AC Milan player raises the European Cup trophy in celebration, with the club crest behind him.

Addio Franco Baresi, storico capitano di un Milan indimenticabile ✦ BLOOOOG! AI ✦

✦ BLOOOOG! AI ✦

FRANCO BARESI, L’ULTIMO LIBERO: IL CAPITANO CHE CAMBIÒ IL MODO DI DIFENDERE

Ci sono campioni che vincono. E poi ci sono campioni che cambiano il calcio. Franco Baresi apparteneva alla seconda categoria. Si è spento oggi, all’età di 66 anni, lasciando un vuoto immenso nel Milan, nella Nazionale e nel calcio mondiale. Con lui se ne va il capitano per eccellenza, il numero 6 trasformato in simbolo, il libero antico che seppe diventare modernissimo: non più soltanto l’uomo piazzato alle spalle della difesa per correggere gli errori degli altri, ma il primo regista della squadra, capace di anticipare, guidare, accorciare il campo e dare il tempo a tutto il reparto.

Nato a Travagliato, in provincia di Brescia, l’8 maggio 1960, Baresi arrivò giovanissimo al Milan e vi rimase per tutta la carriera. Esordì in Serie A il 23 aprile 1978 e non abbandonò mai i rossoneri, neppure negli anni più difficili, quelli delle due retrocessioni in Serie B.

Proprio quella fedeltà assoluta contribuì a costruirne il mito: 719 partite ufficiali, 470 in Serie A, quindici stagioni da capitano e una sola maglia indossata per vent’anni. Al momento del ritiro, il Milan decise di ritirare per sempre la sua storica numero 6, un onore riservato a pochissimi.

La svolta tecnica arrivò con Arrigo Sacchi. Nel Milan rivoluzionario della fine degli anni Ottanta, Baresi divenne il centro di un sistema difensivo destinato a cambiare la storia del calcio: squadra corta, pressing alto, fuorigioco sistematico, movimenti sincronizzati. Sacchi gli affidò il comando della linea composta da Mauro Tassotti, Alessandro Costacurta e Paolo Maldini. Baresi non doveva soltanto fermare il centravanti: doveva leggere l’azione prima degli altri, salire insieme ai compagni, togliere spazio agli avversari e trasformare ogni recupero del pallone nell’inizio della manovra offensiva. Non era veloce perché correva più degli altri: era veloce perché pensava prima.

Con il Milan conquistò sei scudetti, tre Coppe dei Campioni/Champions League, due Coppe Intercontinentali, quattro Supercoppe italiane e due Supercoppe UEFA, diventando il simbolo dell’epoca d’oro rossonera. Fu il capitano della squadra che travolse la Steaua Bucarest per 4-0 nella finale del 1989 e che un anno dopo concesse il bis contro il Benfica. Continuò poi a vincere anche con Fabio Capello, guidando gli “Invincibili” e una delle difese più forti mai ammirate nella storia del calcio.

Il Pallone d’Oro non lo conquistò mai. Nel 1989 arrivò però secondo dietro al compagno Marco van Basten e davanti a Frank Rijkaard. Un risultato che racconta meglio di qualsiasi trofeo la sua grandezza: era rarissimo che un difensore venisse giudicato quasi al livello del miglior attaccante del mondo.

Con la Nazionale italiana collezionò 81 presenze e un gol. Fece parte della spedizione campione del mondo del 1982, pur senza scendere in campo, conquistò il terzo posto a Italia ’90 e fu il capitano degli azzurri finalisti a USA ’94. Proprio durante quel Mondiale visse uno dei momenti più straordinari della sua carriera: si lesionò il menisco nella partita contro la Norvegia, venne operato d’urgenza e riuscì incredibilmente a recuperare per la finale contro il Brasile. Disputò una gara monumentale, prima di sbagliare il proprio rigore nella serie conclusiva. Un errore rimasto nell’immaginario collettivo, ma incapace di cancellare una prestazione che resta una delle più eroiche mai offerte da un capitano azzurro.

