L’Italia e il fasullo patriottismo nazionalista. Non fatevi incantare dalla favole…
Non volevo fracassare i maroni con queste storie da casa di carta, ma non ce la faccio e contribuisco anche io col mio pippone all’orgia di parole vuote che ci sta investendo. Che facciamo ora che la testa di Gabriele Gravina è stata spiccata dal corpaccione della Federcalcio e offerta al popolo bue assetato di vendetta (io per primo)?
Facciamo che arrivati a stasera ci sintonizziamo su Inter-Roma e Napoli-Milan e l’indignazione per il 3° Mondiale mancato la smaltiremo entro lunedì nell’umido insieme agli avanzi dell’abbacchio pasquale con le patate. Siamo fatti così, abbiamo la resistenza e la tenacia di un opossum, e lo sticazzi è del resto un esercizio di sopravvivenza. Se la Nazionale ci attizza solo quando vince (raro) o viene fatta fuori (spesso) questo succede.
Vorrei dire solo che ben vengano i massimi sistemi, la filosofia e i dibbattiti sul come trarsi fuori da questo grande mare di merda in cui ci troviamo. E di tutta la mappazza indifferenziata scaricataci addosso (Gravina, Malagò, Abete, Conte, Ancelotti, Mancini, i vivai, i giovani, le parrocchie, i campetti, gli stadi, gli stranieri, i campionati, la schiavitù del risultato, la tattica, la tecnica, gli stage, i club, i padroni, il consiglio federale, le famigerate componenti, gli arbitri, i diritti tv e via cantando) vi dico solo una cosa rivolta più che altro al mondo della comunicazione.
Dico che è facile e scontato titolare TUTTI A CASA quando il disastro è ormai cosa fatta, meno facile e assai più furbetto non fare i cani da guardia e ringhiare – l’anglosassone Watchdog Journalism – quando Gravina viene rieletto con percentuali bulgare, oppure c’è da proteggere gli interessi di bottega. Bene o male, spesso, gli interessi si mischiano e dunque ognuno butta lì il suo messaggio, ognuno protegge l’orticello della Juventus, del Milan, dell’Inter e così via, ognuno ci mette la sua zeppa politica. E dunque lo stucchevole patriottismo nazionalista di oggi diventa alla fine anche una grande ipocrisia.
Gabriele Gravina, protagonista del resto marginale e ininfluente nel panorama del nostro calcio, non è colpevole in quanto tale e responsabile diretto – pur essendolo più specificatamente nel fallimento evidente e clamoroso della Nazionale – , quanto perché il suo stesso inanismo , e cioè lo stare coscienziosamente fermo unito all’impossibilità tecnica di spostare una risma di carta da una scrivania all’altra, è utile alla causa, fa parte del gioco, custodisce la bonaccia, fa comodo così com’è. Il presidente della Federcalcio oggi deve essere trasparente, nel senso che non si deve vedere proprio. E infatti in tutte le questioni che davvero contano il suddetto non tocca palla. Lui, chi è venuto prima di lui, e probabilmente pure quello che ne prenderà il posto.
Così come sui siti, social, tv, radio, giornali stanno tratteggiando un nuovo utopistico calcio, bisognerebbe sforbiciare forte lo spazio, le prerogative e i vizi della Serie A. La realtà è che nella pratica si chiede una rivoluzione, giustissima, ma al contrario si lavora per rafforzare ulteriormente la Serie A: permettergli di costruire stadi speculando come vuole, sostenerla fiscalmente, darle ancora più potere in sala comando e via così. Magari in cambio concederanno un benedetto stage alla Nazionale.
No, non ci sarà alcuna rivoluzione, al massimo un compromesso a scendere, e comunque almeno il 50% di quello che accadrà sarà pura finzione, apparenza. La bufera si placherà quando alla piazza verranno mostrati Conte, Allegri o un nome equivalente gettato in pasto alla piazza.
Non credo nel massimo sistema, nella lista delle 100 cose da fare per salvare il calcio. Penso che sia la strada perfetta per dichiararne l’impossibilità e dunque lasciare tutto così com’è. Io metterei bene in chiaro due obiettivi: obbligo di allevare e portare fino alla prima squadra giovani italiani e un settore Nazionale forte e potente, con una dirigenza e uno staff tecnico autoritario. Antonio Conte è famoso è riconosciuto come uno degli allenatori migliori, anche perché si impone e riesce a farsi comprare dai presidenti per cui lavora i giocatori migliori e più costosi (stranieri…). Ma cosa ce ne facciamo di un Conte bis in Nazionale se poi gli diamo gli stessi poteri di un maggiordomo?
