Commissario Basettoni, salva la nostra povera Nazionale
Lo dico subito, qui ci salva solo il Commissario Basettoni.
Al punto morto – facendo un paragone con la fisica del motore a scoppio, il punto esatto, superiore o inferiore, in cui la spinta alla rifondazione della Nazionale si pareggia esattamente con tutte le altre spinte uguali e contrarie, che non c’entrano nulla e che di fatto l’annullano con un delta dunque uguale a zero – ci siamo arrivati ben presto.
Il dibbattito sulla Nazionale è diventato un dibbattito omnicompresivo sulle patologie tutte del calcio italiano. Una brodaglia simile alle pozioni di Maga Magò in cui dentro c’è tutto, occhi di serpente e zampe di gallina, e in cui i perfidi e paraculi padroni del football gettano a piene mani la qualunque, approfittando del grande caos. Un po’ come Trump e il suo circolo Maga approfittano del caos e delle guerre scatenate, per qualche bella scorreria in Borsa, e ovviamente farne un sacco soldi.
Voglio dire che assisto sgomento, come era facilmente prevedibile, a un’orgia sconcia che accanto ai veri nodi della questione A) Nazionale, B) Giovani (l’argomento stranieri lo considero assorbito qui dentro) inserisce tutti gli opportunismi dei presidenti, che non vogliono altro che fare il proprio interesse. E dunque non vedo che cosa c’entrino gli stadi, gli sgravi fiscali (pure!), il servilismo della politica con la lobby del calcio in Parlamento, le scommesse, la Serie A che vuole ancor più potere di quanto già ne abbia in Federcalcio.
E i media imperterriti, già partiti per la Crociata, contribuiscono da par loro a intorbidare la suddetta brodaglia di interessi personali e particolari scandalosamente mescolati nella doverosa e sacrosanta operazione salvezza della Nazionale.
Capisco che l’argomento sia alquanto palloso, provochi stanchezza e costringa alla distrazione con quel resta in piedi del nostro misero calcio (lo scudetto e poco altro…), ma è anche un impegno morale sottolineare e denunciare l’andazzo. Secondo me superabile esclusivamente con un commissariamento feroce, di amplissimo potere e per un lungo periodo. Un bel Commissario Basettoni appunto.
Chiudo sottolineando come la situazione e la diagnosi di un calcio in stato comatoso, Nazionale in testa ovviamente, fosse ben nota e diagnosticata ormai da anni. Il documento con cui il presidente dimessosi dalla Federcalcio Gabriele Gravina doveva presentarsi davanti alla Commissione Cultura Scienza e Istruzione della Camera, poi annullato, è una radiografia che potremmo dire perfetta.
Vi allego qui quel lungo documento che vi consiglio di leggere (CLICCA SULL’IMMAGINE).
Ma c’è un problema, il documento stesso diventa così un clamoroso atto di autoaccusa. La confessione perfetta di stare lì su quella poltrona sostanzialmente con il semplice compito di occuparla e di non disturbare i veri manovratori. Se il presidente della Federcalcio, infatti, aveva già chiaro e osservato quale fosse l’elettroencefalogramma piatto del nostro calcio, perché non ha fatto nulla per salvare il malato? E se era impossibile, in quanto di fatto strozzato dentro una camicia di forza, perché non si è dimesso prima? Almeno subito dopo la precedente eliminazione dal Mondiale? E’ rimasto lì a far cosa? L’ipocrisia insomma fatta sistema.
Per quanto la politica è meglio che stia alla larga dallo sport, soprattutto questa politica, spero che si opti per un Commissario che risolva il nodo della Nazionale e del talenticidio nel calcio italiano, ma dubito che un governo di improvvisati incapaci come questo sia in grado di farlo. Anzi se ci si mette di buzzo buono potrebbe perfino fare peggio.
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Non voglio difendere la nostra nazionale che ha dei grossi grossi problemi, però che sfortuna capitare nel girone con la squadra rivelazione che ora come ora sta appena dietro le grandissime ed al livello delle grandi europee.
Vediamo i gironi delle altre nazionali qualificate direttamente
Girone Germania: Slovacchia – Irlanda del Nord – Lussemburgo
Girone Francia: Ucraina – Islanda – Azerbaigian
Girone Spagna: Turchia – Georgia – Bulgaria
Girone Portogallo: EIRE – Ungheria – Armenia
Girone Olanda: Polonia – Finlandia – Malta – Lituania
Girone Belgio: Galles – Macedonia del Nord – Kazakistan – Liechtenstein
Girone Inghilterra: Albania – Serbia – Lettonia – Andorra
Girone Croazia: Rep. Ceca – Isole Faroe – Montenegro – Gibilterra
E vogliamo parlare della Svezia che è andata ai playoff pur essendo arrivata ultima nel girone con due, 2, DUE punti per via del cammino fatto in Nations League? Certo ai playoff loro hanno vinto e noi no perché oltre a non avere talento non abbiamo carattere e abbiamo sofferto la pressione (e va beh che carattere e talento sono due facce della stessa medaglia)
La Norvegia credo sia nettamente più forte di tutte queste elencate. Ovviamente qualcuna di quelle ci avrebbe dato filo da torcere visto quanto poco valiamo (forse la Turchia? l’Ucraina? Rep. Ceca? Mah) ma non credo avremmo incassato le imbarcate dell’andata e del ritorno con la Norvegia.
Morale: siamo delle schiappe e pure sfigati
P.S: Ovviamente con un pizzico di fortuna saremmo andati ai Mondiali a fare da comparsa e nulla di più
La sfortuna è l’ultimo dei “problemi” di questa nazionale e, in senso più ampio, del nostro movimento calcistico.
Vista la fenomenale Tagger – la protetta dal Prezzemolino Nazionale e Regolamento – in finale contro la Potapova 97 al mondo, la Tagger è 114….
Secondo voi chi ha vinto?
Chi delle 2 ha preso un 6/0?
La Potapova ha 25 anni, la Tagger 18.
Ho forse scritto che la pischella avrebbe vinto il torneo?
Niet.
Quello che ho scritto, e che ribadisco, è che il futuro è suo, già a fine anno sarà top 50,forse anche più su.
A proposito Ugo tu ne sai qualcosa?
Ciao Ugo, a proposito di tennis, il buon Auger Aliassime continua a fare lo sparring di Sinner…
AA non ha semplicemente le armi per competere con Sinner, anche se in passato un paio di volte l’ha battuto. Come pure De Minaur e lo stesso Musetti.
Ho visto adesso il proclama del boia netanhyu dire con serafica pacatezza che i soldati dell’ idf sono eroi e che l’esercito israeliano è il più morale del mondo , forse dovrebbe chiedere ai palestinesi cosa ne pensano e che la Spagna pagherà a caro prezzo le critiche a israele , puro delirio e manie di grandezza , Palestina libera e aggiungerei Libano libero
Martinez si ferma ancora, campionato quasi andato, ringrazieremo gli arbitri per le due belle partitine con Atalanta e Fiorentina..brucerete all’inferno, maledetti…assieme ai varisti…
E il premio “faccia di bronzo 2026” va a….
