🧠BLOOOOG AI ci spiega il caso del Manchester City che ha violato le norme finanziare della Premier League
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MANCHESTER CITY, IL VERDETTO
È arrivato il verdetto nel più importante procedimento finanziario della storia della Premier League. Il Manchester City è stato riconosciuto responsabile di tutte le contestazioni relative alle gravi violazioni delle regole finanziarie nelle nove stagioni comprese fra il 2009-10 e il 2017-18, oltre che di tre delle quattro contestazioni relative alla mancata cooperazione con l’inchiesta.
A giudicare non è stata direttamente la Premier League, ma una “independent Commission”, secondo la denominazione ufficiale inglese: un organismo indipendente dalla Lega e dai club, i cui componenti vengono nominati nell’ambito dell’independent Judicial Panel.
Il City respinge le conclusioni, sostiene che il verdetto contenga gravi errori di diritto e di fatto e ha annunciato ricorso. Ha tempo fino al 2 ottobre 2026 per presentarlo. La sanzione non è stata ancora stabilita.
SHEIKH MANSOUR E LA RIVOLUZIONE DI ABU DHABI
La storia comincia nel settembre 2008, quando l’Abu Dhabi United Group (ADUG) rileva il 90% del Manchester City da Thaksin Shinawatra con un’operazione da circa 200 milioni di sterline.
L’uomo chiave è Sheikh Mansour bin Zayed Al Nahyan, membro della famiglia regnante di Abu Dhabi e vicepresidente degli Emirati Arabi Uniti.
Oggi il Manchester City appartiene al City Football Group (CFG), controllato a maggioranza da Newton Investment and Development LLC, società di Abu Dhabi interamente posseduta da Sheikh Mansour. Il fondo statunitense Silver Lake possiede una quota di minoranza vicina al 17%.
Comincia da lì la trasformazione di un grande club inglese in una superpotenza mondiale.
INDAGINI SU CONTRATTI PER 900 MILIONI
Secondo la Commissione, tra il 2009 e il 2018 il City mise in piedi accordi commerciali definiti “sham”, cioè costruiti in modo da non rappresentare correttamente la reale provenienza del denaro.
Il meccanismo principale riguardava le sponsorizzazioni: alcune aziende avrebbero versato soltanto una parte degli importi indicati nei contratti, mentre la differenza sarebbe stata finanziata dall’ADUG, proprietaria del club, pur figurando nei bilanci come ricavo commerciale.
La cifra è impressionante: 830,69 milioni di sterline sarebbero entrati nel City attraverso questo sistema e contabilizzati come ricavi commerciali anziché come apporti della proprietà.
Parallelamente, secondo il verdetto, alcuni costi furono sostenuti dalla proprietà attraverso terzi e quindi non correttamente rappresentati nei conti del club.
L’effetto combinato fu, secondo la Commissione, quello di gonfiare i ricavi e ridurre artificialmente i costi per oltre 900 milioni di sterline. Con una contabilizzazione corretta, il City avrebbe superato “by a very substantial amount”, cioè di una quantità molto rilevante, i limiti finanziari previsti dalle regole della Premier League e della UEFA.
LO STIPENDIO DI MANCINI
Nel dossier entra direttamente anche Roberto Mancini, allenatore del City dal dicembre 2009 al maggio 2013, vincitore della FA Cup 2011 e della Premier League 2011-12.
Le contestazioni della Premier riguardavano l’obbligo di fornire informazioni complete sulla remunerazione dell’allenatore nelle stagioni 2009-10, 2010-11, 2011-12 e 2012-13.
Sul caso pesa inoltre il famoso secondo contratto emerso con Football Leaks. Secondo le ricostruzioni pubblicate da Der Spiegel e riprese dalla stampa britannica, Mancini aveva uno stipendio base al City di circa 1,45 milioni di sterline l’anno, esclusi bonus e incentivi, e un accordo di consulenza con l’Al Jazira di Abu Dhabi da circa 1,75 milioni l’anno.
Interpellato in questi giorni, Mancini ha parlato apertamente di un “double contract”, sostenendo però che la questione riguardasse il Manchester City e ribadendo di ritenere il club non colpevole.
TRE MILIARDI PER COSTRUIRE UNA POTENZA
Dal 2008 comincia una campagna acquisti senza precedenti nella storia del club. Il primo colpo simbolico è Robinho, £32,5 milioni. Seguono Carlos Tevez, Yaya Touré, David Silva, Sergio Agüero e poi la gigantesca ricostruzione dell’era Guardiola.
Negli anni arrivano John Stones (£47,5m), Benjamin Mendy (£49,3m), Aymeric Laporte (£57m), Riyad Mahrez (circa £60m), Rúben Dias (circa £62m), Rodri (circa £63m), Jack Grealish (£100m), Joško Gvardiol (circa £77,6m).
E la corsa non si è fermata. Nel 2026 il City ha stabilito nuovi primati con Enzo Fernández dal Chelsea per £125 milioni, cifra che eguaglia il record britannico, ed Elliot Anderson dal Nottingham Forest per £116 milioni. Per Ayyoub Bouaddi del Lille l’accordo è stato di €95 milioni più €5 milioni di bonus, circa £81,4 milioni di parte fissa al cambio indicato al momento dell’operazione.
