Giornalista sportivo, a La Repubblica dal 1983 al 2022, sono stato per 12 anni capo dello Sport. Prima e dopo sempre sport e calcio, dai campi di periferia fino ai Mondiali, da Gianni Brera fino a Internet, da San Siro a New York, da Wembley all'Olimpico, dalla carta alla TV. Autore di Bloooog!, il Bar Sport, per 14 anni dentro Repubblica.it. Ora in maniera assolutamente libera, autonoma, indipendente, senza filtri.

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Waters

Fabrizio, ormai è bollito come un bel pezzo di fassona piemontese, resta il fatto che l’unico che ha vinto qualcosa nella Roma negli ultimi 15 anni è Josè Mourinho…

Saludos

Non volevo Gasp, ma...

Avrebbe potuto fare molto di più, se fosse stato onesto come diceva, non ci avrebbe derubato di quello scudetto del 2008 che ancora grida vendetta. Senza parlare dei due successivi, con 5 giocatori in fuorigioco sul gol di Maicon a Siena ecc ecc.

2010 nessuno

No, forse era lo stesso Maicon ad essere partito in fuorigioco, ma io credo che se andiamo a fare il gioco del però col senno di poi tutto il campionato, anzi i campionati, tanti, sarebbero completamente diversi , perché capitava tante volte a tutte le squadre che ci fosse un’irregolarità che le avvantaggiasse o svantaggiasse in partite anche decisive

Non volevo Gasp, ma...

Quello di Maicon era il gol in fuorigioco del campionato successivo, 2008-2009, con tanti altri episodi favorevoli all’Inter e contrari alla roma, così come quello dell’anno dopo con Ranieri in panchina.
No, io mi riferivo al campionato 2007-2008 (rubato in modo ignobile con una serie infinita e devastante di episodi vergognosi a favore dell’Inter, se vuoi ti posto la lista con le dichiarazioni di De Rossi), ma devo correggermi, allora c’era Mancini sulla vostra panchina, non Mourinho.

Nostalgia Chinaglia

Che nessuna Fiorentina osi far ombra a quel trofeo, la Coppa d’Albania dovrà rimanere l’unico trofeo internazionale vinto daa Riomma e nessun’altra squadra italiana deve scalfire di un’oncia l’onore perpetuo che ne deriva.

Non volevo Gasp, ma...

Certo, la Coppa Cirio con milioni di italiani pelati di tutti i risparmi, ha un valore al portatore di svariati miliardi di debito.

bardo bazzicabovi

non essere modesto e rivela chi era l’eminenza grigia dietro l’allenatore col broncio, Cicalò;

il ghiro

Roma – Viktoria Plzen  1 – 2
Dopo le belle vittorie in trasferta delle altre due italiane impegnate in Europa, Bologna e Fiorentina, per la terza invece vale il detto “non c’è Roma senza spine”. Stavolta la spina nel fianco della Lupa l’ha piantata il Plzen, con una bella Viktoria all’Olimpico, birra alla spina che è andata di traverso al Gasp, imbufalito con i suoi. Ma vediamo come è andata.
Il Gasp fa riposare Ndicka, Cristante e Pellegrini, giocano Ziolkowski, Hermoso, El Aynaoui, Wesley, e dal 1′ anche Dybala. Ricordo bene i birrai cechi, che noi eliminammo l’anno scorso agli ottavi, mi impressionò specialmente il giovanissimo e gigantesco bomber nigeriano Durosinmi. Arbitra il turco Meler, al VAR lo svizzero San. 
Tiretto di Dovbik, puttanata di Hermoso, Adu tira a lato, tiraccio e poi tiretto di Soulè, e arriva l’uno-due dei cechi, palombella di Adu e bel sx da fuori area di Souaré, 0-2. Giallo a Durosimni, entra El Shaarawy, tiro di Wesley deviato, tiraccio di Soulè, Dovbik devia il tiro di El Shaarawy, la Roma ci prova ma in modo molto confuso e scoordinato. 
Ripresa: entra Pisilli per Konè, tiro parato di El Shaarawy, Jemelka tocca col braccio la testata di Dybala, VAR e rigore, Dybala spiazza Jedelka, 1-2. Gialli a Celik e Souarè, tiri a lato di El Shaarawy e Soulè, dentro Visinsky e Markovic, giallo a Spacil, dentro Bailey, poi Havel, infine Ferguson e Ndicka, giallo a Cerv e ad un Mancini nervosissimo, dentro Bello e Zeljkovic, Bailey a fil di palo, Ndicka di testa centra il portiere, annullato per netto f.g. il bel gol di Pisilli, e si chiude tra i fischi del popolo giallorosso.
I peggiori dei giallorossi Ziolkowski, Hermoso e Dovbik, ma anche la panca non ha dato gran miglioramento al gioco della Roma, c’è molto da lavorare per il Gasp in vista della prossima trasferta scozzese.