Ma anche col Milan
Vero…
Nella partita Lazio – m<ilan, il milan presentava un solo italiano suo (Maldini) e giocava nella Lazio.
Radar carissimo, almeno un oriundo dai…….
Commento (a freddo) sulla mirabolante partita Bologna-Aston Villa
Devo dire che mi aspettavo molto di più dalla squadra inglese, allenata da un signore che di EL se ne intende. E per fortuna, già così senza giocare ci hanno fatto 3 pere, figurati se si impegnavano cosa ci facevano.
Mi è sembrato uno di quegli incontri di boxe tra un peso gallo (peso pollo nel nostro caso) un peso massimo: il piccoletto prova mille mosse, saltelli, balletti, poi quello si stanca e ti molla 3 cazzotti ben assestati.
Però, però, a ben vedere eravamo andati in vantaggio di culo noi, per fortuna hanno inventato il var per non permettere che il peso pollo con una sculata possa mettere in difficoltà il peso massimo, ma non ne faccio un dramma, senza Var niente europeo…do you remember Arnautovic?
Però, però i 3 gol loro ce li siamo fatti praticamente da soli:
2 su calcio d’angolo grazie alle incertezze del portiere e alla mollezza dei difensori. E qui un paio di domandine ad Italiano le farei: come si allenano? Possibile che i nostri calci da fermo generino sempre sbuffi e sbadigli mentre quelli degli altri producano sempre strizzate di chiappe e toccate di oggetti scaramantici?
Entrambi i gol presi allo scadere del tempo….mentalità vincente e concentrazione fino all’ultimo, queste sconosciute!
Il terzo gol nasce dalla solita cappella di Miranda (sì, quello che passa la palla agli attaccanti da rimessa laterale, visto anche ieri sera) in fase di ripartenza dal basso. In avanti Mirà, si spazza in avanti, MAI in orizzontale davanti alla propria area di rigore, lo sa pure mio figlio che in Europa League non ci giocherà mai…
Ma veniamo alle note dolci del calcio sciampagne dell’Emery de noaltri.
Hai voluto 6 esterni di ruolo più 4 terzini di spinta (che non sanno difendere però) perchè ti piace giocare sulle fasce? CA##O ALLORA GIOCACI SULLE FASCE!!! Mai fatto un cross come si deve per il povero Castro che se vuole strusciare palla deve tornare a centrocampo a prendersela. Mille tocchi, mezze finte, giravolte degli esterni per poi rientrare sempre, ma sempre al centro e provare un tiro contro la difesa ormai schierata rimpallato ogni volta dai difensori (e qualche volta pure dai propri compagni 😒).
Ora, io di calcio capisco veramente poco, ma se questo è l’allenatore da coppe spero tanto che il prossimo anno vada in una squadra che (non per merito suo) le coppe le giocherà.
Noi così potremo tornare a pensare al campionato e magari provare a fare qualcosa di meglio dell’ 8° posto che quest’anno sembra già un miraggio.
So di sembrare ingrato verso colui il quale ci ha fatto alzare l’unico trofeo degli ultimi 50 anni, ma questo genere di vittorie estemporanee e fortunose generano mostri, tipo tifosi bolognesi che chiamano “mai goduti” altri tifosi che chiedono solo di veder giocare a calcio la propria squadra, perchè quello che abbiamo visto in questi due anni non è calcio, ma tendenze suicide applicate su un rettangolo verde con un pallone tra i piedi.
Scusate lo sfogo
“Scusate lo sfogo”
Di niente .. figurati ….
Mi hai fatto tornare in mente la mitica telefonata notturna di Carlo Verdone.
Che – se non m’impiccio col cellulare – ti allego.
Cosi’ potrai riaverti un po’ della delusione calcistica.
Resta la magra soddisfazione che, con la Viola, ci siamo arresi per ultimi.
Orgoglio tosco-emiliano 😅
Lungo ‘pippone’ sulla Nazionale alla ricerca di un “perché”
Per iniziare vorrei definire con esattezza il focus di queste riflessioni sulla Nazionale: che non è quello di ragionare sul perchè negli ultimi 10/20 anni (con la sola eccezione dell’Europeo ‘inglese’ – vinto con merito ma per opinione unanime abbastanza casualmente) la nostra Nazionale non ha collezionato risultati significativi .. quanto piuttosto quello di ragionare (che è molto diverso) sui motivi per i quali nell’ultima decina d’anni – e x tre volte consecutive – ha fallito le qualificazioni al Mondiale.
Xchè di nazionali espressione dei campionati ‘top’ europei che negli ultimi 10/20 anni non hanno raccolto (in generale e segnatamente ai Mondiali) chissà quali risultati ce n’è anche altre, a ben vedere: il nostro problema – tuttavia – è che ai Mondiali non accediamo proprio, non li giochiamo.
E siccome l’impresa è improba, prima di avventurarmi nel fantastico mondo delle ipotesi e delle congetture (e anche per farmi coraggio) vorrei partire da un paio di certezze.
La prima è che quando in nove anni e per tre volte consecutive fallisci le qualificazioni mondiali si può ben dire che sei finito nel terzo mondo calcistico.
E la seconda è che bene ha fatto Gravina a dimettersi .. di certo non si è trattato di dimissioni molto spontanee ma è proprio il caso di dire che ciò che conta è il risultato – e quello delle sue (doverose) dimissioni bene o male s’è raggiunto.
A carico della dirigenza della Lega di A, invece, personalmente non ravviserei l’opportunità di dimissioni quanto piuttosto quella di tacere e vergognarsi per l’esemplare (sic !) supporto fornito a una nazionale che (a detta di tutti e della Lega in primis) sarebbe così tanto amata da tutti: neppure un occasione di raduno fra novembre e marzo in una situazione che abbiamo ben visto quanto fosse critica e – sportivamente parlando – disperata.
E passo ora al merito del rebus, del rompicapo: le tre mancate qualificazioni.
Io non credo che scaturiscano dalla crescita delle cosidette ‘nazionali minori’ (legata alla sempre maggior esperienza di molti loro giocatori in campionati esteri di primissimo livello): xchè siamo stati eliminati da Svezia, Macedonia del Nord e Bosnia, voglio dire signori .. ma di che stiamo parlando ?
E penso piuttosto che, se è vero che sono maturate sul campo e che sul campo ci vanno i giocatori e a bordo-campo i tecnici .. è da tecnici e giocatori che bisogna partire per risalire in qualche modo la filiera che poi conduce ai risultati finali.
