Di che cosa parliamo quando parliamo di pace
Una pace terrificante (La Domenica delle Salme, Fabrizio De André).
Dicono che siamo stati talmente inteneriti, rammolliti e imborghesiti dalla pace che adesso che la guerra ci lambisce e ci sfiora non siamo in grado di comprenderla la pace. Figuriamoci difenderla.
Pace fa parte di quelle parole un po’ così, diciamo convenzionali, che ci teniamo nel nostro bagaglio obbligatorio di monadi civili, ma che di fatto non ci toccano. Ogni giorno che mi alzo mi serve prima caffé, pisciare, bere, scarpe, medicine, dentifricio, telegiornale, Flotilla, Meloni, camicia, mutande, giornali, notizie, uscire, internet, mia moglie, campionato, bar.
A occhio ne userò altre mille di parole prima che mi serva pace. E credo di trascorrere giornate intere, senza usarla e manco pensarla. Al contrario di Trump, Putin, Netanyahu, drone e ammazzati di cui nemmeno tengo più il conto.
Di solito pace la sento pronunciare dal Papa e da quelli che pregano. Noi pace la lasciamo cadere nelle nostre chiacchiere da caffé, da aperitivo fighetto o da bar sport sguaiato (questo), sciocchezzaio social dove queste stesse chiacchiere alla fine cadranno. Inutili.
Non sappiamo cosa sia la pace, perché per noi la guerra è uno schermo piatto da 50 pollici, che non ti trasmetterà mai paura e senso di morte vero, ma solo trasfigurato. Col culo sul divano, pace la usiamo solo come antitesi di guerra, addirittura non esisterebbe, la pace, se nessuno si facesse la guerra e ammazzasse gli altri in massa, con metodo e senza pietà.
Insomma si sono mangiati il calcio così, mettendolo nell’unico angolo rimasto vuoto del nostro cervello. Ho trascorso la giornata intera senza curarmi di Juve-Inter e del campionato che deve riprendere, perché i soliti noti si sono presi tutto lo spazio.
Un massmediologo in tv c’ha pure detto – graziarcazzo – che non c’è mai stata così tanta “politica estera” intorno a noi, che significa poi che una guerra non sarebbe insomma così distante. Sì, vabbé, daje, la guerra…
Tranquilli comunque la pace verrà un giorno, ma dopo la terza guerra mondiale. Che vuol dire che si potrà probabilmente morire senza nemmeno sapere chi t’abbia ammazzato. E della pace non ce ne saremo appunto fatto un cazzo.
“Voi avevate voci potenti
Lingue allenate a battere il tamburo
Voi avevate voci potenti
Adatte per il vaffanculo”
“La domenica delle salme
Gli addetti alla nostalgia
Accompagnarono tra i flauti
Il cadavere di Utopia”
La Domenica delle Salme, Fabrizio De André (1990)
⚽ Bloooog!
Il Bar Sport di Fabrizio Bocca
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Non è che si possa dimenticare le guerre di ieri. Gli USA hanno bombardato mezzo medio oriente facendo morti a bizzeffe tra i civili, ma li nessuno ha mai invocato il genocidio. Facciamo affari con la Turchia, che è membro NATO, che fa carne di porco prima con gli armeni e poi con i turchi. Vediamo poi un ex presidente del consiglio e noto critico del governo attuale, che felice felice, partecipa alla festa dei tre principali dittatori mondiali. Bene, ma non benissimo
Eppure abbiamo avuto la guerra per anni sull’altra riva dell’Adriatico, con carneficine immani, abbiamo la guerra in Ucraina, sempre a pochi passi dal suolo italiano, con i rifugiati che cercano salvezza alla porta di casa, oppure che vengono ammazzati perche’ bianchi negli Stati Uniti (poveretta quella ragazza ucraina, Iryna si chiamava), ma la gente ha paura delle parole, dell’uso corretto o meno dei pronomi, la gender society sta facendo danni seri.
Abbiamo la guerra in Medio-Oriente – ma quella e’ da sempre che si sgozzano a turno.
E te credo che poi esistono e prosperano i Putin, Netanyahu, Xi Ping, Trump e compagnia.
Io sono felice di essere felice dall’altra parte del mondo, dove questi frastuoni assordanti di pazzia e di folli arrivano attutiti e me ne resto a godere il canto dei magpie in giardino, in santa pace, e il profumo degli eucalipti tutt’intorno, che ti senti bene anche solo a camminar per strada con gli sconosciuti che ti dicono buongiorno come stai, mate.