Negli ultimi mesi Baresi aveva combattuto con grande riservatezza contro una grave malattia. Il mondo del calcio gli si era stretto attorno, rispettando il silenzio della famiglia e del Milan. Oggi è arrivata la notizia che nessun tifoso avrebbe voluto leggere. Il club rossonero lo ha salutato ricordandolo come una delle figure più grandi della propria storia e uno dei simboli destinati a vivere per sempre nella memoria milanista.

Franco Baresi è stato molto più di un campione. È stato un modo di intendere il calcio: sobrio, rigoroso, intelligente, coraggioso. Non aveva bisogno di gesti teatrali, era un tipo taciturno che prima di tutto chiedeva tanto a se stesso, dando l’esempio, e come capitano ovviamente a tutti i compagni.

Gli bastavano un anticipo perfetto, un braccio alzato per comandare la linea difensiva, una progressione improvvisa con il pallone tra i piedi. Dopo di lui il ruolo del libero è praticamente scomparso. Ma il paradosso è proprio questo: è stato lui, più di chiunque altro, a renderlo moderno fino a trasformarlo nel prototipo del difensore centrale del calcio contemporaneo.

Il Milan perde il suo capitano eterno. L’Italia perde uno dei suoi simboli sportivi più amati. Il calcio perde un gigante che non ha soltanto difeso: ha insegnato a tutti come si difende, si gioca, si vive il calcio come missione.

✦ BLOOOOG! AI ✦

Giornalista sportivo, a La Repubblica dal 1983 al 2022, sono stato per 12 anni capo dello Sport. Prima e dopo sempre sport e calcio, dai campi di periferia fino ai Mondiali, da Gianni Brera fino a Internet, da San Siro a New York, da Wembley all'Olimpico, dalla carta alla TV. Autore di Bloooog!, il Bar Sport, per 14 anni dentro Repubblica.it. Ora in maniera assolutamente libera, autonoma, indipendente, senza filtri.

Iscriviti
Notificami
guest

47 Commenti
Nuovi
Vecchi Piu' votati
Inline Feedbacks
Leggi tutti i commenti

siefbi

Da juventino dico che l’immenso Baresi non si meritava un articolo scritto dall’AI

Obizzo da Montegarullo

Bocca è diventato un vagabondo, se lo può permettere perché nel passato ha potuto fare valere le sue indubbie qualità (non c’era nessuna IA a rompergli i coglioni) e ora “firma” banalità scritte con proprio con l’IA.
Per quanto mi riguarda è fatica sprecata comunque perché gli articoli di introduzione non li leggo praticamente mai, come a scuola mi faccio bastare il titolo.

Claudio Mastino 62

Se n’è andato all’età di 66 anni Franco Baresi, bandiera del Milan dove trascorse tutta la sua carriera
da professionista. Interpretò il ruolo
di libero alla grande prima con Arrigo Sacchi e poi con Fabio Capello, insieme al compianto Scirea che purtroppo all’età di 36 anni dopo solo un anno che aveva smesso di giocare morì in un incidente stradale fu il più grande in Italia, dopo loro due metterei Wilson e Tricella, anche loro fortissimi nel loro piccolo; fu paragonato al Kaiser, il campione tedesco iniziò però la sua carriera da mezzala per poi retrocedere nel ruolo di libero, tecnicamente era decisamente superiore a Baresi ma
difensivamente l’italiano era migliore.

2010 nessuno

Giusto e bel omaggio a Franco Baresi questa sera su RAI2

Cartoni&Bastoni

Che ci sia gente che abbia messo
pollice verso a questo ricordo
e’ profondamente triste

2010 nessuno

Sarai anche acido tante volte, ma chi ti ha messo il pollice verso per questo ricordo è uno sciocco.

Tizio

Che sono acido era il tuo modo per dirmi che sono uno sballo 😎😝

Vero?!?

redant

Grazie Capitano! RIP

luottardi

La morte del calcio

Con Baresi purtroppo ufficialmente muore il calcio

Lo andiamo dicendo da anni, questo ex-sport si trascinava,
corrotto fino al midollo da troppi soldi e da un crescente apparato sempre piu’
mirato a creare denaro/guadagni in ogni margine rimasto del cadavere ambulante.