I tecnici, tuttavia, li escluderei subito.
Xchè se nel caso di Ventura e (soprattutto) Gattuso più di un dubbio sull’adeguatezza all’incarico era lecito .. non altrettanto si può dire per Conte, Mancini e Spalletti: allenatori rispettabilissimi al pari di molti altri che guidano le principali rappresentative europee.
Concordo con @Il soldato Ryanair quando richiama alla memoria la figura del ‘tecnico federale’ (sottintendendo in qualche modo che quella di Ct è una figura di allenatore un po’ particolare .. a metà fra il tecnico e il selezionatore e che implica predisposizioni tecniche ed organizzative un po’ peculiari) …….. però, insomma, non credo che il cuore del problema stia nei tecnici.
E credo piuttosto risieda nei giocatori.
Che – è innegabile – da una 15ina o 20ina d’anni in quà sono buoni e senza dubbio ‘di livello’ ma che non “integrano” la figura del Campione così come siamo stati abituati a conoscerla (e quì .. da Totti a Del Piero passando per Baggio o Maldini e via continuando mi risparmio un lungo elenco).
E allora la domanda che dobbiamo farci è: perché da una 20ina d’anni in quà produciamo calciatori buoni – e in qualche caso anche ottimi – ma che non possiamo strettamente definire, tecnicamente e sul piano della personalità, come dei campioni ?
L’eccessiva presenza di stranieri nel nostro campionato da sola non può spiegare le nostre mancate qualificazioni.
Perché certamente limita e impoverisce l’emersione dei talenti ‘nazionali’ ma .. lo fa ovunque in Europa e nel mondo (non a caso io da una 20ina d’anni in quà non ricordo un torneo per nazionali – e segnatamente un Mondiale – particolarmente degno di nota sul piano tecnico e agonistico).
Ma resta un fatto – tuttavia – che molte altre nazionali (oserei dire tutte) ai Mondiali continuano a qualificarcisi mentre noi siamo alla terza mancata qualificazione consecutiva.
La sconfinata scelta, poi, che ormai i nostri ragazzi hanno fra decine di pratiche sportive ha sicuramente ristretto – nel calcio – la “base dei praticanti”: e quando la ‘base’ si restringe i campioni, o addirittura i grandi campioni, tendono e emergere in una misura – e con una ricorrenza – minore, su questo non ci piove.
Ma anche qui è così ovunque in Europa e nel mondo – e dunque anche questo di per sé non può spiegare le nostre tre mancate qualificazioni (perché gli altri ai Mondiali continuano comunque a qualificarcisi).
C’è poi da rilevare che la “strada” poi non è ormai più la prima “palestra calcistica” per eccellenza così come è stato per decenni (l’ultima nostra nazionale cresciuta tirando calci ad un pallone per la strada è stata forse quella Campione del Mondo nel 2006 e non ne sarei neanche del tutto certo).
Ora il percorso verso il calcio che conta è sempre più precocemente mediato dalle “scuole calcio”.
Ma anche questo fenomeno è comune a ogni angolo del mondo e dunque non spiega molto delle nostre mancate qualificazioni.
Si potrebbe ipotizzare allora un’eccessiva propensione delle scuole-calcio ai risultati, ai trofei da appendere nelle proprie bacheche.
Che potrebbe concretizzarsi in una esasperazione degli insegnamenti tattici in età in cui lasciano davvero il tempo che trovano risultando non poco gratuiti e privi di senso.
Perché ha ragione Capello: vedere un bambino di 10 anni che alza la mano ‘chiamando uno schema’ non è affatto il massimo, non è per niente bello come si potrebbe essere portati a pensare: i ragazzi devono sviluppare, affinare e imparare a disciplinare le proprie doti tecniche e devono capire come metterle a disposizione della squadra in un gioco che resta ‘collettivo’ (smarcarsi – raddoppiare – coprire i compagni – strappare accellerando insieme agli altri e via di seguito …. ma in termini complessivi e non dentro la “gabbia” di schemi tattici che alla loro età non hanno davvero alcun senso).
E’ un’ipotesi, questa, che tengo in campo anche se mi pare strano che un tale approccio possa essere proprio (magari per motivi culturali o chissà di quale altro genere) solamente delle scuole-calcio italiane.
E non conosco a sufficienza la realtà delle nostre scuole-calcio per poter dire di più.
Di certo un problema reale, richiamato da @commentanonimo e 2econdo me, è quello dell’eccessiva e precoce ‘monetizzazione’ dei giovani talenti calcistici nostrani: quella cioè dei 16enni già muniti di ‘procuratore’ prima ancora che si abbiano certezze circa il fatto che il talento dei 16 anni possa poi confermarsi un uno adulto e durevole.
Una cosa, questa, che ‘spinge già nel settore giovanile a guardare altrove fuori dallo stivale’ e che – unita alla corruzione dei costumi in cui l’Italia eccelle come pochi (pagare per salire di livello) – produce sicuramente belle frittate: sulla prevenzione delle quali la Federazione (una Federazione finalmente seria e davvero operosa) potrebbe non poco in termini di normative.
E infine esiste anche il caso.
Perché @Morde fa un ragionamento che è difficilmente attaccabile: tre mancate qualificazioni di fila non possono essere casuali.
E tuttavia il caso esiste .. ed esiste anche in modalità ‘pluriennale’.
Nel tennis o nello sci oppure nel nuoto e nell’atletica o nell’automobilismo .. magari per 10 o 20 anni non ti escono fuoriclasse assoluti e poi magari in un quinquennio ne collezioni a tal punto da fare strage di trofei dettando legge e salendo in cima al mondo nelle relative discipline.
Chiudo ammettendo di “aver concluso poco” ma per dovere di patria mi sono sentito di buttare giù qualche riflessione e penso che – pur nel disordine e nella confusione – qualcosa di fondato quà e là vi sia.
Non sono pienamente d’accordo sulle tue tesi.
A cominciare da contro CHI siamo usciti: Svezia, Macedonia e Bosnia. Seppur sia innegabile che le tre sopra siano nazionali inferiori ai nostri, per me conta anche il COME. E vediamo nel dettaglio, così arriviamo anche al PERCHE’
1) 2018 Per quanto riguarda la Svezia, era già chiaro fin dai sorteggi del girone di qualificazione che ce la saremmo giocata con la Spagna per il primo posto e, fatto un passo falso, siamo finiti contro gli scandinavi. Tuttosommato non abbiamo neppure fatto male contro gli svedesi, che erano una squadra di tutto rispetto e soprattutto hanno sfruttato le loro doti fisico/atletiche, su cui invece noi peccavamo un poco, e non tecniche (su cui noi eravamo nettamente superiori) e, qui arriviamo al punto, abbiamo sbagliato tattica (e qui centra il pessimo Ventura), nonchè abbiamo mancato di garra/furbizia/personalità/esperienza e spirito del gruppo, cosa che mi spiego solo con la sfortuna, perchè su queste 5 attitudini, eravamo comunque superiori!
