Security room Bloooog!

Security Room, quella stanza del Bar Sport di Bloooog! dove l’argomento non è il calcio, ma tutto il resto: dalla politica ai viaggi, dai libri alla cultura, dal mondo alle storie. Uno spazio aperto, dove l’argomento è assolutamente libero e lo sceglie ognuno di noi. In un racconto continuo e condiviso con tutti

Non solo calcio. O almeno il calcio e tutto quello che c’è intorno. Questo è sempre stato un posto amato da tutti i frequentatori di Bloooog!. Che qui possono entrare e scrivere liberamente di ogni argomento, proponendone loro stessi. Tutto quello che va oltre il calcio. Lo sport in genere, ma anche e soprattutto la politica, la società, il mondo, lo spettacolo, la cultura, i libri, il cinema, la cucina, le storie, i viaggi, le città, gli amori, i ricordi, i racconti personali. Sostanzialmente tutto. Lo spazio è aperto, i protagonisti siete voi.

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Giornalista sportivo, a La Repubblica dal 1983 al 2022, sono stato per 12 anni capo dello Sport. Prima e dopo sempre sport e calcio, dai campi di periferia fino ai Mondiali, da Gianni Brera fino a Internet, da San Siro a New York, da Wembley all'Olimpico, dalla carta alla TV. Autore di Bloooog!, il Bar Sport, per 14 anni dentro Repubblica.it. Ora in maniera assolutamente libera, autonoma, indipendente, senza filtri.

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hilander

Punto 0) partiranno per l’Ucraina alcuni Leopard e il ministro tedesco dice. “siamo in guerra contro la Russia”. Detto dal ministro tedesco rappresenta una dichiarazione di guerra ufficiale, in un’epoca in cui la romantica “cavalleresca” tradizione di presentarla all’ambasciatore del paese nemico si è persa dai tempi di Pearl Harbour: se ben ricordate l’ultimo a presentarla fu Mussolini, in questo assai più corretto del suo compare Hitler!

Benissimo, allora visto che abbiamo sempre parlato di diritto internazionale come sacro, mettiamoci subito in regola, per avvalorare del “buon diritto” l’entrata in guerra della EU

.

Punto 1) divagazione personale: ricevo la bolletta del gas del mio appartamento al mare in Liguria (2 camere, salotto, cucina e servizi): 390,91 €: mediamente prima della crisi mai pagato più di 100/120 €.

Non commento i peana della Meloni sull’accordo gas in EU (l’ho fatto in altri interventi), mi congratulo con me stesso per aver venduto la villa in Sardegna e lo studio in città e aspetto di vedere dalla prossima bolletta i benefici “effetti Algeria” in cambio di essere andati a proporci come partners eccellenti per il futuro sviluppo/crescita del paese nordafricano, offrendo tutto il meglio del nostro know how tecnologico, con il sogno ambizioso meloniano di diventare con il “socio algerino” l’hub distributore del gas ai paesi europei.

 

Punto 2) sento che Zelensky sta facendo pulizia nel suo entourage politico/amministrativo: beh, meglio tardi che mai darmi ragione!

Voglio infatti rammentare ai miei critici amici blogger che nei primissimi giorni di questa fottutissima invasione russa (cui devo l’aumento della bolletta al punto 1) scrissi, al fine di valutare anche quell’aspetto nella storia di quel paese, della corruzione del sistema ucraino inquinato dalle collusioni tra le due oligarchie: lo dissi in chiaro sulla base di evidenze dirette, ricordando che eravamo azionisti di riferimento della forse più importante industria meccanica nel paese, nonché proprietari là di altre due grosse aziende.

Quel che ne ricavai fu la solita ritrita etichetta di filocinese; come se la Cina fosse la responsabile della corruzione nei ministeri ucraini e come se, costringendo la Cina Putin a ritirarsi, il sistema democratico ucraino sarebbe miracolosamente diventato il paradiso politico di vergini mammolette!

 

Punto 3) E allora “CHIODO SCACCIA CHIODO”: senza la pretesa di volermi affiancare a Cicerone o ad Ariosto, uso l’antica citazione per sintetizzare la mia opinione su questo “endless” conflitto, esponendola senza le ipocrisie di chi voleva la guerra dell’EU contro la Russia senza però ammetterlo.

Dopo avere sperato, senza troppe illusioni, che la crisi economica (pervicacemente negata fino a poco tempo fa da chi ci diceva che andavamo alla grande vento in poppa) potesse indurre alla ragione e al buon senso l’invasore prima, i due contendenti dopo e i molti altri attori successivamente, oggi io sono per la guerra a tutto campo, e cerco di spiegarlo.

La via diplomatica è fallita e la Nato, se mai ci aveva creduto, si muove di conseguenza.

Solo la Turchia sta percorrendo ancora la via “telefonica”, arricchendosi come hub di transito, di distribuzione (e di deposito!) del canale alimentare umanitario marino da Ucraina/Russia.

 

Stralciata via l’opzione diplomatica (con soddisfazione di alcuni, con preoccupazione di altri), la guerra russoucraina può, oggi come oggi, essere risolta solo attraverso un’altra guerra, per spiegarmi meglio dall’ampliamento del conflitto: la Nato ci ha sempre creduto e ha spinto e spinge l’EU a farsene testa di ponte.

E l’Europa, frenata fino ad oggi dalla Germania, con l’invio di armi offensive e l’esternazione del suo ministro ha fatto la sua dichiarazione di guerra.

 

Ma parlavo di “buone regole!: quindi ora l’EU si affretti all’unanimità ad adottare l’Ucraina, e il giorno dopo la Nato, sempre all’unanimità, conglobi l’Ucraina e i paesi scandinavobaltici nel patto atlantico abolendo quell’inutile capitolo statutario che parla di confini sicuri di un paese come una delle prerogative di ammissibilità, e li doti dei migliori armamenti: fatto ciò nessuno si potrà nascondere dietro la favola della distinzione tra armi difensive ed offensive, perché l’Ucraina, in quanto paese divenuto Nato, dovrebbe essere affiancato direttamente da una Nato in armi ed aggredire a sua volta la Russia in territorio sovietico. Non so se questa sarebbe la realizzazione del sogno americano, certo è che gli US non rifaranno l’errore della Corea e del Vietnam su un fronte certamente più arduo da aggredire e vorranno gestire le azioni militari europee da lontano.

Quanto poi faranno Cina e NordCorea, Iran e qualche altro paese arabo, Pakistan e India, Cuba, beh lo vedremo.

Che infine noi occidentali tiriamo fuori le palle, se le abbiamo, e facciamola finita!

 

Sarà un conflitto globale? Niente di strano, vorrà dire che anche la guerra si sarà globalizzata!

Sarà un conflitto nucleare? Vabbeh, vuol dire che quelli che sopravviveranno sapranno finalmente chi era il più forte nell’uso delle “testate”!

 

La battaglia delle parole non ha condotto a niente; la manfrina della manciata di Leopard e di Abrams (che se tutto andrà bene saranno operativi tra mesi magari in autunno) non servirà a far vincere l’Ucraina ma solo a dire a Putin che l’altra Europa è pronta per far la guerra, né la Russia ha la forza per sopraffare l’Ucraina, ma solo quella per ripartire tra un mese o due in una massiccia controffensiva) e riproporci un altro anno di merda, lasciandoci a ballare tra i su e giù dell’inflazione e della recessione.

O si interviene direttamente o si resta con gli Usa che incitano l’EU a dare, fare, pagare, con Zelensky che se gli dai 20 non ti dice grazie ma ti chiede 100 accusandoti di essere così complice responsabile degli eccidi di civili e bambini, con Putin che ti minaccia e ti obbliga a fare accordi (rischiosi se non capestro) commerciali su temi strategici con paesi dai sistemi democratici e dai livelli di corruzione non certo migliori di quelli sovietici.

 

Quindi la EU si decida a fare vedere che c’è attraverso prese di posizioni forti e unanimi, e la Nato faccia lo stesso, ma con gli States in prima linea e non in retrovia con la sussistenza.

E l’ONU, che ha dimostrato in questa occasione come in tante altre precedenti di non contare una emerita fava, o tutt’al più di essere il semplice servitore di chi grida più forte, l’ONU dicevo, si tolga dai coglioni, tanto nessuno l’ascolta.

 

Se è il momento di spazzare via tutti gli “status quo” che non piacciono ai puristi di diritto (e mi riferisco a Taiwan e non solo sia chiaro, ma ad Est ed Ovest e nel Mediterraneo), visto che con il tanto osannato diritto internazionale non se ne è venuti a capo in quasi un secolo, lo decidano allora i poteri armati, e così sapremo finalmente se sarà vita sotto regimi o sotto democrazie, perché mi pare che sia il mondo dei meno anziani che chiede di togliersi questo dubbio… perché nella mia lunga vita ho verificato che entrambe le forme di governo dei paesi si affermano, prima all’interno e poi verso l’esterno, più con il consenso delle armi che delle parole, parole, parole (Mina e Alberto Lupo).

Chi vede un’altra via d’uscita alternativa a questa mia provocatoria ma non troppo, la enunci a tutti noi, ma per cortesia ci risparmi la favoletta dell’onnipotente Xi Jinping arbitro decisivo e risolutore e potenziale angelo di pace se uscisse dal suo comodo letargo!

 

Punto 4) Economia di guerra? visto che in pratica già quasi ci siamo, tanto vale fare la guerra se questa risolve.

La debolezza delle nostre diplomazie (USA; EU e intermediari vari), il sofisma ipocrita tra “difesa e offesa”, la grande e colpevole sottovalutazione dei danni economici e industriali (e questa è colpa specifica degli economisti compiacenti asserviti ai governi nazionali), la neutralità un po’ opportunista (Cina e non solo cari amici) e un po’ codarda (Vaticano), e altre bazzecole simili ci hanno condotto ad uno stallo scacchistico dopo un lungo anno e tante perdite in vite umane e in risorse economiche, senza reazione alcuna degna di tal nome.

 

Adesso i paladini della SR si schierino su uno dei due fronti che fino ad oggi hanno energicamente sostenuto: io oggi sono per la guerra, ne ho vista qualcuna già e non mi spaventa, ma non intendo continuare a pagare per sanzioni che dopo un anno sono servite a poco, se non a far godere chi ama masturbarsi leggendo l’ISTAT che ci dice che stiamo bene, o l’IMF (che ricordo essere un fondo e non uno studio di statistica) che si fida dell’EU a tal punto da aver previsto il trasferimento in Europa di suoi economisti e analisti per monitorare il comportamento della BCE (e questo lo so io, ancora prima dei media!), si vede che la Lagarde si fida più dei suoi ex ragazzi di Washington che degli economisti europei della sua attuale banca!.

 

Vedremo che succederà, sperando che nessun missile vada a cadere casualmente su una qualche Sigonella: in Sicilia ho tanti tra parenti ed amici, o una Gioia del Colle!

Nico46

Sul punto (0) vado piatto e ti invito a togliere l’aura di “cavalleria” a Mussolini: quando invase la Jugoslavia, lo fece e basta, per accodarsi vigliaccamente ad Hitler. E noi Italiani non possiamo vantarci di quello che ne seguì (manca poco al Giorno del Ricordo).

Sul punto (3), da quasi coetaneo, mi permetto di dissentire: muoia Sansone con tutti i Filistei mi pare una cagata pazzesca, i nostri figli e nipoti meriterebbero di vivere in un mondo migliore di quello che noi gli abbiamo costruito.

Uso il “noi” con molto ritegno, poiché quando toccò a me decidere se contribuire a costruire armi per ammazzare cristiani e infedeli, diversamente da te, optai per il no.

Capisco, ma solo in parte, da che parte pendi: sul confine orientale vent’anni fa, come hai detto più volte, eri nelle strutture apicali e decisionali di un “gruppo di riferimento” , di uno di quei gruppi che non hanno morale e non hanno anima, ma solo ansia di fare profitti.

Infine, con tutto il rispetto, vacci piano con “noi occidentali armiamoci e partiamo” e pensa che forse non sei più in grado di arruolarti e partire, dopo aver detto addio alla tua bella.

E allora lascia che quelli che hanno più futuro di noi prendano le decisioni.

hilander

Parto dal fondo: le decisioni le hanno già prese: hanno dichiarato la guerra!
Proprio perché costruivamo non armi ma le parti veicolari che facevamo parte del core business produttivo, io personalmente sono sempre stato pacifista e contrario alle armi, che purtroppo ho visto in esercizio in Angola, in Congo belga (allora Zaïre), Mozambico, e in giovane età professionale nei guasti del Vietnam
Io non ho detto “armiamoci e partiamo”, questo appartiene alla cultura fascista che ci governa, tanto odiata ed estranea da me, dato che nella mia famiglia abbiamo provato il piacere della deportazione in Germania e del campo di concentramento. E quindi nel giorno della Memoria che tu hai voluto ricordare la ferita brucia probabilmente più a me che a te, quindi lascia perdere amico mio…
La guerra l’abbiamo dichiarata e se la su deve combattere ci si attrezzi per farla bene… poi se si vuole mandare truppe al fronte con archi e frecce lo si faccia…

Su Mussolini non hai capito il sarcasmo e tanto basta!

Da che parte pendo tu non ne hai la minima idea!
Io non ero sul fronte orientale: quello era uno dei tanti fronti su cui mi muovevo e si muovevano i miei; gli altri su cui mi muovevo molto di più erano quello italiano, tedesco, spagnolo, francese, inglese, ceco, ungherese, polacco, jugoslavo (per riassumere), rumeno, bulgaro, ucraino,. australiano, americano, qualche africano e qualcos’altro, visto che ero responsabile Worldwide, con il 95% dell’attività dedicata a questi fronti.
Per tua opportuna informazione i miei maestri sono stati americani e italiani, e la mia formazione è squisitamente occidentale ed europeista, certo non passiva ma critica…e comunque tutto ciò non c’entra un emerito cazzo con quanto ho detto, e questo vale anche per il capoverso successivo.

Sul Gruppo esprimi un giudizio personale che non merita risposta specifica, e che potrei estendere alla maggior parte di multinazionali, Gruppi e singole aziende italiane, tutte peraltro rivolte a fare profitti e non beneficienza: non la fa neanche lo stato cui paghiamo profumatissime tasse, e che consente ad Eni, Enel, Mediaset e altri (se vuoi te ne faccio la lista) di avere la sede in Olanda come FCA!

In quanto al punto 3 , se non hai voluto capire la provocazione, ma non sarai il solo, non so che dirti: il succo sta semplicemente nel fatto che l”escalation l’abbiano voluta quasi tutti e che noi occidentali la si ritenga oggi indispensabile per superare lo stallo e possibilmente per ridurre alla ragione, anzi distruggere, l’attuale regime sovietico.
E non l’ho detto io ma esperti militari e politici di varie nazioni.
Io ho solo voluto esasperare i possibili effetti estremi e se non l’hai capito, o se credi che non ce ne saranno, beh, rispetto la tua opinione.

Comunque evita apprezzamenti personali, perché come vedi io non te ne faccio nel risponderti

Buona serata

Nico46

Sei un po’ alterato e mi spiace, ma dovresti accettare anche le opinioni e le scelte divergenti dalle tue.

Mi dici che non dovrei confondere opinioni personali con apprezzamenti, che però fai in scioltezza ( …se non hai voluto capire la provocazione, ma non sarai il solo …).

Fai tutta una serie di precisazioni (piccate, se mi permetti il termine), e poi scivoli sulla differenza profonda tra il giorno della Memoria e il giorno del Ricordo, questo sì legato alle imprese italiane sul fronte orientale e all’armiamoci e partite.

La guerra di cui parli non mi appartiene. Chiudo con i versi di una celebre ballata.

Si sa che la gente dà buoni consigli
Se non può più dare cattivo esempio

che estendo a tutti quelli che vorrebbero mandare i nostri giovani alla guerra.

Buona notte

OCKHAM

Diciamo che ti piace provocare. Lascio ad altri accettare questa sfida, che io considero improponibile. Il mio cervello può essere poco lucido ma il cuore batte ancora normalmente e, nonostante sia più anziano di te, non sono ancora arrivato a un tale grado di cinismo, che gela il sangue e che può essere giustificato solo da difficili condizioni personali di salute. Scusami per la sincerità. Saluti, auguri e, se dovesse estendersi la guerra, sopravvivano almeno i più giovani e i migliori, sennò anche il mondo che resterà sarà come quello di adesso.

hilander

Vedi amico mio di fatto hai accettato la provocazione.

Qui per mesi ho difeso il concetto del non intervento, della soluzione pacifica attraverso la ricerca di una mediazione seria (non quella della Turchia, che non credo sia il paese che tu abbia visto come il più adatto, nè della Cina o degli States entrambi con interessi non coincidenti con i nostri), attraverso un gioco di equilibri finanziari tra poli opposti, a giudizi che fossero al di sopra delle parti, ed ho assistito invece a risse verbali su chi fosse più forte, su chi avesse l’esercito più potente, più testate nucleari! come se si giocasse a Risiko.
Spinte continue ad armare e non a disarmare, desiderio di sopraffazione da ambo le parti, espressioni esplicite di soddisfazione nell’immaginare la distruzione fisica, economica, sociale del paese avversario (o nemico storico spesso neanche direttamente interessato al conflitto)!
Però prima di darmi tout court del cinico (ti ricordo che ho parlato di provocazione) prova a capire quanti sono contenti (governi e blogger) di questa “dichiarazione di guerra”, perché tale è almeno per certi paesi!
La mia provocazione sta nel fatto di dire che, visto che abbiamo voluto la guerra, almeno la di faccia bene!

Guarda che il fatto che ci sarà una escalation (che io ho espresso in termini volutamente e provocatoriamente forti, “globale, nucleare, etc”) lo stanno dicendo gli esperti e i politici di tante nazioni, e alcuni di essi l’hanno pure cercata, era ed è un loro fine!
Se Putin non vede l’ora di portare lo scontro ai massimi livelli, c’è chi non vede l’ora di dimostrargli che sarà il suo ultimo errore.

Oggi la mia opinione è che si sia fatto in modo che non ci sia alternativa all’ampliamento del conflitto, e, se ti rileggi molti post, troverai anche nella SR il compiacimento di tanti (non nei miei) alla dimostrazione di forza e alle superiori capacità militari.

Io non so di quanto tu sia più vecchio di me (io ne ho 78) ma penso che dopo una certa età la differenza non conti più di tanto, anche perché è un confine al di là del quale esistono solo due atteggiamenti: la paura della morte e l’attaccamento alla vita tanto più forti quanti più si invecchia che ti fanno vivere giorni di ansia e di ipocondria, o l’indifferenza rispetto al domani che ti fa vivere giorni stupendi e dove basta farti rattoppare se hai qualche problema.
Io appartengo a questa seconda opzione, nuoto un’ora al giorno, salto qualche controllo, ho ripreso a viaggiare, sto recuperando da una recente operazione a un occhio, compromesso 50 anni fa da un incidente, che è il mio cruccio perché per ora mi ostacola nella lettura e nella scrittura: quindi mi spiace deluderti ma non ho turbe psichiche da problemi personali di salute: ti confesso anzi che lo stress non è mai stato lontano da me come adesso.

Rifletti: se Putin ha scatenato questo bordello di guerra e ne è totalmente responsabile, anche se sono incazzato perché vedo equilibri difficili da ristabilire e perché ho visto la cattiva volontà (questa sì globale) delle diplomazie in cui speravo fortemente, ebbene oggi devo condividere che solo una escalation (cioè guerra su guerra) può porre fine a uno stillicidio di risorse umane e finanziarie che nessuno vuole più.

E se si vuole battere Putin la NATO (quella parte statunitense almeno) da qualche mese ci ha pressato perché attuassimo questa escalation con armi sofisticate e offensive.
E così è stato, il ministro tedesco nel comunicare la decisione sui Leopard ha detto “siamo in guerra contro la Russia”, mentre Biden ha detto nello stesso giorno: “l’invio degli Abrams alla Ucraina non è un atto contro la Russia!”
Forse questa non sottile differenza ti era sfuggita, ma se la conoscevi, allora riflettici prima di parlare di cinismo per una provocazione che vuole solo prospettare in quale tragico “cul de sac” si sia finiti e quali possano essere le estreme conseguenze.
E ti scandalizzi se qualcuno ti dice che visto che abbiamo deciso di fare la guerra, almeno ci si prepari a farla bene?

Se per uccidere un serpente occorre schiacciargli la testa, ebbene io ero sempre stato fino a ieri l’ultimo a proporlo, e tu mi fai torto se non lo ammetti.
E comunque io non penso solo ai giovani quando parlo di sopravvivenza, ma mi riferisco a tutti indistintamente, perché non sta scritto da nessuna parte che i giovani abbiano più diritto alla vita degli anziani: i meriti a vivere o a morire lo decidono gli eventi, la natura, il caso e per chi ci crede il Padreterno.
comunque non ci hai detto come vedi tu la soluzione e il futuro di questa storia!
buon pomeriggio

OCKHAM

Buonasera

Modifica il 1 giorno fa da OCKHAM
OCKHAM

Per il master bloooog: a cosa serve l’opzione “cancella” prevista, oltre all’opzione “salva”, dalla scelta “gestione commenti” (stella) … “modifica” se, una volta salvato il commento, e mentre è ancora in attesa di approvazione, poi lo stesso non si può più eliminare del tutto ma solo modificare? Bisognerebbe dare la possibilità all’utente anche di eliminarlo integralmente entro lo stesso tempo concesso per modificarlo. Ho provato a cancellarlo, dopo averlo selezionato, con il tasto Canc della tastiera ma, una volta tolto, poi riappare di nuovo e viene pubblicato (anche se dopo averlo eliminato e svuotato lo spazio si preme “salva”. Insomma, pur avendo provato e riprovato con vari metodi, non sono riuscito ad eliminarlo. Vedi il doppione sotto.

