L’elogio della mediocrità
Ce la faremo a uscire dal buco? Non vinciamo la Champions League dal 2010 e non sappiamo se ciccheremo anche questa volta, come un rigore tirato alto o meno, il terzo Mondiale consecutivo, angosciati, oh mamma, da Irlanda del Nord, Galles o Bosnia. (26 marzo ed eventualmente 31 marzo ndr).
Ogni sacrosanto giorno una pletora di anchormen santoni TV – l’urlatrice generazione Caressa – seguita da un variopinto esercito di cantastorie e acchiappafarfalle, ci narra uno straordinario calcio virtuale, da Alice nel Paese delle Meraviglie, fatto di 100 tiri in porta e zero gol, ma di fatto una sòla pasoliniana che non esiste. Un racconto fasullo che, salvo rare eccezioni, fatalmente si demolisce non appena il gioco si fa duro e l’entrata assassina.
Volete la prova? Datevi appena due o tre secondi per rispondere a banali osservazioni sul calcio italiano. E vi accorgerete di non sapere quali siano i centravanti di Milan e Juventus, più o meno sostituiti da improbabili surrogati dell’area di rigore, di non sapere cosa abbia fatto recentemente il campione del mondo, Toro Lautaro con l’Inter, di non spiegarvi perché il Napoli campione d’Italia sia fuori già prima di Inter e Juventus dalla Champions League e dalla possibilità di replicare l’impresa scudetto, e via così.
Potrei aggiungere a queste almeno altre dieci “instant questions” che ci pongono davanti più che a una risposta a una semplice constatazione. Che però non è così immediata e anzi è parecchio sfuggente e fumosa. Sfuggente ed etereo così come del resto il calcio italiano oggi. Tanto fumo e niente arrosto.
Abbiamo sostituito l’eroe col predicatore. Pensate a quanto oggi si identifichi le grandi squadre non attraverso i campioni e gli uomini gol, bensì attraverso il faccione degli allenatori. Ci facciamo abbindolare dal grammelot verbale di alchimisti del football come Spalletti, Conte, Allegri che sulla generale mediocrità del football hanno costruito il proprio personaggio. Crediamo davvero che un allenatore possa inventare gol perfino nella pippaggine occulta che si cela lì dove non immagini e trasformarsi in altrettanti Armando Diaz del regio movimento sportivo. Anche questo è un surrogato di football, come quando in tempo di guerra la cicoria sostituiva il caffè.
E’ una questione di soldi – che in Premier League (6 squadre su 16 agli ottavi e 7 miliardi di fatturato contro i 3 della Serie A, vedi Gazzetta dello Sport) ci sono e qui assai di meno – ma non solo. E’ che abbiamo fatto un racconto epico e fantascientifico della mediocrità generalizzata. Abbiamo costruito l’epica del medio cabotaggio, abbiamo perso il senso delle dimensioni e la misura del racconto. Quasi totalmente illudente.
La mezza sega che si atteggia a fenomeno, cammina un metro sopra terra e rubacchia un ingaggio assolutamente immeritato è diventata un punto di riferimento. Un calcio fatto, tranne poche eccezioni, da una massa indistinta di tanti Otello Celletti tutti uguali.
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Sabato scorso mi è capitato di assistere in Oratorio ad un’amichevole tra ragazzi di 10 anni, nell’attesa di una rimpatriata tra amici di lunga data.
