Conte, Spalletti e Fabregas: le bande degli Stranamore
Ha vinto la Juventus, ha vinto il Napoli. Ma ha vinto soprattutto il Como di Fabregas. Aspettando il derby di Milano, discriminante in chiave scudetto e finanche corsa Champions League ci trasciniamo il campionato così, con i suoi riti scontati, le sue storiche colonne portanti non poi così stabili, i soliti luoghi comuni, che finiscono col non curarsi o meglio fregarsene di quelle particelle impazzite che sconvolgono il tavolo da poker.
Fare quattro gol (Cambiaso, Thuram, Yildiz, Boga) al Pisa per la Juventus mi sembra normale e, perdoni il Pisa, quasi doveroso. Non mi ci soffermerei più di tanto perché già mi sembra strano che la Juventus si affanni per un quarto posto. Quando Spalletti si sarà trasferito nello stesso condominio di Comolli, chissà se almeno in ascensore parleranno di scudetto.
Il Napoli che ha battuto anche un po’ a fatica il Torino (Alisson, Elmas e Casadei per il Torino), ritrovato tra i suoi tanti infortunati De Bruyne e Anguissa, e un Sal Da Vinci in più accanto a De Laurentiis in tribuna, posso pensare che a un certo punto ricominci a macinare un calcio più raffinato e più simile a quello del Napoli che ha vinto lo scudetto. Come se insomma si fosse all’improvviso scisso come una cellula primaria, in due squadre eucariote diverse.
Ci mancano Milan-Inter e Genoa-Roma per definire il quadro Champions League, ma scommetto che non ne verremo a capo. Mi ha colpito molto simpaticamente che Fabregas dopo la vittoria di Cagliari (Baturina, Sebastiano Esposito per il Cagliari, Da Cunha), questa sì non proprio scontata per una squadra come il Como, abbia svicolato l’argomento in maniera non furbesca o subdola ma addirittura totale: “No, no no. Non ci casco, sono un allenatore abbastanza giovane e inesperto ma di calcio ne so qualcosa e non ci casco!”. Insomma è addirittura vietato porgli la domanda. Il catalano, detto brutalmente, mi appare cazzutissimo (qui ce lo possiamo permettere) e fossi negli altri me ne preoccuperei.
Si abbracciano pappa & ciccia, Conte e Spalletti con i loro giocatori. Urca come si vogliono bene – quando si vince… – queste bande di Stranamore. Se continua così mi commuovo.
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Dice che affronteremo il Milan con Dumfries e Cala in panchina, dentro L. Henrique. Thuram e Lautaro non convocati. In più ieri sera niente ritiro. Sicuramente lui sa meglio di chiunque come stanno i suoi giocatori ma ho l’impressione che nell’infinita partita a scacchi di Chivu il cavallo (“il derby”) sia sacrificabile. Chiedo ai colleghi scacchisti (Indiana ?) se e’ una buona strategia.
Ci terremo per Atalanta e Fiorentina… Mah.
è l’unica strategia, visto che siete forti coi deboli e deboli coi forti;
cmq lo scudetto l’avete già in tasca, nessun timore;
Bah.. muovo il pedone in C7
Addirittura.
Mi sa che non conosci il gioco: per muovere in c7 vuol dire che hai il bianco (il nero semmai muove da lì) e ti ritrovi a un passo dalla promozione (di solito a Donna) il che è abbastanza presuntuoso.
meglio 4 corti musi d’un 4-0
Vista dal vivo la Viola. Mi piange il cuore, ma è da serie B
Aspettiamo il derby, poi parliamo.
Scambio di vocali
Guerra nel Golfo
Xxxx su Xxxx.
Buona serata.
Ho capito Guerra del Goffo.
Raid su Riad?
non l’ho capita, Radar
Io invece pure .
FALLI DA DIETRO
(rubrica nata nel 2008. Le rubriche omonime nate successivamente sono imitazioni)
COMMENTO ALLA 28° GIORNATA DEL CAMPIONATO 2025-26
Contava vincere.
