nel terreno creando un’onda d’urto sismica localizzata. Per mettere fuori uso un deposito di quelle dimensioni, sarebbe necessaria una forza d’urto equivalente a un’esplosione nucleare superiore ai 100 kilotoni, ben oltre quanto ottenibile con la sola massa cinetica di testate da 150-300 kg.

Valore Politico vs. Militare: Molti analisti concordano sul fatto che l’attacco a Stryi (vicinissimo al confine con la Polonia) sia stato un atto di pressione psicologica e politica verso la NATO più che un tentativo serio di distruggere le riserve di gas. L’arma serve a dimostrare di poter colpire ovunque in Europa con velocità ipersoniche, ma finché viene usata con testate convenzionali o inerti, resta uno strumento poco pratico per distruggere obiettivi puntiformi induriti.

trentatretrentini

Dopo Ivashov Girkin e Chirkin, anche Leonkov.
Via via il fallimento dell’operazione militare speciale viene ammesso anche dai russi. È una débacle epocale. Da 4 anni piantati nel Donbass, di cui ne controllavano già una parte.

“Aleksej Leonkov, uno dei propagandisti più fedeli al Cremlino e ospite abituale della televisione federale russa, ha per la prima volta ammesso pubblicamente il fallimento delle previsioni di Putin per il 2022.

Le sue parole suonano come un’accusa, cosa rara per la propaganda russa.

Secondo Leonkov, il governo russo credeva che “il 98% degli ucraini stesse aspettando la Russia”, e la decisione di avviare l’invasione totale si basava proprio su questa fantasia.

Ai reparti russi, inclusa la Guardia Nazionale, era stato detto che non ci sarebbe stata resistenza. Per questo le truppe sono entrate in Ucraina con scudi di plastica e equipaggiamento da pattuglia urbana, completamente impreparate a un vero combattimento.

“Abbiamo sottovalutato l’Ucraina.”
Leonkov ha ammesso che nel 2022 gli analisti russi si sbagliarono completamente, mentre le agenzie d’intelligence occidentali valutarono correttamente che oltre il 90% degli ucraini non considerava la Russia uno Stato amico.

Di conseguenza, ha detto, la Russia ha subito perdite enormi ed è stata costretta a ritirarsi. Il propagandista ha anche spiegato che l’esercito russo non comprendeva la struttura della difesa aerea ucraina e che l’aviazione e la marina erano impreparate alla guerra.

La Flotta del Mar Nero ha perso navi fondamentali a causa degli errori del comando, e l’incrociatore Moskva è stato inviato senza protezione, il che ha portato alla sua distruzione insieme ai marinai.

Di fatto, è un’accusa contro Putin per il fallimento.
Sebbene Leonkov eviti di menzionare il cognome di Putin, le sue parole lasciano una conclusione chiara: l’invasione è stata pianificata da un uomo che non capisce l’Ucraina, non legge i rapporti d’intelligence e vive nell’illusione di un “secondo Crimea”.

Ammette apertamente che la decisione della guerra era basata su fantasie e rapporti falsi e che migliaia di soldati russi sono diventati vittime di questi errori.”

trentatretrentini

Il programma SS-X-31 si è rivelato un fallimento, tant’è che la stessa TASS russa dovette ammettere che il programma era stato fermato (TASS), nel 2018.

I russi hanno preso i prototipi dell’SS-X-31, hanno eliminato uno stadio propulsivo (riducendoli da 3 a 2) e hanno realizzato l’Oreshnik (Reuters).

In pratica l’Oreshnik è stato realizzato riciclando i missili realizzati per lo sviluppo dell’SS-X-31, mai completato.

E questo spiega perché i russi ne hanno lanciato solo due (il primo nel novembre 2024 e il secondo adesso, a più di un anno di distanza), spiega perché li lancino da un poligono sperimentale e non da una piattaforma operativa, spiega perché il missile non disponga di testate esplosive (vengono utilizzate testate inerti, di cemento o metallo), spiega perché le testate del missile lanciato alcuni giorni fa (sei testate singole) siano diverse da quelle del missile lanciato nel 2024 (sei testate, ciascuna con sub-testate multiple).

In pratica, stanno lanciando e sperimentando prototipi, spacciandoli per missili operativi.

Tuttavia, trattandosi pur sempre di un missile balistico a raggio intermedio, la sua intercettazione richiede l’utilizzo di missili intercettori specifici, che gli ucraini non hanno (e ben pochi hanno, nel mondo in pratica solo USA, Russia e Israele).

Quindi, questa è rimasta l’unica arma a disposizione dei russi, che possa definirsi non intercettabile dagli ucraini, dato che tutte le altre vengono ormai regolarmente intercettate. Un’arma raffazzonata, ottenuta riciclando parti di missili sperimentali di un programma fallito, priva di testate esplosive.

Persino gli iraniani, che utilizzano IRBM ottenuti o sviluppati con il supporto nord-coreano e cinese, hanno realizzato di meglio…

In conclusione, l’Oreshnik non è un missile eccezionale, la sua velocità è quella tipica di tutti i missili balistici a raggio intermedio e intercontinentale, sia nella fase di volo intermedia che in quella terminale.

Solo se i russi dovessero riuscire a produrlo in serie e a equipaggiarlo con testate dotate, non dico di esplosivo, ma almeno di sistema di guida, diventerebbe una minaccia seria.

Infatti, i due lanci effettuati sinora hanno prodotto danni risibili, a causa della scarsissima precisione, intrinseca a un IRBM (che è un’arma concepita per l’utilizzo di testate nucleari, non di testate convenzionali e tanto meno di testate inerti).

trentatretrentini

Oggi per la quinta volta gli USA hanno sequestrato una petroliera che lavorava anche per la Russia.

E la potentissima nave lanciamissili russa continua a restare nei Caraibi a pescare le aringhe.

il radarista

Mai vista un’aringa nei mari caraibici.

trentatretrentini

Davvero niente male per chi avrebbe dovuto arrendersi all’armata rotta dopo 3 giorni

“Un attacco missilistico delle Forze Armate ucraine su un’infrastruttura ingegneristica nella regione di Belgorod ha lasciato 556.000 residenti senza elettricità e riscaldamento, ha riferito il governatore Vyacheslav Gladkov. Altre quasi 200.000 persone, secondo il governatore regionale, hanno subito interruzioni nell’approvvigionamento idrico e nei servizi igienici.

