Gli arbitri, il Var, Lotito e il medioevo che è in noi. Ovvero aspettando che l’AI vi spazzi via…
Tra arbitri e presidenti/allenatori sto con gli arbitri. Non voglio negare un caso Var, ma credo proprio che neanche questa volta lo risolveremo. Anzi, è probabile che si incancrenisca ancor di più la situazione. Se all’ottavo anno di moviola in campo in Serie A, ancora siamo a questo punto, vuol dire che non siamo stati capaci di guidare e beneficiare dell’innovazione. Che pure esiste e ha ridotto efficacemente gli errori. Ma non corretto l’errore che è in noi.
Mi pare sotto gli occhi di tutti, se l’ultimo atto di questi otto anni è il comunicato medievale di Lotito che minaccia di trascinare il calcio in causa – avrebbe potuto farlo, che so, il suo predecessore Cragnotti trent’anni prima… – significa che il livello generale degli addetti ai lavori è basso, ipocrita, non all’altezza del ruolo che riveste, assolutamente immeritato per il risalto che viene dato loro. Anche la stessa risposta dello stesso responsabile/allenatore degli arbitri Rocchi – “a chi mette in dubbio la nostra buona fede rispondo che sono pronto ad andarmene” – fa parte di un copione vecchio e mai superato, realmente evoluto. In un mondo del calcio sano e giusto, direi moderno, quella dell’arbitro e tanto più quella del suo designatore non dovrebbe essere una posizione di potere, ma un semplice ente di servizio. Si discute di tutto per carità ma l’arbitro non è il giudice di un processo, né la giustizia tanto meno è la stessa. Più che una giustizia quella dell’ arbitro è una funzione amministrativa.
Lo sapete come la penso. Il problema è alla base, è pretendere di fare del calcio – uno sport con tutto quello che implica dal punto di vista fisico e psicologico e non un’attività commerciale – un sistema giuridico vero, perfetto, assolutamente corretto e giusto. Finendo appunto col tirarlo fuori dal campo dello sport e inserirlo in quello del diritto commerciale, diritto civile, diritto finanziario, o so che altro, per non dire addirittura strumento politico. Col calcio Lotito c’è diventato senatore. E il calcio in genere è oggi più un accrocco economico finanziario che uno sport.
Sento ancora commentatori parlare di “regolamento” e “protocollo” come se fossero il codice civile e il codice penale, il codice di procedura civile e il codice di procedura penale. Lo sport si basa su principi e ideali diversi, se tu su un’attività sportiva hai costruito un castello a cento torri il problema è tuo che hai deformato quei principi e sovraccaricato quelle fondamenta che tutto questo non supportano.
L’errore arbitrale non è un reato, né tanto meno un errore giudiziario, entro certi limiti fa parte della partita. E se non lo hai capito è perché ti sei intossicato delle stesse condizioni, se non addirittura veleni, che hai introdotto. L’aleatorietà, il banale ti può dir bene o ti può dire male, è un pilastro del calcio stesso e in genere di tutti gli sport di squadra – non basati sul tempo, sulla distanza, sulla precisione, sul peso, insomma su qualcosa di perfettamente misurabile – se tu pretendi di raddrizzare e convogliare l’aleatorietà, errore arbitrale compreso, in un flusso perfetto assolutamente controllabile, beh sei uno stupido. Che invece di fare calcio dovrebbe produrre e vendere buatte di pomodoro.
La credibilità in genere della tribù del calcio viene meno, quando nessuno protesta per gli errori in proprio favore. L’ipocrisia è il vero riferimento, non la giustizia, la correttezza, l’equità e l’infallibilità del sistema di arbitraggio e di governo del calcio stesso.
Questo articolo non lo avrei dovuto scrivere, avendolo già scritto 100 volte. Ma almeno cento volte siamo tornati al punto di partenza, e sempre lì, stiamo in un eterno “Giorno della Marmotta”. La sequenza ripetitiva è ferale per il calcio stesso: errore → polemica → indignazione → protocollo → nuovo errore → nuova polemica → nuova indignazione → nuovo protocollo. Va avanti così fin da prima che il Var esistesse.
Insomma si va avanti come quella vecchia barzelletta che faceva:
“Dove vai?”