C’è un unico modo: nel caso di Russia/Ucraina sperare che qualcuno pianti in fronte un proiettile a Putin; nel caso di Israele/Resto del Mondo, beh, servirebbe un mezzo secondo genocidio…
Disponibile per altri utili consigli.
Sei un nostalgico dei vecchi, cari KL?
E già, bei tempi…
La pace vera si conquista solo con sé stessi, la pace tra gli uomini solo con un minimo di eguaglianza sociale.
Restando al calcio…
Bocca, che ne pensa della sfacciataggine di un sistema che non si preoccupa nemmeno più del carico di ridicolo nell’assegnare il Premio Gentleman al simulatore bestemmiatore seriale di nome Lautaro Martinez?
Avete capito bene: dopo aver bestemmiato in diretta tv e aver giurato sui figli di non averlo fatto, Lautaro si aggiudica il premio Gentleman!!!
Intanto il capo della FIFA – sceso dal suo scranno usurpato, come sappiamo bene – fa visita ad Appiano Gentile accolto dal più incredibile coro di ”benvenuto a casa”.
Bocca, secondo lei a cosa serve tutta questa ostentazione di strafottenza?
È la solita normalizzazione dell’inaudito cosicché non ci si stupisca di fronte ai futuri furti, di tutti i tipi, del club più protetto e impuntito del mondo? O pensa che ci sia ancora di più?
La pace vera si conquista solo con sé stessi, la pace tra gli uomini solo con un minimo di eguaglianza sociale.
Restando al calcio…
Bocca, che ne pensa della sfacciataggine di un sistema che non si preoccupa nemmeno più del carico di ridicolo nell’assegnare il Premio Gentleman al simulatore bestemmiatore seriale di nome Lautaro Martinez?
Avete capito bene: dopo aver bestemmiato in diretta tv e aver giurato sui figli di non averlo fatto, Lautaro si aggiudica il premio Gentleman!!!
Intanto il capo della FIFA – sceso dal suo scranno usurpato, come sappiamo bene – fa visita ad Appiano Gentile accolto dal più incredibile coro di ”benvenuto a casa”.
Bocca, secondo lei a cosa serve tutta questa ostentazione di strafottenza?
È la solita normalizzazione dell’inaudito cosicché non ci si stupisca di fronte ai futuri furti, di tutti i tipi, del club più protetto e impuntito del mondo? O pensa che ci sia ancora di più?
prima che scattasse la legittima difesa
Ciao ragazzi. Mi intrometto. Volenti o nolenti, la pace si conquista e mantiene con la forza, non esiste un piano B. Il problema delle nostre democrazie è purtroppo che la democrazia e la libertà sono eccezionali, ma costano, e per mantenerle bisognerebbe paradossalmente a volte limitare le libertà di alcuni individui. Quali individui? Beh, fate voi la lista. Non sarebbe stato meglio eliminare Hitler o Stalin quando erano piccoli? La mia partner, di destra, e non violenta stamane ha detto “beh quel kirk che era suprematista e negazionista e si faceva i soldi non ha nulla a che fare con la libertà di pensiero. Una persona di merda”. Per Trump, un eroe.
L’errore di noi democratici è pensare che il male non esista, che la feccia da eliminare non esista. Certo, qui viene il problema, chi decide cosa è la feccia? Noi siamo la “feccia” per gli afgani. Ricordo di avere parlato in uno dei miei viaggi con un maschio afgano che sorrideva quando dicevo che le donne erano uguali a noi. Per lui erano inferiori e punto.
A volte dobbiamo scegliere. E qua io faccio la mia scelta. Per me il nemico è evidente che sta in Russia oggi, in Iran, in Corea e nella destra di Trump, in Hamas e nella leadership israeliana. Per cui il problema per me oggi è semplice. Non è se devo eliminare certa gente, ma è come eliminarla o perlomeno evitare che elimini me e quello in cui credo.
