Inter-Roma 5-2: il trionfalismo interista e il mondo parallelo del nostro calcio decadente
Cinque gol alla Roma – troppa grazia Sant’Antonio! – e lo scudetto diventa sempre un po’ più teorico strapparlo all’Inter. L’ostacolo Roma è diventato addirittura un trampolino. Per carità il ribaltone non sarebbe impossibile, ma tutta la discussione adesso si riempie di altre ipotesi e complicazioni dell’equazione.
Il trionfale San Siro interista appartiene comunque al mondo parallelo del nostro calcio malato e decadente. Non si potrebbe spiegare diversamente il lutto per la Nazionale scomparsa che (non) ci ritroviamo e il campionato che comunque celebra i suoi riti come se appartenesse a un altro mondo.
Anche se penso che la differenza la faccia più Lautaro che loro, i Bastoni, Barella, Dimarco, Pio Esposito e Frattesi che adesso festeggiano sono gli stessi che abbiamo maledetto e definitivamente condannato senza appello. Per cui restiamo tutti un po’ come coglioni a chiedersi quale sia il mondo reale e quello fasullo.
Appartiene sicuramente al mondo reale la discesa a precipizio della Roma, che ammonticchia 11 sconfitte una sull’altra, fanno una ogni tre partite di campionato. Se hai ambizioni di Champions League hai toppato proprio di brutto. L’innesto del rude e spigoloso Gasperini, con tutte le sue complicazioni ampiamente prevedibili in un habitat eternamente condizionato dall’autoesaltazione, è al momento da considerarsi fallito. I giocatori mediocri che c’erano prima tali al momento si sono confermati.
E dunque o si insiste nella scommessa, ma i Friedkin a un certo punto potrebbero anche stufarsi di gettare centinaia di milioni dalla finestra, o a giugno avanti un altro e nuovo giro di giostra. Sono gli schemi e i percorsi del nostro miserevole calcio.
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Udinese Como – 0/0 – sono scesi in campo 30 giocatori, uno solo era italiano – Zaniolo – magari hanno ragione loro perché entrambe hanno una ottima classifica, però ecco, magari le colpe sono equamente divise fra federazioni varie e squadre di club…
Un lettore di un giornale locale aveva posto lo stesso problema: che senso ha che le squadre si chiamino col nome della città quando non hanno né un giocatore della città stessa , della provincia, della regione ma neppure dell’Italia. Potrebbero chiamarsi col nome dello sponsor o quello del fondo d’investimento proprietario della società
Ci si arriverà presto, vedrai.
E’ vero.
Ma nella mancata qualificazione italiana a tre Mondiali consecutivi ci dev’essere dell’altro.
Perché di partite nelle quali si possono rintracciare in campo appena un paio di ‘etnici’ se ne vedono ormai in tutti i Campionati europei ma .. le altre Nazionali ai Mondiali continuano ad accederci regolarmente.
Ci dev’essere dunque dell’altro e io ci sto lavorando e sento di essere ‘sulla pista giusta’.
Naturalmente scherzo (ma solo sulla pista – perché che ci debba essere dell’altro lo penso veramente).
In realtà non c’è molto altro.
Appena dopo la prima eliminazione dai mondiali, quella con la Svezia (o era quella dopo con la Macedonia? va beh, cambia poco), ricordo un’intervista a Caressa e Bergomi che, a nome di Sky, dicevano più o meno: “noi diamo circa un miliardo alla serie A, ma questa momtagna di soldi viene in larga parte sprecata e spesa in regioni, tipo Africa, Sudamerica, Europa dell’Est da procuratori a caccia di talenti da far sbocciare, rivendere e finanziare le società di calcio senza alcun progetto”.
Squadre come l’Udinese hanno sempre proliferato in questo modo. Dico Udinese come esempio, perchè è la più antica tra le società che basano il business sulla scommessa di nuovi talenti da rivendere appena possibile. Infatti l’Udinese si è spesso qualificata per le Coppe, addirittura una volta per la Champions, ma si presentava al via con la squadra completamente rifatta e veniva regolarmente asfaltata.
Ci sono eccezioni, nomino l’Atalanta su tutte, che investono sul territorio e sul vivaio, ma sono appunto eccezioni.
Anche tra le grandi non è che ci sia questa attenzione. A parte una che ha la seconda squadra in serie C (che non nomino perchè sono di parte), sui vivai si investe poco.
Non si possono vietare gli stranieri, almeno quelli comunitari, ma si potrebbero introdurre degli incentivi.
Volendo.
E sapendo quello che si fa.
Non si possono vietare i comunitari certo, ma considerando che siamo il campionato col maggior numero percentuale di stranieri tra i top five, stabilire che ogni squadra deve giocare con un minimo di 5/6 giocatori eleggibili per la nazionale non significa vietare i comunitari.