La storia non è mai lineare, non bisogna pensare che una rivoluzione totale sia la soluzione se non siamo in condizione di governarla e farla accettare, abortirebbe ben prima di riuscire. Per fare un passo avanti, già basterebbe fare bene il mestiere della Nazionale, credo che non ci sia bisogno del Codice Atlantico e di Leonardo Da Vinci per vincere un girone di qualificazione. Già ieri sj sarebbe potuti arrivare persino davanti alla Norvegia, se solo la Nazionale fosse stata capace di fare il suo mestiere.
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Da osservatore poco esperto di calcio e più di come girà la politica nel nostro paese, sono perfettamente d’accordo. Faranno fuochi d’artificio per festeggiare un nuovo corso ma non cambierà nulla. Un treno in corsa ad altissima velocità non lo puoi né fermare né cambiargli direzione d’improvviso. Troppe regole scritte e non scritte troppo interesse delle società per sé stesse, rendono i problemi della nazionale marginali, da non prendere troppo sul serio.
Il mio omaggio pasquale agli amici del Blog (auguri) è questa perla breriana trovata in un angolo del Tubo.
La quale – pur nella provocatorietà simpaticamente guascona – e a Roma diremmo anche un po’ impunita – di certe proposizioni (la sorpresa che negli stadi ci si accoltelli così poco o la spocchia un po’ nordista con cui allude alle greggi che pascolavano nella Roma ‘papalina’ definendo per di più come ‘un certo Stinchelli’ il mitico Professore del giornalismo sportivo romano) – ci restituisce tutto il fascino di un calcio mediato da uno sguardo colto piuttosto che dalle fredde e noiose elaborazioni statistiche dei nostri giorni, tutte fatte di score e possession time.
Non è un caso, forse, che di Brera ce ne sia stato uno soltanto.
E se sul piano delle battute qualcuno potrebbe anche dire che in fondo “uno ci è bastato e avanzato” resta comunque indiscutibile che la nostalgia per una ‘penna’ del genere resta tanta.
https://www.youtube.com/watch?v=HR9rQaalsyc
spero di rovinarvi la digestione ;-P
Chivu ritorna a rifilarci la balla difensiva indicata dalla dirigenza e dagli avvocati: quella di Bastoni era una semplice simulazione come tante;
non vi infliggerò tutti i cinque motivi ondepercui non lo è affatto, mi soffermo sull’ultimo, le scuse;
da parte malmatista si continua a dire che si è scusato, ma non è così;
Bastoni non ha ammesso di aver simulato, ma solo di aver accentuato, quindi per lui il fallo c’era;
perché non ammettere che si trattava di una simulazione? perché i legulei gli avevano fatto presente che se lo faceva rischiava provvedimenti disciplinari;
come un’ammissione degli arbitri di aver preso lucci per lamprede comportava…
lascio a voi indagare;
cmq appena scatta la prescrizione una ventata di onestà malmatista ci rinfrescherà;
PS
cerco di fare il cafone ma non mi riesce, quindi rileggo e correggo;
Peccato solo che stasera non abbia segnato anche Bastoni per zittire i cretini come te che provano gusto a venire in questo blog solo per farsi dare del coglione a ripetizione
Toglimi una curiosità, ma tu sei veramente così nella vita?
E te?
Fuori dal blog sei altrettanto coglione ?
Secondo me sei anche peggio
Sono devastato.
Un po’ lo sei per davvero ma non te la prendere
LAZIO – PARMA 1 – 1
All’Olimpico contro il Parma tornano in otto a disposizione dalle convocazioni nelle proprie nazionali, Sarri risparmia Gila, Patric e Basic, schierando Provstgaard e il rientrante Cataldi. Anche l’allenatore dei crociati Cuesta recupera i suoi tre nazionali (Suzuki, Circati e Britschgi), Circati entra al posto dello squalificato Troilo, l’ottimo Bernabè torna a costruire gioco, da osservare anche Delprato, Strefezza, Pellegrino e il nostro ex pulcino Valeri, peccato non averlo con noi. Arbitra Marcenaro, al VAR Camplone.
Ciabattata in curva di Tavares, tiretto di Bernabè, poi su una sua punizione respinta spiovente a centroarea, Del Prato si avventa e spara una fucilata imparabile, 0-1. Lazio lenta e prevedibile, scontro in area Maldini-Circati, tutto ok, Strefezza uomo ovunque si becca un giallo, Isaksen canna il contropiede, giallo a Pellegrino, testata di Romagnoli facile per Suzuki, veloce azione del Parma con piattone sx finale di Valeri, Motta risponde deviando alla grande, Marcenaro non fischia diversi falli a nostro favore, per lui sempre tutto ok, ma la Lazio per ora è assente, manca tanto Patric in costruzione.