Per prolungare il miracolo.
Sì, un miracolo.
Giocare tutto il campionato senza nove titolari (e certe volte addirittura più di nove), ed essere ancora lì, è un miracolo.
Giocare tutto il campionato con un’altra squadra rispetto a quella pensata in partenza ed essere ancora lì, è un miracolo.
La conquista del posto Champions sarà un miracolo.
E sarà un miracolo targato Conte.
E’ lui, il Feroce Salentino l’artefice di questo miracolo.
Difronte alla mitraglia impietosa che ad ogni partita stende sistematicamente un paio dei nostri, lui impreca fino a un certo punto.
Poi con fermezza, ogni volta riprende da capo.
Fa l’inventario di chi ha a disposizione.
E con la pazienza dell’alchimista ogni volta muta il volto tattico alla squadra. Eccola una frase di Paulo Coelho.
“Realizzare il proprio destino è l’unica obbligazione di una persona”
Ogni volta con la stessa coerenza, lo stesso entusiasmo, lo stesso amore per il lavoro, la stessa caparbia determinazione si sgola a bordo campo a incitare i suoi, a dare consigli e disposizioni.
Condottiero esemplare.
Contro il Toro non ce la fa manco Charlie Brown.
Fiducia a Billy, allora, tornato abile da poco.
Per forza, non ce ne sono altri.
Fosse stato anche lui indisponibile, in mezzo avrebbe finito di giocare Olivera, o Gutierrez.
Incredibile quello che è successo quest’anno.
Billy è un piccoletto tosto e di personalità.
Con il gusto dell’apertura filtrante.
Parte bene il Napoli.
Solito piglio arrembante, solita spinta.
Riflettori ancora per Alisson che davvero manda al manicomio i difensori granata. Niente paragoni con Kvara o col Pocho.
Ma ci ha una castagna sto ragazzo!
Il Toro è pochissima cosa, e non preoccupa mai.
Poi, dopo il raddoppio del macedone, che sarà pure uno Zircone, ma è preziosissimo, la squadra via via si spegne.
Gli azzurri perdono la voglia di fare.
I granata prendono coraggio.
Riaprono la partita con un’inzuccata di Casadei proprio mentre accade un miracolo nel miracolo.
Lo scenario irreale e magico merita una colonna sonora da Gershwin, mi perdoni Sal.
In campo oltre a Zambo, ecco Romelu il Piedone, e il Re.
Non avevano finora mai giocato insieme in un club, questi qui.
E questi qui giocano nel Napoli.
Il tifoso non crede ai suoi occhi. E cede alla lacrimuccia.
Impossibile non recriminare e non immaginare per un attimo i sogni proibiti che ci avrebbero fatto sognare questi qui se fossero stati sempre in campo.
L’immagine abbaglia a tal punto da indurre a trascurare la realtà e a quasi ignorare che stavano per pareggiarla, i granata.
E bisogna ringraziare il piede ruvido di Adams per i tre punti. Ma i sogni val la pena sognarli.
Ora è più azzurro il cielo.
Il piangina Mazzarri non avrebbe potuto scrivere di meglio. E, al tempo, non c’era Sal in tribuna.
O no?
La cosa tragica è che al 99%neanche capisci la pu…ata che hai scritto.
O no??😝
In effetti è così. Si rischia l’infarto a ogni partita. Facciamo un gol e poi aspettiamo ma il triplice fischio sembra non arrivare mai.
Meno male che su Sky il Napoli lo trasmettono non piu’ di due tre volte a stagione .
La guerra sempre peggio, i nostri eletti sempre meglio .
negli anni cinquanta infuriò nell’ambito della letteratura che conta una polemica in seguito alla pubblicazione de Gli idioti in marcia di Kornbluth;
si basava sull’idea di un futuro in cui il QI della stragrande maggioranza delle persone fosse sempre più basso;
non dico che siamo a questo punto, ma che ai vertici degli stati ci siano degli idioti mi sembra abbastanza evidente, visto che invece di preoccuparsi della catastrofe ecologica in corso pensano a fare sempre più soldi o rispolverare sogni imperiali;
Si ,sono d’ accordo .