Un punto ad anonimo
OT:
Non so se sia coinvolto anche lo sponsor col baffo di Alcaraz, ma pare che la federazione internazionale del tennis assieme alla federazione internazionale dell’alta moda, abbiano deciso di intervenire sulla regolamentazione dell’abbigliamento degli atleti. Per ora stanno studiando un protocollo esclusivamente sulle finali e sui loro orari:
1) Abbigliamento maschile in orario diurno
– Maglietta polo a ½ maniche (vietato il giro manica ed il colore rosa) che sono robe da buzzurri;
– Pantaloncini corti fino a mezza coscia colore della maglietta
– Scarpe basse in cuoio con suola in mescola (*)
– Cappellino con visiera rigida colore della maglietta (non a giro manica e non rosa)
2) Abbigliamento maschile in orario serale
– Maglietta polo a maniche lunghe (vietato il colore rosa) che è roba da buzzurro;
– Pantaloncini corti appena sopra il ginocchio colore della maglietta
– Stivaletto basso in cuoio morbido con suola in mescola (*)
– Cappello colore della maglietta con falda in feltro
1) Abbigliamento femminile in orario diurno
– Maglietta polo non tanto fina e stretta che m’immaginavo tutto a ½ maniche (vietato il giro manica, ma ammesso il colore rosa);
– Gonnellino fino a mezza coscia colore della maglietta con mutande tipo boxer colore nero non trasparente
– Scarpe basse in cuoio con suola in mescola (*)
– Cappellino con visiera o foulard colore della maglietta
2) Abbigliamento femminile in orario serale
– Maglietta polo non tanto fina e stretta che m’immaginavo tutto a maniche lunghe (ammesso il colore rosa) ed ammesse le paillettes solo in colore dorato;
– Gonnellino corto fino al ginocchio (sempre con mutande tipo boxer colore nero non trasparente)
– Scarpa alta (max tacco n.12) in cuoio morbido con suola in mescola (*)
– Cappellino da sera a scelta colore della maglietta
(*) Mescola delle suole: quattro mescole: hard/cemento( colore nero); medium/sintetico (colore azzurro); light/terra battuta (colore arancio); extralight/erba (colore bianco)
Le mescole potranno essere cambiate solo fra un set e l’altro ammessi due pitstop durante ogni incontro.
Considerato che, dopo il tennis, anche le federazioni internazionali di canottaggio, pugilato, atletica leggera e quante altre specialità sportive utilizzano la canotta, potrebbero essere coinvolte nello scandalo “buzzurri in campo”, provvederanno anch’esse a vietare e predisporre un consono regolamento al fine di evitare che in una finale si possa assistere allo scempio proposto da Alcaraz negli US Open.
Era ora che nello sport non venisse più lasciata una tale libertà agli atleti. Speriamo che si cominci anche a mettere mano ad una regolamentazione per i tatuaggi e, soprattutto, al taglio ed al colore dei capelli. Di questo passo si rischia di ritrovarsi con un presidente di repubblica che indossa un cappellino con visiera anche in occasioni istituzionali o in un altro presidente di repubblica che indossa tutte mimetiche. Ecchecazzo!
“Di cosa parliamo quando parliamo di pace?”
Non credo che cambino molto le cose rispetto a quando parliamo di calcio anzi, in termini d’ipocrisia, facciamo più bella figura quando parliamo di calcio. Fermo restando che i parametri in gioco sono sempre gli stessi. Che poi sono gli stessi su qualunque argomento (valeva col covid, vale col calcio, vale a briscola, vale per i Nobel, vale anche nella scienza e così via (in poche parole nessun individuo può prescindere dalla propria ipocrisia). Quindi l’unico parametro in gioco è sempre uno: “per chi facciamo il tifo”.
Tutto il corollario dei discorsi con i quali cerchiamo di dare contenuti a quello che diciamo, è solo una zuppa d’ipocrisia e sudditanza.
Iannelli ci sono le idee ed i fatti. Sapere distingure le due cose dovrebbe essere la prima cosa che facciamo. E’ difficile, ma deve essere la differenza tra uno che appoggia l’Inquisizione e uno che la combatte.
In termini d’ipocrisia, distinguere i fatti dalle chiacchiere è fondamentale. Non a caso, senza tornare all’inquisizione solo perché può far comodo, in termini di aggressore e di aggredito: i dossier falsi sulle armi di distruzione di massa di Saddam, sono un fatto; l’aggressione all’Iraq da parte degli USA e dei suoi complici è un fatto; l’aggressione all’Afghanistan è un fatto; l’aggressione all’Iran da parte d’Israele è un fatto; il genocidio in atto nella striscia è un fatto; l’uso dell’atomica due-volte-due contro l’uomo, è un fatto; anche la deportazione e i forni crematori sono un fatto e, caso vuole… mannaggia… porca miseria… guarda caso sono tutti fatti made in occidente.