Modifica il 1 giorno fa da OCKHAM
OCKHAM

Buonasera…..????

OCKHAM

Mazzette, mazzette, mazzette…..
Several senior Ukrainian officials announced their resignation Tuesday, Jan. 24, as the defense ministry reels from corruption scandals and the presidency warned of mounting anti-graft measures.
 The resignations are as follows:
 Vyacheslav Shapovalov, deputy defense minister
Shapovalov was in charge of logistical support for the Armed Forces of Ukraine’s (AFU). The head of the Ministry of Defense of Ukraine, Olexiy Reznikov, accepted the resignation of his deputy.
 This occured after the publication of a an investigation by Ukrainian media outlet ZN (Mirror Weekly). Yuri Nikolov, the report’s author, revealed an alleged scam involving officials at the Ministry of Defense using a dummy corporation to overprice food products for the army.
 The story was based on a leak from a source within the AFU. According to the publication, the contract price was Hr.13 billion ($330 million),
 “The most common products turned out to be overpriced two to threefold,” the report claims.
https://www.facebook.com/share.php?u=https%3A%2F%2Fwww.kyivpost.com%2Fpost%2F11458

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Modifica il 1 giorno fa da OCKHAM
OCKHAM

In un colpo solo, e con una certa fretta, Volodymyr Zelensky ha cacciato oltre dieci alti funzionari del suo esecutivo, tra cui diversi viceministri e i governatori delle regioni che si affacciano sulla prima linea del fronte, in una mossa che segna il più grande stravolgimento politico dall’inizio dell’invasione russa. Sono accusati, a vario titolo, di corruzione, appropriazione indebita, violazione del divieto di espatrio e altri reati.

La Corte di Conti Europea nel 2021 scriveva che l’Ucraina è afflitta dalla corruzione, in particolare dalla grande corruzione, ovvero l’abuso di potere ad alto livello a beneficio di pochi. Per questo la mossa di Zelensky assume un peso specifico ancora più significativo.

Tra i silurati ci sono nomi illustri, primo tra tutti il vice capo dell’ufficio presidenziale ucraino Kyrylo Tymoshenko, in questi mesi “voce” dell’esecutivo nel conflitto. Insieme a lui, quattro viceministri hanno perso il loro incarico. I cambi al vertice fanno parte del rimpasto voluto da Zelensky e preannunciato domenica nel consueto videomessaggio serale. In quell’occasione il presidente ucraino aveva anticipato «decisioni appropriate» per inasprire la lotta alla corruzione nel Paese.

Anche i governatori delle regioni di Dnipropetrovsk, Zaporizhzhia, Sumy e Kherson, sono finiti sotto inchiesta. Il governatore di Zaporizhzhia è stato accusato da diversi media di aver assegnato contratti per la riparazione di strade per un valore di decine di milioni di euro a un gruppo co-fondato dalla sua fidanzata, un’istruttrice di fitness. La bufera ha poi coinvolto altri funzionari, tra cui il vice capo del partito di Zelensky Pavlo Halimon e il sostituto procuratore generale Oleksiy Simonenko, accusato di essersi recato in vacanza in Spagna, infrangendo il divieto di partire per gli uomini in età da combattimento.

da La Stampa 25 gennaio

hilander

Non c’era bisogno della Corte Europea nel 2021 e de La Stampa di oggi: io lo sapevo da oltre vent’anni(millennio scorso) e l’avevo scritto qui un anno fa con dovizia di commento, nomi e situazioni: e la corruzione del sistema ucraino è ben precedente ai fatti di Crimea del ’14, e non cambierà troppo a fine guerra, anche perchè in quel sistema l’Europa ci ha sguazzato.
Buona serata

OCKHAM

Tutti gli informati conoscevano il grado di corruzione esistente in molte, troppe, nazioni, tra le quali l’Italia. Con la pubblicazione di articoli che stanno uscendo ora ho inteso mettere in rilievo la situazione interna di conflitto tra membri della nomenklatura ucraina, in quanto sarà probabilnente influente anche sugli sviluppi della guerra (…”Que la corruption existe en Ukraine, c’est l’évidence. La question n’est pas là. La question est de savoir comment le pouvoir y répond”).
Il mandato di Zelensky scadrà nel 2024. Buona giornata

Modifica il 15 ore fa da OCKHAM
OCKHAM

Several senior Ukrainian officials announced their resignation Tuesday, Jan. 24, as the defense ministry reels from corruption scandals and the presidency warned of mounting anti-graft measures.
 The resignations are as follows:
 Vyacheslav Shapovalov, deputy defense minister
Shapovalov was in charge of logistical support for the Armed Forces of Ukraine’s (AFU). The head of the Ministry of Defense of Ukraine, Olexiy Reznikov, accepted the resignation of his deputy.
 This occured after the publication of a an investigation by Ukrainian media outlet ZN (Mirror Weekly). Yuri Nikolov, the report’s author, revealed an alleged scam involving officials at the Ministry of Defense using a dummy corporation to overprice food products for the army.
 The story was based on a leak from a source within the AFU. According to the publication, the contract price was Hr.13 billion ($330 million),
 “The most common products turned out to be overpriced two to threefold,” the report claims.

https://www.facebook.com/share.php?u=https%3A%2F%2Fwww.kyivpost.com%2Fpost%2F11458

OCKHAM

“De la même façon, un scandale vient d’éclater, soulevé par un journaliste ukrainien indépendant, Youri Nikolov, à propos de marchés passés par le ministère de la Défense pour les repas servis aux militaires dans une série de provinces et de fronts. Le journaliste a établi, documents en main, et en citant ses sources, que les marchés, pour 13 milliards de hryvnas (des millions d’euros) étaient frauduleux : l’armée achetait, en quantité industrielle, des produits de première consommation deux, trois ou quatre fois plus cher que le prix au détail dans les grandes surfaces.

Alexéï Navalny avait fait une enquête similaire sur les achats de la Garde nationale russe, et de son chef, Zolotov (qui est une âme damnée de Poutine lui-même). Lioubov Sobol avait, quant à elle, fait une autre enquête sur le même genre de pratiques de la part de Prigojine — pas pour l’armée, cette fois, mais pour les cantines scolaires. On sait la suite.

Que la corruption existe en Ukraine, c’est l’évidence. La question n’est pas là. La question est de savoir comment le pouvoir y répond. Et, pour l’instant, même si le ministère de la Défense a commencé par faire une communiqué pour dénoncer des « amalgames » et des « contre-vérités », une enquête parlementaire a été immédiatement lancée, et l’Etat ne semble pas du tout enclin à étouffer cette affaire, douloureuse et gravissime (surtout, évidemment, en temps de guerre). Et là encore, c’est l’avenir de l’Ukraine qui se joue. — Si les faits sont confirmés par les parlementaires (qui sont de tous les partis, y compris des adversaires de Zélensky), et si les coupables sont punis, eh bien, ce sera un grand test pour la démocratie. Si, dans les mois qui viennent, l’affaire est étouffée, Poutine aura gagné — même s’il est défait militairement, et même si, à Moscou, il finira par se faire dégommer”.

André Markowicz (scrittore autore del libro: “Et si L’Ukraine libérait la Russie? 2022)
stralcio di un post tratto da https://www.facebook.com/andre.markowicz

Modifica il 2 giorni fa da OCKHAM
OCKHAM
OCKHAM

(……) “Alla fine dell’anno Putin ha espresso più volte un’idea che determinerà – se ne avrà il potere – tutta la sua strategia politica per gli anni a venire. Si tratta di “riunificare il popolo russo”.
La guerra in Ucraina fa quindi parte di un vasto progetto. Gli ucraini non sono ucraini, sono russi. Non tutti gli ucraini (non quelli occidentali, forse?), ma tutti potenzialmente. Ecco perché questa guerra, secondo Putin, è di “una guerra di riunificazione” (. ……..)
La frase di Putin, ripetuta più volte nelle ultime settimane, annuncia ben altre minacce. Perché ci sono dei russi in molti paesi dell’ex Urss, e, in particolare, ce ne sono quasi quattro milioni in Kazakistan (più o meno il 20 per cento della popolazione), soprattutto nel nord (e nella capitale). Putin vuole mettere sul tavolo il “diritto all’emancipazione” di questa minoranza? Una minoranza che, in Kazakistan, non è oppressa da nulla e che, per quanto sappiamo, è ben felice di non dipendere dalla Federazione russa. Cosa significa questo desiderio di riunificazione della Russia? E’ senz’altro la minaccia di una nuova guerra.
E poi ci sono le minoranze russe dei paesi baltici (circa un quarto della popolazione totale), e qui la propaganda russa continua a diffondere le denunce (spesso, devo dire, comprensibili, soprattutto, qualche anno fa) , dei lettoni, cioè di persone che si sentono calpestate nei loro diritti. Ancora una volta, è un pericolo. Certo, non un pericolo di invasione russa, ma di disordini interni provocati da Mosca, disordini abbastanza violenti da giustificare repressioni armate.
Putin ha i mezzi adeguati alle sue ambizioni? Diciamo che ha certamente mezzi sufficienti per aggiungere un altro grado all’escalation, ed è pronto a spargere la guerra ovunque può, in nome del “mondo russo”, o dell’ortodossia, senza dimenticare (altro tema scottante) il conflitto in Kossovo tra serbi e albanesi.
Gli rimarrà il tempo di farlo? Sapendo che la Nato, e l’occidente in generale, sono la sua migliore garanzia (la Nato, ripeto, desidera che resti al potere, puntando sul fatto che assicura quella che si chiama “stabilità” di una parte strategica del mondo), è probabile che sì. Solo che il Kazakistan oggi non è più la Russia, si trova ormai nella sfera cinese, e chissà cosa vuole la Cina… Diciamo che la minaccia c’è, e il piano strategico è stato disegnato: si tratta di ricreare, anzi no, di creare di sana pianta un impero russo, etnicamente parlando, slavo, ortodosso, e tutto russofono.
L’idea che l’occidente ha sulla stabilità non ha nulla a che vedere né con la morale, né con i diritti umani, né con la difesa di una nazione aggredita. I politici occidentali pensano che sia meglio Putin che il rischio di un vuoto politico, dal momento che Putin assicurava l’approvvigionamento delle risorse naturali, da un lato, e, dall’altro, manteneva l’ordine interno…
Putin non fornisce più le risorse naturali all’occidente, e l’ordine interno in Russia è una messa in scena sanguinosa. Il paese intero sopravvive solo ed unicamente attraverso il suo apparato repressivo.
Tutti auspicano che la guerra finisca presto ma questo “presto” giungerà solo lentamente, e quindi il peggio è ancora tutto davanti a noi. La pace, come nel quadro di Ivanov, è ancora molto lontana”.

André Markowicz (scrittore autore del libro: “Et si L’Ukraine libérait la Russie? 2022)
Lunedì 16 gennaio 2023 – tratto da il Foglio del 23/1

OCKHAM

Ma cazzo tu che hai messo il pollice verso fai troppa fatica a motivare il tuo legittimo dissenso? Cosa non ti persuade dell’articolo pubblicato? Che senso ha così la partecipazione al bloooog se, su questioni importanti, ci si astiene dal discutere le diverse e contrastanti opinioni? Lo ritengo un atteggiamento rinunciatario e anche vile. Siccome ho l’impressione che quell’unico pollice verso che compare quasi sempre sotto i miei commenti sia frutto di antipatia personale (anche questa legittima) abbi il coraggio di dirmelo, così metto una postilla che il commento non vale per te 😉 data la tua contrarietà a priori, oppure evita di leggermi. Mandi (che non è un’offesa).

Tiziano

Non sono in pochi a sostenere che una futura polveriera potrebbe essere la Siberia dove si stima che ci sono, tra regolari e non, almeno un milione e mezzo di immigrati cinesi.
L’indiscussa supremazia economica e la capacità cinese di sfruttamento di quei territori sono un altro indice della debolezza di Putin (e sì, sono anch’io dell’idea che se il suo potere crollasse in maniera traumatica sarebbe un disastro, già solo per gli ipotetici flussi migratori che potrebbe generare la dissoluzione della federazione).

OCKHAM

Qualunque aspetto si prenda in considerazione non si vede come possa ritornare quella pace di cui la mia generazione ha potuto fortunatamente beneficiare finora. C’è da rimanere costernati al pensiero di come l’umanità possa essere così cieca da andare incontro e velocemente alla propria estinzione.

Leo 62

Il problema è che il mantenimento dell’egemonia e del predominio economico, o il controllo delle fonti vitali, è per l’animale uomo una cosa così importante da rischiare la distruzione collettiva e la probabile estinzione.
Se alla fine ne rimanessero centomila stai sicuro che sempre all’egemonia mirerebbero, e costruirebbero le condizioni per un altro olocausto.
E’ sempre quella cosa magistralmente descritta da Kubrick in 2001 Odissea nello Spazio.

OCKHAM

Molto azzeccato il tuo richiamo a questa suggestiva scena. Resta da chiedersi perché sia stato definito “Sapiens” un essere che ha in sé questa parte di natura belluina e predatoria, fonte di lutti e disastrl per l’uomo stesso.

Leo 62

Analisi molto oggettiva ed interessante della situazione REALE sul campo al momento.

OCKHAM

Quadro generale della situazione, con particolare, importante risalto, secondo me, a quella interna ucraina, che presenta aspetti inquietanti. La sintesi nell’articolo di Lucio Caracciolo su la Stampa di ieri: “Il vero dilemma dell’Occidente”.

Modifica il 2 giorni fa da OCKHAM
time present and time past (a.k.a. scusameri)

Questo finalmente è un contributo fattuale e molto interessante. Due postille.

1) Il riferimento alla performance deludente del Leopard 2 in Siria è lo stesso che facevo nella mia risposta a Tiziano. I due analisti confermano che la causa è stata il cattivo uso, non il mezzo stesso.

2) Qualche giorno fa mi aveva lasciato basito il tuo messaggio sugli Ukraini a tuo dire “mandati al macello” a Soledar-Bakhmut, quando la realtà è che sono proprio i Russi ad avere adottato recentemente la strategia di mandare al macello migliaia di giovani, stile 1ma Guerra Mondiale, con assalti di fanteria dalle perdite gravissime. Come vedi i due analisti confermano l’uso di questa tattica. L’evoluzione della tattica russa nel corso di questa guerra è molto ben descritto in questo thread:

Gli Ukraini stanno difendendo il terreno come possono, sono in difficoltà in quel settore, e subiscono perdite. È la guerra. Ma la loro strategia è completamente diversa da quella russa.

Tiziano

Campochiari è un’analista competente (spesso cita i bollettini di Tom Cooper).
Mussetti mi fece cascare i cosidetti quando spiegò che i russi rubavano le lavatrici per tirarne fuori i chip.

Leo 62

Ho detto degli ucraini mandati al macello perché, come detto anche in sede di questa analisi, il generale in capo ucraino non era d’accordo di difendere Bakhmut a tutti i costi ed ha dovuto distrarre forze da altri fronti, nel frattempo sguarniti, ritardando altre offensive in programma e, appunto, mandando al macello soldati che servivano altrove in numero che non sapremo mai, e mandati a combattere in coindizioni sfavorevoli.
Anche i russi fanno lo stesso, certo, ma loro mandano avanti i galeotti ingaggiati dalla Wagner e come dicono qui prendono due piccioni con una fava, oppure mandano avanti i mobilitati meno preparati e gestiscono le forze più preparate in seconda battuta. Ma che le guerre russe siano dei carnai è vero dal XVI Secolo… il problema è che sono tanti… molti di più degli ucraini, soprattutto se continuano a mobilitare.
Poi c’è il problema corruzione ucraina di cui si parla a partire da “30.00 in poi, e per cui certe armi dovrebbero essere usate direttamente dalla NATO… ma in quel caso sarà Guerra Mondiale come avvertono i russi.

Tiziano

Se scorri poco più sotto, un mese fa ti scrissi che gli ucraini stavano spostando in quella zona non meno di sei brigate (circa 30.000 uomini).
Ovviamente non posso sapere una sega in diretta dal mio salottino valpolicellese e l’analisi di questo spostamento forzato di unità utili alla controffensiva l’ho appresa all’epoca da Cooper e a ruota dagli status pubblici del colonnello in congedo NATO Orio Giorgio Stirpe.

Modifica il 2 giorni fa da Tiziano
Leo 62

Si ricordo bene… credo che alla fine abbia ragione chi parla di un errore tattico.

Leo 62

Nel frattempo sembra che a furia di sequestrargli documenti top secret che stavano impropriamente nelle sue abitazioni, gli inquirenti abbiano ecceduto con i sequestri al Presidente USA…

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OCKHAM

Per fare la foto hai preso il pacco o la scatola dal tuo comodino? 😉 😉 😉

Modifica il 4 giorni fa da OCKHAM
Leo 62

🙂 🙂 per i pannoloni ancora dieci,quindici anni. Lo dovresti sapere 😉

OCKHAM

Non sarebbe un disonore ma, da quel…lato, grazie ai geni ricevuti dai miei ascendenti, allora io risulto fortunatamente essere alquanto tardivo 😉 rispetto alla media. Tu eri in vacanza quando, per capodanno ho fatto gli auguri agli amici di SR regalando loro il concerto per pianoforte op. 16 di Grieg. Avresti potuto fare i conti :’) . Ma pare che ci siano anche casi di eccezionale ….precocità 😉 .

Modifica il 2 giorni fa da OCKHAM
Leo 62

Bello il Concerto di Grieg… ha ispirato anche Rachmaninov per il suo Primo… contento per la tua tardività 🙂 🙂 spero di seguire il tuo esempio.

OCKHAM

Si vedrà poi se meglio il mio o quello di Rubinstein 😉 😉 . Mandi

Modifica il 1 giorno fa da OCKHAM
Leo 62

Ma poi ‘sti carrarmati arrivano, si o no?… sta a diventà come la Svezia e la Finlandia che entrano nella NATO…

Tiziano

Foto sotto trovata a giro per il web.
Ironia a parte, più dei carri, in questa guerra di artiglierie, sono importanti i sistemi missilistici e relativi proiettili e proprio la Svezia sta per fornire 50 IFV CV90 e una ventina dei suoi obici Archer SP calibro 155mm.
Perché sono più importanti?
Perchè citando Tom Cooper, il CV90 è 10 volte più utile per qualsiasi tipo di controffensiva ucraina rispetto a qualsiasi Leopard 2A4 vecchio di 30 anni e, in realtà, obsoleto, di cui tutti sono così eccitati.. Grazie al cannone Bofors da 40 mm montato sopra di loro possono far avanzare rapidamente la fanteria e sostenerla con il fuoco.”

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Modifica il 5 giorni fa da Tiziano
time present and time past (a.k.a. scusameri)

Ciao Tiziano, ho sentito/letto dozzine di interviste/articoli di militari e analisti confermare che i Leopard 2 sono al top di questo tipo di tank e che sarebbero utilissimi. Sono macchine da guerra formidabili e sarebbero almeno altrettanto efficaci dei migliori mezzi pesanti russi, i T90, per non parlare di quelli più vecchi che fanno schifo. Tom Cooper potrà anche dire che i CV90 sono 10 volte più utili, ma sono un tipo di arma totalmente diverso, con funzioni diverse. Uno è una fortezza, l’altro un tank leggero. È come paragonare un centravanti di sfondamento con un falso nueve, un peso massimo con un peso medio. Mi sembra molto, molto, molto strano che i Leopard non servano all’Ukraina data l’insistenza estrema con cui li chiedono (l’unica cosa giusta scritta da Leo in vari mesi).

L’osservazione poi che i 2A4 sono vecchi di 30anni mi sembra giornalistica e retorica più che tecnica. Che c’entra? Si deve guardare alla performance, al paragone con la competizione sul campo di battaglia, e all’abilità tattica e strategica di chi li usa. Questi mezzi erano considerati addirittura invincibili fino a quando non ne sono stati distrutti parecchi in Siria, ma fu dovuto all’imperizia di chi li coordinava. Credo che gli ukraini abbiano già ampiamente dimostrato di saper gestire queste cose molto bene, e sono guidati molto bene dagli advisers della NATO. Per inciso i 14 Challenger 2 inviati dagli UK, mezzi nella stessa categoria dei Leopard 2, saranno anche loro molto utili e sono praticamente indistruttibili. Infatti nessuno è stato mai distrutto in combattimento (tranne uno da un altro Challenger 2!), che mi sembra un buon curriculum.

Detto tutto questo, dal punto di vista politico lo stallo di Scholz è veramente interessante.