Ripresa: ennesimo cross a ka$$o di Tavares, tiretto di Dele-Bashiru, dentro Lazzari, Cancellieri e Noslin, tiretti di Nicolussi e di Taylor, entra anche Dia per Maldini, ancora un angolo sballato da Tavares, tiretto ancora di Lazzari, tiro di Strefezza a fil di palo, testata alta di Taylor, dentro Estevez, scambio a sx tra Tavares, Taylor e Noslin che tira, Circati devia il tiro che si insacca, Suzuki beffato, 1-1. Dentro Oristanio e Ordoñez, Tavares pressato porta via la palla col braccio, ma per fortuna c’era f.g., fallo su Lazzari in area, tutto ok per l’arbitro, giallo a Noslin, dentro Carboni e Sørensen, sulla ciabattata in curva di Dele-Bashiru si chiude una partita squallida dei biancocelesti ben contrati dai gialloblu di Cuesta.
Le pagelle: Motta 7; Marusic 5 (Lazzari 6), Romagnoli 6, Provstgaard 6, Tavares 5; Dele-Bashiru 5, Cataldi 6, Taylor 6; Isaksen 5 (Cancellieri 5), Maldini 5,5 (Dia 6), Pedro 5 (Noslin 6). All. Sarri 5.
Molto bene i ducali, specie i tre centrali, ma anche Bernabè, Valeri e “argentovivo” Strefezza, Pellegrino solo un grosso bisonte. Irritante Marcenaro nel negare qualsiasi fallo dei crociati che non prevedesse una guaribilità di almeno 5 gg. di degenza.
Ho messo insieme qualche dato e la conclusione che ritengo sia più verosimile è la mancanza di coraggio dei club italiani rispetto a quelli francesi, tedeschi, spagnoli ed inglesi.
A livello di settori giovanili i risultati li otteniamo, ciò che manca è la propensione a rischiare ed a lanciare quei giovani preferendogli il giocatore ultratrentenne
La serie A è il campionato che schiera la più bassa percentuale di giocatori tra i 18 ed i 22 anni, ed allo stesso tempo la percentuale più alta di giocatori con più di 30 anni.
Inoltre, anche se come gioco effettivo non facciamo così male rispetto alle altre leghe, ad essere scadente è il nostro ritmo, inteso come velocità di passaggi, pressing, dribbling, tiri in porta e ribaltamenti di fronte.
È la naturale evoluzione di quello che una volta era il nostro calcio? Difesa e contropiede?
Fatto sta che, anche da seduti sul divano, a guardare la Nazionale e/o la Champions, gli altri vanno al doppio di noi e sanno giocare al calcio. Noi, oramai, siamo lenti e non sappiamo stoppare il pallone.
Possiamo mettere chi vogliamo come presidente e CT, ma se la musica non cambiera’ i risultati non cambieranno.
Si preferisce la conservazione, una minore propensione al rischio ed una maggiore prevedibilità.
Far esordire un giovane è un investimento, comporta un rischio, e su questo aspetto credo che pesi anche la situazione economica dei maggiori club italiani: bassi ricavi rispetto alle top europee, accompagnati da alti debiti.
Bravo, siamo lenti e non sappiamo stoppare il pallone. Questo è il problema.
Anche se arrivassero Conte, Allegri o Inzaghi non cambierebbe molto.
Temo che il problema sia il modo in cui insegnano il calcio oltre a tutti gli altri già nominati come l’assenza di meritocrazia.
Insisto e non ne so neanche il perché. Secondo me il CT sella Nazionale va scelto tra gli allenatori che vivono la crescita dei giovani nazionali. l CT va scelto Tta quelli che allenano le squadre Under e non si mettono a cercare, mentre sono CT, offerte milionarie per tornare in auge. Perché per questi, allenare un club rende molto più che allenare una nazionale che è considerato un ripiego, una seconda scelta.
Per salvare il calcio in Italia basterebbe eliminare l’Inter.
E poi si dice che sono finite le ideologie…
Ci sto. Dove si firma?
Saluti
Potenza della Giorgia Nazionale.
Altro che petrolio, gas naturale, Epstein files. Scoperto finalmente il motivo della guerra che infiamma l’intero Medio Oriente. La nostra bionda maliarda, temendo a buona ragione che l’italia non ce l’avrebbe fatta, pare abbia convinto Trump e Netanyahu a dichiarare guerra all’Iran, in modo che i persiani fossero costretti a rinunciare ai Mondiali “Ca.Me.U.S.”, cedendo a noi il posto da loro onestamente guadagnato in un più agevole girone asiatico. Con l’occasione, come obiettivo secondario, ci si è liberati anche di quell’antipatico di Gravina, così metteremo in cima alla Federazione persona a noi più gradita.
Grazie il Ghiro per strapparmi un sorriso, cosa difficile al giorno d’oggi. La guerra di Israele all’Iran è biblica e non si fermerà qui. Ester, per salvare gli schiavi ebrei che erano in Persia, sposò, sacrificando sé stessa e il proprio corpo, il Re Assuero, da cui ebbe numerosi figli tant’è che gli iraniani di oggi, secondo Israele, sono figli di Ester. In qualche modo quella terra è israeliana. Che dire poi del Monte Ararat scalato addirittura in barca da Noè e del Nilo dove venne buttato e ripescato Mosè.