Il calcio ha cercato recentemente di applicarsi un maquillage di correttezza introducendo il VAR, in pratica una mano di fondotinta applicata alla salma, avvitandosi invece in tecno-corruzioni
ancora piu’ convolute.

Ci volevano Trump e Infantino per segnarne la morte ufficiale, per togliere il life-support
umiliando l’ultima istituzione rimasta:
il mondiale Fifa, che comunque di scandali vari sotto il tappeto ne aveva gia’
raccolti parecchi. Costringendo tutti a vederla per quello che e’, una macchina per dar soldi ai gia’ ricchi e ottenebrare i deboli.

Dispiace per Baresi, ma credo anche lui ormai non si riconoscesse piu’ in questo
calcio.

Esistono suoi eredi oggi?
No, non se ne vede traccia.

Modifica il 16 giorni fa da luottardi
Barak

E’ dal 2014 che i Mondiali sono più o meno pilotati verso la Finale da Nike o Adidas o qualche altro potentato economico… nel 2002 ci furono le prove generali ma si vergognarono un po’ e lasciarono andare i due successivi Mondiali. Quelli del 2006 li doveva vincere la Germania ma gli rompemmo noi le uova nel paniere ( e sta lì a testimoniarlo la reazione stizzita e sin troppo evidente di Blatter ) e ci lasciarono fare, nel 2010 tutto regolare e forse gli ultimi mondiali di un certo valore.
Poi nel 2014 restituirono il titolo alla Germania, ma se avesse vinto l’Argentina sarebbero stati contenti lo stesso, nel 2018 era tempo che lo vincesse la Francia e nel 2022 sono riusciti a farlo vincere a Messi. Quest’anno è stata una vergogna planetaria ma non sono riusciti a farlo rivincere a Messi… per fortuna… comunque una vera schifezza e speriamo che l’UEFA sul serio boicotti la prossima edizione, che dovrebbe essere addirittura a 64.
O che facciano fuori il pelato.

Gennaro

‘azz sei in possesso di una marea di informationi riservate… ma come fai

Ruggero

Posso condividere il pensiero su Baresi e il calcio iper-commercializzato, ma paradossalmente credo che questo Mondiale, per corruzione e influenze indebite, non sia stato affatto dei peggiori.

Mordechai

Concordo, senza ricordare mondiali del mesozoico, tra cui i nostri primi due vinti non si quanto con “limpido merito”, mi sa tanto che i più zozzi e pilotati sono stati quelli coreani, lì davvero ho visto cose che voi umani…

luottardi

Triste se bisogna spiegare il salto di qualita’ di un capo di stato che chiede ad un presidente di cambiare decisione in una partita, il presidente obbedisce e questo viene accettato come se fosse normale, tutto in pubblico alla luce del sole

La rana e’ ormai cotta a puntino……morte cerebrale…

Gennaro

“Morte cerebrale”, “bisogna spiegare”… ma chi minchia ti credi di essere, Piero Angela

Semplicemente il pessimo episodio è stato ininfluente

Tizio

guarda che quello che si crede Piero Angela e – impersonandolo – fa i teatrini da schizofrenico, sei tu…

Gennaro

👍

Mordechai

Non c’è niente da spiegare, quella faccenda è stata effettivamente “triste”, ma tu credi che, per esempio, nel lontano ’34 il capoccione di Predappio non abbia evidenziato agli organizzatori di allora i suoi “desiderata”? O Videla e la sua ghenga di delinquenti i loro nel’ 78?

Obizzo da Montegarullo

Nel ’78 non escludo una visita pregara nello spogliatoio di Gonella da parte di qualche magazziniere che gli ha portato il pallone per la partita in tuta mimetica e con la pistola al cinturone…

luottardi

Se legge attentamente menzionavo tutti gli scandali
passati…. ma in quei
casi tutto veniva deciso dietro porte chiuse
prove schiaccianti non ve ne sono, tutto si basa
su dichiarazioni e testimonianze non definitive
spesso contradditorie e comunque postume.