I miei compagni di avventura, appese le scarpette al chiodo dopo un’onorevole carriera tra Promozione e II Categoria, si sono messi ad allenare ragazzini. Tra le tante cose che mi hanno stupìto, è che il livello di tali giovani calciatori, rispetto a quando bazzicavo anche io tra i campi infangati di periferia, è talmente basso, che si percepiva non avessero neanche mai guardato una vera partita di calcio alla TV. I miei compagni, sconsolati, spiegavano ripetutamente che dopo aver subìto goal (10 in tutto se non ho contato male), era necessario riprendere il gioco dal centro del campo. I due piccoli portieri che si sono alternati durante l’assedio avversario (a stento la squadra di casa ha superato nel corso della partita la metà campo) avevano difficoltà a capire se toccava a loro “battere” dal fondo o perchè, a volte, capitava che l’avversario di turno si dirigesse verso il calcio d’angolo per rimettere la palla in gioco. Un biondino “vagava” per il campo in attacco, dove non ha toccato palla per l’intero incontro (a fine partita il mio compare mi ha spiegato che, per non far danni, lo ha schierato centroavanti); l’altro attaccante, dopo aver per sbaglio segnato (una delle due reti casuali a favore), si avvicinava alla panchina per chiedere se, dopo aver segnato, poteva ancora tirare verso la porta avversaria…
Io ricordo pomeriggi interi a giocare a calcio tra amici, nel campetto ufficiale durante gli allenamenti e partite, su strada o campetti improvvisati nelle restanti ore della giornata. Il più scarso in porta, il venezia che faceva le squadre a tavolino e tutti gli altri in difesa… ma tutti sapevano fermare una palla, passarla, dribblare, colpire di testa o altro e, soprattutto, da che parte dovessero attaccare e difendere! Il più scarso faceva 100 palleggi con il piede buono, ora neanche l’idea che la palla sia sferica e possa rimbalzare…
Insomma, se il calcio giovanile è questo…
Niente di più insegna il calcio della strada, dell’oratorio, delle partite giocate sui prati sterrati. Il regolamento viene dopo ma mi pare singolare che ne fossero così a digiugno, quasi extraterrestri. Boh, magari sapranno nuotare bene o giocare a tennis… Un saluto FaB
Eppure oggi ci sono stati risultati importanti: il Como che vincendo col Lecce ha scavalcato, almeno temporaneamente, la Juve al 5° posto rendendo ancora più delicata la partita con la Roma; il Napoli che vincendo all’ultimo minuto ha tenuto a distanza Como e Juve; l’Inter che vincendo col Genoa ha mantenuto a distanza il Milan in vista del derby. Nulla era scontato. Ma probabilmente interessa solo a pochi felici..
Noi pochi, noi felici pochi….uhm meglio lasciare perdere l’Enrico V eh BoB?
Perchè è morto ? 😉
O.T. Le Sanremiadi Infernali
(dedicata al mio amico radarista e al noto attore N.M., autore dei Falli da Dietro)
Stasera cerimonia di chiusura delle Sanremiadi Infernali, manifestazione che ha monopolizzato e saturato tutti i canali televisivi e radiofonici delle emittenti di Stato. Perfino il rischio sempre più imminente di un conflitto tra U.S.A. e Iran non è riuscito a distogliere l’attenzione della Nazione dal palco di Sanremo e dintorni. Al termine della serata, o meglio nottata, il “colored” C.C., Gran Maestro delle Cerimonie, comunicherà ufficialmente il passaggio del testimone, la prossima fiaccola nel 2027 accenderà il suo braciere direttamente alle pendici del Vesuvio.
Come è ormai universalmente noto, il prossimo Conducator delle Sanremiadi sarà infatti tal Stefano De Martino, giovanotto partenopeo di belle speranze, ex-ballerino, ora esimio “spacchettatore” nazionale, che ha saputo farsi molto abilmente gli Affari Suoi, passando dalle braccia della fascinosa Belem a quelle più morbide ed accoglienti di Mamma Rai, di cui è presto diventato un beniamino, riuscendo persino a sfuggire ai rischi dei “Corona Files”.
A fianco del “Bel Ciccillo” partenopeo si ipotizza la presenza discreta di un’altra beniamina del pubblico di Rai Uno, nientepopodimeno che, chi l’avrebbe mai detto, “Prezzemolina” vale a dire la bruna e disinvolta Caterina Balivo, che ha già scoperto che questa sarà veramente la sua “Volta Buona”, sarà lei l’anno prossimo la vera Zarina delle prossime Sanremiadi.
Ma poi perchè continuare a chiamarle ancora così? In onore al santo protettore della città partenopea, propongo quindi di ribattezzare la prossima manifestazione le Gennariadi e di farle svolgere al San Carlo o alla Reggia di Portici, trasferendo la location dalla Riviera dei Fiori alla Costiera Amalfitana, sostituendo i fiori con i limoni.