Gladkov ha descritto la situazione come “estremamente difficile”

trentatretrentini

10 motivi per cui nessuno ha più paura di Putin:

1️⃣ La “rinascita imperiale” sovietica è morta, sepolta in #Ucraina

2️⃣ La guerra di 3 giorni è diventata un’umiliazione di 4 anni con 1,2 milioni di vittime

3️⃣ Le armi e l’esercito russo un tempo temuti, ora sono solo rumorosi scoppi

4️⃣ Le linee rosse vengono superate settimanalmente, non succede nulla

5️⃣ La Russia ora viene bombardata settimanalmente dall’Ucraina

6️⃣ Amici che si tirano indietro silenziosamente o si perdono

7️⃣ Le sanzioni mordono, l’economia è in rovina

8️⃣ Il predominio sul Mar Nero è finito

9️⃣ I paesi stanno letteralmente sequestrando le navi russe

🔟 Il potere ora = armi nucleari + bluff, nient’altro.

In soli 4 anni, ha perso ogni influenza in Siria e Venezuela, e l’Iran lo seguirà. Ha avuto oltre un milione di russi uccisi o feriti in attacchi idioti che non hanno ottenuto alcun risultato e hanno portato la sua #economia sull’orlo dell’implosione.

Ringraziamo Putin per la sua disastrosa #politica estera, che sta per peggiorare.

trentatretrentini

Dopo i ceffoni ed i calci in culo presi in Ucraina, nel Nagorno Karabakh, in Siria, in Iran ed in Venezuela, arrivano, per l’ennesima volta, quelli provenienti dal fronte interno dal generale Ivashov, il quale non manca mai di sottolineare gli esiti tragici dell’operazione fallimentare speciale che aveva come obiettivo, quattro anni fa, di riunire i piccoli russi con i grandi russi.

La Russia sta COLLASSANDO e i RUSSI LO SANNO

Il generale russo in pensione Leonid Ivashov, dopo aver assistito al discorso di Capodanno di Putin, ha mostrato una chiara comprensione della situazione russa: “Ascoltate, sono un professore, un generale e un ricercatore geopolitico con decenni di esperienza. Ho assistito a questo spettacolo di quattro ore e non ho visto né un leader, né un comandante, né un difensore del popolo. Ho visto solo un uomo che viveva in una favola mentre il resto del Paese lottava per sopravvivere con 16.000 rubli al mese”.

Ivashov si è opposto all’invasione dell’Ucraina fin dall’inizio e, in questa intervista, ha ribadito il suo disaccordo con gli attuali eventi in Russia. Ecco alcune delle sue altre dichiarazioni degne di nota:

“Già prima della cosiddetta ‘operazione militare speciale’, avevo messo in guardia sulle conseguenze. Gli ultimi quattro anni hanno confermato l’accuratezza e la serietà di quelle valutazioni.”

“Non abbiamo ottenuto alcun successo a livello tattico o operativo e a livello strategico abbiamo subito sconfitte su TUTTI i fronti.”

“Tutti i settori industriali sono stati distrutti.”

“La scienza è in condizioni critiche e l’istruzione è completamente crollata.”

“L’aumento dei prezzi è un segnale allarmante: il popolo russo sta diventando sempre più povero.”

“La sanità è in rovina. Tutte le regioni stanno tagliando la spesa per i farmaci.”

“La qualità del cibo sta peggiorando; l’olio di palma è ovunque; il cibo in Russia sta diventando tossico.”

“L’unico ambito in cui la Russia è ‘leader’ nel mondo sono gli indicatori demografici. Siamo leader nel tasso di SCOMPARSA. Anche senza la guerra – e la guerra non fa che accelerare – il numero di uomini è in rapido declino.”

“Ci restano solo alleati come la Corea del Nord e la Bielorussia, ma non possono aiutarci: possono solo prosciugare le nostre finanze, e le nostre finanze si stanno esaurendo”.

“Ho lavorato con i cinesi per molti anni e la Cina non è nostra alleata; questa è un’invenzione del Cremlino e della propaganda.”

“Un fallimento strategico (nella guerra con l’Ucraina) potrebbe benissimo portare al collasso della Russia.”

(Spazio modificato il 07/01/2026 per facilitarne la lettura.)

trentatretrentini

Dai tappeti rossi per il tappetto russo al sequestro delle petroliere. Russi sotto shock, invocano il rispetto del diritto internazionale dopo che di quelle stesse norme ne hanno fatto carne da macello per 11 anni, almeno.
Ma non è che il rispetto della legge si può invocare solo quando ti trovi di fronte ad uno più mafioso di te…

“È allarmante”. Il Ministero degli Esteri russo ha definito il sequestro da parte degli Stati Uniti di una petroliera battente bandiera russa un “atto di forza illegale”.

Alexander Yarik / TASS
Gli Stati Uniti hanno commesso un “atto di forza illegale” sequestrando la petroliera Marinera nell’Atlantico, ha dichiarato il Ministero degli Esteri russo. Il Ministero ha osservato che il sequestro di una “nave pacifica in alto mare” costituisce una grave violazione dei principi e delle norme fondamentali del diritto internazionale, nonché della libertà di navigazione. “La volontà di Washington di generare gravi crisi internazionali, anche in relazione alle relazioni russo-americane, già estremamente tese dai disaccordi degli ultimi anni, è deplorevole e allarmante”, si legge nella dichiarazione del Ministero .

Il Ministero degli Esteri ha ricordato che la petroliera sequestrata aveva ricevuto un permesso temporaneo per navigare sotto bandiera russa il 24 dicembre e stava effettuando un “passaggio inoffensivo” attraverso le acque internazionali del Nord Atlantico, diretta verso un porto russo. Il Ministero degli Esteri afferma che gli Stati Uniti hanno ripetutamente ricevuto informazioni sull’affiliazione russa della petroliera e sul suo “status civile pacifico”. Il Ministero osserva che fermare e ispezionare una nave in alto mare è possibile solo per un numero limitato di motivi, come la pirateria o il traffico di esseri umani. In altri casi, tali azioni sono consentite solo con il consenso dello Stato di bandiera, e la Russia non ha dato tale consenso e ha formalmente protestato presso le autorità statunitensi in merito all’inseguimento della petroliera da parte della Guardia Costiera statunitense, ha aggiunto il Ministero degli Esteri.

Il Ministero ha definito “insostenibili” i riferimenti della parte americana alla propria legislazione nazionale sulle sanzioni e ha invitato gli Stati Uniti “a tornare al rispetto delle norme e dei principi fondamentali della navigazione marittima internazionale e a cessare immediatamente le azioni illegali” contro la petroliera.

A fine dicembre, la Guardia Costiera statunitense ha tentato di intercettare la petroliera battente bandiera panamense Bella 1 nel Mar dei Caraibi, presumibilmente diretta in Venezuela. Washington ha affermato che la nave era stata inserita nella lista nera per il trasporto di petrolio sanzionato. L’equipaggio, composto da cittadini ucraini, russi e indiani, si è rifiutato di obbedire agli ordini militari statunitensi. Durante la fuga, l’equipaggio della petroliera ha dipinto una bandiera russa sullo scafo e ne ha cambiato il nome in Marinera.

