Scusate, chi siete?
Perdonate Ghilardi, Kaiode, Kouadio, Cambiaghi, Inacio, Zoma e via così, ma chi vi conosce? Non vorrei essere maleducato e offensivo verso tanti bravi calciatori che si affacciano oggi, come ieri, alla Nazionale, ma credo proprio che il nocciolo del problema sia questo.
L’azzurro tenebra – inteso come la patologia di cui la Nazionale soffre da qualche anno a questa parte – è direttamente proporzionale all’anonimato dei suoi stessi protagonisti, per cui l’azzurro diventa sempre più cupo mano mano che vi si affacciano giocatori di cui ignoriamo nome e fisionomia e dunque finanche l’esistenza. Cioè il nostro colpevole imbarazzo di addetti ai lavori (si fa per dire…) trova alla fine una paraculissima scusa o giustificazione nell’inevitabile tracollo azzurro, che è ormai lo scontato finale di tutte le storie in cui disperatamente ci lanciamo. E te l’avevo detto, no?, che questo non s’era mai sentito!
Forse ho esagerato e lo so che ormai internet e i social hanno creato tanti mostri che conoscono l’intera rosa persino del Genk e del Nec ma è per dirvi che la lista dei convocati azzurri mi provoca ormai da anni disagio e imbarazzo. Mi fa lo stesso effetto dell’ antico elenco telefonico. Forse perché ingenuamente credo che da esso/essa all’improvviso escano fuori tanti Tardelli e Paolo Rossi, Totti e Del Piero e invece dopo Donnarumma e al massimo Dimarco, vedo un listone di ignoti, o comunque giocatori noti abbastanza per dire che non sarebbe proprio il caso che l’Italia puntasse tutto su di loro.
Non invidio Mancini costretto a inventare una Nazionale col bussolotto, per cui prendiamone una trentina e vediamo se ne escono 11 che non manchino la prossima qualificazione. E non invidio nemmeno Alberto Rimedio telecronista della Rai che per Italia-Belgio o Turchia-Italia si farà giudice di X Factor. Chi sei? Cosa fai? Parlavi un po’ di te. Che ci canti stasera? Dai vediamo che sai fare…
Vi lascio a dibattere sul listone dei 31 scelti dal ct Mancini per le partite azzurre che inaugurano il nostro prossimo calvario, quattro partite di Nation League una dietro l’altra a simulare il Mondiale che non abbiamo avuto. Dovessero un giorno costoro vincere il Mondiale o l’Europeo li autorizzo ovviamente a sputarmi in faccia.
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CONVOCATI NAZIONALE
PORTIERI: Marco Carnesecchi, 26 anni (Atalanta), Gianluigi Donnarumma, 27 anni (Manchester City), Massimo Pessina, 18 anni (Bologna), Guglielmo Vicario, 29 anni (Juventus).
DIFENSORI: Honest Ahanor, 18 anni (Crystal Palace), Alessandro Bastoni, 27 anni (Inter), Riccardo Calafiori, 24 anni (Arsenal), Diego Coppola, 22 anni (Paris FC), Giovanni Di Lorenzo, 33 anni (Napoli), Federico Dimarco, 28 anni (Inter), Daniele Ghilardi, 23 anni (Roma), Michael Kayode, 22 anni (Brentford), Eddy Kouadio, 20 anni (Monza), Gianluca Mancini, 30 anni (Roma), Giorgio Scalvini, 22 anni (Atalanta).
CENTROCAMPISTI: Nicolò Barella, 29 anni (Inter), Bryan Cristante, 31 anni (Roma), Issa Doumbia, 22 anni (Sporting CP), Nicolò Fagioli, 25 anni (Fiorentina), Davide Frattesi, 26 anni (Lazio), Rolando Mandragora, 29 anni (Torino), Alessandro Romano, 20 anni (Cagliari), Sandro Tonali, 26 anni (Tottenham).
