Il Newyorkazo
Il Newyorkazo✦ BLOOOOG! AIDopo il Maracanazo e il Mineirazo potremmo chiamarlo il Newyorkazo. Il Brasile è uscito dal Mondiale 2026 come non usciva da trentasei anni: agli ottavi, battuto 2-1 dalla Norvegia di Erling Haaland. Non dalla Francia di Zidane, non dall’Olanda, non dalla Germania del 7-1, non dal Belgio di una generazione d’oro, non dalla Croazia dei rigori e di Modric. Dalla Norvegia. Che oggi non è più una comparsa, e che il Brasile non è mai riuscito a battere. Resta una sentenza pesantissima per chi porta sulla maglia le stelle dei 5 mondiali già vinti.
Sono 6 Mondiali ormai che il Brasile non vince. Il verdetto del MetLife Stadium, nel New Jersey, è stato brutale nella sua semplicità: due gol di Haaland, un rigore tardivo di Neymar, Brasile a casa. La Seleção non veniva eliminata prima dei quarti dal 1990, quando perse 1-0 contro l’Argentina. Da allora aveva sempre trovato almeno il modo di arrivare tra le prime otto. Stavolta no. Stavolta il crollo è arrivato prima. Lo ha sottolineato anche Globo Esporte, la principale piattaforma sportiva del gruppo Globo.
La stampa brasiliana non l’ha presa come un incidente. L’ha letta come il sintomo di una crisi lunga, profonda, quasi strutturale. Il Brasile non vince il Mondiale dal 2002 e continua a cadere contro squadre europee nei turni a eliminazione diretta. Nel frattempo ci sono state ferite enormi: la Francia nel 2006, l’Olanda nel 2010, il Belgio nel 2018, la Croazia nel 2022. E soprattutto il Mineirazo, la storica umiliazione per 7-1 contro la Germania nella semifinale del Mondiale 2014 giocato in casa, allo stadio Mineirão di Belo Horizonte. Quella non fu solo una sconfitta: fu una frattura psicologica nazionale. La Norvegia di Haaland non ha le stesse dimensioni simboliche del 7-1, ma riapre la stessa domanda: che cosa è rimasto davvero del grande Brasile?
Carlo Ancelotti era arrivato proprio per rispondere a questa crisi. La CBF lo aveva annunciato il 12 maggio 2025; il primo lavoro sul campo iniziò a giugno, con l’esordio previsto contro l’Ecuador nelle qualificazioni sudamericane. Il contratto iniziale lo legava alla Seleção fino alla fine del Mondiale 2026, poi la Federazione brasiliana ha deciso di blindarlo prima ancora della Coppa: il 14 maggio 2026 Globo Esporte, UOL e Reuters hanno riportato il rinnovo fino al Mondiale 2030.
È un passaggio decisivo. Ancelotti non è stato scelto come commissario tecnico di passaggio, ma come rifondatore. La CBF ha voluto togliere dal tavolo il tema del suo futuro prima del Mondiale, proprio per evitare che il risultato del torneo decidesse tutto. Ma l’eliminazione con la Norvegia rimette inevitabilmente il contratto al centro della discussione: Ancelotti va avanti perché il progetto era già stato prolungato, ma ora dovrà ricostruire e puntellare la sua posizione sotto il peso di una sconfitta clamorosa.
Anche le cifre spiegano il livello dell’investimento. Secondo Globo Esporte, Ancelotti percepisce circa 10 milioni di euro all’anno, valore indicato nel 2025 come pari a circa 63,2 milioni di reais alla quotazione dell’epoca, con un bonus da 5 milioni di euro previsto in caso di vittoria del Mondiale 2026. Che evidentemente non saranno pagati… Altre ricostruzioni brasiliane successive parlano di 9,5 milioni di euro annui, sempre collocandolo al vertice della classifica dei tecnici più pagati del Mondiale. UOL ha poi scritto che, con il rinnovo fino al 2030, il costo complessivo per la CBF potrebbe arrivare nell’ordine dei 400 milioni di reais, includendo però non solo lo stipendio netto di Ancelotti, ma anche struttura e commissione tecnica. (UOL)
Il bilancio sportivo, dopo l’eliminazione, è controverso. Negativo se ci fermiamo all’attualità, più accettabile se guardiamo la situazione nel complessivo panorama e in una prospettiva di rilancio e di ricerca di nuovi campioni sui cui rifondarsi..