O no?
E dire che avevo scritto “in termini d’ipocrisia, facciamo più bella figura quando parliamo di calcio”.
Ecco, torniamo al calcio che è meglio.
Che in Occidente ci siano state delle belle schifezze non c’è dubbio, ma almeno qui possiamo protestare. Provaci in Russia
“hai sentito qualcuno difendere gli israeliani?”.
figuriamoci. oddio, ci sarebbe solo da precisare che gli iraniani, notorie anime belle e pure, nel corso del 2024 hanno lanciato verso Israele, in almeno due occasioni, droni e qualche razzetto.
Ugo, dai, per cortesia, stiamo comunque parlando dello stato che in assoluto ha violato più risoluzioni ONU nella storia dele Nazioni unite, un governo che nell’ultimo anno e mezzo ha attaccato con scuse farlocche otto Paesi diversi (dico otto!) e non prova nessuna vergogna a massacrare civili, donne e uomini in Palestina, solo per salvare le poltrone di quegli assassini sanguinari che lo guidano.
Mi vuoi dire invece quanti paesi terzi ha attaccato l’Iran nella sua storia (senza nulla togliere allo schifo umano che fa il suo regime)?
Vederti piovere sulla testa centinaia di droni e missili balistici, lanciati da Teheran, come è capitato agli israeliani l’anno scorso (ad aprile e ottobre, se ricordo bene), lo consideri una “scusa farlocca”?
Bene hanno fatto, francamente, a rendere pan per focaccia qualche tempi fa.
E, per una volta, mettiamo da parte i palestinesi, che nella querelle quarantennale tra Iran e Israele (che prima di Khomeini, andavano d’amore e d’accordo contro il comune nemico arabo) non c’entrano una fava secca.
Ti ricordo che la scusa ufficiale di Satanyahu era “distruggere il programma balistico atomico iraniano”, programma che, a detta degli osservatori internazionali nonché dei servizi segreti statunitensi, non era in grado di produrre alcun ordigno. Se non è una scusa farlocca questa, dimmi tu come la definiresti. Fesseria? Stronzata? Falso pretesto per bombardare un altro paese terzo e così allontanare gli occhi dal governo più corrotto e putrido dell’intera storia israeliana?
Scegli tu.
Manca qualche simpatico scherzetto, sempre stati spiritosi, da parte dei russi.
Dimenticanza? O cosa?
Dimenticanza? Dài Mordechai, devo virgolettarlo “guarda caso sono tutti fatti made in occidente”? Il soggetto è sempre quello, l’ipocrisia tutta occidentale, quella che in termini di “aggressioni” siamo maestri e, sia chiaro, non sto certo giustificando quelle degli altri altrimenti sarei nel gruppo degli “ipocriti” anch’io. Se poi vogliamo elencare, andando anche più indietro del ’43, meglio lasciar perdere altrimenti fra genocidi, crociate e colonizzazioni sarebbe come ripassarci un po’ di storia. Quella vera non quella della nostra contropropaganda… l’ho detto, meglio parlare di calcio.
Ma l’elenco delle stragi, dei morti, degli stermini compiuti sotto la formula della “Repubblica popolare”, quando lo farai compagno? Oppure la vergogna te lo impedisce 😂😂😂 e sei costretto a fare cherry picking degno di un ragazzino delle elementari.
Con il pretesto dell’equità, della giustizia, della sovranità popolare ne avete sterminati a milioni🤡🤡🤡
Sì, me le ricordo anch’io le stragi, i morti e gli stermini di cui parli. Non mi perdevo neanche un film con Bruce Lee.
Ah, ma allora esisti. Pensavo fossi un bot difettoso 😂😂😂Ho letto 4/5 commenti e ripeti sempre la stessa cantilena, qualsiasi sia l’argomento. Non avendo più nulla in cui credere sei ridotto a brandelli. Non dico tutti, ma se un paio di decine di milioncini li aveste risparmiati magari non sareste crollati in one-shot🐷🐷🐷
Occhio che Bruce lee è di origine cinese, mi sa che ti sei tirato la zappa sui piedi🤡🤡🤡 Ricordi quando Krusciov diceva che in 20 anni avreste superato l’Occidente😂😂😂 ed Honecker che il muro di Berlino sarebbe durato 100 anni😂😂😂😂 sei quasi più divertente di loro🤡🤡🤡😂😂
Meglio non “territorializzare” nulla, allora. Che anche altrove, lontano dall’esecrato occidente, gli armadi scoppiano di scheletri.
aggiungerei che esiste il giusto e lo sbagliato. Se non abbiamo imparato a distinguerli, e anche a capire qual è la zona grigia, i nostri genitori non hanno fatto un buon lavoro
Personalmente penso che dipenda da cos’è ciò di cui stiamo parlando.