Leo 62

“(l’unica cosa giusta scritta da Leo in vari mesi)”
🙂 🙂 questa mi ricorda quando dicevo che il Milan stava venendo su bene e tu dicevi che non ero lucido quando parlavo di Milan.
In realtà in questi mesi ci ho preso su tutta la linea, a partire dal fatto che il fronte europeo alla lunga si sarebbe frantumato ( i rapporti tra Francia e Germania che ripartono quando Scholz si mette di traverso te la dovrebbe dire lunga, le cose che ho sentito dai francesi in questi mesi sugli americani sono al limite dell’odio razziale, io in confronto sono moderato… ) che Biden sarebbe diventato presto un’anatra zoppa, che sarebbero saltati un bel po’ di governi in Europa, che prima di vedere Svezia e Finlandia nella NATO ( per quello che serve ) bisognava che ne passasse di acqua sotto i ponti, che Erdogan avrebbe fatto il doppio gioco, che Orban si sarebbe messo di traverso, che la Russia non sarebbe saltata economicamente, che l’Europa si sarebbe spaccata in tre tronconi, che la Germania e la Polonia avrebbero finito per litigare ( e non hanno ancora incominciato, tutte e due vogliono il controllo dell’Ucraina Occidentale ), la probabile soluzione coreana per l’Ucraina. Ho sbagliato solo su Odessa, dopo il ritiro da Cherson i russi a questo giro non la prendono, ma quella ritirata tattica è stata un bel colpo.
Lo scandalo del parlamento europeo invece non me lo aspettavo… non che non fossero in gran parte corrotti, ce ne sono molti di più di quelli che sono usciti fuori, non mi aspettavo che uscisse… ma anche questo ha una sua logica anti-europea.
Poi che alla fine gli USA prendano tutti per le palle ed obblighino i paesi europei all’ennesima escalation per evitare il tracollo degli ucro-nazi ci può anche stare, per carità, ma come dicono i russi poi non lamentiamoci se scoppia la Guerra Mondiale, perché ci siamo molto, ma molto vicini…

Modifica il 3 giorni fa da Leo 62
Tiziano

Ciao Scusameri. Non discuto l’utilità dei Leopard ma è indubbio che i sistemi missilistici hanno segnato il corso di questo conflitto, vedi ad esempio gli Himars.
La fornitura ipotetica di Leopard, poi, dovrebbe essere in un numero esiguo di pezzi, quindi non intaccherebbe l’attuale supremazia russa, e tra ricondizionamento, riparazioni, etc. i carri non vedrebbero il campo di battaglia prima del 2024.
A me pare, e potrei sbagliarmi, sempre più una battaglia politica e simbolica sull’impegno tedesco.

Modifica il 4 giorni fa da Tiziano
Leo 62

Esatto… Tedeschi che stanno nel frattempo sempre più stringendo accordi con la Cina, riparlano con i francesi ed accettano l’accordo Francia-Spagna-Portogallo sulla H2Med… e piano piano riprendono fiato anche quelli della vecchia guardia filo-russa… poi sia chiaro, e lo dico pure io, gli ucraini fanno bene ad alzare la voce, perché senza queste armi l’offensiva russa, quella che verrà da Nord con altri 500.000 mobilitati potrebbe essere difficile da respingere. Con queste armi si mantiene il pari e forse alla fine trovano un modo per dividersi l’Ucraina… poi bisognerà vedere quando inizieranno a litigare sul serio Germania e Polonia, che è un “clasico” della storia europea, meglio di Argentina-Brasile 🙂 🙂 …

Leo 62

E allora perché gli ucraini stanno così incazzati coi tedeschi?… poi sembra che ci sia pure uno scandalo al MInistero della Difesa Ucraino per una storiella di soldi spariti… se vanno a vedere pure le armi sparite so’ problemi… 🙂 🙂
E poi… ma l’Ucraina la controffensiva non l’aveva già fatta?… questa cosa sarebbe una contro-controffensiva?… e soprattutto la testa di ponte sul Dnepr oltre Cherson è sempre una bandiera su un traliccio della luce oppure c’è qualcosa di più strutturato?

Tiziano

Leo, gli Ucraini fanno questo da sempre per ottenere il massimo e non allentare la pressione mediatica sull’occidente. Aggiungici che Europa e Usa continuano a fornire armi alla bisogna, atteggiamento che come ho già scritto mesi fa ha l’effetto di prolungare la guerra più che portarla a una rapida svolta.
Aggiungici che la logistica tecnica dei mezzi è un vero incubo dato che in questi mesi abbiamo fornito una varietà di veicoli e di sistemi che coprono epoche, produttori e tecnologie distanti, metaforicamente, anni luce tra loro.
Su questo aspetto, ai meccanici ucraini bisogna riconoscere una pazienza eroica.

Modifica il 4 giorni fa da Tiziano
Leo 62

Notizie degli ucraini mandati al macello tra Bakhmut e Soledar?… come era quella di Gandalf?… attendi il mio arrivo alla prima luce del quinto giorno. 
All’alba, guarda ad Est…

Er Mobilia

Putin s’e’ fumato pure il generale Armageddon, inglesi e polacchi manderanno carri armati e gli altri come minimo mezzi corazzati per la fanteria. Quando finiranno i buriati da mandare al macello sarà il momento delle cose formali, come a suo tempo dicevano i dirigenti di un famoso club italiano…

Tiziano

La collezione di figurine di Comandanti di tutte le forze russe rimossi dall’incarico aumenta considerevolmente.
Resta ancora introvabile quella di Pier Ludwic Pizzaballanov.

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Modifica il 14 giorni fa da Tiziano
comevolevasidimostrare

👍
😀 😀 😀 😀

Leo 62

Sembra che quello che comanda sul serio a Mosca invece di Putin sia Cellino…

Tiziano

🙂

manu londra

Ohi si batte la fiacca?? Avete finito di rimpizzarvi di manicaretti! Spero tutti bene

Leo 62

Ciao Manu, tutto bene… più che altro vacanze lunghe… spero tutto Ok anche per te…

manu londra

Tutto bene grazie Leo, qua siam tornati al solito tram tram già dal tre di Gennaio.. risparmio le ferie per quando arriva un po’ di caldo!

MJ23 - JAN PALACH VIVE - OIOIOIOIOIOI... LUCA VIALLI SEGNA PER NOI

Grazie, auguri anche a te e alla tua famiglia.

Certamente sono d’accordo sul fatto che non possa essere sussidiato dallo Stato chi non sa fare impresa, chi non sa stare sul mercato.

Il resto del tuo discorso non sono sicuro di averlo compreso. Mi pare possa essere sintetizzato nel seguente modo: non approvi questo provvedimento di sostegno verso le squadre di calcio in quanto ritieni che sia stato emanato non in ragione dei danni causati dal Covid bensì per porre rimedio ad una insana gestione aziendale. E poi perché ritieni che sia un provvedimento che va a beneficare solo i suddetti soggetti, verificandosi in questo modo una disparità di trattamento tra i club calcistici ed il resto della platea contributiva.

Per quanto riguarda il primo punto, pur riconoscendo un peso enorme agli stipendi dei calciatori rispetto ai componenti positivi ritengo che il Covid abbia rivestito un’importanza preponderante ai fini dei provvedimenti di carattere straordinario emanati da tre anni a questa parte. Non mi risulta che le società di calcio abbiano ricevuto trattamenti di favore negli ultimi anni, prima del Covid. Sappiamo benissimo che sono andate incontro ad un crollo dei ricavi e della liquidità. Mi sembra il classico caso che ricada nella fattispicie di forza maggiore, in ragione di avvenimenti ”straordinari e imprevedibili”.

Gli aiuti statali, sotto varie forme (contributi a fondo perduto; cancellazione del saldo Irap e dell’acconto Irap; cancellazione pagamento dei contributi previdenziali per tutto il 2021; rateazione contributi previdenziali 2020 fino a 24 mesi senza il pagamento di sanzioni, introduzione cassa integrazione per emergenza Covid ecc.ecc.) sono stati concessi a tutte le imprese, a tutti i liberi professionisti, a tutti i dipendenti danneggiati dalla pandemia.

Con ciò intendo che, a causa del Covid, da tre anni a questa parte è stato stravolto tutto l’iter fiscale e previdenziale, attaverso il quale vengono riscosse le imposte non versate, a partire dal pagamento delle tasse e dei contributi fino ad arrivare all’eventuale esecuzione forzata o alla proposizione di un eventuale ricorso.

Questo provvedimento appena approvato ( commi 160-161) magari fa più clamore perché riguarda specificamente le società calcistiche, ma non sussite differenza sostanziale rispetto al trattamento riservato al resto dei contribuenti. L’unica differenza è solo formale. Mentre le società hanno stretto un accordo ”extraprocedurale” il resto dei contribuenti che non è stato in grado di pagare potrà farlo alle stesse condizioni delle società calcistiche, sia sotto l’aspetto delle sanzioni, sia sotto l’aspetto dell’allungamento dei termini per il pagamento.

Se hai presentato la dichiarazione dei redditi per l’anno di imposta (esempio) 2020 e non sei riuscito a versare le imposte indicate, aspetti la comunicazione d’irregolarità dell’Agenzia e versi il dovuto in 20 rate trimestrali anziché in 8, con una sanzione del 3% anziché del 10%. Sono le identiche condizione di cui stanno usufruendo i club. E la decadenza dal beneficio opera al verificarsi dei medesimi presupposti.

Sostieni che un provvedimento del genere sia un’offesa alla gente perbene? Su questo posso essere d’accordo, ma c’è da dire che durante i lockdown imposti dalla Legge le partite sono state giocate senza pubblico, il mercandising è crollato, le attività economiche sono state costrette alla chiusura. Mentre dipendenti pubblici e pensionati non hanno ricevuto danni economici.

Per quanto riguarda il differente trattamento riservato dai media alla vita dei bianchi, rispetto alle vite di altre persone diversamente colorate non la vedo così. Secondo me la diffente attenzione non deriva dal colore della pelle, bensì dalla differente attenzione posta verso tutto ciò che avviene negli Usa, nel bene e nel male. Quando è stato ucciso George Floyd, per esempio, se ne è parlato per settimane eppure non era un bianco. Idem per Walker e tanti altri. Quando c’è da condannare la violenza della società americana lo si fa per giorni, per settimane, mentre un uguale sentimento di riprovazione non colpisce altri Paesi, in quanto pur facendo registrare episodi simili sono maggiormente distanti da noi, politicamente, socialmente e culturalmente.

hilander

Auguri di buon anno a tutti

hilander

Pensierino di fine anno…

Complimenti alla Meloni e alla congrega calcistica parlamentare!

Detto in burocratese: «Il disegno di legge recante “Bilancio di previsione dello Stato per l’anno finanziario 2023 e bilancio pluriennale per il triennio 2023-2025”, approvato dalla Camera dei Deputati il 24 dicembre 2022 – scrive in una nota l’Agenzia delle Entrate –, contiene all’articolo 1, commi 160 e 161, disposizioni sulla rimessione in termini dei versamenti di alcuni tributi, sospesi per gli enti di promozione sportiva e le associazioni e società sportive professionistiche e dilettantistiche che hanno il domicilio fiscale, la sede legale o la sede operativa nel territorio dello Stato e operano nell’ambito di competizioni sportive in corso di svolgimento, ai sensi del decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 24 ottobre 2020, scaduti il 22 dicembre 2022, relativamente ai quali si forniscono di seguito le istruzioni per la compilazione del modello F24»

Detto in parole povere, oggi ognuno di noi, in nome della democrazia di politici tutti tifosi, ha prestato una decina di euro alle squadre del calcio miliardario, che ci verranno restituiti in 5 anni a 17 centesimi al mese.

In sintesi le squadre di Serie A più
indebitare (Irpef e contributi ad oggi non pagati) sono: Inter per 50 milion, Lazio per 40, Roma per 38, Juventus per 30, Napoli per 25 milioni, Fiorentina per 15, Milan per 10, e dietro le altre di A, B etc,…
Ancora in parole povere: 60 rate da pagare all’ultimo giorno di ogni mese da gennaio 2023.
Il pagamento rateale comporterà un più che“amichevole” sovrappiù del 3%. Insomma le tasse non pagate sui maxi stipendi saranno dilazionate in 5anni!
Ma secondo voi il calcio è azienda industriale così virtuosa e talmente strategica per la nazione da meritare un simile trattamento di favore (tra l’altro con proprietà straniere)? A quando allora l’applicazione del “golden power” quando si vende a stranieri!?!?!?!?

Una domanda legittima: perché le squadre non hanno chieso prestiti alle loro banche e non forzatamente ai cittadini attraverso politici compiacenti, attuando poi politiche di gestione e di mercato virtuose per rientrare di debiti e prestiti?

Una curiosità che mi verrà soddisfatta presto: nel prossimo mercato di gennaio le squadre indebitate penseranno a vendere per fare cassa e onorare i debiti o riverseranno sul mercato anche il valore delle tre rate delle tasse dovute al fisco e sospese (ad libitum?)?

Una statistica: quanti di voi si sono viste gentilmente sospese le tasse, vuoi come professionisti, commercianti, società o semplici cittadini? Non sarebbe democraticamente più giusto che siano 60 milioni a poter godere di un trattamento uguale per tutti, invece che essere obbligati a prestar soldi a chi ha contratto debiti per gestioni aziendali scellerate? perché il COVID e la crisi hanno colpito le famiglie e le aziende ben più di quanto abbiano colpito le società di calcio, che hanno colpe di gestione ben più gravi.

Insomma a me pare la dimostrazione che un qualunque governo può calpestare il primo diritto/dovere di cui deve essere garante la democrazia: l’equità della tassazione… d’altra parte l’Agenzia delle Entrate è il braccio armato del governo intransigente verso i deboli e accondiscendente negoziatore con i potenti e con i grandi evasori (d’altra parte il “pizzo di stato” fa comodo alle casse)…

MJ23 - JAN PALACH VIVE - OIOIOIOIOIOI... LUCA VIALLI SEGNA PER NOI

”Una statistica: quanti di voi si sono viste gentilmente sospese le tasse, vuoi come professionisti, commercianti, società o semplici cittadini?”

Dì la verità, tu non solo non hai letto la legge di bilancio, ma non conosci nemmeno le modalità secondo le quali vengono riscosse le tasse non pagate.

Le condizioni applicate alle squadre di calcio verranno applicate a tutti i contribuenti.
Per gli anni d’imposta 2019, 2020 e 2021 le comunicazioni di irregolarità inviate dall’Agenzia delle Entrate per omesso o carante versamento potranno essere sanate in 20 rate trimestrale con una sanzione del 3%.
Non solo, la Legge prevede che possano usufruire dell’allungamento dei termini e della sanzione ridotta (3% anziché 10%) anche coloro i quali, per gli stessi anni d’imposta, hanno già avviato un piano rateale, operando, quindi, una modifica in corso delle condizioni inizialmente previste.
Leggi i commi da 153 a 159. Non c’è alcuna disparità di trattamento.

P.S.
Tutto ciò che avviene negli Usa viene analizzato, discusso, condannato ecc.
Quando qualche ragazzino pazzo fa una strage in qualche scuola americana se ne parla per giorni, condannando gli aspetti deteriori della società Usa. Ti risultano gli stessi comportamenti verso altri Paesi che fanno registrare tassi di omicidi molto più elevati rispetto a quelli fatti registrare dagli Usa? A me no.
Semplicemente da 80 anni a questa parte gli Usa sono il Paese leader dell’Occidente ed è sempre lì che si guarda. La maggiore attenzione verso gli Usa va in entrambe le direzioni.

Modifica il 26 giorni fa da MJ23 - JAN PALACH VIVE - OIOIOIOIOIOI... LUCA VIALLI SEGNA PER NOI
Il mattino ha loro in Bocca

scusami ma leggendo (volentieri) le tue risposte a Hilander, ho sempre (o quasi) la sensazione che a fischi tu risponda fiaschi.

A completamento della mia risposta al tuo commento a parte, aggiungo che secondo quanto appreso da Calcio e Finanza, in Serie A sono 18 su 20 i club che hanno aderito alla rateizzazione, eccezion fatta per Cremonese e Fiorentina. La Cremonese non era contraria alla norma, ma non avendo debiti non ha dovuto ricorrere allo strumento. Contraria invece – e in questo coerente fino alla fine – la Fiorentina, che ha deciso di versare subito quanto dovuto. In questo modo i club di Serie A hanno versato subito il 15% del debito totale, mentre la parte restante è stata rateizzata.
Beh almeno uno che la pensa come me c’è su come sia corretto gestire un’azienda senza ricevere a mezzucci!… e a prevenire un eventuale tuo appunto posso confermarti che l’ho sempre pensato e detto anche quando di aiutini ne usufruivano (o usufruiscono senza valide ragioni e/o meriti) il mio gruppo, Ilva, Alitalia o ITA che dir si voglia, e via andare…
Non è così che si pulisce e si fortifica la struttura dei settori industriali, né che si rende sicura e stabile l’occupazione.

E poi scusami, se può essere giusto sentire dire che la norma sostiene quel mondo sportivo che non ha proventi e sponsorizzazioni come il calcio è che, a causa del Covid prima e del caro energia ora, sta facendo uno sforzo enorme per la conduzione degli impianti»,è perlomeno imbarazzante, se non ridicolo l’ènfasi che ci ha messo Lotito a tal proposito in particolare per il calcio professionistico.
Ma anche questo è il mio semplice punto di vista.

Scusami, l’ho letto, ma non è quello che mi puntualizzi e che conosco, il nocciolo del mio banale e provocatorio commento.
Io non ho nessuna intenzione di “prestare” 10 euro alle società di calcio, per permettere loro di dilazionare i mancati pagamenti di tasse dovute, perché personalmente non riconosco che questa (temporanea?) evasione sia in alcun modo giustificata, nè sia per effetto del COVID, della guerra, dei costi energetici o di altre ragioni che non siano rischi di default per pessima gestione aziendale, spesso volutamente condotta, quando non oltre i limiti di legge.

Siccome tu mi ricordi che chi avendone giusta causa sia già nelle condizioni di usufruire delle suddette condizioni, la mia provocazione consisteva nel dire che non solo quelli ma anche io, tu, e chiunque altro avrebbe il diritto di non pagare tasse e debiti con l’Erario, accumulare così una certa somma che la banca mi farebbe pagare di più da utilizzare più proficuamente in altre attività, e rateizzare la stessa in 5 anni con la maggiorazione del 3% (come dire prestito dallo stato con costo del denaro al 3%!}, oppure TUTTE le aziende potessero farlo.

Perché vedi, io che sono amante del calcio e che l’ho anche giocato ritengo però che questa sia una grossa porcheria, che in qualche modo autorizzi come opzione accettata quella di pagare alti ingaggi, alte valutazioni e rimandare il pagamento delle relative tasse (che più alte sono quanto più alto sono gli ingaggi!) in tempi futuri a modalità estremamente convenienti.

Non ritengo, ma è solo la mia opinione, che non sia certo quello che serve a moralizzare e a “normalizzare” il calcio: quello che io ho riportato, cioè la nota dell’Agenzia delle Entrate riferita

“all’articolo 1, commi 160 e 161, disposizioni sulla rimessione in termini dei versamenti di alcuni tributi, sospesi per gli enti di promozione sportiva e le associazioni e società sportive professionistiche e dilettantistiche che hanno il domicilio fiscale, la sede legale o la sede operativa nel territorio dello Stato e operano nell’ambito di competizioni sportive in corso di svolgimento”

pare fatta apposta per le società professioniste di calcio indebitate, senza che si entri nel merito del perché è del per come si siano indebitate!
In quanto poi al riferimento a sede legale, domicilio fiscale o sede operativa sul territorio, senza alcun riferimento alla proprietà, da persona a conoscenza di come operino jn genere le proprietà in territori stranieri mi fa ridere.
Se un proprietario straniero decide di mollare dall’oggi al domani lo può fare in cento modi, lo Stato si può fare delle pippe, non recupera un cazzo o forse qualcosa di non ipotecato dalle banche…e, vedi, se da una causa internazionale con un proprietario statunitense hai ottime possibilità di recuperare, con un cinese o un arabo ti assicuro che è molto più dura se non impossibile: personalmente ne ho diretta esperienza in almeno un paio di casi, e se, perdonami, i rapporti tra noi fossero diversamente “cordiali” e diretti come avrebbero potuto essere, come con altri blogger, non avrei alcun problema a mostrartene i dettagli: ma questo è secondario.

Il punto per me non sta in quello che c’è scritto e in chi possa avere la stessa agevolazione: io ho solo espresso la mia opinione che ognuno dovrebbe (anzi deve) avere la stessa possibilità di farlo e soprattutto che queste cazzo di sanatorie (perché di fatto sono vere e proprie sanatorie) retroattive dovrebbero non esistere. Chi sbaglia paga, chi evade paga, chi rischia il fallimento per colpe proprie fallisca!
Ogni sanatoria è una presa per il culo ed una offesa all’onestà della gente perbene.
Spiegami come io (of ogni cittadino o azienda possa non pagare tasse per un paio di anni e poi rateizzarle successivamente al 3% di sanzione in 60 mesi.
Pensavo avessi capito che era una provocazione, ma siccome mi hai detto che potrei farlo, dimmi come! Ma non dirmi che questo valeva per il passato, perché non ci sto!
Vedi tu mi fai sempre notare con precisione su tutto cosa ci sia scritto nei decreti, nelle disposizioni, nei vari articoli: vedi io credo di aver tempo e cultura per aver letto quello di cui scrivo, ma se io non condivido i contenuti di un decreto o di una disposizione o di qualche comma ed espongo una mia opinione su quanto di ciò non mi piace, che mi
Vieni a ricordare che un decreto preveda o non preveda?
Oggi mi stai dicendo che CHIUNQUE(io parlavo di chiunque) poteva e potrà fare la stessa cosa delle società di calcio: bene se questa è la tua risposta invitandomi a leggere l’altro comma, anzi due, ti ringrazio per questa tua interpretazione, perché io non l’ho rilevata in questi termini.
Comunque in ogni caso io resto della mia idea, e cioè che l’aver aperto alle società calcistiche questa opzione sia un calcio nei coglioni di chi si sia trovato in condizioni critiche pur lavorando onestamente, oberato dalla crisi.