Dopo il ko con la Norvegia, Ancelotti ha provato a tenere insieme dignità e futuro. Ha detto che il Brasile aveva creato occasioni, ma non poteva rischiare troppo alzando la pressione e lasciando campo alla velocità di Haaland. Ha parlato di tristezza, di nuovo ciclo, di necessità di rinnovare la squadra e di inserire energie giovani soprattutto a centrocampo. Il senso del suo discorso: il Brasile non ha retto la pressione del momento, ma la missione è appena all’inizio.
Proprio qui nasce il problema. Il Brasile ha chiamato l’allenatore più vincente e più rispettato del calcio europeo per restituire ordine, personalità e competitività a una nazionale smarrita. Ma nel giorno in cui serviva il salto di qualità, la squadra è sembrata ancora fragile, prudente, incompiuta. Ha avuto occasioni, ha sbagliato un rigore con Bruno Guimarães, ha inseguito la partita più che dominarla. E quando Haaland ha avuto il suo momento, la Norvegia ha fatto quello che il Brasile non è più riuscito a fare: trasformare il fuoriclasse in destino.
Il rapporto fra Ancelotti e la critica brasiliana diventa ora il punto più delicato. Prima del Mondiale, il tecnico italiano godeva di un credito quasi diplomatico: era l’uomo del grande Milan e del Real Madrid, delle Champions League, della gestione dei campioni, del prestigio internazionale. Ma già prima della Coppa il suo consenso non era plebiscitario: una ricerca Datafolha citata da Folha de S.Paulo indicava ad aprile 2026 solo il 28% di valutazioni “buono” o “ottimo”, il peggior indice del secolo per un tecnico del Brasile prima di un Mondiale. (Folha de S.Paulo)
Dopo la Norvegia, quel rapporto rischia di cambiare definitivamente. Vanderlei Luxemburgo ha attaccato duramente Ancelotti, sostenendo che un tecnico brasiliano sarebbe stato massacrato per molto meno. È una critica tecnica, ma anche politica e culturale: secondo questa lettura, l’italiano avrebbe ricevuto dalla stampa e dall’ambiente un trattamento più morbido proprio perché straniero, europeo, vincente nei club. La sconfitta con Haaland distrugge almeno in parte quella protezione. Ora Ancelotti non è più solo il grande maestro chiamato a salvare il Brasile. È anche l’allenatore che ha firmato la peggiore eliminazione brasiliana dal 1990.
Il caso Neymar rende tutto ancora più malinconico. Entrato nel secondo tempo, ha segnato il rigore dell’1-2, ma troppo tardi. Poi ha pianto. E soprattutto ha lasciato intendere che la sua storia con la Seleção sia finita: ha detto di aver provato fino all’ultimo e che ora sente di aver chiuso il suo percorso. Reuters e i media brasiliani hanno letto quelle parole come un probabile addio alla nazionale.
È un finale simbolico e amaro. Neymar chiude, o quasi, senza la Coppa del Mondo. Ha numeri enormi, ha segnato più di chiunque altro nella storia recente del Brasile, ma non ha mai portato la Seleção dove il Brasile colloca davvero i suoi dei: sul tetto del mondo. Pelé, Romário, Ronaldo, Rivaldo, Ronaldinho hanno vinto. Neymar no. E questa differenza, in Brasile, pesa più di qualsiasi statistica.
La discussione su Neymar riguarda anche Ancelotti. Il tecnico lo ha gestito con cautela, senza costruire il Brasile totalmente intorno a lui. I critici sostengono che, se Neymar era ancora il giocatore più decisivo, andava rimesso davvero al centro. Altri pensano il contrario: che il Brasile abbia aspettato Neymar troppo a lungo e che il vero errore sia stato non accettare prima la fine della sua epoca. In entrambi i casi, il problema resta lo stesso: la Seleção non ha trovato un nuovo centro di gravità.
La verità più scomoda è generazionale. Questo Brasile non sembra all’altezza della sua tradizione. Non perché manchino buoni giocatori: Vinicius Jr, Rodrygo, Raphinha, Bruno Guimarães, Martinelli, Endrick sono nomi importanti, da grandi club, da Champions, da mercato globale. Ma una Seleção non è una somma di cartellini. È una gerarchia tecnica, una personalità collettiva, una paura che incute agli altri. E questa squadra non incute più quella paura.
