Grande Capo Metropolitano dice: Elkann doveva tenere La Stampa e alla Juventus vendere McKennie, Vlahovic e Locatelli. AUGH!
Dunque John Elkann ha venduto La Stampa, da sempre patrimonio storico e grande polo culturale della famiglia Agnelli, per 22 milioni. Mentre la Juventus si tiene McKennie, Vlahovic e Locatelli che invano negli ultimi anni ha cercato di svendere al calciomercato senza trovare un allocco cui accollarli.
Se John avesse fatto l’inverso – mantenuto La Stampa e venduto juventini suddetti, non poi ‘sti fenomeni per cui adesso passano e dunque se debbono tenerseli – ci avrebbe guadagnato di più. Ma né calciomercato, né editoria e nemmeno automobili suo mestiere. Juventus comunque meglio vendere intera.
Grande Capo Metropolitano ha detto: AUGH!
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Ma perché McKennie? Non avrà piedi di fata, ma è uno che suda la casacca fino all’ultima goccia… avercene.
gli è che si pretende di avere almeno undici Baggio o Platini, dimenticando che ci vuole chi fa legna, dimenticando che una squadra ha bisogno anche dei Furino;
con Gatti McKennie è il mio giocatore preferito della Juve odierna, troppo facile puntare su Yldiz;
finito;
Guido mi chiedeva cosa mi ricordava, nella postfazione si accenna che forse ispirò a Hemingway Il vecchio il mare;
ci sono analogie, i continui riferimenti religiosi all’inizio del racconto di Gunnarson e lo stile de Il vecchio che deve abbastanza a quello biblico e la lotta dell’uomo, più che contro nella natura, presenti nelle due opere;
ma non credo che si possa parlare di filiazione diretta come nel caso di Noi e 1984;
il racconto mi è piaciuto per la sua asciuttezza ma trovo squilibrato l’inizio con i continui suggerimenti neotestamentari (il buon pastore alla ricerca delle pecore smarrite, l’uomo, il cane e il montone definiti Trinità) e il proseguo che mostra solo la lotta contro le tormente e l’abnegazione dell’uomo per il compito che si è prefisso, anche se il rifugio simile a una tomba e l’uscita da esso potrebbero interpretarsi come morte e resurrezione;
ma solo facendo uno sforzo: quello che resta in mente è solo la lotta e le descrizioni della natura;
cmq ne è valsa la lettura, anche per conoscere un altro autore della letteratura nordica, finora conoscevo solo Ibsen (da bravo joyciano) e Larsson, di quest’ultimo consiglio il Long John Silver (una biografia del personaggio di Stevenson) e i racconti di Otto personaggi, ho letto altri due o tre suoi romanzi di cui ho dimenticato il titolo, quindi non mi saranno piaciuti;
Credo che il posto giusto del tuo scritto sia la “Security Room“; luogo un poco dimenticato:-)
c’ero andato anni fa e subito scappato orripilato: era peggio del bloggo;
In effetti un commento così rovina un po’ il clima di insulti perenni tra tifoserie fanatiche
Mi riallaccio al discorso circa il tempo effettivo o semi-effettivo, che mi sembra meglio per quelle che sono le dinamiche del calcio.
Sono situazioni che ovviamente andrebbero prima testate perché spesso, nel calcio ma non solo, la pratica è assai diversa dalla teoria.
Tempo semi-effettivo: stoppare il tempo di gioco in alcune circostanze codificate, cosa che ovviamente dovrebbe prevedere il fischio di ripresa del gioco.
Mi vengono in mente:
# Dopo un gol, quindi nel tempo morto di festeggiamenti e controlli VAR
# Nel tempo dedicato alle sostituzioni, dalla chiamata alla ripresa del gioco
# Quando entrano in campo i sanitari, dal momento in cui l’arbitro ne autorizza l’ingresso in campo alla ripresa del gioco
# Se il pallone esce dalla linea di fondo campo e quindi il gioco deve essere ripreso con un corner o una rimessa dal fondo a meno che il gioco non riprenda entro pochi secondi
# Per calci di punizione in cui venga richiesta la barriera e per calci di rigore dalla concessione alla battuta
# Quando viene preso un provvedimento disciplinare
# In ogni circostanza ritenuta opportuna dall’arbitro
Se vai sul tempo effettivo cioe quello in cui la palla scorre che e’ l’unico che puoi veramente misurare in automatico senza ambiguita’ devi pero’ abbassare da 45 a … magari 35? 90 minuti effettivi sono tantissimi.
