La Luisona del Bar Sport di Stefano Benni (1947-2025(

Se questo posto esiste è perché è a suo modo un omaggio e una citazione del “Bar Sport” di Stefano Benni. Che ci ha lasciato, ma i “Bar Sport” di tutta Italia restano aperti a chiunque. Col loro mondo che raccoglie l’umanità più varia…

Addio Stefano Benni. Se questo posto esiste, ha uno spirito libero e anarchico, è una porta sempre aperta sul mondo e sembra davvero di stare dentro a un bar di paese, è perché “Bar Sport”, piccolo libro che nessuno allora si filava, lasciò in me una traccia fortissima un giorno che lo acquistai per caso, correvano gli anni 70, prima ancora che Stefano Benni divenisse uno scrittore di fama.

  Ricordo di averlo comprato per poche lire, in una cartolibreria romana vicina a uno studio di  pedicure, essermelo messo in tasca e averlo cominciato a leggere in una sala d’aspetto d’un callista ridendo come un cretino davanti a una serie di personaggi seriosi e molto silenziosi. Probabilmente sofferenti per i calli ai piedi. E da allora non scrivo ma cazzeggio, osservando l’umanità più disparata.

  La “luisona” la portiamo tutti nel cuore e ovviamente sta ancora lì imperturbabile al trascorrere del tempo.

⚽ Bloooog!
Il Bar Sport di Fabrizio Bocca

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FATTI UN GIRO DENTRO BLOOOOG!

Giornalista sportivo, a La Repubblica dal 1983 al 2022, sono stato per 12 anni capo dello Sport. Prima e dopo sempre sport e calcio, dai campi di periferia fino ai Mondiali, da Gianni Brera fino a Internet, da San Siro a New York, da Wembley all'Olimpico, dalla carta alla TV. Autore di Bloooog!, il Bar Sport, per 14 anni dentro Repubblica.it. Ora in maniera assolutamente libera, autonoma, indipendente, senza filtri.

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Xavier

Stefano Benni indimenticabile.
RIP

Stregatto

REGOLAMENTO UNICO E SEGRETO DEL CAMPIONATO MONDIALE DI PALLASTRADA

Il campionato viene giocato ogni quattro anni da otto squadre di tutto il mondo, che si affrontano a eliminazione diretta secondo il regolamento internazionale, e cioè:

1. Le squadre sono di cinque giocatori senza limiti di età, sesso, razza e specie animale.
2. Il campo di gioco può essere di qualsiasi fondo e materiale a eccezione dell’erba morbida, deve avere almeno una parte in ghiaia, almeno un ostacolo quale un albero o un macigno, una pendenza fino al venti per cento, almeno una pozzanghera fangosa e non deve essere recintato, ma possibilmente situato in zona dove il pallone, uscendo, abbia a rotolare per diversi chilometri.
3. Le porte sono delimitate da due sassi, o barattoli, o indumenti, e devono misurare sei passi del portiere. E’ però ammesso che il portiere restringa la porta, se non si fa scoprire, e che parimenti l’attaccante avversario la allarghi di nascosto fino a un massimo di venti metri. La traversa è immaginaria e corrisponde all’altezza a cui il portiere riesce a sputare.
4. La palla deve essere stata rattoppata almeno tre volte, deve essere o molto più gonfia o molto meno gonfia del normale, e possedere un adeguato numero di protuberanze che rendano il rimbalzo infido.
5. Ai giocatori è vietato indossare parastinchi o altre protezioni per le gambe.
6. Ogni squadra dovrà indossare un oggetto o un indumento dello stesso colore (sciarpa, elmo, berretto, calzerotto, stella da sceriffo) mentre è proibito avere maglia e pantaloncini uguali.
7. Sono ammessi gli sgambetti, il cianchetto, la gambarola, il ganascio, il pestone, il costolino, il raspasega, il poppe, il toccaballe, il calcinculo, il blondin, l’attaccabretella, il placcaggio, il ponte, la cravatta, il sandwich, l’entrata a slitta, l’entrata a zappa, il baghigno, la cornata, il triplo Mendelbaum, il colpo dell’aragosta, lo strazzabregh, il cuccio, il papa, lo squartarau, la trampolina e il morsgotto. Sono proibiti i colpi non dianzi citati e le armi di ogni genere.
8. Nel caso la palla finisca giù per una scarpata in mare o in altra provincia, la partita deve riprendere entro due ore, o sarà ritenuto valido il risultato conseguito prima dell’interruzione.
9. Nel caso in cui un cane o un neonato o un cieco o altro perturbatore entri in campo intralciando o azzannando la palla, egli sarà considerato a tutti gli effetti parte del gioco, a meno che non si dimostri che è stato addestrato da una delle squadre.
10. Il passaggio di biciclette, auto, moto e camion non interrompe il gioco, fatta eccezione per le ambulanze e i carri funebri.
11. Per poter svolgere il campionato nei due sacri giorni come è sempre stato, gli incontri mondiali avranno una durata fissa di ottantasette minuti divisi in due tempi.
12. La regola segreta 12, se applicata, abolisce tutte le precedenti.
13. E’ permessa la sostituzione di un giocatore solo quando i lividi e le croste occupino più del sessanta per cento delle gambe.
14. Si possono sostituire tutti i giocatori indicati nella lista di convocazione tranne il capitano. I nuovi giocatori dovranno però essere elementi notoriamente degni dello spirito della
pallastrada.