L’appetito vien mangiando.
Ok, stacco per i prossimi due giorni e ci si risente martedì, frega niente di quello che farà l’Inter e auguro Buona Pasqua a tutti, ah Bocca lei per primo 👍
Auguri!
Saluti
Buona Pasqua…vecchio mio. Poi perche’ Bocca per primo?
E perché per primo, che è il figlio della Marchesa?
😀😀😀😀
Ciao, sporco interista, millemila auguri anche a te ed ai tuoi cari.
E, con l’occasione, Happy Easter a tutti, a…fra qualche giorno.
Stavo pensando che la penultima vittoria italiana durante la fase finale dei Mondali è la finale del 2006. Abbiamo vinto una sola partita dopo quella con la Francia in 20 anni, con l’Inghilterra nel 2014.
strictly speaking … quella fu un pareggio. La vittoria fu con la Germania in semifinale.
https://www.repubblica.it/sport/calcio/nazionale/2026/04/04/news/nazionale_eliminata_mondiali_premio-425263422/
ecco perché piangevano
Auguro una Buona Pasqua a tutti voi e in particolare a chi campa una famiglia con 1200.
Ma lo sapevatelo che Gabriele Gravina è il nipote di Carla Gravina?
Punto Lazio n. 42
1. La Colomba Motta. Siamo quasi arrivati a Pasqua e la Lazio sta vivendo uno dei pochi momenti felici della sua stagione malinconica e straniante. Siamo reduci da tre successi consecutivi, il morale si è appena rialzato dopo tanti rovesci e la classifica ha ripreso un aspetto più favorevole e più consono al nostro ruolo in Serie A, anche se i tifosi hanno deciso di continuare lo sciopero bianco. Arriva la gradita sosta per le partite della Nazionale, qualcuno dei tanti assenti può rientrare in squadra, ma ecco che il giovane portiere Motta, convocato per la nostra Under21, torna a Formello in anticipo, bloccato da un problema trascinato dalla partita col Milan. Forza, Eugenio, con quel cognome non puoi mancarci proprio ora, a Pasqua la colomba è scaramanzia imprescindibile, contro il Parma deve tornare a volare insieme all’aquila.
2. Formello sì, Formello no. D’accordo, abbiamo dato pollice verso per Auronzo, ma per il prossimo ritiro estivo cerchiamo di evitare di nuovo di tracorrere il mese di luglio nella calura di Formello, quei quattro soldi risparmiati l’estate scorso li abbiamo amaramente pagati con una lunghissima serie di infortuni muscolari, probabilmente per la insufficiente ossigenazione in alta quota, almeno così ha diagnosticato il nostro settore sanitario. Possibile che non si riesca a trovare, anche nei più vicini Appennini, una località che voglia ospitare il ritiro? Ricordo sempre con grande nostalgia le gite in quel di Norcia per fare visita ai ragazzi in ritiro, dare il benvenuto ai nuovi acquisti (allora ce n’erano sempre), fare collezione di autografi, assistere alle prime sgambate e alle amichevoli di preparazione. Altri tempi.
3. Flaminia o Flaminio? A detta del nostro esimio Presidente, pur distratto dalle lotte intestine di via Allegri, la Lazio ha consegnato con tempestività la documentazione richiesta dal Comune per il progetto del nuovo stadio Flaminio, Secondo lui nulla osterebbe per avviare la procedura della C.S.P. (Conferenza dei Servizi Preliminare). Ma il buon Claudio viene contestualmente informato da Formello che l’obiettivo “Nuovo Flaminio” pare sia stato comunque già raggiunto. Infatti il nosIro nuovo falconiere, il bravo Giacomo Garruto, gli comunica con molta circospezione che, dopo una accurata indagine da lui effettuata, pare che la nuova aquila biancoceleste non sia di sesso femminile, ma sia invece un agguerrito aquilotto, di meno facile addestrabilità. Quindi sarà necessario cambiarne il nome, da Flaminia a Flaminio. Risultato finale: per il divo Claudio l’obiettivo è stato raggiunto comunque ed in largo anticipo rispetto ai tempi. “Habemus Flaminium”, così direbbe il Nostro.