In quanto al tuo PS non ho capito il nesso logico, a meno che ti riferissi al mio appunto sul tifonii e inondazioni nelle Filippine e al fatto che in nessun telegiornale se ne fosse data notizia, al contrario dei titoli di testa per la tempesta glaciale in Nordamerica.
Se è per questo motivo, sappi che il tifone a Tacloban ha causato circa 11 vittime, e che quello Rai in Zamboanga in questi giorni ne ha già causati circa 500 e l’inondazione continua ancora in questo momento.
Ecco perché io da sempre sostengo per per il nostro mondo occidentale una vita bianca viene valutata come e più di cento vite diversamente colorate: fai tu le proporzioni e vedrai se il rapporto non ti torna.

Comunque è quasi mezzanotte, tra poco inizierà in 2023, che spero porterà la pace in primavera e un cambio di rotta nella Russia, anche se l’organizzazione oligarchica non sarà facile da “ristrutturare”.
Quindi ti auguro di cuore una buona fine e un buon principio di cuore: divertiti anche per conto mio, perché la convalescenza postoperative mi impedisce di farlo.
Un caro saluto e auguri a te e famiglia

hilander

Errata corrige

“se è per questo motivo, sappi che il tifone a Tacloban ha causato circa 11MILA (undicimila) vittime”

hilander

RsA Asia illustra l’Asia’s Economy Outlook 2023, che conferma la precedente previsione dell’IMF (IMF Outlook OctOBER 2022) del recupero mondiale della crescita trainato dal continente asiatico.
Io nutro al proposito qualche dubbio, ma sono pessimista di natura perché l’esperienza mi ha insegnato che spesso nei forecast non viene tenuto nel dovuto conto il peso degli “eventi imprevisti”, peraltro difficili da individuare e connotare come valori di impatto: dal 1970 di crisi, attese e inattese, ne ho vissute tante nel mio percorso professionale: ricordarle ai più vecchi sarebbe mancanza di rispetto alla loro conoscenza, raccontarle ai giovani sarebbe per loro una noia, visto che dell’esperienza dei vecchi se ne fottono.
Ad ogni buon conto prima di dire la mia, aspetterò da mio nipote, economista di Stanford ed executive a Washington dell’IMF, un’anticipazione dei dati IMF a complemento, con il suo commento sui numeri europei, visto che proprio dell’Europa si occupa in seno al Fondo, ed è inoltre ispettore dei rapporti con la BCE.
Per ora mi limito a trascrivere la breve sintesi dell’Asia’s Economy Outlook 2023, senza commenti personali.
Con l’augurio che nel 2023 si possano fare sintesi tra informazioni e dati, senza indulgere alle proprie convinzioni politiche e scatenare la “guerra civile della SR” come è stato per il 2022.

“The Asian economy is expected to recover in 2023 as industrial activity and services continue to improve and consumption is set to increase thanks to the easing of COVID-19-related restrictions and the reopening of borders.

According to the previous estimates of the International Monetary Fund published in October 2022, the global growth forecast for 2023 is 2.7%, and the recovery will be driven by Asia, with an aggregate growth of 4.3%.

As for China and India, growth is expected to be 4.4% and 6.1%, respectively in 2023. Among advanced economies on the Asian continent, Japan will see its GDP increase by 1.6%, Singapore by 2.3%, while South Korea expects a 2% growth in 2023. The ten members of the ASEAN bloc are expected to grow by 4.7% in 2023, led by Vietnam (+6.2%), Cambodia (6.2%), Indonesia (+5%), and Philippines (+5%).

In its updated Asia-Pacific Economic Outlook of October 2022, the World Bank projects that the region’s economies will grow by 4.6 percent in 2023.

China, which constitutes 86% of the region’s economic volume, is projected to grow by 4.5% in 2023. For the largest five ASEAN economies (Indonesia, Malaysia, Philippines, Thailand, and Vietnam), the growth is projected at 5.1% in 2023. Individually the projections are: Vietnam at 6.7%, the Philippines at 5.8%, Indonesia stable at 5.1%, Malaysia at 4.2%, and Thailand at 4.1%.

hilander

Pensierino post natalizio.
se è vero che ci sono i deficienti “servi prezzolati” dell’industria, è pur vero che ci sono i deficienti “coglioni prezzolati” che, mentre affermano che nessuno dirà mai loro cosa produrre dove produrre e come vendere, non si accorgono che proprio a pochi metri da casa loro la commissione europea costringe a distruggere le arance nei fiumi per far comprare le arance “comunitarie” o fa applicare le quote latte alle regioni del nord e in Sardegna, che ratifica prodotti di paesi amici volgari imitazioni di prodotti alimentari italiani e altre amenità del genere…

Ma sono certo che vi verrà spiegato, e ne sarete convinti, da questi consulenti da salotto e da business di piccolo cabotaggio, con dotti riferimenti a sacri testi di alta economia di autori indiscutibili, che questi siano brillanti esempi di libero mercato e di libera concorrenza, stabiliti da chi, indenne da ogni giudizio superiore, non sanzionerà mai se stessa, e che alla fine si risolveranno in cospicui vantaggi a nostro favore, di agricoltori, allevatori e soprattutto delle famiglie.

In quanto al grado di competenza/incompetenza questa viene giudicata sui risultati di campo e non dai deliranti e astiosi messaggi di chi la pensa diversamente e rifiuta il civile confronto di idee: quindi risultati personali sul tavolo per favore e poi scopriamo le carte!

Al di là di questo io ribadisco di considerare il Qatargate come una pessima figura di merda europea in un momento in cui la nostra Europa non ne sentiva il bisogno, figura maleodorante come altre prima di questa in cui purtroppo vi sono protagonisti italiani, che non ha nessuna comparazione con i regimi sino-sovietici.. anzi se proprio vogliamo trovargli una radice questa è quella di un impianto a matrice tipicamente mafiosa, caratteristico e “nativo” delle nostre latitudini.

Per il resto come del conflitto in Ucraina non me ne frega ormai un cazzo (anche Francesco si guarda bene di intervenire al di là del sermoncino domenicale: mi ricorda un certo Pio all’epoca del nazifascismo), così come della Cina non me ne frega un cazzo visto che la mia carriera me la sono costruita nei paesi occidentali, mi limito a continuare a vivere quel po’ che mi resta e che non verrà minimamente intaccato da questi eventi rivolto a cose di maggior godimento individuale… e per quanto riguarda le News dal mondo, soffro molto di meno per la tempesta glaciale nel Nordamerica, titolo di testa di tutti i media, di quanto invece mi faccia male vedere nemmeno citati nei titoli di coda i tifoni e le inondazioni (peraltro cicliche) che stanno squassando le Filippine, con paesi distrutti e vittime.”a palate”.
Ma si sa, e l’avevo già scritto, che qui da noi, una vita occidentale vale più di cento vite africane, orientali, sudamericane.
Beh 1:100 mi pare una giusta “quotazione di borsa” rilevabile sul nostro mercato!

Er Mobilia

Pil pro capite usa: 62k
Pil pro capite Filippine: 3k
Aspettativa di vita usa: 76 anni
Aspettativa di vita Filippine: 70 anni
Quindi con un tasso di sconto uguale a zero:
Valore vita usa=62*76=4.712k
Valore vita Filippine =3*70=210k
Il che vuol dire che il tasso di cambio
Vita usa:vita Filippine =1:22.4
Se vogliamo dire cazzate almeno diciamole bene.

hilander

Forse ti è sfuggito il senso del mio 1:100! Forse rileggendo il contesto dell’ultima parte lo capirai meglio.

Mi riferivo semplicemente al valore della “vita umana” che questa nostra borsa speciale attribuisce alle varie razze e agli individui dei diversi continenti e persino delle singole nazioni all’interno della stessa Europa.
E se non mi credi fai un po’ di calcoli degli spazi dedicati alle varie calamita nel pianeta e scoprirai che il rapporto “1 vita USA:100 vite Filippine” è magari per difetto…
Secondo le nostre democrazie avanzate il valore della vita umana non ha mai avuto e non ha lo stesso valore, ed io non mi sento così ipocrita dal non affermarlo!

hilander

Io non ho detto nessuna cazzata… e non ho fatto alcun commento.

Io ho solo riportato (anzi copiato integralmente) quanto scritto; ho anzi detto che nutro dubbi sul fatto che l’IMF ritenga l’Asia in qualche modo driver della crescita globale…
E il mio dubbio è basato sulla considerazione che l’Asia (compresi Giappone e Korea) è Cina all’86%, e ci vuole un nulla perché un qualunque imprevisto o crisi cinese mandi a carte quarantotto tutta l’Asia.

Insomma io credo che anche l’americanissimo IMF stia dando troppo peso all’Asia.

Ma fortunatamente ci sei tu a dare i giusti insegnamenti all’IMF.

In quanto al confronto PIL USA- Filippine permettimi di dire che non c’entra niente con quanto viene asserito.
Per assurdo io potrei fare lo stesso discorso per USA/Francia o Italia e concludere nello stesso modo e quindi affermare che il traino della crescita è solo dagli USA.
Poi magari prendere Singapore e USA e affermare che lo è Singapore.

Quello che dici è ovvio, ma il problema della crescita, oltre che globale, è anche specifico per nazione: ed è ovvio che per una nazione povera i numeri siano più alti e lo scarto rispetto all’anno precedente della “qualità della vita “ lo si avverta maggiormente, e che poi man mano che si avanza i delta tendano a ridurci fino all’appiattimento: per l’Italia lo storico del PIL e del Debito ci dicono ad esempio che siamo cresciuti, ma meno di altri.
Io non so quanti anni tu abbia, ma io che ho visto l’Italia del miracolo economico, e poi tutta l’evoluzione che ci ha portato dall’essere la sesta potenza economica mondiale di partenza (spero che tu non sia almeno tra quelli che credono che lo siamo ancora) a quello che siamo oggi, posso dirti “terra terra” che la sensazione di benessere di allora non c’è più adesso da un bel po’.
Poi evidentemente pensa pure che sia il contrario.

Mi premurerò di inviare il tuo appunto all’IMF, suggerendo loro di fare attenzione prima di scrivere cazzate, e di verificare bene perché non sono nè Asia nè NordAmerica i riferimenti della crescita, ma il Brunei.

Comunque auguri di Buona fine e Buon principio…

Er Mobilia

Mi sa che nella foga non hai capito bene cosa ho scritto, era più centrata la tua prima risposta…
Comunque auguri di Buon Anno a te e alla tua famiglia!

Waters

Intanto un altro epurato o deputato russo,scivola da un terzo piano in un hotel in India e muore, stranamente aveva sempre criticato l’aggressione russa ai danni dell’Ucraina.

Salud.

hilander

Andrea non è ancora finita lì: ne cadranno ancora dalle finestre o finiranno disgraziatamente con l’auto nella corrente di un fiume vorticoso!
È una prassi che ha molti riferimenti storici: è la violenta pretesa di “pulizia” di ogni regime… la storia ne ha infiniti esempi certificati (anche a casa nostra e in tempi di pace).

OCKHAM

All’epoca di questa magnifica e potente esecuzione del capolavoro di Grieg (il mio regalo per queste feste agli amici di SR) il grande Rubinstein aveva la mia età 😉 :

Modifica il 1 mese fa da OCKHAM
OCKHAM

Buone feste, in particolare, ai blogger del bar Sport di Fabrizio Bocca e a lui stesso, esclusi coloro che continuano a giustificare il criminale Putin 😐
Buone feste a tutti
Frohe Feiertage allen
Bonnes fetes a tous
Chag Sameach
Vesele vanoce a stastny novy rok
Wesolich swiat wszystkim
Bon tsalende e treinadan a tcheut
Bon An gnûf a ducj i Furlans in dut il mont!
And best wishes to all my friends in the World
PACE,PACE,PACE

Buone feste 23.12.2022.jpg
Modifica il 1 mese fa da OCKHAM
MJ23 - JAN PALACH VIVE - OIOIOIOIOIOI... LUCA VIALLI SEGNA PER NOI

Ahiahiahaia ”William J. Ampio”. E’ questo il livello culturale di chi, da Occidente, ci ammorba con la propaganda sino-russa.

Autentici incompetenti che abbiamo imparato a conoscere e che possono annoverare nell’elenco del loro bestiario autentiche perle: ”La Russia ci lascerà al freddo, al buio”…”Moriremo di fame senza le materie prime russe”…”Gli ucraini non possono fare altro che arrendersi, altrimenti Putin si incazza ancora di più”. Quest’ultimo passaggio racchiude un messaggio mafioso: o paghi il pizzo e ti metti in regola o altrimenti ti diamo fuoco al locale. Ecco lo spessore umano, morale ed intellettuale di questi deficienti.
E la stesso scenario viene ipotizzato rispetto alla Cina: non fate incazzare i cinesi, ditegli sempre di sì, altrimenti poi ci tirano i missili.

Sono dei servi prezzolati, abituati a vivere in base alle disposizioni ricevute dal despota di turno.

Adesso leggo che cercano di equiparare il Qatargate con i regimi dispotici sino-russi.
In democrazia esiste una magistratura indipendente che svolge il suo lavoro. E applicando la legge decide chi come e quanto sanzionare. A differenza dei regimi dispostici, dove esiste una parola sola.

Tanto per fare un esempio è come se io dicessi che in Europa non esiste il libero mercato in quanto qualche annetto fa IVECO, Man, Volvo/Renault, Daimler, Daf furono bastonati dalla Commissione Europea per aver violato le regole della concorrenza dando vita a un’intesa illegale durata 14 anni sui prezzi di vendita dei camion.

Beccati a colludere a danno dei consumatori gli venne inflitta la multa più salata di sempre.
Ma nessuno viene a dire a me cosa produrre, quanto produrre, a che prezzo vendere,

Modifica il 1 mese fa da MJ23 - JAN PALACH VIVE - OIOIOIOIOIOI... LUCA VIALLI SEGNA PER NOI
OCKHAM

Sarà un caso ma, una volta venuto alla luce il Qatargate, finalmente i ministri dell’energia dell’Unione Europea, dopo due mesi di intensi negoziati, hanno concordato un tetto dinamico al prezzo del gas.
L’accordo prevede, salvo errori, che il tetto di 180 euro scatti se il prezzo del contratto del primo mese nel TTF olandese, il principale benchmark europeo per i prezzi del gas, superi i 188 euro per megawattora per tre giorni. L’obiettivo è quello di proteggere i consumatori dai prezzi elevati imposti durante il blocco della Russia che ha invaso l’Ucraina.
Si sa che ci sono opinioni discordanti sul livello del tetto e sulla questione se l’intervento sul mercato rappresenti un rischio per la stabilità finanziaria dell’area dell’euro. Tra gli oppositori i più determinati sono stati i ministri di Germania, Paesi Bassi e Austria.
Adesso un primo, significativo passo sembra sia stato compiuto e la ns. Presidente del Consiglio si è affrettata ad ascriversene il merito.
Per sicurezza bisognerà però attendere la ratifica del Parlamento, e qui ci potrebbero essere ancora difficoltà (anche in ragione delle valigie piena di soldi che girano ….).

Modifica il 1 mese fa da OCKHAM
hilander

Amico mio, non ripeterò quello che Maxx ed io avevamo già scritto tempo fa su questo “provvedimento “, che con troppa enfasi i governi, primo fra tutti il nostro, hanno etichettato come intesa (ma non lo è, viste le eccezioni e le modalità) vincente ee che invece è solo un’espressione di debolezza e di timore, dato il livello di tetto fissato.
Non ti annoierò ricordando i dati storici 2020, 2021, 2022: di TTF, P_ING, CMEMm, PVS (ma pure il PUN è significativo in altro campo)sono dati che puoi tranquillamente trovarli con pazienza… basta guardarli per capire che l”intesa è un aborto e che alla fine conterà come sempre il potere contrattuale di chi compra e chi vende, e che il nocciolo della questione non sta lì.
Comunque se vorrai, appena mi sarò ripreso dall’operazione, potrò mostrarti i “numeri”.

OCKHAM

Precisazioni dopo approfondimento: https://www.consilium.europa.eu/en/press/press-releases/2022/12/19/council-agrees-on-temporary-mechanism-to-limit-excessive-gas-prices/
L’accordo diventerà operativo da metà febbraio e non occorre la ratifica da parte del Parlamento europeo, avendo anche il Consiglio dei ministri potestà legislativa (condivisa).
La Germania ha approvato, si sono astenute Austria e Paesi Bassi, l’Ungheria ha votato contro.

Er Mobilia

Visto che si avvicina il Nalate, leggiamoci questo reportage dell’Economist di qualche settimana fa – per non dimenticare, per ricordarci sempre di chi sono quelli che invadono ammazzano torturano stuprano e di chi invece dipende la propria indipendenza e dignita’ di essere umano:

on February 24th, the day Russia invaded Ukraine, Alex, a businessman in his 40s, joined the army. He was soon deployed to a village 30km north-west of Kyiv, where the weather was raw and he ate nothing but stale bread for over a week. Russian tanks constantly bombarded his position. Half his company of 26 men were killed; almost all were wounded. Both of Alex’s legs were hit by shrapnel.
The Ukrainian soldiers in the village surrendered to an elite unit of Russian troops who “behaved decently to us”, Alex said. Then the Ukrainians were driven to a military base in Belarus, where Chechen soldiers threatened to rape and shoot them. They could hear the cries of prisoners being beaten elsewhere.
Alex was taken for questioning. Interrogators asked his name and rank, his profession and the company he worked for. Judging him to be a wealthy businessman, they said he’d be returned to Ukraine that evening if he paid them $20,000. Alex saw this was an opportunity to prise out useful intelligence. He asked to whom and by what method he should make the transfer. Then he told them he didn’t have that kind of money.
According to the Geneva conventions, which Russia has signed, prisoners-of-war (pows) must be treated with dignity and consideration. In theory pows are simply combatants removed from the battlefield. In practice they often become currency: a lever in negotiations and a tool for propaganda.
We don’t have an exact picture of how many pows the Ukrainians and the Russians have captured or lost. (In July, Ukraine announced that 7,200 of its soldiers were missing and Russia recently announced they had 6,000 Ukrainian captives.) Neither has the International Committee of the Red Cross, which is empowered by the Geneva conventions to monitor the health and safety of pows. “On both sides we have been able to visit pows and also not able to visit pows,” Achille Balthazar Despres, a Red Cross spokesman in Ukraine, told me, taking care to be balanced. “What I can say is that we have visited several hundred pows on both sides. Which means there are probably thousands.” In July, dozens of Ukrainian prisoners died in an explosion in a camp in Olenivka, in the self-proclaimed Donetsk People’s Republic: the Russian government blamed Ukrainian shelling, a claim which is hardly credible.
After three days in Belarus, Alex and a dozen other Ukrainian captives were flown to a prison, which he reckoned was in central Russia. On arrival they had to kneel in the yard with their hands behind their heads. For two hours they were beaten with fists, batons, metal bars and rifle butts. Afterwards they crawled into their cell. One man died that night.
The torture continued. They suffered electric shocks to their genitals. A prisoner had his face mauled by a dog. Another was left outside in freezing temperatures and developed bleeding frostbite on his feet. Forty prisoners were packed in a filthy cell crawling with mice and lice. They used their towels as bandages, their urine as disinfectant and, on one occasion, were forced to extract a piece of shrapnel with their fingernails. Alex’s own wound became infected and he got a fever. In the next cell they heard a woman screaming in childbirth. Her cellmates called for help, for a medic, for a knife to cut the umbilical cord. The guards shouted back: “Use your teeth!”
Alex’s interrogators seemed more interested in breaking the prisoners than gathering intelligence. pows were forced to sing the Russian national anthem. “They filmed us. They laughed at us. They said, ‘Oh, look, he’s shitting himself!’ Even though we had no food in our stomachs and there was nothing to shit.” The guards stripped them and threatened to rape them. On one occasion, they hooded Alex with a plastic bag until he passed out.
Prisoners had to keep their heads bowed, so Alex never saw his interrogators’ faces. Asked whether Crimea was part of Russia, he answered: “De facto, yes, de jure, no.” He was beaten for being clever.
Russian guards filmed Alex and his fellow prisoners, forcing them to say that they were being well treated and receiving medical attention. Two weeks into Alex’s captivity one of his sons saw him in a video posted online. That was how his family learned he was a pow.
Volodymyr Petukhov, a Ukrainian military psychologist, believes Russia’s abuse of pows has its roots in the Soviet Union’s treatment of political prisoners. Similar torture methods were used in the 1930s. Breaking a prisoner consists of three phases, he says: unfreezing, indoctrination and freezing. This is achieved by keeping a prisoner in a state of stress and uncertainty, destabilising their thinking with disinformation, then instilling submission by forcing them to sing the Russian national anthem, praise the Russian flag or recite patriotic verse – pows today often mention having to read a poem entitled “Forgive Us, Dear Russians”. Alex tried to deflect this kind of psychological pressure by encouraging his cellmates to sing the Russian national anthem unbidden – partly to avoid a beating and partly because, by singing it voluntarily, they would neutralise their captors’ coercive power.
When Alex had done his military service 20 years earlier, he had received no training in how to react when taken prisoner. The rapid expansion of the Ukrainian army since February means that few new recruits have had lessons on surviving captivity, such as techniques for managing their emotional reactions.
After a fortnight, Alex was flown to Crimea and kept in a large hall with Ukrainian marines and civilians. A few days later he was moved again, along with other captives, this time to another prison in southern Russia. The prisoners were made to stand in the yard for three hours with their arms outstretched and foreheads pressed against a wall. If they collapsed, the guards beat them. “Then I was lucky,” Alex told me. “They called my name.”
Alex was taken to an office where a man in a blue-grey civilian uniform sat behind the desk. He gave Alex a glass of water, shared an energy bar and asked politely about his education and career. The man wanted to discuss business plans, economics, interest rates. Alex felt relieved to be having a normal conversation.
After a while, the man seemed satisfied: “Well, they weren’t mistaken about you.” He pushed a file across his desk. Inside was a contract for a job at a Russian company similar to the one Alex did in Ukraine. The man told him he’d be well paid and given a house. Alex’s family would be transferred and the man himself would act as his protector. They would become good friends! Yes, Alex would have to give interviews to journalists, but he’d get used to it.
When Alex said that his home was in Ukraine, the man replied that a homeland was a place with a good salary. “You must understand,” he said darkly, “that I cannot leave here without you.” He told the guards not to beat Alex and insisted he be taken to the guards’ bathroom, which had hot showers. Alex spent a minute enjoying the warm water. “Think about my offer,” the man told him. “There is really no other option.”
Alex was taken to a cell with five bruised and groaning pows. The man in the blue-grey uniform returned that night. Sign, he said, “then your life can begin. One way or another we will force you.” Alex told the man he was weak from fever and any more abuse would probably kill him. He was transferred to solitary confinement.
In the morning guards unlocked the cell to reveal the uniformed man. But instead of whipping out a contract, he whispered: “You’re going home.” Weary of the game-playing, Alex hardly knew what to think.
He was taken to an airport and flown back to Crimea. There, guards put him in the back of a truck with a group of civilians who were also being exchanged. (Around 1,000 pows from both sides have been exchanged in several groups since February.) They drove north through a series of checkpoints. The last one before they reached the front line was manned by Chechen troops, who ordered everyone off the truck for inspection. Alex was the last to climb out. “You told us there were only civilians but here’s a rat,” the Chechens said on seeing him. “Well, what do you choose? Shall we cut off your nose or an ear?”
Feverish and exhausted, Alex thought he was about to be shot. He wanted to die with dignity. He said he needed to piss, and the Chechens escorted him to a bush. Then he told them he wanted to pray. The soldiers hit him around the head a couple of times and called him a “Christian pig”. The civilians had been loaded back onto the truck and driven off. Alex was left alone. He thought he was going to be killed. So he prayed.
As he did so, his terror lifted. “I thought, here is the end. This at least will be the end of my suffering. I was happy at this moment and I wept.” Unexpectedly, a Chechen soldier wiped away his tears with a fingertip and said: “Your words are as pure as your tears. Ask for whatever you want.” Alex asked for some water. Then a second truck filled with pows arrived. Finally, Alex was loaded on board and taken to the exchange.
At the handover point, Russian pows filed past him, looking clean and neat, in contrast to his dirty and torn clothes. When Alex asked them if they’d been beaten, they shook their heads. “This was so important to me,” he said. “We are not the same as Russians. We are not like them.”

hilander

Lo scandalo Qatargate non si sa dove è cominciato nè dove finirà, quali accordi commerciali e politici abbia inquinato nè quanti e quali personaggi risulteranno coinvolti.

La realtà è che l’Europa ci sta facendo una figura di merda e soprattutto che abbia sputtanato la reputazione della democrazia che rappresenta con orgoglio nel mondo, orgoglio che oggi traballa…

Nel frattempo quelle nazioni (Marocco e Qatar, ma magari ne salteranno fuori altre) che hanno fatto “lavoro sporco” con e contro l’Europa stringono accordi con la maledetta Cina.

E siccome io non smetto di mettere in guardia contro il dragone riporto un report su quello che Cina e Paesi Arabi stanno facendo

“The first China-Arab States Summit
was held on December 9 in Riyadh, the capital of Saudi Arabia. Chinese President Xi Jinping attended the summit with leaders from 21 Arab League countries, whose major economies include Saudi Arabia, the
United Arab Emirates, Egypt, Iraq and
Qatar.

During the summit, China and the Arab leaders signed multiple agreements and MOUs on energy, infrastructure, finance, education, technology,and other relevant fields. These agreements will open up new possibilities for China and Arab states’ future cooperation.
Trade volume between China and the
Arab countries reached USD 319 billion in the first three quarters of 2022, an increase of 35.3 percent year over year, while the total trade in 2021 came to USD 330 billion.
In 2021, China imported 264 million tonnes of crude oil from Arab states,
accounting for 51.47 percent of China’s total.

Since the Belt and Road Initiative was
launched, China and Arab states have
established new cooperation mechanisms.
A comprehensive strategic partnership was established between China and Algeria and Egypt in 2014, with Saudi Arabia in 2016, and with the United Arab Emirates in 2016.
A strategic partnership was established between China and Qatar in 2014, Iraq in 2015, Morocco in 2016, and Oman and Kuwait in 2018. Multilaterally, China and Arab states established the China-Arab States Cooperation Forum in 2004 and the
China-Arab States Expo in 2013. In 2018, the Declaration Action on China-Arab States Cooperation under the Belt and Road Initiative was signed by China and Arab states during the 8th Ministerial Meeting of the China-Arab States Cooperation Forum. promoting the economic relations between China and Arab states.
Additionally, China has become deeply
involved in local projects of Arab states, such as the China-Egypt TEDA Suez Economic and Trade Cooperation Zone, the China-Oman Industrial Park, and the China-UAE Industrial Capacity
Cooperation Demonstration Park.”

Aggiungo una semplice informazione economica sul Trade della China a novembre.

“According to the latest data released by the General Administration of Customs (CAG), China’s imports and
exports reached RMB 38.3 trillion in the first 11 months of 2022, up 8.6% from a year ago.
The data shows the exports rose 13%
year on year to RMB 21.8 trillion, while
the imports increased 4.5% from a year ago to RMB 16.5 trillion yuan.”

Ora invece di preoccuparci di fare le pulci agli altri, si abbia quel senso di autocritica e di dignità per pensare a fare pulizia in quella che si credeva essere una cattedrale democratica e che rischia di rilevarsi come luogo di lobbies con qualche stanza di bordello. E cominciamo dall’Italia, perché l’ago della bilancia è stata truccata da italiani.
E basta con lo sdegno di circostanza, con le frasi “io non sapevo”, “io sono parte lesa” etc etc: qui di parte lesa ci siamo solo noi, indipendentemente dai nostri credo personali, Ockham, MJ, Leo, Tiziano, hilander, Mario Rossi, Andrea etc.
Poi chi vuole può sempre dissociarsi!

Leo 62

Che quelli della UE fossero un giro di ladri se andava male e di grigi burocrati se andava bene lo sanno un po’ tutti e da tempo, amico mio.
Se va bene sono inutili, se va male sono dei riciclatori professionisti. Che certi soggetti si puliscano la bocca con la parola democrazia e la parola diritti civili, è solo una presa per i fondelli ulteriore: questi si dividono tra chi prende ordini dagli Arabi, chi li prende dalla Cina e chi li prende dagli USA.
Appena eletti li riuniscono in una stanza e se li dividono…. tu chi ti prendi, io quelli greci… io voglio gli italiani, io gli olandesi e così via… La cosa divertente è che ora dopo aver rinunciato al gas russo, bisognerà fare i conti con il fatto che tra poco, se non si accetta di abbassare le braghe sui principi, non arriverà più nemmeno dal Qatar…. aggiungiano che l’Algeria fa parte del giro russo-cinese, l’Arabia Saudita oramai pure e rimarrà solo gas e petrolio americano o norvegese che costano 5 volte tanto…
Ma chebravichebrAVICHE BRAVI… tra Strasburgo e Bruxelles ci sta la crème de la créme de la créme… de la merde però.

P.S. Una piccola informazione . La bilancia, quella importante è stata truccata dai francesi, gli italiani sono solo manodopera… nasce tutto dalla designazione del 2010 del Qatar come sede del mondiale.
Al momento c’è in atto un’inchiesta della procura di Parigi sul presunto accordo “segreto” tra Parigi e Doha, che sarebbe stato stretto nel corso di un pranzo all’Eliseo, cui parteciparono l’allora presidente francese Nicolas Sarkozy, l’ex numero uno dell’Uefa Michel Platini e l’attuale emiro del Qatar, Tamim bin Khalifa al Thani. Dieci giorni dopo quel pranzo, la Fifa si riunì per decidere in merito all’assegnazione dei Mondiali 2022, assegnandoli appunto al Qatar. Decisivo fu il voto del francese Platini, il quale aveva precedentemente assicurato il proprio appoggio alla candidatura degli Stati Uniti ( e così abbiamo capito chi gli ha fatto la guerra da quel momento ). Meno di un anno dopo, nel novembre 2011, il Qatar ordinò 55 aeromobili Airbus, per un valore di 6,4 miliardi di euro. La Qatar Sports Investments, intanto, acquistava il club di calcio Paris Saint-Germain, ( con tutti quei soldi a disposizione vai ad investire in Inghilterra che cazzo ci vai a fare in Francia ) per poi lanciare subito dopo in Francia la piattaforma televisiva BeinSport, di proprietà di Nasser bin Ghanim Al Khelaifi, membro del Cda dell’Autorità per gli investimenti del Qatar.
Sotto la lente dei magistrati francesi sembra che sia finita anche la vendita a Doha di aerei da combattimento francesi Rafale, effettuata nel 2015 al prezzo di 6,3 miliardi. Anche il Marocco, l’altro Paese arabo che viene citato come attore protagonista del traffico d’influenze, ha rapporti strettissimi con la Francia, più stretti tra quelli che Parigi vanta con i Paesi del Nord Africa.
Insomma in confronto al danno che lo scandalo potrebbe provocare al sistema economico francese, quelli che potrebbe subire l’Italia sono trascurabili. Certo ci sono i giri Pieddini ( altri ladri professionisti ) che finiscono per fare riferimento a Massimuccio sempre lui, ad un certa sinistra ex DC Franciocentrica e poi al giro di ONG che fanno soldi sulla pelle dei poveracci con il pretesto di salvarli. Se si andasse a votare domani questi pezzi di merda andrebbero sotto il 10%, facendo la fortuna di Conte e dei 5 stelle.
Che sia uscito tutto ora non mi sembra un caso, è l’affossata definitiva. E questa è la buona notizia.

OCKHAM

Francamente credo che nessuno qui fosse convinto che bastasse entrare a far parte delle istituzioni europee per cambiare abito e costumi e abituarsi a respirare un’aria pura. Anche i vizi, e tra questi la corruzione, come le idee, camminano con le gambe degli uomini e quelle degli italiani, come è noto, corrono molto e dappertutto.

Poi, secondo me, non è neppure plausibile la motivazione che, stando alle notizie finora diffuse, sarebbe stata alla base del pagamento di tanti soldi: promuovere il buon nome degli Stati, figuriamoci se era questa la grande preoccupazione degli sceicchi!

Con l’accelerazione e la rapida espansione dei vari sistemi per ricavare energia pulita da fonti altermative i paesi produttori di petrolio e gas non vedrebbero forse diminuire progressivamente le loro principali entrate? ecco che allora si interviene su chi ha il potere e avrebbe la possibilità di…..rallentare o addirittura ostacolare (come con il price cap).
Per inciso il Qatar è il terzo produttore mondiale di gas naturale (dopo USA, Russia e Iran) e il primo esportatore di gas naturale liquefatto (GNL).

A te di nuovo tanti auguri per tutto.

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hilander

Errata corrige
…. RIVELARSI (non rilevarsi) come luogo di lobbies…

OCKHAM

Esta noche estoy muy contento 😉

OCKHAM

Disordini con morti in Perù per la rivolta della fazione favorevole al deposto presidente Castillo.

“El golpe que no logró consumar Castillo lo pretende así coronar con una rebelión popular que desplace al gobierno que lo ha sucedido. No es dificil imaginar cómo sería un régimen nacido en ese caldero. Para seguir con la frase anticipatoria de Vargas Llosa, Perú se jodió en verdad con el fujimorazo. Castillo ahora le da una vuelta grotesca adicional a ese drama”.  

https://www.clarin.com/mundo/crisis-peru-jodio-region-_0_5JG55bfkeJ.html

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manu londra

@tutti riusciamo a firmare un armistizio almeno durante le feste? Avete così tanto sapere da divulgare e diffondere, perché continuare a battibeccare di una guerra che nessuno di noi aveva bisogno. Siete dei grandi, tutti, usate il vostro sapere per informare e rendere tutti più colti. Un desiderio questo da parte mia e auguro a tutti dei momenti di gioia e serenità nei giorni a venire! @Bocca grazie ancora per questo spazio e tanti auguri anche a lei!

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Leo 62

A quanto pare in Europa il disorientamento non riguarda solo il Parlamento. A proposito di quanto dicevo un paio di mesi fa sul fatto che la BCE non sappia che pesci pigliare.

https://www.ripartelitalia.it/donato-masciandaro-il-sole-24-ore-la-bce-brancola-nel-buio-sul-futuro-solo-parole-vuote/

mario rossi

Lagarde aspetta un tuo scenario poi decide

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Leo 62

Tranquillo Mario, tutta roba che non ti riguarda… tu pensa a dare da mangiare ai delfini dell’Acquario di Genova.

Leo 62

Buon Compleanno Ludwig, dispiace che dei burocrati corrotti e servili abbiano profanato la tua musica in nome dell’Europa, era il tipo di gente che disprezzavi di più, ma sono cose che passano, tu rimani.

Tiziano

Quello che ti dicono…i russi # 2:
Andrei Modorov è un noto nazionalista di Mosca che presta servizio nell’esercito separatista della Repubblica Popolare di Lugansk dal 2014.
Scrive con competenza sotto lo pseudonimo Murz di quello che accade nelle zone di combattimento nelle regioni di Luhansk e Donetsk e sui rifornimenti e le attrezzature delle forze russe.
Questo è un suo post di due giorni fa sulla situazione nell’area:

“Il pubblico Z ripubblica massicciamente questa spazzatura sulla 93a brigata (ucraina n.d.a.) che è “senza rotazione” degli uomini da sei mesi e conta fino al 90% delle vittime nel personale di prima linea, non viene ritirata e viene semplicemente rifornita di reclute da “gettare in battaglia” e che finalmente sta per essere respinta nelle retrovie.

Quindi, finalmente, una brigata dell’Armata Ucraina ha raggiunto quello stato incasinato in cui si trova l’intera milizia popolare di LPR e DPR (i russi non sono mai stati portati in tale stato, sono stati rimossi dal fronte molto prima).
E questa terribile brigata ucraina in rovina sarà rinfocillata e riequipaggiata ma non come noi, ovviamente!

Stai diffondendo buone notize e non noti nulla intorno a te che sia… per usare un eufemismo, allarmante.

Sin dall’inizio voi cittadini non vi siete accorti di come, durante la “de-escalation” di marzo, abbiamo esaurito le grandi formazioni corazzate mobili e, di conseguenza, la capacità di effettuare operazioni di accerchiamento e da lì iniziarono le battaglie di logoramento, con le linee difensive fortificate che a scaglioni venivano rosicchiate.

Poi, a maggio-giugno non ti sei accorto che stavamo finendo la fanteria più o meno adeguata e poi hai deciso di compensare con il fuoco dell’artiglieria.

Poi, abbiamo finito i proiettili mentre il canale “Russia 24″ci mostra della fottuta fantascienza sullo smantellamento delle fortificazioni ucraine con un cannone antiaereo da 57 mm.

Vi dirò, cittadini, una cosa molto spiacevole adesso… Non siate offesi.

Arkasha Babchenko sugli “Abrams” al centro della piazza rossa, non può essere ignorato.*”

*qui cita un giornalista dissidente russo anticremlino che preconizzava ironicamente i carri armati americani che entrano nel centro di Mosca alla fine di questa guerra.

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Leo 62

Un altro che arde dal desiderio di attaccare l’Ucraina con l’atomica… io non lo prenderei come esempio di “critica costruttiva”, Tovarish Tiziano…

Tiziano

Non è mia intenzione proporre della “critica costruttiva” o fornire un’opinione, mi sembrano abbastanza eloquenti i concetti espressi dall’autore.

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Leo 62

No… intendevo la SUA critica “costruttiva”… di fronte a questi qui tenersi stretto Putin.

Tiziano

Non parla di atomica e sostanzialmente dice che sono ridotti pezze al culo dalla primavera e chiedono ai russi di poter combattere in maniera adeguata. Mi pare ragionevole dal suo punto di vista.
Ci sono Z sostenitori ben più fanatici sulle tv russe e seduti al Cremlino.

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OCKHAM

Buena noche.

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OCKHAM

Buenos dias.

OCKHAM

Con la riuscita dei recentissimi esperimenti di fusione dell’atomo, condotti dal Lawrence Livermore National Laboratory della California e annunciati dal Dipartimento per l’energia, gli Usa per primi hanno ottenuto un saldo positivo netto nella produzione di energia essendo stati usati, per la fusione, 2,1 megajoule di energia da laser per produrne appena 2,5, meno di un Kwh (kilowattora), grazie all’utilizzo dell’idrogeno in forma di plasma.

Il record per potenza però appartiene tuttora al Consorzio Europeo Eurofusion, al quale partecipano oltre che l’Enea anche il Cnr e molte altre istituzioni. Infatti con l’esperimento effettuato, sempre nel corso del 2022, nelle campagne dell’Oxfordshire, nell’ambito del progetto Jet (il Joint European Torus) al Culham Center, il maggiore impianto di fusione nucleare per fini sperimentali del mondo, erano state prodotte 59 megajoule di energia totale, poi mantenute per 5 secondi, un’eternità dal punto di vista tecnologico.

Il risultato è la conseguenza di un lavoro che può essere fatto risalire alla fine della Guerra Fredda e, in particolare, all’accordo stretto nel 1985 tra il Presidente degli Stati Uniti, Ronald Reagan, e l’ultimo leader dell’Unione Sovietica, Mikhail Gorbaciov, accordo con cui fu posto uno dei mattoni per sperimentare la fusione nucleare. Non va dimenticato che l’uso pacifico del nucleare ha avuto un ruolo nel disgelo tra i due blocchi, tanto che fin dagli anni ’50 gli scienziati russi e anglosassoni iniziarono a condividere le ricerche con una specie di diplomazia della scienza. Ancora oggi, anche nel centro dell’Oxfordshire, la tecnologia usata è di derivazione russa e dei primi anni Cinquanta (il tokamak).

Ho letto che, avendo il progetto Jet raggiunto i limiti tecnologici, è in corso di realizzazione nel Sud della Francia una versione più grande e avanzata, il progetto Iter, sotto la responsabilità dell’impresa comune europea “Fusion for Energy” (F4E) con sede a Barcellona (Spagna). sostenuto da sette partner (Cina, Ue, India, Giappone, Corea del Sud, Russia e Stati Uniti d’America).

Viene da chiedersi, come mi chiedo, se su questo fronte possano sorgere problemi, derivanti non solo della partecipazione iniziale della Russia di Putin (presumibilmente ora interrotta), che potrebbero rallentarne i risultati, ma anche dal coinvolgimento della Cina, se i rapporti con gli Usa dovessero rompersi del tutto per la questione Taiwan.