2) 2022 Direi che, a parte una Svizzera pressochè emergente, il girone era da vincere. Ci sono stati un paio di passi falsi, con la Svizzera stessa e con la Bulgaria se non ricordo male, entrambi direi più frutto della sfortuna che di altro. Ma da qui nasce il profondo baratro in cui siamo cascati: la mancanza di fiducia e personalità dei nostri undici. Ci siamo infilati in un tunnel che ancora ci perseguita (a ragione). Eppure nel mezzo c’era stato l’Europeo, che dimostra che poi il fato ci vede benissimo e cioè che, se tu comunque ti presenti con 11 giocatori tecnicamente dignitosi (non dei campioni), ma un buon spirito di squadra, un’ottima tattica e uno stato di forma eccezionale, con un poco di fortuna puoi comunque battere chiunque, vincere un trofeo, seppur di fatto casualmente, ed acquisire fiducia! Eppure la fiducia non è bastata, è stato sufficiente un calo di tensione, qualche colpo a vuoto (i due passi falsi di cui sopra) e siamo di nuovo punto e a capo. Con la Macedonia è stato un disastro: non dal punto di vista tecnico/tattico, perchè i macedoni erano nettamente inferiori e si è visto nel corso della partita, li abbiamo pressochè dominati, ma è mancato tutto il resto: personalità, spirito di squadra, garra, voglia di trionfare, furbizia ed esperienza… insomma, tutto quello che manca tuttora.
3) 2026 Norvegia ingiocabile per noi: sia per il ns evidente calo, sia perchè, sfortuna ha voluto, gli scandinavi sono veramente tra i top in Europa in questo momento e vabbè. Ora analizziamo l’Irlanda e la Bosnia: se la prima era evidentemente dieci gradini sotto e non ci ha impensierito per gran parte della partita è stato per evidenti limiti, la Bosnia, tuttosommato, non ha giocato male, anzi… direi che anche in 11 contro 11 se l’è giocata bene. Ed è qui che arriviamo al punto: come è possibile che in Italia non si trovino 11 onesti giocatori che siano in grado, non dico solo di battere, ma di annientare una nazionale come la Bosnia, in cui il suo massimo esponente (Dzeco) è stato sì un ottimo giocatore, ma era almeno un paio d’anni (se non di più) che ha appeso le scarpe al chiodo e i trascinatori sono un paio di modesti diciottenni?
Non è stata una questione di qualche episodio andato storto, qualche decisione arbitrale discutibile o la lotteria dei rigori… Qui è mancata una squadra intera!
No fiducia nei propri mezzi, nessun uomo di rilievo che ha alzato il livello, nessun tentativo tecnico/tattico di portare a casa la partita, nessuna voglia, se non dico di vincere, almeno di non fare una figuraccia colossale come di fatto lo è stata.
Perchè tutto ciò?
“ai Mondiali continuano a qualificarcisi mentre noi siamo alla terza mancata qualificazione consecutiva”
I motivi sono ben descritti sopra, a partire da nessuna giustificazione ai giocatori e ai tecnici: se non metti bene in campo una squadra, quella non si esprime e se hai 11 idioti, non c’è speranza neanche di metterli bene in campo e farli giocare bene. Ora, l’idiozia da dove arriva?
Da fattori molteplici:
In primis dal pensare di essere ancora nel “primo mondo”, dei predestinati, e non aver adeguatamente impostato il calendario nazionale per farci arrivare preparati ad uno scontro da dentro/fuori, nessuna pausa, nessun raduno… come se tutto andasse bene e l’importante siano i club, i loro incassi ed interessi privati, il bene della Serie A e non la Nazione in cui tali club concorrono o si disputano lo scudetto di Serie A appunto!
I ns CT o Allenatori? 20 anni fa eravamo i migliori e tutti ci invidiavano, ora abbiamo solo da imparare se consideriamo Allegri o Conte tra i più forti, quando propiniamo un’idea di calcio antica.
L’eccessiva presenza di stranieri? Perchè no? Gli altri i propri talenti li mandano fuori a crescere, noi no (Francia in primis). Prima facevamo da scuola per gli altri, ora continuiamo a farlo, ma insegnando agli altri e non permettendo ai nostri di migliorarsi. Anzi, i nostri ormai sono solo comprimari, chi dovrebbe, per talento e personalità guidare una squadra? Deleghiamo alle forze straniere, al nome di rilievo.
La preparazione atletica? Perchè il nostro calcio è lento e prevedibile. Si basa sulle pause di gioco, anzichè sul fare un goal in più degli altri.
La base? La strada? Altri sport minacciano, giustamente, il calcio che era l’unico accessibile, tant’è che ora eccelliamo in altre discipline; reggiamo solo a livello femminile, dove ancora conta la società e l’accessibilità. Ma la base ci vuole e le scuole calcio non sono sufficienti. Le scuole calcio dovrebbero indirizzare chi tra la base eccelle, non partire da zero.
La concorrenza? Certo, pure, restando fermi il nostro livello è rimasto tale; tutti gli altri, compresi i paesi emergenti si sono migliorati ed ora il loro livello è più alto o, comunque, c’è meno disparità e quindi per ottenere un obbiettivo è necessario “sudare” di più. Il sacrificio… I ns hanno già la pancia piena, sono “arrivati” in Serie A, gli altri hanno fame.
Lo spirito di gruppo? Anche quello va coltivato, non è sufficiente creare una squadra di figurine, anche nei club è così, a maggior ragione nelle nazionali, ci vuole oltre allo spirito di sacrificio, anche un obbiettivo comune, degli interessi per tutti che non sono solo quelli di guadagno personale, ma di premio collettivo se insieme si raggiungono i traguardi desiderati.
Insomma, ci vuole una base tecnico/tattica adeguata, ma poi la differenza la fa la fiducia, l’esperienza, lo spirito di gruppo, la forma fisica (tutto va coltivato in un sistema che li favorisca) e, infine, il “culo” vien da sè.
Prima Modric, ora Lewandowski. I giocatori sul viale del tramonto scelgono la Serie A perché da noi possono fare ancora la differenza visti i bassi ritmi di gioco
Immagino che starai anche tu in pensione .
Ho letto tutto questo bel post e concordo con quasi ogni punto. Però qualche osservazione:
xchè siamo stati eliminati da Svezia, Macedonia del Nord e Bosnia, voglio dire signori .. ma di che stiamo parlando?
La Svezia nel 2018 fece un Mondiale dignitosissimo: 1-0 alla Corea del Sud, 1-2 dalla Germania, 3-0 al Messico nel girone, poi 1-0 alla Svizzera e 0-2 dall’Inghilterra nella fase a eliminazione diretta. Non mi sembra peggio di quanto combinato dall’Italia nel 2010 o 2014…o a Euro 2004.