Se parliamo di cose miserabili come i campi di concentramento o il massacro del 7 ottobre e la mattanza di Gaza allora sono d’accordo con voi: in qualunque epoca umana esistono sul pianeta i relativi concetti di “giusto” e “sbagliato” e noi abbiamo non solo la capacità ma anche il dovere di scegliere, di schierarci, di “tifare” (sperabilmente x il giusto).
Aiutati in questo dal ‘diritto naturale’: princìpi che in un’epoca data e a qualsiasi latitudine del pianeta vengono comunemente e trasversalmente percepiti come giusti piuttosto che no (presso qualunque popolazione ovunque ubicata sul pianeta l’uccisione di un neonato è considerata riprorevole senza sé e senza ma – e che esista una tribù di 200 aborigeni della foresta amazzonica [su 8 miliardi di abitanti del pianeta] che a certe condizioni possono concepire quell’atto nulla toglie alla validità generale del princìpio di diritto naturale).
Se invece parliamo di questioni come quella israelo-palestinese (et simili) nei suoi termini complessivi allora il discorso si fa un po’ diverso.
Questa miserabile faida, infatti, è ormai un cancro della storia.
E assumere la logica dei “contendenti” (che è quella del “hai cominciato prima tu”) significa semplicemente risalire, a spasso nel tempo, fino ad Adamo ed Eva nell’illusione di appurare se ha cominciato prima Adamo oppure Eva .. senza naturalmente venire a capo di nulla.
Niente di più sbagliato dunque, eppure è quello che fa il 99% delle persone.
Ogni volta che mi capita di leggere post su vicende come quella mediorientale resto totalmente sbigottito dalla quasi totale assenza di commenti che cerchino di assumere un’ottica “altra” .. che non sia quella di schierarsi (ripartendosi sostanzialmente al 50%) fra sostenitori dell’uno o dell’altro contendente in una logica che finisce inevitabilmente col richiamare quella del tifo.
E ancor più mi sbigottisce constatare come, di fronte a simili impasse della storia, pure la comunità internazionale tenda a dividersi (anch’essa al 50% – esattamente come l’opinione pubblica) fra sostenitori dell’una o dell’altra causa .. quando invece ciò che essa avrebbe il dovere di impegnarsi a fare è “spezzare il cerchio”: e cioè mettere sul tavolo i termini complessivi della questione e risolverla con gli strumenti della razionalità, prescindendo dal passato e dai torti e dalle ragioni (che tanto non si capiranno mai) di una storia che ciascuno ricostruisce ormai a modo suo.
Davanti alla cancrena si agisce sulla cancrena e non sulle possibili cause – quali che siano – che l’hanno generata.
E anche nelle vicende storico-politiche esistono stadi in cui gli effetti prodottisi sono talmente abnormi e devastanti (anche rispetto a qualunque ipotetica ragione iniziale) da rendere inutile e ormai ininfluente l’individuazione delle cause che li hanno generati, a maggior ragione quando oltretutto è anche impossibile.
Ricordo che la Calabria degli anni 50 e 60 era tristemente famosa per l’esistenza di faide familiari che vedevano di anno in anno uccisi, in imboscate di vario tipo, ora componenti di una famiglia ora componenti dell’altra.
Queste faide, i cui effetti erano assolutamente sfuggiti di mano rispetto all’entità originaria dei dissidi, oggi per fortuna non ricorrono più nelle cronache xchè sono state stroncate con gli strumenti della civiltà, della cultura e del diritto, non attraverso la ricerca dei torti e delle ragioni iniziali di ciascuna famiglia (che se no ancora se ne registrerebbero).
Un po’ manicheo non credi? Ci sono anche tanti che nonostante l’impegno e la passione dei genitori non hanno voluto capire ….
Spiacente, sono comportamentista, sono convinto che se non abbiamo capito la responsabilità è dell’ambiente, e in primis della famiglia
Giusto, ne conosco non pochi.