Esatto.
Probabilmente l’introduzione di un tempo di gioco totalmente effettivo finirebbe con lo snaturare non poco questo sport .. ma la codifica di un numero circoscritto di macro-situazioni ‘oggettive’ (dunque chiare e indiscutibili – non suscettibili cioè di alcun genere di controversia) al ricorrere delle quali fermare il cronometro .. penso anch’io potrebbe giovare al calcio aggiornandolo ai tempi.
Naturalmente previo un’adeguata ponderazione e la doverosa sperimentazione: perchè il calcio è un giocattolo per sua natura non poco delicato e che mal si presta a modifiche grossolane o mal studiate (tutte ragioni che tuttavia non possono diventare un alibi per lasciarlo così com’è).
È ora che si faccia qualcosa….a me quello che proponi sembra tutto ragionevole e fattibile anche nelle serie minori e giovanili. Del resto il semi effettivo è già in uso con facilità nel basket agonistico sin dai primi campionati giovanili 11/12 anni
Basta recuperare ogni volta che il gioco rimane fermo più di 30 secondi. Si vedono calci d’angolo che ci vuole un minuto a batterli.
finito il Negroni e iniziato Il pastore, ora rigatoni al sugo di polpo e anatra a due cotture, mezza bottiglia di rosato come portata principale;
nel libro mi perplime che il passo per la prima domenica d’avvento sia l’ entrata di Gesù a Jerusalem prima di Passach;
Il pastore? Ma è il ristorante dei Korowai della Nuova Guinea?
Ciance Umorista fa scuola;
a parte il resto, sugo di polpo e anatra?
I Negroni mi sa che erano più di uno
due portate;
maccheroni al ragù di polpo eppoi il pennuto;
i Negroni sono sempre uno in meno, gnùrant;
avrei preferito un calice di Timorasso col primo e uno di Grumello col secondo, ma ha vinto la quantità;
tra l’altro, a me il Negroni non piace.
Chissenefrega direte voi.
Va beh, avete ragione, ma a me col Campari piace solo il Campari: bicchiere ghiacciato e seltz. Come lo fanno al Camparino. Al massimo fetta d’arancia.
A casa non ho il bicchiere ghiacciato e ci metto un cubettone di ghiaccio.
Niente prosecco, Martini, Gin o angosture varie
ognuno ha i propri gusti;
ah no, il sugo è di polpo e l’anatra è a parte.
Visto che hai scritto 26 minuti fa, Il Pastore d’Islanda l’avrai già finito. Ti è piaciuto?
ho interrotto perché ingurgitare non va bene col pensare, cfr. Ciance Ragioniere;
farò rapporto stasera, nel caso prepara 17 euro di rimborso;
Inflessibile
Ma se è in crisi il Waschington Post di un tal Bezos, perchè uno che oramai in Italia produce 2 panda dovrebbe tenersi l’accollo di un giornale (che non si può neanche più usare per incartarci il pesce)?
Ue’ pivelli. La Stampa. Ma sapete quanti ricordi ho? Mio padre, autistico ad alto funzionamento non diagnosticato, come mio figlio diagnosticato, il primo granata, non c’e’ piu’, la odiava. Leggeva la Gazzetta del Popolo. Defunta da anni, secondo giornale torinese. Per cui io, sebbene definito dai famigliari, l’incidente gobbo (I miei figli sono interista il maschio, milanista la femmina, la famiglia e’ granata), della Stampa me ne Sono sempre…impippato. Giornalaccio che a casa mia essendo degli Agnelli non entrava ma…
Ma il giornale e’ storico, ha uno stupendo archivio storico che va indietro Al 1877, secondo forse solo ad una Gazzetta di Modena o Parma…non ricordo.