La Macedonia del Nord, d’accordo, fu una cosa imbarazzante. Finì anche però con tipo 32 tiri (quasi tutti fuori, va detto) a 5, cioè quasi l’opposto che con la Bosnia. In 11 contro 11, certo, ma insomma si può dire che ci fu una bella sfiga? E quello dopo lo psicodramma Jorginho.
Con la Bosnia, boh, per come si era messa la partita (Bastoni…) il rischio di non farcela era molto concreto, specie in trasferta. Il punto è un altro: siamo stati surclassati dalla Norvegia, andata e ritorno, con Spalletti e con Gattuso.
la sola eccezione dell’Europeo ‘inglese’ – vinto con merito ma per opinione unanime abbastanza casualmente
Io su questo non sono molto d’accordo. Certo, due turni passati ai rigori e uno ai supplementari, però non si dice niente del genere del titolo del 2006, in cui pure un turno fu passato ai rigori, uno negli ultimi minuti dei supplementari e uno con un rigore generoso al 93′. Nel 2021 l’Italia andò a punteggio pieno nel girone per la prima volta dal 2000, e senza prendere gol. In entrambi i casi sconfisse la squadra ospitante, e non parliamo del Sud Africa o del Qatar. Bonucci, Chiellini, Verratti, Insigne, un Chiesa ancora in forma: la squadra era buona, e Mancini aveva fatto una serie di risultati utili consecutivi mica da poco.
Senza nulla togliere agli eroi del 2006, ho come l’impressione che questo sentimento sia dovuto al fatto che era “solo” un Europeo e forse che eravamo un po’ frastornati dalle vicende della pandemia…e che sembra un successo casuale col senno di poi, visti i disastri che gli fecero seguito.
E’ vero, nel caso dell’Europeo inglese sono stato forse un po’ drastico.
Quello che in quell’occasione mi piacque del lavoro del Mancio fu l’aver privilegiato un’idea di gioco e di approccio un po’ mutuata dal basket e tale x cui l’intercambiabilita’ dei giocatori non ne mutava la sostanza (questa almeno e’ l’idea che ricordo ne ricavai).
Purtroppo quell’esperienza felice e’ inscritta dentro dieci anni terribili sui quali le mancate qualificazioni pesano come macigni.
Resto invece della mia opinione circa il peso e la qualità del calcio espresso dai tre paesi che ci hanno sbarrato la strada.
Il quale, con tutti i problemi che puo’ avere il nostro, non puo’ costituire un problema.
Anche se concordo con te: in tutti e tre i casi la frittata e’ stata fatta prima.
Perché quando ti giochi una partita da ultima spiaggia anche se la giochi contro la pontremolese .. ci sta che possa andare storta: la palla infatti e’ rotonda e le gambe in certe occasioni tremano non poco.
E’ vero, dell’Europeo inglese sono stato
Grazie per la citazione. Il sistema italiano manca di sani principi. E’ difficile costruire qualcosa di veramente buono, che funziona a livello mondiale, se non parti dai principi guida. Per quello non punire Bastoni, trincerandosi dietro ah è il regolamento, distrugge. Per quello penalizzare solo la Juve con le plusvalenze che fanno tutti, ed amenità di questo tipo distruggono. Per quello confondere la monetizzazione di un giovane con il costruire un talento distrugge. Per quello spezzare i diritti televisivi per mungere l’appassionato, invece che averli su una sola ditta distrugge. Il problema del calcio italiano è che le cose non vengono mai fatte perchè giuste, ma vengono fatte per interessi privati. Se tu fai una scuola calcio ed il tuo pobiettivo è guadagnarci, non fai campioni. Quando mio figlio giocava per la squadra dell’oratorio e doveva andare in una società che faceva i regionali in Lonbardia, avrà avuto 12 anni, i preti non lo volevano fare andare via perchè dicevano ceh avevano “investito”. Fecero di una cosa giocosa un dramma. Mio figlio qualche anno dopo si è rotto le balle del calcio. Non sarebbe diventato un campione, tranquilli, non penso quello, ma mi ha detto chiaramente, io non mi diverto in campo, pieno di cazzoni che ti urlano dietro, se perdi è un dramma, se quando ti toccano in area non cadi il mister ti fa il culo. Non c’è una cultura della sconfitta onorevole, ed in questo neppure noi juventini sappiamo accettarla. Ma se sei uno sportivo vero, megliere perdere avendo meritato di vincere o vincere perchè hai simulato? Questi sono i priincipi. I principi sono necessari per andare avanti, in un mondo sano. Il calcio in Italia non è sano. Lo era una volta? Io dico, sì, molto di più.
E’ vero.
E’ che il mondo cambia ma, in ossequio all’aforisma di Oscar, solo in peggio: nello specifico la tecnologia evolve ma la psicologia (per sua natura soggetta all’alternarsi di espansioni e contrazioni) e’ in una fase di oggettiva contrazione.
E noi italici come sempre sappiamo poi aggiungerci del nostro.
Questa inclinazione, infatti, a chiederci quanto le cose siano convenienti in luogo di quanto siano giuste .. e’ atavica e inscritta nel nostro dna oltre che anch’essa in progressiva accentuazione.
Potrei citarti decine di simpatici episodi di vita personale e professionale, al riguardo, ma .. immagino che ne avrai altrettanti di analoghi.
Dunque non saremo mai nelle condizioni di comprendere che i vantaggi che ricaviamo da cio’ che “conviene” sono solo una piccola parte di quelli che potremmo ricavare da cio’ che “e’ giusto”.
Anche nel calcio.
Che poi e’ davvero l’ultima cosa, che io gia’ seguo mooolto meno di quanto facessi anni fa e che smettero’ di seguire un minuto dopo che il piatto ‘negativo’ della bilancia mi avrà segnalato di pesare un grammo in piu’ dell’altro.
Mi rendo conto di vivere in un’isola felice. Mio figlio ha 17 anni e gioca negli allievi provinciali a Venezia, mai visto cose come quelle che racconti.
Leggo che alla juve dopo aver rifiutato ad Allegri l’acquisto di Bonaventura in favore di tale Alcaraz e dopo gli acquisti di Openda David Zhegrova etc.pare abbiano deciso che forse è meglio ascoltare il pensiero dell’allenatore…vedi mai…
se Spalletti resta credo che vorrà metter becco negli acquisti e nelle vendite;
Bologna Aston Villa 1/3
Crystal Palace Fiorentina 3/0
Che è colpa di Farsopoli o Moggiopoli è già stato detto?
Mah, non credo sia necessario ripeterlo. Chiunque abbia un minimo di visione manageriale capisce che se in un mercato distruggi il competitor più forte abbassi il livello generale del mercato stesso.