E la nazionale ne trarrebbe un indubbio vantaggio.
Se qualcuno negli ultimi tempi aveva maturato dubbi circa il fatto che in tema di Scudetto questo è l’anno dell’Inter …. beh, la partita di ieri dovrebbe averglieli fugati.
Perchè fra le prime dieci della classifica nessuna, probabilmente, avrebbe saputo opporre all’Inter meno irresistibile della stagione una resistenza tanto modesta quale quella offerta ieri sera dalla Roma.
Che non solo ha ‘rivitalizzato’ una compagine ultimamente non poco appannata (5 punti nelle precedenti quattro partite .. una media da 47 punti su base-campionato) ma .. si è spinta addirittura a rivitalizzarne alcune delle ‘pedine’ più importanti (Lautaro .. Turham .. Chala).
Quando si dice l’avversario giusto al momento (e nel posto) giusto ..
Per carità .. è ovvio che subire un gol dopo 50 secondi e il raddoppio allo scadere del tempo (dopo che si era faticosamente raggiunto il pareggio) non aiuta .. ma è altrettanto ovvio che se hai ambizioni ‘Champions’ non puoi esibire una prestazione del genere.
La domanda però è: ma i capitolini hanno davvero ambizioni ‘Champions’ ?
Ho più di un dubbio e di certo non vorrei vestire i panni del Gasp in queste ultime sette giornate: con i lariani e la Juve che già da oggi potrebbero – masochismo a parte – cumulare altro vantaggio e con l’Atalanta di Palladino che gli morde dietro e che (masochismo a parte anche in questo caso .. perchè stiamo parlando – è bene non dimenticarlo mai – del Campionato “italiano”) viene oggettivamente “invitata a crederci” (a un accesso europeo).
Ampiamente prevedibile che Gasp non fosse in possesso di poteri sovrannaturali. In passato, con altre squadre e altre proprietà non aveva fatto granché eccettuata la parentesi bergamasca. Si conferma che se non hai buoni giocatori, non vai molto lontano.
Meno male , l’ aria di campionato rivitalizza i disastrati e disastrosi interisti di Champions e Nazionale, compresa la povera vittima Bastoni,vedremo se stasera guadagneremo punti sulla Roma , che a dire il vero non fa molta paura .
Veramente io sono un tifoso napolaziale, parlavo della Roma come (ex ? ) rivale Champions che aveva gia’ perduto .
per ora 2-0, risultato che distanzia la Roma. Soddisfatto? Io sì, 🍷👮
Mi sono sbagliato, di sopra volevo rispondere a te .
Dispiace solo che non abbia segnato anche Bastoni alla faccia di quei 4 o 5 frustrati gobbi che insistono a rosicare nel blog coome se non ci fosse un domani
PS ho letto una dichiarazione di quel delinquente di Moggi che sostiene una coglionaggine tipica del gobbo malato:
“La crisi xella nazionale e colpa di calciopoli”
Questicoglioni hanno bisogno di una mano
In calciopoli (così come nel richiamino plusvalenze) c’era il disegno di un Inter che si sostituiva alla Juve nella guida del calcio italiano.
Questi venti anni di Nazionale ne sono il risultato.
È sufficiente un coglione a spiegarvelo.
Se Curaçao va al mondiale e l’Italia no, non è colpa del sistema, ma di chi lo ha distrutto.
quindi tu sostieni che la qualità di una nazionale di calcio dipende dal livello di corruzione del suo sistema ? In pratica più dirigenti corrotti ci sono e meglio è per i risultati della nostra nazionale ?
Stai veramente messo male ma ti dirò di più e sarebbe che se per caso in questo blog ti dessero ragione consiglierei a Bocca di chiudere questo covo di coglioni !!!!!
stai messo male se ti andava bene quel sistema, comunque, da coglione che sei l’hai spiegata veramente bene
Di strenghe😀
Nel cielo di San Siro gli uccelli nerazzurri cinquettano felici, l’Inter
batte la Roma in casa per 5 a 2.
L’inizio della partita vede i padroni di casa partire a pie’ sospinto e dopo soltanto un minuto di gioco il prode Lautaro imbeccato felicemente da un redivivo Thuram
si smarca alla grande sul primo palo e colpisce il pallone alzandolo di quel tanto in modo da beffare nell’occasione un incolpevole Svilar. Dopo un certo periodo di prevalenza dell’Inter la Roma si sveglia e comincia a giocare, d’altronde tutti dicon che il suo nuovo acquisto offensivo non è poi
così malen ed è proprio Malen che impegna severamente Sommer con un bel colpo di testa, lo svizzero riesce con la mano di richiamo in una specie di terzo tempo a sventare la minaccia; in realtà sono però i suoi giocatori mancini che alla fine del primo tempo pareggiano, anzi uno che di nome fa Mancini, lasciato completamente solo dai difensori nerazzurri recupera lo
svantaggio con un colpo di testa che batte il portiere svizzero.