Buona serata a tutti, vi leggo da qualche anno, non ho mai postato nulla ma ho sempre apprezzato le vostre discussioni sul calcio e dintorni. Particolarmente graditi i racconti di Vipe sul football romantico e di paese. La triste notizia di ieri mi ha fatto tornare in mente il meraviglioso regolamento della Pallastrada, tratto da “La compagnia dei Celestini”, un calcio di strada o cortile che fortunatamente ho praticato anch’io. Un grazie doveroso al bel ricordo di Benni da parte del blogmaster. Purtroppo nel mio paese il Bar Sport è stato sostituito da un negozio di arredo design, ma vive in questo blog.

Luc10 Dalla

Poteva andarti peggio, il Bar Sport poteva essere stato sostituito da una sala Slot oppure da un centro massaggi (anche se in questo caso qualcuno potrebbe pensare il contrario…)

Fandango

Scusatemi, ma nelle citazioni di Benni vorrei ricordare un libro un po’ lontano dai suoi canoni, essendo un giallo: Comici Spaventati Guerrieri.
I personaggi sono tutti così ben delineati, e io ho vivido il ricordo dell’amica della protagonista, Rosa:
“Rosa è bionda naturale, speciale, ha una maglietta rossa, minigonna nera, e lunghe gambe scure terminanti nell’amo sottile di un tacco. Gli uomini a vederla passare ruotano come satelliti.
Le donne dicono: troppo rossetto. Di più non riescono a dire.”

Più o meno tutti hanno avuto un’amica talmente bella da fermare i cuori e Benni era riuscito a rappresentare benissimo questa immagine su un campo di calcio, che poi è l’origine di questo blog dopotutto:
“Si sono fermate all’entrata del campo. Lucia resta in disparte, Rosa avanza e si appoggia tutta alla rete divisoria.
Vedendola, l’intera Pro Patria Mori Calcio impietrisce, come se avessero fermato la moviola. Il centravanti rimane con il piede a mezz’aria. L’ala destra resta chinata con le mani sulle scarpe da allacciare. Il presepe è completato da due terzini paralizzati, dal massaggiatore a bocca aperta e dal portiere che sentendo sopravvenire un’erezione si allunga in giù la maglia.
“C’è Volpe?” chiede la Rosa, guardando i due terzini e rendendoli insonni per la settimana entrante.”

Ciao Stefano, quanto mi hai fatto sognare.