“Al cinema”
“A vedere che?”
“Quo Vadis”
“E che vuol dire?”
“Dove vai?”
“Al cinema”
“A vedere che?”
“Quo Vadis”
Non finirà nemmeno quando qualcuno seriamente introdurrà l’arma finale, l’innovazione definitiva dell’AI a dirigere le partite. Con l’arbitro, magari un robot, ridotto unicamente a comunicare e indicare le decisioni dell’AI. Tranquilli è qualcosa che si sta già seriamente studiando, è solo questione di tempo: 5,10, 20 anni? Non potrete più prendervela con l’arbitro – però potrete picchiare l’arbitro robot tutto sommato senza fare del male a nessuno… -, ma ovviamente ve la prenderete con l’AI. Fottuta malandrina e in mala fede, ci direte che non ci si capisce più nulla e che era meglio prima. Ma alla fine l’AI vi spazzerà via e del calcio non so cosa rimarrà. Siete senza speranza.
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Il Bar Sport di Fabrizio Bocca
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Anno Nuovo, Vita Nuova, Ceccarini, Montero e Ronaldo 🤣 😂 🤣 😂
Buon anno Bocca, a lei e a tutti i partecipanti al blog.
Un pensiero e una preghiera per tutte le famiglie coinvolte nella tragedia di Crans-Montana. Ho una figlia ed un figlio dell’età di molti ragazzi che erano in quel bar… anche loro in montagna, in un’altra località francese. Fa malissimo pensarci…
Tutti noi abbiamo pensato la stessa cosa, accidenti ai fuochi d’artificio in tutte le loro espressioni e varianti, non è mai consigliabile scherzare col fuoco. Io ho temuto per i miei nipoti, invece tutto ok, solo uno se l’è cavata con un taglio sotto un occhio per essere intervenuto in una discussione in difesa di un suo amico che le stava prendendo, ma niente petardi o bombe di Maradona per fortuna. Purtroppo sono ancora nella fase del “più siamo e meglio stiamo”, quindi il rischio di incroci pericolosi almeno qui a Roma nord è molto alto, ma ci è andata ancora bene grazie a Dio.
Grazie Bocca. I problemi sono due, la difficolta’ oggettiva di arbitrare in maniera consistente episodi “al limite”, la quantita’ di soldi coinvolta che attira inevitabilmente figure losche. Poi, il terzo problema e’ che la qualita’ umana degli interpreti del gioco sembra essere alquanto limitata, e qui viene fuori la ipocrisia che hai citato.
Il gioco rimane bellissimo, pero’.
Buon 2026 a tutti i Pentaperati!!!!!
🍐💩🎪🤹♀️😂
Bocca, quando brindiamo?🍻😂
Lmao, delizioso questo colpo di genio
Tutte belle le intenzioni del mondo che ruota intorno al calcio.
Ma qual è l’influenza del calcio scommesse sui risultati delle partite?
Perché i telecronisti fanno il tifo per determinate squadre anziché fare i giornalisti equi ed equidistanti durante le telecronache? Numero di abbonati?
Perché molte partite si decidono all’ultimo minuto?
Lo so, ci sono i commenti de “Il Ghiro” e di “occasionale” che si intendono di calcio però non tutti i problemi vengono affrontati. A me, quell’orologino magico che hanno gli arbitri mi infastidisce non poco. Non si potrebbero limitare le funzioni di quel congegno al solo campo calcistico? E poi, perché quella recita che, come una preghiera comincia con (a seguito …) Ma per favore.
Colgo l’occasione perché il 2026 sia per tutti migliore dell’anno trascorso. Cioè, non ci vuole molto perché stato un anno orribile. Ma mr trump vuole peggiorare la vita degli altri e migliorare la sua e così minaccia tutto il mondo, neppure velatamente: “Al mio cenno, scatenate l’inferno”.
….’A stento trattiene risata.. ‘
Il tempo e’ galantuomo, c’e’ chi modestamente lo sostiene da 7 Anni
Che questo VAR lissonico fosse un passo indietro, un moltiplicatore di
interruzioni e complottismi, un calcio alla sportivita’, era evidente da subito ai piu’ provveduti. Eppure ci si e’ ostinati per 8 Anni con questa farsa. Cambiando ogni settimana I criteri d’intervento, smarrendo fotogrammi, intervenendo ad capocchiam.