Vi saluto a tutti.
Suvvia, di Parma che domande…
🤣 era così scontato? Erano così culturalmente diverse Parma e Modena prima della Unità?
Beh c’era un abisso, loro erano dei contadini, noi facevamo parte – da capitale – del Granducato Parma Puacenza Guastalla, quindi avevamo assorbito la cultura francese che all’epoca era dominante in Europa …
Ma poi perché Conte dovrebbe lasciare Napoli per tornare alla Juve ?
Ma soprattutto, chi lo vuole?
gli piace partire da zero: peggio non può fare;
Ma tu ci credi ? Te lo auguri ?
no, deve ancora scontare l’averci lasciato in asso a pochi giorni dall’inizio del campionato;
per poi mangiarsi le mani fino ai gomitoli vedendo cosa ha fatto con dieci euro il suo successore;
ora spero che lascino lavorare Spalletti almeno per altre due stagioni e soprattutto ascoltino e gli diano quello che gli serve;
Sembra sensato. Forse troppo.
Elkann vivrà cent’anni, con tutto il bene che gli vogliamo…😀
Ciance Vicegodella al lavoro.
Da retta, fra i vari padroni della famiglia che ha avuto la Juventus questo, almeno al momento, non è un gran ché
meglio questo che un minimo di gibbosità ce l’ha che finire in mano ai fondi;
Mentre il giochetto in Italia è stato scoperto e si è capito che Fabregas ed i suoi seguaci sono solo “chiacchiere e gioco ostruzionistico”, impazza anche in Inghilterra la polemica su Arteta ed il suo Arsenal per il non gioco e la perdita di tempo elevata all’ennesima potenza. Pare che, da dati Opta, per rimettere in gioco tutti i palloni da gioco fermo la squadra biancorossa, nella partita di ieri contro il Brighton, abbia impiegato oltre trenta minuti…. sottratti al gioco e agli spettatori che pagano delle cifre esagerate per essere allo stadio o anche per vedere lo show in TV.
Sono brutti tempi di simulatori, di portieri che rimangono per terra facendo finta di aver subito dei colpi (e cominciano a farlo non nel finale di partita!). È ora che le regole si diano una svegliata, che dopo aver vietato il passaggio al portiere ed introdotto il VAR, rendendo il gioco bello e fruibile, intervengano con la mano pesante sulle simulazioni (magari lasciando fuori dal campo chiunque, anche il portiere che simula, per qualche minuto, e nei casi estremi alla Bastoni prendendo e pretendendo severi provvedimenti disciplinari). Altrimenti rimarranno da soli e vincenti nel disgusto del pubblico pagante.
P.S. a proposito di chi è rimasto solo bisognerà che Repubblica cominci ad occuparsi di Lotito e che lo Stato dopo avergli regalato la Lazio, finalmente si svegli e gliela espropri, sancendo il principio che una squadra di calcio ha un proprietario sì, ma appartiene prima di tutto, ai suoi tifosi!
La soluzione c’è ed è scandalosamente semplice e collaudata:
tempo effettivo tempo effettivo tempo effettivo!
Beh .. tempo effettivo (ho giocato a pallanuoto fino all’A2 e personalmente mi ci sono sempre trovato bene) e un paio di challenge per squadra a partita .. potrebbe non essere male.
Dice .. però così non è più calcio o almeno non è più quello a cui siamo stati abituati.
Ho capito .. ma nella vita cambiano tante cose e ci si abituerebbe anche ai cambiamenti del calcio, voglio dire .. sarà pur sempre meglio adattarsi a cambiamenti importanti che continuare a vedere quello che vediamo attualmente.
Su “La Stampa” sono d’accordo con lei Bocca, purtroppo sono tempi questi dove una stampa libera di pubblicare da sempre più fastidio ai padroni, sui calciatori invece, non me ne frega niente, li tenga pure, certo non ha bisogno di venderli per tenersi il quotidiano.
Fabrizio, prima che sia troppo tardi fai un colpo di telefono a Spalletti, spiegagli tu chi deve tenere e chi deve mandare via.