Il giorno prima, il 7 gennaio, gli Stati Uniti avevano sequestrato una petroliera tra l’Islanda e le Isole Britanniche. Le truppe americane erano salite a bordo della nave in elicottero. Secondo Reuters, navi militari russe si trovavano nelle immediate vicinanze della petroliera. Tuttavia, non hanno intrapreso alcuna azione in risposta alle azioni americane.

trentatretrentini

Gli ultranazionalisti russi, a seguito dell’episodio di oggi e dopo tutto ciò che è successo negli ultimi 4 anni, rosicano come castori:

“È un peccato non aver protetto la petroliera. Non siamo riusciti a tenergli testa, come abbiamo fatto durante la crisi missilistica cubana. Ci stiamo prostrando davanti a un profittatore sfacciato e senza scrupoli, e non c’è nessuno che possa colpirlo in faccia. Il principale istigatore della guerra in Ucraina ha dichiarato al mondo di essere il salvatore dell’Ucraina. E cosa ci diranno ora i nostri eterni negoziatori chiacchieroni, in guanti bianchi? Nessuno ha mai umiliato il nostro Paese in questo modo.”

trentatretrentini

Ennesima umiliazione subìta da chi, fino a 4 anni fa, dichiarava dinanzi al mondo intero che chiunque si fosse intromesso nell’operazione militare speciale avrebbe sperimentato conseguenze mai viste nella storia.

Mentre si consuma anno dopo anno la débacle in Ucraina dove si combatte a 40 km da Donetsk, ha già dovuto registrare le sconfitte nel Nagorno Karabakh, in Siria, Iran e adesso Venezuela.

Una serie di disastri che, messi in fila, potrebbero fare sorgere il dubbio ai sudditi di non appartenere, non dico ad una superpotenza (status oramai perduto), ma nemmeno ad una potenza regionale.

trentatretrentini

Un durissimo colpo all’orgoglio militarista russo, tale da far vacillare persino i blogger Z. Gli Usa in mezz’ora hanno fatto ciò che i russi non riescono a fare da 4 anni

Sopraffatti dalla delusione, cominciano a prendere consapevolezza della debolezza che pervade quella che credevano essere una superpotenza.
E dopo l’operazione in Venezuela il confronto tra Usa e Russia è, secondo loro, impietoso.
Alcuni dei commenti degli ultranazionalisti russi:

“Sono arrivati, hanno fatto il loro lavoro e se ne sono andati”. Gli Stati Uniti hanno “liberato un corridoio” per gli elicotteri delle forze speciali, distruggendo diversi obiettivi nel paese lungo il percorso, per poi andarsene subito dopo aver catturato Maduro.

“Ma anche Putin potrebbe essere rapito”, si preoccupa il canale televisivo “Novorossiya Militia Reports”. “Two Majors” definisce l’operazione statunitense “intelligente”, “rapida” ed “efficace”. “Probabilmente anche il nostro SVO la stava pianificando in questo modo. È improbabile che Gerasimov avesse pianificato di combattere per quattro anni”, si lamenta il canale.

“E, cosa più importante, Trump non si è lasciato sfuggire l’occasione di prendere brutalmente in giro la nostra leadership:

“Quando guardo questa guerra in Russia, che continua all’infinito e tutti muoiono, è primitivo. È primitivo. È terribile.

Non c’è guadagno, non c’è guadagno.”

“Persino Erdogan ha portato a termine la sua operazione speciale di sicurezza siriana in 11 giorni. Da qualunque punto di vista la si guardi, la nostra operazione speciale di sicurezza è la più lunga, la più sanguinosa e la più mal pianificata.”

trentatretrentini

In pratica Putin non è riuscito a fare in quattro anni quello che gli USA hanno fatto in quattro ore.

Quattro anni di “operazione militare speciale”.

Quattro anni passati a cercare le “cause profonde del conflitto”, le colpe della NATO, della storia, l’umiliazione del ’91, le mappe del 1700, il destino del mondo russo.

Nel frattempo:

– avanzata fallita

– obiettivi cambiati

– narrativa rimodulata

Putin voleva dimostrare che la forza decide tutto.

Ha dimostrato invece che la forza senza capacità produce solo cause ancora più profonde, e quindi giù a scavare.
E i filoputin, poveretti, costretti a fare le capriole all’indietro:

se Putin agisce è storia;

se l’Occidente agisce è imperialismo;

se Putin fallisce è colpa dell’Occidente;

se l’Occidente riesce è perché ha barato.

trentatretrentini

Sottomarino russo distrutto dagli ucraini, russi che rosicano come castori. Per chi volesse farsi quattro risate, basta andare su topwar. A mo’ di esempio, ecco un commento. Da spanciarsi:

“Quando il nemico ha rivelato per la prima volta di possedere droni sottomarini, un anno o due fa? Allora perché l’intera Flotta del Mar Nero non ha fatto assolutamente nulla in tutto questo tempo? Pensavano forse che avrebbero avuto paura delle linee rosse e non le avrebbero usate? La totale irresponsabilità e incompetenza ai massimi livelli di comando è sbalorditiva! Purtroppo, nessun altro viene promosso. E i competenti vengono perseguitati e imprigionati se osano aprire bocca. Non c’è da stupirsi che non riusciamo a sconfiggere il nemico.”

trentatretrentini

Questo contrattacco ucraino dimostra che le forze ucraine rimangono in grado di difendersi e contrattaccare contro significativi sforzi offensivi russi, contrariamente alle affermazioni del presidente russo Vladimir Putin secondo cui le linee ucraine stanno crollando.

Le avanzate ucraine a Kupyansk e nei suoi dintorni dimostrano che le forze ucraine sono in grado di condurre contrattacchi con successo e di ottenere guadagni tatticamente significativi, in particolare quando le forze russe sono sovraccariche.

La presa di Kupyansk è stata una priorità russa da metà a fine luglio 2025, ma le forze russe non sono state in grado di allocare concentrazioni di forze sufficienti per superare le difese ucraine in quest’area mentre perseguono intense operazioni offensive altrove nel teatro. Le forze russe hanno anche faticato a spostare truppe a Kupyansk perché le forze ucraine hanno mantenuto con successo il controllo del fuoco sulla logistica russa nel nord di Kupyansk già prima delle recenti avanzate ucraine.

Le avanzate russe sono avvenute con tassi di vittime sproporzionatamente elevati e costi di tempo significativi, e le forze russe hanno dovuto impegnare 150.000 militari nella sola direzione di Pokrovsk.