Egregio dott. Bocca, il suo commento sempre molto arguto, anzi no, sottile, mi permetto umilmente di farle notare che in una giornata speciale come possiamo senza meno definire quella di ieri per lo sport italiano, lei non ha speso nemmeno una virgola per la straordinaria impresa della nazionale italiana di Rugby che per la prima volta nel 6 nazioni e nella sua storia è riuscita nella straordinaria impresa di battere l’Inghilterra impresa ch’è stata realizzata non con un risicato punticino, ma rimontando da un 10-18 fino ad un fantastico 23-18 condito da due mete superlative.
Impresa che viene dopo una vittoria contro la Scozia che ieri ha battuto la Francia e due sconfitte veramente di misura contro Irlanda e la stessa Francia che aveva finito per prevalere solo dopo che siamo rimasti in 14.
Mi aspettavo per questa impresa che ha fatto parlare gli inglesi di “incubo che si realizza” e che, a parer mio, eguaglia come valore sportivo la medaglia d’oro di Jacobs nei cento o quella della staffetta nella 4×100 di Tokio, almeno un cenno, sia pure fugace, invece nulla. Mi dispiace, perché questo centrismo così totale del calcio, non depone bene, lo sapevo già, ma averne conferma mi rattrista, della totale assenza di sportività nelle folle italiane. Non gliene faccio una colpa assolutamente, lei asseconda la massa.
Probabilmente hai ragione, ma l’ atletica ha secondo me qualcosina in piu’ , il fatto che nelle specialita’ sunnominate concentra le emozioni in 10 e 37 secondi .
Anche rispetto al calcio .
Aggiungiamo che abbiamo anche regalato diversi punti agli inglesi, per esempio la meta che abbiamo lasciato loro segnare a primo tempo scaduto, quando avevamo noi la palla e bastava calciarla fuori. Ma pure rinunciare a calciare la punizione sul 16-18 che ci avrebbe mandato in vantaggio con due uomini in più. Va beh, così l’abbiamo sofferta fino all’ultimo ed è stato ancora più bello.
In Bloooog! non si parla di tutte le imprese sportive e se è per questo nemmeno di tutto il calcio. Non faccio il tuttologo, non ho una redazione vera, se non qualche amico che mi dà una mano dal punto di vista tecnico, non sarei in grado di farlo. Se avrà visto in Facebook dove parlo liveramentamente un po’ di tutto, senza fare lo scienziato e facendo uso di satira e ironia, l’ho celebrato a modo mio. Un caro saluto FaB
@Fabrizio Bocca, lo so che è chiedere troppo, ma non possiamo dire al suo amico se riesce a risolvere il problema dell’accesso del mio account originario?
Sennò, chiediamo consulto al Pinguino. Però è passato davvero troppo tempo senza una soluzione…
forse ho dato un’impressione sbagliata, l’unico programma (in Pascal) che ho fatto risale a lustri se non decenni fa, era carino, sugli automi cellulari unidimensionali*, ma non so come si gestisce un bloggo come questo;
so però che non è molto difficile e problemi come il tuo o quello avuto dal ghiro tempo fa sono risolvibili;
*
sono affascinanti, cercate le immagini, sono monocromatiche mentre nel mio programma erano a 16 colori;
un “semplice” automa con regola 110 è una macchina di Turing universale, capace di eseguire qualsiasi computazione;
inoltre sono quasi sempre indecidibili: tranne che per quelli molto semplici è impossibile prevedere a priori l’evoluzione di un automa, tutto quello che si può fare è lanciare il programma che lo riproduce e stare a vedere;
il che mi ha consentito di usarlo anche come un programma per cifrare;
aaah il Pascal e i suoi puntatori, che bei tempi
@Fabrizio Bocca, anche con solo 3 commenti non posso leggere né scrivere post con il mio account “originale”.