Vero.
Certo che questo momento della storia del pianeta è davvero inquietante.
Il Presidente americano è un disco incantato totalmente incapace di andare oltre frasi come “voglio che il conflitto mediorientale cessi ora” o “tra qualche giorno telefonerò a Putin” o ancora “non sono contento di quello che sta accadendo” o “sono molto arrabbiato” (anch’io quando da piccolo andavo all’asilo spesso non ero contento di quello che stava accadendo e talvolta ero molto arrabbiato ma .. avevo cinque anni, mica settantanove).
E l’insipienza di questa presidenza Usa è addirittura drammatica.
Perché sul conflitto in Europa orientale è maldestramente assoggettata al giogo russo, dopo aver rinunciato – con modi teatrali ma soprattutto frettolosi – a qualunque minima, formale equidistanza (senza peraltro ricavarne nulla in cambio).
E – nella sua più totale irrilevanza – un Israele completamente fuori controllo sta seminando, assolutamente indisturbato, la gigantesca quantità di violenza che percorrerà il pianeta nei prossimi 50 anni.
Come poi se non bastasse .. in pochi mesi ha cancellato decenni e decenni di politica atlantica senza alcuna particolare logica, senza cioè che la cosa sia inscritta dentro un qualche disegno quale che sia ma semplicemente avvicendandola con il caos più totale.
L’idea che sia trascorso mezzo soltanto dei quattro anni previsti della presidenza Trump mette davvero i brividi.
Quando parla, Trump utilizza esattamente i termini che può capire il suo elettore medio, il cui grado di cultura non va oltre il livello dell’asilo, come hai notato tu.
In Europa ci stiamo muovendo lentamente nella stessa direzione, slogan facili, diretti e in lingua elementare per raggiungere la famosa pancia dei cittadini più ignoranti, che sono ovviamente quelli più facili da giostrare. Basta indicare loro chi devono odiare e tutti sono pronti a urlare e riversare odio. Chiaramente ancora non siamo ai livelli di ignoranza statunitensi o argentini, ma prima o poi ci arriveremo.
Nel frattempo una bella notizia: bolsonaro è stato condannato a 27 anni di reclusione per il tentativo di colpo di stato fatto dopo l’elezione di Lula. Imparassero gli statunitensi dal Brasile!
Il tizio con l’elmetto dovrebbe essere, immagino, Bibi.
Ma non mi pare quella la facciona di Bibi, o sbaglio?
L’ argomento non pare molto stimolante , per fortuna fra poco ricomincia il campionato .
Mi sbagliavo vedo che il dibattito si e’ vieppiu’ acceso .
Continua il lavaggio del cervello alla Eduardo Bennato, noi siamo i buoni e gli altri i cattivi.
L’Europa vuole la pace per l’Ucraina! Infatti: truppe dei volenterosi in Ucraina, semmai da subito, e Russia che si ritira dai territori sotto suo controllo, eventualmente anche dalla Crimea. Ucraina nella UE (e Putin no e’ contrario), forse nella Nato o articolo 5 (Meloni) E’ Putin il cattivone, che non vuole la pace! Questa pace?
Israele accetta la proposta di tregua di Trump! Infatti: subito dopo o in contemporanea droni o missili sul Quatar per ammazzare i negoziatori di Hamas, e avverte Trump due minuti dopo. Israele accettera’ la tregua quando rimarra’ un palestinese, forse.
Ma, come diceva Bennato, noi siamo i buoni.
Quindi tu ritieni che, dal momento che la Russia ha invaso l’Ucraina, dovremmo prendere atto della cosa e non chiedere che si ritiri?
E’ quello che Vladimiro il rubizzo ha come scopo.
Nello specifico della questione russo-ucraina anch’io diffido di chi ricostruisce le cose attraverso distinzioni grossolane fra buoni e cattivi.
Mi pongo, tuttavia, delle domande.
Se l’Europa e Zelensky, come molti sostengono, non giocano alcun ruolo nella conclusione del conflitto (sono totalmente ininfluenti): l’Europa xchè da sempre autocondannata a un’assoluta irrilevanza nelle questioni di politica internazionale (accentuata dal bassissimo spessore delle sue attuali dirigenze) e Zelensky xchè (in una dimensione che si colloca a metà fra quella di un prestanome e quella di un utile idiota) ha combattuto e sta combattendo questo conflitto sostanzialmente ‘x procura di altri’, nella fattispecie della precedente amministrazione Usa ….