Putin e alti funzionari militari russi hanno recentemente intensificato le esagerate affermazioni di avanzamenti lungo la linea del fronte nelle ultime settimane, e Putin ha sottolineato il 21 novembre che le forze russe ripeteranno “inevitabilmente” le loro operazioni nella direzione di Kupyansk in altre aree del fronte. Queste esagerate affermazioni di avanzamento sono false, tuttavia, e persino un importante milblogger cooptato dal Cremlino ha affermato che il contrattacco ucraino “ha approfittato” di “alcune dichiarazioni non del tutto veritiere” – riconoscendo che l’affermazione di Putin del 27 novembre di aver conquistato Kupyansk era falsa.

Putin e alti funzionari militari russi hanno tentato di dipingere la linea del fronte in Ucraina come imminente sull’orlo del collasso, in modo tale che l’Ucraina e l’Occidente dovrebbero cedere alle richieste della Russia, ma questo contrattacco ucraino a Kupyansk insieme alla ferma resistenza ucraina lungo il resto della linea dimostra che questa narrazione è falsa.

trentatretrentini

Putin: “Abbiamo preso Kupiansk”.😂😂😂🤡🤡🤡
Questa entra di diritto nel repertorio delle smargiassate del nanerottolo, a capo di una superpotenza di carta, insieme a:

“chiunque si intrometterà vedrà cose mai viste nella storia”😂😂🤡🤡🤡

“Voglio che mi sentano a Kiev, che mi sentano in Occidente: le persone che vivono a Luhansk, Donetsk, Kherson e Zaporizhzhia diventano nostri cittadini per sempre” 😂😂😂🤡🤡

trentatretrentini

mentre la marmellata da cannone continua a rimanere impantanata nel Donbass, il prezzo del petrolio crolla e deficit e debito galoppano che è un piacere.

”I prezzi delle spedizioni di petrolio russo dai porti del Mar Nero e dell’Oceano Pacifico sono scesi al livello più basso dall’inizio della guerra, riporta Bloomberg , citando i dati di Argus.
A Novorossijsk, nella settimana conclusasi il 7 dicembre, il greggio Urals, la principale qualità di esportazione per i produttori di petrolio russi, è stato venduto a una media di 38,28 dollari al barile, 2,80 dollari in meno rispetto alla settimana precedente.”

“Il debito pubblico russo continua a crescere a un ritmo sostenuto. Secondo un rapporto analitico pubblicato dalla Camera dei Conti , è aumentato di 2,9 trilioni di rubli, pari al 10,1%, nei primi tre trimestri del 2025, raggiungendo i 31,98 trilioni di Rubli
Mosca, 9 dicembre.”

INTERFAX.RU – Secondo i dati preliminari, il bilancio federale russo per il periodo gennaio-novembre 2025 è stato eseguito con un deficit di 4.276 miliardi di rubli, pari al 2% del PIL, ha riferito il Ministero delle Finanze.
La legge di bilancio per l’anno in corso prevedeva un deficit di 1.173 miliardi di rubli, ovvero lo 0,5% del PIL; in primavera, gli emendamenti lo hanno aumentato a 3.792 miliardi di rubli, ovvero l’1,7% del PIL , e in autunno a 5.737 miliardi di rubli, ovvero il 2,6% del PIL .”

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Ricavi del petrolio crollati e cessazione dei trasferimenti agli abitanti dell’oblast di kursk, che hanno visto le loro case ed i loro immobili spazzati via dagli ucraini. Una società in disfacimento, considerando il vertiginoso aumento dell’hiv, la cronica mancanza di medicine e le centinaia di migliaia di invalidi provenienti dal fronte:

”Il prezzo medio del greggio Urals, la principale qualità di esportazione dei produttori di petrolio russi, è sceso a 44,87 dollari al barile a novembre, ha riportato il Ministero dello Sviluppo Economico .

Rispetto a ottobre, il prezzo dell’Urals è crollato del 18%, ovvero quasi 9 dollari al barile, dopo che i produttori di petrolio sono stati costretti ad aumentare drasticamente gli sconti a causa delle sanzioni dell’amministrazione Trump, che hanno preso di mira Rosneft e Lukoil.
Rispetto all’inizio dell’anno (67,66 dollari al barile a gennaio), il prezzo del petrolio russo è crollato del 33%, ovvero 23 dollari al barile, e i suoi livelli attuali sono i più bassi da novembre 2020, secondo i dati del Ministero dello Sviluppo Economico.”

”I residenti della regione di Kursk che hanno perso le loro case durante l’operazione delle Forze Armate ucraine perderanno i loro pagamenti mensili di 65.000 rubli. Lo ha annunciato il governatore Alexander Khinshtein sul suo canale Telegram. ” Il governo russo ha deciso di effettuare il pagamento per dicembre e poi riassegnare i fondi ad altre misure di sostegno per la ripresa e lo sviluppo della regione di Kursk: dobbiamo dare nuovo impulso all’economia della regione”, ha spiegato, sottolineando che oltre 73 miliardi di rubli sono stati stanziati per i risarcimenti mensili durante tutto l’anno.
A febbraio, le autorità hanno introdotto pagamenti mensili per i residenti della regione di Kursk che hanno abbandonato le loro case dopo l’invasione delle Forze Armate ucraine. I beneficiari dell’assistenza erano coloro che vivevano in aree in cui era stata dichiarata un’operazione federale antiterrorismo o uno stato di emergenza federale dopo il 6 agosto 2024 e che avevano perso la casa. A maggio, Vladimir Putin ha appoggiato la proposta di Aleksandr Khinshtein e ha accettato di prorogare i pagamenti fino a quando le persone “non potranno tornare alle loro case”.
L’annullamento dei pagamenti ha suscitato un forte malcontento tra i residenti locali. Un gruppo di iniziativa del quartiere Korenevsky, colpito dai combattimenti, ha annunciato l’intenzione di presentare un reclamo a Putin in merito alla situazione.”

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https://qph.cf2.quoracdn.net/main-qimg-bc631029aa25f748c72a5598c03467a5
Le trincee disseminate di cadaveri russi a Novotoreck

Novotoreck (o Novotoretsk) è una località che si trova a una dozzina di chilometri a nord-est di Pokrovsk:

In pratica, è una delle direttrici attraverso cui i russi cercano di avanzare nel tentativo di circondare Pokrovsk.

I russi sostengono di aver circondato e catturato Pokrovsk ormai da mesi, ma i video dimostrano che stanno ancora arrancando nel tentativo di circondare la citta’

28 soldati russi uccisi, nel giro di una manciata di minuti, tutti mentre cercavano di superare, muovendosi in coppia (a parte un terzetto e un quartetto) la medesima intersezione fra fossati e fili spinati nel nulla assoluto.

In pieno giorno. Una coppia dopo l’altra, sopra i cadaveri fumanti della coppia che l’ha preceduta. Sotto un cielo infestato dai drone nemici, kamikaze, bombardieri e ricognitori.

Non ha senso.

Se me lo raccontassero, non ci crederei.