Da subito ho indicato il tennis e la soluzione a chiamata come possibile orizzonte da seguire.
Aspettando un AI piu’ complicato da realizzare che nel tennis dove l’errore arbitrale nei majors e’ stato quasi totalmente eradicato, Il VAR a chiamata e’ l’unica soluzione
che riduce l’arbitrarieta e l’errore mantenendo ritmo e sportivita nella competizione.
Ad es. un challenge per squadra a partita che viene cancellato
se la decisione arbitrale iniziale e’ confermata (o conservato per un’altra chiamata
se l’errore e’ confermato)
Insomma a volerlo fare ci sono alternative piu umane
Ma chi comanda lo vuol fare?? 8 Anni di Calcio aVARiato
8 Anni non son bastati
VARsuCHALLENGE
VARsuCHALLENGE
VARsuCHALLENGE
Bello. Ma non eliminerebbe gli errori, che ovviamente quando si parla di esseri umani ci stanno. E tantomeno eliminerebbe le polemiche, che tanto ci sono sempre state e sempre ci saranno. Qualsiasi marchingegno venga inventato
Chiamato al var su richiesta dell’Inter, l’arbitro Ceccarini avrebbe cambiato la sua decisione?
Saluti
Ah, la cronologia… questa sconosciuta…
Chiamato al Var su richiesta della Juventus, l’arbitro Braschi avrebbe cambiato la sua decisione? Saluti
Se volevi dire che il VARsuCHALLENGE è una stupidaggine che renderebbe parossistico il già patologico utilizzo del Var, avresti potuto semplicemente dirlo, senza patetici ricorsi alla memoria selettiva. Saluti
Lo vedi che volete il var solo per stravolgere a vostro favore chiamate corrette?
Più chiaro di così, lmao
Guarda che Ceccarini pur continuando a sostenere la propria tesi per l’episodio si giustificò altresì
dicendo di aver visto solo una parte dell’azione, così ammettendo indirettamente di non aver avuto tutti i parametri per giudicare “correttamente”, per non parlare di tutti i commenti della stampa estera di allora su quella condotta arbitrale.
Non stiamo parlando di decisioni prese legittimamente dall’arbitro, magari sbagliate, ma su sua responsabilità.
Stiamo parlando di quando il VAR chiama vivisezionando le immagini su decisioni già prese dall’arbitro, valutando dal campo. O quando l’arbitro (e il VAR) non vedono situazioni di gioco che le immagini da fuori potrebbero evidenziare e portare a valutazioni “migliori”.
Nel caso che citi, Ceccarini valutò opportunamente dal campo l’entità del contrasto e decise che non era rigore. Anzi, ha sempre sostenuto che era fallo in attacco di Ronaldo su Juliano.
Il VAR su Challenge non avrebbe cambiato la sua decisione, se da Lissone non intervenissero per cambiargli idea “minacciando” azioni disciplinari.
Credo che tutte le decisioni arbitrali siano prese legittimamente sul campo, sia che l’arbitro sanzioni o meno un intervento. Ma se chiamato al var su richiesta lo stesso non cambia la sua decisione legittimamente presa, a che serve riconoscere questa possibilità alle squadre? Se ha visto il fallo in attacco di Ronaldo (e viene a ridere solo a pensarci), Ceccarini non avrebbe mai cambiato idea.
Saluti
Buongiorno e Buon Anno Chakkko,
Mah , credo che con il famoso episodio del fallo su Ronaldo hai preso l’esempio sbagliato, perché discuterne con gli juventini non è impossibile, ma proprio inutile.
E comunque anche se non ci fosse stato quel fatto, l ‘ arbitraggio di Ceccarini sarebbe da stroncare comunque per come condusse tutta la partita trasformandola da calcio a calci,per tutte le continue baruffe e falli , da parte di entrambe le squadre, che non fu in grado di impedire , compresa anche la comica del rigore che invece concesse alla Juventus subito dopo.
Ma andiamo avanti dai che guardando le notizie sul nostro possibile calciomercato ce n’è subito una che mi lascia perplesso, si ,si il possibile ritorno di Cancelo..