Evidentemente, visto che i tre di cui parli li vuole tenere lui, di calcio capisce poco, ha bisogno di aiuto.
Ad ogni modo (anche se non si dovrebbe scrivere lo faccio perché lo trovo da sempre un capolavoro fonetico della lingua italiana) “a me mi” colpisce non poco che il valore della Stampa (con tutto ciò che contiene .. dal patrimonio culturale e dai giornalisti che vi scrivono fino a tutte le sue pertinenze materiali) corrisponda sì e no a un quinto del valore di mercato di Bastoni (cito il primo che mi viene in mente sparando .. per così dire .. un po’ ‘sulla croce rossa’ – ma il ragazzo d’altra parte questo momento di fama e di protagonismo citazionistico “alla Schettino” in qualche modo se l’è anche cercato).
Evidentemente è ‘il segno dei tempi’.
OT .. bella Sanchez ..
Anche se poi non cambia nulla di concreto .. è pur vero che se vogliamo riservarci anche solo una possibilità di cambiamento le cose bisogna pure cominciare a dirle.
Bello il rimando alla rubrica ‘il segno dei tempi’ (plauso)
Bella Sanchez davvero, questo “ragazzo” tiene cojones…mi fa rimpiangere gli anni che ho vissuto in Spagna (vabbè chi non rimpiange gli anni migliori della sua gioventù 🤣)
Il ‘tra parente’ è profondamente vero: se anche avessi vissuto i tuoi anni migliori nel posto più brutto del mondo .. lo rimpiangeresti.
Resta comunque il fatto che la Spagna è un gran bel paese: dalla costa atlantica fino all’Andalusia e allo stretto di Gibilterra passando per le regioni interne, per non dire poi di quella più strettamente mediterranea (tipo Barcellona/Tarragona/Reus) .. è un paese ricchissimo di cose e carico di suggestioni (da ultimo questa di un mondo migliore).
N.B.: il mio più grande rammarico ‘spagnolo’ in ogni caso è quello di non essermi fermato a vedere El Rocio (il villaggio con le strade sabbiose che è qualcosa di unico al mondo), ma dico di più .. di averci girato intorno vedendo un po’ tutto quello che c’era da vedere da quelle parti (e addirittura ‘scavallando’ nel Portogallo) ma ignorandolo completamente per una colpa totalmente mia (avendo ‘preparato’ il viaggio un po’ di corsa me ne era infatti sfuggita l’esistenza).
Se ci ripenso ancora mi mordo i gomiti e se lo ricordo a mia moglie, sia pure a distanza di anni, mi toglie la parola per alcuni giorni.
Penso che l’acquirente si accolli i debiti.
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vi ricordo che è una delle poche fonti d’informazioni non inquinate;
O.T. Lazio-Atalanta 2 – 2
In Coppa Sarri ripresenta dal 1′ Gila, Tavares, Dele-Bashiru, Isaksen e Maldini, tornano in panca, oltre a Pedro, Provstgaard, Pellegrini, Belahyane, Cancellieri e Ratkov, tutti assai deludenti a Torino, fuori solo Rovella. Palladino risponde con Hien e Kolasinac dietro, Zappacosta sulla fascia dx, Krstovic al centro, si riposano Djimsiti, Ahanor, Bellanova e Scamacca, fuori Ederson e CdK. Arbitra Manganiello, al VAR Gariglio.
Isaksen “canna” subito un promettente contropiede, Zappacosta sempre troppo libero a dx, al 7′ cross lungo da dx di Zappacosta, Krstovic lo spizza nell’angolo dove Provedel non arriva, ma l’esterno era partito in f,g, gol annullato, i nerazzurri sempre primi sulle seconde palle, testata di Pasalic a fil di palo, tiretto di Zappacosta, errore di Isaksen, giallo a De Roon che falcia Zac, Hien salva su Maldini, qualche problemino fisico per Gila e Romagnoli, Isaksen perde palla due volte, cross per Zappacosta che di controbalzo colpisce la traversa, Tavares a vuoto, pasticcia Marusic, mano di Cataldi, testata alta di Pasalic, uscita di Stecchino che anticipa Taylor.