4. La Ghigliottina. Novello Robespierre, il nostro Presidente, dopo aver raccolto in Senato le firme per chiedere la testa di Gravina, passa direttamente ad azionare il micidiale dispositivo da lui posizionato di fronte alla sede della FIGC di via Allegri. Cadono così nel cestino del neo Sanculotto le teste di Gravina, di Buffon e per ultima quella del povero Ringhio, forse il meno colpevole di tutti. Adesso si tratta di vedere chi sarà il prescelto dal Direttorio Lotito, De Laurentiis, Cairo per pilotare il nuovo corso della Federazione. Il terzo Triumvirato (Claudio, Aurelio, Urbano) è incerto tra dare una spolverata e una lucidata a uno dei vecchi soprammobili già messi in cantina, pur dotati di un indubbio fascino per il loro passato di splendidi calciatori d’antan (Rivera, Del Piero, Baggio, Albertini) o riaffidarsi invece ai noti manovratori di carrozzoni politico-sportivi (Malagò, Abete, Carraro, Marani). Chi sarà il nuovo Primo Console dopo il breve ma sanguinoso periodo del Terrore?
5. Rivalutèscion. Per l’ennesima volta, anzichè rompere il dindarolo e cacciare una mezza lira, il nostro accorto Presidente Lotirchio, per far quadrare i bilanci della nostra povera S.S. Lazio, oggi in deficit di oltre 20 milioni di euro, ha deciso di fare l’ennesima operazione di maquillage con una semplice manovra contabile, attraverso la rivalutazione del valore immobiliare dell’asset di bilancio rappresentato dal complesso sportivo di Formello. Tale operazione consentità di bilanciare la perdita netta rispetto all’annata precedente, causata dai mancati proventi per l’assenza dalle coppe europee e dai mancati incassi per lo sciopero del tifo biancoceleste che diserta l’Olimpico nelle nostre partite casalinghe. Ormai ci si domanda da più parti se riusciremo mai con questa proprietà a riaprire a giugno un mercato per acquistare i giocatori segnalati dal nostro allenatore o almeno a rinnovare i vari contratti oggi in scadenza?
A quanto pare, nonostante l’elimimazione, l’Italia sale nel ranking… Io continuo a dire che è una graduatoria che fatta così non ha senso
Succede anche nel tennis.
Nell’ottica di un cambio di filosofia, io sceglierei come ct Nicolato o Nunziata, ex dell’under 21, come già avevo detto prima di prendere Gattuso, una scelta che a me è sembrata sempre sbagliatissima
Il disastro va analizzato sotto due punti di vista:
-Quello puramente tecnico: con un allenatore degno di questo nome, non chissà chi ma non Gattuso che è l’amichetto di un altro incompetente che risponde al nome di Buffon, si andava ai mondiali a mani basse (passando sempre per i playoff ovvio)
-Quello più generale che riguarda tutto il movimento calcistico italiano e che tocca argomenti triti e ritriti (più giocatori convocabili nei club, stage, la scoperta di nuovi talenti, il dossier Baggio e bla bla bla)
Naturalmente l’una questione è espressione dell’altra e viceversa e se l’ennesimo fallimento con annessa figuraccia intercontinentale dovesse servire ad una rivoluzione allora sarebbe andata bene così.
Purtroppo, dato che siamo in Italia, non credo alle rivoluzioni e già immagino che sulla carcassa della FIGC si stiano affollando gli avvoltoi.
P.S.: Consiglio di leggere l’intervista a Claudio Gentile sulla Gazzetta dello Sport, vi farà comprendere come la nazionale sia in mano a procuratori e presidenti e ostaggio delle loro pressioni. Ora capite perché da anni è una squadraccia ammorbata da brocchi e mezze calzette?
Visto che è stato citato Yamal, vorrei ricordare che per le demenziali leggi italiane sarebbe stato straniero almeno fino ai 18 anni, quindi non eleggibile per le Nazionali, e tesserato come extracomunitario.
E in Germania avrebbe avuto problemi a giocare le partite serali, visto che sarebbe stato considerato sfruttamento di minori. Il punto è che con 900.000 iscritti non c’è nessuno che gli possa anche solo portare la borsa al campo.
In compenso abbiamo in nazionale un (mediocre) argentino forzatamente naturalizzato italiano solo perché un suo “catananno” (come di dice da noi) lasciò l’Italia qualche secolo fa. E non è neanche il primo. Eh, ma quello è il “sangue”, che leggi ridicole!
E’ ovvio comunque che le dimissioni – pur doverose – non cambiano nulla: la situazione resta gravina.
Mi sembra ci sia un problema a prescindere. Per diventare forti bisogna che tutti vogliano la stessa cosa. Il problema nasce se la Lega vuole qualcosa di diverso dalla FIGC che vuole qualcosa di diverso dall’AIA, che non e’ allineata al suo interno e ha elementi torbidi, coi presidenti di societa’ che vogliono altro fottendosi a vicenda, mentre i procuratori fanno il loro gioco. Cosi’ non vai lontano. E in piu’ ci vanno le persone giuste…
Un buon Inizio sarebbe stato togliere lo scudetto di cartone all’Inter, ad esempio mostrando che si parte da zero e le regole valgono per tutti. Poi cazziare non solo la Juve per le plusvalenze o il Milan, per il bilancio, anni fa. Tagliare I costi dei procuratori anche. Rivedere le anomalie vedi Lukaku che fa I caxxi suoi ..etc etc. in sintesi decidere ogni Volta non cosa fa comodo a qualcuno, ma cosa e’ giusto e rinforza la meritocrazia…
E continuiamo coi pianti grechi .