ATTACCANTI: Nicolò Cambiaghi, 25 anni (Bologna), Francesco Pio Esposito, 21 anni (Inter), Sebastiano Esposito, 24 anni (Sassuolo), Samuele Inacio, 18 anni (Borussia Dortmund), Moise Kean, 26 anni (Como), Daniel Maldini, 24 anni (Cagliari), Giacomo Raspadori, 26 anni (Atalanta), Gianluca Scamacca, 27 anni (Atalanta), Antonio Vergara, 23 anni (Napoli), Nicolò Zaniolo, 27 anni (Udinese), Mohamed Alì Zoma, 22 anni (Norimberga).
IL CALENDARIO DEGLI AZZURRI NEL GRUPPO A1 DELLA UEFA NATIONS LEAGUE
25 settembre 2026 (ore 20.45): Italia-Belgio – Stadio Olimpico, Roma
28 settembre 2026 (ore 20.45):Turchia-Italia – Atatürk Spor Kompleksi, Bursa
2 ottobre 2026 (ore 20.45):Francia-Italia – Stade de France, Saint-Denis
5 ottobre 2026 (ore 20.45): Italia-Turchia – Stadio Renato Dall’Ara, Bologna.

Intendiamoci. Con il mio commento precedente non voglio dire che debbano essere chiamati solo i “vecchi”,eh? Io sono contentissima che vengano convocati i giovani! Era solo una constatazione
No,Bocca,dai. Passi per esempio per Kouadio,che persino da noi ha giocato poco, d’altronde era un primavera (e mi chiedo come possa essere convocato in nazionale,al limite nell’Under). Ma ghilardi e cambiaghi sono stati tra i giovani interessanti dello scorso campionato.
Comunque una cosa va detta,e francamente non saprei se è meglio o peggio. Al netto che c’erano meno partite e quindi meno necessità,una volta per andare in nazionale dovevi dimostrare con una certa continuità di esserne degno, diciamo. Oggi bastano tre partite buone e ti convocano subìto. Salvo poi sparire se non vai bene, perché forse tutto sommato eri stato un gioco di paglia.
Per dire: con tutto il rispetto, cos’ha fatto di particolare l’esposito del Sassuolo per essere chiamato?
….mah…
Della Nazionale , ormai, importa poco come paiono dimostrare i soli 6 commenti al thread dopo due giorni!
D’altra parte, la globalizzazione ha portato anche il calcio allo smarrimento: abbiamo squadre di proprietà straniere, con allenatori stranieri e 11 calciatori stranieri in campo.
Però il giornalismo lo definisce sempre campionato italiano. Un ossimoro, una contraddizione in termini, quasi una blasfemia. O no?
No, i 6 commenti non dimostrano un bel niente, dimostrano solo che il post era aperto poche ore prima di essere rimpiazzato da quello su Mazzola
Il tuo commento, invece, dimostra che sei solo un sovranista del cazzo
“Scusate, ma chi cz..o è Woltemade?”
“Scusate chie siete?”
E i vari commenti sulla mancanza di motivazioni
Ma siamo sicuri non si tratti di depressione? So che i boomer sono stati cresciuti con l’idea di tenersi tutto dentro e non ammettere debolezze, ma magari una bella chiacchierata con una specialista non sarebbe poi una cattiva idea.
Esticatsi del bieco Mancini, di una convocazione con ancora ultratrentenni bolliti, del calcio a Baldini che in solo due partite con ragazzi aveva messo in mostra idee e gioco. Oggi si piange un grandissimo.
Per me Sandro Mazzola è tutto nel libro “La prima fetta di torta”, del 1977, uno dei primi libri nei quali un calciatore, che aveva appena smesso di giocare, raccontava la sua vita.
E ne aveva cose da raccontare Sandro, dai ricordi annebbiati sul mitico papà Valentino, alle prime partite nella squadra dell’oratorio, passando per Benito Lorenzi che aveva convinto Moratti a pagare ai due Mazzola un premio partita perchè portavano bene (e quei soldi allora servivano davvero per campare), l’amore per il basket dove giocò nel campionato studentesco, l’esordio a Torino con la Juve in quel famoso 9/1 figlio di una protesta del mago Herrera con Boniperti che lo va a salutare e lui che quasi per sbaglio fa un tunnel a Sivori, e poi i primi passi nell’Inter, fino all’esordio in Nazionale nel 1963 contro il Brasile di Pelè.