Ma tu non lavoravi con Tanzi?
ho preso qui di seguito un elenco di quali e quante squadre italiane hanno vinto coppe internazionali, cioè fuori dai confini, siccome si parla di competitor più forte, riferito alla Juventus, e come ti sbagli, credevo che avesse fatto strame anche in Europa o nel mondo, dopo il 1996, e invece…. forse bisognerebbe specificare dove era più forte, perchè poiil Milan, anche lei bastonata in Calciopoli per i suoi peccatucci, comunque l’anno dopo ha vinto, dispiace ripetermi, la sua settima CL:
E passiamo alle Coppe Italia e relativ Supercoppe:
Coppa Italia (Stagioni 1995-96 / 2005-06)
Supercoppa Italiana (Edizioni 1996 – 2006)
Quindi tu non ti sei accorto che per oltre dieci anni l’unica squadra italiana che era stabilmente fra le prime cinque in Europa per ranking e fatturato era la Juve?
Come leggere i dati secondo la storia che vuoi raccontare!
Nel periodo indicato si diceva giustamente “le Sette Sorelle” (Juve, Inter, Milan, Roma, Lazio, Parma e Fiorentina – quella di Cecchi Gori). Per cui, è assolutamente logico che non ci sia una squadra che domina le competizioni italiane, mentre ci sono diverse squadre che si giocano le occasioni nelle coppe europee.
Per quanto riguarda le competizioni internazionali, perché non aggiungi le finali? Così magari la performance della Juve appare diversamente.
Ma tanto è uno sforzo inutile apportare dati alla discussione.
Ah quindi anche partecipare a finali, pur non vincendole, ha valore? E ha valore solo per qualche squadra o per tutte? No perché parlando di sforzi, non ce ne vogliono tanti a capire dove vuoi battere….
Mi sembrava che la scorsa stagione sia stata celebrata come trionfale, nonostante le 5 pere.
Ricordo che quando la Juve venne sconfitta dal Real per 4-1 molti qua dentro dichiaravano la sconfitta come una sonora debacle.
Comunque, qual é la storia che vuoi raccontare tu?
Riguardo al trionfale della scorsa stagione e’ un tasto su cui spingete soprattutto voi, per poi ovviamente trovare il pretesto per sminuirla la stagione , nei miei post non penso si sia mai trovato nessun accenno alla stagione passata come trionfale. Quello che rivendico come una bella impresa, sono state le due eliminazioni di due squadre molto più forti di noi quali il Bayern e il Barcellona.
No è lui che lavorava con me…
quindi sei tu che gli hai insegnato il mestiere
In un certo senso si, ma io lavorai dal 78 all’87 , quando uscii era in floride condizioni…
infatti Parmalat è fallita;
infatti, mi chiedevo come mai
Per amor del vero, però, al Bologna gli ha veramente … detto male.
A quanto ho visto negli HL, il risultato premia decisamente troppo gli inglesi, il Bologna avrebbe strameritato almeno il pareggio.
La Viola…boh, non ho visto nulla.
OT: Intanto Kvicha continua a fare lezioni di calcio. Ieri è toccato al Liverpool.
Il PSG è decisamente più forte da quando non c’è più Mbappé e il Real Madrid non vince più niente in campo internazionale da quando c’è lo stesso. C’entra la federcalcio spagnola?
OT per enigmisti
nella Settimana Enigmistica del 26 marzo il rebus 905146 ha un errore?
la terza parola, di nove lettere, a me viene giaccheta, con una sola t;
ho cercato nello Zingarelli e in vari dizionari online nel caso fosse una voce desueta ma niente;
G I orna – T adagia G; china legge R A = giornata da giacchina leggera.
Solo che giacchina è una forzatura, come se il rebus lo avesse preparato uno che non riusciva a combinare parole e vignetta. Giacchina è una parolina leggerina.
sì, a mia discolpa è che non era evidente che a deporre il pargolo (chissà perché identificata come femmina) fosse una donna e che ero distratto dalla radio;
oltre al fatto che sono un po’ arrugginito: è un pezzo che non compro la Settimana e Domenica Quiz (le prendevo sempre assieme), a farmi ritornare la voglia era un anagramma (?) proposto da te o dal ghiro qualche tempo fa -aspetto ancora il premio;
Anch’io leggo sia la DQ che la SE. Le diferenze sono molto semplici. Quando nasce un dubbio e scrivi alla SE non ti risponde nessuno tanta è la loro supponenza. Se invece scrivi alla DQ ti rispondono e chiariscono e se hai ragione, ne prendono atto.
Nello stesso numero della SE in un gioco hanno parlato di “albero maestro” che non esiste, in quanto sulle navi a vela di qualunque tipo, l’albero principale si fissava sull’ordinata della sezione maestra da cui nasceva il nome “albero della sezione maestra” poi diventato “albero di maestra” e infine “albero maestra”.
Vai sulla SE e trovi “albero maestro” ma già so che è inutile segnalare l’errore.
Loro dicono che nei dizionari c’è scritto così senza pensare che chi compila i dizionari può non sapere niente di navi.
Oggi si parla di Hormuz e di Khark Island diventata in breve tempo Kharg Island. E tutti dicono che si può dire ma non è così. Solo perché sono in molti a sbagliare l’errore scompare. Sono stato da quelle parti centinaia di volte durante le due guerre del Golfo e c’era lo stesso trambusto di oggi. Solo che Trump e Netanyahu, per nascondere i loro personali affarucci di bottega, hanno spettacolizzato il tutto e fatto danni e ucciso molte persone specie bambini e malati. Quell’isola, secondo me, è conosciuta nelle “Mille e una Notte” col nome di “Isola del Fuoco” perché di notte si vedevano fiammelle di petrolio uscire dal suolo. Lì, tra una nave e l’altra, ho fatto bellissime passeggiate e c’era un Ponte Ciclopico Antico che avrebbe suscitato l’invidia di Salvini.
Con la DQ sono in buoni rapporto e anni fa ho regalato loro un Grande Dizionario di Marina. Non c’è niente da fare. Qualche errore lo commettono sempre però sono sempre pronti a riconoscerlo. Alla SE fanno orecchi da mercante.
Buona serata.
Un rebus capolavoro – io sono bravissimo – fu negli anni 60, UN senza niente poi quattro atti di una persona, barava, puliva,riempiva, e colava come ultimo…
Un barò, netto, colmò, no colò
Un baronetto col monocolo…
ci mancherebbe che non fossi più che bravo, ma non come negli anagrammi, lì sei imbattibile -nello spacciarli per tuoi;
no da dove saltava fuori?