Se i club continueranno a prendere calciatori di altri paesi senza dare spazio ai ragazzi del proprio vivaio, non cambierà nulla.
E se non lo fanno club che si “accontentano” di campionati tranquilli come Udinese, Torino, Genoa,come possiamo sperare che lo facciano le big del calcio italiano?
Se non ci credono i club, deve crederci la federazione puntando su centri tecnici come hanno fatto altrove.
Accadrà? Ne dubito
Basta semplicemente cambiare le regole sulla cittadinanza, come fanno i paesi più svegli di noi
Eh, magari! Con un governo conservatore (e ci vado leggero) come quello attuale non accadrà.
Francamente, al di la’ delle mie convinzioni politiche che sarebbe meglio espellere Italiani e avere stranieri, peraltro nel mio laboratorio ho meta’ persone non Italiane e sono felice, non credo che i problemi della Nazionale debbano essere mischiati allo ius vattelapesca in linea di principio.
Che poi quello a cui tu alludi mi pare sia un discorso interessante che, forse, ha a che fare anche con la fame e le motivazioni. Il successo implica fame e lavoro oltre che talento e opportunita’. Cosa stiamo suggerendo che manca, alla fine?
Vaglielo a dire a Salvoni e Melini .
Buondì,
Per quanto possa valere la mia opinione, stavolta concordo quasi totalmente con FaB.
Vorrei comunque lanciare un punto di discussione a proposito del nuovo CT.
Posto che ormai il mondo del calcio è pieno di metastasi causate da più cancri multiformi, perché non tornare alla logica del “Tecnico Federale” ed abbandonare quella degli ingaggi sontuosi a superallenatori che, volente o nolente, potrebbero subire le logiche interpersonali e le pressioni di chi (presidenti, procuratori, tifo) sta dietro ai singoli giocatori?
Una figura insomma “super partes”, equidistante da ogni convocato, che imposti concordemente con tutte le rappresentative nazionali un concetto di gioco uniforme e che permetta un passaggio più fluido dei giovani dalle nazionali giovanili a quella maggiore?
Mi pare che in passato (Bearzot, Vicini, Gentile, etc…) abbiano espresso tecnicamente così le migliori nazionali degli ultimi lustri, sia in termini di talenti che di gruppo.
L’optimum sarebbe anche un presidente federale di carisma, rispetto e competenze non legate alla politica ma al gioco del calcio, ma … considerando i nomi che si sentono circa “il nuovo che avanza” (Abete, Malagò….) capisco che questo è un concetto abbastanza utopico.
Salutoni
il punto è se si vuole davvero portare la nazionale ai livelli delle grandi;
se sì allora si deve ricorrere al commissariamento, non a cambiare i vertici perché nulla cambi;
nell’immediato, visti i buoni o ottimi risultati delle nazionali minori, si può fare come nelal palalvolo e imporre un minimo numero di italioti contemporaneamente in campo;
poi intervenire nelle scuole calcio, non per i prezzi, come già detto sport come tennis o sci non sono per nulal a buon mercato, ma crcare di sviluppare tecnica e talento, non solo tattica e fisico: Messi mica è un marcantonio;
Che Mancini sia andato via dal giorno alla notte per ricche prebende in Arabia Saudita, è già stato detto?
Lasciamo stare queste minestre iper riscaldate come Mancini e lo scarsicrinito, ci vuole una soluzione radicale, quindi chi meglio di GUARDIOLA ?- ormai lascerà il City –
Più che un allenatore dovrebbe essere l’uomo che sconvolge il calcio italiano, quindi già tiki taka nelle scuole calcio, quindi possesso palla – è meglio che la abbia tu invece degli altri.- con la Bosnia anche in undici contro undici abbiamo avuto il 38%..
Poi ama la Italia avendovi giocato, mettiamo Baggio presidente Federale, un ruolo anche per Del Piero, la faccia pulita del nostro calcio, mentre il sottoscritto sarebbe responsabile degli osservatori in Emilia Romagna.
Il problema che forse è insormontabile è che Pep è di sinistra, e con questo Governo difficilmente riuscirà a fare breccia…
Quindi una soluzione ponte di un anno con un traghettatore sperando poi in Silvia Salis alle prossime elezioni ….
Quindi vedrei bene Baldini, l’allenatore della Under 21…
Davvero il problema è l’allenatore?
Guardiola verrebbe ad allenare gente di scarsa tecnica?
Sì convertirebber a palla lunga e pedalare?