Il confronto con Haaland è stato impietoso. La Norvegia ha un’idea semplice: arrivare al suo fuoriclasse, proteggerlo, aspettarlo, servirlo. Il Brasile ha Neymar al tramonto, Vinicius discontinuo con la maglia verdeoro, Endrick ancora promessa, e nessun centro tecnico paragonabile ai grandi Brasile del passato. Da Pelé a Zico, da Romário a Ronaldo, da Rivaldo a Ronaldinho, la Seleção è sempre stata il luogo in cui il talento diventava identità. Oggi il talento c’è, ma sembra sparpagliato, intermittente, spesso più europeo che brasiliano.
Per questo la sconfitta con la Norvegia fa così male. Non è solo Haaland che elimina il Brasile. È Haaland che costringe il Brasile a guardarsi allo specchio. E nello specchio il Brasile non vede più la squadra che inventava il calcio, ma una nazionale che cerca spiegazioni, cicli, alibi, algoritmi, preparazioni, rigori decisi in allenamento.
Ancelotti parla di nuovo ciclo. Neymar lascia capire che la sua storia è finita. La CBF conferma l’allenatore fino al 2030. La critica brasiliana comincia a chiedergli conto non solo della sconfitta, ma del senso stesso del suo progetto.
Tutti, a modo loro, dicono la stessa cosa: il Brasile è ancora ferno al capolinea di un’epoca. E adesso deve capire se è in grado di ripartire. Di tornare cioè il Brasile.
✦ BLOOOOG! AI

Spiace per Carletto, ma sinceramente con il Brasile più scarso mai visto non era possibile fare miracoli.
Io ho assistito ad una bella partita e fino all’ultimo avrei dato vincenti i verdeoro, che ai punti se lo meritavano e tutto sommato non ne escono poi così male, se non con la consapevolezza di non essere più il vero BRASILE zeppo di fuoriclasse, ma una mediocre squadra, che zoppica e fatica come tutte le altre.
Quello che mi ha stupito è che il pallino del gioco lo ha avuto quasi sempre la Norvegia, ma sinceramente non ne faccio una colpa all’allenatore, che ben consapevole dei limiti dei suoi, ha cercato di sfruttare fino all’ultimo i pochi pregi della sua squadra. E quasi c’era riuscito, seppur non dominando il gioco come avrebbe fatto un qualsiasi Brasile d’altri tempi, le occasioni da goal non sono state poche, anzi, oltre al rigore fallito, ce ne sono state anche di clamorose, è mancato un finalizzatore all’altezza e i verdeoro sono anche incappati in una serata straordinaria del portiere norvegese. Non che Alisson non ne abbia tirate fuori un paio anche lui, ma l’impressione, almeno fino a 10 minuti dalla fine, è stata quella che in un modo o nell’altro l’avrebbero spuntata. Poi Haaland ha fatto il suo, nell’unica palla buona che gli è arrivata, l’ha buttata dentro!
Questo non vuol dire che Ancellotti non dovrà lavorare meglio. Il difficile sarà scovare dei nuovi giovani talenti e saperli adattare al calcio moderno, sempre che gli sia dato il tempo giusto.
Con tutto il rispetto, Carletto è un allenatore bollito e non era proprio il caso di pagarlo così tanto. Nel Brasile troppi senatori ormai al tramonto e poi la solita prosopopea che loro sono il meglio del meglio del calcio, cosa ormai non vera. Un po’ come i nostri.
Andiamo, non ha avuto molto tempo alla fine, ma per preparare modulo, tattiche e calciatori e a mio parere, i due infortunati che non ha potuto utilizzare qualcosa in più gli avrebbero dato.
Certo vedere i giocatori brasiliani che si disperano e da domani si consoleranno a suon di milioni con tutto quello che succede nel mondo lo trovo fuori luogo.
Prima sborsano un sacco di soldi nella convinzione che Brasile+Ancelotti=Copa do Mundo poi piangono come ossessi in mondovisione.
Capisco la delusione ma, insomma, un po’ di contegno
Quelli del Paraguay 11 provocatori travestiti da calciatori, tifosi messicani sotto l’hotel dell’Inghilterra per disturbarne il sonno, argentini che fischiano le azioni di Capo Verde.
Il Sudamerica ne esce malissimo
I messicani sono, che io sappia, nordamericani.
latinos ok?
Sì, ma del nord. Ci sono stato tanti anni fa, ci tengono molto a distinguersi e non fare mucchio coi “pezzenti” del centroamerica, honduregni, salvadoregni y outros…
Sanno essere belle teste di cazzo i messicani, a quanto ricordo.