Altri elementi hanno confermato i miei sospetti, ieri sera tra gli ospiti d’onore è stato schierato il comico partenopeo Alessandro Esposito, in arte Siani, ha imitato Laura Pausini il brillante imitatore partenopeo Vincenzo De Lucia, ha impazzato per ore nel pre- e post-Festival la comica partenopea Barbara Foria.
Ma non è finita qui!! Sapete chi è dato dai bookmakers tra i possibili vincitori della gara canora 2026? Uno scugnizzo di Broccolino, tale Salvatore Michael Sorrentino, meglio noto come Sal Da Vinci, figlio d’arte; ‘o pate, Mario Da Vinci, è stato con Mario Merola uno dei più celebrati interpreti della Sceneggiata Napoletana.
Ragazzi, manca solo che Vincenzo De Luca o Aurelio De Laurentis si candidino per il Quirinale…
Beh, ragazzi, le ho beccate tutte, anche la vittoria di Da Vinci. Non era difficile ipotizzarla, in sala c’era per lui una claque assordante come neppure all’epoca di Aurelio Fierro e di Tullio Pane, mi dicono si fossero associati nel tifo al guaglione grossi calibri in rappresentanza di Nuova Canzone Organizzata e Canto Nostro, da ambo le parti dell’Atlantico, proprio come ai vecchi tempi.
Caro @ghiro, debbo farti i complimenti più vivi per il “pezzo” che hai scritto. Direi uno dei commenti più acuti che si siano letti sul blooog da quando é nato.
Domani lo stamperò per tenerlo nella mia raccolta.
Chissà l’intellettuale @nellomascia cosa ne pensa di questa minestra nazionalpopolare.
Poveri Pino Daniele, Edoardo Bennato e compagnia cantante.
infatti;
incuriosito sono andato su raiplay a recuperare il brano vincitore;
sa di muffa alle prime note;
se questo è il meglio non oso immaginare le altre canzoni;
per decontaminarmi c’è per fortuna la puntata di ieri di Momus, su radiotre, dedicata ai lieder di Schubert e al rientro metto su gli Osanna, anzi i Napoli Centrale, ci vuole qualcosa di più forte per togliermi dalle recche il neomelodico;
Con questi “genitori” che “ragazzi” si possono avere?
Pulici disse in un’intervista che il suo sogno era allenare una squadra di orfani.
O no?
OT
https://secure.avaaz.org/campaign/it/avaaz_emergency_fund_loc/?bVStVab&v=172640&lang=it&cid=57060&_checksum=a3b239cd8104396f8a1183c1735cd044e9557ace688c2977e27435efc869bbf6&cl=22572744640&c=EUR&a=4&p=1
fiy
se volete
Appunto, mancano i soldi.
Non che quello spieghi in alcun modo il risultato di Inter-Bodo, che è semmai una delle storiche, classiche figuracce che a volte si rimediano in Europa (Trabzonspor, Beer Sheva…), ma spiega la fatica della Serie A nel portare avanti un numero decente di squadre, anno dopo anno. E’ un problema “industriale”, non di questo o quel calciatore sopravvalutato. Concordo in pieno sulla questione allenatori: si parla troppo di conferenze stampa e relativamente poco delle giocate che si vedono in campo, se non esagerando con le critiche o con gli elogi.
Incidentalmente, non capisco la stoccata a Lautaro Martinez. Non ha molto senso rinfacciargli il Mondiale, dove non segnò neanche un gol: non è che fosse un fenomeno allora e poi sia calato. Questo è. Intanto, di recente ha raggiunto Boninsegna. Segna un gol ogni due partite, cioè il giusto. Martedì col Bodo era infortunato. Sa quanti gol fece Ibrahimovic nelle 6 gare a eliminazione diretta di CL che giocò in nerazzurro? Zero.