Ma, anche oggi, Pokrovsk cade domani…

trentatretrentini

Dopo Ivashov ecco Chirkin. Entrambi ammettono il fallimento dell’operazione che doveva durare tre giorni, e che vede i roozzi impantanati nel Donbass dopo 4 anni.
Una guerra che, ad oggi, non può terminare senza il raggiungimento di alcun obiettivo.
Ciò violerebbe il patto sociale, da secoli in vigore nella società roozza, secondo il quale il tiranno offre ai sudditi la percezione di appartenere ad una superpotenza in cambio dell’assoggettamento totale al suo tallone.
Nel mentre, al fronte, i roozzi continuano a lasciarci la pelle a migliaia nel tentativo di prendere pokrovsk, dopo quasi 2 anni.
Oramai, solo chi crede alle favole può credere alla superpotenza roozza che, tra l’altro, ha visto crollare i ricavi di petrolio e gas, ha smesso di acquistare medicine e curare i malati e, per non farsi mancare nulla, ha anche cessato i pagamenti a favore degli abitanti nell’oblast di Kursk che sono rimasti senza casa, dopo il blitz ucraino dell’anno scorso.

“In Ucraina abbiamo sbagliato tutto”. La rivelazione del generale russo sui piani di Mosca

Il generale Chirkin ammette che la Russia ha sottostimato gli ucraini e ricevuto “una dura lezione” per errori dell’intelligence. Critica la falsa convinzione del sostegno popolare e conferma i fallimenti del piano iniziale

“Abbiamo ricevuto una dura lezione in Ucraina. Pensavamo che il 70% della popolazione fosse dalla nostra parte, ma si è scoperto che il popolo ucraino era contro di noi. Questo è un fallimento dei nostri servizi segreti”.

Queste dichiarazioni sono state fatte dal generale Vladimir Chirkin, militare di carriera dell’esercito russo che è stato comandante del Distretto militare Centrale nel 2010 e successivamente comandate delle forze terrestri russe.

In un video che sta circolando sui social in questi giorni, il generale – condannato per corruzione nell’agosto del 2015 ma riabilitato quattro mesi dopo – afferma anche che “tutte le guerre hanno un fine, e in questa guerra il fine, stabilito da Putin, era quello della denazificazione e demilitarizzazione dell’Ucraina, da ottenere con una pianficazione tattica, operativa e strategica” aggiungendo che “non intendo criticare nessuno, ma è mia opinione che la Russia ancora una volta, come successo negli anni e nei secoli passati, ha sottostimato il nemico e sovrastimato il potenziale delle proprie truppe”. Il generale Chirkin continua quella che è a tutti gli effetti una reprimenda affermando anche che “se vi ricordate tutti, all’inizio della guerra, dicevano che sarebbe durata 3 giorni” mentre ora sono rimasti impantanati, e che “farò una dichiarazione che non piacerà alla comunità dell’intelligence, ma il cui caso è stato espresso dalla leadership: dire che il 70% degli ucraini era dalla nostra parte e il 30 contro è stata una falsa informazione, era vero il contrario. E a cosa a portato? Lo vediamo. Che nella prima settimana, letteralmente, abbiamo subito una durissima e crudele lezione”.

Il generale si sta riferendo al fatto che le forze russe erano entrate in Ucraina con la certezza che il Paese sarebbe capitolato entro pochissimi giorni, appunto perché, secondo quanto aveva erroneamente riportato l’intelligence russa, la popolazione attendeva di essere “liberata” dai russi, ma tutto questo si è rivelato falso anche per le province più russofone come quelle orientali, dove la popolazione, vistasi bombardata, ha condiviso la causa delle resistenza all’invasione.

Quanto afferma il generale Chirkin non è frutto di fantasia o del suo essere inviso al Cremlino: l’ufficiale, ormai in pensione, parla in modo accorto ed esprime una critica all’intelligence, non alla dirigenza dello Stato. La sua retorica è quella di un uomo che avrebbe voluto che l’operazione militare speciale fosse stata organizzata meglio, e non quella di un dissidente.

Dal punto di vista della storia di questa guerra, Chirkin ci conferma quello che avevamo dedotto durante le prime settimane di guerra, quando avevamo analizzato la tipologia della resistenza ucraina ed evidenziato gli errori russi del piano di invasione. Avevamo, ad esempio, osservato come l’intelligence avesse anche fallito a individuare le batterie mobili di missili da difesa aerea e le basi dove erano stati dispersi i cacciabombardieri ucraini, mentre la questione del consenso popolare ci era stata resa evidente dalle stesse immagini provenienti dal fronte, dove l’avanzata russa era stata accolta da una pioggia di missili anticarro invece che di fiori.

La conferma indiretta del fallimento dell’intelligence ci è arrivata quando la presidenza russa ha eliminato alcuni vertici dei servizi di informazione dell’FSB. Fornire al Cremlino informazioni di intelligence sull’Ucraina era da tempo compito del quinto servizio dell’FSB, ma dopo il fallimento dimostrato dall’andamento del conflitto la presidenza russa ha sollevato il servizio da tale responsabilità affidandola al GRU, il servizio segreto militare.”

trentatretrentini

Una terza petroliera che trasportava petrolio russo è esplosa in mare.

Quattro esplosioni esterne si sono verificate sulla petroliera Mersin, che trasportava greggio russo, ha riferito a Bloomberg un rappresentante della Besiktas Shipping, la società di manutenzione della nave . L’incidente è avvenuto vicino a Dakar, capitale del Senegal, al largo della costa occidentale dell’Africa. Si tratta del terzo incidente del genere che coinvolge petroliere che trasportano prodotti petroliferi russi questa settimana.

Secondo Besiktas Shipping, esplosioni e una falla nello scafo hanno causato l’ingresso di acqua nella sala macchine della Mersin, che trasportava gasolio. Tuttavia, la nave rimane stabile e il suo equipaggio è al sicuro. Non si è verificato alcun inquinamento ambientale, ha riferito la compagnia. Secondo gli analisti di Kpler, la nave trasportava gasolio (una miscela di idrocarburi liquidi, un prodotto della raffinazione del petrolio) e aveva fatto scalo in diversi porti russi quest’anno.

Le autorità senegalesi hanno riferito che la Mersin è stata stabilizzata con successo dopo una significativa infiltrazione d’acqua, ed è stata posta sotto rimorchio e osservazione tecnica. Gli specialisti stanno riparando le falle nello scafo per ripristinarne la tenuta stagna, e il carico verrà poi trasferito per evitare la destabilizzazione durante il pompaggio dell’acqua.

Besiktas Shipping ha dichiarato che la società sta supportando le indagini sulle cause delle esplosioni e sta collaborando con gli assicuratori e le autorità senegalesi per affrontare le conseguenze dell’incidente.