Niente di nuovo, sono da sempre antisportivi…
Nel giorno in cui il calcio si è fatto dettare al telefono la pagina più indegna della sua già travagliata vita, mi è toccato vedere anche il glorioso Brasile annegare nelle proprie ceneri. Una pena infinita per Ancelotti e la sua banda ridicolizzati dal tiki taka dei vichinghi.
Mi sembra che Voi stiate esagerando.
Se Ancelotti fosse arrivato 6 mesi prima avrebbe avuto maggiori chance.
Preoccupatevi, invece, delle sorti della SS Napoli, beccata ancora una volta per truffa e bancarotta
I Vichinghi, poi, sono ottima compagine che, nel secondo tempo pareano Sinner.
Buona serie B, ammenché non provveda il Trump di turno, more solito…
Addirittura ridicolizzati? Ma se i brasiliani hanno creato almeno sei o sette occasioni e il portiere norvegese fatto il fenomeno in almeno quattro!
Beh si rivaluta dunque l’Italia, seconda dietro alla Norvegia-monster e che si autoeliminata grazie a Bastoni contro la piccola Bosnia.
Che ridere la telefonata di Trump per sospendere la squalifica del centravanti americano.
Questo mondiale e’ nato come una pagliacciata e finira’ come tale, probabilmente il titolo andra’ alla Francia, troppo superiore alle altre.
È la solita storia, andiamo sempre a cercare di dare la colpa agli allenatori ma in realtà come ho sempre sostenuto è la qualità dei giocatori che fa la maggior differenza. Ieri il Brasile ha avuto diverse occasioni e le ha fallite più per imprecisioni dei suoi giocatori che per sfortuna o per bravura del portiere avversario; un rigore al limite si può anche sbagliare, l’errore di Guimaraes può capitare a tutti, ma il goal che si è mangiato Endrick a tu per tu con il portiere avversario dopo una grande azione di Vinicius che gli ha offerto una palla deliziosa solo da buttar dentro non è concepibile a questi livelli. Senza nulla togliere ad Haaland che è un centravanti fortissimo il Brasile che ora come ora ha in Vinicius l’uomo di maggior qualità anni fa avrebbe fatto con i grandi centravanti ed i campioni che ha avuto almeno tre o quattro goal a questa Norvegia.
Si è la solita storia…
OT
Ma Paola Ferrari è proprio necessario che continui all’infinito a condurre?
Dopo mille mila anni non si potrebbe provare a cambiare e dare spazio a qualcun altro?
No, non mi private dell’immagine sacra! Tutte le sere recito le preghiere appena lei si illumina…
Questa e’ eccezionale veramente , bravo ! .
magari una che non è socia in affari della Santanché
Non ti sei accorto che é meloniana?
Adesso è meloniana, domani chissà…
per favore, postate qui la viking row del dopopartita brasile – norvegia che me la sono persa. Grazie.
Raiplay.
Ti sei perso una cosa fantastica!
Siamo più o meno a metà degli ottavi e già si vede qualcosa. Ma voglio aspettare che si concludano per trarre qualche conclusione non campata per aria.
Ieri sera ho visto, come penso quasi tutti, Brasile Norvegia.
Bella gara, confesso che mi è piaciuta. Fino al primo gol di Haaland credo che in molti, me compreso avrebbero pensato che alla fine avrebbero vinto i brasiliani.
Hanno sciupato un rigore, hanno sciupato un gol fatto ed hanno consentito al portiere norvegese di dimostrare la sua bravura con almeno 5 interventi salva risultato cosa che anche il portiere brasiliano ha fatto un paio di volte.
Ancelotti non è un mago e non poteva certo dare al Brasile molto nei tre mesi da quando l’hanno preso.
Vediamo che succede con le gare che mancano. Certo considerando che due delle tre padrone di casa sono già fuori non credo che ci siano molte speranze per il Belgio di arrivare ai quarti.
La riqualificazione di Balogun dopo il cartellino rosso è semplicemente scandalosa ed indicativa di quello che sarà durante la gara. Ricordiamoci lo schifo del 2002 con la sud Corea e prepariamoci a qualcosa del genere. A parte ripeto la riqualificazione di uno squalificato, operazione che a me molto ha ricordato quello che accade con Acerbi.
Alla fine USA troppo scarsi anche per essere aiutati…
Sicuramente non sono granché. La Fifa, anche prima di quella ciofeca di Infantino, sta tentando in tutti i modi di fare crescere il calcio in Usa immaginando i guadagni immensi che potrebbero derivarne.