luigi.iannelli

A proposito di buzzurri…

il ghiro

OT
ITALIA UNDER 21 
Ho buttato l’occhio anche sulle due partite della Under21 di Silvio Baldini, in casa con il Montenegro e fuori con la Macedonia del Nord, due striminzite vittorie con un gol di scarto. Gli azzurrini hanno sempre fatto loro la partita, ma io, che speravo di vedere qualche gioiellino da seguire con particolare attenzione, sono rimasto abbastanza deluso. Ora vi spiego perchè.
Dei tre portieri convocati (Mascardi, Motta e Nava) posso dire poco, i primi due hanno giocato una partita a testa, ma sono stati veramente troppo poco impegnati per consentire un giudizio serio. Rivedibili.
I difensori (Palestra, Marianucci, Chiarodia, Idrissi, Moruzzi, più i panchinari Bartesaghi, Manè, Favasuli) hanno in genere fatto buona guardia nella nostra area di rigore, con buoni voti a Marianucci, freddissimo nel piazzare il secco dx nella rete dei macedoni, al solido Chiarodia e al frenetico cursore Palestra, ma con voti bassi per Idrissi, corresponsabile della rete dei montenegrini, e bassissimi per il pompatissimo e osannato Moruzzi, conterraneo e pupillo di Baldini nel Pescara, reo di essersi fatto cacciare dopo 25′ per doppio giallo. In infermeria sono rimasti Kayode, Comuzzo e Guarino.
A centrocampo ci sono vecchie conoscenze di U19 come Ndour, Pisilli, Lipani e Amatucci, novità assolute invece sono Berti e Dagasso, quest’ultimo altro “baldiniano” doc, ma solo 5′ per lui. Discrete le prove di Pisilli, ancora mediocri quelle di Lipani (ma un bel gol per lui) e di un migliorato Ndour, entrambi ora meno fisici e forse un po’ più maturi, ma da tutti e tre difficilmente esce fuori una qualche ideuzza pulita di gioco manovrato, non parliamo di lanci ed assist illuminanti.  
In attacco i titolari sono Pafundi, Gaetano e Koleosho, con esiti molto diversificati. Il primo, detto il Mozart del calcio italiano, esce dopo una mezz’ora totalmente incolore, Gaetano fa il suo con dignità, l’unico in grado di dare un pizzico di brio e di contenuto tecnico ai nostri attacchi rimane il simpatico “rastafariano”, talora obbligato a eccedere in dribbling e duelli uno contro uno per la staticità e scarsa lettura del gioco da parte dei suoi compagni. Degli altri Fini molto deludente, discreto il contributo di Ekhator, pochi minuti per Cherubini, zero per Venturino, peccato per lo sfortunato Camarda, anche lui infortunato. Un’ultima curiosità: che fine ha fatto Hasa, il dotatissimo regista della U19, ora a Napoli, scomparso da queste scene? Assistman cercasi… 

luigi.iannelli

OT: Calcio – C’era una volta

Una volta c’era la zona Cesarini
oggi 5 partite su 10 si decidono solo in quella zona, ma non si chiama più così.
Una volta c’erano gli specialisti delle punizioni
oggi l’unico è rimasto De Bruyne, ma solo se il portiere sta fimando autografi al pubblico.
Una volta l’arbitro era cornuto
oggi, oltre a lui, lo sono anche quelli del Var.
Una volta c’erano le squadre-materasso oggi non ci sono più,
forse perché non ci sono più le grandi.
Una volta i portieri dovevano saper usare le mani e non i piedi,
infatti gran parte delle rimesse dal fondo le battevano i giocatori.
Una volta il rinvio lungo del portiere o andava all’avversario o in fallo laterale,
questa è una delle statistiche che ha fatto nascere la costruzione dal basso.
Una volta la costruzione dal basso valeva solo per le case, i palazzi, i ponti e le piramidi; valeva anche per i vulcani che nascono tutti come un buco nel terreno e solo eruzione dopo eruzione diventano alti come montagne;
oggi, solo nel calcio, dove la costruzione comunque non può che avvenire dal basso, qualche scienziato discute che avvenga dal basso senza però fornire l’equazione su come possa avvenire dall’alto. Al massimo, ma solo con i calci d’avvio, per regolamento, avviene dal centro. Che poi una parte non trascurabile delle costruzioni dal basso diventi un gol per gli avversari è perché certi giocatori, oltre a non saper giocare con le mani, sennò farebbero i portieri, hanno anche i piedi peggiori di quelli del portiere.
Una volta si marcava a uomo,
oggi si marca o a zona, se la zona la si sa fare, oppure si marca a cazzo di cane, come gran parte delle squadre che praticano la zona e in tre minuti prendono 4 gol.
Una volta le difese giocavano con il libero,
oggi, tranne gli allenatori esonerati, il libero non c’è più o, almeno, così sembra. Però se prendi 4 gol da Israele vuol dire che, senza saperlo, magari ne avevamo almeno due o tre di liberi.
Una volta quando un difensore faceva un’autorete o una cappellata, succedeva spesso che poi faceva un gol e si faceva perdonare; Bastoni, infatti, ha fatto il gol. Ma ne ha fatto uno solo però. E meno male che Barella non ha fatto autoreti, altrimenti per farsi perdonare entrambi, avrebbero dovuto segnare almeno 4 gol a testa.

comevolevasidimostrare

👍

nirula's

Grande commento. Complimenti!
Aggiungiamo che, una volta, l’allenatore di una squadra che aveva affrontato un avversario modestissimo non avrebbe detto – come Gattuso – che: “Bisogna ringraziare i ragazzi, gli va dato merito per il lavoro di questi giorni, mi hanno dato subito tanto, sono stati bravi.”
Questo, dopo la gara contro l’Estonia.
Rammento,per i grandi, che – con ogni probabilità – la Corea del Nord del ’66 era molto più forte dell’Estonia. Povero “Mondino”…