C’è chi ha informazioni più aggiornate al riguardo?

manu londra

Ciao Ockham giorni di discussioni nella mia compagnia sull’argomento. Ti lascio alcuni dei commenti più significativi, scusa sono in inglese.
”“So, OK, the energy put in has resulted in a larger amount of energy coming out – but the big caveat is that it depends where you draw your perimeter: powering the lasers themselves required way more energy. You have to draw a slightly artificial dotted line around the vessel to say there’s been a gain.” The lasers may emit 2.05 megajoules, but they took about 500 megajoules of energy to power, though defenders of the experiment say that they are not optimally efficient and can be significantly improved.”
“The next thing I think of is where is the other 497.05 MJ going? Water cooling for lasers perhaps? 500 MJ into the lasers and 2.05 out suggest a conversion efficiency of ~0.4%. That’s very odd. Ach well, the excitement was good while it lasted!”
“’The experiment put in 2.05 megajoules of energy to the target and resulted in 3.15 megajoules of fusion energy output – generating more than 50% more energy than was put in. It’s the first time an experiment resulted in a meaningful gain of energy.’ To put that in context, the amount of energy produced would not be enough to run a one bar fire for an hour. 3.15 MJ equates to 0.875 kWh in real money.”
scambi tra colleghi, io non me ne intendo ma mi fido molto di loro nel lavoro giornaliero…

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OCKHAM

Ciao manu londra. Grazie per la risposta, speriamo che gli sviluppi delle ricerche e degli esperimenti subiscano una accelerazione, ma di sicuro io non farò in tempo a vedere le prime applicazioni pratiche dell’energia nucleare.
Per quanto ho potuto conoscerti ti ritengo una persona gradevole e di buon senso. Ricambio cordialmente gli auguri e mi unisco al tuo auspicio di un armistizio, almeno per il periodo natalizio, ma per alcuni qui sembra che “battibeccare” sia un divertimento e lo scopo principale dei loro interventi, per cui dubito che seguiranno il consiglio.

OCKHAM

Resurreccion del angel Messi

https://youtu.be/IScmTZPFQOs

Leo 62

Questa invece è una cosetta che sarà difficile insabbiare…

Leo 62

Prove tecniche di superiorità morale:

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Tiziano

Prove tecniche di nuovo ordine multipolare?

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mario rossi

Di sicuro un bipolare qui lo abbiamo, sul multi non mi pronuncio.

Faceto Balsamico

L’orso russo bipolare??

OCKHAM

A proposito del Perù va ricordato che la recente deposizione del presidente Castillo è tutt’altro che un caso isolato in quel Paese, dove, dal 1986, ben 11 capi di Stato hanno subito la sua stessa sorte e sperimentato gli arresti e il carcere. Tutti condannati, tranne Alan García Pérez, che sotto inchiesta per il suo ruolo nel periodo del terrorismo senderista, si è suicidato. Tra di loro anche Alberto Fujimori, condannato nel 2009 a una pena di 25 anni per omicidio, sequestro di persona e violazione dei diritti umani.
Una mia cara amica di gioventù abita da molti anni ormai a Lima, città dove si era trasferita con il marito, funzionario di una banca italiana e, quando mi scrive, mi racconta della difficile, e politicamente molto agitata, vita laggiù.

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hilander

In Perù l’impechment è pratica ordinaria: è il Congreso che comanda…

Tiziano

Aleksandr Sladkov è un pluripremiato giornalista membro del membro del Consiglio pubblico del Ministero della Difesa della Federazione Russa.
E’ stato insignito da Putin dell’ordine del Coraggio e dell’ordine dell’Amicizia per la sua copertura giornalistica di eventi come la guerra russo-georgiana e quella cecena, tanto per citarne un paio.
Dall’inizio dell’aggressione russa contro l’Ucraina nel 2014, Alexander Sladkov ha lavorato nei territori occupati (senza il permesso ufficiale e l’accreditamento del governo ucraino), giustificando l’invasione russa in Ucraina e i crimini di guerra dell’esercito russo contro i civili ucraini. Sladkov conduce regolarmente interrogatori di prigionieri di guerra ucraini e prigionieri politici dopo essere stati torturati dai servizi speciali russi. Una delle vittime più famose è stata il giornalista e scrittore ucraino Stanislav Aseyev di Donetsk.

Bene, dopo questa necessaria introduzione posto qui di seguito il suo ultimo resoconto dal fronte ucraino (della serie “quello che ti dicono…i russi”).

Link: (https://t.me/Sladkov_plus/6805)

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Modifica il 1 mese fa da Tiziano
Leo 62

Sladkov è da Maggio ( ma anche prima ) che parla contro Putin:

http://www.liberoquotidiano.it/news/personaggi/31530431/sladkov-video-clandestino-guerra-ucraina-vladimir-putin-criticato-fedelissimo.html

e’ uno di quelli che ce l’ha con lui perché non è abbastanza deciso contro gli ucraini.
Non mi pare una grande novità.
Ci sono molte cose che dicono anche alcuni alti gradi ucraini ( ed alcuni della NATO ) sul perché Zelensky stia sacrificando tante vite a Bakhmut, se non è così importante strategicamente.
Ma anche quelle non sono una novità.
I Russi tranne la direttrice Bakhmut – Kramatorsk si sono messi in difesa ed attendono gli assalti degli ucraini. Per il resto si limitano a spegnere la luce. Odessa l’ultima…
e’ ancora lunga, ma russi ed americani continuano a parlarsi.
Passa molto da un accordo sull’Iran, per adesso c’è un accordo sulla Siria in funzione anti-Erdogan.

Tiziano

Conosco quel video ma Sladkov non è di certo un dissidente, è un personaggio del sistema che gode di un certo margine di libertà d’opinione, quindi ce ne vuole a farlo passare per un anti Putin, dato che è l’esatto opposto.
Kadyrov e Girkin, se è per questo, lo hanno proceduto in quanto a critiche.

A quali americani ti riferisci? Gli stessi che non volevano attacchi in profondità sul territorio russo e poi fanno gli gnorri quando zompa in aria l’aereoporto di Kursk?
Francamente trovo irrazionale sostenere la tesi che gli USA vogliono indebolire Putin tramite la guerra e contemporaneamente dialogare con quest’ultimo in una posizione teoricamente da pari (sono i maggiori investitori ideologici ed economici di questo conflitto con lo zero virgola non ricordo quanto del pil interno. Noccioline se paragonate allo sforzo, anche industriale, che sta affrontando la russia).
A rigor di logica non ha senso, o l’una, o l’altra.

Su Bakhmut non ripeto il solito discorso logistico e d’impreparazione delle forze russe che impedirebbe una penetrazione verso città più grandi. Se dovessero sfondare, sarebbe una vittoria simbolica di Prigozhin per dimostrare che loro sono migliori dell’esercito regolare.
Del resto sono mesi che screditano l’Armata Rossa e Shoigu addossandogli tutte le colpe dei fallimenti sul fronte.

Modifica il 1 mese fa da Tiziano
Leo 62

Sladkov non è un Anti-Putin ma è un falco, esattamente come Kadyrov e Prigozhin, e c’è sicuramente un gioco delle parti in quello che dicono e fanno questi tre ( ma c’è anche Dugin ): spingono verso un indurimento del conflitto, mentre Putin tiene una posizione più moderata per poter dire in fase di trattativa, vedete che succede se mi lasciate senza risultati?.
L’intesa russo-americana sulla Siria è un fatto, magari non sottolineato abbastanza dalla stampa occidentale per motivi evidenti, non significa che gli USA vogliano trattare alla pari con i russi, ma che sanno esattamente che il conflitto russo-ucraino è una piccola parte di un confronto di livello globale che ha vari teatri.
Loro intendimento nel medio-termine è di lasciare questa parte del confronto all’Europa e concentrarsi sulla Cina, mi sembra chiaro. Ogni conflitto regionale ha quindi le sua regole e le sue logiche, compreso quello sino-indiano che citi più sopra, ma poi lo schieramento globale ha un volto diverso. Gli USA stanno cercando ad esempio di recuperare in Africa, mentre il Foreign Office britannico parla chiaramente di real politik rinnovata che deve tenere conto del fatto che l’occidente non potrà più imporre le proprie politiche a livello mondiale e quindi parla di alleanze in Africa, in Sudamerica ed in Asia da costruire. Gli USA sanno benissimo che gli attacchi in profondità ucraini legittimano la Russia nell’uso delle atomiche tattiche, e stanno cercando, direi con successo, di far capire agli ucraini che alla lunga questo non gli conviene. Il cambio di atteggiamento di Zelensky sulle trattative mi sembra evidente, adesso vanno bene i principi ONU, prima c’era una legge che impediva di trattare con Putin. Poi è chiaro che se gli ucraini vanno al massacro sui vari obiettivi per ottenere altri vantaggi tattici o difendono Bakhmut in modo insensato, a loro sta benissimo, sono loro che si vanno ad ammazzare.
Toriniamo al punto iniziale insomma, gli americani stanno facendo la guerra sul culo degli ucraini, ma poi con i russi ci parlano di tante cose, e lo stanno facendo da tempo. E noi dobbiamo sperare che trovino un accordo prima che milioni di ucraini siano obbligati a scappre verso l’occidente, che non è in grado di accoglierli…

Tiziano

Sia chiaro, non è escluso che Usa e Russia si parlino, anche perché non esiste nella storia una guerra che non sia finita con delle trattative intorno a un tavolo.
Il problema è, segnali contrastanti a parte, che l’attuale posizione di Mosca rispetto a sei mesi fa è di debolezza nei confronti dell’asse USA-Nato, quindi le condizioni delle trattative non possono essere a vantaggio di Putin, almeno non ora.

“Il cambio di atteggiamento di Zelensky sulle trattative mi sembra evidente”
Beh, in effetti è diventato molto acquiescente. L’influenza americana deve averlo condizionato:

Schermata 2022-12-13 alle 18.05.21.png
Modifica il 1 mese fa da Tiziano
Leo 62

Per una volta lo devo giustificare, anche perché sta rispondendo ad una domanda specifica di Letterman, non se ne è uscito di suo… è un modo per dire, su imbeccata programmata ( lo sai come funzionano queste intercviste, immagino… ) che i russi non sono tutti responsabili… non estrapolare le cose secondo tua convenienza, dimenticandoti tutto il resto, non sei mica Mario Rossi.

Tiziano

Cosa devo estrapolare a mia convenienza?
Battuta o meno, da capo di Stato ha augurato la morte a un altro capo di Stato.
Immagino che a Mosca avranno sicuramente gradito.

(gli Americani parlano e intanto forniscono sistemi difensivi PAC Patriot agli ucraini).
https://www.nytimes.com/2022/12/13/us/politics/ukraine-us-patriot-missiles.html

Modifica il 1 mese fa da Tiziano
Leo 62

A Mosca tengono il conto, non ti preoccupare… ma questa secondo me gliene frega poco.
Quanto ai Patriot, magari glieli stanno fornendo un po’ tardino, quando l’Ucraina sta già quasi al buio… quando arriveranno staranno al buio del tutto, li spareranno per fare luce.

Tiziano

@Leo: Devo proprio darti ragione, si è ammorbidito ancora dell’altro:

Leo 62

Bel caso di mazzette all’interno del Parlamento Europeo… una piccola parte di quelle che girano normalmentea Bruxelles, e che nutrono il senso di superiorità morale del nostro continente.
Un po’ di gente adesso tremerà…

OCKHAM

Le mazzette sono delle assidue giramondo, la vera quintessenza della globalità. Gli italiani poi, come è risaputo, sono degli instancabili viaggiatori, li trovi dovunque.

Waters

Di Pace, Panzeri,Pilat,.. no tengo dinero no no no..

Salud.

OCKHAM

Però, che gran bella gnocca la greca!

Waters

C’è di peggio😏

scusameri

Parlando con le ruote, colpisce come a volte si illudano di capire, in quanto ruote, il funzionamento dell’enorme ingranaggio di cui sono una minima parte.

Ma quanto son simpatiche le formiche? Si limitano ad eseguire alacremente il loro compito, senza mai sproloquiare sul formicaio.

Questa mattina Indonesia anaerobico naturale con la Hario V60. Pompelmo, rosa, un accenno di letame.

OCKHAM

Ciao prof. Come hai avuto l’illuminazione? Parlando con le ruote, o parlando tra ruote 😉 come avviene qui? e prima o dopo la tazzina (una o due?) di indonesia anaerobico naturale, colloquiando confidenzialmente con una rotellina che fa funzionare la Hario V60 o con la formica chiacchierona in testa alla fila in marcia sul balcone?
Senza quel desiderio di capire, che non è illusione di capire, staremmo sempre in fila, allineati.
Friendly

OCKHAM

!

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OCKHAM

Le due, nel mio studio, con gli occhi chiusi, luci spente, in attesa del nulla o di un bel sogno che mi riporti a quegli anni. Neppure un bicchierino sul tavolino vicino alla poltrona 😉 .

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hilander

APPROVVIGIONAMENTI: come e cosa “fa” la Funzione Global Purchasing (qualche considerazione e stralci dall’organizzazione di un Gruppo multinazionale).

 

Accingendomi a scrivere una nota decisamente lunga, metto sull’avviso chi non è interessato all’argomento ad astenersi dall’estenuante lettura, tanto non parlerò né di Ucraina o Cina o USA o Russia, ma semplicemente di organizzazione di acquisti sull’impronta di una struttura reale.

 

Mi riallaccio ad alcune considerazioni fatte all’amico OKCHAM, cui avevo anticipato che avrei rubato un po’ di tempo e spazio per illustrare in maniera forzatamente sintetica malgrado tutto (altrimenti la descrizione degli “utensili” e il dettaglio di esempi porterebbe a scrivere un paio di grossi libri) il processo degli approvvigionamenti e il ruolo dei soggetti funzionali (uomini e aree) di una Funzione fortemente strutturata di Global Purchasing.

 

Affronto l’argomento con una premessa necessaria, inserendola nel dibattito dell’incidenza delle materie prime sui fattori economici: e parto dalle Borse che proprio degli economisti (concretamente “utili” e non filosofi o epigoni di superate teorie) dovrebbero essere il pane quotidiano: là vi palpitano azioni, bonds, parametri, indici, indicatori, tanto forex (in cui i PMI giocano ruoli importanti), ma pure tanto di un fattore tangibilmente concreto e mutevole come le quotazioni delle materie prime (se più vi piace chiamatele commodities).

Per cui vediamo quali sono, per capire se il loro andamento di crisi o di abbondanza e il conseguente fluttuare delle loro quotazioni hanno un impatto rilevante (come io ed altri crediamo) o marginale (come tali altri sostengono).

Al di là di ricordarne la loro più semplice, ma meno esplicita, distinzione in commodities “hard and soft”, voglio qui ricordarle nella più tradizionale e comprensibile suddivisione nelle 5 categorie seguenti:

 

1)   Metalli (estratti puri o semilavorati)

2)   Energie

3)   Agricoli (risultato delle coltivazioni

4)   Coloniali (materie prime di quella che era l’agricoltura delle colonie)

5)   Zootecnici (carni)

 

Lascio ai volonterosi, ai curiosi e/o a chi non le ricordi il piacere di entrare nel dettaglio delle merceologie per comprendere che non v’è alcun ambito vitale e/o tecnologico in cui queste non siano presenti, e per scoprire che, senza queste all’origine dei processi, il famoso Terziario, di cui tutti si riempiono la bocca, naufragherebbe.

Fortunatamente vi sono economisti “più fini” che sanno e dicono che il valore delle commodities (= materie prime, è bene ripeterlo ogni tanto) tanto mostra in tempo reale lo stato di salute dell’economia globale e delle economie nazionali, quanto consente previsioni assai precise sui mercati: e mi meraviglia che vi sia chi, professandosi esperto in economia, non solo non lo rilevi ma addirittura lo neghi; fortunatamente però vi sono i mondi della finanza e dell’industria a tenerlo in evidenza e in grande considerazione nel breve del trading quotidiano e nel medio/lungo degli investimenti in borsa.

Non vorrei mai che qualcuno avesse in mente che le materie prime siano solo alcuni metalli o il petrolio?!?! Sono anche riso, grano, mais, avena, zucchero, succo di arance, carbone, legname, la bistecca, le ali e le cosce di pollo, l’ammoniaca, l’oro,  l’argento, le pietre preziose, l’uranio…

Non parlerò di CFD, di bushel, di trading e di brokers (nessuna necessità di averne!): mi è bastato fare quei pochi cenni di cui sopra: poi ognuno giudichi se la crisi generale che investe la quasi totalità delle commodities (l’inflazione viene da lì, è chiaro e innegabile) ci tocca individualmente nelle nostre tasche e/o nelle casse dello stato, oppure sia quell’inezia che gli osannati indici dell’ISTAT ci dicono superemo di slancio, tornando ad essere a fine 2023 il 6° paese potente del globo, come eravamo appena 20 anni fa, dal 10° posto attuale.

 

Quindi, dopo aver doverosamente ricordato cosa e quali siano le materie prime, vengo a chi e come le acquista per gli utilizzi industriali che ci forniscono i prodotti su cui si basa la dinamica dei meccanismi chiave per le economie: Parlerò di approvvigionamenti per l’industria manifatturiera, di cui sono stato un operatore europeo di lunga militanza, ma ugualmente per esperienza diretta potrei parlare di approvvigionamenti di commodities energetiche o agricole o zootecniche, che prevedono sia alcune esemplificazioni che modifiche rispetto al tipo di struttura che illustro.

 

Il fulcro è il rapporto Funzione Purchasing/fornitori e il modo di cooperare, pur nel rispetto dei ruoli, tra i due soggetti troppe volte e da troppi visti come due contendenti all’arma bianca, e non è così.

 

Salto a piè pari le ovvie considerazioni sulle differenze dei vari tipi di acquisti, e faccio riferimento ad una organizzazione Acquisti di una grande realtà industriale, che acquisti di tutto, dalle materie prime, ai componenti per la produzione, agli impianti, all’energia, fino alla cancelleria d’ufficio e ai servizi esterni.

Ugualmente non spenderò una parola sui vari tipi di contratti e di ordini di acquisto, ordini aperti a programma, ordini chiusi, contratti logistici, contratti di consulenza, contratti di manutenzione, contratti IT, appalti di opere civili e impiantistiche,… che ritengo noti e scontati da chi vorrà leggere.

 

Mi sono reso conto, in questo momento in cui il problema degli approvvigionamenti sta intaccando le economie di molte nazioni, che esiste una discreta ignoranza nonché bizzarre interpretazioni di come si svolga l’iter degli acquisti.

E probabilmente ciò deriva anche dal pessimo esempio di fare acquisti da parte degli enti governativi, farraginoso, approssimativo e carente dei fondamenti del buon “buy”, ma pure di supporti adeguati.

D’altra parte in Italia non si è stati in grado di individuare e comprare correttamente neanche un banale prodotto come le mascherine, né di avere preventivamente individuato fornitori alternativi su una materia prima essenziale come il gas, affannandosi a chiedere a destra e a manca offrendo ai nuovi fornitori il destro per prezzi assassini, dimostrazione di una grave carenza di professionalità organizzativa e forsanche tecnica.

 

La prima regola (che dovrebbe valere in ogni campo e attività) è agire per priorità programmate e non per urgenze.

E’ un must: non ci si deve mai far sorprendere impreparati se viene a mancare un fornitore o un prodotto, ma deve sempre esistere l’alternativa certificata e pronta a consegnare: d’altra parte però le strutture acquisti governative sono impreparate e vi è poi una stortura (anche riscontrabile nelle aziende statali, controllate e partecipate), le pressioni politiche sugli uomini che devono comprare. Questo, oltre ad essere una pratica opaca e clientelare, non è ammissibile, perché la delega da parte dell’Azienda deve essere completa, perché il buon mestiere dell’acquisitore prevede l’assoluta autonomia gestionale e decisionale, e la procura a comprare (e spesso anche a dismettere beni aziendali) deve essere “generale”: neppure  il CEO può obbligarmi a comprare da un fornitore “Caio”.

E questo è lo stralcio essenziale della procura notarile di un Gruppo al suo Purchasing Manager:

 

“La società YZ… omissis… conferisce al signor WX ogni opportuno potere affinché possa compiere gli atti seguenti:

–      acquistare presso qualsiasi ente o soggetto, pubblico o privato, italiano o estero, ogni e qualunque merce ed oggetto di fornitura (materie prime, materie lavorate e semilavorate e grezze, macchinari, impianti, mezzi, arredamenti e altro) per coprire il fabisogno di essa società;

–      stipulare contratti di locazione, di affitto, di noleggio, di deposito, di comodato, di appalto, di somministrazione, e, in genere, qualunque contratto diretto all’acquisizione di beni o servizi;

–      vendere le merci acquistate e i sottoprodotti dell’industria, nonché gli impianti, i macchinari, gli arredamenti e altro;

–      in relazione agli atti di cui sopra stabilire condizioni, prezzi e clausole di ogni tipo, modificare e risolvere i contratti stipulati e, in genere, compiere qualsiasi atto e firmare qualsiasi documento in ordine ai contratti in questione, senza che mai al procuratore possa contestarsi carenza di poter in questo campo;

–      … omissis…

–      Firmare la corrispondenza di essa società e gli atti relativi all’esercizio dei poteri attribuiti-

Con promessa di rato et valido etc etc etc”

 

A questo proposito faccio una breve digressione personale: alcuni decenni fa nel Consorzio IVECOOTOMELARA per la progettazione e produzione dei blindati e ruotati delle Forze Armate, oltre alla progettazione, la totale responsabilità degli acquisti (salvo l’arma) fu interamente delegata alla struttura centrale Purchasing dell’IVECO (alcuni anni dopo fui io il direttore Acquisti cui venne assegnata dal CEO la procura), certamente per la maggior competenza tecnica e migliore struttura funzionale, ma anche ci assicurò l’indipendenza da ogni possibile pressione “esterna” e/o ingerenza politica, autonomia che esercitammo appieno: e gli acquisti si sono svolti, salvo alcune specificità militari di nicchia, all’interno del nostro parco fornitori:

Qualche anno dopo, fine secolo scorso, ‘97/’98, fui contattato da Fincantieri e Finmeccanica per una candidatura alla posizione di Direttore Acquisti di gruppo: andai a Trieste e a Genova per le quattro chiacchiere di rito, dalle quali avvertii la sensazione di procedure e di pastoie burocratiche  poco compatibili con la necessità di autonomia di scelte cui ero abituato, che dichiarai apertamente come imprescindibili.