Pur non essendo interista, mi commuovo ancora per quel calcio nel quale un gigante come Puskas dopo un Inter-Real Madrid finale di Coppa Campioni del 1964 vinta dai nerazzurri va dal giovanissimo Sandro e gli dice che è davvero degno di suo padre, contro il quale aveva giocato, quasi un passaggio di consegne; quando ricorda Giuseppe Meazza che è stato un suo allenatore alle giovanili, ed era ancora il più forte di tutti, e che un giorno quando lui si era rivolto malamente a un compagno perchè non gli aveva passato la palla gli disse solo ” Uè pastina, io ho vinto due mondiali e non ho mai ripreso nessuno. Che sia l’ultima volta!”
Mazzola non è stato la mia generazione, direi che quasi non lo ricordo, se non per qualche sprazzo a fine carriera. Sandro, o Sandrino, nasce centravanti e come tale fino al 1968 gioca e segna con buona continuità, diventando un perno della grande Inter del Mago Herrera.
Come scrive quasi corrucciato Gianni Brera, la svolta avviene con la finale ripetuta dell’Europeo del 1968, quando nella finale bis Valcareggi lo fa giocare dietro le punte, da dove non si sposterà più, e Brera dice che quella fu una grave jattura per il calcio italiano, perchè invece di una punta guizzante ci trovammo un centrocampista dai piedi buoni in un ruolo non suo, inseguendo il sogno di giocare come il papà Valentino, forse la più grande mezz’ala del calcio italiano, anche se ormai nessuno se lo ricorda nemmeno più.
Da lì nasce anche il caso tutto italiano della staffetta con Rivera, che giocava anche lui in quella zona di campo, ed era certamente più geniale ma altrettanto certamente meno mobile di lui, e per questo fino al 1974 ci siamo portati dietro l’idea della staffetta tutta italica, in un calcio dove fino al 1966 le sostituzioni nemmeno esistevano.
162 con l’Inter, in Nazionale gioca 70 partite con 22 gol, e rimane quell’immagine del filo d’erba davanti alla porta in Italia Argentina del 1974, sua penultima con gli azzurri, che devia fuori una sua azione dove si è marcato mezza nazionale albiceleste, e in pratica sancisce la nostra probabile eliminazione.
Mazzola era un cuore nerazzurro, rimasto in società praticamente per 70 anni, uno dei simboli del calcio italiano, in un mondo nel quale i simboli fanno una brutta fine.
Oggi malato saluta e se ne va, e appena un mese fa aveva annunciato di stare combattendo una battaglia che sapeva persa, e che solo sperava di perdere con dignità il più tardi possibile.
Per me rimane indelebile la sua prima fetta di torta, che consiglio a tutti, come romanzo di approccio di un ragazzo al calcio come dovrebbe essere, un calcio degli anni ’50.
In una intervista di 10 anni fa racconta:
Lei crede nella vita dopo la morte?
“Qualcosa c’è. Sento che ritroverò mio padre. E giocheremo insieme, come nei sogni”.
Quali sogni?
“Siamo al Filadelfia. Io gli passo la palla, e lui segna. Non c’è Bacigalupo, il portiere non si vede mai. Poi lui la passa a me, e io segno. Poi mi sveglio”.
Ti sia lieve la terra Sandro, pensa che partite farai lassù con papà.
❤️ 🙏 🌷
♥️
Come previsto non manca Maldini… 😄
4 goal in 5 incontri con il Cagliari, squadra che lotta per non retrocedere che grazie all’attaccante, è seconda in classifica. Già del giro e con un nome importante.
Se trovi tu un attaccante, italiano, che abbia fatto meglio in queste 5 partite, segnalalo a Mancini… Tanto, vista la lista, una possibilità la possono dare anche a me a 48 anni.
Maldini ha fatto assolutamente pena in nazionale in passato, ma un paio di golletti con il Cagliari li ha fatti, ci sta, dài
Ciao Sandro hai dato tanto al calcio e all’Inter, adesso potrai provare a dribblare papà Valentino…..