Nei minuti di recupero del primo tempo ecco la rivalsa dei destrorsi ed è proprio il centrocampista dell’Inter con le migliori capacità balistiche di piede destro che chala
il 2 a 1 con un magnifico tiro dai trentacinque meriti che cambia direzione e si abbassa all’ultimo finendo sotto la traversa beffando così l’estremo difensore romanista che si era proteso in volo a coprire l’incrocio dei pali alla sua destra.
Nella ripresa l’Inter riparte forte e la
difesa della Roma, anche grazie all’uscita del suo miglior difensore va praticamente in bambola e subisce il terzo goal con Lautaro che su un altro ottimo assist di Thuram scavalca con un colpo sotto Svilar uscito alla disperata, poi il quarto con un bellissimo colpo di testa sul primo palo ad incrociare su un calcio d’angolo battuto da Chala dello stesso Thuram, infine la Roma sbarella completamente subendo il quinto goal da un’incursione di Barella che dopo un rimpallo insacca di sinistro all’incrocio dei pali alla destra di Svilar. Dopo il quinto goal dei nerazzurri la Roma ha una reazione d’orgoglio e visto che è Pasqua riesce con i suoi pellegrini,
anzi scusate volevo dire con Lorenzo Pellegrini a fare il secondo goal che rende così la sconfitta un po’ meno amara, è proprio il centrocampista offensivo romanista a raddoppiare per la Roma con un tiro rasoterra di sinistro non forte ma preciso ed angolato alla destra di Sommer.
A quel punto comunque l’Inter ha le sue occasioni per rendere la vittoria ancora più ampia ma il subentrato Dumfries un po’ per imprecisione e per troppa fretta ,un po’ per sfortuna, non le sfrutta a dovere.
Nell’Inter ottima la gara di Lautaro che ha fatto due reti da grande cecchino qual’è, benissimo anche Thuram autore di due assist e di un goal, più che bene Zielinski che ha dimostrato ancora una volta le sue grandissime qualità, buona anche la prova di Barella apparso notevolmente trasformato rispetto alla partita con la Bosnia, bene Sommer e nel complesso tutti gli altri tranne forse Bastoni che come al solito è stato autore di falli completamente inutili.
Nella Roma i migliori a mio avviso sono stati Mancini e Pellegrini, più che sufficiente anche la prova di Malen mentre Svilar ha per me delle responsabilità sul tiro di Chala, bel tiro per carità ma era parabile.
Ciao Claudio, a me sembra che Dumfries non sia subentrato,ma la abbia giocata tutta, la partita…
Hai ragione picciotto, mi sono accorto tardi della svista e non ho più potuto rimediare, comunque il tuo beniamino si è mangiato due goal, nel primo poi l’errore è stato più clamoroso del secondo.
Speriamo li tenga per le prossime partite…ieri sera non servivano molto….ciaoo…
La vera notizia è che Lautaro c’ha messo un mese e mezzo a rimettersi e 60” ad andare in gol, quindi forse l’Inter è fuori dalla crisi di fine inverno. Forse.
Sfruttando un facile cliché, si può dire che l’Inter risorge a Pasqua rifilando, in maniera per me inaspettata, una cinquina ad una Roma che ad un buon primo tempo, tolti i primi minuti conditi dal vantaggio nerazzurro subitaneo e da altri interventi di Svilar, un tempo fatto da un pressing alto ed una buona velocità di palleggio, capaci di metterci in difficoltà, riesce a sommare una seconda frazione di gioco nella quale si squaglia alle prime difficoltà, prendendo gol ad ogni tiro degli avversari. La sassata di Chala (quanto c’è mancato) sul gong e, secondo me, soprattutto l’uscita di Mancini per infortunio hanno cambiato l’inerzia di una gara che dopo il pareggio di Mancini ci ha fatto venire brutti pensieri, vedendo un’Inter che smarriva progressivamente il bandolo del suo gioco chiudendo male sui cross romanisti dalle fasce. Sul cinque ad uno riusciamo con i cambi a fare abbassare la squadra e becchiamo un gol evitabile, dimostrando che non possiamo rilassarci neanche per un minuto. Dobbiamo sempre proiettarci in avanti anche se dopo la cinquina ci siamo mangiati l’impossibile davanti al portiere giallorosso.