Gli allenatori come Capello se la prendono con gli arbitri perché spezzettando il gioco non abituano all’intensità. Gli arbitri se la prendono con i giocatori che si buttano ad ogni bava di vento perché cercano di lucrare tutti i falli possibili. I giocatori lamentano troppo lavoro in palestra e poco lavoro sul campo, facendo discendere da questo fatto le diverse velocità delle partite all’estero. Certo che tutti hanno una soluzione ma nessuno sembra applicarla con successo.
Saluti
E’ tutto spiegato nella foto che Fabrizio ci allega.
L’omino con la coppola altri non è che il ragionier Fantozzi che porta la maglia dell’attuale scudettata.
Beh, qualcuno ci aveva provato, non è finita bene. Lasciate stare, il calcio in Italia è una cosa troppo seria per pensare di gestirlo seriamente.
Sullo stato generale del nostro movimento calcistico concordo – come spesso mi capita – con Fabrizio.
Anche se .. nello stilare (per il thread precedente) una simpatica tabellina degli ‘esiti’ delle tre Coppe europee per Club nell’ultima decina d’anni .. ho avuto conferma di una sensazione che avevo, e cioè che il vero gap (ed è enorme) lo scontiamo nei confronti del calcio inglese e spagnolo.
Perché a livello di risultati per club non è che da quello francese e tedesco ci separi poi chissà che (anzi ..).
E’ certo tuttavia che Francia e Germania ai Mondiali le loro Nazionali ce le mandano regolarmente, cosa che invece non si può più dire di noi .. e questo non può che confermarci – fra i cinque grandi e storici movimenti calcistici della vecchia Europa – come quello nelle condizioni più precarie, quello insomma più in cattive acque.
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27° di Campionato
Arriva sempre, puntuale, una fase della stagione nella quale avventurarsi in previsioni, ipotesi o congetture diventa un esercizio abbastanza sterile e che lascia il tempo che trova, almeno per quanto mi riguarda.
Perché a una decina di partite dal termine è il momento di dare fondo a tutte le energie residue .. tecniche, fisiche e mentali (oltre che motivazionali naturalmente) e di sparare tutte le cartucce ancora disponibili.
E io non so – e tranne qualche vaga supposizione non sono neppure in grado di capirlo – quante cartucce e di che genere, e quanto adeguate o utili al tipo di partite che la attendono, siano ancora rimaste negli arsenali di ciascuna squadra .. e invidio non poco chi lo è (anche perché penso che neppure i diretti interessati – tecnici e giocatori – in fondo lo sappiano bene).
Come pure ignoro quali siano – e di che natura – le residue energie dei team arbitrali 😊, nient’affatto secondarie in tutta la questione.
E’ il momento dei botti finali – insomma – e personalmente comincio a navigare un po’ a vista, senza troppe elucubrazioni.
Siamo d’accordo per la seconda volta Bocca.
Però questa è Lei ad esserlo con me.
Come ho sempre scritto il problema non è “la mancanza di una idea di gioco ” (qualunque cosa voglia dire) di Allegri ma il numero di brocchi che allena.
E vale anche per quelli che “l’idea di gioco ” ce l’hanno (qualunque cosa voglia dire).
Bisogna capire che ai ragazzini non bisogna insegnare ” una idea di gioco ” (qualunque cosa voglia dire ) ma piuttosto a stoppare il pallone, calciare il pallone e incredibile magari anche a giocare di prima…
Ti posso garantire, per averlo visto di persona, che i nostri ragazzi dal punto di vista tecnico insegnano a tutti. I risultati delle nostre nazionali under lo dimostrano.
Il problema è il salto nel calcio “adulto”.
A questo riguardo, ho sempre avuto il dubbio che anche i CT confondano la precocità col talento. Io vedo nazionali giovanili pieni di ragazzi che sbocciano prima degli altri ma poi ci mettono 10 anni a mettersi in luce o (molto più comunemente) diventano tristemente dei signori nessuno.