Ma gli statunitensi sono gente con gusti strani. Amano alla follia due sport ridicoli come il baseball ed il loro football, un misto tra rugby e il wrestling, oltre al basket che è solo un po’ meglio. Se si pensa che mentre per noi (come diceva Brera)
“Il calcio non è un gioco per signorine” per loro invece è prevalentemente un gioco femminile tantoché addirittura hanno vinto ben quattro volte i mondiali femminili🤪.
La domanda é peregrina: secondo voi Endrick é più forte di Gnonto?
Dopo La Germania esce anche il Brasile, uno dei più qualitativamente disastrati mai visti ad un Mondiale, e agli ottavi sono fuori le tre nazionali ad aver vinto più Mondiali ( l’Italia nemmeno ci era arrivata al Mondiale… ), 13 in tutto, incapaci di formare talenti ed idee di gioco. Se ci mettiamo anche l’Uruguay siamo a 15.
Il calcio sta cambiando ed ora detta legge la Norvegia, meno monocorde del solito e con le due cose che deve avere una squadra per essere veramente competitiva : un portiere ed un centravanti forte. Aggiungiamo anche un buon centrocampo e siamo a posto. Forse la loro corsa finirà ai quarti, ma hanno già fatto il loro migliore risultato.
Delle grandi tradizionali sempre in auge la Francia, poi la Spagna, non so cosa rimarrà dell’Argentina dopo Messi, ma meglio del Brasile stanno e poi l’Inghilterra che è da tempo che è veramente forte e viene da due finali europee, e che esprime il miglior campionato del mondo.
Per adesso forza Belgio. Il futuro sarà del calcio africano e delle nazionali europee che schierano più giocatori provenienti da quelle parti, Francia in primis ma anche Inghilterra.
Forse la Finale di questo Mondiale.
io direi un misto…Halaand è biondo. Le squadre africane forti ma sempre tatticamente un po’ naif
Si, forse… ma sul lungo termine bisognerà vedere se quella norvegese sarà una generazione forte (condita da Haaland) tipo quella avuta del Belgio 10 anni fa, o se avranno continuità… gli africani a furia di giocare in Europa alla fine impareranno…
forse un misto con la scuola iberica…
Bene bene, il tizio a 10 milioni all’anno ce lo siamo risparmiato e se lo godono quelli.
Dai che sta proseguendo chi merita davvero. Spiace si debbano incontrare alla prossima Francia, Marocco, Norvegia e come ultima l’Inghilterra (ahimè, in fin dei conti stanno meritando anche i ‘simpaticissimi’ anglosassoni che hanno inguaiato un pianeta intero, loro e la parte di loro che è andata oltreoceano).
Il Dio del calcio avrebbe dovuto mettere davanti a test più seri anche l’Albiceleste ma confido che si fermino al più in semifinale con grande piagnisteo di Lele Adani.
p.s: sento già circolare voci che, dopo ieri, giustificano il secondo posto dell’Italia nel girone…è la conferma che ormai ci consideriamo nemmen troppo inconsciamente come un squadra di seconda/terza fascia
Ci consideriamo.
Lo siano da anni, più che altro.
Mi fanno morire quelli che cascano dal pero e accusano gli altri di “complottismo”, evidentemente si sono dimenticati di quello che è successo in Corea/Giappone del 2002.
L’FBI condusse un’inchiesta che portò all’arresto di numerosi dirigenti della FIFA per corruzione, e durante le indagini è emerso l’Italia e la Spagna furono “sacrificate” per far avanzare almeno uno dei due paesi organizzatori fino alle semifinali.
Ma naturalmente noi italiani siamo complottisti.
*https://www.ilgiornale.it/news/politica/quelle-prove-schiaccianti-che-hanno-azzerato-fifa-1135972.html
Hai dimenticato di mettere “schiaccianti” in stampatello maiuscolo e in neretto, così perde consistenza eh….
Continua a vivere nel tuo mondo fatato, tu… anche in Corea non è successo nulla, tutto regolare
“Il giocatore più sopravvalutato della storia” (cit.) porta per mano l’Inghilterra con due gol, un salvataggio pazzesco sulla linea e una partita straordinaria.
Chi glielo dice adesso allo scienziato?
Cavolo, stavolta mi toccherà tifare Inghilterra, anche se Foden non è stato convocato.
Beh quei due gol li faceva anche Openda, a porta vuota…beh poi non sono proprio sicuro…
Ieri forse il Brasile non meritava di perdere, rigore e varie occasioni da gol sciupate.