Nella sola estate 2026 il City ha speso circa £457,5 milioni sul mercato.
GUARDIOLA: DUE STAGIONI NEL MIRINO
Pep Guardiola arriva nell’estate 2016
. Le sue prime due stagioni, 2016-17 e 2017-18, ricadono quindi cronologicamente nel periodo delle violazioni finanziarie accertate dalla Commissione.
Nel secondo anno nasce la squadra dei record: Premier League 2017-18 con 100 punti, primo club nella storia della competizione a raggiungere quella quota.
La Champions League vinta nel 2023 contro l’Inter, all’interno dello storico Treble Premier-FA Cup-Champions, è invece successiva al periodo 2009-18 delle principali violazioni finanziarie.
Ad oggi nessuna decisione dichiara irregolare quella Champions e nessun trofeo del City è stato revocato.
UEFA: IL PRECEDENTE DEL 2020
Una parte di questa storia era già arrivata davanti alla UEFA. Nel febbraio 2020 l’Adjudicatory Chamber del Club Financial Control Body (CFCB) stabilì che il City aveva commesso gravi violazioni delle norme UEFA sul Financial Fair Play, sovrastimando i ricavi da sponsorizzazione nei conti presentati tra il 2012 e il 2016.
La pena fu durissima: due stagioni di esclusione dalle competizioni UEFA e 30 milioni di euro di multa.
Il City ricorse al Court of Arbitration for Sport (CAS/TAS). Nel luglio 2020 il TAS cancellò l’esclusione dalle coppe, stabilendo che le violazioni più gravi contestate erano non dimostrate oppure prescritte. Rimase la mancata cooperazione con l’indagine UEFA e la multa fu ridotta a 10 milioni di euro.
Il nuovo verdetto inglese contiene conclusioni rilevanti anche sul rispetto delle norme UEFA, ma al 29 settembre 2026 non risulta annunciata dalla UEFA l’apertura di un nuovo procedimento disciplinare conseguente alla decisione inglese.
CHI DECIDERÀ LA PENA
È questo adesso il passaggio decisivo.
La sanzione sarà stabilita dalla independent Commission in una successiva fase del procedimento. La Premier League presenterà le proprie richieste e il Manchester City le proprie argomentazioni difensive.
Il regolamento consente un ventaglio molto ampio di provvedimenti: multe, penalizzazioni di punti e, nei casi estremi, espulsione dalla Premier League. Una penalizzazione particolarmente pesante potrebbe produrre anche una retrocessione come conseguenza della classifica.
Ma bisogna essere rigorosi: oggi nessuna di queste sanzioni è stata ancora inflitta.
Non sono stati tolti punti, il City non è stato retrocesso o espulso e nessun titolo è stato revocato.
IL RICORSO E I TEMPI
Il City farà ricorso. L’impugnazione sarà esaminata da un organismo indipendente previsto dal sistema disciplinare della Premier League.
C’è inoltre una differenza fondamentale rispetto al precedente UEFA del 2020: questa controversia della Premier League non può essere portata davanti al TAS di Losanna.
Il procedimento potrebbe quindi protrarsi ancora a lungo. Anche eventuali richieste di risarcimento da parte di altri club, per titoli, qualificazioni europee, premi o altre opportunità economiche perdute, appartengono per ora agli scenari possibili e non a conseguenze già stabilite.
DOVE SIAMO OGGI
Il punto fermo del 29 settembre 2026 è comunque enorme: una independent Commission ha stabilito che il Manchester City ha sistematicamente violato le regole finanziarie della Premier League per quasi un decennio, attraverso operazioni che hanno migliorato artificialmente la rappresentazione dei suoi conti per oltre 900 milioni di sterline.
È il periodo nel quale il City di Sheikh Mansour passa dall’essere una squadra ricca e ambiziosa a una delle maggiori potenze del calcio mondiale.
Il club nega ogni illecito e impugnerà il verdetto. La responsabilità è stata accertata dalla Commissione; la pena deve ancora essere stabilita e la battaglia giudiziaria non è conclusa.
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Ripeto abbiamo mandato via Maldini Leonardo Pirlo
per un (risolvibile) contratto con agenzia scommesse russa
e abbiamo preso un falsario di passaporti
e un mercenario di grandi manovre russoarabe
Certo se Mancini fa girare in campo i giocatori
come fa girare fatture e stipendi da un paese all’ altro
abbiamo scelto il top
Certo che se la “Independent Commission” è stata formata con gli stessi criteri che utilizziamo di solito dalle nostre parti…stiamo a posto 😀
Pare che anche li’, nella federazione portata a modello da molti, si sia usato il tempo per madare quanto possibile in prescrizione.
Fake news. Dove l’hai letta?
Ma il Palermo non è della stessa prioprietà ? Non sarebbero da investigare pure loro?
Il Palermo però fa parte del City Group dal 2022, qui al momento con gli illeciti invece si arriva al 2019
Vero
Il Palermo però fa parte del City Group dal 2022, al momento qui con gli illeciti invece si arriva al 2019
Rest comunque vero
‘Ntz.