Ah non è facile spiegarlo, mi sono scordato di dire che dopo una azione c’era il punto interrogativo, quindi il colare era la azione ultima e definitiva..quindi il NO veniva da lì…
come al solito metti pezze peggiori del buco;
semmai dovrebbe essere barò sì nettò sì colmò sì cola sì, presumendo che fossero più vignette;
non si capisce perché l’ultima dovrebbe essere no colò;
cmq grazie del divertimento;
Era uno stereoscopico, secondo me puoi vederlo su Internet….l ‘autore è Penombra prova cliccare con il titolo del rebus….mah i si non ci entrano secondo me…
Di nulla sempre a disposizione….
non hai spiegato perché i sì che sono più aderenti alle azioni non c’entrano mentre il no che contraddice l’azione invece c’entra;
vabbè, magari dopo una notte di sonno t’inventerai qualcosa di ancora più assurdo;
eppure ti avevo offerto una scappatoia con NO aggiunto a UN;
passando a veri solutori, non millantatori, alla tivù vidi Eco e altri, fra cui Benigni, alle prese con una crittografia mnemonica (se ricordo bene);
il risolutore fu Benigni, era tipo Leve = L anziché N ecco da cui lanzichenecco -credo fosse solo una parte;
Consiglio del villico per far quadrare il tutto.
🙂
cioè basta barare, perfetto;
vabbè, faccio finta di credere alla tua ennesima panzana: hai dimenticato che oltre a UN era presente NO;
sua e ha, accidenti a me;
dovevo immaginarlo che una replica spiritosa non è nelle sue corde;
Ma pare così brutto essere una singola persona?…
contengo multitudini;
e detesto il culto della personalità, esercitato qui da alcuni (specie da uno), quel che conta per me è cosa si scrive, non chi lo scrive;
Man mano che si svelano, i vari siparietti fra i tuoi io raccontano una storia un po’ diversa. È proprio una cosa juventina, questo far finta di essere molti per tenersi bordone da sé?
Forse volevi dire giaCchina 😉
Voi juventini pensate sempre alle giacchette 😜
giusto, sono stato ingannato dall’insolita successione: T adagia C china dove china si riferisce a T che più che una donna sembra un uomo;
eppoi stavo ascoltando i commenti sulla partita del Bologna ;-P
Nazionale o coppe sempre piu’ scura e’ la notte .
Intervistato Italiano indica la probabilità di passare il turno 50-50%. Io sarei stato un po’ più bassino, ma si sa, il nostro è un “mister di coppe”….infatti nei suoi due anni in campionato abbiamo fatto pena.
Lo dico subito: qua si rischia di rimpiangere Inter-Psg e Atalanta-Bayern
OT tennis…segnatevi ‘sto nome : Lilli Tagger, 18enne austriaca di gran talento. Poco muscolare. Un peso piuma. Particolare per me quasi commovente, gioca un meraviglioso rovescio ad una mano, in campo femminile raro quanto una noce di cocco in Siberia.
L’ avevo già segnalata pochi mesi fa, la vedo ora contro la Samsonova, é forte, forte, forte.
La bambina credo sia l’unica (o una delle pochissime) a giocare il rovescio monomane.
É stata cresciuta da Francesca Schiavone che é tuttora il suo coach.
Vive sul lago di Como e parla perfettamente l’italiano.
La bambina ha comunque 18 anni, non 8…s’è traferita da bimbetta a Varese dalla Schiavone; spilungona snella e gamba lunga e, appunto, rovescio ad una mano.
Nei giorni scorsi ha messo sotto Badosa e Samsonova.
Mo me lo segno .
Stroncata la carriera😀
Futura top 10 in un paio di anni.
direi anche meno di due anni. L’ho vista giocare anche ieri, a parte la qualità è molto solida per una ragazza di 18 anni.
Nel tennis femminile, giocato mediamente (e mi spiace dirlo) da ragazze più o meno isteriche, la solidità mentale fa il 50% del lavoro
L’ho vista ieri ed altre sei o sette volte; potenzialmente un vero crack.
L’ho vista ieri ed altre sei o sette volte; potenzialmente un vero crack.
Lè mureda viva…non va sotto i 100…
È gia sotto i 100.
Ad oggi è 97ma.
PSG – Liverpool 2 – 0
Arbitri spagnoli, in campo Sanchez, al VAR Del Cerro Grande.
Dopo una prima fase di studio al 11′ Douè dal limite azzecca un tiro, che deviato prende una strana parabola a scendere e inganna Mamardashvili, 1-0. Gialli a Gomez e McAllister, dominio PSG. Mamardashvili in uscita salva ancora di piede su Douè, tiretto di Dembelè, tiraccio di Kvara, Frimpong sciupa a lato.
Ripresa: esce male Safonov, ma la difesa lo salva dal gol, poi Kvara si riscatta con uno splendido gol, lanciato da Neves si presenta davanti al portiere, lo scarta e deposita la palla in rete, 2-0. Slot svuota la panca (dentro Isak, Jones, Gakpo, Robertson, poi Nyoni), ma non cambia niente. Nel PSG entrano prima Lee, poi Hernandez, morale: vittoria facile, forse anche con Salah e Chiesa in campo non sarebbe cambiato niente.
Gara dominata dai parigini, troppa differenza sia in difesa che in attacco, il pressing a tutto campo degli inglesi di fatto non ha dato alcun frutto. Facile l’arbitraggio di Sanchez.
P.S. Condivido il commento del FaB parola per parola; letta la relazione Gravina, resto del parere che il Commissariamento sia la soluzione più opportuna, altrimenti non se ne esce, troppi sono i vincoli palesi ed oscuri che impediscono la rifondazione del nostro calcio, lo sport che amo da sempre.
Peccato che continuiamo a guardarci l’ombelico invece di vedere cosa succede nel calcio che conta.
Sicuramente la Federazione ha la colpa dell’immobilismo gattopardiano, perché cambiare non serve a nessuno.
Ma il problema non è solo nei politicanti messi a capo di queste istituzioni.
Il problema è sistemico: squadre, proprietà finanziarie, procuratori, agenti, allenatori collusi, tutti mossi dall’unica cosa che conta, che non è (peccato per Boniperti) vincere, ma i soldi.
Nei quarti di Champions:
Real Madrid:
Bayern:
Barcelona: già abbiamo menzionato Cubarsi, ma come non parlare di Pedri, Eric Garcia e Gonzalo Martin
PSG:
Insomma, io credo che l’unica soluzione è credere nei giovani e farli giocare, anche a costo delle cazzate giovanili. Però, ci vuole un cambiamento di sistema, per cui fino a 23 anni non possono avere procuratori che non siano i genitori, e devono avere un contratto “comodo” per le società, per cui è meglio investire su di loro che comprare stranieri a pochi milioni.