Io ho persino letto, anche in questo blog ma nella sua versione precedente mi pare, che a toccare il pallone tra i due fu prima lo juventino. Misterium fidei.
Saluti
Beh mi sembra nella norma, di sicuro anche il fallo di Pjanic su Rafinha nella partita del 2018 per quelli era in realtà un intenzionale colpo di costola contro il piede del povero montenegrino…..
Primo ci sarebbe un replay operator ad assistere, secondo la review sarebbe pubblica e trasparente, errori marchiani verrebbero comunque sputtanati, non si potrebbe dire che l arbitro non ha visto.
Il fine principaje Che si raggiunge e’ ridurre errori e spazio per arbitrarieta e per complottismi.
Ma I casi estremi di complottisti malati per quelli non c’e’ rimedio.
Se diamo per assodato (e molti non sono di questa opinione) che l’arbitro possa e debba decidere legittimamente sul campo, allora si toglie ragion d’essere al VAR.
Il VAR dovrebbe servire SOLO nei casi “automatici” (se il pallone ha passato la linea del gol, fuorigioco).
Negli altri casi, dovrebbe valere la piena ed assoluta responsabilità dell’arbitro. Lo stesso dovrebbe decidere quando chiedere supporto al VAR quando non è in grado di valutare correttamente l’azione: quando non è ben allineato o ha qualcuno davanti, quando non può vedere certe giocate, quando non può vedere i tocchi di mano non evidenti, etc.
Quindi, sì al VAR su chiamata, ma su chiamata dell’arbitro, che deve essere l’unico responsabile delle decisioni.
Di fatto, è quello che succede nel rugby: il VAR è a supporto dell’arbitro, che chiede di rivedere immagini in casi particolari e decide vedendo l’immagine con l’arbitro di supporto. E tutto in estrema trasparenza.
Si certo infatti all’epoca i poteri forti erano all’Inter😀😀😀😀 mo va cagher
Comprensione del testo l’hai ripetuta a settembre diversi anni, mi sembra?
Caro padrone di casa ,giusto e condivisibile ,come sempre o quasi .
Buon Anno a tutti.
D’accordo su tutta la linea, Fabrizio (e Auguri per il nuovo anno naturalmente).
Personalmente non credo che dietro le sempre più numerose e vistose (specie da 4 o 5 anni in quà) incongruenze arbitrali si nasconda la premeditata volontà di avvantaggiare questo o quel club.
Penso piuttosto che scaturiscano da una confusione generale che colpisce molto alla cieca, abbastanza indistintamente cioè: ad cazzum, come si dice.
Di coloro che le inscrivono dentro precise volontà e disegni deliberati mi limito a non capire come facciano (e in base a quali motivazioni) a seguire il calcio ma, trattandosi di scelte personali, mi guardo bene dal chiederlo.
Non faccio però parte della schiera.
Con questa doverosa premessa vado al sodo.
I problemi dei ‘fischietti’ sono di tre ordini:
“Troppo spesso” naturalmente non significa ‘sempre’ (chè se no saremmo davvero rovinati) però vuol dire troppe volte rispetto a quanto sarebbe ragionevole aspettarsi.
Si può fare qualcosa ?
Certo che sì .. si può fare molto: perché dietro ognuno dei tre ordini di problemi ci sono ragioni sulle quali è possibile lavorare.
Si farà ?
Lo escludo: perché intorno al tema in realtà ci sono solo fumo, demagogia, opportunismo e davvero molta ipocrisia .. di sostanza insomma ce n’è ben poca.
Ai tifosi, infatti, ma anche ai tecnici e alle società, non interessa risolvere strutturalmente la problematica ma semplicemente limitare le ricadute negative degli errori arbitrali sulla propria squadra (e di quelli che colpiscono le altre chissenefrega se non addirittura ben vengano).
I tifosi, cioè – che naturalmente su una questione come questa giocano un ruolo marginale – quel pur minimo ruolo che potrebbero avere (vedi pressioni del tifo organizzato sulle società affinchè intavolino un confronto serio con l’Aia) si guardano bene dall’esercitarlo, limitandosi a giudicare con elastic(issim)a benevolenza le incongruenze che portano un vantaggio alla propria squadra del cuore e svantaggi alle altre .. per stroncare invece inappellabilmente (incazzandosi pure di brutto) quelle che portano svantaggi alla propria e vantaggi alle altre.