Ripresa: subito in gol la Lazio, scambio sulla trequarti tra Dele e Maldini, che gli ritorna un assist perfetto, scavetto di Dele che beffa Stecchino, 1-0. Palla al limite per Samardzic libero di tirare, Provedel devia il tiro sulla sx, ma Pasalic come un falco ribatte al volo nell’angolo, 1-1. Bel cross dal fondo di Zac salvato da Hien, guai per Scalvini, testata alta di Romagnoli, tiraccio di Zappacosta, entrano Cancellieri per Isaksen, Kossounou e Musah, gialli ai due allenatori “protestanti” e a Pasalic, entrano Ahanor e Sulemana, Noslin e Dia per Zac e Maldini; tiretto di Cancellieri, dentro Belahyane per Taylor, Kossounou fallosissimo, entra Scamacca, Tavares crossa lungo da sx, Pasalic maldestro tocca all’indietro, ma Dia svelto s’inserisce e deposita in rete il facile pallone, 2-1. Ma dopo nemmeno un minuto pareggia la Dea, cross all’indietro di Sulemana per Musah che dal limite infila il pallone tra una selva di gambe, incluse quelle di un Provedel totalmente coperto dai compagni, per il meritato 2-2 finale. A Bergamo in aprile capiremo meglio se la Lazio merita la finale o no..
Le pagelle: Provedel 6; Marusic 5,5, Gila 6,5, Romagnoli 6,5, Tavares 6,5; Dele-Bashiru 7, Cataldi 7, Taylor 6 (Belahyane 5); Isaksen 5 (Cancellieri 4), Maldini 6 (Dia 6,5), Zaccagni 6,5 (Noslin 6). All.: Sarri 6.
Nei nerazzurri le solite belve, la “Iena” Hien e il “Brigante” Kolasinac, poi Zappacosta, Pasalic e il giovane Bernasconi. Tutto ok per il solerte Manganiello, parco di gialli per i vigorosi picchiatori bergamaschi (e per un guardalinee.cecato che ci ha fregato ben due corner in 5 ‘).
I giornali passano, la Juve resta.
Mah credo che l’interesse dei lettori de La Stampa sie che la proprietà non interferisca ( oltre il lecito) con la linea storica del giornale in caso contrario potranno facilmente passare a leggere il Corriere o Repubblica.
L’interesse del tifoso juve è invece quello che Elkann continui a mettere i soldi sperando che prima o poi azzecchi un acquisto perché l’alternativa sarebbe tifare Real o M.United…complicato…
Archiviata anche questa fase della Nonno’s Cup (concordo anch’io che per ridurre l’overdose di calcio – spesso di bassa qualità – e dare un po’ di pepe a questa competizione scongiurando fastidiose forme di speculazione che possono indurre sonnolenza addirittura negli stessi calciatori in campo .. sarebbe forse il caso di prevedere incontri secchi in campo neutro – dentro o fuori) …. rituffiamoci nel Campionato.
Sono parole che si dicono
Il peggior errore che può fare l’Inter – a questo punto – è pensare di avere già lo Scudetto in tasca, è quello cioè di abbassare la guardia.
Ma queste sono solo parole che si dicono, frasi che fanno parte del bagaglio di ‘luoghi comuni’ che è d’obbligo sfoderare quando si arriva a questo punto della stagione, specie in una situazione di classifica come quella attuale.
E che pronuncio più per dovere che perché realmente convinto che i nerazzurri (a +10 sulla seconda a 11 giornate dal termine) possano davvero scivolare su una tale buccia di banana.
L’assalto finale alla torta
Le fette della torta ancora disponibili sono cinque.
E quelle più prelibate – le prime tre – attirano (pur con diverse chances) gli appetiti di ben sei compagini: due delle quali, tuttavia, dovranno accontentarsi delle ultime due – di fette (decisamente meno saporite – specie l’ultima) – e una delle quali, addirittura, resterà in ogni caso a bocca asciutta.
Tutto molto bello .. direbbe Pizzul.
Ritorni
Per loro natura i ‘ritorni’ possono risultare più o meno graditi.