In Italia come all’estero. La tecnica individuale (palleggi, stop, stop orientati, postura e pendolo nel calciare, passaggi di prima con entrambi i piedi ecc) è migliorata progressivamente ed in modo esponenziale negli ultimi 20-30 anni. Ed è perfettamente logico che sia così, perché il tipo di allenamento è stato incentrato sulla palla, sull’insegnamento dei fondamentali. Ci si allena sempre con la palla, intere sessioni sono incentrate sul gesto tecnico, sin da piccolissimi. In media, i giovani calciatori di oggi hanno una tecnica molto superiore pur essendo aumentata esponenzialmente anche la velocità del gioco. Oggi ci sono ragazzine americane o svedesi che possiedono una tecnica individuale migliore di quella di molti ragazzini di 20-30 anni fa.
Il problema è la base di reclutamento, almeno in Italia, ma anche nel resto d’Europa e in misura minore, ma significativa, anche in Africa e Sudamerica. Se prima raccoglievi tutto il meglio e chi “d’istinto naturale” possedeva una tecnica sopraffina ed il fisico adatto, non sfuggiva mai al calcio, oggi può benissimo essersi dato al tennis, al fitness, alla palestra, al parkour, ai social o ai videogiochi e che quel talento non sia mai nemmeno emerso. Questo è uno dei motivi della difficoltà nel “salto adulto”, perché puoi avere tutto quel che serve dal punto di vista tecnico, ma ti manca quel “quid” che fa di te un calciatore professionista. L’altro motivo, soprattutto in italia, sono le pratiche del circuito dei procuratori che hanno interessi molto diversi dalla promozione dei talenti italiani.
Proprio per questo livellamento verso l’alto della tecnica individuale, i giocatori di oggi sono quasi intercambiabili e le rose infinite. Potrei fare il nome di 150 “esterni d’attacco”, la tipologia più ricercata del calcio moderno, che più o meno si equivalgono. Questo è il motivo principale per cui, progressivamente, sono diventate sempre più importanti le “idee di gioco”, non perché nel calcio siano diventati tutti scemi e non pensino più a vincere, ma perché questo è il modo migliore per valorizzare e migliorare il rendimento di calciatori di un livello abbastanza uniforme, migliorando di conseguenza il collettivo. Direi che la Norvegia ed il movimento norvegese è un esempio lampante di questo discorso.
Tutto il resto, siccome al livello più alto anche le “piccole” differenze sono decisive ed esisteranno sempre, a lungo andare, lo fanno i soldi.
Mah ponendo la domanda su google in modalità I.A. lo sport più praticato sia in Italia che nel mondo dai ragazzini è di gran lunga il calcio…la mia personale esperienza ( che ovviamente conta nulla) a livello di calcio giovanile non è quella che racconti tu ed è invece la stessa che raccontano Del Piero Allegri e Capello per citare tre che qualcosa hanno visto e qualcosa dovrebbero capire…
Quando il Bocca si impegna scrive bene! Capirai, e’ il suo lavoro. Poi mi affascinano sempre le sue figure, mi ricordano sempre un po’ quelle dei vecchi inserti della Domenica , anche se hanno uno stile unico da cartolina con colori intensi che sembrano vecchi, a me, un po’ daltonico (vaguely color-blinded, dovrei dire per tirarmela da “fenomeno”😂). Condivido cosa scrivi Bocca, aggiungerei che la A e’ un po’ come tante cose italiche, di buon livello, ma tanto autoreferenziata, ed inferiore in qualita’ a quanto ci illudiamo che lo sia nel nostro provincialismo storico. Pero’ va bene anche cosi’, alla fine. Ma andiamo a sti mondiali…se no io col calcio chiudo, troppo deprimente non essere piu’ quelli di quando ero ragazzo…buon we a tutti.
La mediocrità in cifre.
Monte ingaggi Internazionale: 139ml – stipendio medio: 5,6ml
Monte ingaggi Bodø / Glimt : 8,9 ml – stipendio medio: 360.000 euro
Fatturato Internazionale: 567ml
Fatturato Bodø / Glimt : 53,6 ml
Risultati sul campo: Bodø/Glimt-Inter 3-1; Inter-Bodø/Glimt 1-2 (aggr. 2-5).
aggiungerei che l’Atalanta non mi sembra avere più disponibilità di Juve, Inter e Napoli;