Modifica il 9 mesi fa da il ghiro
Non volevo Gasp, ma...

Alcuni miei cotifosi sibilano che l’effetto comincia a vedersi… io mi mantengo fedele alla linea ed aspetto, con (meno convinta) fiducia.

Male, male, male. Avevo scritto che per aver ragione stasera del Viktoria Plzen, Gasperini non avrebbe avuto bisogno di spremere tutti i titolari in vista di domenica pomeriggio a Sassuolo. Sono stato il primo a sottovalutare l’impegno. Evidentemente senza anche solo tre-quattro titolari, questa squadra non è in grado di fare meglio di figuracce simili. Nonostante un pubblico fantastico che da altre parti avrebbe abbandonato e fischiato la squadra dopo un primo tempo fantozziano. La qualificazione almeno ai play off non è in pericolo (a meno di proseguire con questo andazzo dopolavoristico), però a questa nuovissima Roma di Gasperini, le partite servono per fare progressi, non per vivacchiare. Con questi presupposti non si va da nessuna parte. Ci si aspetta una reazione già da Sassuolo.

occasionale

E’ ovvio che nessuno di noi è dentro il recinto di Trigoria e dentro la testa del Gasp e dunque si va per impressioni.
La mia è che il compito di Giampiero non sia dei più semplici: la piazza è prestigiosa e da sempre complicata e la rosa non è, forse, di quelle più adatte all’introduzione dei suoi dogmi calcistici (nel dopopartita di ieri mi è sembrato che anche lui attingesse – sia pure molto en passant – a un argomento del tipo “gli uomini sono questi …”).
Forse dunque – e naturalmente sottolineo forse – il Gasp potrebbe preferire di non disperdere troppe energie nei diversi tornei per concentrare, piuttosto, sul Campionato il processo di crescita della sua squadra.
Insomma .. magari non avere ‘troppa carne al fuoco’ lo considera preferibile.

Non volevo Gasp, ma...

La garanzia di Gasperini rispetto all’ambiente si chiama Claudio Ranieri.
Il resto dipende da quello che gli ha chiesto la proprietà e cosa lui ha ”promesso”. Se, come penso, gli è stato chiesto di qualificarsi alla prossima Champions, il dilemma rimane: più facile arrivarci attraverso il campionato (contendendosi il quarto posto presumibilmente con Juventus, Bologna e Atalanta) o vincendo l’Europa League approfittando della ”modestia” delle squadre in lizza quest’anno (con l’Aston Villa di Emery, come squadra sulla carta più pericolosa)?
Gasperini è uno che punta sul lavoro di lungo periodo più che sul ”testa e croce” della sfida ad eliminazione diretta, però lui una EL ben più complicata di questa l’ha già vinta…

occasionale

Senza dubbio, però l’ha vinta con un’altra squadra e al termine di un ciclo di lavoro di diversi anni (del quale quella coppa è stata un magnifico suggello).
Insomma, l’ha vinta con una squadra ben più rodata di quella che ha in mano ora.

Vincerla con la Roma al suo primo anno di panchina arrivando fino in fondo all’intero percorso dell’Uefa League .. la vedo dura.

Ad ogni modo certezze non se ne possono avere, noi possiamo soltanto ‘elucubrare’: alla fine i tornei esistono per essere disputati e noi stiamo quì per vederli disputare.

EhEh

Vincere il primo anno… E mica è *bollito* come Mourinho!

Modifica il 9 mesi fa da EhEh
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