Qui la combine si sbandiera in pubblico,in tempo reale,
e non succede niente

Il salto di qualita’ e’ evidente, e’ questo a cui mi riferisco come ‘marker’
della morte ufficiale del Calcio come sport.

E’ una abdicazione
totale, una ammissione pubblica che dei valori
sportivi non importa nulla.

Tutto e’ secondario alla politica e al business
Il mostro ha gettato la maschera

Modifica il 15 giorni fa da luottardi
Gennaro

Condivido. Tolti l’episodio del cartellino rosso ritirato, il trattamento riservato all’Iran, i break a metà tempo e la vicenda dell’arbitro somalo escluso, mi è sembrato un Mondiale più che dignitoso. E l’apertura a un numero maggiore di squadre non europee, secondo me, è stata una scelta positiva.

Poi, se uno vuole fare i soliti discorsi nostalgici sul “vero calcio”, forse sarebbe più coerente tirare in ballo Riva, Maradona o persino Hubner. Baresi, con tutto il rispetto, è stato la bandiera del Milan di Berlusconi, cioè proprio di chi ha creato il modello di calcio moderno che oggi tanti criticano. Mi sembra una contraddizione che fa sorridere.

Detto questo, massimo rispetto per Baresi calciatore: uno dei più grandi nel suo ruolo e un libero interpretato come pochi hanno saputo fare.

Modifica il 16 giorni fa da Gennaro
Giorgio Bianchi

Non credo si possa dire altro.

occasionale

Mi unisco alle belle parole che diversi di voi hanno già speso perchè di Franco Baresi in un momento così non riesco a scrivere.
Una delle intelligenze calcistiche più limpide che abbia mai avuto modo di vedere.
Una brutta giornata per i milanisti e per chi ama il calcio.

Bob Aka Utente11880

Baresi è stato a mio avviso uno dei pochi campioni “non divisivi”, attorno ai quali si riconosce super partes non solo la grandezza calcistica, ma anche il rispetto per l’uomo.
Come Gigi Riva, ad esempio, o Scirea, o Zoff….
Certo non come “i rivali” Rivera e Mazzola, ad esempio, che pure di classe ne avevano.

PS: peccato che per la scomparsa di una figura del calibro di Baresi ci venga propinata l’asettica lezioncina della pedante AI: il capo qui dentro non ha una sua opinione o se la tiene per gli intrighi che attizzano le folle ?

gmr61

Caro Bob, é lo stesso articolo preso paro paro da Repubblica, forse l’ha scritto lui….

Bob Aka Utente11880

Gli auguro di no.

Tizio

Non avrei da ridire e approverei se al posto del suo vecchio presidente intitolassero a lui Malpensa

Obizzo da Montegarullo

Gran giocatore, aveva acquisito così tanto carisma ( o, a scelta, càrisma… 😊) che praticamente era il terzo assistente dell’arbitro, “infallibile” sui fuorigioco a suo favore è impresso nella memoria di tutti il suo braccio costantemente alzato per segnalare i suoi avversari fuori posizione che immancabilmente venivano sanzionati dai guardalinee (all’epoca si chiamavano ancora così) a prescindere che fossero al di qua o al di là della fatidica immaginaria linea.
Riposa in pace, campione.

commentanonimo

Vero. Ora ricordo. Si diceva che il fuorigioco lo chiamava lui e non il guardalinee

C'era una volta il calcio

Unico Grande Capitano, sarai sempre nel mio cuore, mi hai fatto emozionare come nessun’altro giocatore ❤️🖤….riuscira’ mai.
Il ritiro della maglia numero 6 ( prima volta nella storia del calcio italiano) è stato il giusto tributo per il calciatore, l’uomo e l’esempio che sei stato.
🙏🏻😢