E tecnici e società si muovono sostanzialmente sulla stessa linea, alzando semplicemente la voce – a ogni livello possibile – solo in presenza di decisioni arbitrali che non approvano perché recano danni a loro e/o vantaggi ad altri ma per il resto tacendo ipocritamente, nascondendo, cioè, la testa letteralmente sotto la sabbia.
Tutto questo, naturalmente, non solo non stimola la classe arbitrale a un impegno per una risoluzione ‘organica’ dei suoi problemi .. ma la precipita anzi in uno stato di confusione progressivamente sempre più accentuato, del quale possiamo cogliere settimanalmente i frutti.
Fabrizio ha perfettamente ragione quando afferma che la cartina tornasole dell’assoluta mancanza (da parte degli ‘addetti ai lavori’ a tutti i livelli) di qualunque minimo, serio, credibile proposito analizzare e, nei limiti del possibile, risolvere organicamente le problematiche della categoria arbitrale .. sta tutta nell’ipocrisia con la quale si minimizzano gli episodi ‘incongrui’ quando a proprio vantaggio amplificandoli quanto più è possibile – per contro – quando a vantaggio degli ‘antagonisti’: un’ipocrisia che non si manifesta solamente nelle dichiarazioni ‘extra partita’ ma anche – e molto concretamente – sui terreni di gioco, dentro i quali gli arbitri sono lasciati completamente a sé stessi non potendo contare che su un livello di correttezza e collaborazione “sportiva” che è letteralmente “sotto la suola delle scarpe” .
Ma allora .. si può andare avanti così ?
Certo che sì può.
L’importante è non stare lì a spappolarci reciprocamente i marroni, ogni settimana, sui singoli episodi.
Perché non se ne può davvero più.
In altri termini e al netto della mia verbosità .. se vogliamo parlarne facciamolo seriamente altrimenti, in tutta franchezza, è meglio parlare d’altro .. è un po’ questo il senso del discorso, del mio certamente e – se l’ho interpretato bene – anche di quello di Fabrizio.
Auguri a tutti !
Abbi pazienza mio quasi compaesano,non potresti essere un po’ piu ‘ breve, il mio stagionato cervello si stanca a leggere a lungo di calcio .
Hai ragione ma è più forte di me perché penso che nella vita senza il dovuto dettaglio siano ben poche le cose che si risolvono.
Magari quando esagero saltami pure chè da un lato non mi offendo e dall’altro non sarà certo una riflessione in più o in meno di occasionale a cambiare le sorti del calcio italiano.
Questa cosa della brevità mi ricorda certe situazioni di lavoro (che noi fautori di resoconti e progetti piuttosto circostanziati risolvevamo abbastanza velocemente proprio in ragione del fatto che il nostro tipo di comunicazione includeva tutti i termini del problema e della sua soluzione).
E che invece ai sostenitori di una comunicazione più snella, insomma molto stringata (perché i colleghi che leggono – dicevano – non debbono stancarsi) richiedevano, per essere risolte, mesi e mesi .. quando addirittura non accadeva che dopo che so, dieci mesi o un anno di lavoro (magari per un errato presupposto dovuto appunto all’estrema sintesi del loro tipo di comunicazione) dovessero “azzerare tutto e ricominciare da capo”.
Vita vissuta, come si dice.
Ma tu domenica come la metti con Lazio-Napoli ?
Voglio dire .. come pensi di gestire/ripartire le tue simpatie calcistiche ?
Vogliamo optare per un salomonico pareggio ?
In fondo verrebbe comodo un po’ a tutti, laziali, partenopei e non solo ..
Innanzi tutto ringrazio per la risposta pacata, riguardo il tifo ,per quella che al momento mi fa incazzare meno , o ha piu’ bisogno di punti , adesso chiaramente il Napoli, visto che a questa Lazio piu’ che una salvezza tranquilla non si puo’ chiedere( Sic ! ) .