Il 28 novembre, sono state segnalate esplosioni su due petroliere sanzionate appartenenti alla “flotta ombra” russa, la Kairo e la Virat, vicino al Bosforo nel Mar Nero. Il giorno seguente, fonti del Servizio di Sicurezza dell’Ucraina (SBU) hanno riferito a RBC Ucraina e Suspilna che entrambe le navi erano state colpite dai droni navali Sea Baby. In seguito all’attacco, le petroliere, che avevano precedentemente fatto scalo nei porti russi, sono state messe fuori uso, ha dichiarato l’SBU.

trentatretrentini

Un Paese enorme allo sbando totale: demografico, sanitario, economico, tecnologico e militare

“La Russia ha raggiunto l’Africa nella diffusione dell’HIV.
un’ora fa

Il numero di persone affette da HIV in Russia continua a crescere: nell’ultimo anno è aumentato di 35.000 unità, arrivando a 1,25 milioni, secondo Vadim Pokrovsky, direttore del Centro scientifico e metodologico federale per la prevenzione e il controllo dell’AIDS e membro dell’Accademia russa delle scienze.

“Il rischio di infezione è molto alto. Nel nostro Paese, se consideriamo solo gli adulti di età compresa tra 15 e 50 anni, è superiore all’1% [della popolazione]. Ciò significa che un russo su cento è infetto. E se consideriamo fasce d’età specifiche, ad esempio gli uomini di età compresa tra 40 e 45 anni, è del 4%. Ciò significa che un uomo su 25 è infetto”, ha affermato Pokrovsky ( citato dalla TASS). Ha sottolineato che non tutti i pazienti affetti da HIV sono registrati: secondo il Ministero della Salute, attualmente si contano 900.000 casi di questo tipo.

Secondo l’ Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), il tasso di incidenza dell’HIV in Russia è paragonabile a quello dei paesi africani. La Russia conta 890 persone infette da HIV ogni 100.000 abitanti. Questo dato è approssimativamente lo stesso di Guinea (874), Guyana (937) e Nigeria (961), e superiore, ad esempio, a quello di Ciad (771), Etiopia (601) o Mali (523).

I dati della Russia sono molto peggiori di quelli della Francia (358), della Gran Bretagna (191), della Svezia (171), nonché di paesi post-sovietici come il Kirghizistan (147), il Kazakistan (136) e il Tagikistan (63).

Pokrovsky ha precedentemente affermato che in Russia vengono spesi circa 70 miliardi di rubli all’anno per curare le persone affette da HIV. Ha affermato che la maggior parte delle infezioni avviene attraverso rapporti eterosessuali. Tuttavia, Pokrovsky ha riconosciuto che la Russia si trova ad affrontare un grave problema di trattamento tardivo e inappropriato dell’HIV. Dall’inizio del monitoraggio, sono state identificate 1,7 milioni di persone infette e una su tre è deceduta.

In seguito allo scoppio della guerra in Ucraina, il Ministero della Salute ha ridotto drasticamente l’approvvigionamento di test diagnostici per l’HIV. Nel frattempo, il governo prevedeva di ridurre il tasso di incidenza dell’HIV in Russia a 30 ogni 100.000 persone entro il 2035.”

trentatretrentini

In caso di attacco ibrido della Nato, la Russia ha già pronta la risposta che terrorizza il globo terracqueo.

Per non parlare poi del nuovo robot, modello “ubriaco di vodka”, manco 4 passi e si accartoccia su sé stesso, suonato come un tamburo.

È quello che succede quando investi solo per diventare una stazione di servizio, percependoti come il padrone del mondo, quando in realtà sono i settori che producono ricchezza e potere sono ben altri.

trentatretrentini

La petroliera ombra Virat colpita nuovamente. I commenti dei milblogger russi.
30 novembre 2025
Poche ore fa, i drone ucraini hanno colpito nuovamente la petroliera Virat, parte della flotta ombra russa, al largo delle coste della Turchia, sul Mar Nero. La nave, era già stata colpita ieri assieme alla petroliera ombra KAIROS.

https://qph.cf2.quoracdn.net/main-qimg-d63435405196fc2ff988563bedf4deb1

La notizia del nuovo attacco è stata data dalle autorità turche, che hanno ufficialmente condannato gli attacchi. In realtà, più di qualcuno pensa che siano stati proprio i turchi a dare il via libera agli ucraini per attaccare le navi ombra russe nel Mar Nero, dopo che i russi avevano colpito la petroliera turca Orinda, nel porto ucraino di Izmail, il 17 novembre scorso.
La Orinda stava scaricando gas liquido arrivato dagli USA:

https://qph.cf2.quoracdn.net/main-qimg-cc27e93a2c8d1da04496778853471d08

Se non sono stati i turchi, potrebbero essere stati gli americani a dare il via libera a Kiev e a passare un po’ di informazioni utili per intercettare le due petroliere. O forse, sono stati entrambi. Sta di fatto che fra raffinerie in fiamme, terminale petrolifero di Novorissisk messo fuori uso e petroliere ombra colpite nel Mar Nero, la Russia ha incassato un altro colpaccio dagli ucraini.
E cosa dicono, i russi? Sono andato a spulciare un po’ di commenti dei milblogger russi sul forum di Topwar.
Le forze armate ucraine hanno nuovamente attaccato la petroliera Virat nel Mar Nero.
“SkyStrike” fa notare che la Flotta russa del Mar Nero non è in grado di assicurare la scorta alle navi russe e alle navi ombra e di fatto le sono rimaste solo due fregate operative.

https://qph.cf2.quoracdn.net/main-qimg-8aba6f85027060d42eefcf316a7b944d

Gli fa eco l’utente “persona privata”:

https://qph.cf2.quoracdn.net/main-qimg-20d01bc227636cf50819bc7af8a658ba

Un certo “Aag” nota che gli ucraini hanno messo fuori uso definitivamente un terminale del gasdotto del Caspio e che stanno colpendo sempre più spesso nel territorio russo:

https://qph.cf2.quoracdn.net/main-qimg-c178f0165fd7addcd7ff20b21b26d408

trentatretrentini

Gli ucraini riprendono Ivanivka. E, anche oggi, Pokrovsk cade domani.
30 novembre 2025
Nella giornata di ieri, le forze armate ucraine hanno riconquistato Ivanivka, un villaggio rurale che prima della guerra aveva una popolazione di circa 660 abitanti, un terzo dei quali di etnia russa.
In genere non dedico tempo a dare notizie di villaggi persi e riconquistati, perché praticamente ogni giorno c’è qualcuno che pianta una bandiera da qualche parte e qualcun altro che la strappa via e i selfie abbondano tra i milblogger.
In questo caso, la notizia è più significativa perché Ivanivka era presidiato da una nutrita guarnigione di soldati russi e gli ucraini del 37o Reggimento di Fanteria di Marina ne hanno eliminati ben 53, facendone prigionieri altri 19.
Non male, direi.
Questo è uno shot dal filmato che mostra i prigionieri:
https://qph.cf2.quoracdn.net/main-qimg-7631863dfdd03bf56df259f0bce5bd2f
Un altro aspetto interessante della riconquista di Ivanivka è che il villaggio si trova in una posizione intermedia fra Pokrovsk, Dnipro e Zaporizhzia:
https://qph.cf2.quoracdn.net/main-qimg-cecd7a36c14308dd133439e1ac8ac81a
Il controllo del villaggio ha la sua importanza in un’ottica di accerchiamento di Pokrovsk, sia per chiuderlo (come cercano di fare i russi) sia per evitarlo (come cercano di fare gli ucraini).
Il fatto che i russi non siano riusciti a mantenere Ivanivka e che abbiano permesso l’annientamento della guarnigione che occupava il villaggio, induce a pensare che lo schieramento russo nell’area di Pokrovsk ha seri problemi di operatività.