Forse dandogli dieci anni di contratto e pieni poteri dalle scuole di calcio in su.
Waters, cerchiamo di capirci : Guardiola è comunque sotto contratto col City fino al 2027 e si becca 23 milioni di euro puliti all’anno; ammesso e non concesso che lo spagnolo se tentato dalla proposta nostrana voglia rinunciare anche ai dindini dell’ultimo anno, dove li trova poi la FIGC i soldi per il contratto da CT, perchè non credo che si accontenterà di tanto di meno?
Ciao, non mi leggi con attenzione, infatti ho scritto un anno con Baldini traghettatore, per Guardiola non credo sia una questione di soldi, quindici anni fra Barca, Bayern, e City, ma soprattutto una sfida, come Ancelotti col Brasile…
stavolta concordo con tutto, poi se vuoi correre per i campetti della provincia Emiliana ad osservare fai pure……
“Pep è di sinistra”.
Di cognome fa Guardiola, mica Ibarruri.
Pep è innanzitutto catalano. Ed è l’autonomia regionale la sua priorità.
Il pesce. notoriamente, puzza dalla testa; ho leggiucchiato sulla Gazza che a contendersi il cadreghino del dimissionario potrebbero/dovrebbero essere, rulli di tamburi … Abete e Malagò.
Eufemisticamente, due sepolcri imbiancati, vecchi come il cucco e maneggioni come pochi altri; classici tipi da “partecipate di Stato”; quanto ne sanno di calcio? Meno di mia zia Loreta.
Se non cambi RADICALMENTE i vertici federali (e tutto il sottobosco) non otterrai nulla, in panca puoi anche mettere Goldrake o Taras Bulba ma non otterrai nulla, la nazionale continuerà ad essere quello che è : una chiavica.
E la serie A, un campionatucolo.
NON CAMBIERA’ NULLA. MA NULLA NULLA
Non farei di tutto il fascio un’erba (o magari si).
Malagò, che mi sta pesantemente qui, in realtà è più giovane di quanto pensavo, ha “solo” 67 anni, per la media italiana un ragazzino.
Oltre a questo, al CONI ha ottenuto risultati eccellenti, le medaglie alle Olimpiadi e i successi di molte federazioni lo dimostrano.
Ho cominciato ad apprezzarlo di più da quando si è messo contro Abodi a partire dalla creazione del carrozzone “Sport e salute” (qualcuno ricorda?), è stato l’unico a protestare per la PESANTE ingerenza del governo nella gestione dello sport. Quello è il motivo per cui è stato fatto fuori dalla presidenza del CONI, nonostante fosse sostenuto da 43 federazioni su 50.
Ah, ultimo ma non ultimo… credo non sappia nessuno che è stato un ottimo giocatore di calcio a 5, ha vinto tre scudetti e quattro Coppe Italia, e ha partecipato ai Mondiali in Brasile nel 1982.
Malagò non merita una ceppa. Hanno fatto tutto, in quasi tutte le disciplina, tecnici e dirigenti delle varie federazioni.
Tra non molto ne sentiremo parlare di altre “faccende”
Non è un caso se i risultati olimpici sono migliorati così tanto in moltissime discipline.
Per quanto mi possa stare sulle scatole Malago è uno che sa il suo mestiere.
E’ pero pure lui, sostanzialmente, un “politico”.
Boh!
Certo, se vuoi fare il presidente di Federazione DEVI essere un politico, come per fare il presidente di Lega devi essere un manager.
Pensi che uno come Baggio sarebbe adatto a sostituire Gravina?
Baggio non credo ma, tanto per fare un nome, a Maldini darei fiducia.
Che poi anche nel ruolo di manager, Gravina non mi pare proprio un’aquila.
Gravina è solo un maneggione come tanti altri in Italia.
Conte c’è già stato ma non vedeva l’ora di andarsene. Uno più giovane, magari uno delle under 16 – 19 – 21 – 23 non c’è? Uno capace di fare carriera dall’interno e non con la disponibilità di casse private.
Uno tipo Silvio Baldini? Uno che a calcinculo ci sa fare. Buona Pasqua
I procuratori e’ stato gia’ detto?
Le porte con i giubbotti messi per terra in strada?
…
Che Il Calcio sia corrotto fino al midollo ormai e’ un Mio mantra
da tempo come quello sul VAR
E del resto ho tifato Bosnia proprio perche’ qualcosa cambiasse
ben consapevole pero’ del gattopardismo nostrano.
Eppure mandar via Gravina era necessario
avere una conversazione generale pure,
e’ servito almeno a vendicare un po’ Baggio a 15 Anni di distanza
Il Calcio italiano e’ un morto in putrefazione
secondo me anche altrove e’ tenuto in vita da finanza malata.