 

Il sistema degli Acquisti (a maggior ragione in regime di Global Purchasing) parte da un punto assai chiaro: nel caso di acquisti ripetitivi si rinegozia il prezzo con il fornitore in essere; riservandosi comunque il diritto di richiedere quotazione ad altro fornitore: nel caso di nuovo prodotto alla Funzione Acquisti deve essere fornita dagli altri Enti aziendali richiedenti richiesta, approvata come spesa preventiva dalla funzione Finance, completa di tempistica coerente e corredata da una “documentazione tecnica” esaustiva, sulla base della quale il buyer/ufficio specialista del settore merceologico in oggetto, “sceglie” un certo numero di fornitori certificati normalmente presenti nel parco fornitori aziendale (perché per eventuali nuovi il processo di certificazione è più complesso e a volte lungo: non si ordina a chi non sia stato “valutato con visite ispettive positive” e comunque lo sia avvia con un ordine di semplice campionatura).

Non si indice alcuna gara ufficiale con bando e altre cazzate simili, che sono riuscite a complicare le cose senza alcun beneficio nella lotta contro la mafia degli appalti e la corruzione dei committenti: si fa una richiesta d’offerta in via riservata ai fornitori e non si esaurisce con apertura di buste o ricevimento di mails assegnando tout court al minor prezzo, ma si continua in negoziazioni fino a decidere l’assegnazione finale: quasi sempre lo stesso prodotto viene assegnato a due (anche 3) fornitori secondo percentuali di assegnazione, decise in base a criteri su cui non mi dilungo: la suddivisione dei volumi non comporta, visto il potere contrattuale del gruppo, una penalizzazione del prezzo, e a maggior ragione dovrebbe essere quando compra lo stato, ma è invece capitato che prodotti comuni siano stati acquistati da Enti/società statali a prezzi più elevati dei nostri.

 

Le doppie forniture, facendo attenzione a non saturare mai la capacità di un fornitore, sono la prima garanzia per non trovarsi nella situazione in cui si sono trovati l’Italia e altri stati.

In quelle condizioni, mentre lo stato sopravvive sempre perché tanto chi paga è Pantalone (= i cittadini), un’azienda privata non può permettersi chiusure prolungate perché l’imprenditore, se si rompe i coglioni a pagare personalmente, non rischia di andare a male femmine ma chiude definitivamente uno stabilimento o l’attività e getta sul lastrico migliaia e migliaia di famiglie, e allora interviene lo stato sempre a spese di Pantalone (ILVA e ITA docent!) a fare salvataggi e a ingrossare la mandria di aziende statali, spesso mal dirette e spesso in perdita.

 

Io qui scrivo con riferimento a un grande gruppo multinazionale, che può e deve permettersi di avere una struttura Purchasing di centinaia e centinaia di professionisti con competenze diverse e specifiche, articolata e capillare nel mondo, ma sempre con un unico riferimento decisionale centrale che assicuri uniformità di metodi e di scelte e la coerenza dell’intero processo di acquisizione.

Da qui l’esigenza irrinunciabile che Capo Funzione e Capi Area, conoscano almeno e più dei propri Capi ufficio e uomini le realtà dei paesi in cui questi operano, per poter assegnare targets e policies acquisti specifiche per detti paesi: nei paesi non ci si va per fare una scappata turistica e un paio di cene con qualche notabile (come fanno generalmente i politici).

La “mobilità” dei vertici della struttura deve essere totale e la conoscenza del tessuto dei paesi profonda per poter lasciare “con tranquillità” l’operativa quotidiana ai buyer periferici.

 

Vi è una profonda differenza tra gli Acquisti dei grandi gruppi e quelli delle piccole/medie aziende: i primi sono fortemente strutturati, nelle seconde comprano o il proprietario stesso o una persona/piccolo team spesso part-time.

Vi è poi da considerare quali e quante materie prime/semilavorati/finiti si acquistino e di quanto questi incidano sul “costo del prodotto”, che rappresenta il motore pulsante dell’attività da tenere sempre in perfetta efficienza.

Tralascio di dilungarmi su quest’ultimo, dando per scontato che, al di là dei diversi modi di accorpare i fattori, se ne conoscano almeno le componenti essenziali di costi diretti (materiali direttamente identificabili e misurabili e manodopera diretta) e di costi indiretti (costi di struttura e lavoro indiretto):

La contabilità dei costi esula dal mio argomento, se non per dire che nei settori industriali il valore dei materiali diretti ha un’incidenza predominante: vi sono tanti settori in cui i materiali (materie prime, semilavorati, finiti) valgono il 70% del costo del prodotto, lasciando solo il 30% a manodopera e costi di struttura.

 

E quindi è lì, in quel 70%, che io Azienda mi gioco buona parte del mio vantaggio competitivo col “mio saper comprar meglio o peggio”!

Ecco perché i grandi Gruppi si strutturano fortemente sulla funzione Purchasing e rifuggono dall’utilizzo di “Poli di acquisto” esterni (probabilmente anche meno capaci delle strutture aziendali), cui invece si rivolgono spesso le piccole aziende, cui un polo, che agglomera più volumi modesti da più piccole parti, può comunque raggiungere discreta massa e garantire un prezzo comune a costoro conveniente.

Questo non interessa al grande gruppo, alla grande multinazionale, che già possiede di per sè la massa critica di domanda d’acquisto da presentare al mercato delle forniture, e quindi rifiuta l’appiattimento di un prezzo d’acquisto uguale per tutti, che penalizza la competitività nella concorrenza.

E quel 70% di materiali diretti è tutto e solo, economicamente, nella gestione dell’ente Purchasing, quotidianamente anno su anno, che dallo “scostamento prezzi d’acquisto” deve garantire iniezioni di margine da giocarsi sui “costi standard” aziendali, il che è intuitivo presupponga sia una conoscenza puntuale dei mercati e delle Borse dei materiali che capacità di previsione per l’anno successivo.

Quindi le proiezioni sono per gli uomini di Purchasing il pane quotidiano (e non a caso da questo pane quotidiano nascono i PMI cui il Forex dà tanta fiducia), ma lo vedremo.

 

Per questo il profilo di una struttura Global Purchasing internazionale deve contemplare diversi skills professionali e fonderli in un mix di pianificatori, esperti logistici, conoscitori del prodotto, analisti tecnici, programmatori, esperti di qualità prodotto e di processi di qualità, ispettori valutativi di aziende, interpreti e utilizzatori di indicatori economici e finanziari, e ovviamente negoziatori a tutto tondo.

Per quanto sopra, l’architettura di una Funzione Global Purchasing di gruppo, che centralizza (e poi distribuisce) l’attività operativa nel mondo, è strutturata in alcuni Enti centrali per gestire decine e decine di periferie operative.

 

Ai fini dell’approvvigionamento, nel Gruppo di riferimento importante è la provenienza dei beni da acquistare, che a inizio secolo recitava in grosse cifre 55% da Italia, 25% da Germania, 20% da resto Europa e mondo, con un’evoluzione successiva che ha ridotto le provenienze da Italia e Germania e aumentato quelle dal mondo, anche in virtù di acquisizioni societarie estere che si sono portate dietro fornitori specifici.

La prima macroclassificazione degli acquisti (usando una terminologia italiana) li distingue in Materiali Diretti, Materiali Ausiliari, Ricambi, che pur mantenendo il “DNA comune” hanno alcuni aspetti procedurali diversificanti.

 

E adesso andiamo per alcuni elementi (citati in ordine casuale perché rivestono tutti la loro fetta d’importanza) e per ente interno Purchasing che se ne occupa, con brevissimi cenni solo su qualche dettaglio (dettagliare ciascun settore Purchasing comporterebbe scrivere un grosso volume).

 

Primo elemento che cito è il prezzo’ in particolare la definizione dei prezzi standard, che rappresentano il fulcro del costo standard aziendale.

Lascio fuori per semplicità i prezzi intercompany e gli eventuali accordi di cessioni a SFC (standard factory cost), semplicemente precisando che non v’è alcun obbligo di acquistare da altre società di “casa madre”. 

Ad aprile dell’anno (N-1), la Funzione Finance, per costruire i costi globali per l’anno N da mettere a budget, chiede a Purchasing di rassegnare i prezzi che sui materiali diretti pagherà nell’anno N: in buona sostanza Purchasing dovrà prevedere i prezzi di materie prime, semilavorati, finiti (per part number) con 20 mesi di anticipo, e tale proiezione sarà vincolante per costruire il costo medio del prodotto, che sarà immutabile e rispetto al quale l’azienda potrà esclusivamente valutare gli scostamenti periodici di forecast: ecco quindi che cominciamo ad avere un primo settore interno Purchasing che monitora in tempo reale gli scostamenti prezzi di acquisto.

Quindi il prezzo standard è il prezzo medio che si prevede di pagare al fornitore per ogni singolo componente “buy” nell’anno di budget (anno N).

La differenza tra prezzo pagato e prezzo standard ha quindi un impatto diretto sul conto economico, e questo delta è detto “variante acquisti”, e si determina sulla base del prezzo previsto 31/12 di ogni singolo “part number” nel forecast aprile (N-1), anno precedente quello di budget, maggiorato o ridotto della percentuale di inflazionamento prevista a budget anno N.

Il calcolo corretto dello scostamento prezzi non è banale come parrebbe, perché in realtà si esprime attraverso più formule di calcolo, che tengono conto di indici fornitori, indice aziendale, prezzi diversi di riferimento, prezzi obsoleti, componenti movimentati o dormienti, phase out, congelamento prezzi, mono o plurifornitura, cambi di fornitore, effetto cambio laddove si compri ancora in altra valuta etc etc., ma in conclusione si arriva ad esprimere lo scostamento prezzi in due indici percentuali:

M/D = medio anno N/31.12 anno N-1

R/D = raggiunto anno N/31.12 anno N-1

che sono le risultanti di quegli obbligati “equilibrismi”.

 

Vi è poi uno strumento ad uso “direzionale” per determinare gli obiettivi di EFFICIENZA PURCHASING, il cosiddetto “inflazionamento tecnico”, che di fatto esprime la variazione previsiva dei prezzi dei principali fattori incidenti sul prodotto acquistato, dicansi materiali, trasformazione, margini di contribuzione. E’ la stessa “sommatoria” che viene bovinamente o ipocritamente usata, senza miscelarla con criteri di efficienza, anche nei calcoli di tanti studi di statistica, senza tener conto che “l’inflazionamento globale non è mai la somma degli inflazionamenti parziali”: ma questo fa comodo a governi, loro consulenti e istituti di statistica nazionali per dimostrare quanto si sia poi stati bravi nel “contenere l’inflazione o nell’aumentare la deflazione”: per questo sorrido quando mi si fanno notare progressi sugli indici statistici che io non vedo poi riflessi in un maggior benessere dei cittadini azionisti dello Stato..

Siccome gli uomini di Purchasing si confrontano quotidianamente con inflazione/deflazione dei prezzi e con la maggior parte delle vere ragioni delle fluttuazioni del fenomeno e spesso anche della geografia di origine e di sviluppo (il PMI è anche questo! Lascio invece ad altri professori il racconto della geopolitica!), non dicono quanto sono bravi “dopo”, ma s’impegnano “prima” nella promessa all’azionista di quanto miglioreranno rispetto all’inflazionamento e porteranno nelle casse dell’azienda e nelle tasche della proprietà, anche perché nessuna proprietà che si rispetti accetterebbe mai di pagare e premiare un suo dirigente solo perché “pareggi l’inflazione”. Detto in parole povere, visto che di vil moneta ne capiamo tutti un po’, il sistema premiante (oggi va di moda parlare di merito in campo largo) funziona solo se fai meglio di cosa è previsto dai mercati.

Quindi la conoscenza della variazione consuntiva dei prezzi dei principali fattori di costo (come ad esempio alluminio, nickel, piombo, rame, acciai lunghi, acciai corti, giusto per restare su materie note basilari per l’industria mondiale) è elemento indispensabile nella conduzione della negoziazione, da cui DEVONO sortire le azioni efficienziali.

 

Lo Scostamento Prezzi è effettivamente il parametro metodologico essenziale del Purchasing: si intende calcolo della variazione di prezzo di beni/servizi acquistati nell’anno N in corso rispetto al prezzo di riferimento 31 Dic anno N-1.

In realtà all’interno del Purchasing con i contrattatori il termine “scostamento prezzi” viene declinato come obiettivo “riduzione prezzi”, perché il target della Funzione Purchasing DEVE essere efficienziale.

 

Tutto quanto detto evidenzia due diversi riferimenti per il Purchasing: il primo è recuperare sui prezzi budget rassegnati 20 mesi prima e quindi abbassare il costo del prodotto, il secondo recuperare rispetto all’inflazionamento tecnico, con soddisfazione dell’azionista, e vantaggio competitivo rispetto alle risultanze medie del mercato e del settore.

 

E per citare un riferimento reale a titolo di esempio senza che questo sia stato il migliore, in un certo anno di anni fa ricordo uno scostamento prezzo M/D = -1,8% e un R/D = -2,5%, il che in conclusione significò avere avuto 18 milioni di euro di riduzione costo del prodotto ogni miliardo di acquisti (e di miliardi annui se ne compravano alcuni) a beneficio del conto economico e ripartire l’anno successivo costruendo un bel costo del prodotto grazie a un tesoretto di 25 milioni in meno sui prezzi precedenti ogni miliardo da acquistare.

Ma se a questo risultato si abbinavano i punti di inflazionamento tecnico,  che era stato di +10,7%, tutti interamente recuperati essendo il nostro scostamento prezzi in “territorio d’efficienza” sotto lo zero, aveva significato che globalmente rispetto al mercato medio dei materiali il risultato era di –(2,5 +10,7) = -13,2%, dicasi che non solo avevamo realmente pagato prezzi “più bassi” per gli stessi materiali dell’anno precedente, ma anche che avevamo pagato il 10,7% in meno di  quanto il “mercato ci aveva detto che avremmo pagato”, insomma 132 milioni in meno per ogni miliardo di acquisti.

Evidentemente sul conto economico entravano solo le economie dello scostamento prezzi, ma il recupero rispetto all’inflazionamento tecnico, oltre al vantaggio succitato, certificava la bontà dell’attività Purchasing (ed entrava nel meccanismo retributivo premiante, il che non dispiaceva!).

 

Al target di efficienza Purchasing concorrono e sono priorità assolute l’evoluzione e la razionalizzazione del parco fornitori, attraverso la gestione dinamica di sfilamenti, doppie forniture, cambi di percentuali, visite valutative di nuovi fornitori, con l’obiettivo di comunque ridurre il numero dei fornitori per una gestione migliore, ed anche perché la gestione del fornitore e quella degli ordini di acquisto rappresentano un costo.

 

Nell’ evoluzione del parco fornitori gli strumenti di gestione e di decisione sono il Livello di Servizio, la Stabilità dei Programmi, la qualità del prodotto fornito (p.p.m. di non conformità NC e scarti SC), nonché ovviamente le scelte ai vertici della struttura a discrezione del Capo Funzione e dei Capi Area di esclusione/introduzione soggetti.

Esiste quindi una Purchasing Quality (il controllo e la verifica qualità NON devono essere lasciati al buyer che negozia i prezzi e le condizioni d’ordine), che monitora la qualità delle fornitura (indicatori di %NC), logiche di valutazione fornitore (sistema qualità e precesso produttivo), algoritmi di classificazione (criteri e obiettivi assegnati di performance p.p.m. NC/SC, che devono essere rispettati pena sfilamento/non accettazione come fornitore.

Nel rapporto sia continuativo che di introduzione come nuovo fornitore un punto fisso sono le visite valutative iniziale e poi periodiche dei processi di qualità e produzione delle aziende fornitrici, con piani di azioni correttive e rigido monitoring delle stesse.

In concreto gli indicatori di qualità della fornitura e le valutazioni del sistema qualità del processo di produzione determinano una classificazione in classi di performance delle forniture e in classi di valutazione qualità dei processi.

Le classi di performance (diciamo 3 ad esempio) si classificano in base alla %NC (percentuale di non conformità in p.p.m.). senza entrare in dettagli, diciamo che i fornitori di queste classi, dalla migliore alla peggiore devono stare in un range tra 0<NC<2,5 ppm e che per le classi di valutazione (diciamo 4) devono ricevere una V>60/100.

Gli incroci tra valutazione e performance generano una serie di condizioni che danno origine alla classificazione finale di qualità combinata prodotto/fornitore: l’incrocio delle condizioni peggiori comportano l’eliminazione/sfilamento del fornitore/ blocco di ordini/sospensioni, e per le altre si pongono degli obiettivi di miglioramento di valutazione e performance per salire alla classe superiore, con l’obiettivo di avere un range di eccellenza e non di semplice accettabilità.

I valori di performances sono da confrontare con gli obiettivi fissati in tempi brevi (3 mesi/non più di 6).

Ma questo non basta ancora, perchè ciò viene poi associato al “livello di servizio” del fornitore: infatti a che serve un ottimo prodotto se viene fornito a singhiozzo e crea vuoti produttivi? e ne abbiamo avuto prova in quest’anno di guerra: poi l’ISTAT può dire quel che vuole, ma se Bonomi e gli industriali non sono d’accordo: io credo di più agli industriali, ma rispetto chi dà più credito all’ISTAT, che sia chiaro, è perfetta nel consuntivare dati, ma che ci prende raramente nelle previsioni, e chi compra non può permettersi di aspettare i cambiamenti continui per decidersi .. Però, avendo io avuto potere di scegliere, ho sempre privilegiato il prodotto discreto di un fornitore con un livello di servizio 99,8% rispetto ad un prodotto eccellente di un fornitore ostinato a non voler soddisfare gli obiettivi con un livello di servizio 80%.      

Per gli indicatori logistici, livello di servizio (indicatore di capacità del fornitore di consegnare la quantità materiale richiesta nella tempistica richiesta) e stabilità programmi, sono indispensabili obiettivi operativi stretti (Ls >98%; stabilità >95%): il non rispetto comporta l’applicazione di penalità (ad es. fino al 5%) sul fatturato progressivo del mese, in quanto le politiche di rifornimento dal fornitore devono rispondere alle politiche di programmazione, siano esse a fabbisogno (emissione periodica, settimanale nel caso specifico), a punto di riordino (se si verifica un “sottoscorta” a magazzino) o manuale (secondo la stima del reparto utilizzatore).

 

Brevemente, senza dettagliare, si determina un “orizzonte” di consegne, che prevede un primo periodo “congelato” col meccanismo di quantità da fornire giornalmente, seguito da un secondo periodo a quantità settimanali e un terzo a quantità mensili, con l’automatismo dinamico di passare da un periodo all’altro all’avanzare delle settimane.

Le performances di rifornimento vengono calcolate praticamente in tempo “industrialmente” reale, nella settimana Sx+1 relative alla settimana Sx.

D’altra parte la stabilità programmi deve far coincidere programmi di fornitura con programmi di produzione, per cui alla precisione dei programmi al fornitore deve corrispondere la puntualità della fornitura, altro obiettivo oltre che di efficacia (orientamento al just in time) anche di efficienza come economia da stock industriale, riduzione capitale circolante).

 

Altro elemento imprescindibile è il settore della Analisi Tecniche, che si occupa della definizione del costo ottimale dei “pezzi” e delle “attrezzature” (per meglio dirlo attraverso soluzioni progettuali alternative ed eliminazione di inefficienze nella tecnologia e nella qualità di produzione): sono analisi sia parametriche che per confronto, che ricercano e portano altre economie su prezzi e contratti anche già definiti, perché è buona regola del Purchasing che non esista alcun prezzo fisso o bloccato, che non sia ulteriormente negoziabile.

 

Quindi un’azienda prima di essere introdotta nel parco fornitori deve superare un percorso di certificazione e esami di idoneità qualitativa e operativa meticolosi e severi.

 

Quanto detto finora è caratteristico degli Acquisti di Materiali Diretti.

 

Ma in realtà vi sono poi anche gli Acquisti Ausiliari, cioè di tutto “quello che non va sul prodotto”, ma che è comunque indispensabile al funzionamento del processo di creazione del bene: esempio ne sono impianti, macchinari, attrezzature, mezzi di lavoro in genere, materiali di consumo, progettazioni esterne, arredi, appalti di imprese (come opere civili, impiantistiche, pulizie, manutenzioni), IT, servizi da esterno in genere, outsourcing (laddove ancora lo si faccia), contratti logistici, cancelleria, antinfortunistica, materiale medico, consulenze (sì, le consulenze le “acquista” il Purchasing, che se non va a valutare Deloitte o Accenture, certamente va a valutare le capacità di un piccolo studio di consulenti o di un professionista, non tanto sulla “intelligenza o cultura dell’uomo”, ma delle sue capacità di indagine in termini di contatti, risorse e quant’altro, perché io compro “giorni” e risultati in un lasso di tempo, non copia e incolla filosofici), etc…

Ed è questo degli Ausiliari un genere di acquisto spesso non facile per quanto riguarda la determinazione del prezzo: generalmente non ci sono riferimenti certi come un “disegno” aziendale e dove un codice commerciale è un codice da listino fornitore che non dà alcuna certezza di coerenza prezzo… nel caso poi di acquisto di macchinari v’è anche il rischio dell’errore tecnico o di scelta, perché nel caso di un acquisto sbagliato è un errore NON riparabile, come invece avviene, più o meno facilmente, negli acquisti di materiali diretti.