Franz UFO Baresibauer

Il più grande interprete del ruolo classico di libero che abbiamo avuto in Italia insieme a Scirea, uno dei più grandi difensori di tutti i tempi a livello mondiale, amato ed apprezzato da tifosi ed avversari, fino al punto di divenire un’icona.
Una vera bandiera come non ce ne sono più.
Purtroppo, come molti campioni, non ha saputo sempre adattarsi alla vita fuori del campo, ma lui in fondo aveva senso soprattutto lì dentro, e lo ricorderemo per sempre con la sua maglia rossonera a dettare calcio ed a ribaltare l’azione difensiva in offensiva in pochi attimi.
Se è vero che quando muori qualcuno ti viene a prendere, credo gli sia toccato Beckenbauer.
Io ho la sua maglia firmata e me la tengo stretta.

commentanonimo

Giocatore fortissimo. Persona positiva. Sembrava compassato ma pensava velocissimo. Difensore del Milan e dell’Italia quando il Milan era meglio del Real, la A era il campionato piu’ forte, e gli azzurri una squadra superba. Mi spiace. Rossi, Vialli, ora Baresi. Cio’ che decenni fa mi sembrava indistruttibile e mi faceva sognare si rivela quel che e’ veramente…solo un momento. Peccato per il rigore sbagliato che rimane impresso nella mia memoria visiva insieme ai suoi passaggi.

gmr61

Oggi è una giornata triste, in un mondo ( specialmente il calcio ) dove spesso regnano intrighi, malaffare e scorrettezze etiche se ne é andato un esempio di Classe ed Eleganza , sportiva e morale.Mai una parola fuori posto e il dramma personale vissuto in silenzio.
Hai giocato con i migliori e anche tu lo eri, chi dice nella miglior squadra di club al mondo, ma le classifiche lasciano il tempo che trovano, di sicuro di sicuro facevi parte di quell’orgoglio e naturalezza di essere i primi
Poi i tempi cambiano, i castelli scricchiolano ( o cadono…) , m tu sei rimasto sempre lo stesso e visto che ormai i 60 sono i nuovi 40….gli eroi se ne vanno sempre giovani.
R.I.P, Franco 😩

2econdo me

beh oddio quel Marsiglia-Milan…comunque, ieri Baresi oggi Bastoni

2econdo me

cioè ieri avevamo Baresi oggi ci tocca Bastoni, cerco di essere meno ermetico

Bob Aka Utente11880

Un consiglio spassionato: prova a disintossicarti.

2econdo me

Devi avere problemi di comprendonio ma si sa che qui dentro l’età è altina. Stasera semolino e a nanna presto.

2010 nessuno

Eh no , se ne poteva parlare di quell’episodio in tante altre occasioni, ma adesso no, hai sbagliato.

Bob Aka Utente11880

Ok lo faccio. Dopodichè se ti liberi dall’ossessione Bastoni fai un passo avanti. E se impari a usare toni diversi ne fai due.

Mordechai

In quell’occasione sbagliò, è vero, ma lui e Bastoni (!) nella stessa frase, per favore …

2010 nessuno

Si sono d’accordo anch’io ein ogni caso @ 2econdo me se la poteva risparmiare in questa occasione…

Bob Aka Utente11880

Si e oltretutto si poteva anche lasciare riposare in pace il Franchino. E francamente, che palle !

Ma davvero, siamo qui a fare il necrologio di un grande campione e c’è chi non riesce a liberarsi delle sue ossessioni…
Proprio che ⚽⚽!

C'era una volta il calcio

Non conoscete la vergogna….forza sempre PSG

Waters

https://www.facebook.com/share/r/1JUbFzCsQC/……

Hai detto tutto tu…mi limito a questo splendido ed emozionantissimo documento di qualche mese fa…

2010 nessuno

Che triste, veramente triste notizia…. avrebbe avuto diritto a tanti altri anni per una serena vecchiaia e invece ancora una volta questo maledetto male.
Ti sia lieve la terra Franco.

Modifica il 16 giorni fa da 2010 nessuno
47
0
Cosa ne pensi? Lasciami un commentox