…. sulla scena non restano che il più grande Presidente americano di tutti i tempi, lo Zar di tutte le Russie e l’enigmatica figura del Premier cinese (io almeno non vedo altri).
I quali – tutti e tre – non fanno che declamare tutto il proprio impegno per la fine delle ostilità.
Chi dei tre, allora, rema contro ostacolando la soluzione di questa squallida pagina di storia ?
Chi dei tre, insomma, predica bene e razzola male, bleffa ?
Oppure .. dei tre .. chi sono i due che bleffano ?
O ancora .. bleffano tutti e tre ?
I nostri media ci inondano di approfonditi resoconti dei propri migliori analisti.
E anche i blog pullulano di grossi esperti di “ingegneria e dietrologia delle relazioni internazionali”, di quelli che avevano capito come sarebbe finita fin dal primo giorno in cui è cominciata.
Nessuno però risponde a questa domanda.
Premesso che a me gli ucraini stanno simpatici quanto quelli di Equitalia, preferisci che sia quello psicopatico di Vladimiro a fissare le condizioni della “pace” (o quel che è).
Vediamo che ne pensano, per esempio, a Varsavia.
vedo che ben tre bloggaroli ti approvano;
ritengono giusto che Putin si tenga i territori sotto suo controllo, cioè quelli che ha conquistato con la guerra;
sempre più disgustato dagli umanotteri e da alcuni bloggaroli;
mi metto in aspettativa;
Allora combatti e dichiara guerra alla Russia.
E comunque la categoria “giusto” rimanda alla divisione tra buoni e cattivi, al tuo semprecitato ad-nauseam “Memorandum di Budapest del 1994” e alle (documentate) assicurazioni verbali fatte prima a Gorbaciov. Chi ha ragione e chi ha torto?
In questa sede (e ti va bene) non mi interessa la questione “chi ha ragione e chi ha torto”, e’ futile e ininfluente se l’argomento e’ arrivare alla pace.
Se vuoi un trattato di pace allora la categoria corretta e’ “realismo”: l’unica cosa che conta, o almeno quella preponderante, e’ lo status quo raggiunto. Ma non per questa guerra: sempre.
Per me e’ piu’ credibile Putin che si dichiara disposto alla pace, appunto mantenendo i territori occupati (con probabili margini sulla forma giuridica, unica eccezione la Crimea), che non Europa e Ucraina, che vogliono la pace, basta che la Russia si ritiri al 2022, meglio 2014.
Le assicurazioni del tuo Putin che si trattava solo di manovre erano ben più documentate.
Dunque proponi di accettare lo SQ raggiunto oggi in Ucraina.
Domani in Polonia.
Dopodomani…
quindi tu suggerisci di dichiarare guerra alla Russia per riconquistare quei territori?
Visto che ti disgusti facilmente avrai anche un piano alternativo in mente. Qual è?
mi sembra semplice, sosteniamo l’Ucraina con forniture di armi e tecnologie, come abbiamo fatto finora, anzi incrementiamo il supporto. Nessuno ha mai proposto di dichiarare guerra alla Russia, ma non si può accettare che Putin controlli anche l’Ucraina, dopo aver preso Georgia e Bielorussia
per riconquistare i territori devi, appunto, riconquistarli. Quindi fare la guerra, quindi dichiararla.
Per difendere quelli rimasti, l’idea migliore è un trattato di pace.
E la pace si fa con i nemici, cercando di trovare un equilibrio che accontenti le due parti.
Le guerre funzionano così: nessuno fa un guerra per poi ritirarsi (se la sta vincendo)
ah, dimenticavo la Cecenia.
Se Putin consolida la sua posizione nel sud dell’Ucraina, quanto pensi ci metterà a prendersi anche la Moldavia?
E i paese baltici? E la Bulgaria? E i vari paesi col suffisso finale “stan”? D’altronde, ‘sto ferrovecchio iracondo e grassoccio è pur sempre, non dimentichiamolo, un ex sovietico, niente di più facile che voglia, pezzo per pezzo e con tanta pazienza, ricompattare quell’immondo e sgangherato mappazzone chiamato URSS.
Memorandum di Budapest del 1994:
Certo, noi occidentali abbiamo le nostre radici cristiane e i nostri sacri valori.
Ma non siamo così orribili come altri, almeno in questo periodo.