Per quanto riguarda i singoli, decisivi Thuram (finalmente rivisto ai suoi livelli) e Chala (imprescindibile). Lautaro è sempre lì, anche quando sbaglia davanti al portiere. La difesa ha scricchiolato, faticando soprattutto a proteggersi dai cross esterni che toccavano il palo opposto, mentre solo parzialmente è riuscita a chiudere le imbucate centrali per gli attaccanti romanisti. Barella rinato, Zielinski meglio delle ultime partite. Dimarco e Dumfries meglio in fase propositiva che in quella difensiva, ma questo si sapeva. I cambi questa volta non hanno fatto troppo male (dato l’ampio vantaggio….).
Saluti rinfrancati
Io comunque se fossi in Chivu cercherei di procurarmi la registrazione di Udinese – Como, e me la riguarderei bene per vedere come fare bene, all’occorrenza, muro in difesa, a stoppare le ripartenze del Como, che poi in attacco si può organizzare qualcosa in più.
E visto che sono al ” se fossi” , aggiungo anche se fossi nella proprietà, a fine campionato aprirei bene il portafoglio perché quest’anno se ne vanno almeno tre che nel tempo sono stati fondamentali e hanno dato tanto: Acerbi, Darmian e Mhikitharian, che dovranno essere sostituiti egregiamente e ci sarebbe subito un giovane talento, Palestra, per il quale varrebbe eccome la pena di spendere quel popò di cifra che è richiesta e spendere bene poi anche per gli altri rincalzi, evitando una volta per tutte operazioni tipo Diouf e Luis Henrique.
Io dei sicuri partenti rimpiangerò solamente Chala. Capisco il problema degli infortuni in un ruolo così usurante, ma le sue qualità nel velocizzare il gioco del nostro centrocampo e nel tirare in porta saranno difficilmente sostituibili, per le nostre finanze.
Saluti
Bellissimo il tiro del 2-1 ma credo che il fatto che Mancini si fosse gia’ fatto male non abbia fatto uscire ne’ lui ne’ l’altro centrale lasciandolo libero di calciare con tanto spazio. Poi veramente bello il tiro, sfortunato il portiere che si e’ visto cambiare direzione al pallone quando era gia’ in volo e due a uno pesante come un mattone prima dell’intervallo. Ma tutto questo non spiega come la Roma si sia squagliata in quel modo…
Bello il tiro e traiettoria beffarda con Svilar che si trova avanti rispetto alla linea di porta in una posizione che permette alla palla di scendere al momento giusto. Ma mi è parso sorpreso anche da uno spostamento laterale, come se nello slancio si fosse proiettato più avanti rispetto alla posizione del pallone. A proposito di Nazionale, da noi chi possiede queste capacità balistiche?
Saluti
Inter-Roma 5 – 2
Nell’uovo di Pasqua dell’Inter il rientro dei due pilastri, Acerbi dietro e Lautaro davanti, ancora Zielinski al posto di Mkhitaryan; nella Roma Gasp recupera davanti Soulè, a centrocampo Pisilli e Cristante per Konè e Al Aynaoui. Arbitra Sozza, al VAR Di Paolo.
Subito in gol l’Inter, si allarga a dx Thuram, cross-assist per Lautaro, zampata in rete che fulmina Svilar, 1-0. Svilar para su Calha, Dimarco spara a fil di palo, Bastoni tira ma in f.g., Lautaro impegna Svilar, testata fasulla di Rensch, punizione di Soulè per la testa di Malen ma Sommer ci arriva deviando in angolo, Malen tira male, Zielinski spara a lato, cross da sx di Rensch per la testata di Mancini, bucato Sommer, 1-1. In ritardo Lautaro sul cross, palla in curva, Calha chiede palla e sfodera una bombarda da 40 metri, Svilar fulminato, 2-1.
Ripresa: dopo una serie di tentativi falliti, riparte l’Inter in contropiede, Thuram strapazza Hermoso, gli ruba palla poi assist a Lautaro, dx che beffa Svilar, 3-1. Ghilardi salva di testa su Lautaro, corner di Calha per la testa di Thuram, che la gira in rete, 4-1. Fuori Lautaro e Bastoni, dentro Bonny e Darmian, entra Tsimikas, giallo a Pisilli, testata a lato di Thuram, va via in progressione Barella, al secondo tiro azzecca l’angolo, 5-1. Dentro El Shaarawy, poi Sucic e P.Esposito, Tsimikas e Malen sparano in curva, poi assist di Malen per Pellegrini che pesca l’angolo, 5-2. Liscio di Esposito, tiraccio di Dimarco, entra Miki, Dumfries si pappa il gol, Svilar salva su Esposito, Dumfries e Pellegrini tirano alto, per oggi basta così.
Nell’Inter bene la coppia d’attacco e il Calha, l’uscita di Mancini indebolisce gravemente la difesa giallorossa. Ottimo il lombardo Sozza.