Questa ulteriore responsabilità porta il Purchasing ad entrare anche nel peso di quell’altro già citato 30% di costi indiretti.

 

Un altro strumento basilare da utilizzare nelle negoziazioni è la sintesi che il Purchasing deve fare degli indicatori economici e finanziari, che non deduce da ISTAT o simili poco significativi per un buyer, ma dalla situazione in essere nei mercati specifici di probabile acquisto, per settore merceologico e/o per singolo prodotto/materiale/materia prima; spesso per certi materiali (ricordo e cito ad esempio acciaio, alluminio,…) il riferimento per gli altri, in certi momenti, non era il prezzo di Borsa ma il risultato della nostra trattativa con il fornitore leader (ad esempio con l’ILVA di un tempo).

 

Credo sia sufficientemente chiaro da questa rozza nota come sia improponibile proporre ad una struttura massiccia come questa –di per sé articolata in ogni sua parte e assai specializzata per settori- di andare a cercare fornitori alternativi da siti internet, ovvero di andare a guardare i ranking dei paesi produttori, leggerne le aziende produttrici principali e mandare un mail magari a un agente italiano, quando si hanno uffici propri sul territorio e quindi i produttori AFFIDABILI sono già certificati e presenti nei files del Gruppo e talvolta anche società partecipate, ed il contatto è diretto con CEO e/o CCO: è evidente che la ricerca sui mercati di fornitori nuovi o alternativi richiede un ben più serio e approfondito approccio (ma questa sulla metodologia delle ricerche di mercato, che ben conosco e fatto applicare dai miei sui mercati di mezzo mondo, richiederebbe un altro post).

Questo per dire che non si “sceglie un fornitore per fornire”, prima che se ne siano “certificate” e “provate” nel momento attuale e per il futuro la competenza tecnica, la capacità produttiva, la qualità del prodotto e del processo, la risposta logistica e la consistenza finanziaria, perchè, per quanto riguarda quest’ultimo aspetto, un grande gruppo non paga mai cash, e spetta proprio al Purchasing di negoziare i termini di pagamento, che sono anch’essi occasioni di efficienza: dilazioni di pagamento usuali (mediamente 60 giorni data fattura, ma anche oltre) sono di fatto “finanziamenti” all’Azienda da parte del fornitore.

 

Se è altrettanto evidente che per chi acquista in diverse parti del mondo per produzioni in gran parte del mondo, la presenza di buyers specialisti nelle “periferie” sia indispensabile, le decisioni finali, oltre alle policies, risalgono però sempre alla Direzione Centrale secondo un preciso schema di deleghe (non procure), che coinvolge pochissimi individui.

 

E infine siccome la negoziazione, la trattativa è quella poi in cui si finalizza l’effetto di questo processo, per non lasciarla ignorata e fuori dal contesto, da un intervento in un corso per specialisti buyers di varie parti d’Europa, riporto un flash: le Regole del Mai.

 

MAI sentirsi in colpa

MAI contrarre “debiti”

MAI “uscire” per primi

MAI avere fretta di chiudere

MAI “insultare” l’intelligenza dell’interlocutore

MAI dimenticare che anche lui deve vendere

MAI lasciare scrivere chi vende

MAI lasciare un punto definito all’ultimo ad un accordo verbale (le orecchie hanno la memoria corta)

MAI costringere ma convincere

MAI “stressare” la trattativa

MAI voler stravincere

MAI scappare

MAI aprire troppi conflitti

MAI …….

 

Mi sia consentito dire che solo la conoscenza accumulata lustro su lustro attraverso la gestione di decine e decine di uffici disseminati per l’Italia, l’Europa e il mondo, la frequentazione in loco e non virtuale o costruita alla scrivania e sugli articoli di riviste specializzate, consultati comunque a complemento di esperienze, familiarità con i paesi e contatti diretti, la assoluta padronanza di quegli utensili del mestiere esposti, e soprattutto l’utilizzo in concreto dei dati forniti o rilevati al fine di ottenere risultati reali siano le componenti caratterizzanti un Purchasing Manager, che quando parla di approvvigionamenti e di supply chain deve sapere e sa con certezza quel che dice.

E direi che come flash basta e avanza    

OCKHAM

@ hilander. Questo punto mi suscita qualche perplessità: “Un altro strumento basilare da utilizzare nelle negoziazioni è la sintesi che il Purchasing deve fare degli indicatori economici e finanziari, che non deduce da ISTAT o simili poco significativi per un buyer, ma dalla situazione in essere nei mercati specifici di probabile acquisto, per settore merceologico e/o per singolo prodotto/materiale/materia prima; spesso per certi materiali (ricordo e cito ad esempio acciaio, alluminio,…) il riferimento per gli altri, in certi momenti, non era il prezzo di Borsa ma il risultato della nostra trattativa con il fornitore leader (ad esempio con l’ILVA di un tempo).

Ma questi accordi con il fornitore, specialmene il prezzo finale strappato con una trattativa abilmente condotta 😉 😉 , non dovrebbero essere tenuti segreti per elementari ragioni di riservatezza nei confronti dei buyers e dei Purchasing manager di aziende concorrenti?

hilander

I risultati di certe trattative si sanno, se non nel dettaglio, almeno nell’orientamento del prezzo, e poi ci sono fornitori “amici”, che usano acciaio anch’essi per fornirci componenti e una mano bisogna dargliela perché i loro pezzi non costino cari!
D’altra parte tutte o quasi le materie prime hanno come riferimento un prezzo ufficiale., ma che non è mai o quasi mai il prezzo di compravendita di contratto.
Tra gli esempi più significativi posso citarti, da rilievi reali, il petrolio, l’oro, il rame, ma pure lo zucchero, e in altra occasione potrò citarti qualche esempio di volumi e condizioni di vendita relativi.
E anche se il risultato di una trattativa è noto non è detto che un competitor possa spuntare lo stesso prezzo: magari sarà stato capace anche di far meglio: il mercato è un gioco di poteri, non è un tribunale in cui giudici applichino leggi in modo sostanzialmente identico.
Ma questo è un concetto duro da far capire a colore che parlano sempre di convenzioni Internazionali come se queste valessero sui mercati.
Le leggi dei mercati le stabilisce la finanza non la politica, checché ne pensi la maggior parte degli amici bloggers.
Cambiano in continuazione articoli e opinioni di economisti da 10 mesi: ma quelli che comandano sui mercati continuano ad essere sempre gli stessi, salvo poche eccezioni: la grande industria soffre (neanche tanto se è multinazionale e globale) ma tampona, l’andamento della transizione e dell’ elettrificazione segue sempre la stessa direzione, ja “decarbo” è in standby, anzi in qualche parte in regresso; chi viene strozzata e va in agonia sono le piccole medie industrie che dovrebbero rappresentare le linfe vitali “nazionali”.
Certo però che è difficile che questa differenza di effetti tra “globale” e “nazionale” possa essere capita e gradita da chi crede ancora che vi sia un forte “Made in Italy” capace di sovvertire i mercati e vincere o addirittura stravincere, quando c’è un rapporto di sostituzione tra ciò che se n’è andato e il nuovo a sostituirlo di oltre 5 a 1.
Adesso per qualche giorno a partire da venerdì non avrò occasione di poterlo fare per dovermi sottoporre a un intervento, ma se tutto mi andrà bene tra Natale e Capodanno, magari potremo parlare anche di quest’ultimo argomento con molti nomi di aziende.
Nel frattempo un caro saluto

OCKHAM

Un caloroso augurio che tutto vada per il meglio e anche di passare le feste in serenità. Torna presto e in piena forma. Qui, se mancano le tue lezioni, il cervello si atrofizza 😉 per la pochezza degli stimoli (ne sono corresponsabile anch’io ma mi do la giustificazione dell’età).
Mi piace stare in compagnia, ma faccio sempre più fatica a trovare da scrivere cose intelligenti e originali 😉 e preferisco leggere quelle degli altri. Riguardo alle aziende italiane ricordo bene, per averle anche copiate, le tue ampie analisi e le pessimistiche considerazioni, che condivido, unitamente al giudizio sulle inefficienze degli apparati dello Stato e sulla desolante mediocrità della classe politica. Mandi.

OCKHAM

Caro Prof. Hilander. A mente più fresca (oddio, relativamente) mi sono cimentato nella prima lettura del tuo “trattato” (o solo della introduzione?) trovando l’esposizione chiara, lineare e l’argomento attuale e di interesse anche per profani come me.
Ma…c’è un ma:
un’incompletezza addirittura “scandalosa ” 😉 😉 😉 , che dovresti affrettarti a colmare per non attirarti addosso l’accusa di omertà pro padronato, individuabile in un punto del paragrafo riguardante lo “stralcio essenziale della procura notarile di un Gruppo al suo Purchasing Manager”. Che cosa che non si può svelare viene nascosto, solleticando la morbosa curiosità del lettore? Diccelo, dai…..

hilander

Ma nooo!!!

L’obiettivo dello stralcio era mostrare quali poteri DEVE contemplare una procura di un Purchasing Manager perché sia efficace, e non ritenevo per niente importante citare dati anagrafici (è una curiosità quella di conoscere “chi” che non mi ha mai stuzzicato particolarmente).

Nessun segreto per carità comunque! E giusto per risponderti, era uno stralcio da una delle mie procure e il Gruppo altro non è che l’IVECO (o meglio CNH Industrial, o semplicemente Industrial) di EXOR.
E credo, al di là che non fosse cosa interessante dirlo, fosse palese, avendo in altri post accennato al fatto che una parte della mia carriera l’abbia trascorsa in quel Gruppo olandese (ma per me profondamente italiano e soprattutto EUROPEO nelle radici e nei suoi uomini migliori, ma pure “imparentato” con gli USA dei miei maestri Iacocca e Fresco).

E chi non capisce cosa significhi quell’EUROPEO scritto in maiuscolo potrà farsene cultura anche in internet, per capire quale profonda imbecillità ci sia nell’apostrofarmi “filocinese” e ostinarsi a non capire che la mia conoscenza del mercato cinese era “gratuitamente” esposta qui per mettere in guardia da quel paese politicamente ed economicamente mostruoso.
Ma se poi un giorno a chi continua a snobbarlo e a ritenere che ormai sia in procinto di sprofondare negli inferi grazie alle armate occidentali arriverà tra le natiche qualche siluro giallo, non sarò io a mettergli il ghiaccio per alleviargli la scottatura.
E non è una punzecchiatura!

OCKHAM

E io che avevo il velato sospetto che l’omissis parlasse della autorizzazione a pagare anche eventuali tangenti, qualora necessario per scalfire le resistenza di qualche alto funzionario statale corrotto;), Malizioso e irriverente nei confronti di una importante impresa, non adusa ad usare questi mezzi per procacciarsi una fornitura conveniente! ;).
Riguardo alla Cina più che le armate occidentali (quali ???) è prevedibile ci penseranno gli stessi cinesi a destabilizzare il regime e a pretendere più libertà, l’anelito che prima o poi risveglia tutti i popoli. Forse accadrà in occasione della prossima inevitabile pandermia, come pronosticato da Bill Gates.

hilander

“ E io che avevo il velato sospetto che l’omissis parlasse della autorizzazione a pagare anche eventuali tangenti“: Hai esperienze dirette in questa pratica?😂😂😂

OCKHAM

Purtroppo, sì (non però riguardanti il gruppo, donde la mia “prudente” 😉 ammissione di irriverente sospetto).
Nell’accingermi alla seconda lettura mi sorprende finora la solitudine, sperabilmente solo a causa del ponte.

Modifica il 1 mese fa da OCKHAM
OCKHAM

Se non per me (che non ho un interesse pratico, ma solo culturale), ma per mio nipote, che sta preparandosi a ripetere il test per l’accesso alla Bocconi, come flash credo basti ed avanzi per farsi un’idea di una possibile futura professione. Apprezzo molto la voglia che hai di divulgare le tue conoscenze per chi mantiene anche qui il desiderio di imparare. In attesa del prossimo capitolo 😉 (invito implicito a scrivere un libro), ti saluto.

OCKHAM

Anche in Perù una rivincita della destra?
Le donne continuano dappertutto la loro scalata al potere.Maschietti in progressiva condizione di sudditanza tra poco superati in tutte le professioni?

” Dina Boluarte è la prima donna presidente del Perù. La sua elezione è arrivata come valvola di emergenza — attivata per salvare la stabilità — quando l’ex presidente Pedro Castillo ha tentato, mercoledì 7 dicembre, il golpe. L’ha scelta il Congreso, il parlamento monocamerale peruviano che era pronto a votare l’ennesimo impeachment contro il capo dello Stato, il quale a sua volta aveva annunciato di voler sciogliere la camera e prendere su di sé il potere più o meno totale. Castillo era da tempo in difficoltà a causa dell’ostruzionismo dell’opposizione. La sua mossa è stata definita dalla stessa Boluarte (sua vice) un “colpo di Stato”, valutazione subito condivisa anche dal presidente della Corte costituzionale. “Abbiamo preso la decisione di instaurare un governo di emergenza, per ristabilire la legge e la democrazia”, diceva Castillo nel discorso con cui annunciava lo scioglimento del congresso.

Poco dopo diversi membri del suo partito e del governo avevano fatto sapere di non appoggiare lo scacco tentato dal presidente e anche i vertici delle Forze armate peruviane avevano annunciato — primo di tutto l’Ejercito — di non riconoscere la scelta del presidente. Castillo di fatto non aveva l’autorità di sciogliere il parlamento con decreto straordinario, per questo si è parlato di tentativo di golpe.
Tanto che i parlamentari hanno rapidamente votato per la rimozione di Castillo dal suo incarico: accusato di eversione e crimini contro lo Stato è stato messo per alcune ore in arresto, fino al voto che ha dato la presidenza a Boluarte che ha chiesto “tempo e spazio” per salvare il Paese.
Castillo, un ex insegnante marxista eletto presidente nel 2021 e più volte accusato di corruzione, ha provocato le ire dell’opposizione di destra per il suo piano di riforme troppo di sinistra. Con l’obiettivo di migliorare le condizioni di vita (anche attraverso forme assistenziali) delle popolazioni rurali, le più colpite dalla pandemia, nel luglio 2021 aveva sconfitto — con risultati subito molto contestati — la populista di destra Keiko Fujimori. Keiko è figlia del presidente storico del Perù, Alberto Fujimori, in carica dal 1990 al 2000. Fujimori, El Chino, era stato un leader autoritario sopratutto dopo il cosiddetto “autogolpe” del 1992, quando compresse le libertà democratiche dei peruviani.
Boluarte guiderà ora la fragile democrazia del Paese attraverso la più grande crisi politica degli ultimi anni. Crisi che arriva mentre il tasso di inflazione del Perù è al punto più alto degli ultimi decenni, alzando la posta in gioco delle disfunzioni politiche in una nazione dove un quarto della popolazione di 33 milioni di persone vive in povertà.
Castillo ha cercato di giocare la sua carta nella lunga tradizione dell’autogolpe. La sua incompetenza, riscontrabile nel caos di un anno e mezzo di presidenza in cui ci sono stati continui cambi tra la squadra di governo, ha reso evidente che non avrebbe avuto successo. L’insegnante rurale diventato leader sindacale e politico di successo, non poteva più nemmeno contare sul sostegno popolare, con un indice di gradimento di appena il 19% in alcune città.
“La mossa sconsiderata di tentare di sciogliere il Congresso piuttosto che lasciare che quest’ultimo prendesse in considerazione una mozione di impeachment contro di lui si è fortunatamente ritorta contro di lui, simbolo della sua breve presidenza”, spiega Jason Marczak, direttore dell’Adrienne Arsht Latin America Center all’Atlantic Council.
Cos’altro faceva parte della ricetta per mantenere l’ordine democratico? “L’esercito e la polizia hanno avvertito a gran voce Castillo di non fare quella mossa, i ministri si sono dimessi in seguito al suo annuncio e il Congresso ha anticipato il voto sull’impeachment (che è passato con il sostegno di 101 legislatori su 130)”, aggiunge Marczak.
La reazione dei Paesi vicini è stata tiepida. Il presidente eletto del Brasile, Luiz Inácio Lula da Silva, ha definito le azioni di Castillo “deplorevoli”, mentre il presidente messicano, Andrés Manuel López Obrador, ha incolpato l’élite peruviana, affermando che la loro avversità nei confronti di Castillo ha portato a “un ambiente di scontro e ostilità contro di lui”. Il governo della Colombia ha dichiarato di “condannare qualsiasi attacco alla democrazia”.
Il Perù è da tempo invischiato nel caos politico. Ci sono voluti quattro presidenti per completare l’ultimo mandato presidenziale (dal 2016 al 2021) e ora si apre il secondo mandato di questo quinquennio. Il rapporto conflittuale tra il Congreso e la presidenza, e la facilità con cui il Congreso può chiedere l’impeachment, sono alcuni dei fattori che portano a questa incertezza politica, secondo l’esperto dell’Atlantic Council.
Cosa succederà adesso? Il nuovo presidente peruviano ha chiesto immediatamente un dialogo tra tutti gli attori politici, ma per Marczak è più facile a dirsi che a farsi. “Boluarte non appartiene ad alcun partito politico dopo essere stato espulsa dal partito Perú Libre lo scorso gennaio. L’ultimo presidente peruviano a non appartenere a un partito politico, Martín Vizcarra, è stato messo sotto impeachment dal Congreso nel 2020, provocando un’ondata di proteste”.

Riporto da “Formiche Net”.

Leo 62

Ciao e come vi è sembrara ieri la prima della Scala? molto intelligente dare il Boris, grande capolavoro politico cui si possono dare molte letture, alcuni idioti hanno criticato la scelta, senza sapere nemmeno di cosa si parlasse, ma direi che il punto è stato centrato. Ottima l’idea di dare l’UR-Boris senza atto polacco che fu anche quella di Abbado, di cui vidi l’edizione 94 al Festival di Salisburgo e di cui Chailly fu assistente.
Così l’opera è più concentrata e potente.
La Regia mi è sembrata banale ed inconseguente in alcuni punti e azzeccata drammaturgicamente in altre parti ( lo scontro tra Boris e Shuisky nel penultimo quadro ), benissimo i cantanti ( con qualche problema di Ain Anger/Pimen nella prima scena ) soprattutto il protagonista Ildar Adbrazakov e ottima la direzione, mi è sembrato di risentire quella di Abbado. Spettacolo insomma sopra la sufficienza nel complesso. Insopportabile il solito vernissage della Prima alla Scala con presenze anche imbarazzanti ma insomma, non si può volere tutto. Mi sono chiesto anche cosa abbiano potuto capire la Meloni e la Russa che alla fine parevano sollevati alquanto.

Modifica il 1 mese fa da Leo 62
Waters

Mi spiace Leo, ma avevo un impegno e non l’ho vista.

OCKHAM

Caro Leo, ho perso l’appuntamento, come da mia non sofferta manchevolezza non frequento le prime d’opera 😉 e lo smoking, monopetto con i revers a punta di seta della giacca, ll papillon di raso, la camicia bianca con i doppi polsini e i gemelli d’oro che mi furono regalati, giacciono ormai inutilizzati almeno da una ventina d’anni in un armadio e nel loro cofanetto, riposto in chissà quale cassetto (saranno un premio per chi li troverà). Da quel poco che ho visto dai telegiornali ho apprezzato la calorosa accoglienza tributata al presidente Mattarella e l’eleganza della Von der Leyen, ma anche della Meloni, alla quale donava, accostato all’azzurro degli occhi e al biondo tinto dei capelli, il colore blu metallico scelto per l’abito, facendola sembrare, nell’occasione, una signora dell’alta società (c’è ancora??), adeguata a quella destra che forse aspirerebbe nell’intimo di rappresentare 😉 .
Il basso Ildar Adbrazakov, la cui scelta per il personaggio centrale credo sia attualmente tra le più indovinate, l’avevo già sentito e apprezzato in altre sue intepretazioni operistiche.

Modifica il 1 mese fa da OCKHAM
Bob Aka Utente11880

Ho come la sensazione che la Schlein (vedi ad es. il “rebranding” da PD a Partito del Lavoro) voglia fare una “cosa” che c’è già, il M5S

Faceto Balsamico

Oltre a “Leviathan” di Andrej Petrovič Zvjagincev, segnalato da , merita assolutamente di essere visto “Il ritorno” del 2003, con il quale l’autore vinse il leone d’oro a Venezia…

Tiziano

Anche quello è un gran bel film.
Peccato per il ragazzino…

Modifica il 1 mese fa da Tiziano
Faceto Balsamico

Già, tristissimo epilogo. Uno dei due ragazzini annegò in quel lago poco dopo la fine delle riprese…

Modifica il 1 mese fa da Faceto Balsamico
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