+gretini -cretini

per omaggiare Benni si può ricercare un film di cui è coregista: Musica per vecchi animali con

Dario Fo: professor Lucio Lucertola
Paolo Rossi: Lee il tigrotto
Viola Simoncioni: Lupetta
Eros Pagni: Rambo Sandri
Felice Andreasi: Astice
Isaac George: Scheggia
Francesco Guccini: guardiano del museo
Betty Prado: Luna
Lucia Vasini: madre di Lupetta
Carlo Monni: benzinaio
David Brandon: maresciallo
Novello Novelli: spacciatore
Pietro Sarubbi: agente Baffone

io cercherò di rivederlo, se lo ritrovo tra i dvd non catalogati;
prima fo una ricerca nel caso sia disponibile in rete;

c’è su youtube ma la qualità non è buona, cmq su raiplay c’è Bar sport;

Modifica il 7 mesi fa da +gretini -cretini
il radarista

Si trova su Cineblog.
cb01net.lol

Buona visione

+gretini -cretini

c’è anche sul mulo ma è un avi da 700MB, non credo che sia di qualità migliore del filmato youtube;

Mordechai

OT : Norvegia – Moldavia 11 (undici) a 1 (uno). Un gol ogni otto minuti. Se poi si considera che, al netto del soiito teatrino dei pupi che si vede ogni volta in campo, la durata effettiva della partita dura una sessantina di minuti o poco più, un gol ogni cinque minuti e mezzo circa. A spanne un gol ogni tiro in porta.
Ora, Haaland sarà pure un satanasso (cinque gol), ma il CT moldavo chi ha fatto scendere in campo, undici neopensionati in pantofole? Mah!

Il Sindaco

E con questo direi che l’idea di passare per differenza reti ce la possiamo mettere via…

Bob Aka Utente11880

Gomblotto !

2010 nessuno

Ciao Stefano,

occasionale

Ora ci mancava pure Sebastien Lecornù a Palazzo Matignon.
Chissà cosa ne avrebbe detto Stefano.

Luc10 Dalla

L’avrebbe chiamato in bolognese: L’è Cornut

Luc10 Dalla

Ancora mi scompiscio quando ripenso alla “battaglia di insulti” di un racconto de “Il bar sotto il mare”, libro letto una trentina di anni fa ormai….Rip Stefano

Tornando al calcio non ho visto la partita, ma come mai è finita ai rigori?

comevolevasidimostrare

Chissà chi si è pappata la Luisona.
Lessi il libro verso la fine della mia detenzione a Modena.
Ciao Benni (tra l’altro anche Gobbo)

gmr61

sembra un rappresentante di Milano che ha poi passato ore sul cesso…..
R.I.P. grande Benni

2econdo me

Tanti anni fa ho scoperto che la vita era drammaticamente sovrapponibile a un racconto di Benni. In realtà non ha avuto bisogno di inventarsi nulla, si è solo guardato bene attorno. E difatti quanto sono benniani i nazi-ebrei ora al governo in Israele?
I protagonisti delle sue storie non rimangono confinati nel mondo dell’immaginifico ma li possiamo ammirare ogni santo giorno accendendo la TV. Geniale il modo in cui descrisse una certa sinistra, credo in Baol: ad un ricevimento vip c’erano i tavoli di queste e quelle personalità e poi c’era il tavolo degli intellettuali che si chiedeva se fosse giuso o no essere in quel contesto. Quel tavolo c’era sempre.

Ciao e grazie di tutto Stefano

Melo

OT
Israele accusa: “I giocatori dell’Italia ci hanno insultato per tutta la partita”
L’unica cosa buona che hanno fatto gli azzurri negli ultimi 10 anni (almeno)

Mordechai

Dei veri cuor di leone.

Melo

certoil mio caro tuttologo scrivosemprepurdiscriverecazzate.
Certo, al pari dei valorosi soldati IDF armati fino ai denti che sparano su bambini e popolazione inerme.

PS vai a lavorare invece di perdere il tuo tempo nel blog, ce l’avrai pure una famiglia (poveretti) !!!!

Mordechai

Sono in ferie fino a domani, Ciccio.

Melo

buon rientro ma scommetto che i tuoi colleghi non apprezzeranno il tuo rientro anzi, fagli un piacere, resta in ferie (per te e per loro non cambierà granchè)
Ciao bamboccione

Modifica il 7 mesi fa da Melo
Fandango

Viva la Luisona!

2010 nessuno

E viva pure Clara, perdiana!

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