Se non si incominciano a mettere seri filtri e controlli alla parte finanziara non
se ne esce
Salary cap e incentivi a ingaggi nazionali, anche per rendere meno ineguale e piu’ interessante la competizione
fra societa’, creando si spera un ciclo virtuoso.
Fantasia? Beh cerchiamo qualche volta di sognare
Come dice una delle poche voci di valore del nostro
panorama musicale
togli la ragione
lasciami sognare in pace
almeno per un paio di giorni…
..proviamo a immaginare un Calcio diverso
Riposto qui perché deve essere sfuggito al nostro blogmaster:
“È necessaria una riduzione del numero di società professionistiche, accompagnato da una revisione della composizione delle rose per garantire alle Nazionali un adeguato rifornimento di giocatori convocabili. Sono priorità che andranno accompagnate da altre due importanti riforme con un unico comun denominatore: il talento. La prima è un’adeguata politica dell’immigrazione, che sia rispettosa delle leggi dello Stato, ma anche dello sviluppo del sistema e dei diritti umani. La seconda è quella di preferire le seconde squadre alle cosiddette ‘multiproprietà’, già testata in molti paesi (Spagna, Olanda, Inghilterra ndr) e poichè assicura una crescita dei talenti costante ed armoniosa con un solido interscambio con la Prima Squadra”.
Era il 2014
C’è sempre una domanda che aleggia nell’ambito calcistico italiano: uno come Yamal in Italia giocherebbe in prima squadra?
Beh, se uno come Kean a 16 anni giocava in Champions direi proprio di si. Ma come ho già scritto Yamal ce n’è uno
L’avrebbero dato in prestito al Pontedera, nella migliore delle ipotesi.
Buongiorno a tutti.
Notavo come ancora una volta la memoria calcistica italiana è abbastanza labile. Si parla di Mancini come CT, ma é lo stesso Mancini che non è riuscito a conquistare la qualificazioni ai mondiali 2022? E poi, solo 1 giorno prima si ammette che è tutto il sistema da rifondare, visto che abbiamo una platea di giocatori oggettivamente non all’altezza e già si parla del nuovo CT quale salvatore della Patria…mah!
E’ chiaro che servono delle riforme di lungo periodo per provare a migliorare la qualità dei convocabili tra 6-8-10 anni, ma la scelta del nuovo CT è comunque importante nel breve-medio termine. Può essere Mancini? Boh. Certo sarebbe strano. Strano però è anche il modo in cui fallì quella qualificazione, tra gli errori di Jorginho (un ottimo rigorista se guardi l’insieme della sua carriera) e il gol all’ultimo minuto dei macedoni. A parte che si poteva benissimo uscire col Portogallo una partita dopo…
No Mancini no, per quanto lo possa apprezzare per quello che fece da noi, del suo meglio come CT l’ha fatto allora, dopo è andato a fare soldi in Arabia e cos’ha combinato? lasciamo perdere che lui si è già perso là.
Sono d’accordo. Resta che serve qualcuno un po’ più esperto, un po’ più autorevole, un po’ più bravo di Gattuso.
E’ pero anche l’unico che negli ultimi 15 anni qualcosina ha pur sempre vinto.
Mancini è lo stesso che ha vinto inaspettatamente gli Europei nel 2021.
Che la platea di giocatori sia “oggettivamente” non all’altezza non è affatto oggettivo. Anche qui dentro molti sostengono che la platea di giocatori sia composta non da fenomeni, ma da discreti/buoni/ottimi calciatori.
Altrimenti perché giocherebbero in squadre di vertice europeo?
“Lui, chi è venuto prima di lui, e probabilmente pure quello che ne prenderà il posto.”
Mi tocca ricordare che prima di lui c’era sempre lui e prima… la memoria e’ ballerina meglio aiutarla.
E nel 90 in finale di UEFA con la Juve c’era la fiorentina
Mancano nella tabella le due finali Champion’s dell’Inter.
Grazie, fatta nottetempo e si vede… peccato non si possa modificare.
Ne manca una delle due nel periodo 67-76 e una recentissima quando avevamo una italian per coppa, nel 2023. O mi son perso qualcos’altro?
Se mi confermate che non mi son perso altro la rifaccio una volta sola…
mancherebbe la Coppa Uefa del Napoli 1989 …da non confondere con l’Europa League come bene hai fatto!
Mancherebbe anche la UEFA del Napoli dell’89
l’Inter ha anche perso una finale di Europa League nel 2020, col Siviglia.
Sono anche scemi, perché sarebbe bastato un allenatore qualsiasi (non l’amichetto Gattuso) per battere la Bosnia, andare ai mondiali, fare il compitino e far vedere che tutto sommato erano stati fatti progressi.
Meglio così, anche se già il toto allenatore con i soliti nomi noti mi fa capire che, al solito, si sta affrontando la crisi senza un criterio.
Insomma l’impressione è che stiano cambiando tutto per non cambiare nulla