Non si può fare nulla? I suoi “tecnici” non hanno soluzioni?
Veramente mi sembra incredibile. Sono sicuro che il Pinguino una soluzione la troverebbe in mezz’ora.
Al telefono mi dice cosa farebbe.
Licenzierebbe il webmaster (che non è Bocca, il termine indica chi si occupa della gestione tecnica del sito) e pescherebbe un giovane hacker (nell’ accezione originaria: un abile appassionato di informatica) pagandolo pochi spiccioli o solo con qualche complimento.
E toglierebbe i pollicioni.
Credo Lei voglia intendere che a gufare il Napoli sarebbero i tifosi della juve ansiosi di raccattare un passaggio alla Champions…mah…andare in Champions con questa squadra, a far figure… già fatte, al tifoso credo non interessi… se mai interessa alla società per via dei denari…denari che comunque la proprietà non ha fatto mancare…il problema è stato spenderli…leggo che ora sulla spinta delle ultime prestazioni “eroiche” Comolli ne spenderà un po’ per i contratti di Vlahovic e McKennie (quello che se è un titolare inamovibile vuol dire che qualcosa non va)…riuscisse a piazzare almeno Di Gregorio, J.Mario, Kostic, Koopmeiners, Zhegrova, Openda e David, sperando non ci torni indietro D.Luiz, e non chiudendo la porta alle cessioni di Miretti e Conceicao potrebbe essere un buon inizio…
Sì però mettici la faccia, Tu chi prenderesti (senza spendere più di 40-50 milioni, se no è troppo facile).
Secondo me nessuno. Ci sono epoche così, di mediocrità infusa e non c’è niente da fare.
Anche secondo me ma volevo lanciare la sfida al partito di qualli che danno la colpa alla qualità della rosa.
Palestra e Tonali da acquistare, Robertson o Mykolenko De Jong e Silva tutti in scadenza di contratto. Balogun se Vlahovic non rinnova.
Ma questo dal divano di casa senza stipendio e senza staff 😉
da ridere se sbolognato David si rivelasse un altro Henry;
Possibile. Esattamente per le stesse ragioni di cui sopra.
I primi tre posti sono già presi, per il quarto dobbiamo guardarci da Roma, Como e Atalanta, altro che Napoli.
Napoli-Torino 2 – 1
Il Napoli di Conte affronta il Torino ancora senza Di Lorenzo, Rrahmani, Lobotka, McT e Neres, ma è fiducioso di non perdere contatto con l’Inter. Il Toro di D’Aversa spera di raggranellare almeno un punto, schierando Ebosse, Lazaro, Gineitis e Zapata di punta insieme a Simeone. Arbitra Fabbri, al VAR Maggioni.
Tiretto di Politano, Vergara e Alisson punzecchiano la difesa granata, poi dal limite Alisson azzecca una botta precisa nell’angolo, 1-0. Tiretto di Vlasic, tiraccio di Hojlund, che poi tira alto di testa.
Ripresa: rientra Anguissa, tiro da fuori di Alisson deviato da Paleari, che poi salva di piede su Hojlund, entrano Adams e Pedersen, Paleari para su Alisson, gialli a Gineitis e Ismajli, dentro Casadei e Kulenovic, poi Elmas riceve da Politano e con una bella girata da centroarea batte Paleari, 2-0. Dentro via via Gutierrez, Anjorin, KDB, Mazzocchi e Lukaku, tiretto di Gilmour, corner da sx, batti e ribatti in area finchè Adams pesca Casadei che di testa trova l’angolino, 2-1. Il Napoli regge facile fino alla fine.
I migliori nel Napoli i tre dietro con Elmas e i frizzanti Vergara e Alisson, sollievo per il ritorno in campo di Anguissa e KDB, nel Torino il solido Ismajli, il mai domo Vlasic e il torello Zapata, più in ombra Simeone. Per Fabbri tutto ok.