Colgo l’ occasione: Buon anno a tutti. E…
È poi stato detto di chi il milionesimo commento su Bloooog repubblica?
Ora quanti circa?
Era di Roberto Liberale. Ora siamo sui 130.000, v’ho detto tutto, non ho segreti. Buon anno a te e a tutti voi, un abbraccio Fab
Punto Lazio n. 35
1. VAR a (grande) richiesta. Dopo le violente polemiche e le relative prese di posizione delle varie componenti coinvolte del calcio italico (Società, Lega, FIGC, AIA, ecc,), ritengo molto opportuno far ripartire la crociata per l’istituzione della chiamata del “VAR a richiesta” da parte delle due squadre in campo. Si tratterebbe di fissare il numero massimo di richieste a partita per ciascuna squadra, ma che vi sia la necessità di questo tipo di utilizzo del VAR sembra ormai sempre più indifferibile. Probabilmente l’episodio del fallo di mano di Davis nella partita di Udine sarebbe stato chiarito molto più semplicemente se il capitano della Lazio avesse potuto richiedere all’arbitro di visionare sullo schermo ai margini del terreno di gioco la sequenza delle immagini relative all’episodio in questione. In tal modo le motivazioni della decisione presa dal signor Colombo sarebbero state rese note immediatamente e, di fronte all’evidenza plateale delle immagini che mostrano il fallo di mano che consente a Davis di mantenere il possesso del pallone, sarebbe stato difficile evitare l’annullamento della rete del bomber udinese, bellissima ma irregolare. Un vero arbitro deve saper fronteggiare con coraggio anche il malumore di una decisione presa al 95′ che deludeva i tanti tifosi udinesi presenti allo stadio. Per non parlare del surreale “Dialogo sull’Immediattezza” tra Colombo, Gariglio e Chiffi, esplicitato a posteriori da “Rocchi e i suoi fratelli”.
2. Il “vero” Capitano. Ma torniamo alle cose di casa nostra, per evidenziare un problema che da tempo credo di aver segnalato su queste pagine: la decisione assunta da un paio d’anni di affidare la fascia di capitano della Lazio al bravo Mattia Zaccagni. Nulla contro il validissimo esterno cesenate che gioca con noi ormai da quattro campionati, ma per me la fascia di capitano sarebbe stato molto più logico affidarla a Romagnoli, o al limite a Cataldi, due giocatori che giocano in ruoli meno soggetti a subire falli in continuazione, come invece è il caso di Zaccagni. Ogni volta che Mattia si rivolge all’arbitro per protestare, sembra sempre che lo faccia a titolo personale, non a nome della squadra. Ben altra autorevolezza avrebbe la fascia al braccio del nostro stopper, per carriera pregressa, per il ruolo rivestito, infine per l’attaccamento ai colori sociali di cui è tifoso dalla nascita. La fascia che era di Ciro Immobile sarebbe stato più logico fosse andata a lui da subito, ma si può sempre correggere la decisione, ovviamente giustificando la scelta al buon Zac per non demotivarlo.
3. I simulatori. Un’altra piaga del nostro calcio è rappresentata dai simulatori seriali, giocatori ben noti a chiunque segua con un minimo di attenzione il nostro campionato maggiore e che anche gli arbitri dovrebbero ormai aver messo nel loro mirino. Non passa partita senza che questi personaggi non conquistino la scena con le loro brillanti esibizioni nel ruolo del malato immaginario, contorcendosi tarantolati o capitombolando per metri e metri, tenendosi la testa tra le mani quando colpiti al torace o agli stinchi o fregandosi a lungo cosce, polpacci e caviglie dopo uno scontro in un duello aereo. Naturalmente dopo l’intervento miracoloso della spugna fatata i suddetti riprendono a correre per il campo perfettamente integri, sani come pesci e più vispi che mai. Questi commedianti da strapazzo, questi guitti della palla rotonda dovrebbero essere stangati senza pietà, soprattutto quando questi mezzucci vengono messi in campo per guadagnare punizioni o rigori a favore, cartellini gialli o rossi a danno degli avversari, o minuti preziosi nel finale di partita con la squadra in vantaggio. Miserabili simulatori che esistono in tutte le squadre, anche noi non ne siamo esenti, ma giustizia vuole che si faccia pulizia una volta per tutte, punendo duramente questi personaggi farseschi. Caro Gianluca, ricevuto il messaggio?