trentatretrentini

La Russia, sempre più indebitata, vende l’oro della Banca Centrale

29 novembre 2025
Per la prima volta nella Storia, la Banca Centrale Russa ha iniziato a vendere l’oro delle proprie riserve.
La notizia è stata rivelata prima da fonti ucraine e poi ha trovato conferma ufficiale nei mercati.
Russia’s central bank forced to sell gold reserves to cover budget, support ruble

Si noti che l’oro della Banca Centrale Russa non è l’oro delle riserve del Governo Russo.
Quest’ultimo infatti, è già stato venduto per oltre metà dall’inizio della guerra in Ucraina, scendendo da una riserva di 405 tonnellate nel 2022 alle attuali 173 tonnellate.
Anche la liquidità disponibile è scesa dai 113 miliardi di dollari del 2022 ai 51 miliardi odierni.

Nel frattempo, le aziende russe si stanno indebitando sempre più e non riescono a far fronte ai debiti, per cui la Banca Centrale ha dovuto vendere anche un po’ delle sue riserve di oro per sostenere e finanziare le aziende, approfittando dell’aumento di valore del metallo prezioso.

Moscow Sells Gold, EU Targets Frozen Russian Assets to Keep Funding War | Gold News
NV Ukraine | Russia-central-bank-warns-two-thirds-of-major-firms-face-rising-debt-distress

In tutto ciò, la Banca Centrale ha anche lanciato un avvertimento: le famiglie russe sono in difficoltà e non riescono a restituire i debiti.

In Russia famiglie sempre più indebitate dopo quasi quattro anni di guerra.

trentatretrentini

Le perdite delle aziende russe dall’inizio dell’anno hanno superato i 6 trilioni di rubli.

Le perdite delle aziende russe sono aumentate vertiginosamente nel 2025: da gennaio a settembre, il dato aggregato è aumentato di quasi un quarto su base annua, raggiungendo i 6,52 trilioni di rubli. Questo emerge dai dati Rosstat analizzati da Vedomosti. 18.400 aziende hanno registrato perdite, con un aumento dell’11% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.

trentatretrentini

Il Cremlino ha costantemente promosso una narrazione che afferma che una vittoria russa è inevitabile, al fine di spingere l’Ucraina e l’Occidente ad acconsentire alle richieste della Russia.

La realtà sul campo di battaglia indica, tuttavia, che una vittoria russa in Ucraina è tutt’altro che certa.

Il presidente russo Vladimir Putin e i comandanti militari russi hanno tentato di dipingere la Russia come capace di conquistare rapidamente l’Oblast’ di Donetsk militarmente, ma i dati concreti sulla velocità di avanzata russa nell’Oblast’ di Donetsk non indicano che le forze russe conquisteranno imminentemente il resto dell’oblast’.

Le forze russe hanno dato priorità al completamento della presa di Pokrovsk e Myrnohrad, ma sono state lente nel farlo poiché le forze ucraine sono riuscite a rallentare l’avanzata russa a Pokrovsk.
Le forze russe sono entrate a Pokrovsk per la prima volta il 31 luglio e, dal 31 luglio al 26 novembre, sono avanzate in media di 0,12 chilometri al giorno a Pokrovsk. Le forze russe non hanno preso Pokrovsk, una città di 29 chilometri quadrati, nonostante vi operino da oltre 118 giorni.

L’ISW ha solo osservato prove per valutare che le forze russe hanno consolidato le loro avanzate nel 66% di Pokrovsk al 26 novembre, una percentuale bassa considerando il tempo e la manodopera (elementi di almeno due eserciti con armamenti combinati) che la Russia ha dedicato a perseguire questo sforzo.

trentatretrentini

Mentre la narrativa di Mosca è impegnata a fare apparire come inevitabile la vittoria russa (vale a dire: conquista delle 4 oblast, niente garanzie occidentali, niente 100 miliardi per la ricostruzione; tutti elementi ignorati o apertamente in contrasto nei 28 punti, tanto da suscitare reazioni sdegnate nell’élite politico-militare russa) sul fronte interno Mosca brucia, cominciano a mancare le risorse per pagare i militari ed acquistare le medicine.

“Il bilancio della Jakuzia ha esaurito i fondi per coloro che sono coinvolti nella guerra contro l’Ucraina, ha annunciato il Ministro delle Finanze della repubblica, Ivan Alekseyev, sul canale televisivo Sakha. Ha aggiunto che i pagamenti ai soldati a contratto sono stati sospesi per il momento. “Purtroppo, questa è effettivamente la situazione che abbiamo”

“I farmaci per il diabete sono scomparsi dalle farmacie in almeno quattro regioni russe, riporta Baza . Carenze di insulina Apidra e Levemir sono state segnalate nella regione di Penza e in Jakuzia. Numerose lamentele giungono anche dal Territorio di Krasnojarsk e dalla regione di Novosibirsk. Numerose lamentele sulla mancanza di insulina vengono pubblicate anche sulla pagina social del governatore regionale Oleg Melnichenko.

Un’abitante di Penza ha dichiarato alla rivista che la sua clinica locale non è stata in grado di fornirle né farmaci né strisce reattive per il glucometro. Ha affermato che il farmaco tedesco Apidra non è disponibile in città da oltre sei mesi e che i sostituti causano gravi allergie.

Secondo i ministeri della salute regionali, oltre 30.000 persone affette da diabete sono registrate per cure ambulatoriali in Jakuzia e oltre 121.000 nella regione di Novosibirsk. Circa 130.000 di questi pazienti sono registrati nel Territorio di Krasnojarsk e 53.000 nell’Oblast’ di Penza . Inoltre, in quest’ultima regione, la mortalità correlata al diabete è aumentata del 70,7% negli ultimi cinque anni. Nel 2024, la malattia ha causato 763 vittime, pari a 62 casi ogni 100.000 abitanti.