Se personalmente – ad esempio – quello di Donald alla Casa Bianca per il secondo mandato alla guida degli Usa non mi è risultato affatto tale .. non altrettanto posso dire di quello di Romelu sui terreni di gioco.
Il suo gol del 2 a 1 a Verona, infatti, non può che scaldare il cuore di chi ama il calcio.
Un gol non solo decisivo – come spesso ci ha abituato a vedere .. ma di quelli alla sua maniera, quella di uno che dentro l’area avversaria non ci sta mai per caso o distrattamente.
Se Conte dice che non ha ancora i 90’ nelle gambe c’è ovviamente da credergli (e d’altra parte come potrebbe essere diversamente dopo un infortunio serio e lungo come il suo) ma .. non c’è dubbio che poter contare sulla presenza in campo – per frazioni di gioco significative – di uno come lui non potrà che aiutare, e non poco, i partenopei in questa volata finale di Campionato.
Salvare la squadra per salvare sé stessi
Si scrive ‘salvare la squadra per salvare se stessi’ ma si legge ‘Eusebio Di Francesco’.
Probabilmente solo salvando il Lecce Eusebio potrà garantirsi la permanenza nel pianeta degli allenatori di A.
Temo, infatti, che una discesa dei salentini in B non potrebbe che sancire il suo allontanamento dalla fascia dei “tecnici che contano”: perché non sono uno statistico ma forse sarebbe il primo caso di allenatore che scende in B per tre anni consecutivi alla guida di tre diverse squadre.
Il primato della bassa
Io non so che conclusioni vorranno trarre tifosi e società da questa singolare seconda stagione di Italiano alla guida del Bologna.
So però che, saltati tutti i possibili traguardi di Campionato e Coppa Italia – e con prospettive ragionevolmente modeste in Europa League – resta comunque ancora un obiettivo.
Uno di quelli che non portano trofei nelle bacheche della società .. ma che cionondimeno hanno il loro bel valore, eccome se ce l’hanno: il primato regionale.
Che, con questo Sassuolo in circolazione, può essere salvaguardato solo a mezzo di un grosso impegno in questo pugno di partite che restano da quì alla conclusione del campionato.
Un turno surreale
Probabilmente non è stato l’unico ma certamente quest’ultimo turno di campionato è stato uno dei pochi(ssimi) che non hanno registrato, sui vari campi, decisioni arbitrali incoerenti e reciprocamente dissonanti.
E l’effetto è stato surreale, straniante, quasi metafisico.
Se però una cosa che dovrebbe essere normale, assolutamente ovvia e scontata, arriva a suscitare un tale senso di stupore e incredulità .. vuol dire che quello arbitrale è tema su cui non è proprio più possibile continuare e chiudere gli occhi.
Non esiste solo il calcio
E a proposito di arbitraggi e dell’allontanamento dal calcio che potrebbe derivarne per molti appassionati nel caso in cui non si riuscisse a razionalizzare la materia .. segnalo (nell’ottica di possibili alternative al pallone) la grande crescita del movimento bocciofilo internazionale.
Il quale – assieme a quello delle ‘freccette’ – non nasconde ormai più le proprie ambizioni all’entrata della disciplina fra quelle ‘olimpiche’.
Una disciplina che implica abilità tecniche e fisiche non comuni e che, soprattutto, risponde a regole chiare e certe: enormemente meno interpretabili o contestabili di quelle calcistiche (non so se mi spiego).
Insomma .. il calcio non è tutto e di cose altrettanto e anche ben più appassionanti ve ne sono eccome.
Si tratta solo di rompere le proprie abitudini, di uscire dalla propria confort zone.
Il punto 6 ti dice che l’Inter la guardia l’ha già abbassata.
Davvero ottima questa .. ancora sto ridendo.
E comunque degli unici due rigori della giornata uno l’hanno dato all’Inter (il 2 a 0 di Calha): anche se non si può dire che si tratti di un penalty controverso o discutibile (se tuttavia fossi un complottista doc dovrei concludere che da parte degli arbitri c’è sempre molta attenzione quando c’è l’Inter in campo – insomma .. non sfugge niente).
No! il complottista doc no !