4. I protestanti. Già che ci siamo, affrontiamo un altro punto dolente che è opportuno chiarire, anche perchè di recente il problema è stato segnalato e più volte rimproverato anche e soprattutto perchè lamentato nei confronti di un paio di squadre, per cause diametralmente opposte. Parlo di Inter e Lazio, che a diverso motivo sono accusate di adottare una strategia comune nei confronti degli arbitri designati ad arbitrare le loro partite. Secondo la critica entrambe le squadre cercano sempre di fare una indebita pressione sull’ufficiale di gara, circondandolo a capannello, a volte richiamandolo solo verbalmente, ma talora tirandolo per la giacchetta per fargli cambiare le sue decisioni. Gli interisti in genere lo fanno per farsi concedere falli o punizioni a favore, i laziali invece per far recedere da scelte e decisioni assunte sul campo a proprio sfavore, leggi l’ultimo clamoroso “caso Colombo”. Al proposito si ricorda che solo il capitano ha il compito e l’autorità per conferire con l’arbitro durante la partita, ogni segnalazione è corretto che avvenga solo attraverso questo unico canale, da parte degli arbitri è quindi auspicabile un maggior rigore, per evitare di assistere a scene da riunione condominiale o a risse da mercato rionale, da chiunque la abbia messe in scena.
5. La “moviola”. Il nostro Comandante, sempre attento al rispetto di regole e comportamenti durante la partita, ha lanciato di recente un provvido suggerimento per evitare inutili o dannosi coinvolgimenti delle panchine nello sviluppo delle fasi della partita e nelle decisioni dell’arbitro al riguardo. Secondo Sarri lo schermo del VAR, presente sul terreno di gioco per consentire all’ arbitro di visionare le fasi del match, selezionate su sua iniziativa o su suggerimento degli arbitri di Lissone (una specie di moviola in campo), deve essere spostato sul lato del campo opposto alle panchine, proprio per evitare qualsiasi indebita interferenza o pressione nella valutazione di tali immagini da parte dell’arbitro. Questa proposta mi pare assai opportuna, aiuterebbe il compito del IV uomo, specie se vista associata all’introduzione del “VAR a richiesta” (Punto 1) e alla riduzione del “protestantesimo” sul terreno di gioco (Punto 4).
A questo punto concludo con un augurio per un Buon Anno Nuovo a tutti e con un famoso invito, ben noto a tutti i frequentatori del vecchio Stadio Torino: “Per tutti gli arbitri che vedono male, Ottica Bernabei, via del Corso, 34.” Arrivederci all’anno prossimo…
🍾 👍 👍
Caro ghiro ,come sopra .
Tutto giusto, ma che il VAR abbia ridotto efficacemente gli errori non si può leggere.
Gli errori sono aumentati, perché gli arbitri non sono più liberi di decidere.
Lo scrivo per la centesima volta, ne rugby il TMO è stato introdotto senza grandi casini e funziona benissimo, nel senso che gli arbitri sbagliano ancora, ma hanno uno strumento in più per sbagliare di meno.
La responsabilità rimane SEMPRE in capo all’arbitro, è lui che decide SE chiedere l’intervento del TMO, e QUALI immagini vuole vedere.
Nel calcio si sentono cose surreali, il VAR che dice “mandiamogli questa”, oppure “fermiamo l’immagine qui”.
Assurdo
Aggiungo, nel rugby tutto il processo avviene a microfoni aperti, il pubblico sente tutto, senza quella ridicola manfrina del “dopo revisione” con tono stentoreo
“Il rugby è uno sport bestiale giocato da gentiluomini. Il calcio è uno sport per gentiluomini giocato da bestie.”
Lo stesso tono usato dai Cadetti al termine del corso all’Accademia durante il Giuramento…dicono si sentisse anche un “forza Juve”….chissà chi era…🤣
Buon anno a te a FBocca e a tutta la compagnia 🍾🍾🍾🍾
Di certo uno poco furbo😀😀
E lo sapevo CVD che tra voi sopravviveva ancora una certa vena monarchica..😄