In precedenza, era stato segnalato che nove regioni avevano sospeso la fornitura di sistemi di monitoraggio continuo del glucosio (CGM) ai pazienti diabetici . In particolare, secondo l’organizzazione Diaresurs, questo problema ha riguardato i residenti di Mosca, delle regioni di Mosca, Ulyanovsk, Omsk, Oryol, Murmansk, Bryansk e Chelyabinsk, nonché del Bashkortostan.

Il suo rappresentante ha definito la situazione “quasi catastrofica”.

“Nella notte del 23 novembre, i droni ucraini hanno attaccato la centrale elettrica di Shatura (GRES) nell’omonima città, 100 chilometri a est della tangenziale di Mosca, ha riferito il governatore della regione di Mosca, Andrey Vorobyov , sul suo canale Telegram.

I residenti locali si lamentano in gruppi pubblici per le interruzioni di corrente, acqua calda e riscaldamento. La temperatura a Shatura, con una popolazione di oltre 36.000 abitanti, si aggira intorno allo zero. Vorobyov ha poi assicurato che le autorità regionali stanno adottando tutte le misure necessarie per ripristinare rapidamente il riscaldamento in città. Ha affermato che una riunione della sede centrale si terrà alle 13:00 (ora di Mosca) con la partecipazione di tutti i servizi per definire le misure di ripristino delle infrastrutture.”

alegria do povo

Noi europei stiamo tirando troppo la corda, soprattutto alla luce degli eventi accaduti in Ucraina dal 2014 in poi.

Era del tutto ovvio che una megasuperiperpotenza come la Russia non avrebbe avuto materialmente la possibiltà, anche volendo, di accettare l’ abbaiare, il ruggire, il digrignar di denti e persino lo squittire della Nato a nord, sud, ovest, est (starò cercando lei o forse me… uooo). Tutto parti’ da un piano architettato dalla Cia e dai neocon, finanziato da Soros, che si servirono degli europei come strumento. Risuscitarono Hitler, Goebbels e Goering e li piazzarono al potere in Ucraina con il voto popolare, contando sul vaccino contro il COVID attraverso il quale Bill Gates assunse il controllo delle loro menti. È tutto pubblico. La Tass ha mostrato documenti che lo certificano inequivocabilmente.

Purtroppo c’è da accettare la realtà, non si può fare altro. La Russia, militarmente, non si sconfigge. Ci hanno provato tutti: da Hitler a Superman, da Napoleone a Batman, dalla Spectre a Tom e Jerry. Hanno un esercito in grado di nutrirsi di bucce di patate in caso di necessità, tracannano benzina a colazione, fermano le armi occidentali a mani nude ed in più campano fino a 150 anni godendo di ottima salute, grazie a trapianti di organi senza soluzione di continuità. Lasciamogli la Polonia ed i baltici, sperando di soddisfare il loro sacrosanto diritto di civilizzare la corrotta Europa. Non abbiamo speranze. Putin fa 6 ore di palestra al giorno, cavalca tigri a torso nudo ed ha un orso bianco come maggiordomo. Dove vogliamo andare noi con i nostri politici che girano in giacca e cravatta?

Waters

Fabrizio,il Ministro Tajani – papabile Presidente della Repubblica che verra eletto, ricordiamolo, da questo Parlamento – il moderato della compagnia, ha paragonato il delitto Kirk a quello del Commissario Calabresi, venendo sbugiardato dal figlio e dalla figlia di Walter Tobagi, ecco la risposta di Mario il figlio,noto e bravo giornalista:

Negli anni settanta il terrorismo faceva proselitismo nelle fabbriche e nelle università,trovava terreno fertile alla sua propaganda,la violenza politica era diffusa,quotidiana e continua.
Fare paragoni fra quella stagione e la Italia di oggi è fuorviante e fuori luogo.
La mia famiglia ha pagato un prezzo terribile alla violenza della sinistra extraparlamentare,e questo mi spinge ad essere sempre vigile alle derive violente,non solo verbali,ma non mi impedisce di vedere che quelle del nostro tempo non hanno nulla a che vedere con quelle stagioni.
E’ fondamentale prendere le distanze da chi inneggia o anche giustifica l’ omicidio di un uomo,ma le vittime degli anni di piombo non possono essere sfruttate,come si sta facendo in queste ore per ragioni di campagna elettorale, come si sa fra qualche giorno ci saranno elezioni regionali importantissime,vedi Marche.
La matrice terrorista fu di destra e di sinistra, di matrice comunista e fascista.
Accanto al terrorismo brigatista,non possiamo dimenticare le stagioni delle stragi neofasciste che hanno insanguinato la Italia.
Chi occupa posizioni di responsabilità e guida le istituzioni dovrebbe fare molta attenzione a raccontare tutta la storia,a fare i conti con il passato,ed avutikizzare con accortezza le parole.

” Hey you Tajani haha charade you are, you are you house proud mouse hahaha, charade you are,you’re trying to keep out feeling off the street,you’ nearly a real treat all tight and cool feet and do you feel abused?

alegria do povo

“chiunque si intrometterà vedrà cose mai viste nella storia”😂😂🤡🤡🤡

“Voglio che mi sentano a Kiev, che mi sentano in Occidente: le persone che vivono a Luhansk, Donetsk, Kherson e Zaporizhzhia diventano nostri cittadini per sempre” 😂😂😂🤡🤡

Basterebbe la pomposità di queste sparate a misurare il fallimento russo in Ucraina. Dopo una generazione mandata a fare da carne da cannone combattono ad 80 km ad ovest di Donetsk.
Ma l’aspetto che ritengo più umiliante per il wanna be zar e la sua immagine di maschio alfa, oltre al fatto che non conquisterà mai Kiev, ne’ le 4 oblast in Costituzione con in più l’ Ucraina zeppa di truppe occidentali, sarà la trattativa da condurre in prima persona proprio con Zelensky, trattato come un reietto per 4 anni.

Due notizie passate sotto silenzio nella stampa italiota: cinesi passati all’ incasso, si pappano il porto di Vladivostok; indiani che richiamano all’ordine lo zar facendogli presente di abbassare le pretese (niente kherson, né zaporizhia e garanzie occidentali in Ucraina) altrimenti con i dazi al 50% niente petrolio russo. Lui da bravo maggiordomo esegue. Era partito per spaccare il mondo e ha scassato il suo paese, tra morti, feriti, emigrati, invalidi, perdita di mercati, assoggettamento a Cina ed India, prosciugamento del fondo di previdenza, perdita di influenza nel Caucaso meridionale ed in Siria ecc. ecc.😂😂😂

Il Regolamento

Quel delinquente di Taco dice a Zelensky che deve accettare le condizioni di Putin perché “la Russia è un grande paese e l’Ucraina no”.
Che schifo.
Immagino che qui dentro qualche celodurista stia esultando.

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