In pratica, un po’ il sistema dei contratti del Draft della NBA.
che bello vedere il calcio estero e che tristezza vedere quello italiano
Però anche basta sta commistione tra il decadimento della serie A e gli insuccessi della nazionale. Gli scorsi mondiali ce li siamo giocati con la squadra che 7 mesi prima aveva vinto gli europei. Va bene tutto ma poi il calcio è fatto di partite e le partite di episodi. Se mi venite a dire che con la Bosnia il problema è stato la qualità dei giocatori mi ribalto dal ridere.
La partita con la Bosnia però ha detto questo, a me la differenza tecnica tra i giocatori in campo delle due squadre è sembrata assolutamente netta.
Se poi vogliamo raccontarci che i vari Locatelli, Bastoni e Retegui siano meglio di Muaremovic, Aljabegovic o Dzeko ridiamo pure, ma a me hanno fatto piangere.
Siamo (meritatamente) fuori dal mondiale per la terza volta consecutiva.
Nessuna big come noi.
Difficile credere sia solo a causa di “episodi”.
L’arroganza di uno che non ha più NESSUNA carica e a cui viene consentito di pubblicare sul sito ISTITUZIONALE della FGCI un documento delirante è lo specchio dell’analfabetismo istituzionale che regna nel calcio, e nel Paese in generale.
Non entro nel merito delle puttanate che ci sono scritte nel documento, mi basta notare che TUTTI i problemi evidenziati sono questioni che dovrebbero essere gestite, per l’appunto, dalla Federazione.
Invece come al solito è colpa di tutti gli altri, della politica, delle Leghe, delle società, dell’Europa…
Non ho mai pensato che i problemi del calcio italiano derivino da una persona sola, Gravina mi sta facendo cambiare idea alla velocità della luce.
“Ero… rimasto senza benzina. Avevo una gomma a terra. Non avevo i soldi per prendere il taxi. La tintoria non mi aveva portato il tight. C’era il funerale di mia madre! Era crollata la casa! C’è stato un terremoto! Una tremenda inondazione! Le cavallette! Non è stata colpa mia! Lo giuro su Dio!”
Hai dimenticato la tempesta solare .
Fino all’elezione del nuovo presidente, Gravina è il presidente in carica (seppure dimissionario), quindi la carica ce l’ha eccome e, con essa, la possibilità di pubblicare quel che vuole sul sito istituzionale della federazione da lui presieduta
Appunto, analfabetismo istituzionale. Se sei un presidente dimissionario eviti di usare la tua Federazione per i tuoi pipponi autoassolutori.
vuoi tenere il punto anche se non ce l’hai dal momento che @siefbi l’ha spiegata chiaramente: Gravina essendo comunque in carica, seppure dimissionario, ha la possibilità quello che crede sul sito istituzionale della federazione che ancora presiede, posto che non capisco perchè anche lui come tutti non abbia diritto ad esporre le proprie ragioni a difesa.
Questo è esattamente l’analfabetismo istituzionale, pensare che l’istituzione sia al servizio della persona e non il contrario. Le tue personali ragioni a difesa le esponi come vuoi, ma non sul sito della Federazione che hai indegnamente presieduto.
Questo è un discorso diverso, che al limite posso pure condividere, ma nel tuo post iniziale dicevi delle inesattezza e a quelle mi riferivo
Ma allora…bisognerebbe distinguere i problemi della serie A da quelli della Nazionale.
La serie A è costruita da anni intorno agli interessi di alcuni players, ben visibili a tuttti. Gli ultimi attacchi alla juve hanno diminuito ulteriormente il flusso monetario della serie A, e non dimentichiamoci che i soldi fanno la differenza. Gli arbitraggi ed il VAR hanno rallentato la velocità del gioco, oggi un giocatore deve stare più attento a non sfiorare il piede di un avversario che a dare il massimo. Episodi come quello di Bastoni, e la sua gestione da parte della federazione che ha premiato il simulatore e punito Kalulu, sono tutti episodi che diminuiscono l’appeal della A. I costi degli stadi sono elevati. In sintesi il prodotto A fa cagare.
Il problema della Nazionale è un pò diverso. Nonostante le opinioni sul nostro calcio giovanile, la realtà è che non li esportiamo neppure i nostri giocatori che sono scarsi. Qualche giorno fa ho letto una intervista ad un allenatore di giovanili che diceva di avere avuto soldi per schierare un certo giocatore. Non vorrrei che anche qua il cancro delle raccomandazioni ha iniziato a picchiare duro. Mio figlio ha giocato nei regionali un paio di volte contro un giocatore che oggi è in A, di nome noto. Entrambe le volte non mi ha particolarmente impressionato, dei 22 pedatori era stato uno dei più scadenti. Nonostante questo ha fatto carriera. Ora non so se sia stato unc aso cosa ho visto io, e non so se questo ragazzo è poi cresciuto, non voglio insinuare nulla. Di sicuro, so che se mio figlio avesse giocato così male, non sarebbe stato piùà convocato.
Saluti a tutti.
P.S. Ieri visto PSG-Liverpool. L’odiato Liverpool ha giustamente perso, Vitinha mi piace tantissimo. E il georgiano, che gol.
Caro anonimo non pensavo di doverlo postare ma con questo tuo “..Gli ultimi attacchi alla juve hanno diminuito ulteriormente il flusso monetario della serie A” sei andato a fare il paio con Italo Bocchino e il suo ” se la Nazionale perde è colpa della sinistra”.
ma la serie A muove più soldi adesso oppure tre anni fa?
Ma certo che va avanti chi paga, qui possiamo dircelo ‘approfittando’ dell’assoluta libertà di parola, anche estrema, che contraddistingue questo forum.
Ieri vedevo Barcellona – Atletico Madrid, qualche simulatore c’era (soprattutto nell’Atletico, ossia nella squadra più scarsa) ma ho visto molti giocatori continuare l’azione in situazioni in cui i calciatori italici si sarebbero senza dubbio buttati a terra rotolandosi.
Morale: il talento preferisce continuare a giocare perché è contento di farlo, prova gioia ed entusiasmo nel farlo ed in area di rigore cerca il gol, il mediocre aspira all’inganno ed alla simulazione perché è triste, è l’unica dote che ha ed è l’unica cosa che (almeno in Italia) riesce a procuragli qualcosa
Quindi per anni e anni Gravina è rimasto immobile poi quando hanno chiesto la sua testa si è vendicato facendo quello che avrebbe dovuto fare e che non ha fatto per non disturbare chi lo ha messo lì. Senza vergogna davvero.
Non si può dire nemmeno che questa gente abbia perso la dignità perché non l’ha mai avuta
“L’impossibilità ad intervenire ha preso il sopravvento sull’incapacità di individuare possibili soluzioni”.
Tristezza…per favore vai via…
E richiamare Gentile insieme a Baggio e Maldini?
Da quanto non allena?
Ho letto (più o meno) il documento.
In pratica: ma allora che ci sta a fare la federazione se non può fare praticamente nulla??
Ci mantiene la famiglia.