La differenza è che la Norvegia ha Halland ed il Brasile no. Tocca 5-6 palloni a partita, ma segna sempre, veramente un realizzatore eccezionale.
Il Brasile, a dirla tutta, non ha manco giocato male, il portiere norvegese ha fatto almeno 4 o 5 parate “miracolistiche”, fosse finita a punteggio invertito non sarebbe stato certo uno scandalo.
La verità, però, che questo Brasile è solo una copia assai mal riuscita di quello di qualche lustro fa, quando Haaland o non Haaland i norvegesi avrebbero comunque beccato almeno 3 pere e via…
Il Brasile, a dirla tutta, non ha manco giocato male, il portiere norvegese ha fatto almeno 4 o 5 parate “miracolistiche”, fosse finita a punteggio invertito non sarebbe stato certo uno scandalo.
La verità, però, che questo Brasile è solo una copia assai mal riuscita di quello di qualche lustro fa, quando Haaland o non Haaland i norvegesi avrebbero comunque beccato almeno 3 pere e via…
Quindi Ugo non lasci ma raddoppi 😎
Ma infatti, il calcio è anche questa roba quì e probabilmente ci piace proprio per questo.
Se ieri Guimaraes avesse segnato il rigore guadagnato in modo assolutamente ineccepibile dai carioca .. e Endrick non avesse pasticciato nel tentativo di portarsi sul suo piede preferito quella magnifica palla di Vinicius .. e il fantastico colpo di testa di Haaland si fosse stampato sulla traversa e poi il suo splendido ‘rasoterra’ anzichè passare fra le gambe del difensore brasiliano le avesse impattate .. magari oggi staremmo parlando d’altro.
Voglio dire che la partita è stata tutt’altro che a senso unico o dominata da una sola squadra e anzi, tatticamente, è risultata molto godibile e in fondo ben interpretata da Ancelotti: che ha lasciato il pallino prevalentemente agli scandinavi e, tenendo la squadra piuttosto corta, ha puntato sulle accellerazioni dei suoi, su quelle improvvise fiammate che abbiamo visto tutti.
Poi è chiaro che a stabilire chi va sugli altari e chi finisce nella polvere – con tutte le scontate e non poco retoriche esagerazioni del caso – è il risultato finale e questo, se non proprio giusto, è quanto meno inevitabile.
E’ il risultato che poi orienta la narrazione.
E dunque oggi si parla dei norvegesi come di eroi e dei brasiliani come dei falliti.
E’ il calcio .. ma in fondo in tanti altri aspetti della vita non è che le cose funzionino poi così diversamente.
Citare fra i grandi giocatori del Brasile gente come Rodrygo e Raphinha, attaccanti del Real e del Barcellona, dimenticandosi che sono indisponibili perché infortunati, non fa un grande servizio ad Ancelotti, direi.
Voi pensate che con quei due in campo la partita sarebbe finita allo stesso modo? Io non credo.
OFF TOPIC : ho visto ora gli HL di Messico-Inghilterra e sono contento che l’Inghilterra sia stata superiore a tutti gli ostacoli leciti o non : ultima partita del mondiale in altitudine, 40 ore di trasferimenti, espulsione molto fiscale di un giocatore inglese al 50′ e rigorino da VAR italiano sul 3-1 per l’Inghilterra a 30 minuti dalla fine.
Grande partita di Jude Bellingham!
L’Inghilterra ha due fuoriclasse ed almeno tre ottimi giocatori e di solito in queste condizioni vai molto bene… Bellingham è stato straordinario anche in fase difensiva e ieri l’arbitro è stato molto casalingo, come sempre in questi casi, ma ne sono usciti bene e hanno fatto una bella iniezione di fiducia.
Adesso la Norvegia e per me sono più forti. Credo abbiano una vera possibilità di arrivare fino in fondo questa volta, probabilmente contro la Francia.
E avrebbe dovuto essere la giusta finale anche nel 2018.
Macché…la finale sarà Francia vs Argentina, come da mio pronostico iniziale.
Quella brasiliana, in realtà, è da circa 25 anni un nazionale “qualunque”; ogni tanto spunta qualche campioncino (vero o presunto) ma la qualità complessiva del gruppo è molto inferiore a quella delle migliori europee e pure a quella dell’Argentina.
Come qualcuno ha giustamente fatto notare, il Brasile ogni quattro anni ha la qualificazione di fatto garantita, in Europa rischierebbe seriamente di restare fuori o, nella migliore delle ipotesi, di finire agli spareggi.